Articoli corrispondenti al tag: Pompei

La faccia di Franceschini

di , 21 Dicembre 2017 22:01

Dario Franceschini è ministro dei Beni culturali dal 2014. E’ quello che quando crollò un muro a Pompei, con un duro intervento alla Camera, chiese le dimissioni dell’allora ministro Sandro Bondi (il quale si dimise). Per qualche strana ed imprevista coincidenza, proprio nel 2014 ancora a Pompei, si verificarono tre casi di muri crollati: “Pompei, tre crolli in tre giorni“. Altri crolli si verificarono successivamente ad Ercolano (un muro della Domus Atrio Corinzio appena restaurato) e Roma:  “Crolla il muro della Breccia di Porta Piae “Crolla parte mura aureliane“. Ma al nostro ministro non passò nemmeno per l’anticamera del cervello di dimettersi. Qui il video: “Quando Franceschini chiedeva le dimissioni di Bondi”.

E nemmeno politica e stampa dedicarono molto spazio a questi crolli; al massimo una foto. Diventano fatti gravissimi solo quando i ministri sono di centrodestra. Ora il ministro arriverà in visita a Pompei; e succede che crolla un altro muro: “Pompei, nuovo crollo nelle Domus“. Sono crollati più muri con Franceschini ministro, di quanti ne siano crollati con tutti i ministri precedenti. Ma non succede niente, nessuno chiede le dimissioni, né il ministro si sente responsabile. Strana e curiosa applicazione del concetto di responsabilità; vero? Il fatto è che, in osservanza del vecchio principio della doppia morale (e della “superiorità morale“) che i PiDioti hanno in dotazione di serie ed applicano a propria discrezione, non tutti i muri sono uguali; e nemmeno i ministri.

Se crolla un muro ed il ministro è di Forza Italia è un fatto gravissimo e deve dimettersi; se dovesse crollare anche tutta Pompei, ma il ministro è Franceschini, o un PiDiota qualsiasi, non è responsabile e resta al suo posto. Stesso criterio vale per Maria Elena Boschi, l’affare Banca Etruria, e per tutti i casi di panni sporchi in cui siano coinvolti esponenti della sinistra, i quali, chissà perché, non sono mai responsabili: io non c’ero e se c’ero dormivo. Non solo hanno la doppia morale in dotazione di serie, ma hanno pure un’altra gravissima patologia: la “sindrome dei migliori“. Lo riconoscono gli stessi intellettuali di sinistra. Uno per tutti, il sociologo Luca Ricolfi che lo disse molto chiaramente in un illuminante pamphlet pubblicato nel 2005 “Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori“. Ma dubito che i PiDioti lo abbiano letto. Se lo hanno letto non l’hanno capito. E se lo hanno capito evitano di parlarne perché si vergognano di accettare la verità. Ne parlavo in questo post del 2013: “Cuperlo ed il complesso di superiorità“. Per avere un simile codice morale bisogna avere proprio una bella faccia da culo.  E Franceschini ce l’ha.

Strano, ma vero

di , 14 Aprile 2014 19:37

Quando la realtà è in bilico fra il trash, il kitsch, l’assurdo, il grottesco, il surreale; talvolta leggere le news ricorda quelle rubriche “Incredibile, ma vero“. Ecco alcuni esempi presi dalla cronaca.

Il governo del Bomba si prepara a nominare alti dirigenti di Enti, Aziende pubbliche, Società quotate in Borsa. Insomma, è il momento cruciale della sistemazione di uomini fidati nei centri di potere; è l’applicazione pratica della strategia gramsciana della conquista delle “Casematte“  che a sinistra applicano benissimo da decenni. La novità è che anche queste nomine saranno fatte, come dice la didascalia, tenendo conto della parità di genere. Ormai tutto viene visto sulla base della parità. Non conta più la preparazione, le  capacità, l’esperienza, il curriculum. No, conta il genere. Quindi, procederanno nominando alternativamente un uomo, una donna, un uomo, una donna. Però, visto che esiste anche il terzo genere, i trans, e che ormai hanno conquistato il diritto alla visibilità ed all’attenzione del pubblico, bisognerebbe tenerne conto. Allora bisognerebbe fare le nomine così: un uomo, una donna, un trans, un uomo una donna, un trans. Mi sembra la soluzione giusta. No?

La bellezza è un’opinione

A proposito di…ecco la trans più famosa d’Italia. Ormai è sempre in prima pagina, spopola su riviste, internet e televisione. Ospite ricercatissima da tutti i salotti  ciarlieri e gossipari. Perché è particolarmente brava, simpatica, intelligente, preparata, colta, bella, esperta di qualcosa? No, solo perché è trans! Ma oggi il trans va come il pane. L’altra domenica era ospite al pomeriggio su RAI 1 all’Arena di Giletti. L’hanno invitata per darle modo di spiegare perché a Modena le hanno negato di tenere una lezione al liceo sulla diversità e sulle delizie dell’essere trans. Una volta a scuola si studiava latino, greco, storia, letteratura, matematica. E per insegnare bisognava essere dotati di regolare titolo di studio che abilitasse all’insegnamento di una materia specifica. Oggi basta essere trans e vai a tener lezione in un liceo. Il giorno dopo era ospite, in prima serata, nel programma “Quinta colonna” di Del Debbio su Rete4. Poi, pare che sia diventata opinionista fissa del “Grande fratello“. Sabato scorso era ospite a “TV talk” di Bernardini su RAI 3. Basta e avanza, anche se, visto che guardo pochissimo la TV e molto raramente al mattino,  temo che sia stata presente anche in altri salotti TV.

Non c’è che dire, ha più spazio e visibilità Luxuria di quanta ne avesse Rita Levi Montalcini. E non dico altro, per carità cristiana e per evitare accuse di transfobia. Il bello è che ormai viene considerata “normale” ed imposta dai media come testimonial del nuovo corso culturale, quello della confusione sessuale e di genere. Vogliono convincere la gente che essere trans sia del tutto naturale, accettabile, anzi bello. Ecco perché vanno a spiegarlo anche nelle scuole. Infatti, il nostro Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, si sente “bella”. Ma, come ho già detto di recente, queste imposizioni culturali e l’atteggiamento compiacente dei media si scontrano con il pensiero ed il sentire comune della gente. Questo box era presente qualche giorno fa nella Home di Tiscali. Volete sapere cosa pensano i lettori di Luxuria e della sua “bellezza“? Leggete i commenti alla fine dell’articolo: “Vladi Luxuria, vuoi sapere come faccio ad essere così bella?”.

Il testimonial nero

Se Luxuria è il testimonial preferito dei sessualmente confusi, Balotelli lo è dei buonisti sostenitori della società multietnica, multiculturale, dell’accoglienza, dell’integrazione e delle porte aperte all’immigrazione di tutti i disperati del mondo.  Tanto è vero che il nostro “Super Mario” (che per molti è, invece, solo una montatura) è sempre in prima pagina, qualunque cosa faccia o non faccia. Deve esserci perché aiuta la causa. E infatti non passa giorno che, sui quotidiani in rete,  non abbia qualche box riservato, con le ultime imprese della giornata. Lui è sempre in primo piano, anche quando non c’entra niente. Esempio pratico.

Ieri si giocava la partita fra Milan e Catania. Su alcuni quotidiani si poteva seguire la cronaca della partita in diretta. Ad un certo punto, segna il Milan con Montolivo. Ed ecco, nell’immagine sopra,  come L’Unione sarda, riporta la notizia. Segna Montolivo, ma mettono la foto di Balotelli. Provate a chiedervi il perché. E non è il solo. Anche il quotidiano Libero usa lo stesso metodo, come vediamo nell’immagine a lato: “Il Milan vince ancora…”, ma nella foto non si vede Montolivo, ma Balotelli. Sì, proprio bravo Super Mario, anche quando segnano gli altri, sembra che il merito sia suo. E’ una sovraesposizione mediatica ed una supervalutazione che dovrebbe almeno farci sorgere qualche dubbio sulla correttezza dell’informazione e sull’uso strumentale di questo calciatore. Ma naturalmente per i puri di cuore e per le anime belle terzomondiste non c’è niente di strano; tutto nella norma.

A proposito di immigrazione

La Chiesa è apertamente schierata con i terzomondisti ed i militanti della società multietnica e multi religiosa. Sono favorevoli all’immigrazione, sostengono l’accoglienza, sono favorevoli alla costruzione delle moschee, auspicano la pace e Papa Bergoglio dice che i musulmani “sono nostri fratelli“. Chissà se è informato sulle quotidiane stragi di cristiani che avvengono in Africa ogni giorno. E’ una autentica caccia ai cristiani da parte di bande di musulmani. Ma il Papa dice che sono nostri fratelli. Anche Caino e Abele erano fratelli. Ed il cardinale Scola dice che il futuro di Milano è degli stranieri. Cari milanesi, se così è, per voi non c’è più posto, non c’è futuro. E visto che il terzo mondo si sta trasferendo da noi, fra poco non ci sarà posto nemmeno per gli italiani. Il Bel Paese sarà riservato agli stranieri. E se, come italiani,   non volete finire per essere una minoranza tutelata dal WWF, non vi resta che emigrare, magari in Libia.

Poi, se fra i datteri e i cammelli della Tripolitania vi annoiate e proprio avete nostalgia della Madonnina, potete sempre travestirvi da beduini, imbarcarvi sul primo barcone in partenza per Lampedusa, dove avrete vitto e alloggio gratis assicurato, più fondo per piccole spese, sigarette e ricariche telefoniche, tutto offerto dagli italiani accoglienti. Poi trasferitevi a Milano dove, finalmente, il cardinale Scola, il sindaco Pisapia ed uno stuolo di associazioni umanitarie faranno di tutto per assegnarvi una casa, darvi un lavoro, l’assistenza e tutti i diritti possibili. Così, finalmente avrete tutti i titoli per vivere tranquillamente a Milano da stranieri.  Ed il futuro sarà vostro. Auguri.

I valori della vita

Recentemente Dario Franceschini è stato colpito da un infarto. Fortunatamente si è risolto bene e dopo qualche giorno di riposo è tornato alle dure incombenze da ministro per i Beni Culturali. Franceschini è  quello che quando crollò un muro a Pompei chiese subito le dimissioni dell’allora ministro Bondi, accusandolo di essere direttamente responsabile del crollo. Ultimamente ci sono stati una serie di crolli a Pompei, ad Ercolano e pure a Roma. Ma nessuno ha chiesto le dimissioni dei ministri in carica, prima Bray ed ora Franceschini. Nemmeno il nostro Dario dalla memoria corta ha pensato mai di dimettersi. Evidentemente c’è muro e muro e c’è ministro e ministro. Se cadono i muri quando i ministri sono del PD non succede niente; normale amministrazione. Potrebbe sprofondare tutta Pompei, ma nessuno sarebbe responsabile; meno che meno i ministri, specie se sono del PD. E’ un’applicazione del relativismo democratico: “Tutti i ministri sono uguali, ma alcuni ministri sono più uguali degli altri“. Eppure Franceschini ha tratto un utile insegnamento dal coccolone che lo ha colpito. Dice che grazie all’infarto ha capito quali siano i veri valori della vita. Cari italiani, rendiamoci conto che se siamo governati da gente che, per scoprire i valori della vita, ha bisogno che gli venga un infarto, siamo messi molto male; noi, ma lui anche peggio.

IMU quiz e Buffonarie

di , 2 Dicembre 2013 15:44

 Nuovo gioco a premi che sostituirà la Lotteria di Capodanno: IMU quiz. Chi, dove, quando, quanto e come si pagherà la tassa sulla casa. Nessuno ci capisce più niente, né i cittadini, né i commercialisti, né i CAF, né lo stesso Governo che naviga a vista. Dopo la girandola di decisioni sull’IMU e l’invenzione di nuovi acronimi, Tares, Tasi, Trise, service tax, TUC, IUC (e non è detto che sia finita) giusto per confondere le idee e farvi pagare lo stesso la tassa sulla casa, facendo finta di averla abolita, hanno approvato l’abolizione della prima rata, poi l’abolizione della seconda.

E sembrava un discorso chiuso, con grande soddisfazione dei contribuenti. Invece no, pare che non si trovino le necessarie coperture. E’ curioso osservare come i nostri ministri, che possono contare sulla consulenza di esperti lautamente retribuiti,  continuino a sbagliare i conti e se ne accorgano solo dopo, a disastro avvenuto (vedi i conti della Fornero sugli “esodati“). Quindi ricomincia il giro e le varie ipotesi. La seconda rata forse si paga. Anzi no,  si paga, ma solo una parte. Ma non tutti, solo in alcuni Comuni, in altri no; in barba al principio di uguaglianza dei cittadini. Ma, per complicare ancora la faccenda (altrimenti i geni delle tasse non si divertono), l’importo della rata sarà per il 40% a carico dei cittadini e l’altro 60% sarà integrato dallo Stato.

Ora, siccome non tutti sono esperti di contabilità o hanno un nipote commercialista,  immaginiamo zia Giuannica Culabottu, novantenne di Trescagheras (magari invalida, analfabeta e sola, che non legge i quotidiani, non vede Porta a porta e non ha nemmeno un profilo su Facebook), che deve sapere, anzi scoprire, prima se il suo Comune è fra quelli in cui si paga (e chi l’avverte?) e poi deve calcolare quel fatidico 40% (40% di cosa? Boh…). Chi glielo spiega il meccanismo della Tares, del TUC, dell’IUC o di come accidenti chiameranno quella cavolo di tassa sulla casa? Ma poi siamo sicuri che sia così? No, non è ancora sicuro, è da valutare, stanno disperatamente cercando i fondi necessari, nei cassetti, sotto i tappeti, nelle tasche dei ministri, forse lo sapremo entro Natale, ma non è detto, il Governo potrebbe rimediare, chissà chi lo sa…(Corriere.it: La beffa dell’IMU)

Un Governo così cialtrone,  incapace e confusionario non si era mai visto. Promette, poi si rimangia le promesse, poi ripromette l’eliminazione, poi la mantiene in parte, poi la fa pagare solo ad una parte di cittadini che non ci hanno capito nulla e dovranno anche calcolare l’importo da versare, stando ben attenti a non sbagliare, altrimenti fioccano le multe e le sanzioni.  Ma non si sa come andrà a finire e intanto l’unica cosa certa è la data di scadenza del pagamento, senza aver ancora stabilito con chiarezza se, quando e quanto si deve pagare.

Buffoni e ridicoli. Dovrebbero dimettersi tutti ed andarsene a casa, dopo aver chiesto scusa agli italiani, e dedicarsi al giardinaggio, la pesca, la filatelia o l’enigmistica; insomma, attività del tutto rilassanti. Hanno superato da tempo e largamente il limite di sopportazione e di decenza. Dovrebbero abbandonare per sempre tutti gli incarichi pubblici e di qualche responsabilità pubblica; almeno farebbero meno danni.  La politica è troppo complessa per le loro piccole menti adatte, forse, ad attività meno impegnative intellettualmente. Dovrebbero decadere naturalmente e spontaneamente, senza bisogno di votazioni in Senato, per “incapacità manifesta“.

Questa è l’unica cosa comprensibile di questo governicchio voluto e sponsorizzato dal Presidente Napolitano; l’incapacità congenita. Visto che sono pratici di consultazioni, dopo le “Primarie” del PD, dovrebbero fare le “Buffonarie” governative per eleggere “democraticamente” il “più buffone del reame“.

Intanto, in attesa degli eventi…e trenta…e quaranta ladroni, ve lo diciamo in musica: Ma Vaffffff………..”

A proposito di buffoni. Nel 2010, dopo la caduta di un muro a Pompei, il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, attaccato duramente dall’opposizione, fu costretto a dimettersi. Una settimana fa è crollato un tetto ad Ercolano; ne ho parlato in “Muri e ministri” chiedendomi se, come Bondi, si dovesse dimettere il ministro Massimo Bray. Non si è dimesso e, per la verità, nessuno lo ha accusato di alcuna responsabilità. Il tetto è crollato, ma a Montecitorio nessuno se ne è accorto; silenzio di tomba, anzi, di tetto, specie da parte dei parlamentari del partito democratico, quelli sempre pronti a crocifiggere gli avversari e urlare che se cadono i muri a Pompei è colpa del ministro (ma solo se il ministro è Bondi).

Non tutti i muri sono uguali. Pompei è lontana e non sempre a Montecitorio arriva il frastuono del crollo. Evidentemente  il muro di Bondi era molto più rumoroso, mentre i muri ed i tetti di Bray hanno il crollo “silenzioso“.  Intanto succede che Ieri è crollato un altro muro a Pompei

Domanda per i più preparati: dopo due crolli ad Ercolano e Pompei, il ministro per i beni culturali, Massimo Bray, si dimetterà? E se non si dimette, cosa molto probabile, anzi scontata, perché Bondi era responsabile del crollo e Bray non lo è? E perché Bondi si è dovuto dimettere e Bray non solo non si dimetterà, ma non gli viene nemmeno attribuita alcuna responsabilità?

Muri e ministri

di , 25 Novembre 2013 01:23

Anni fa a Pompei crollò un muro. Immediata reazione dell’opposizione di sinistra che denunciò l’accaduto come conseguenza di incuria, incompetenza e negligenza del ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. Tanto protestarono, addossando al ministro tutte le responsabilità possibili del crollo, che Bondi dovette dimettersi.

Oggi ad Ercolano è “crollato il tetto all’interno della Casa dell’Atrio Corinzio“. Ora, per coerenza, i parlamentari del PD chiederanno le dimissioni  del ministro dei Beni culturali, Massimo Bray? Ma no, quando mai, i ministri sono responsabili dei crolli e devono dimettersi solo se sono di destra. Gli altri non sono mai colpevoli e non devono dimettersi, specie se sono sponsorizzati dal Presidente Napolitano (vedi Cancellieri).

In Italia anche i muri ed i tetti sono double face. Alcuni, quando crollano, fanno dimettere i ministri, altri crollano ma senza conseguenze per il governo.  Ricorda molto da vicino l’etica dei maiali della Fattoria degli animali di Orwell. In questo caso si potrebbe sintetizzare così: “tutti i muri sono uguali, ma alcuni muri sono più uguali degli altri”. E’ l’applicazione dell’etica “suina” della sinistra. Che strano paese l’Italia. No?

Calo del desiderio.

di , 3 Dicembre 2010 14:24

Come se non fossimo già abbastanza in crisi, oggi ci pensa il Censis a darci un’altra mazzata. Non solo c’è la crisi economica, la disoccupazione, i precari, i tagli vari, i muri pompeiani che crollano come fossero di cartapesta, Wikileaks, il Governo allo sbando, i pistolotti di Saviano, l’avvocato Bongiorno incinta (si cerca il temerario), la monnezza del Paese d’o sole, Bersani sul tetto e Fini in Camera ardente (ultimamente è molto calda). C’è di peggio. Ecco come titola oggi il Corriere

corriere calo desiderio

Quando si parla di calo del desiderio si pensa una sola cosa; quella. Era l’ultima nostra consolazione. Se adesso ci viene a mancare anche questa siamo fritti. Ecco la causa di tutti i mali, le crisi e le disavventure che stiamo sopportando: il calo del desiderio. Adesso capisco perché la Ferrari ha perso il titolo mondiale: per una improvvisa defaillance di Montezemolo. Ed ecco perché l’industria va male. Basta guardare la presidente di Confindustria, Marcegaglia, con la sua espressione da topolino impaurito ed i capelli che sembrano una vecchia parrucca con cui hanno appena giocato i cani. Beh, a vederla, non è che gli ormoni fanno la ola ed i salti di gioia. Più facile che cadano in letargo. Certo che poi tutto il comparto ne risente.

Né va meglio in politica. A parte il premier Silvio che, fra escort e Ruby, sembra che abbia ancora qualche scatto d’orgoglio, il resto è davvero da depressione. Chiaro che il PD sia in crisi. Basta che guardino il loro presidente, Rosi Bindi, e non solo cala il desiderio, ma scattano paurose crisi di identità sessuale. Tanto che molti cambiano sponda e si iscrivono all’Arcigay. Ecco perché a Milano perdono anche le primarie, a favore del candidato sostenuto da Vendola, l’uomo (si fa per dire) tutto rosario e orecchino. E i leghisti, quelli che “Ce l’abbiamo duro“? Beh, sembra da voci di corridoio che anche loro siano in crisi. Specie da quando anche il figlio del “senatur” si è dato alla politica ed appare spesso sul palco delle manifestazioni, sembra che a guardare il “Trota” anche le leghiste padane accusino un fortissimo calo del desiderio.

Povera Italia, patria di latin lovers, ci è sparito anche il desiderio. Ci hanno colpito nel punto debole. Ora bisogna ritrovare uno scatto d’orgoglio nazionale e correre ai ripari. Ci sarebbe una soluzione, visto che anche i tempi sono propizi, per tentare di risvegliare il desiderio sopito.  Si avvicina il Natale, tempo di calendari. Si potrebbe inviare a tutti gli italiani una bella raccolta di calendari erotici. E sciogliere negli acquedotti cittadini grandi quantità di viagra. Potrebbe funzionare. E all’Italia potrebbe di nuovo rizzarsi…lo stivale.

 

Quelli che…(Fazio, Saviano & C.)

di , 10 Novembre 2010 12:24

A proposito di “Vieni via con me” scrivevo, fra l’altro: “Il leit motiv della puntata è l’uso degli “elenchi” che ricordano molto quelli di Celentano in Rockpolitik in cui, a modo suo, divideva l’umanità in rock e lenti. Di qua i buoni, di là i cattivi, secondo i personalissimi criteri celentaneschi.“. Mi fa piacere constatare che anche altri abbiano notato questo particolare. Non solo lo hanno notato, ma si son presi la briga di fare, a loro volta, un ennesimo elenco che compare oggi sul Giornale. Ne riporto uno stralcio…

Quelli che soffrono della vertigine della lista.
Già da prima che partisse la nuova trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano, e tanto più ora che è iniziata, l’Italia è in preda al furore dell’elenco, del catalogo, dell’inventario. Liste stese per il gusto stesso dell’enumerazione, per la cantabilità dell’elenco o, ancora, per il piacere vertiginoso di riunire tra loro elementi privi di rapporto specifico, come accade nelle enumerazioni caotiche. Stendere liste è un’arte. Anche quando la rappresentazione è severamente limitata dalla cornice del quadro, come insegna Umberto Eco.

Quella della lista è una vertigine, ma pure un diritto – ci auguriamo bipartisan. Ecco perché ci permettiamo di stilarne una anche noi, di lista. La lista di tutti quelli che non sopportiamo più.

- Quelli che continuano a ripetere di voler andarsene dall’Italia e poi continuano a rimanerci.
- Quelli che hanno scritto per anni sui giornali berlusconiani e adesso scrivono sui giornali anti-berlusconiani per dire “Che schifo quei giornalisti che scrivono pagati da Berlusconi”.

- Quelli che quando per la pioggia crolla una casa a Pompei chiedono le dimissioni di Bondi, ma quando nel 2001 per un’infiltrazione crollò un pezzo delle Mura Aureliane si dimenticarono di chiedere quelle della Melandri.

- Quelli che «la macchina del fango» è solo quella che lo getta da destra verso sinistra, mentre quella che lo getta da sinistra verso destra produce un vero giornalismo imparziale e indipendente.
- Quelli che credono davvero al giornalismo imparziale e indipendente.
- Quelli che sostengono che «destra» e «sinistra» non significano più nulla, che sono solo scatole vuote dove chiunque ci mette dentro quello che gli conviene in quel momento. E però gli stronzi sono sempre a destra, mentre gli intelligenti sempre a sinistra.
- Quelli che vedono al lunedì Fazio, al martedì Floris, al giovedì Santoro, alla domenica la Gabanelli, quattro sere alla settimana la Dandini, e al mattino dopo, ogni giorno, dicono che in Italia tutta l’informazione è controllata da Berlusconi.

Quelli che continuano a dire che in Italia la democrazia è in pericolo. E poi fanno sempre il cazzo che gli pare, dove gli pare, come gli pare, quando gli pare.”  (Luigi Mascheroni: Gli insopportabili)

Niente da aggiungere, anche perché sono cose che ripeto da anni. Però ogni tanto è bene avere delle conferme. Aggiungo solo alcune interessanti informazioni sul programma. Giusto per far notare un piccolo dettaglio. In tempi di crisi, quando tutti chiedono più fondi per la cultura, l’ambiente, la scuola, l’economia, a parte i costi generali del programma, già al centro di polemiche, sarà bene sapere che…solo la scenografia dello studio costa 500.000 euro, un miliardo di vecchie care lirette; solo la scenografia. Alla faccia degli alluvionati veneti, dei terremotati, dei cassintegrati e dei precari.

Fra gli autori del programma ci sono Michele Serra, già noto fin dai tempi del “Male”, punta di diamante dell’umorismo sinistro, che oggi scrive su “Repubblica” e Francesco Piccolo che, invece, scrive su L’Unità. Insomma, sembra un programma televisivo, ma è come leggere Repubblica o L’Unità. Però il presidente della RAI, Garimberti (anche lui ex giornalista di Repubblica, sarà bene ricordarlo), dice che questo è un “Esercizio di libertà“. Loro la chiamano così.

Ultima noticina di colore. Quelli di Repubblica e L’Unità, che sono gli unici giornalisti “indipendenti” in Italia (lo dicono loro), in ogni occasione, sui giornali e nelle comparsate TV, accusano i colleghi del Giornale di essere “Servi del padrone“, perché sono pagati da Berlusconi. Bene, allora sarà opportuno ricordare che “Vieni via con me” va in onda su RAI3, rete storicamente controllata dal PCI ed ora PD, ma che il programma è prodotto dalla Endemol, ovvero da Mediaset, ovvero da…Berlusconi. Il che significa che Berlusconi sarebbe così masochista da produrre un programma per farsi insultare e sbeffeggiare in diretta TV, su una rete comunista (o ex, post, ma è lo stesso). Ma significa anche (strano, ma vero) che Fazio, Saviano, Benigni, sono pagati da Berlusconi per attaccare lui, il suo Governo ed il suo Giornale. Allora, se essere pagati da Berlusconi, lo dicono loro, significa essere servi, bisogna concludere che…Fazio, Saviano e Benigni sono servi di Berlusconi. Beh, ragazzi, sto applicando esattamente la vostra logica. Ops…dimenticavo che loro hanno la logica “Double face”. Vuoi vedere che in questo caso non si applica?

 

Panorama Theme by Themocracy