Articoli corrispondenti al tag: società multietnica

Tele pollai

di , 27 Gennaio 2018 08:48

Simona Malpezzi, deputata del PD, la conoscono tutti. Non potete non conoscerla, visto che staziona in permanenza in qualche salotto televisivo. Passa più tempo in TV che in Parlamento. Ma non è la sola, è in buona compagnia di altre belle statuine del PD e della sinistra che dalla mattina alla sera le vedi, e le senti, starnazzare in qualche pollaio che scambiano per dibattito politico. Le facce sono sempre quelle, le stesse; inutile fare i nomi. Ma hanno in comune delle  caratteristiche che le rendono riconoscibili subito, appena le senti parlare anche per pochi secondi (anche senza vederle) perché inconfondibili: sono  invadenti, arroganti, presuntuose, saccenti, supponenti, boriose, prepotenti, garrule, ciarliere, petulanti, noiose, impertinenti, ripetitive, provocanti, insolenti, fastidiose, portatrici in dotazione di serie di una presunta e mai dimostrata “superiorità morale” e “mani pulite” (dicono ), perennemente in malafede, insopportabilmente faziose e irritanti come zanzare che ronzano nelle orecchie quando stai per prendere sonno. Tutti i mali d’Italia sono colpa degli avversari (del centrodestra e di Berlusconi), tutto ciò che hanno  fatto loro in questi 7 anni di governi di sinistra  è ottimo e abbondante, come il rancio delle reclute di una volta. Questo è il leitmotiv dei loro interventi in TV.

Fra i grandi meriti di questa gente figura il golpe presidenziale che ha portato al governo personaggi che tutto il mondo è felice di non avere in patria: Monti, Letta, Renzi e Renzi bis mascherato da Gentiloni. Fra le grandi realizzazioni delle quali essere fieri (l’elenco sarebbe lungo)  ricordiamo  le norme economiche, tasse e balzelli che, per compiacere la Germania della Merkel,  hanno ridotto l’Italia sul lastrico, l’invenzione degli “esodati“, una “perla” di lungimiranza politica che resterà nella storia,  la nomina di una “ministra” congolese (nessuno ha mai capito la ragione e l’utilità), la missione “Mare nostrum” (il servizio taxi gratuito per migranti; anzi, a nostre spese),  le leggi e norme a favore delle unioni omosessuali, la diffusione delle teorie gender nelle scuole, la nomina di una ministra dell’istruzione che ha mentito sul titolo di studio millantando il possesso di una laurea che non ha mai conseguito, aver favorito, incentivato, finanziato l’invasione afroislamica dell’Italia, e la realizzazione di quella società multietnica che è l’inizio della fine, il mezzo per l’annientamento dell’identità nazionale ed il dissolvimento economico, politico, morale della civiltà occidentale. Ce n’è d’avanzo per essere fieri ed orgogliosi. No?

A questo punto la domanda è questa: c’è qualcuno che riesce a reggere la visione e l’ascolto della Malpezzi, e delle altre belle statuine, per più di 30 secondi?

Mister Friuli e dintorni

di , 30 Novembre 2017 18:46

C’era una volta il concorso di Miss Italia. Poi, visto che aveva successo, i concorsi per eleggere le varie miss sono diventati una moda, si sono moltiplicati e sono diventati un business che interessa non solo le aspiranti miss, ma gli agenti, gli organizzatori, la TV, i media, le aziende sponsor, e tutto il circo mediatico che ci gira intorno. E già da molti anni, tanto per garantire la parità dei sessi (oggi è fondamentale), dopo i concorsi per eleggere la più bella del reame, la Miss, sono nati anche i concorsi per eleggere il “Mister”, l’uomo più bello. Così anche i maschietti possono sfilare in passerella ed esibire muscoli, tartarughe addominali, profili apollinei e glutei scolpiti da Michelangelo. Ormai i concorsi per Mister sono all’ordine del giorno. Anche i maschietti sono diventati esibizionisti, hanno scoperto l’estetica, i benefici del ritocchino, delle creme, di oli profumati e cosmetici; e concorsi di bellezza. Segno dei tempi; amen. E l’Italia fa a gara per organizzare concorsi e concorsetti regionali, comunali o di pittoreschi borghi di montagna; magari abbinati a sagre gastronomiche di specialità locali, così si fa un po’ di pubblicità al paesello ch’è tanto bello, e forse si incrementa il turismo. Pare che anche Pompu stia preparando un concorso di Miss e Mister Marmilla in concomitanza con la sagra della pecora bollita, del “casu marzu” ed il festival del ballo sardo (con particolare attenzione a “Su ballu tundu”).

Bene, anche in Friuli Venezia Giulia hanno organizzato in questi giorni il loro concorso per eleggere il friulano più bello, il Mister Friuli.  E chi ha vinto? Ovviamente sarà un friulano; e chi se no? Se si elegge il friulano più bello è ovvio che il vincitore sia un friulano. Altrimenti si aprirebbe il concorso a tutti, non si chiamerebbe più Mister Friuli, ma si chiamerebbe solo Concorso di bellezza e qualunque turista di passaggio potrebbe vincere il titolo. Infatti eccolo qui nella foto a lato il vincitore, il rappresentante della tipica bellezza friulana: Alioune Diouf, senegalese. Non è una bufala o una “Fake news”, come si usa dire oggi; è una cosa seria. Così seria che, se non ci fosse da ridere, ci sarebbe da piangere.

Ho dedicato alcuni post in passato a questa strana e curiosa moda di attribuire premi e riconoscimenti a persone che, a rigore, non avrebbero titolo per beneficiarne. Come eleggere miss Italia una ragazza di Santo Domingo, miss Israele una ragazza etiope, miss Helsinki una nigeriana, far sfilare in passerella ragazze su sedia a rotelle, eleggere miss Iowa una ragazza senza un braccio ed altre bizzarrie in linea con il messaggio culturale egemone che promuove, sostiene, diffonde ed impone le delizie di un mondo nuovo fondato su meticciato, società multietnica, black power, contrasto alla discriminazione di ogni genere, uguaglianza dei diversi, perfettamente allineati al pensiero unico dominante politicamente corretto. Ed il primo criterio da tenere a mente per essere omologati al pensiero unico è che “Black is beautiful” (nero è bello); anzi, è più bello. Lo ha capito anche la Pirelli che ha dedicato alla bellezza esotica l’ultimo calendario: “Bellezza e calendari“.

Si ha la netta sensazione che i furbi abbiano capito come funziona il trucco e, per sfruttarne i vantaggi, propongano intenzionalmente, coscientemente e cinicamente, queste autentiche provocazioni, ben sapendo che in tal modo si crea lo scoop, lo scandalo, nascono le polemiche, tutto finisce sui media e si guadagna in visibilità (ed in ritorno economico). Esempio; se Mister Friuli fosse stato un friulano, la notizia, al massimo, sarebbe finita nelle pagine interne di un quotidiano locale. Ma se vince un senegalese, la notizia diventa motivo di polemiche, insulti, contestazioni; diventa un caso nazionale di cui si interessano tutti i media, con grande soddisfazione degli organizzatori e di chi ha “pensato” la provocazione. Chiaro come funziona?

Ma non è più nemmeno una provocazione perché le nuove generazioni hanno assimilato il messaggio e si adeguano. Così i nuovi maschietti, palestrati, depilati, dalla sessualità incerta ed ambigua (oggi l’ambiguità, in tutti i sensi, è di rigore), cresciuti alla luce della cultura “gender“,  la cui massima aspirazione è fare i “tronisti” o partecipare ad un reality (il massimo delle ambizioni), stanno evolvendo in un nuovo modello maschile che si può facilmente individuare, più che nei concorsi di bellezza, nelle sfilate di moda uomo (uomo; si fa per dire). Ecco un esempio di differenza fra gli uomini di una volta ed il nuovo modello di maschio moderno, ecologico, a basso consumo di energie mentali, non  inquinante perché a ridotta emissione di onde cerebrali: “Uomini, ieri e oggi”.

E non vi venga in mente di contestare la decisione. Se non siete d’accordo con il nuovo corso mondiale vi bollano come xenofobi, razzisti, omofobi, populisti e fascisti. Così, per evitare queste terribili e gravissime accuse, la gente pian piano finge di accettare la nuova visione del mondo, e preferisce adeguarsi, per il quieto vivere, per evitare denunce, minacce, l’ira e l’indignazione delle alte cariche dello Stato, dell’Arcigay, la CEI, l’ONU, l’Unar, l’Unhcr, Boldrini, Luxuria, Kyenge, delle anime belle buoniste, e dei fanatici della società multietnica, del kebab, del cuscus e del meticciato. Ed anche perché qualcuno (anzi, in tanti), sfruttando questi temi sui media, stampa, TV, politica, editoria, cinema, spettacolo, cultura e tutto quanto può garantire un ritorno economico o di immagine, su questi argomenti ci campa (tengo famiglia).

Ecco alcuni articoli sul tema:

-     Le nuove miss (gennaio 2017)

-     Miss Italia col trucco (settembre 2015)

-     In questo mondo di rinco (giugno 2013)

-     Bellezze tipiche e polpette Ikea (marzo 2013)

Oche buoniste

di , 11 Maggio 2017 07:32

L’immigrazione è un business, l’accoglienza una truffa. L’hanno capito tutti, ma siccome in molti ci campano non bisogna dirlo, si toccano troppi interessi. Hanno scoperto perfino che certe Ong vanno oltre i loro compiti e, in pratica, sarebbero d’accordo con gli scafisti. Oltre all’inchiesta del procuratore Zuccaro di Catania (quella che ha fatto scalpore e suscitato polemiche) sono in corso diverse inchieste della magistratura per accertare connivenze fra chi gestisce il traffico di migranti, Ong e mafia. Sinceramente qualche dubbio lo abbiamo sempre avuto che questa operazione di taxi di mare Libia-Italia, non fosse proprio dettata solo da spirito umanitario. Lo sanno tutti che è un business sul quale speculano in tanti. Lo disse chiaro Buzzi, il patron delle Coop implicato nell’inchiesta “Mafia Capitale”: “Si guadagna più con i rom e gli immigrati che con la droga“, disse. Eppure, nonostante sia chiaro a tutti, si continua a sminuire l’aspetto truffaldino dell’accoglienza mascherata da operazione umanitaria. Si continuano a raccontare balle colossali per giustificare l’invasione e, soprattutto, guai a tirare in ballo le Ong, perché il settore del volontariato, dell’associazionismo umanitario, del terzomondismo, è un tabù intoccabile, come la Croce rossa o la Caritas.

Il fatto è che, secondo il pensiero unico politicamente corretto imposto dai media, questi organismi citati sono i “Buoni”; quelli che sollevano dubbi sulla loro bontà sono “Cattivi”.  Ecco perché il solo sospetto che le Ong che fanno servizio taxi andando a recuperare i migranti nelle acque libiche, non lo facciano solo per scopi umanitari, ma anche per interesse economico, ha sollevato un polverone. Quello è un argomento che non si deve nemmeno accennare. Le Ong, e tutte le associazioni umanitarie, sono “Buone” per definizione. Anche se non è propriamente così; ed anzi, molte riserve si possono avanzare sulla attività di organizzazioni che nascono, crescono, si mantengono ed operano con bilanci di milioni di dollari. Ho citato spesso un libro che chiarisce molti punti oscuri di questo settore, con nomi, numeri e fatti circostanziati, che riguardano migliaia di Ong, Onlus, e organismi vari: “L’industria della carità”, di Valentina Furlanetto. Bisognerebbe leggerlo, se si vuole avere un’idea di cosa si nasconde dietro la facciata buonista delle varie iniziative a favore del terzo mondo. Ecco cosa scrive l’autrice nell’introduzione: “Perché anch’io, che avevo un ben radicato pregiudizio positivo, alla fine mi sono chiesta: che cosa differenzia il Non profit dal profit, una Ong o una Onlus da un’azienda o un’attività commerciale? Ormai molto poco.”.

Eppure, sospettare che esista un qualche motivo di carattere più economico che umanitario che anima certe ong è quasi una bestemmia, un sacrilegio. Tanto che nessuno si permette di mettere in dubbio che andare ad imbarcare i migranti fin nelle acque libiche e portarli in Italia, ospitarli e pagarne le spese di soggiorno sia proprio un nostro preciso dovere. In pratica stiamo favorendo l’invasione afroasiatica  e lo facciamo anche a spese nostre. Il massimo dell’incoscienza e dell’autolesionismo. Ma il pensiero politicamente corretto è ormai così penetrato nei media che nessuno osa contraddirlo. E chi lo fa viene iscritto subito nella categoria dei “Cattivi”, xenofobi, razzisti, fascisti e populisti. Così, quelli che dovrebbero rappresentare i cittadini, difenderli, metterli in guardia contro il pericolo dell’invasione (politici, media, intellettuali) sono proprio quelli che ogni giorno, su stampa, TV e web, sbraitano e ci impongono il verbo terzomondista, l’inevitabilità del meticciato e  preparano la società multietnica e multiculturale (e su questo progetto ricavano lauti guadagni). Mi ricorda un  vecchio post del 2009.

 ”Le oche buoniste” (2009)

Narra la leggenda che Roma fu salvata dalle oche. Intorno al 400 A.C. le orde barbariche dei Galli, guidati da Brenno, invasero l’Italia, arrivando alle porte di Roma e cinsero d’assedio la città.  I pochi romani rimasti, insieme ad un piccolo esercito, si asserragliarono sul colle capitolino. Si dice che durante la notte i Galli tentarono di entrare in Campidoglio, ma le oche, avvertita la loro presenza, fecero grande strepito e, starnazzando, svegliarono le guardie che poterono così respingere gli invasori. Altri tempi. Ed altre oche!

Oggi assistiamo ad una vera e propria invasione. Già, perché se vogliamo capirci, bisogna cominciare a chiamare le cose col loro nome. Ora, finché si tratta di accogliere pochi esuli perseguitati per motivi politici o religiosi, passi. Che si voglia accogliere anche qualche centinaio o migliaio di persone che scappano dai loro paesi e che cercano lavoro, passi pure. Ma se si tratta di un flusso continuo, ininterrotto, senza controllo, di milioni di persone che arrivano in Italia, senza arte, né parte, e finiscono necessariamente per accrescere la delinquenza comune e la malavita organizzata, allora non si tratta più di accoglienza: questa è una vera e propria “invasione“.

Allora, memori delle antiche leggende, si potrebbe pensare che anche oggi qualcuno ci avverta del pericolo. Magari delle oche moderne che, starnazzando sui media, ci mettano in guardia e ci consentano di respingere gli invasori. Invece no. Stranamente le oche moderne fanno a gara nel rassicurarci, nel convincerci che, in fondo, sono un bene, che non c’è nessun pericolo. Anzi, sono per noi una ricchezza e dobbiamo diventare una società multietnica e multiculturale, perché…perché lo dicono loro. Insomma, le oche moderne non solo non starnazzano per avvertirci del pericolo, ma ci tengono buoni e, nottetempo, aprono le porte della città agli invasori. Sono diventate oche buoniste.

Che tempi, signora mia, non ci sono più le oche di una volta!

Calcio multietnico

di , 16 Giugno 2016 21:05

Non siamo ancora una vera società multietnica, ma ci stiamo avviando molto velocemente a diventarlo; per la gioia degli amanti del meticciato, delle contaminazioni culturali, del sushi e del kebab. Poi, quando saranno scomparse le tracce dell’identità dei popoli, si apriranno musei per riscoprire le antiche tradizioni, usi e costumi.  Allo stesso modo, dopo decenni di innovazioni e distruzione del patrimonio culturale in nome del modernismo, e dopo aver abbandonato l’antica arte culinaria a favore di fast food, paninoteche  e prodotti industriali prelavorati, precotti, preadulterati e predigeriti, ora si va alla ricerca delle antiche ricette e dei rimedi naturali della nonna (oggi che ormai sono scomparse).   Così, in questo clima di tripudio multiculturale e multietnico, anche lo sport si adegua. Una volta dai tratti somatici degli atleti si poteva capire, per grandi linee, la loro provenienza e si distingueva chiaramente un europeo da un africano o un asiatico. Oggi non più. O meglio, le caratteristiche etniche sono chiare, ma non necessariamente corrispondono alla loro nazionalità. Così succede che se vedi un nero pensi che sia africano, ma invece scopri che è di nazionalità svedese.

Guardando questa foto, a prima vista, tutti scommetterebbero che si tratti di un gruppo di calciatori africani che esultano durante una partita; magari la Coppa d’Africa. Invece no, non possiamo dirlo con certezza. A meno che non siate dei veri appassionati e tifosi di calcio e conosciate benissimo questi calciatori, uno per uno. Altrimenti si può sbagliare facilmente. Questi a lato, per esempio, se non sbaglio, sono calciatori della nazionale francese. Oggi i calciatori neri sono presenti in tutte le squadre di calcio. Anzi, sembra che siano molto ricercati; più ne hai in squadra meglio è. Tanto che l’essere neri sembrerebbe una garanzia di classe e bravura; anche se in certi casi l’essere nero non basta (vedi Balotelli).

Finché queste presenze di stranieri sono nelle squadre di club, ormai diventate delle multinazionali del calcio (cedi l’Inter cinese o il Real Madrid degli arabi) poco male. Il guaio, però, è che la presenza di calciatori di origine africana la si vede anche nelle  rappresentative nazionali che dovrebbero essere l’espressione dell’identità di un popolo e di una nazione. Ed allora si pone un problema di rappresentanza dell’identità nazionale. Ora, per esempio, è in corso di svolgimento in Francia il Campionato europeo di calcio ed anche se non si è tifosi di calcio, volenti o nolenti, qualcosa la si  vede per forza. Ieri giocava la Francia con l’Albania. E questa a lato è la squadra della selezione francese nella quale, su 11 calciatori, sono presenti ben 6 giocatori di colore (di origine o provenienza africana o dalle ex colonie francesi d’oltre oceano). Da molto tempo la nazionale francese schiera numerosi giocatori di colore, scatenando le ire dei nazionalisti e le polemiche degli stessi tifosi francesi. Alcuni sono stati anche determinanti per i successi dei francesi; uno per tutti, Zidane, di origine algerine. Ma quando metà squadra è costituita da giocatori di colore, l’identità nazionale ne risulta fortemente sminuita. Avranno certo tutti i diritti di giocare nella nazionale perché in possesso della nazionalità francese, che si può acquisire in diversi modi, ma non si può affermare che rappresentino l’etnia, la storia, la cultura, lo spirito francese. Ed infine, forse, è anche una questione di misura; uno o due calciatori di colore passino, anche altre nazionali hanno in squadra giocatori di colore o di diversa etnia. Ma non si può avere mezza squadra fatta da neri e farla passare come nazionale francese. Sarà anche legale, ma culturalmente rasenta la truffa.

Pensate che si tratti di una coincidenza momentanea e che in futuro la nazionale francese potrebbe essere più “bianca”?  Allora guardate questa foto sotto dalla quale si evince che il futuro sarà ancora più nero; è la Nazionale francese Under 19 del 2012 con ben 8 giocatori di colore. La prima impressione è che si tratti di una squadra africana. Non vi sembra che i “galletti” stiano esagerando?  E non c’entra niente la società multietnica o il razzismo. Se questo è il futuro dello sport e le differenze etniche non hanno più alcun valore, allora tanto vale eliminare tutti i riferimenti nazionali, i tornei e campionati europei o mondiali, le Olimpiadi, le bandiere e gli inni nazionali. Altrimenti è solo  ipocrisia; e vedere  8 calciatori neri, su 11, cantare la Marsigliese, forse è in linea con le prospettive della società multietnica, ma sinceramente rasenta il  ridicolo.

 

Croci e test

di , 25 Marzo 2015 16:50

Ogni pretesto è buono per alimentare polemiche e contrapposizioni. E c’è chi ci gode e chi ci marcia. La polemica sul crocifisso nelle scuole è solo l’ultima della serie. Ma dovrebbe farci riflettere, onestamente e senza pregiudizi, sulle tesi ormai dilaganti che vogliono un’Italia multietnica e multirazziale e pronta ad accogliere tutto e tutti e rimettere in discussione la nostra storia e la nostra cultura; così, giusto per dimostrare che siamo aperti a tutte le innovazioni, a tutte le culture, disposti a tutto pur di dimostrare quanto siamo buoni. Siamo così buoni che, qualche anno fa, giusto per evitare che qualcuno ci accusasse di razzismo, siamo riusciti ad eleggere miss Italia, che dovrebbe rappresentare la classica bellezza italiana ( o no?) una ragazza mulatta di Santo Domingo. Questo non è essere anti razzisti, è essere stupidi.

E così siamo disposti anche a rimettere in gioco i simboli della nostra cultura pur di mostrarci tolleranti. Già, perchè oggi l’imperativo categorico è la tolleranza, sempre, dovunque e comunque. E allora ben venga anche l’islamismo, anzi, diamogli delle belle moschee, in modo che possano pregare a loro piacimento, ne hanno il diritto. Se poi le moschee diventano luoghi di aggregazione di terroristi e di incitamento alla guerra santa, pazienza, dobbiamo essere tolleranti, no? Ma se dobbiamo accettare l’islamismo e rispettare  le altre culture e tradizioni,  perchè poi lanciamo campagne mediatiche per salvare Amina dalla lapidazione? Anche quello è islamismo e quella è la legge islamica. Perché in quel caso non siamo tolleranti?

Ora, sembra che l’esposizione del crocifisso nelle scuole e nei locali pubblici turbi la sensibilità degli islamici.  Allora, se dovessimo eliminare tutto ciò che turba la sensibilità “islamica” dovremmo eliminare tutti i simboli che in qualche modo si rifanno alla cultura cristiana. Il crocifisso è solo uno dei simboli. Tempo fa venne sollevato lo stesso problema a proposito del presepe. Aboliamo anche il presepe? E poi cos’altro? Allora, perché non eliminare anche tutte le chiese e le basiliche, S.Pietro compreso? Perché non eliminare anche tutte le opere artistiche di ispirazione religiosa? Riduciamo in frantumi la “Pietà” di Michelangelo, perché la sua vista potrebbe urtare la suscettibilità di un islamico. Bruciamo tutti i testi sacri e distruggiamo le raffigurazioni, i quadri, gli affreschi di carattere religioso.

Ma di questo passo, se siamo coerenti,  bisognerebbe eliminare tutto ciò che in qualche modo può turbare la sensibilità di qualcuno. Bene. Allora, siccome al mondo esistono milioni di persone che non amano la cultura, distruggiamo anche tutte le opere dell’ingegno umano, dalla letteratura alla filosofia, alla musica, all’arte; così, giusto per non urtare la suscettibilità degli ignoranti.  Visto che ci siamo, eliminiamo anche gli esami a scuola, per non mettere in difficoltà i somari. Ed infine, aboliamo anche tutti i test attitudinali e le prove concorsuali, per non creare imbarazzo ai meno preparati.  Ma, soprattutto, aboliamo tutti i test di valutazione del quoziente di intelligenza (il famoso Q.I.), giusto per non irritare gli idioti e lo scemo del villaggio.  Eppure deve esserci un limite. A guardarsi intorno sembrerebbe di no, ma deve esserci un limite alla stupidità umana. Almeno, speriamo che ci sia.

P.S.

E’ un vecchio post del 2003, ma potrei averlo scritto oggi; dopo 12 anni è sempre valido. Considerato che nell’ultimo decennio, il flusso migratorio è cresciuto in maniera esponenziale, creando gravi problemi per la sicurezza e la convivenza sociale, bisogna concludere che non solo il problema non è stato risolto e non si è trovato un modo di conciliare le diverse culture e tradizioni (l’integrazione si è dimostrata impossibile e diversi paesi europei ne hanno riconosciuto il fallimento totale), ma che, al contrario, lo scontro fra la cultura occidentale e l’islam è esplosa in maniera drammatica con conseguenze gravissime e che l’auspicata “integrazione” non solo non si è realizzata, ma l’abbiamo fatta al contrario; siamo noi che ci stiamo adeguando alle altre culture. Prova ne sia il fatto che allora chiedevo “Aboliremo anche il presepe?”. Oggi sappiamo, purtroppo, che quella previsione si è avverata. Molte scuole e asili d’Italia già da tempo hanno abolito il presepe, l’alberello ed i canti di Natale. Ed il futuro ci riserverà altre sorprese impensabili.

Ma croci, presepi e alberelli sono sciocchezzuole in confronto a quello che ci aspetta. L’Isis, le minacce terroristiche, gli attentati messi a segno di recente, e la guerra dichiarata per instaurare lo stato islamico sono la dimostrazione più evidente che è in corso uno scontro di religione e di civiltà. Significa che la tanto esaltata società multietnica è una utopia fallimentare che ci sta procurando solo danni, conflitti sociali e tragedie. Eppure, c’è una vasta area di sinistra che, con una faccia tosta che solo loro possiedono (forse perché con le cooperative ed associazioni, campano sull’accoglienza, realizzando profitti milionari), continua a sostenere la necessità di accogliere tutti i disperati del mondo e di garantirgli, a spese nostre, vitto, alloggio, assistenza, casa, lavoro e soggiorno in hotel. E, giusto per non turbare la loro sensibilità, eliminare possibilmente tutti i simboli religiosi e cancellare la nostra cultura e le nostre tradizioni.

Il che dimostra che oltre alla malafede, all’ipocrisia ed allo sciacallaggio di chi specula sull’accoglienza  e sulle disgrazie del terzo mondo (il caso di Roma capitale e delle cooperative di Buzzi che intascavano milioni di euro assistendo immigrati e rom è la prova inequivocabile del fatto che l’opera umanitaria è solo un pretesto che  nasconde grossi interessi economici; vedi “Bassotti romani“), esiste ancora una larga parte di italiani  che credono ancora alla retorica buonista degli sciacalli della sinistra.  Quando si sveglieranno dal sonno e scopriranno l’inganno sarà troppo tardi.

Vedi: Eurabia news

Eurabia news

di , 7 Gennaio 2015 17:57

Che bella l’accoglienza, l’integrazione, il multiculturalismo, la società multietnica. Ce lo dicono e lo ripetono continuamente tutte le anime belle della sinistra, i socialisti europei, i cattocomunisti, i buonisti della Caritas, delle Coop (tipo quelle di Buzzi che “si guadagna più con gli immigrati che con la droga“) e delle associazioni che guadagnano speculando sull’accoglienza. Lo dicono Hollande, Boldrini, Kyenge, l’ONU, l’UNHCR. Il Papa dice che “i musulmani sono nostri fratelli” ed invita ad accogliere tutti a braccia aperte (tanto paghiamo noi).  E’ un diluvio di buoni sentimenti. Poi oggi arriva la notizia: “Terrorismo islamico a Parigi, attentato al giornale satirico Charlie Hebdo, 12 morti“.

Ma la Boldrini, che non riesce a rinunciare alle sue boldrinate quotidiane, tanto per ribadire la sua stima nei confronti dei seguaci del profeta (da poco è stata in visita ad una moschea) si affretta a dichiarare che “Non bisogna confondere gli assassini con i musulmani“. No, non confondiamoli. Però Oriana Fallaci diceva “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma stranamente tutti i terroristi sono islamici“. E per aver detto nei suoi libri la sacrosanta verità e previsto in maniera lucidissima ciò che sarebbe accaduto, cercando di mettere in guardia l’Europa e l’Occidente dal pericolo del fondamentalismo islamico,  venne derisa, sbeffeggiata, oltraggiata. Sabina Guzzanti, patetica tragi-comica, fece del sarcasmo vergognoso sul cancro che la stava divorando e Franca Rame, altra degna rappresentante della sinistra militante, dal palco di Firenze gridò che  “Fallacci è una terrorista“.

La guerra santa, la jihad, è già iniziata da tempo. E’ una guerra religiosa e culturale che tende alla conquista dell’Europa e dell’occidente ed alla sottomissione degli infedeli. I nemici sanno benissimo di essere in guerra, noi non l’abbiamo ancora capito. O forse facciamo finta di non capirlo. Anzi, sembra che facciamo di tutto per facilitargli il compito, accogliendo africani e arabi senza  controlli e limitazioni. Creiamo comitati, consulte, associazioni che lavorano all’integrazione ed alla tutela di tutti i diritti possibili. Abbiamo inventato addirittura un “ministero per l’integrazione” ad hoc e l’abbiamo affidato ad una signora proveniente dal Congo che dichiara convintamente che “La terra è di tutti” e che gli immigrati sono “preziose risorse per l’Italia“. Ma la realtà è diversa da quella che tentano di inculcarci i media al servizio della causa buonista. Non sono i migranti ad integrarsi nella nostra società, siamo noi che pian piano ci stiamo adeguando alla loro cultura, rinunciando alle nostre usanze e tradizioni, specie religiose, per non urtare la loro sensibilità.

In Europa hanno già capito che il multiculturalismo è un fallimento. Lo ha capito la Germania (fine della pazienza), l’Olanda (fuga da Amsterdam), l’Inghilterra (multiculturalismo flop) dove Cameron lo ha detto chiaramente e dove stanno attuando norme molto più restrittive sull’immigrazione. Noi non l’abbiamo ancora capito e, anzi, dobbiamo sentire e sopportare ogni giorno le litanie buoniste senza nemmeno protestare, pena l’accusa infamante di razzismo. Anche se, leggendo i commenti sulla stampa, si ha l’impressione che molti, anche fra quelli che l’hanno insultata, cominciano a pensare che forse Oriana Fallaci aveva visto giusto. Temo, però,  che ormai siamo quasi ad un punto di non ritorno. Forse è già troppo tardi. Ma è risaputo che la sinistra fa fatica a comprendere, hanno i riflessi lenti, hanno bisogno di tempo per capire, talvolta passano anni e quando lo capiscono ormai hanno già fatto danni incalcolabili e irrimediabili. In Russia, dopo aver distrutto un impero e procurato decine di milioni di morti per creare il paradiso dei lavoratori, hanno impiegato 70 anni per capire che avevano sbagliato tutto. Anche l’Europa stenta a capire e si sta autodistruggendo con le proprie mani e le proprie leggi, ma non l’ha ancora capito.

Vedi

- Islam e Occidente sono incompatibili.

- Immigrati e buon senso

- Migrazione e ipocrisia.

- Immigrazione, la strategia sinistra.

- La profezia si avvera.

- Islam, lezioni di odio.

- Multiculturalismo flop (Discorso di David Cameron)

- Il multiculturalismo è fallito.

- La fine della pazienza (Dichiarazione di Angela Merkel sul fallimento del multiculturalismo)

- Migrazione fra retorica e realtà (Cosa succede in Germania)

- Banlieu, la città malata.

- Evviva, ci arrendiamo (l’islam in Germania)

 

Dis-integrazione

di , 17 Settembre 2014 19:42

Vogliono distruggere l’occidente, scardinarne l’ordine sociale, sconvolgere usi, costumi e tradizioni, annullare cultura e religione. E per raggiungere lo scopo  hanno messo in atto da anni una strategia scientifica con l’appoggio di esaltati, rivoluzionari di borgata, ingenui buonisti, cattolici in stato di confusione mentale, politici nostalgici cresciuti a pane e marxismo, terzomondisti di professione, speculatori che lucrano sull’accoglienza degli immigrati e malavita che li sfrutta col lavoro nero. Con l’appoggio determinante dei media schierati apertamente a favore di una società multiculturale, multietnica, multireligiosa, aperta all’accoglienza di tutti i disperati del mondo. Intellettuali, stampa, Tv, cinema, letteratura, tutto un mondo di persuasori più o meno occulti  o apertamente schierati e militanti per la giusta causa:  lo sfacelo economico, religioso e morale dell’Occidente.

Ed ecco il risultato. La tanto sbandierata “integrazione” (fallita in tutta Europa, insieme al multiculturalismo) è un boomerang di cui stiamo pagando le conseguenze. Questa notizietta, riportata oggi sul Corriere on line, è più illuminante di mille discorsi: “In una scuola materna di Padova su 66 bambini di una scuola materna solo una è italiana.”.  E non è il solo caso. Anzi, sta diventando la norma. Domanda: chi deve integrarsi con chi?

Ancora sul Corriere di oggi, poco sotto la notizia precedente, ecco un’altra conferma dell’invasione pacifica (per il momento) dell’Italia da parte di immigrati dell’est Europa, dell’Africa e dell’Asia: “Baranzate, il comune più multietnico d’Italia“. Su 11.000 abitanti, 3.000 sono stranieri. Di questo passo, fra non molto (è solo questione di tempo) dovremo cominciare ad occuparci seriamente di integrazione: l’integrazione degli italiani (che nel frattempo saranno diventati minoranza) con la maggioranza di stranieri. Ma questo sarebbe il male minore. In realtà, non si parlerà nemmeno più di integrazione,  perché a quel punto sarà già in atto la irreversibile, tragica, totale  e definitiva Dis-integrazione del mondo occidentale.

Questo è il messaggio che lanciano, sempre più apertamente, i fanatici islamici che predicano la jihad, la guerra santa, contro l’Occidente. E per  dimostrare che non sono minacce vuote, basta guardare ciò che sta succedendo in Iraq ad opera di fanatici dell’Isis che minacciano di portare il terrorismo direttamente in casa nostra. E le minacce dell’Isis non sono come le promesse di Renzi, che servono solo a riempire le pagine dei quotidiani con battute e slogan. Quelli sono pazzi sul serio. Ma noi, siamo buoni, siamo accoglienti, non crediamo nemmeno agli sgozzamenti in diretta, alle stragi di cristiani. Noi apriamo le porte a tutti ed accogliamo a braccia aperte migliaia di immigrati (in gran parte musulmani). Anzi, per favorire l’arrivo, lanciamo operazioni Mare nostrum, mandiamo in mare mezzi e uomini della Marina (che ci costano l’ira di Dio, ma noi per accogliere i migranti ci togliamo il pane di bocca) ed andiamo a prenderli direttamente alla partenza,  in acque libiche. Così non corriamo il rischio che ce li freghino i greci, tunisini, maltesi  o spagnoli. Sono una “preziosa risorsa“, come dicono la Boldrini, la Kyenge e tutte le anime belle di casa nostra. E come se non bastasse, ricordiamo che sono “nostri fratelli“: lo dice il Papa. Amen.

Vedi

- “Ipocrisia di Stato“.

- “Bollettino di guerra (Preziose risorse)”

Strano, ma vero

di , 14 Aprile 2014 19:37

Quando la realtà è in bilico fra il trash, il kitsch, l’assurdo, il grottesco, il surreale; talvolta leggere le news ricorda quelle rubriche “Incredibile, ma vero“. Ecco alcuni esempi presi dalla cronaca.

Il governo del Bomba si prepara a nominare alti dirigenti di Enti, Aziende pubbliche, Società quotate in Borsa. Insomma, è il momento cruciale della sistemazione di uomini fidati nei centri di potere; è l’applicazione pratica della strategia gramsciana della conquista delle “Casematte“  che a sinistra applicano benissimo da decenni. La novità è che anche queste nomine saranno fatte, come dice la didascalia, tenendo conto della parità di genere. Ormai tutto viene visto sulla base della parità. Non conta più la preparazione, le  capacità, l’esperienza, il curriculum. No, conta il genere. Quindi, procederanno nominando alternativamente un uomo, una donna, un uomo, una donna. Però, visto che esiste anche il terzo genere, i trans, e che ormai hanno conquistato il diritto alla visibilità ed all’attenzione del pubblico, bisognerebbe tenerne conto. Allora bisognerebbe fare le nomine così: un uomo, una donna, un trans, un uomo una donna, un trans. Mi sembra la soluzione giusta. No?

La bellezza è un’opinione

A proposito di…ecco la trans più famosa d’Italia. Ormai è sempre in prima pagina, spopola su riviste, internet e televisione. Ospite ricercatissima da tutti i salotti  ciarlieri e gossipari. Perché è particolarmente brava, simpatica, intelligente, preparata, colta, bella, esperta di qualcosa? No, solo perché è trans! Ma oggi il trans va come il pane. L’altra domenica era ospite al pomeriggio su RAI 1 all’Arena di Giletti. L’hanno invitata per darle modo di spiegare perché a Modena le hanno negato di tenere una lezione al liceo sulla diversità e sulle delizie dell’essere trans. Una volta a scuola si studiava latino, greco, storia, letteratura, matematica. E per insegnare bisognava essere dotati di regolare titolo di studio che abilitasse all’insegnamento di una materia specifica. Oggi basta essere trans e vai a tener lezione in un liceo. Il giorno dopo era ospite, in prima serata, nel programma “Quinta colonna” di Del Debbio su Rete4. Poi, pare che sia diventata opinionista fissa del “Grande fratello“. Sabato scorso era ospite a “TV talk” di Bernardini su RAI 3. Basta e avanza, anche se, visto che guardo pochissimo la TV e molto raramente al mattino,  temo che sia stata presente anche in altri salotti TV.

Non c’è che dire, ha più spazio e visibilità Luxuria di quanta ne avesse Rita Levi Montalcini. E non dico altro, per carità cristiana e per evitare accuse di transfobia. Il bello è che ormai viene considerata “normale” ed imposta dai media come testimonial del nuovo corso culturale, quello della confusione sessuale e di genere. Vogliono convincere la gente che essere trans sia del tutto naturale, accettabile, anzi bello. Ecco perché vanno a spiegarlo anche nelle scuole. Infatti, il nostro Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, si sente “bella”. Ma, come ho già detto di recente, queste imposizioni culturali e l’atteggiamento compiacente dei media si scontrano con il pensiero ed il sentire comune della gente. Questo box era presente qualche giorno fa nella Home di Tiscali. Volete sapere cosa pensano i lettori di Luxuria e della sua “bellezza“? Leggete i commenti alla fine dell’articolo: “Vladi Luxuria, vuoi sapere come faccio ad essere così bella?”.

Il testimonial nero

Se Luxuria è il testimonial preferito dei sessualmente confusi, Balotelli lo è dei buonisti sostenitori della società multietnica, multiculturale, dell’accoglienza, dell’integrazione e delle porte aperte all’immigrazione di tutti i disperati del mondo.  Tanto è vero che il nostro “Super Mario” (che per molti è, invece, solo una montatura) è sempre in prima pagina, qualunque cosa faccia o non faccia. Deve esserci perché aiuta la causa. E infatti non passa giorno che, sui quotidiani in rete,  non abbia qualche box riservato, con le ultime imprese della giornata. Lui è sempre in primo piano, anche quando non c’entra niente. Esempio pratico.

Ieri si giocava la partita fra Milan e Catania. Su alcuni quotidiani si poteva seguire la cronaca della partita in diretta. Ad un certo punto, segna il Milan con Montolivo. Ed ecco, nell’immagine sopra,  come L’Unione sarda, riporta la notizia. Segna Montolivo, ma mettono la foto di Balotelli. Provate a chiedervi il perché. E non è il solo. Anche il quotidiano Libero usa lo stesso metodo, come vediamo nell’immagine a lato: “Il Milan vince ancora…”, ma nella foto non si vede Montolivo, ma Balotelli. Sì, proprio bravo Super Mario, anche quando segnano gli altri, sembra che il merito sia suo. E’ una sovraesposizione mediatica ed una supervalutazione che dovrebbe almeno farci sorgere qualche dubbio sulla correttezza dell’informazione e sull’uso strumentale di questo calciatore. Ma naturalmente per i puri di cuore e per le anime belle terzomondiste non c’è niente di strano; tutto nella norma.

A proposito di immigrazione

La Chiesa è apertamente schierata con i terzomondisti ed i militanti della società multietnica e multi religiosa. Sono favorevoli all’immigrazione, sostengono l’accoglienza, sono favorevoli alla costruzione delle moschee, auspicano la pace e Papa Bergoglio dice che i musulmani “sono nostri fratelli“. Chissà se è informato sulle quotidiane stragi di cristiani che avvengono in Africa ogni giorno. E’ una autentica caccia ai cristiani da parte di bande di musulmani. Ma il Papa dice che sono nostri fratelli. Anche Caino e Abele erano fratelli. Ed il cardinale Scola dice che il futuro di Milano è degli stranieri. Cari milanesi, se così è, per voi non c’è più posto, non c’è futuro. E visto che il terzo mondo si sta trasferendo da noi, fra poco non ci sarà posto nemmeno per gli italiani. Il Bel Paese sarà riservato agli stranieri. E se, come italiani,   non volete finire per essere una minoranza tutelata dal WWF, non vi resta che emigrare, magari in Libia.

Poi, se fra i datteri e i cammelli della Tripolitania vi annoiate e proprio avete nostalgia della Madonnina, potete sempre travestirvi da beduini, imbarcarvi sul primo barcone in partenza per Lampedusa, dove avrete vitto e alloggio gratis assicurato, più fondo per piccole spese, sigarette e ricariche telefoniche, tutto offerto dagli italiani accoglienti. Poi trasferitevi a Milano dove, finalmente, il cardinale Scola, il sindaco Pisapia ed uno stuolo di associazioni umanitarie faranno di tutto per assegnarvi una casa, darvi un lavoro, l’assistenza e tutti i diritti possibili. Così, finalmente avrete tutti i titoli per vivere tranquillamente a Milano da stranieri.  Ed il futuro sarà vostro. Auguri.

I valori della vita

Recentemente Dario Franceschini è stato colpito da un infarto. Fortunatamente si è risolto bene e dopo qualche giorno di riposo è tornato alle dure incombenze da ministro per i Beni Culturali. Franceschini è  quello che quando crollò un muro a Pompei chiese subito le dimissioni dell’allora ministro Bondi, accusandolo di essere direttamente responsabile del crollo. Ultimamente ci sono stati una serie di crolli a Pompei, ad Ercolano e pure a Roma. Ma nessuno ha chiesto le dimissioni dei ministri in carica, prima Bray ed ora Franceschini. Nemmeno il nostro Dario dalla memoria corta ha pensato mai di dimettersi. Evidentemente c’è muro e muro e c’è ministro e ministro. Se cadono i muri quando i ministri sono del PD non succede niente; normale amministrazione. Potrebbe sprofondare tutta Pompei, ma nessuno sarebbe responsabile; meno che meno i ministri, specie se sono del PD. E’ un’applicazione del relativismo democratico: “Tutti i ministri sono uguali, ma alcuni ministri sono più uguali degli altri“. Eppure Franceschini ha tratto un utile insegnamento dal coccolone che lo ha colpito. Dice che grazie all’infarto ha capito quali siano i veri valori della vita. Cari italiani, rendiamoci conto che se siamo governati da gente che, per scoprire i valori della vita, ha bisogno che gli venga un infarto, siamo messi molto male; noi, ma lui anche peggio.

Arrivano le risorse

di , 10 Aprile 2014 15:48

Sbarcati 4000 migranti in 48 ore. Oh gaudio, oh tripudio, gioite italici, sono tutte “preziose risorse”, come dicono l’ex ministra Kyenge, l’ex portavoce ONU per i rifugiati, Laura Boldrini, e come affermano ogni giorno i pifferai magici della sinistra, sostenuti dai media opportunamente omologati al pensiero unico.

Ieri lo ha riferito il ministro Alfano ( Grave emergenza). Dall’inizio dell’anno ne sono arrivati già 15.000. Ma è solo l’inizio, l’antipasto, il bello deve ancora arrivare. Dicono alcune fonti attendibili, citate dallo stesso Alfano che dalla Libia  sono pronti a partire per l’Italia da 300 a 600.000 persone. L’anno scorso ne sono sbarcati più di 43.000. Ma quest’anno, viste le premesse di questi primi mesi,  la cifra sembra destinata a raddoppiare. Ma potrebbe anche andare molto peggio. Se pensiamo che nel 2012 gli sbarchi erano stati poco più di 20.000 ci rendiamo conto che stiamo andando verso una situazione molto critica e dalle conseguenze imprevedibili. Ma le nostre autorità e, soprattutto, gli addetti ai lavori (quelli che sull’accoglienza degli immigrati, in qualche modo, ci campano) ed i militanti del terzomondismo sono impegnatissimi nella loro quotidiana battaglia non per tentare di fermare la migrazione, ma per garantire una migliore accoglienza.

Il loro sogno segreto è quello di accogliere tutti con grandi festeggiamenti, sventolio di bandiere, canti di gioia, la banda comunale che esegue briose marcette, lancio di fiori, pacco dono con rinomati prodotti locali DOC, brindisi di benvenuto, sfilata delle autorità con fascia tricolore e stendardo comunale, una settimana di festa del migrante in onore delle “preziose risorse“ con canti, balli, rinfreschi, riunioni conviviali all’ombra di freschi pergolati con vista sul mare, lancio di razzi, granate, mortaretti, tarallucci e vino e triccheballacche. E subito dopo questi momenti di prima accoglienza, garantire a tutti un soggiorno piacevole in deliziose villette sul mare (che so, Costa Smeralda, Portofino, Capri, Amalfi…), poi dare subito a tutti i “nuovi italiani”  la cittadinanza, il diritto di voto, un lavoro, la casa, la scuola, l’assistenza sanitaria,  il ricongiungimento familiare (così si portano dietro anche i vecchi genitori ai quali, data l’età, daremo anche subito la pensione), le ferie, la tutela sindacale e legale, l’assistenza gratuita di un patronato a scelta, un congruo aiuto economico ( a fondo perduto) per avviare una qualche attività commerciale, ingresso gratuito a musei e teatri (per favorire l’integrazione e la crescita culturale), la possibilità di diventare consiglieri comunali, provinciali o regionali, parlamentari e, perché no, anche ministri. E la domenica cornetti caldi alla crema.  Tanto non pagano di tasca loro.

E’ stato l’effetto rassicurante della politica, dell’ideologia  e della cultura sinistra di chi, incurante delle conseguenze, vuole distruggere l’identità del popolo italiano per diventare una società multietnica, multirazziale, multi religiosa, multiculturale e multi qualcosa, purché sia multi! Loro godono come mandrilli ad immaginare l’Italia come una specie di grande Bronx o China town, da Trento ad Agrigento. Così, attirati dal buonismo italico, arrivano come mosche al miele (per non dire altro…) sicuri di giungere infine alla desiderata “terra promessa“. Tutto merito delle sparate della ministra Kyenge che prometteva a tutti accoglienza e cittadinanza, dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina, della visita del Papa a Lampedusa e dei suoi appelli all’accoglienza, della campagna buonista di una sinistra che antepone l’ideologia alla realtà, di una miriade di associazioni il cui scopo sembra essere quello di incentivare l’arrivo di tutti i disperati del pianeta; forse perché hanno il loro bravo interesse a farlo. Merito della genialata di Enrico Letta che con l’operazione “Mare nostrum“, che ci costa 300.000 euro al giorno (lo ha confermato ieri Alfano), ha mobilitato navi ed aerei pronti ad intercettare, grazie anche alle rilevazioni satellitari,  qualunque imbarcazione veleggi nel Mediterraneo. Magari sono velisti in vacanza sul litorale libico, ma arriva subito la Guardia costiera, li carica a bordo, li camuffa alla meno peggio da migranti siriani o beduini arabi e li scarica a Lampedusa. Missione compiuta. Insomma, stiamo facendo di tutto per invogliare questo flusso migratorio che, dati i numeri,  con il diritto d’asilo di profughi e rifugiati ha ben poco a che fare; è una vera e propria invasione di massa. Pochi giorni fa hanno annunciato che i finanziamenti per questa operazione di salvataggio  sono finiti. E adesso che succede, visto che trovare nuovi fondi è una specie di impresa impossibile? Vuoi vedere che, per finanziare le nostre missioni di salvataggio migranti, ci scappa l’ennesimo ritocco a benzina e sigarette o un’addizionale IMU, Tarsi, Tasi, o come accidenti si chiama? Niente di strano se domani il governo Renzi annunciasse una nuova “Mare nostrum tax“.

Ma il presidente della “Commissione straordinaria per i diritti umani” (vedi “Emergenza immigrazione“) dice che non dobbiamo fare allarmismi, nega che sia in atto una invasione e chiede “nervi saldi, lucidità e calma…“.  Chi è il presidente di questa Commissione? Guarda caso è un vecchio militante comunista, Luigi Manconi, sessantottino militante di Lotta continua (chi ben comincia…), passato negli anni ’90 ai Verdi e poi senatore DS ed infine senatore PD. Ecco questi sono quelli che vogliono darci lezione di etica e decidere, in barba alla volontà popolare, come regolarci con gli immigrati. Comunisti erano e comunisti restano, anche se travestiti da democratici. E la loro ideologia mira, consciamente o meno,  al sovvertimento dell’ordine costituito, della politica, dell’organizzazione sociale, allo stravolgimento delle tradizioni, della morale, dell’identità nazionale. Già, perché loro al mito della rivoluzione proletaria non hanno mai rinunciato. Cercano solo di attuarla con altri metodi.

Vogliono il caos totale, perché la creazione di attriti e conflitti sociali (logica conseguenza dell’invasione di massa) è la premessa per giustificare la presa del potere in maniera anche violenta, se non ci riescono democraticamente. Ecco perché favoriscono l’immigrazione; più disperati arrivano e più si favorisce la creazione delle condizioni favorevoli a movimenti popolari di ribellione e rivolta che sfociano nell’istituzione di un governo autoritario. O, come minimo, quando riconosceranno a tutti anche la cittadinanza ed il diritto di voto (prima o poi ci arrivano…) saranno tutti voti guadagnati per la sinistra. E’ una  strategia cinica e subdola, soprattutto perché si maschera da buonismo e da difensori dei “diritti umani“. Oh, i diritti umani, che grande conquista! Peccato che parlino sempre e solo di diritti, dimenticando di fare qualche accenno anche ai doveri. Peccato che  quando parlano di diritti umani pensino solo a quelli degli immigrati di ogni provenienza e mai ai diritti degli italiani.

Si sente mai Manconi, Boldrini, Kyenge, l’ONU, l’Unione europea, l’Alto Commissariato per i rifugiati, la Caritas, l’ARCI, le varie Ong e umanitarie o altri pifferai buonisti, parlare dei diritti degli italiani? No, non succede mai.  Dimenticano troppo spesso che anche gli italiani sono “umani” e, quindi, potrebbero rivendicare dei diritti. Uno per tutti: il diritto di non essere invasi da africani, cinesi, romeni, zingari e avanti c’è posto, non spingete, ci stiamo tutti! E poi bisognerebbe anche prendere atto di una verità che i media si guardano bene da divulgare; il fatto che gli italiani sono stanchi di questa politica accoglientista, buonista e terzomondista e che, nonostante siano allo stremo a causa della crisi economica,  debbano sobbarcarsi le spese enormi che comporta l’opera di salvataggio in mare e successivamente le spese di mantenimento. Esiste una “Commissione dei diritti degli italiani”? No, non esiste. Questa è la fregatura. (Vedi “Immigrazione e business“)

Ma alcune stime di fonti attendibili dicono che le previsioni sono ancora più preoccupanti di quelle prospettate da Alfano; si parla di almeno 900.000 migranti che sono in attesa di partire dalle sponde africane. Lo riferiva di recente la Stampa (Immigrazione, siamo al collasso). Contenti? E guai a lamentarsi, al primo accenno di protesta si finisce subito al rogo mediatico, accusati di xenofobia e razzismo. Insorgono tutti, l’ONU, i tromboni della sinistra, i terzomondisti, le associazioni umanitarie, quelli che poi li sfruttano, quelli che ci mangiano perché sono pagati dallo Stato per assisterli. Insomma, c’è tutta una congrega di gente che sull’immigrazione ci campa. Alla faccia degli italiani ai quali nessuno chiede mai se approvino o meno questa linea di accoglienza indiscriminata con spese a nostro carico. E’ una scelta imposta dall’alto, da quella minoranza (perché, anche se nessuno lo dice, sono una minoranza) che, succube delle disposizioni dell’ONU, dell’EU, del Commissariato per i rifugiati, degli ideologi della sinistra mondiale, della Caritas, delle associazioni umanitarie, delle ong, di tutti quelli che sull’immigrazione ci campano o che ne ricavano un qualche beneficio, stanno perseguendo una strategia scientifica il cui fine è il completo sfacelo economico, sociale, culturale, politico, umano del mondo occidentale.

Eppure, se davvero si vuole rispettare la volontà popolare, come in democrazia sarebbe giusto ed auspicabile,  basterebbe leggere i commenti dei lettori agli articoli che parlano di sbarchi, immigrazione e società multietnica. Ormai molti quotidiani on line consentono ai lettori i inserire commenti. Volete sapere cosa pensano davvero gli italiani? Leggete quei commenti. Oppure bisogna far finta di niente? Già, meglio evitare, si potrebbe scoprire che la maggioranza degli italiani ne ha le tasche piene del buonismo ipocrita della sinistra.

Tanto per fare un esempio di cosa pensano gli italiani, si possono leggere i commenti a questo ennesimo articolo, apparso oggi nella Home Tiscali: “Mare nostrum. Boldrini: chi pagherà per i morti?“.  Legga, Boldrini, legga  e si renda conto di cosa pensa la gente.

Bollettino di guerra (Preziose risorse)

di , 19 Luglio 2013 10:38

Non basta dire che gli immigrati “sono una risorsa“, come dice la ministra Cécile Kyenge. Bisogna dimostrarlo con fatti concreti. Così, dopo aver fatto un breve riepilogo degli ultimi arrivi (Bollettino dei naviganti), vediamo come queste “preziose risorse” contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e culturale dell’Italia. Passiamo dal Bollettino dei naviganti al Bollettino di guerra  (perché questo è).

-   4 maggio 2013: una risorsa albanese, Blerim Toksu, arrestato per continui maltrattamenti nei confronti della moglie ed averla ferita con un coltello.

-   7 maggio 2013: Arrestate a Roma dieci risorse filippine. Costituivano una banda dedita all’usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

9 maggio 2013: tre risorse nigeriane in stato di ubriachezza molestavano i passanti a Cagliari davanti alla chiesa di Sant’Eulalia. All’arrivo dei carabinieri uno dei tre si è denudato.

- 10 maggio 2013: due risorse albanesi arrestate a Sarzana per rapina ed omicidio di una anziana contessa.

- 10 maggio 2013: un gruppo di risorse tunisine aggredisce  a Pisa un’altra risorsa, loro connazionale.

- 11 maggio 2013: una giovane risorsa marocchina aggredisce due risorse islamiche a scuola e strappa loro il velo, causando una rissa.

. 11 maggio 2013: Una risorsa ghanese di 31 anni, Mada Kabobo, aggredisce diverse persone a Milano a colpi di piccone causando tre morti.

- 11 maggio: arrestato a Mondragone (Caserta) Slavi Toshkov Yosifov, una risorsa bulgara, per vendita di neonati.

13 maggio 2013: una risorsa nigeriana, al culmine di un furioso litigio, con un morso stacca la falange della mano ad un’altra risorsa, suo connazionale.

- 15 maggio 2013:  una risorsa nigeriana di 40 anni arrestata ad Olbia: Aveva in corpo dieci ovuli con 140 grammi di eroina.

- 16 maggio 2013: una risorsa romena si è suicidata gettandosi sotto un treno, dopo aver ammazzato la moglie ed un’altra risorsa polacca.

- 18 maggio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali, per spaccio di droga e rapina, ha esploso numerose fucilate nei confronti di un’altra risorsa albanese e della sua famiglia a Locate Triulzi (Milano).

- 20 maggio 2013: giovane risorsa congolese arrestato a Perugia per aver massacrato di botte e violentato una studentessa.

- 22 maggio 2013: una risorsa romena di 59 anni, Dimitru Cobanu, arrestato a Cosenza per aver violentato e segregato per mesi una risorsa sua connazionale.

- 22 maggio 2013: risorsa romena di 28 anni arrestato a Perugia per violenza sessuale.

- 25 maggio 2013: una risorsa nordafricana arrestata a Sestri Levanti per aver più volte accoltellato in strada la sua compagna.

- 25 maggio 2013: una risorsa romena di 35 anni , già condannato in passato per violenza sessuale, arrestato a Bologna per stalking e per aver ripetutamente minacciato di morte l’ex compagna, anche lei risorsa romena.

- 26 maggio 2013: risorsa senegalese arrestato a Siniscola, in Sardegna. Aveva in casa un laboratorio clandestino per l’assemblaggio e la produzione per la fabbricazione di orologi col marchio contraffatto.

- 27 maggio 2013: giovane risorsa romena di 24 anni arrestato a Roma per aver prima ubriacato e poi stuprato una ragazza nei bagni di un locale notturno del quartiere Testaccio.

2 giugno 2013: una risorsa romena, Vasile Ciuciuc, è entrato in un supermercato, a Corigliano Calabro (Cosenza), per compiere un furto. Beve due bottiglie di liquore, ha un malore e muore.

4 giugno 2013: sgominata ad Asti una banda di risorse albanesi dediti al traffico di droga.

5 giugno 2013: una risorsa nomade, del campo Rom del quartiere San Paolo a Bari, è stato arrestato per aver investito un anziano ed essere scappato senza prestare soccorso.

5 giugno 2013: una coppia di risorse bulgare, marito e moglie, arrestate per aver segregato, ridotto in schiavitù ed obbligata a prostituirsi una giovane loro connazionale, a Capo Rizzuto (Crotone).

6 giugno 2013: quaranta genitori, risorse Rom di origine romena e macedone, sono stati denunciati a Pisa per inosservanza dei doveri di istruzione scolastica minorile, Non hanno mai mandato a scuola i figli.

9 giugno 2013: una risorsa marocchina ed una  risorsa macedone arrestati a Pesaro per l’omicidio, a scopo di rapina, di un imprenditore.

- 12 giugno 2013: risorsa albanese di 27 anni tenta di rapire un bambino di 4 anni a Sassari. Arrestato per tentato sequestro di persona, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le generalità.

- 12 giugno 2013: risorsa marocchina, fondatore di una setta ultraradicale islamica, arrestato a Roma: preparava attentati terroristici.

- 14 giugno 2013: risorsa romena, a Foligno,  ammazza l’ex compagna e si suicida con un coltello.

-  15 giugno 2013: una risorsa senegalese, senza passaporto, né permesso di soggiorno,  arrestata ad Olbia. Aveva in pancia tre ovuli con 200 grammi di eroina.

- 16 giugno 2013: arrestato ad Alessandria risorsa colombiana. Aveva rubato la pistola d una guardia giurata e sparava sui passanti.

- 16 giugno 2013: risorsa boliviana sfonda la porta e violenta la coinquilina. Arrestato per violenza sessuale e minacce aggravate.

- 17 giugno 2013: risorsa afghana arrestato a Roma per omicidio della moglie e rapimento della figlia di 2 anni in Norvegia.

- 20 giugno 2013: arrestati a Torino 17 risorse romene per associazione a delinquere, traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, estorsione, riciclaggio, ricettazione.

- 25 giugno 2013:sgominata banda di una quarantina di risorse bulgare, specializzati in traffico di droga.

- 26 giugno 2013: espulsione immediata per due risorse marocchine accusati di terrorismo.

- 27 giugno 2013: arrestata a Torino risorsa nomade di 42 anni,Snezana Ristic, per furti in abitazione in diverse località: Firenze, Bologna, Rimini, Roma, Pescara, Torino, Palermo, Andria. Già condannata in passato per 7 anni di reclusione, era in possesso di 48 identità diverse.

- 27 giugno 2013: due giovani risorse albanesi di 19 e 20 anni arrestati a Firenze per l’omicidio di un loro connazionale di 24 anni.

- 28 giugno 2013: risorsa marocchina tenta di stuprare una commessa in strada e rischia il linciaggio prima di essere arrestato.

- 30 giugno 2013: risorsa romena,  Dafinu Nini, incendia un’auto carica di bombole di gas e benzina nei pressi della fabbrica di giocattoli Clementoni,  dove aveva lavorato negli anni scorsi.

1 luglio 2013: Arrestato ad Olbia risorsa albanese. Aveva 500 grammi di cocaina nell’auto.

1 luglio 2013: arrestate due risorse romene a Roma. Erano complici dell’altra risorsa romena rimasta uccisa durante un tentativo di rapina nella villa di un anziano di 81 anni (Reagisce a furto, spara e uccide ladro).

5 luglio 2013: risorsa afghana arrestata a Bari per l’omicidio di un’altra risorsa curda nel centro di accoglienza di Bari Palese.

6 luglio 2013: coppia di risorse romene ruba bracciale d’oro in gioielleria a Selargius (Cagliari).

7 luglio 2013: due risorse romene, Annamaria Vidu, 20 anni,  e Ramona Magureanu, 30 anni, arrestate ad Olbia per furto aggravato in un centro commerciale.

10 luglio 2013: due risorse di origine romena, Lela Radulovic, di 30 anni, e Sabrina Dragutinovic, di 22, arrestate a Cagliari per furto aggravato.

- 12 luglio 2013: una risorsa di origine africana, senza documenti, arrestato a Roma (aeroporto Fiumicino), per aver aggredito una coppia di turisti americani cercando di portar via il loro bimbo di due anni.

- 15 luglio 2013: Una risorsa romena arrestata a Ravenna per violenza sessuale su un’altra risorsa, sua connazionale. E’ al terzo arresto in due anni per violenza sessuale, ma era in libertà.

. 15 luglio 2013: una risorsa moldava, ubriaco, investe con l’auto un gruppo di amici a Torino che chiacchieravano sul marciapiede. Un morto e quattro feriti.

- 16 luglio 2013: arrestate a Verona sei risorse nomadi Sinti per lesioni aggravate e tentato omicidio.  Aggredivano e pestavano i passanti.

17 luglio 2013: una risorsa marocchina, El Habib Gabardi, 39 anni, si è costituito. Nei giorni scorsi aveva travolto e ucciso a Gorgonzola una ragazza, Beatrice Papetti, ed era scappato senza soccorrerla.

- 17 luglio 2013: una risorsa dell’Ecuador fermata a Parma. Sospettato di aver ammazzato a martellate la fidanzata peruviana.

- 17 luglio 2013: una risorsa ucraina arrestata a Roma per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti della connazionale convivente.

- 18 luglio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali (numerosi reati contro il patrimonio, spaccio di droga e otto diverse identità) arrestato a Milano per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della compagna.

- 18 luglio 2013: un’intera banda di 37 risorse georgiane sgominata dai carabinieri di Roma. Erano specializzati nei furti in appartamento con la tecnica del “‘key bumping’. Per gli stessi reati altre 14 risorse erano state arrestate a marzo 2012. Negli ultimi 3 anni, per lo stesso reato con la stessa tecnica, ne sono stati arrestati 160, tutte preziose risorse georgiane.

Ma che belle risorse! Che fortuna abbiamo ad averle in Italia. Vero, ministra Kyenge? Vero, Laura Boldrini? Vero, anime belle e buonisti ipocriti dell’accoglienza, dell’integrazione, della tolleranza, della società multietnica, multiculturale, multi religiosa e multi-criminale?  Sono queste le “preziose risorse” che intende la ministra Kyenge? A questa gente vorrebbe dare la cittadinanza? E’ per favorire questi delinquenti che vorrebbe abolire il reato di immigrazione clandestina? Quando si parla di “integrazione” ci si riferisce a queste “risorse“? Chieda un parere alle vittime di questi delinquenti.

Forse la ministra è stata offesa dall’infelice battuta di Calderoli. Ma la Kyenge, Boldrini e tutte le anime belle d’Italia (compreso Papa Francesco), che continuano a propagandare l’accoglienza, l’integrazione e le delizie della società multietnica, dovrebbero vergognarsi, perché, se avessero un minimo di onestà, dovrebbero sentirsi responsabili morali di questi atti criminali. E le loro affermazioni buoniste suonano come un’offesa, una provocazione ed un insulto al buon senso ed all’intelligenza degli italiani.

E’ solo un elenco parziale, di poco più di due mesi, perché la maggior parte dei piccoli episodi di microcriminalità non vengono nemmeno denunciati e non arrivano sui media nazionali. Altrimenti occorrerebbe un libro per elencarli. Sono queste le “preziose risorse“? No comment.

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