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Il Papa non sta bene

di , 22 Agosto 2017 09:54

Papa Bergoglio dovrebbe preoccuparsi della sua salute. Ad una certa  età è normale cominciare a soffrire di acciacchi senili e ultimamente sembra proprio che non goda di ottima salute.  Magari sarebbe opportuno fare un bel check up completo, per sua tranquillità (e anche nostra). “Senectus ipsa est morbus” (La vecchiaia è essa stessa una malattia)”, diceva Cremete nella commedia Phormio di P. Terenzio Afro. E Luciano De Crescenzo, completando la frase, specificava: “La vecchiaia è una malattia: o ti prende alle gambe o ti prende alla testa“.

Bergoglio sembra essere afflitto da entrambe le patologie. Ricordiamo che spesso è inciampato ed è perfino caduto, dimostrando difficoltà deambulatorie e incertezza sulle gambe. Ma anche mentalmente mostra qualche cedimento, specie quando, invece di occuparsi dello spirito e delle anime dei credenti, parla  non da capo spirituale della Chiesa, ma da sindacalista e si occupa di lavoro, di ferie, di giusto salario, di aziende in crisi e perfino di trasferimenti di sede dei lavoratori. O quando parla da politico, suggerendo la sua particolare ricetta per affrontare l’emergenza immigrazione proponendo di costruire ponti invece che muri ed accogliere tutti i migranti perché sono tutti “nostri fratelli” e costituiscono un’opportunità di crescita. E non lo dice una volta tanto, in particolari circostanze; lo dice e lo ripete quotidianamente da anni, riscuotendo l’applauso della claque delle anime belle della sinistra e dei cattocomunisti in crisi di identità, che recitano la litania dei migranti “preziose risorse“. Allora, parlando di patologie della vecchiaia e del protagonismo papale che interviene su tutti i temi politici, economici, sociali, (roba da far invidia a Napolitano), oltre alle due massime già riportate, viene spontaneo citare un’altra perla di saggezza dal  “De senectute” di Cicerone: “Senectus est natura loquacior.” (La vecchiaia, per sua natura è piuttosto loquace, ciarliera). Curioso, sembrano tutte scritte pensando a Bergoglio. Già, perché quest’uomo racchiude in sé tutte le fattispecie contemplate: ha problemi alle gambe,  alla mente e parla troppo. Di recente, commentando un articolo su Laura Boldrini e la sua mania di intervenire su tutti gli argomenti per dettare la sua personale visione del mondo (è un vizio molto comune nei palazzi del potere),  ho scritto: “Boldrini e Bergoglio hanno lo stesso difetto: parlano troppo, parlano a vanvera e parlano di argomenti che non sono di loro competenza.”.

E’ curioso che Bergoglio riscuota tanto consenso tra gli ex/post comunisti marxisti e mangiapreti, nipotini di quel tale che affermava che “La religione è l’oppio dei popoli“. e che hanno sempre combattuto come la peste la Chiesa, i cristiani ed il Papa. Gli stessi che solo qualche anno fa scendevano in piazza e sfilavano in corteo per rivendicare la laicità dello Stato e protestare contro le ingerenze del Vaticano. Oggi sono in prima fila ad applaudire Bergoglio e citarlo come autorevole fonte di saggezza.  Se oggi i comunisti applaudono il Papa, significa che si sono convertiti? Sono cambiati i comunisti? No, è cambiato il Papa. Ecco perché piace tanto alla sinistra; lo sentono come uno di loro, un compagno. Esempio emblematico è Emma Bonino, una di quelle che, in compagnia di Pannella, l’amico e compagno di tante battaglie, era sempre in prima fila a contestare la Chiesa e che ultimamente è in perfetta sintonia con il Papa e pochi giorni fa è andata proprio in una chiesa a presentare la campagna “Ero straniero; l’umanità che fa bene“, a favore dell’accoglienza dei migranti (Emma Bonino in chiesa).

Che anche lei abbia qualche leggerissimo problema senile lo dimostra il fatto che, proprio presentando questa ennesima campagna a favore degli immigrati, ha affermato calma e serena,  che abbiamo bisogno di accogliere gli immigrati perché “compensano il calo demografico“. Ovvero, siccome nascono pochi italiani, rimediamo importando africani. Come se, per rimediare al calo della produzione di pomodori San Marzano a causa della siccità, importassimo datteri dall’Egitto. La cosa assurda è che lei è la stessa Emma Bonino che ha contribuito in maniera determinante al calo delle nascite con le accanite campagne a favore dell’aborto libero, sia praticando lei stessa l’aborto clandestinamente usando una pompetta da bicicletta (La stessa Bonino ha affermato di averne praticati circa 11.000). Quella stessa Bonino che praticava migliaia di aborti oggi viene a dirci , “Tomo tomo e cacchio cacchio” direbbe Totò, che abbiamo il problema del calo demografico, che nascono pochi bambini e quindi, dobbiamo compensare importando africani. Capito in che mani siamo? Vi sembra che queste siano persone normali? Temo che le pompette, oltre che per aspirare feti, le abbiano usate anche per aspirare il cervello di molta gente. E’ la conseguenza della “fuga dei cervelli“. I cervelli scappano all’estero e qui restano frattaglie varie, coglioni, vecchie zitelle acide e politici rincoglioniti.

Ma torniamo al nostro Papa ciarliero che proprio non riesce a stare zitto nemmeno un giorno. Infatti anche ieri ha sparato la sua ennesima bergogliata: “Sì a ius soli e ius culturae“. Ho scritto molti post su Bergoglio. Inizialmente pensavo di essere io troppo critico nei suoi confronti. Ma col tempo mi sono reso conto che non ero il solo ad avere serie riserve su questo Papa. La conferma veniva leggendo i commenti dei lettori.  Ogni volta che c’è un articolo che riporta le dichiarazioni del Papa i lettori si scatenano e inviano centinaia di commenti. Nessun altro personaggio suscita reazioni così immediate, numerose e  negative; nemmeno i politici più invisi, nemmeno Renzi o Boldrini. Bergoglio sbaraglia tutti, in quanto ad antipatia non ha concorrenti. Trovare un commento positivo e di approvazione nei suoi confronti è come cercare un ago nel pagliaio. E mi riferisco ai lettori del Giornale che è uno dei pochi quotidiani di riferimento dei lettori che si riconoscono in quell’area politica che genericamente definiamo centrodestra; quindi, non proprio degli atei mangiapreti da sezione Lenin o da centro sociale Che Guevara. Anzi, solitamente sono cattolici e pure praticanti. Allora si ripropone la domanda: se oggi tanti cattolici sono critici nei confronti del Papa, è perché i cattolici sono cambiati? No, è cambiato il Papa.

La prova l’abbiamo anche leggendo questo articolo sopra linkato; ma soprattutto leggendo i commenti.  Già ieri sera, erano presenti 344 commenti, così numerosi da aver mandato in tilt il sistema di pubblicazione; infatti, benché siano conteggiati, non vengono visualizzati. Ma non sono nemmeno tutti, perché la pubblicazione dei commenti viene sospesa la sera. Quindi è prevedibile che ci siano ancora centinaia di commenti in attesa di pubblicazione. Per curiosità provate a dare uno sguardo anche veloce a quella sfilza di commenti e provate a individuarne uno che sia positivo; impresa quasi impossibile; sono tutti a base di insulti e considerazioni negative su Bergoglio, come Papa  e come persona. Qualcuno dovrebbe tenere conto dell’opinione dei lettori e non solo delle sparate gratuite dei soliti intellettuali di regime o degli opinionisti da salotto televisivo.

Domenica mattina accendo la Tv e, in diretta, c’è la messa celebrata al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Il celebrante sta tenendo l’omelia commentando un brano del Vangelo. Lo seguo con curiosità perché anche quel brano viene interpretato in maniera strumentale e serve per lanciare il messaggio papale sulla necessità di non innalzare muri, ma aprire le frontiere, cancellare confini e barriere ed aprire all’accoglienza degli stranieri. Come mi aspettavo. In sostanza l’omelia del sacerdote ripete esattamente ciò che va dicendo da anni Bergoglio. Più che un’omelia sembra il solito comizietto terzomondista dl solito trombone di sinistra. Ma non è strano; ormai si fa più politica in chiesa che nelle vecchie sezioni del PCI. Che lo dica un prete è normale (fino a un certo punto).  Ma sono gli stessi concetti, suggerimenti e linee guida che poi esprime anche il presidente del Consiglio Gentiloni, intervenendo al Meeting.  Quasi commovente questa unità d’intenti, questa “corrispondenza di amorosi sensi” fra la Chiesa e lo Stato laico. Procedono in perfetta sintonia; Chiesa, Governo, media, opposizione, destra, sinistra e centro, recitano tuti la stessa litania.  Ormai non c’è differenza; stessa identica noiosa nenia buonista. Compresi i media di regime (stampa, TV, web) che fanno da megafono del potere e riportano quotidianamente le veline dell’ufficio stampa del Palazzo, innocenti ed ingenui come un coro di voci bianche che cantano all’unisono (anche se non se ne rendono conto), ed a reti unificate (Mediaset compresa), l’Inno terzomondista, multietnico e politicamente corretto.

 L’Italia, l’Europa, l’occidente, sono sotto attacco permanente da parte di fanatici islamici  e la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio. L’accoglienza  di centinaia di migliaia di immigrati sta mettendo in crisi l’occidente impreparata a fronteggiare in breve tempo un così  massiccio flusso migratorio e crea i presupporti per una destabilizzazione politica, economica, sociale, culturale e morale che può provocare gravi conflitti sociali e scontri anche violenti. Anche la sinistra, forse a seguito della batosta elettorale, si è resa conto di aver esagerato con la politica accoglientista, ha capito che va contro la volontà degli italiani, che sta perdendo consensi e, quindi, corre ai ripari; tardivamente, ma ci prova. Lo stesso Renzi fino a pochi mesi fa ribadiva che era nostro dovere accogliere i migranti e si diceva orgoglioso dell’opera delle nostre missioni in mare che “salvano vite umane”.  Dopo la batosta ha cambiato refrain e, contrordine compagni,  dice che dobbiamo salvare tuti, ma non possiamo accogliere tutti, e propone il numero chiuso. Anche il ministro Minniti ha capito l’antifona e cerca di far credere che cambia la strategia e cercheremo di fermare il flusso migratorio. Voi ci credete? Io no. Insomma, sia che ci credano davvero o che fingano, tutti sembrano aver capito che non possiamo permetterci di accogliere mezza Africa, sarebbe un peso insopportabile, sia sul piano sociale che economico. Meglio tardi che mai, dicono gli ottimisti. Io direi che  è meglio capirlo prima che dopo. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è inutile. Ed ancora, chi è responsabile di aver favorito questa situazione intollerabile dovrebbe assumersi le responsabilità e, per onestà e coerenza, dimettersi. Ma l’Italia, come dico spesso, è quel paese da farsa in cui tutti rompono, ma nessuno paga.

Bene, in questa situazione non proprio tranquilla sul fronte dell’immigrazione, il Parlamento rilancia l’idea dell’approvazione di una legge sullo ius soli (Pare con l’impegno a discuterla ed approvarla alla ripresa dei lavori, a settembre). Bisogna  essere proprio  incoscienti per proporre la cittadinanza agli stranieri in un momento come questo. E’ quasi una provocazione, un insulto agli italiani. Ma questi Pidioti sono fuori da ogni logica; politicamente sono sempre un po’ borderline. E cosa fa Bergoglio? Insiste nel suo protagonismo e nella mania di dispensare  consigli non richiesti, e  “scende in campo“  a favore dell’approvazione dello ius soli. Ovvero, non esprime saltuariamente  un generico auspicio di apertura verso gli immigrati. No, esprime un giudizio chiaro e netto su una proposta di legge proprio nel preciso momento in cui il Parlamento sta per discuterla. Come un qualunque politico attivo  o  militante di partito. E nessuno gli fa notare che questa è una inaccettabile ingerenza di un capo di Stato straniero in una questione di competenza del Parlamento italiano? Dove sono finiti i NO Vat che sfilavano rivendicando la laicità dello Stato contro le ingerenze del Vaticano?  Scomparsi, in ferie, trasferiti, convertiti?

Allora, che bisogna darsi un mossa e cambiare politica sull’immigrazione l’hanno capito tutti. Tutti eccetto uno: il Papa. Bergoglio, è risaputo,  vive in un altro Stato, il Vaticano. Ma sarebbe meglio dire che vive in un altro mondo. E continua a dire, suggerire, quasi imporre l’accoglienza dei migranti come obbligo morale da trasformare in legge dello Stato. Sì, perché un conto è esprimere la speranza che nel mondo regni la pace e l’amore per il prossimo, altro è cercare di imporre il messaggio evangelico  come principio politico: tutti buoni per legge. Questo è ciò che fa l’islam, assumere come legge dello Stato la legge coranica, la sharia. Si chiama teocrazia e non mi pare che questa possibilità sia contemplata nella nostra Costituzione. Ma se Bergoglio insiste nella sua posizione significa che è fuori dalla realtà. E chi è fuori dalla realtà, di solito, è anche fuori di testa. E quando si è fuori di testa la cosa più urgente è curarsi. Ecco perché Bergoglio dovrebbe rendersi conto che non sta proprio bene, dovrebbe preoccuparsi della sua salute e, almeno per scrupolo, sottoporsi ad accurata visita medica, per il suo bene; ed anche per il nostro.

Bollettino dei migranti

di , 20 Luglio 2014 22:22

I migranti sono nostri, vivi o morti; Dio ce li ha dati, guai a chi li tocca. Anzi, per evitare che ce li freghino, che so, Malta, la Spagna o la Tunisia, non aspettiamo nemmeno che arrivino a Lampedusa; andiamo a prenderli direttamente appena partono, in acque libiche, come è successo pochi giorni fa e come succede spesso (“Immigrazione, indagini su presunto naufragio: 60 morti“): “Un nuovo naufragio, con un possibile bilancio di circa 60 morti, sarebbe avvenuto in acque libiche a una trentina di miglia dalla costa.” (ANSA).  Chiaro? In futuro, però, pensiamo di poter fare anche meglio. Andremo a prenderli addirittura prima che partano: direttamente dalla spiaggia.

La media degli arrivi è sempre intorno ai mille sbarchi quotidiani. Giorni fa al TG hanno riferito che nelle ultime 24 ore erano sbarcati in 2.500. Ma di questa notizietta sui siti in rete non c’era traccia, almeno nei principali quotidiani. Forse ormai è talmente normale che ogni giorno arrivino migliaia di migranti che non fa più notizia. A meno che non ci siano dei morti. Allora bisogna mettere la notizia bene in evidenza, specie se ci sono donne e bambini, per suscitare la pietà dei cittadini e predisporci mentalmente all’accoglienza di tutti i disperati del mondo.

Nello stesso TG in cui si annunciavano i 2.500 arrivi di “preziose risorse“, come li chiamano Boldrini, Kyenge, la Caritas, i buonisti italici e tutte le cooperative, onlus, associazioni varie che sull’accoglienza dei migranti ci campano, si dava anche un’altra curiosa notizietta: la polizia di Pistoia ha inviato delle lettere a Comune, provincia ed Enti vari, per comunicare che non potevano assicurare il servizio in quanto non avevano soldi per la benzina delle auto. (Vedi video TGManca carburante per le volanti“).  Anche di questa notizia non c’è traccia su agenzie stampa e quotidiani in rete. Meglio non ricordare che gli italiani sono alla fame, che ci sono dieci milioni di poveri, che la polizia non può garantire il servizio perché non ha i soldi per la benzina. Altrimenti la gente potrebbe chiedersi come mai la polizia è senza benzina,  ma abbiamo soldi da spendere e spandere per finanziare quella specie di servizio “Taxi di mare” al servizio  dei migranti che è l’operazione Mare nostrum, che ci costa solo di spese vive 300.000 euro al giorno; alle quali vanno aggiunte poi, è bene ricordarlo, le spese di accoglienza, vitto, alloggio, assistenza sanitaria, annessi e connessi.

Ecco, a lato, una rassicurante notizia di circa 20 giorni fa; 5.000 immigrati sbarcati nell’arco di due giorni. E non siamo certo alla fine, anzi, vista la buona stagione, il numero degli sbarchi è destinato a crescere.  Una situazione insostenibile, sia sotto l’aspetto economico che su quello sociale, in quanto l’accoglienza incontrollata di decine di migliaia di persone senza arte né parte, che si aggiungono ad altre centinaia di migliaia di immigrati arrivati negli anni scorsi, ai quali non siamo in condizioni di assicurare una sistemazione decente, né lavoro, né casa, né assistenza, a lungo andare generano pericolosi conflitti sociali, rischi per la sicurezza e incrementano la criminalità, con tutte le conseguenze del caso e possono sfociare in gravi tumulti, proteste o rivolte. Per non citare il pericolo di rischi di carattere sanitario (vedi l’esplosione dell’epidemia di Ebola in Africa, che ha già causato centinaia di morti e che si fa fatica ad isolare e tenere sotto controllo) che sono quasi una naturale conseguenza dell’arrivo di migliaia di persone, senza alcun controllo preventivo sulle loro condizioni sanitarie. (Vedi “Ebola, epidemia fuori controllo“)

Ma i buonisti ipocriti di casa nostra dicono che non c’è pericolo. Anzi, sollecitano maggiori interventi e fondi per garantire una migliore accoglienza a tutti i disperati del mondo. Lo ripete spesso anche il Papa; “gli immigrati non sono un’emergenza“, dice. Certo, infatti in Vaticano  non si vedono immigrati e Piazza San Pietro non è invasa, come il resto d’Italia, da ambulanti marocchini o senegalesi che vendono cianfrusaglie. Non se ne vedono proprio in circolazione. Ecco perché per il Papa non sono un problema. Anzi, lamenta poca attenzione verso i migranti e, tanto per non smentirsi, ci accusa di xenofobia e razzismo (normale, questa è la classica litania dei buonisti). Evidentemente quello che già facciamo, a spese nostre, non è abbastanza. Dovremmo fare di più, dice il Papa, e garantire più diritti; a costo di farci aumentare le tasse e toglierci il pane di bocca. Quelli che ce l’hanno, visto che milioni di italiani fanno fatica anche a comprarsi il pane. Ma il Papa dice che facciamo poco. E se lo dice il Papa…( Vedi “Caro Papa ti scrivo, così mi distraggo un po’“)

Lo dice anche Laura Boldrini che, forte del prestigio e delle opportunità comunicative della carica ricoperta,  non perde occasione per cantare le litanie quotidiane del buonismo internazionale e terzomondista. Dice che l’immigrazione non è un problema, anzi, come ha ripetuto spesso in passato, è una risorsa:  (Boldrini nega anche l’evidenza: Nessuna invasione“). Non è strano che Il Papa e la sinistra militante, in prima fila i “comunisti” mangiapreti vendoliani ex Rifondaroli (quelli che hanno portato Boldrini in Parlamento) ed i Radicali (ricordate PannellaBonino in piazza dietro i cartelli “No Vat“?), abbiano la stessa posizione in merito agli immigrati? Come è possibile che il Papa ed i mangiapreti vadano a braccetto? Non sono quelli che, quando la Chiesa esprimeva condanna verso l’eutanasia (ricordate il caso Englaro?), scendevano in piazza rivendicando la laicità dello Stato e  condannando a gran voce qualsiasi tipo di interferenza del Vaticano? Certo che sono loro. Ma allora, perché adesso che il Papa si occupa dell’accoglienza dei migranti, che è una precisa competenza dello Stato italiano, non protestano e chiedono al Papa di non interferire?  Hanno la “laicità” col timer che funziona a tempo, secondo le circostanze? Sì, è l’ennesima dimostrazione pratica dell’ipocrisia connaturata della sinistra.

La Boldrini, dall’aria costantemente afflitta, specie quando parla di migranti, è difficilmente classificabile all’interno delle normali categorie umane. Appartiene a quella specie di umani che hanno il dono speciale di risultare antipatici subito, a prima vista. Quando li senti parlare poi saresti tentato di convertirti alla Jihad e immolarti per la guerra santa contro gli infedeli. Ma non c’è bisogno di insultarla o di dedicarle epiteti poco lusinghieri. Basta lasciarla parlare e si insulta da sola. E’ un insulto vivente alla razionalità, alla logica e perfino al semplice buon senso. E’ la dimostrazione pratica di come la deleteria ideologia sinistra possa obnubilare la mente umana.

Secondo lei, più di 60.000 immigrati arrivati in Italia, nei primi sei mesi dell’anno, non sono un’invasione. Forse sono un gruppetto di amici col gusto dell’avventura che scelgono di venire in Italia per un periodo di riposo e svago gratuito (offriamo noi). Anzi, sono pochi, dovremmo augurarci che ne arrivino molti di più.  In Africa, dice, ne accolgono 14.000.000. Sì, Boldrini, ma nell’intero continente africano; capisce la differenza? Quindi, secondo lei, anche noi dovremmo accoglierne molti di più. Anzi, più ne arrivano, meglio è, perché sono “preziose risorse” e, soprattutto dovremmo prendere esempio da come trattano gli africani in casa loro,  dovremmo “imparare dall’Africa“.

Dice Boldrini: “L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone,  come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità.”. Ospitalità, generosità, responsabilità? Ma di che parla? Qualunque commento a queste parole sarebbe al limite dell’insulto. Quindi, per carità cristiana, sorvoliamo.

Di quale Africa parla Boldrini, di quale ospitalità e generosità? Dei genocidi che da decenni hanno provocato milioni di morti? Di questo massacro in Sudan proprio di due masi fa? (Pulizia etnica in Sud Sudan). Oppure bisogna ricordarle cosa è successo in Ruanda? La nostra Boldrini deve avere la memoria corta, oppure soffre di improvvise e momentanee   amnesie. Dimentica di dire che il Ciad ha un territorio che è almeno il doppio dell’Italia e che i rifugiati sono scappati a causa delle guerre tribali degli stati confinanti; quelli dove gli “africani buoni” (come li vede la Boldrini, affascinata dal mito del buon selvaggio di Rousseau), da decenni si scannano fra loro, sterminano villaggi e intere comunità, arrivano al genocidio, come in Ruanda o, di recente,  in Sudan, dove hanno provocato centinaia di migliaia di morti e circa 2 milioni di sfollati (mai sentito parlare dei “diavoli a cavallo” del Darfur?). Questo succede nell’Africa tanto amata dalla Boldrini, dove gli integralisti islamici stanno attuando la più spietata Jihad, dove si bruciano le chiese cristiane, possibilmente con i cristiani dentro o, come succede in Nigeria ad opera dei terroristi islamici di Boko Haram, si sequestrano 200 ragazze per obbligarle a convertirsi all’islam, per  rivenderle o renderle schiave.  E’ questa l’ospitalità e la generosità africana? E’ questa l’Africa dalla quale dovremmo imparare?. Boldrini, ma ci faccia il piacere…direbbe Totò.

A proposito di migranti, immigrati e buonisti vari, vedi una serie di post: “Preziose risorse“.

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