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La verità scomoda

di , 21 Agosto 2017 12:41

Spagna e terrorismo islamico: le radici. Nel 2004 Oriana Fallacci nel suo “La forza della ragione” parlava del pericolo dell’islamizzazione dell’Europa e ne spiegava i motivi analizzando fatti e personaggi che dimostravano che quel processo era già in corso da tempo nell’indifferenza, o la connivenza, del potere politico e religioso, con precisi riferimenti alla situazione nei diversi paesi europei. Di quel libro ieri il Giornale ha pubblicato un breve passo molto significativo e che non ha bisogno di ulteriori commenti: Fallaci si spiega benissimo da sola (almeno per chi voglia capire e non abbia la mente obnubilata da folli ideologie terzomondiste).

Da Karl Marx a Maometto: la diabolica alleanza spagnola tra sinistra e fondamentalisti.

Ma, soprattutto, il discorso vale per la Spagna. Quella Spagna dove da Barcellona a Madrid, da San Sebastian a Valladolid, da Alicante a Jerez de la Frontera, trovi i terroristi meglio addestrati del continente. (Non a caso nel luglio del 2001, cioè prima di stabilirsi a Miami, il neodottore in architettura Mohammed Atta vi si fermò per visitare un compagno detenuto nel carcere di Tarragona ed esperto in esplosivi). E dove da Malaga a Gibilterra, da Cadice a Siviglia, da Cordova a Granada, i nababbi marocchini e i reali sauditi e gli emiri del Golfo hanno comprato le terre più belle della regione. Qui finanziano la propaganda e il proselitismo, premiano con seimila dollari a testa le convertite che partoriscono un maschio, regalano mille dollari alle ragazze e alle bambine che portano lo hijab. Quella Spagna dove quasi tutti gli spagnoli credono ancora al mito dell’Età d’Oro dell’Andalusia, e all’Andalusia moresca guardano come a un Paradiso Perduto. Quella Spagna dove esiste un movimento politico che si chiama «Associazione per il Ritorno dell’Andalusia all’Islam» e dove nello storico quartiere di Albaicin, a pochi metri dal convento nel quale vivono le monache di clausura devote a san Tommaso, l’anno scorso s’è inaugurata la Grande Moschea di Granada con annesso Centro Islamico. Evento reso possibile dall’Atto d’Intesa che nel 1992 il socialista Felipe González firmò per garantire ai mussulmani di Spagna il pieno riconoscimento giuridico. Nonché materializzato grazie ai miliardi versati dalla Libia, dalla Malesia, dall’Arabia Saudita, dal Brunei, e dallo scandalosamente ricco sultano di Sharjah il cui figlio aprì la cerimonia dicendo: «Sono qui con l’emozione di chi torna nella propria patria». Sicché i convertiti spagnoli (nella sola Granada sono duemila) risposero con le parole: «Stiamo ritrovando le nostre radici»

Forse perché otto secoli di giogo mussulmano si digeriscono male e troppi spagnoli il Corano ce l’hanno ancora nel sangue, la Spagna è il paese europeo nel quale il processo di islamizzazione avviene con maggiore spontaneità. È anche il paese nel quale quel processo dura da maggior tempo. Come spiega il geopolitico francese Alexandre Del Valle che sull’offensiva islamica e sul totalitarismo islamico ha scritto libri fondamentali (e naturalmente vituperati insultati denigrati dai Politically Correct) l’«Associazione per il Ritorno dell’Andalusia all’Islam» nacque a Cordova ben trent’anni fa. E a fondarla non furono i figli di Allah. Furono spagnoli dell’Estrema Sinistra che delusi dall’imborghesimento del proletariato e quindi smaniosi di darsi ad altre mistiche ebbrezze avevan scoperto il Dio del Corano cioè erano passati da Karl Marx a Maometto. Subito i nababbi marocchini e i reali sauditi e gli emiri del Golfo si precipitarono a benedirli coi soldi, e l’associazione fiorì. Si arricchì di apostati che venivano da Barcellona, da Guadalajara, da Valladolid, da Ciudad Real, da León, ma anche dall’Inghilterra. Anche dalla Svezia, anche dalla Danimarca. Anche dall’Italia. Anche dalla Germania. Anche dall’America. Senza che il governo intervenisse. E senza che la Chiesa cattolica si allarmasse. Nel 1979, in nome dell’ecumenismo, il vescovo di Cordova gli permise addirittura di celebrare la Festa del Sacrificio (quella durante la quale gli agnelli si sgozzano a fiumi) nell’interno della cattedrale. «Siamo-tutti-fratelli.» La concessione causò qualche problema. Crocifissi sloggiati, Madonne rovesciate, frattaglie d’agnello buttate nelle acquasantiere. Così l’anno dopo il vescovo li mandò a Siviglia. Ma qui capitarono proprio nel corso della Settimana Santa, e Gesù! Se esiste al mondo una cosa più sgomentevole della Festa del Sacrificio, questa è proprio la Settimana Santa di Siviglia. Le sue campane a morto, le sue lugubri processioni. Le sue macabre Vie Crucis, i suoi nazarenos che si flagellano. I suoi incappucciati che avanzano rullando il tamburo Gridando «Viva l’Andalusia mussulmana, abbasso Torquemada, Allah vincerà» i neofratelli in Maometto si gettarono sugli ex fratelli in Cristo, e giù botte. Risultato, dovettero sloggiare anche da Siviglia. Si trasferirono a Granada dove si installarono nello storico quartiere di Albaicin, ed eccoci al punto.

Perché, malgrado l’ingenuo anticlericalismo esploso durante il corteo della Settimana Santa, non si trattava di tipi ingenui. A Granada avrebbero creato una realtà simile a quella che in quegli anni fagocitava Beirut e che ora sta fagocitando tante città francesi, inglesi, tedesche, italiane, olandesi, svedesi, danesi. Ergo, oggi il quartiere di Albaicin è in ogni senso uno Stato dentro lo Stato. Un feudo islamico che vive con le sue leggi, le sue istituzioni. Il suo ospedale, il suo cimitero. Il suo mattatoio, il suo giornale «La Hora del Islam». Le sue case editrici, le sue biblioteche, le sue scuole. (Scuole che insegnano esclusivamente a memorizzare il Corano). I suoi negozi, i suoi mercati. Le sue botteghe artigiane, le sue banche. E perfino la sua valuta, visto che lì si compra e si vende con le monete d’oro e d’argento coniate sul modello dei dirham in uso al tempo di Boabdil signore dell’antica Granada. (Monete coniate in una zecca di calle San Gregorio che per le solite ragioni di ordine pubblico il Ministero delle Finanze spagnolo finge di ignorare). E da tutto ciò nasce l’interrogativo nel quale mi dilanio da oltre due anni: ma com’è che siamo arrivati a questo?!? (Oriana Fallaci)

 

La festa dei cornuti

di , 16 Luglio 2013 10:09

Una settimana di corsa per le viuzze di Pamplona, inseguiti dai tori. E’ la famosa festa di San Firmino, l’encierro. I cornuti, ovviamente, sono i tori che, spaventati dalla folla vociante, corrono all’impazzata lungo le stradine di Pamplona. In compenso, però, scaricano l’aggressività calpestando ed incornando i festaioli (vedi immagini) fra i quali ci sono pure molti cornuti, ma inconsapevoli. Così sono tutti contenti; cornuti ed incornati.. Ci vanno in migliaia per provare il brivido di essere inseguiti, calpestati e incornati da possenti tori in corsa libera. I gusti sono gusti, anche quelli barbari. Quest’anno, durante i sette giorni dell’encierro,  si  sono registrati un centinaio di feriti, molti incornati e con gravi ferite. Dicono che lo facciano perché è una tradizione, ma anche perché la gente ha bisogno di emozioni forti, di provare il brivido del rischio, sentire le scariche di adrenalina. Così dicono; l’adrenalina. Ecco perché cercano il pericolo.

Li chiamano anche “sport estremi“. Come se sfidare la sorte, spingersi sempre ai limiti delle possibilità umane (e del buon senso) e cercare di crepare prima del dovuto sia uno sport. Si lanciano da ponti altissimi legati ad una corda elastica, attraversano deserti infuocati, giungle e foreste, si arrampicano lungo pareti di montagna, attraversano oceani a bordo di barchette a vela, saltano in bicicletta sui cornicioni dei palazzi, fanno i funamboli su cavi tesi sul Gran Canion. Insomma, fanno di tutto per mettere a rischio la propria vita (e spesso anche quella dei soccorritori, quando sono in pericolo). Ma lo fanno, dicono, per mettersi alla prova, per il gusto dell’avventura; per l’adrenalina. Ci sarebbe un modo più semplice, pratico e efficace per sentire gli stessi effetti, senza spostarsi da casa. Provate a darvi una martellata sulle dita: vedrete che scarica di adrenalina.

Si dice che la mamma dei cretini sia sempre incinta. Ma in Navarra esagerano. Non solo sono sempre incinta, ma fanno anche dei parti plurigemellari.

Teste e testicoli

di , 22 Novembre 2012 13:39

Scandalo e indignazione per la foto di un politico spagnolo (Carlos Delgado, responsabile del Turismo per le Isole Baleari) che si fa fotografare con un cervo morto e, soprattutto, con i testicoli del cervo in testa come trofeo. Tanto clamore per due testicoli in testa. E nessuno, invece, si meraviglia che ci sia un sacco di gente, lo capisci da come parlano e ragionano, che hanno la testa nei testicoli.

Il duo comico-parlamentare-creativo Bongiorno-Carfagna ha presentato un ddl che prevede l’ergastolo per il femminicidio: l’omicidio di una donna in quanto donna! Sembra una battuta, invece, purtroppo, è una notizia vera. Successivamente presenteranno, forse,  un altro ddl che prevede l’ergastolo per l’omicidio dell’uomo in quanto uomo, per l’omicidio dei trans in quanto trans, per l’omicidio degli idraulici in quanto idraulici e l’omicidio della suocera in quanto suocera. In futuro, forse, presenteranno un ddl in cui si prevede l’ergastolo per l’omicidio di un politico in quanto politico. In questo caso, però, si potrà godere delle attenuanti generiche.

E ridono! Cosa avranno da ridere? Boh, forse ridono perché la loro non è una proposta seria, magari è uno scherzo molto in anticipo sul 1° aprile. No? E dire che ci sarebbe tanto da fare in campagna. E’ appena finita la stagione dei pomodori, comincia quella dei carciofi. C’è tanto bisogno di braccia in agricoltura.

In casa PDL, intanto, ci si prepara alla lotta, tutti contro tutti, per le annunciate “primarie“. Sono candidati in 12, come gli apostoli.  Già partita la caccia e le scommesse su chi sia il Giuda. Fra gli altri c’è Samorì, quello che parla come quel personaggio comico di Zelig; l’assessore alle varie ed eventuali. C’è anche Giorgia Meloni, quella specie di Gian Burrasca che ha eternamente gli occhi sbarrati dalla meraviglia perché continua a chiedersi incredula: “Ma davvero io ero ministro?”.

Sempre nel PDL un gruppetto di una decina di parlamentari annuncia di uscire e formare un nuovo movimento “Italia libera“. Fra i firmatari, gente di grande prestigio e carisma; Bertolini, Stracquadanio, Stradella, Pecorella e Tortoli. Il loro livello di prestigio e notorietà è lo stesso del “Carneade, chi era costui?“ di don Abbondio. Ma tant’è, loro ci credono. Ormai anche tata Lucia e Gigi er macellaro sono convinti di poter fare politica: più bistecche per tutti!

Mentre è in corso il fuggi fuggi generale nell’Italia dei valori, Massimo Donadi, ha annunciato la nascita di un nuovo soggetto politico. Ne sentivamo proprio la mancanza. Si chiamerà “Diritti e libertà“. Anche l’ex ministro Giulio Tremonti, per non essere secondo a nessuno, ha annunciato la nascita di un suo movimento “Lavoro e libertà” e parteciperà a tutte le consultazioni elettorali. E’ scoppiata una specie di partitomania, una corsa a chi riesce a farsi il suo partitino personale fai da te. Anche Cicciolina, del resto, ha annunciato la nascita di un suo partito “D.N.A. Democrazia, natura, amore“.  Manca solo Rocco Siffredi che fondi un suo partito “Gnocca e libertà“.

La libertà c’è sempre di mezzo, come il prezzemolo: Diritti e libertà, Popolo della libertà, Futuro e libertà di Fini, Sinistra e libertà di Vendola, Italia libera dei fuorusciti PDL, Lavoro e libertà di Tremonti. Sembra che gli italiani siano tutti schiavi in catene che lottano per la liberazione dalla schiavitù. In verità di libertà ce n’è fin troppa. Tanto è vero che questi “furbetti del parlamentino” sono liberissimi di continuare da decenni a prendere per i fondelli gli italiani, facendo finta di occuparsi di politica. Tanto fanno e sbraitano, inneggiando alla libertà, con l’unico scopo di mantenere i privilegi acquisiti. E per farlo, ogni tanto fanno finta di rinnovarsi; cambiano nome, stemmi, bandiere, segretari, inni. Insomma, per sopravvivere, periodicamente cambiano pelle: come i serpenti.

Ma ormai, dopo Rutelli che ha un partito che rappresenta l’1% e pretende di governare l’Italia, Fini che ha fondato Futuro e libertà e che nel futuro avrà molta libertà, tanta libertà che potrà starsene a casa a giocare al piccolo Giuda, Grillo che, stanco di fare il comico, fonda il movimento M5S, Flavia Vento (!?)  e Rocco Casalino (!?) che vogliono candidarsi con Grillo, Montezemolo che scende in campo e anche lui fonda un nuovo movimento “Italia futura“, fra poco ci saranno tanti partiti quanti sono gli italiani. Non ci sarà più bisogno di fare primarie, né secondarie. Ognuno vota per sé.

Anche Rosi Bindi che, a norma di statuto PD, non potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni, ha annunciato che chiederà una deroga al partito per ripresentarsi. Un grande rischio, perché in tempi di radicale rinnovamento e di rottamazione dei vecchi dirigenti, la nostra pasionaria cattocomunista rischia di non essere votata. Ma forse è proprio questo il fine segreto della lungimirante e furbacchiona Rosi. E’ l’unico modo per sperare di essere…trombata!

Silenzio Spagna

di , 30 Novembre 2011 15:33

Quando Zapatero vinse le elezioni fu salutato con grande entusiamo dalla stampa di sinistra che lo osannava come grande riformatore che avrebbe portato giustizia, prosperità e ricchezza. Una specie di faro di riferimento per l’Europa intera. E , per lungo tempo, tutto ciò che lo riguardava trovava ampio spazio nelle prime pagine. Poi, col passare del tempo, l’entusiasmo iniziale è un po’ scemato, quando si sono resi conto che quella specie di sosia spagnolo di Mr. Bean non era quel grande statista che sembrava e che il governo socialista si dimostrava un fallimento totale.

Di recente in Spagna si sono svolte le elezioni. Il partito socialista è crollato, toccando il minimo storico, ed il partito popolare ha stravinto ottenendo la maggioranza assoluta in Parlamento. La notizia è stata data senza troppo clamore, nemmeno in apertura, ma a metà pagina. Ed il giorno dopo era scomparsa del tutto. In rete non c’è più traccia. Il fatto è che se vince il centro destra non si deve dare troppo spazio, meglio minimizzare e non parlarne. Così hanno decretato il silenzio stampa. O meglio, il silenzio Spagna.

Los pepinos indignados

di , 1 Giugno 2011 18:00

Sbatti il mostro…pardon, il cetriolo killer in prima pagina. Così hanno fatto pochi giorni fa, accusando il povero cetriolo spagnolo, el pepino, di essere portatore di un batterio letale che ha causato già una quindicina di morti in Germania. Panico generale, blocco delle importazioni, crollo delle vendite di ortaggi e frutta in Germania, mentre i coltivatori spagnoli accusano perdite di 200 milioni di euro e chiedono il risarcimento danni all’Unione europea. E adesso chi paga?

Poi si scopre che il povero ”Pepino” ispanico non c’entra nulla, è innocente e quei batteri provengono da fonti ancora da accertare. Giustamente i cetrioli spagnoli, feriti nell’orgoglio,  sono molto risentiti ed annunciano, a difesa della propria reputazione, una grande manifestazione in piazza “Los pepinos indignados“. Ma intanto il danno è fatto, grazie ai media che sparano notizie senza preoccuparsi di accertare la verità e delle possibili conseguenze. Il cetriolo bandito, ripudiato e messo alla gogna mediatica come pericoloso killer. Tanto che in giro si cantava già una filastrocca:

Cetriolo di Castiglia

più nessuno se lo piglia.

Cetriolo di Toledo

non lo voglio e non lo chiedo.

Cetriolo spagnolesco

non lo voglio sul mio desco.

Cetriolo catalano

a qualcuno resta in mano.

Già, perché ora comincia il rimpallo delle responsabilità e si passano il cetriolo di mano in mano accusandosi a vicenda di aver creato un inutile allarme. Chi resterà con il cetriolo in mano? E, soprattutto, dove se lo metterà? Mah, mistero…

Elezioni ed orgasmo.

di , 18 Novembre 2010 17:24

Le elezioni in Catalogna stanno diventando sempre più a luci rosse. Ne parlavo due giorni fa in “Politica hard” in cui riferivo del leader di Solidarietad catalana che, per la sua campagna elettorale, ha ingaggiato una famosa pornostar. Evidentemente l’idea è piaciuta tanto che anche altri candidati hanno battuto la pista erotica. Così altri due candidati hanno prodotto dei video con sottofondo di sospiri e gemiti da eccitazione sessuale, fino a concludere con un vero e proprio orgasmo: “Candidati si sfidano a colpi di orgasmo“.  Il primo  video è visibile qui: “Votare è un piacere“.  Il secondo qui: “In politica non tutto è permesso“. Provate solo ad immaginare se un simile video elettorale lo facesse in Italia Berlusconi.

E poi vengono a darci lezione di morale, come quelli di Newsweek: “Donne e Berlusconi“. Eh, signora mia, non ci sono più le elezioni di una volta. Al massimo ti lasciavano nella buca delle lettere la solita busta con la foto del candidato, il “santino“,  ed una lettera che cominciava sempre con “Caro amico…”, in cui si presentava come il salvatore della patria ed assicurava di risolvere tutti i problemi dell’umanità, anche quelli che non hai . Vista la nuova tendenza della propaganda, è probabile che in futuro ti mandino a casa una bella videocassetta porno. A quelli più in vista e che possono assicurare più voti manderanno direttamente a casa una escort. Così potrete dire di toccare con mano e di essere entrati a fondo nella politica. Ragazzi, questo è progresso…

 

Politica hard.

di , 16 Novembre 2010 14:44

E’ proprio vero che ormai la politica sta andando a puttane. Dal “sesso improprio” (così lo aveva definito Bill) nella stanza ovale di Clinton, roba che ormai appartiene all’archeologia della pornopolitica, alle escort a palazzo Grazioli e le trans di Marrazzo. Ecco l’ultima Ansa news a luci rosse. In Catalogna,  Joan Laporta, leader di Solidarietad catalana ed ex presidente del Barca, ha assunto come supporter del suo partito indipendentista una celebre pornostar, Maria Laprieda, che lo segue ovunque e lo accompagna nei comizi. Immagino che le sue generose forme attirino molti fan, politici e non. Niente di strano. Per noi che abbiamo portato in Parlamento Cicciolina e Luxuria, questo Laporta è ancora un dilettante: Ci fa un baffo…

Maria Laprieda catalogna

Preparare e mostrare cibi succulenti e deliziosi manicaretti sembra essere una tattica di seduzione quasi sicura ed usata spesso dalle donne.  Come si usa dire, la donna, per conquistare il suo uomo, lo “Prende per la gola“. In questo caso, per similitudine, si potrebbe dire che Laporta, per conquistare i suoi elettori li “Prende per il culo“: in tutti i sensi.

Mamma a 10 anni.

di , 3 Novembre 2010 12:17

Succede in Spagna, dove una bambina di dieci anni ha dato alla luce un bambino. Era arrivata solo un mese fa in Andalusia, insieme alla sua famiglia, dalla Romania. La mamma sta bene, appare tranquilla e felice. Ed a chi si mostra sosrpreso dichiara: “Nel mio paese d’origine, la Romania, non è così strano avere un figlio a dieci anni. Per noi è normale.”.

Non è il primo caso del genere in Spagna.  Lo scorso anno sono stati 177 i bambini nati da madri sotto i 15 anni. Non c’è da meravigliarsi più di tanto, visto che ormai sta diventando normale avere rapporti sessuali a 14 o 15 anni. Anzi, visto che i media sembrano fare di tutto per incoraggiare questa tendenza, bisogna dire che l’informazione sta dando buoni frutti. E’ pubblicità progresso. Così i  ragazzi, o bambini, imparano presto e mettono in atto quello che vedono ogni giorno in TV o leggono sulla stampa e su Internet.

Ci sarebbe da fare un lungo discorso, troppo lungo. Allora meglio tacere e chi vuol intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo. Dice la neo mamma bambina che da loro è normale avere un figlio a dieci anni. Ma davvero vi sembra che questo mondo sia “Normale“?

La Spagna si masturba…

di , 11 Novembre 2009 15:59

La Spagna di Zapatero non smette di stupirci. Che menti, una ne fanno e cento ne pensano. Non ci siamo ancora ripresi dalla notizia del riconoscimento dei dritti umani alle scimmie (vedi "Zapatero e le scimmie") ed ecco una nuova "trovata". L’ho appena letta fra le Flash News del Corriere: "Spagna: regione finanzia corso su masturbazione".

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Clavelitos (Serenata spagnola)

di , 29 Aprile 2008 21:22

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