Articoli corrispondenti al tag: Nobel per la pace

Immigrazione: hanno la faccia come il…

di , 9 Luglio 2017 07:31

Io non c’ero e, se c’ero, dormivo“. E’ una espressione di uso comune per indicare quelle persone che creano danni, ma trovano sempre delle giustificazioni per escludere responsabilità personali. La uso spesso perché, purtroppo, gli esempi di questo malcostume in Italia abbondano, specie in politica. La questione immigrazione ne è l’ultimo chiaro esempio.

Sull’immigrazione ci hanno raccontato per anni delle bugie colossali.  Cominciarono col dire che facevano le badanti ed assistevano i nostri anziani, che facevano lavori che gli italiani non vogliono fare, che arrivano in Italia, ma solo di passaggio perché sono diretti al nord Europa. Poi col tempo aggiornarono il repertorio con  altre motivazioni;  che ne abbiamo bisogno per compensare il calo demografico, che contribuiscono al Pil, che ci pagano le pensioni, che è nostro dovere accoglierli perché scappano dalla guerra e dalla fame, che dobbiamo favorire l’integrazione e la formazione di una società multietnica, che non dobbiamo costruire muri, ma ponti,  che sono flussi migratori epocali e sono inarrestabili, e che infine, non solo non creano problemi o costituiscono un pericolo, ma sono “preziose risorse“.

Da decenni ci strapazzano le palle con queste storielle alle quali non crede più nessuno; forse nemmeno loro (ma devono fingere di crederci, altrimenti si scoprono le magagne e le falsità della propaganda). Anzi ne hanno fatto motivo di orgoglio. E chi più si prodigava per favorire l’accoglienza, il meticciato,  l’integrazione e la società multietnica, più veniva elogiato, riceveva premi e riconoscimenti, medaglie, incarichi, finanziamenti, proposto per premi e riconoscimenti internazionali, e pure per il premio Nobel per la pace (vedi Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa: “Nobel per la pace a Nicolini; al via raccolta firme“).

Ora, dopo la batosta tremenda alle amministrative, hanno capito che la gente sta aprendo gli occhi, comincia a capire la truffa del business mascherato da operazione umanitaria, è stanca dell’accoglienza indiscriminata e dell’invasione delle città. Quindi, con la faccia da culo che si ritrovano, fanno inversione a U; come ha fatto anche Beppe Grillo con grillini al seguito, che il giorno dopo il flop alle amministrative ha capito l’aria che tira,  ha fatto repentina inversione di rotta e tuonato contro rom e immigrati: “M5S contro rom e immigrati“). Così cambiano registro, scoprono che c’è un’emergenza migranti, scaricano le proprie responsabilità sull’Europa, e sono “preoccupati per i nuovi sbarchi”. Ovvero, quando l’ipocrisia diventa anche ridicola. Buffoni.

Ma non deve sorprenderci, questa è la loro caratteristica genetica; creare danni e poi scaricare le colpe sugli avversari. La  sinistra, prima che arrivasse al potere, per decenni ha sempre seguito questa strategia; creare ed  alimentare conflitti sociali, politici e sindacali di ogni genere, per poi accusare il governo di non essere capace di risolverli; e così raccoglievano il consenso. Molti anni fa per descriverli usavo una metafora. Li immaginavo come dei piromani che appiccano gli incendi, poi urlano al pericolo per mostrarsi come salvatori della patria e criticano i pompieri perché arrivano in ritardo. Ecco, i sinistri sono così, subdoli e pericolosi; e così si comportano, come quei piromani. E non sono mai cambiati; la strategia è sempre la stessa. Ora, dopo aver favorito, contro la volontà dei cittadini, l’invasione afro/islamica, ed esserne i responsabili, ora cambiano atteggiamento e cercano di presentarsi come i salvatori della patria. Buffoni.

Ho detto spesso in passato che sarebbe arrivato il momento in cui l’invasione sarebbe stata ingestibile e tragica. In quel momento coloro che l’avevano favorita avrebbero trovato mille pretesti per giustificarsi ed escludere qualsiasi responsabilità personale, secondo il più classico “Io non c’ero e se c’ero dormivo”.  Ecco, oggi, ci stiamo arrivando. E vedrete che tutti quelli che fino a ieri affollavano i salotti televisivi difendendo l’accoglienza e cantando le lodi della società multietnica, pian piano cominceranno a cambiare tono ed atteggiamento, finché diventeranno quasi irriconoscibili.

Lo scrivevo anche un anno fa sul quotidiano locale L’Unione sarda, dopo l’ennesimo sbarco di algerini sulle coste della Sardegna (Migranti: ondata di sbarchi nel Sulcis): “Bene, bene, accogliamo anche questi, un posto in hotel lo troviamo. e magari gli portiamo anche il “pranzo solidale antifascista”. E poi lo ha detto anche Mattarella ieri che non dobbiamo ergere muri ma costruire ponti (esattamente quello che dice Papa Bergoglio: avranno lo stesso ghostwriter?). E poi, poverini, scappano dalla guerra, anche quando la guerra in Algeria non c’è; mistero. Quando scoppierà la bomba (in tutti i sensi), ormai ci siamo vicini, ricordatevi di tutte le anime belle che predicano l’accoglienza. Ricordate le facce, i nomi, le loro affermazioni, perché troveranno mille pretesti per negare ogni responsabilità; dal Capo dello Stato fino alle belle statuine che ogni giorno predicano in televisione la buona novella dell’accoglienza, le delizie della società multietnica e multiculturale, la fratellanza universale. “Io non c’ero, e se c’ero dormivo”, diranno.”.

Sono considerazioni che faccio da anni, sia su questo blog, sia  con dei commenti su alcuni quotidiani in rete; quando non vengono censurati, come succede molto spesso. L’ho scritto anche due giorni fa sul Giornale, a proposito del voltafaccia improvviso di Matteo Renzi sull’immigrazione (Migranti, Renzi “Serve numero chiuso, non possiamo accogliere tutti.”). Fino a ieri ripeteva la litania dell’Italia che salva vite umane e che generosamente accoglie chi scappa dalla guerra. Oggi si rimangia tutto e, contrordine compagni, “Non possiamo accogliere tutti“. Se questa non è una faccia da culo, cos’è?

Questo commento che riporto di seguito, per fare un esempio di quella censura alla quale ho appena accennato, l’ho dovuto inviare per 4 volte in due giorni (è quel 4 che compare all’inizio del commento), prima di vederlo pubblicato, dopo aver sostituito alcune parole (culo, palle e smerdarli) con Bip o espressioni passabili come “sbugiardare i birichini” (è da ridere, ma è proprio così). Su L’Unione sarda succede anche di peggio: sono più i commenti censurati di quelli pubblicati, oppure li pubblicano, ma tagliando parole e intere frasi stravolgendo, quindi, il significato del commento (roba da denunciarli). Ma questa storia della censura e del controllo dell’informazione meriterebbe tutto un discorso a parte.

Ecco cosa ho scritto: “Hanno capito di aver esagerato con l’accoglienza e che su questo tema perderanno molti consensi. Ed allora, con la più classica faccia da culo che si ritrovano, cominciano l’operazione della retromarcia. Ora cominceranno a inventarsi dei distinguo, a rimangiarsi e reinterpretare dichiarazioni e slogan, si ripresenteranno come anime candide che hanno sempre combattuto l’invasione e difeso l’identità nazionale. Del resto hanno fatto lo stesso con l’ideologia. Dopo aver combattuto per decenni l’America, la Nato, il capitalismo, hanno cominciato a cambiare nome al partito (PCI/PDS/DS/PD), segretari, bandiere, inni, slogan ed infine, sono diventati tutti “democratici”. Invece che Bandiera rossa cantano “Over the rainbow”, copiano gli slogan di Obama, e vanno a deporre corone di fiori sulla tomba di J. F. Kennedy. Geniali. Per sopravvivere, periodicamente cambiano pelle; come i serpenti. 

Per fare questa operazione di restyling ci vuole una bella faccia da culo, e loro ce l’hanno. Così dopo aver urlato per anni che è nostro dovere accogliere tutti, che sono preziose risorse, che assistono i nostri anziani, che ci pagano le pensioni, che fanno lavori che gli italiani non vogliono fare, che scappano dalla guerra, che anche noi siamo stati migranti, ora vanno in crisi e folgorati sulla via di Damasco…pardon, sul lungomare di Tripoli, si rimangiano tutto e parlano di “numero chiuso”. Se a destra ci fosse qualcuno che abbia un minimo di fantasia e creatività, sapete cosa farebbe? Farebbe un collage di clip video delle loro dichiarazioni fatte nei vari salotti TV in questi anni e lo manderebbe in onda ogni giorno sulle reti Mediaset. Perché non basta smentirli genericamente, bisogna “sbugiardare i birichini” con le loro stesse dichiarazioni. Ma non lo faranno, perché non hanno né fantasia, né creatività; e nemmeno le palle.

Il grosso errore che si commette da sempre è quello di pensare che i socialcomunisti (e tutte le variazioni sul tema; compresa l’ultima che ha prodotto quell’ibrido immondo dei cattocomunisti), siano persone normali e trattarli come tali. Ma non sono normali. La loro non è ideologia, è una forma di psicopatologia che non è di competenza della politica, ma della medicina, e andrebbe trattata in strutture ospedaliere specializzate. Ecco perché ripeto da sempre che con questa gente è inutile cercare di dialogare: “Mai discutere con i matti e i comunisti: si perde tempo, si sprecano energie e si mette a rischio la salute”.   

Sulla questione immigrazione, integrazione, islam, società multietnica, annessi e connessi, ho scritto molti post. Alcuni sono segnalati nella colonna a destra in basso nella sezione “Immigrati, integrazione, islam“. Bastava avere uno sguardo attento e non essere condizionati da pregiudizi ideologici per capire i pericoli di una apertura senza controllo ai flussi migratori e la scellerata ideologia terzomondista che persegue la creazione di una società multietnica e multiculturale, con la conseguenza di una completa destabilizzazione sociale, politica, economica, morale della società occidentale. Lo scrivo fin dal 2003, da quando ho aperto questo blog. Sono passati 14 anni e sembra che ancora non vogliamo renderci conto del disastro causato da una scellerata politica di sinistra che bada più all’ideologia che alla realtà. E se non combaciano, invece di cambiare l’ideologia sbagliata cercano disperatamente di modificare la realtà per adattarla all’ideologia. Da pazzi; o da criminali.

Ma evidentemente la gente ha bisogno di tempo per capire i pericoli, deve sbatterci il muso, altrimenti non se ne rende conto. Lo capiscono solo quando la situazione è tragica ed irreparabile.  E’ esattamente quello che sta succedendo all’Italia, ed all’Europa, che solo adesso cominciano a rendersi conto che l’apertura incontrollata all’immigrazione ci sta portando ad una situazione ingestibile e che, se non fermata drasticamente, comporterà gravissime conseguenze. Siamo di fronte ad uno splendido esempio di quello che viene chiamato il “senno di poi”, quello del quale “son piene le fosse”. E tutto perché, evidentemente, siamo governati da imbecilli, oppure da traditori e criminali che perseguono un fine preciso: la criminale disgregazione della civiltà occidentale.

Obama e il lacrimatoio di bronzo

di , 9 Novembre 2012 11:21

Ha vinto di nuovo, il nostro Barack. La volta precedente, a pochi mesi dall’elezione, forse per effetto di un improvviso ed inaspettato innamoramento collettivo obamiano (una specie di virus diffuso in maniera inarrestabile dagli USA all’Europa)  fu insignito del Nobel per la pace, assegnato in via preventiva sulla fiducia. Questa volta, visto che sembra ripetersi la pandemia affettiva,  quale premio inventeranno? Certo un premio di prestigio, come si addice ad un presidente tanto amato ed osannato. Ho la sensazione che, tanto per cominciare,  gli verrà assegnato l’Oscar, sempre in via preventiva e sempre sulla fiducia.

Sembra che, visto il precedente di Ronald Reagan, il quale cominciò come attore e finì da presidente, Obama, in ossequio al suo motto “Change“, voglia invertire il percorso e, una volta finito il mandato come presidente, visto che non potrà ricandidarsi,  diventerà attore. Il suo primo film sarà il remake di “Indovina chi viene a cena“, celebre film con Spencer Tracy e Sidney Poiter. Il titolo sarà “Indovina chi viene alla Casa bianca“. Narrerà la storia del piccolo Barackino che, partendo dalla Capanna dello zio Tom, crescerà temprato da mille ostacoli e, finalmente adulto, diventato Barackone, approderà alla White House.  Si prevede uno straordinario successo di pubblico e critica.

In verità gli Oscar saranno due: uno come “miglior attore esordiente ex presidente” e l’altro, grazie alla sua appassionata e convincente recitazione nell’nterpretare il ruolo di candidato progressista nella campagna elettorale, come “miglior presidente ex attore“. Una menzione speciale, inoltre, gli verrà attribuita come riconoscimento per la sua caratteristica camminata che lo fa somigliare, stranamente, ad un Gianni Morandi molto abbronzato.

Ma non è tutto. Fonti bene informate assicurano che ad Obama verranno assegnati altri numerosi premi. Fra i tanti anche il prestigioso premio Pulitzer per il giornalismo; grazie ad un tema che scrisse da ragazzo, una specie di reportage  sui localini di Chicago in cui si mangiavano i migliori hamburger, di cui Obama è notoriamente ghiotto.

La notizia non è confermata, ma pare che sia in arrivo anche un altro prestigioso riconoscimento: il Grammy Award, quale miglior interprete di “I’m singing in the rain“, che Obama usa cantare sotto la doccia.

Intanto, anche in Italia, tanto per celebrare degnamente il presidente USA e le sue straordinarie doti, pare che gli verrà assegnato l’ambito premio televisivo “Telegatto“, grazie alla faraonica messinscena della sua campagna elettorale che, secondo gli esperti del settore, è stata giudicata come “il miglior show dell’anno“.

E non finisce qui. Sembra che altri prestigiosi riconoscimenti verranno attribuiti alla premiata ditta Obama and family. Quasi certa l’assegnazione di un premio “La melanzana d’oro” alla moglie Michelle, grazie al suo grande impegno nel curare l’orto biologico presidenziale. La rivista Vogue, dopo aver assegnato per ben due volte un premio all’eleganza di Michelle, inventerà qualche nuovo riconoscimento per l’acconciatura, le scarpe, lo smalto delle unghie, le spalle da scaricatore di Harlem o per il suo incedere da amazzone appiedata. Insomma qualcosa si inventeranno per omaggiare la First Lady.

Un altro premio speciale verrà creato ex novo apposta per Bo, il cane della Casa bianca, il quale verrà insignito della medaglia “Cucciolo d’argento“, quale miglior “First Dog” degli ultimi 150 anni. L’elenco dei vari premi verrà aggiornato periodicamente, con anticipazioni e curiosità quotidiane, in modo che la Baracka family sia sempre in prima pagina.

E non finisce qui. Una delle prime frasi ad effetto pronunciate da Obama, subito dopo l’elezione, è stata: “Il meglio deve ancora venire“. E questa inquietante affermazione (“Il senso lor m’è duro“, direbbe Dante) è subito finita in prima pagina su tuttti i giornali come titolo d’apertura. Grazie a questa arcana ed indecifrabile previsione per il futuro, roba da far impallidire la Pizia del tempio di Apollo, l’associazione Maghi democratici ha conferito a Barack il premio “Nostradamus” per la miglior previsione presidenziale degli ultimi 300 anni!

E’ incredibile come la gente si faccia ancora abbindolare dalle parole, specie quando non hanno significato e senso pratico. Anzi, più sono vaghe e senza significato e più fanno presa, specie se a pronunciarle è Obama (Come acqua fresca). Ed è ancora più incredibile come la stampa dia tanto spazio a queste emerite sciocchezze e le esalti come grandi affermazioni programmatiche. Già, ma loro ci campano. Questa “perla” presidenziale ha lo stesso valore di “Domani è un altro giorno“, di Rossella O’Hara nella scena  finale di Via col vento!

Ma il momento più toccante della sfida elettorale è stato il discorso del presidente subito dopo l’annuncio dei risultati. Davanti ad un pubblico in delirio (così riportava la stampa), ha esordito, rivolto alla moglie Michelle, affermando che non l’ha mai amata come in quel momento. E che se lui poteva festeggiare la vittoria era perché Michelle, 20 anni prima, aveva accettato di sposarlo. E concludeva dicendo che era felice che l’intera America la amasse. Più che il discorso di un presidente eletto, sembra una scena da una telenovela brasiliana degli anni ’80. Una bella e commovente storia d’amore. Mancava solo il sottofondo con una adeguata colonna sonora, tipo “Love Is A Many-Splendored Thing”!

Oggi, invece, leggiamo che Barack, rivolgendosi ai suoi collaboratori di Chicago per ringraziarli dell’impegno e del lavoro fatto, è scoppiato in lacrime. Davvero toccante, un presidente dalla lacrima facile, si commuove facilmente. Magari, grazie a questa predisposizione alla lacrimuccia, gli assegneranno un ulteriore premio: il “lacrimatoio di bronzo” (tanto per essere in tinta…).

Panorama Theme by Themocracy