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Culi e guerriglia

di , 27 Agosto 2017 07:38

Qual è il soggetto preferito dai media? Il culo. Non ha rivali.  Le foto erotiche sono il sale dell’informazione, sono  come il grigio, vanno bene su tutto, qualunque sia l’argomento trattato. Ne accennavo anche due giorni fa in “Chiesa e censura“. E siccome ogni giorno in pima pagina deve esserci il “culo del giorno“, se non hanno quello fresco di giornata, se lo inventano, riciclano quelli vecchi stagionati e li fanno passare come nuovi. Esempio.

Pochi giorni fa sul Giornale, sempre in prima pagina c’era questo titolone “La Ferilli supersexsy a 53 anni“.  E per dimostrarlo uniscono la foto a lato. Ora, sinceramente, magari era una bella donna da giovane, forse è ancora piacente, ma il tempo passa per tutti. Allora che a 20 anni fosse una gran bella gnocca non c’è dubbio; che lo sia ancora a 53 non direi. Che bisogno c’è di esaltare una bellezza che non c’è più? A meno che non si sia appena sbarcati con l’ultimo gommone in arrivo dalla Libia, dopo mesi di astinenza sessuale, o si abbiano curiosi gusti estetici,  come Carlo d’Inghilterra che alla giovane, fresca e bella Diana preferiva la secca e stagionata Camilla, o si sia affetti da gerontofilia acuta (in stile Macron, per intenderci) come si fa  a definire “supersexy”  quella sagoma flaccida, grassa, cadente? Sembra esagerato. No? Diceva Petrolini nel suo “Nerone”. “Quando il popolo si abitua a dire che sei bravo, pure se non fai niente sei sempre bravo“.  La stampa gossipara è come il popolo di Petrolini; quando si abitua a dire che una donna  è bella, anche a 80 anni è sempre bella e sexy. Questo è un esempio lampante del grado di onestà e affidabilità della stampa.

Avete dei dubbi? Facciamo un altro esempio. Ieri cercando un vecchio post sono capitato su questo “Oche e bikini” del 2013. in cui riferivo di un servizio del Corriere on line su una manifestazione di protesta e scontri con la polizia in Brasile.  Scrivevo: “A Rio de Janeiro sono in corso violenti scontri fra manifestanti e polizia. Si protesta contro l’assegnazione di concessioni per nuove trivellazioni petrolifere offshore. Il Corriere on line ne dà notizia con un box in Home ed una serie di 28 fotografie che documentano gli scontri: fumogeni, auto ribaltate, cassonetti incendiati, solito repertorio da guerriglia urbana. Le foto sono visibili qui (Foto). Fra le 28 foto ben 27 mostrano immagini degli scontri ed una (solo una fra 28) mostra una ragazza brasiliana in bikini, forse non proprio interessata alla protesta, che avanza sulla spiaggia passando fra due poliziotti.“.

Dopo aver visionato le foto (non ci sono le frecce laterali, per cambiare foto basta cliccare sull’immagine) , indovinate quale, fra le 28, finisce in prima pagina per documentare i gravi scontri. Indovinato? Bravi, esatto, proprio quella, la ragazza in bikini.

Forse al Corriere hsnno una fissazione particolare per il lato B e per le foto erotiche da sbattere in prima pagina per attirare gli utenti. Può essere, anzi è quasi certo.  Altrimenti non si spiegherebbe perché per documentare “scontri in strada”, proteste e disordini usino la foto di una ragazza in bikini sulla spiaggia.

Ma non è solo il Corriere ad avere questa linea editoriale. Ormai è una mania dilagante che coinvolge tutta l’informazione, specie quella in rete, data la facilità di inserire immagini e video.  Ma a lungo andare si ha l’impressione che in realtà mentre mostrano il lato B di giornata stiano prendendo per il cul…per il lato B i lettori.  Vedi “Guardi siti porno?”.

Come volevasi dimostrare; storia vecchia. E per dimostrare che non è una mia fissazione date uno sguardo a questo articolo di Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura,   comparso  sul quotidiano spagnolo El Pais molti anni fa e ripreso da La Stampa nel 2007: “Troppe T.e C. Nell’Occidente i mass media  rinunciano a informare e criticare: preferiscono divertire con il gossip“.  Per capire meglio l’involuzione dell’informazione in questi ultimi tempi è illuminante leggere, sempre di Vargas Llosa “La civiltà dello spettacolo”.

E qual è oggi il più potente mezzo di comunicazione ? Ovvio, la televisione, quella che tutti i giorni, senza tregua, 24 ore su 24, ci propina tonnellate di spazzatura facendola passare per informazione, intrattenimento, cultura e spettacolo. Riprendo ancora da quel vecchio post.  Ecco, nell’immagine sotto, un gruppo di ospiti, figuranti, opinionisti, esperti, tuttologi, comari e lavandaie, mentre ordinatamente si avviano verso gli studi televisivi per partecipare ai quotidiani programmi di intrattenimento. (Foto Ansa)

Per il momento è tutto, linea alla regia, non cambiate canale, restate con noi, pubblicità.

Basta con le frivolezze. Facciamo le persone serie…

di , 28 Agosto 2004 19:03

LA CANZONE DELLE COSE MORTE Signore e signori, so che molti supercritici dopo essersi divertiti a sentirmi, vanno dicendo: "Sì, ma in fondo dice un mondo di stupidaggini" Ebbene, signori, ora basta. Vi dirò delle cose profonde, filosofiche, scientifiche, dense di pensiero, di dottrina, di cultura. Bello è d’intorno il rapido cadere Delle morte energie, che non han fine. Bello è nel cuore il lento soggiacere delle passioni, mentre imbianca il crine. E qualcosa s’en va, senza che mai faccia ritorno al vivere fatale. Volgiti indietro, e la miseria udrai, la miseria che piange, in sulle scale. Tanto gentile e tant’onesta pare la donna mia, mentr’ella altrui saluta, che al vederla così bene vestita quindici lire le si posson dare. Va per i celi* denzi * un nembo scuro ed è l’anima mia che le va dietro. O dolcezza di un tempo meno duro. O durezza di più di mezzo metro. Su per le calli, torturando i calli, le valli, gli avalli e le con valli rammento te, mazza di San Giuseppe, quando Letricia mia, quando vedrai Pape Satan, Pape Satan Aleppe. Volgiti indietro, la miseria udrai, la miseria che piange sulle scale. (E’ commovente, eh?) Rotto è il mio cuore. E’ rotto e frale, è rotto, è rotto, è rotto, è rotto, è rotto ed io me ne strapongo sopra e sott. A stracci, a pezzi, a mani, a sacchi. A falde, a spoglie, a spolverini, a ciocche, a spicchi, a foglie, a picchi, a pocchie, a pacchie, a quadri,a cubi, a tondi, a perle, a fiori. Le donne, i cavalier, l’arme e gli amori. Nel mezzo del cammin di nostra vita arma la poppa e salpa verso il mondo là dove chiederai: è lei quel tal signore che sedeva accanto a me sul tranvai? E quest’amore, per cui piangete o donne e lacrimate forte che il Re di Creta è condannato a morte. Presso la culla in dolce atto d’amore. A l’ombra dei cipressi e dentro l’urne. Se mi scappa, chi mai l’afferrerà? Amor che null’amato, amar perdona se tu le mani ormai ti sei lavate ti consegno il mio cuor dentro una biscia floscia, s’inguscia, nella grascia, ambascia, all’uscir dell’angoscia cresce ed esce, rinasce e poscia pasce e pesce piglia quella biscia che in cuor freddo bisciò. Tutto di verde mi voglio vestire. Tore è partito e sola ti ha lasciato. Quando Rosina scende giù dal monte. A marechiaro ci sta una finestra dove ognuno ci fa una fermatine, e se ne va e se ne va per la via vagabonda, allegra o moribonda, mesta o cogliabonda o bionda, o bella bionda sei come l’onda. * scritto così nel testo 1926 tratto da “Petrolini, il teatro” Tascabili Economici Newton ……………………………………… Splendido esempio della "profondità di pensiero" petroliniana. Troppo bello per lasciarlo relegato in un commento inserito dall’amica Ebe. Sarebbe sprecato. Vale un post tutto suo. Grazie Ebe.
Riferimenti: ( Torre di Babele )

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