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La faccia di Franceschini

di , 21 Dicembre 2017 22:01

Dario Franceschini è ministro dei Beni culturali dal 2014. E’ quello che quando crollò un muro a Pompei, con un duro intervento alla Camera, chiese le dimissioni dell’allora ministro Sandro Bondi (il quale si dimise). Per qualche strana ed imprevista coincidenza, proprio nel 2014 ancora a Pompei, si verificarono tre casi di muri crollati: “Pompei, tre crolli in tre giorni“. Altri crolli si verificarono successivamente ad Ercolano (un muro della Domus Atrio Corinzio appena restaurato) e Roma:  “Crolla il muro della Breccia di Porta Piae “Crolla parte mura aureliane“. Ma al nostro ministro non passò nemmeno per l’anticamera del cervello di dimettersi. Qui il video: “Quando Franceschini chiedeva le dimissioni di Bondi”.

E nemmeno politica e stampa dedicarono molto spazio a questi crolli; al massimo una foto. Diventano fatti gravissimi solo quando i ministri sono di centrodestra. Ora il ministro arriverà in visita a Pompei; e succede che crolla un altro muro: “Pompei, nuovo crollo nelle Domus“. Sono crollati più muri con Franceschini ministro, di quanti ne siano crollati con tutti i ministri precedenti. Ma non succede niente, nessuno chiede le dimissioni, né il ministro si sente responsabile. Strana e curiosa applicazione del concetto di responsabilità; vero? Il fatto è che, in osservanza del vecchio principio della doppia morale (e della “superiorità morale“) che i PiDioti hanno in dotazione di serie ed applicano a propria discrezione, non tutti i muri sono uguali; e nemmeno i ministri.

Se crolla un muro ed il ministro è di Forza Italia è un fatto gravissimo e deve dimettersi; se dovesse crollare anche tutta Pompei, ma il ministro è Franceschini, o un PiDiota qualsiasi, non è responsabile e resta al suo posto. Stesso criterio vale per Maria Elena Boschi, l’affare Banca Etruria, e per tutti i casi di panni sporchi in cui siano coinvolti esponenti della sinistra, i quali, chissà perché, non sono mai responsabili: io non c’ero e se c’ero dormivo. Non solo hanno la doppia morale in dotazione di serie, ma hanno pure un’altra gravissima patologia: la “sindrome dei migliori“. Lo riconoscono gli stessi intellettuali di sinistra. Uno per tutti, il sociologo Luca Ricolfi che lo disse molto chiaramente in un illuminante pamphlet pubblicato nel 2005 “Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori“. Ma dubito che i PiDioti lo abbiano letto. Se lo hanno letto non l’hanno capito. E se lo hanno capito evitano di parlarne perché si vergognano di accettare la verità. Ne parlavo in questo post del 2013: “Cuperlo ed il complesso di superiorità“. Per avere un simile codice morale bisogna avere proprio una bella faccia da culo.  E Franceschini ce l’ha.

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