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Il Papa non sta bene

di , 22 Agosto 2017 09:54

Papa Bergoglio dovrebbe preoccuparsi della sua salute. Ad una certa  età è normale cominciare a soffrire di acciacchi senili e ultimamente sembra proprio che non goda di ottima salute.  Magari sarebbe opportuno fare un bel check up completo, per sua tranquillità (e anche nostra). “Senectus ipsa est morbus” (La vecchiaia è essa stessa una malattia)”, diceva Cremete nella commedia Phormio di P. Terenzio Afro. E Luciano De Crescenzo, completando la frase, specificava: “La vecchiaia è una malattia: o ti prende alle gambe o ti prende alla testa“.

Bergoglio sembra essere afflitto da entrambe le patologie. Ricordiamo che spesso è inciampato ed è perfino caduto, dimostrando difficoltà deambulatorie e incertezza sulle gambe. Ma anche mentalmente mostra qualche cedimento, specie quando, invece di occuparsi dello spirito e delle anime dei credenti, parla  non da capo spirituale della Chiesa, ma da sindacalista e si occupa di lavoro, di ferie, di giusto salario, di aziende in crisi e perfino di trasferimenti di sede dei lavoratori. O quando parla da politico, suggerendo la sua particolare ricetta per affrontare l’emergenza immigrazione proponendo di costruire ponti invece che muri ed accogliere tutti i migranti perché sono tutti “nostri fratelli” e costituiscono un’opportunità di crescita. E non lo dice una volta tanto, in particolari circostanze; lo dice e lo ripete quotidianamente da anni, riscuotendo l’applauso della claque delle anime belle della sinistra e dei cattocomunisti in crisi di identità, che recitano la litania dei migranti “preziose risorse“. Allora, parlando di patologie della vecchiaia e del protagonismo papale che interviene su tutti i temi politici, economici, sociali, (roba da far invidia a Napolitano), oltre alle due massime già riportate, viene spontaneo citare un’altra perla di saggezza dal  “De senectute” di Cicerone: “Senectus est natura loquacior.” (La vecchiaia, per sua natura è piuttosto loquace, ciarliera). Curioso, sembrano tutte scritte pensando a Bergoglio. Già, perché quest’uomo racchiude in sé tutte le fattispecie contemplate: ha problemi alle gambe,  alla mente e parla troppo. Di recente, commentando un articolo su Laura Boldrini e la sua mania di intervenire su tutti gli argomenti per dettare la sua personale visione del mondo (è un vizio molto comune nei palazzi del potere),  ho scritto: “Boldrini e Bergoglio hanno lo stesso difetto: parlano troppo, parlano a vanvera e parlano di argomenti che non sono di loro competenza.”.

E’ curioso che Bergoglio riscuota tanto consenso tra gli ex/post comunisti marxisti e mangiapreti, nipotini di quel tale che affermava che “La religione è l’oppio dei popoli“. e che hanno sempre combattuto come la peste la Chiesa, i cristiani ed il Papa. Gli stessi che solo qualche anno fa scendevano in piazza e sfilavano in corteo per rivendicare la laicità dello Stato e protestare contro le ingerenze del Vaticano. Oggi sono in prima fila ad applaudire Bergoglio e citarlo come autorevole fonte di saggezza.  Se oggi i comunisti applaudono il Papa, significa che si sono convertiti? Sono cambiati i comunisti? No, è cambiato il Papa. Ecco perché piace tanto alla sinistra; lo sentono come uno di loro, un compagno. Esempio emblematico è Emma Bonino, una di quelle che, in compagnia di Pannella, l’amico e compagno di tante battaglie, era sempre in prima fila a contestare la Chiesa e che ultimamente è in perfetta sintonia con il Papa e pochi giorni fa è andata proprio in una chiesa a presentare la campagna “Ero straniero; l’umanità che fa bene“, a favore dell’accoglienza dei migranti (Emma Bonino in chiesa).

Che anche lei abbia qualche leggerissimo problema senile lo dimostra il fatto che, proprio presentando questa ennesima campagna a favore degli immigrati, ha affermato calma e serena,  che abbiamo bisogno di accogliere gli immigrati perché “compensano il calo demografico“. Ovvero, siccome nascono pochi italiani, rimediamo importando africani. Come se, per rimediare al calo della produzione di pomodori San Marzano a causa della siccità, importassimo datteri dall’Egitto. La cosa assurda è che lei è la stessa Emma Bonino che ha contribuito in maniera determinante al calo delle nascite con le accanite campagne a favore dell’aborto libero, sia praticando lei stessa l’aborto clandestinamente usando una pompetta da bicicletta (La stessa Bonino ha affermato di averne praticati circa 11.000). Quella stessa Bonino che praticava migliaia di aborti oggi viene a dirci , “Tomo tomo e cacchio cacchio” direbbe Totò, che abbiamo il problema del calo demografico, che nascono pochi bambini e quindi, dobbiamo compensare importando africani. Capito in che mani siamo? Vi sembra che queste siano persone normali? Temo che le pompette, oltre che per aspirare feti, le abbiano usate anche per aspirare il cervello di molta gente. E’ la conseguenza della “fuga dei cervelli“. I cervelli scappano all’estero e qui restano frattaglie varie, coglioni, vecchie zitelle acide e politici rincoglioniti.

Ma torniamo al nostro Papa ciarliero che proprio non riesce a stare zitto nemmeno un giorno. Infatti anche ieri ha sparato la sua ennesima bergogliata: “Sì a ius soli e ius culturae“. Ho scritto molti post su Bergoglio. Inizialmente pensavo di essere io troppo critico nei suoi confronti. Ma col tempo mi sono reso conto che non ero il solo ad avere serie riserve su questo Papa. La conferma veniva leggendo i commenti dei lettori.  Ogni volta che c’è un articolo che riporta le dichiarazioni del Papa i lettori si scatenano e inviano centinaia di commenti. Nessun altro personaggio suscita reazioni così immediate, numerose e  negative; nemmeno i politici più invisi, nemmeno Renzi o Boldrini. Bergoglio sbaraglia tutti, in quanto ad antipatia non ha concorrenti. Trovare un commento positivo e di approvazione nei suoi confronti è come cercare un ago nel pagliaio. E mi riferisco ai lettori del Giornale che è uno dei pochi quotidiani di riferimento dei lettori che si riconoscono in quell’area politica che genericamente definiamo centrodestra; quindi, non proprio degli atei mangiapreti da sezione Lenin o da centro sociale Che Guevara. Anzi, solitamente sono cattolici e pure praticanti. Allora si ripropone la domanda: se oggi tanti cattolici sono critici nei confronti del Papa, è perché i cattolici sono cambiati? No, è cambiato il Papa.

La prova l’abbiamo anche leggendo questo articolo sopra linkato; ma soprattutto leggendo i commenti.  Già ieri sera, erano presenti 344 commenti, così numerosi da aver mandato in tilt il sistema di pubblicazione; infatti, benché siano conteggiati, non vengono visualizzati. Ma non sono nemmeno tutti, perché la pubblicazione dei commenti viene sospesa la sera. Quindi è prevedibile che ci siano ancora centinaia di commenti in attesa di pubblicazione. Per curiosità provate a dare uno sguardo anche veloce a quella sfilza di commenti e provate a individuarne uno che sia positivo; impresa quasi impossibile; sono tutti a base di insulti e considerazioni negative su Bergoglio, come Papa  e come persona. Qualcuno dovrebbe tenere conto dell’opinione dei lettori e non solo delle sparate gratuite dei soliti intellettuali di regime o degli opinionisti da salotto televisivo.

Domenica mattina accendo la Tv e, in diretta, c’è la messa celebrata al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Il celebrante sta tenendo l’omelia commentando un brano del Vangelo. Lo seguo con curiosità perché anche quel brano viene interpretato in maniera strumentale e serve per lanciare il messaggio papale sulla necessità di non innalzare muri, ma aprire le frontiere, cancellare confini e barriere ed aprire all’accoglienza degli stranieri. Come mi aspettavo. In sostanza l’omelia del sacerdote ripete esattamente ciò che va dicendo da anni Bergoglio. Più che un’omelia sembra il solito comizietto terzomondista dl solito trombone di sinistra. Ma non è strano; ormai si fa più politica in chiesa che nelle vecchie sezioni del PCI. Che lo dica un prete è normale (fino a un certo punto).  Ma sono gli stessi concetti, suggerimenti e linee guida che poi esprime anche il presidente del Consiglio Gentiloni, intervenendo al Meeting.  Quasi commovente questa unità d’intenti, questa “corrispondenza di amorosi sensi” fra la Chiesa e lo Stato laico. Procedono in perfetta sintonia; Chiesa, Governo, media, opposizione, destra, sinistra e centro, recitano tuti la stessa litania.  Ormai non c’è differenza; stessa identica noiosa nenia buonista. Compresi i media di regime (stampa, TV, web) che fanno da megafono del potere e riportano quotidianamente le veline dell’ufficio stampa del Palazzo, innocenti ed ingenui come un coro di voci bianche che cantano all’unisono (anche se non se ne rendono conto), ed a reti unificate (Mediaset compresa), l’Inno terzomondista, multietnico e politicamente corretto.

 L’Italia, l’Europa, l’occidente, sono sotto attacco permanente da parte di fanatici islamici  e la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio. L’accoglienza  di centinaia di migliaia di immigrati sta mettendo in crisi l’occidente impreparata a fronteggiare in breve tempo un così  massiccio flusso migratorio e crea i presupporti per una destabilizzazione politica, economica, sociale, culturale e morale che può provocare gravi conflitti sociali e scontri anche violenti. Anche la sinistra, forse a seguito della batosta elettorale, si è resa conto di aver esagerato con la politica accoglientista, ha capito che va contro la volontà degli italiani, che sta perdendo consensi e, quindi, corre ai ripari; tardivamente, ma ci prova. Lo stesso Renzi fino a pochi mesi fa ribadiva che era nostro dovere accogliere i migranti e si diceva orgoglioso dell’opera delle nostre missioni in mare che “salvano vite umane”.  Dopo la batosta ha cambiato refrain e, contrordine compagni,  dice che dobbiamo salvare tuti, ma non possiamo accogliere tutti, e propone il numero chiuso. Anche il ministro Minniti ha capito l’antifona e cerca di far credere che cambia la strategia e cercheremo di fermare il flusso migratorio. Voi ci credete? Io no. Insomma, sia che ci credano davvero o che fingano, tutti sembrano aver capito che non possiamo permetterci di accogliere mezza Africa, sarebbe un peso insopportabile, sia sul piano sociale che economico. Meglio tardi che mai, dicono gli ottimisti. Io direi che  è meglio capirlo prima che dopo. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è inutile. Ed ancora, chi è responsabile di aver favorito questa situazione intollerabile dovrebbe assumersi le responsabilità e, per onestà e coerenza, dimettersi. Ma l’Italia, come dico spesso, è quel paese da farsa in cui tutti rompono, ma nessuno paga.

Bene, in questa situazione non proprio tranquilla sul fronte dell’immigrazione, il Parlamento rilancia l’idea dell’approvazione di una legge sullo ius soli (Pare con l’impegno a discuterla ed approvarla alla ripresa dei lavori, a settembre). Bisogna  essere proprio  incoscienti per proporre la cittadinanza agli stranieri in un momento come questo. E’ quasi una provocazione, un insulto agli italiani. Ma questi Pidioti sono fuori da ogni logica; politicamente sono sempre un po’ borderline. E cosa fa Bergoglio? Insiste nel suo protagonismo e nella mania di dispensare  consigli non richiesti, e  “scende in campo“  a favore dell’approvazione dello ius soli. Ovvero, non esprime saltuariamente  un generico auspicio di apertura verso gli immigrati. No, esprime un giudizio chiaro e netto su una proposta di legge proprio nel preciso momento in cui il Parlamento sta per discuterla. Come un qualunque politico attivo  o  militante di partito. E nessuno gli fa notare che questa è una inaccettabile ingerenza di un capo di Stato straniero in una questione di competenza del Parlamento italiano? Dove sono finiti i NO Vat che sfilavano rivendicando la laicità dello Stato contro le ingerenze del Vaticano?  Scomparsi, in ferie, trasferiti, convertiti?

Allora, che bisogna darsi un mossa e cambiare politica sull’immigrazione l’hanno capito tutti. Tutti eccetto uno: il Papa. Bergoglio, è risaputo,  vive in un altro Stato, il Vaticano. Ma sarebbe meglio dire che vive in un altro mondo. E continua a dire, suggerire, quasi imporre l’accoglienza dei migranti come obbligo morale da trasformare in legge dello Stato. Sì, perché un conto è esprimere la speranza che nel mondo regni la pace e l’amore per il prossimo, altro è cercare di imporre il messaggio evangelico  come principio politico: tutti buoni per legge. Questo è ciò che fa l’islam, assumere come legge dello Stato la legge coranica, la sharia. Si chiama teocrazia e non mi pare che questa possibilità sia contemplata nella nostra Costituzione. Ma se Bergoglio insiste nella sua posizione significa che è fuori dalla realtà. E chi è fuori dalla realtà, di solito, è anche fuori di testa. E quando si è fuori di testa la cosa più urgente è curarsi. Ecco perché Bergoglio dovrebbe rendersi conto che non sta proprio bene, dovrebbe preoccuparsi della sua salute e, almeno per scrupolo, sottoporsi ad accurata visita medica, per il suo bene; ed anche per il nostro.

Migranti in mare

di , 3 Novembre 2016 21:26

Domanda per i più preparati. La foto sotto accompagna l’articolo “Ennesimo naufragio al largo della Libia“, sul quotidiano L’Unione sarda di oggi, versione on line. Il titolo riferisce del naufragio avvenuto al largo della costa libica nel quale sembra che ci siano più di 200 morti. La didascalia della foto, però, che mostra degli africani su un gommone, dice “Migranti nel Canale di Sicilia“.

Posto che, cosa che ripeto da diversi anni, il Canale di Sicilia si trova ad almeno 300 miglia a nord della costa libica, ed è quel tratto di mare che separa l’estrema punta occidentale della Sicilia dalla Tunisia, perché ogni volta che parlano di barconi con migranti, naufragi, o salvataggi, li collocano sempre nel “Canale di Sicilia”, anche quando lo stesso articolo spesso dice chiaramente che sono al largo della Libia e spesso, addirittura “dentro le acque territoriali libiche“? E’ una domanda che pongo spesso nei siti dei quotidiani che permettono ai lettori di inserire commenti. Lo faccio da anni, ma ancora non ho ricevuto risposta. Chissà perché.

Ed ecco la domanda. Vedendo la foto sopra, da cosa si capisce che quel gommone con degli africani a bordo si riferisce a “Migranti nel Canale di Sicilia“? Più che un agitato mar Mediterraneo sembra un tranquillo laghetto. Ma nemmeno il lago Maggiore o un tranquillo laghetto alpino hanno acque così piatte. Per quel che si vede potrebbe essere una comitiva di africani in gita domenicale sul lago Vittoria. Ma allora perché insistono a citare il Canale di Sicilia? Perché citare la Sicilia fa sentire queste tragedie più vicine a noi, quasi in casa nostra, come se il naufragio sia avvenuto sotto il faro di Calamosca o nella spiaggia del Poetto.  E questa vicinanza quindi, stimola la pietà umana per le vittime, sottintende una nostra ipotetica responsabilità sulle tragedie,  ed alimenta il nostro senso di colpa. Così siamo più disposti ad accoglierli e mantenerli a nostre spese: per la gioia delle coop, delle associazioni umanitarie, di albergatori in crisi e di privati che hanno fiutato l’affare accoglienza.

Giusto per la cronaca anche ieri ed avantieri, sulla costa sud occidentale sarda, sono sbarcati una cinquantina di algerini: “Altri sbarchi di migranti nel Sulcis“. I dati ufficiali dicono che fino ad oggi sono almeno 500 gli algerini sbarcati in Sardegna a bordo di piccoli barchini di 5 metri (come quello nella foto a lato con 16 algerini, su uno sbarco di qualche mese fa)  con a bordo da 15 a 20 persone. Un barchino simile con 20 persone non solo non arriverebbe mai dall’Algeria, ma non  attraverserebbe nemmeno il lago Omodeo senza ribaltarsi. La spiegazione più plausibile è che vengano caricati dalle navi in Algeria e poi calati in mare su quei barchini e lasciati in prossimità della costa sarda.  Si dice che dobbiamo accogliere i migranti perché scappano dalla guerra. Vi risulta che in Algeria sia scoppiata una guerra?

Vedi

- Migranti e costi

- Varia umanità

- Scusi, dov’è la guerra?

Tramonti moderni con barcone

di , 22 Agosto 2016 22:11

Il tramonto è uno dei soggetti più ricorrenti nella storia dell’arte; ed anche uno dei più suggestivi. Quasi tutti i pittori lo hanno trattato con diversi stili e diverse inquadrature, ma sempre con grande partecipazione emotiva. Dal celebre tramonto di Giorgione al Tramonto al Montmajour di Van Gogh, scoperto recentemente. Dall’atmosfera quieta, raccolta e quasi mistica del tramonto in cui si inquadra l’Angelus (o Preghiera della sera) di Jean Francois Millet  a quello inquietante che fa da sfondo al celebre Urlo di Edvard Munch. Scene che rappresentano momenti di vita visti sullo sfondo di uno degli spettacoli più affascinanti della natura, il tramonto del sole. Poi il tempo passa, i tramonti più o meno sono sempre gli stessi, belli e coinvolgenti, ma cambiano gli scenari. Questa sotto, per esempio, è una buona rilettura moderna del tramonto sul mare. Non più paesaggi naturali o contadini in preghiera, ma un barcone di migranti in mare verso la terra promessa, l’Europa. Potremmo intitolare l’opera “Tramonto con migranti“.

In realtà,  il flusso inarrestabile di migranti africani, arabi, asiatici, in gran parte musulmani, avrà sull’Europa effetti e conseguenze devastanti per la nostra cultura, l’economia, la sicurezza, la stabilità politica e sociale, usi e costumi, tradizioni e morale; il nostro vecchio mondo sarà completamente stravolto dall’arrivo di migranti con cultura, religione, tradizioni, abitudini, completamente diverse che mai riusciranno ad integrarsi col nostro mondo. L’integrazione è fallita dappertutto, come hanno dovuto constatare, in ritardo ed a loro spese,  paesi europei che prima di noi hanno accolto grandi flussi migratori provenienti soprattutto da territori coloniali. Ecco perché ora stanno cercando di rimediare, tardi e male, chiudendo le frontiere, innalzando muri, schierando l’esercito, bloccando i confini con lunghe recinzioni di filo spinato, o adottando misure restrittive sugli ingressi.

Gli unici che non l’hanno ancora capito, o fingono di non capire per qualche strano motivo, sono le anime belle d’Italia: non solo non chiudiamo le frontiere, ma facciamo di tutto per favorire e incentivare l’arrivo di migliaia di immigrati, considerandoli preziose risorse,  schierando le navi della Marina per andare a prenderli direttamente alla partenza dalla costa libica, e stendendo il tappeto rosso all’arrivo, con benedizione papale. I primi segnali di questo lento, ma progressivo degrado sono evidentissimi; basta leggere la cronaca quotidiana. Ed i nostri governanti, in preda a una ideologia terzomondista ipocrita e cieca e ad un malinteso senso di fratellanza universale a metà strada fra Vangelo e marxismo, che non vede le possibili conseguenze in prospettiva,  non riescono a fermare l’invasione per incapacità, o meglio, forse non vogliono fermarla per precisa volontà di perseguire un fine il cui senso sfugge ai cittadini, impossibilitati a reagire, protestare o opporsi a questa scellerata imposizione forzata dell’accoglienza. Ecco perché questa immagine va letta non per quello che appare, ma per quello che rappresenta in prospettiva futura. Più che tramonto con migranti, o tramonto sul mare, più verosimilmente, potremmo chiamarla,  ”Tramonto della civiltà occidentale“. Amen.

Ronde moderne

di , 1 Luglio 2016 20:08

Una volta si cantava “A mezzanotte va la ronda del piacere…”. Altri tempi e altre ronde. Oggi le ronde non le fanno  ”laggiù nell’Arizona, terra di sogni e di chimere…“. Oggi le fanno a Prato, dove non c’è il bandolero stanco sul suo cavallo bianco, ma i cinesi incazzati.

Ecco la notizia di oggi (Ronde cinesi contro i migranti africani): ” Organizzavano ronde, vere e proprie spedizioni punitive contro cittadini extracomunitari, in prevalenza nordafricani, ritenuti responsabili di aggressioni, furti e rapine nei confronti di propri connazionali cinesi”. Ci mancavano solo i cinesi. Gli inquirenti hanno denunciato l’alta pericolosità di queste ronde cinesi; pare che non siano ronde originali, ma ronde  taroccate “Made in China” e contengano sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene.

Tempo fa alcuni cittadini, stanchi di subire furti, rapine, minacce, aggressioni e violenze da parte di bande di stranieri, che ormai controllano intere zone e quartieri metropolitani, decisero di fare delle ronde notturne per sorvegliare la città. Le anime belle della sinistra, i cattocomunisti ed i buonisti ipocriti terzomondisti li accusarono di xenofobia, razzismo e squadrismo fascista; e dovettero rinunciare. Adesso però si muovono i cinesi che, stanchi di subire le stesse angherie da parte di bande di immigrati, organizzano ronde contro gli africani. Poi forse gli africani, per reazione, faranno le ronde contro i cinesi. Poi, cinesi e africani, stanchi di farsi la guerra a vicenda, organizzeranno delle ronde afro/cinesi contro gli arabi. Poi, tutti insieme, stanchi di essere sempre sotto osservazione e sotto accusa, faranno le ronde afro-arabo-cinesi contro gli italiani xenofobi e razzisti che si rifiutano di comprare le loro cianfrusaglie taroccate.

Poi anche gli italiani, stanchi di subire le malefatte delle bande di delinquenti stranieri, si decideranno a mandare al diavolo i buonisti ipocriti, e faranno le ronde contro gli afro-arabo-asiatici. Ma sarà troppo tardi, perché l’Italia sarà ormai invasa e gli italiani,  ormai in minoranza, saranno emarginati e discriminati. Ma nessuno li tutelerà, perché le leggi anti discriminazione saranno state abrogate dalla sharia ormai diventata legge di Stato.  L’unica possibilità di scampo sarà emigrare, magari in Arizona dove “se una chitarra suona, cantano mille capinere“.

Se però, dopo un po’ di tempo e qualche avventura con capinere esotiche,  avrete una forte nostalgia della “Patria sì bella e perduta…” e, invece di cantare il Tango delle capinere, vi scappa di cantare “Va, pensiero, sull’ali dorate; va, ti posa sui clivi, sui colli…”, c’è ancora un’altra possibilità: tornare in Italia clandestinamente, magari su un gommone o una barchetta sgangherata, chiamare la guardia costiera che correrà a salvarvi, dichiarare che scappate dalla guerra, e  farvi  ospitare gratis in albergo come migranti e richiedenti asilo.  Provare non costa niente; magari funziona.

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Papa e migranti

di , 19 Aprile 2016 14:10

Ecco la bergogliata del giorno sui migranti: “Vi abbiamo trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono.”. Un dono un po’ “costoso“, verrebbe da aggiungere. Ma tanto, che gli frega; mica paga lui, pagano gli italiani.

Siamo di fronte ad una vera invasione di afroislamici che sta creando seri problemi all’Europa e sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e la stabilità politica ed economica dell’Unione europea. Tanto che si comincia ad erigere muri, reticolati, schierare l’esercito, chiudere le frontiere, rivedere gli accordi sulla libera circolazione, stabilire quote di accoglienza,  e prendere tutte le iniziative possibili per cercare di arginare il flusso migratorio. Perfino la Svizzera, il che è tutto dire, minaccia di schierare i carri armati alla frontiera per evitare l’ingresso di migranti (Svizzera: carri armati al confine con l’Italia). Tutti hanno capito, finalmente ed anche se in ritardo, che l’immigrazione incontrollata è una bomba che esploderà con effetti devastanti per l’occidente. E già ne stiamo pagando il conto salato con aumento della criminalità, disordini causati dalle continue proteste degli immigrati, pericolo di attentati terroristici ed elevatissimi costi economici.

Gli unici che sembrano non averlo capito e vivere fuori dal mondo sono i cattocomunisti di casa nostra: Renzi, Mattarella, Boldrini, Kyenge, gli sciacalli che sull’accoglienza dei migranti speculano incassando milioni di euro e dicono che “Sono preziose risorse“, i buonisti militanti per i quali accogliere mezza Africa è un’operazione umanitaria, ed il Papa per il quale gli immigrati “Sono un dono“, ed ogni giorno lancia appelli per l’accoglienza (a spese nostre, s’intende). Cattocomunisti e Papa sono in sintonia, pensano allo stesso modo, usano le stesse parole. O i comunisti sono stati folgorati sulla via di Damasco, come Paolo, e si sono convertiti (Bertinotti loda Comunione e Liberazione), oppure il Papa è diventato comunista (cosa che sospettiamo da tempo). Oppure sono entrambi solo molto confusi e farebbero bene a fare un periodo di ritiro spirituale, tanto per rinfrescarsi le idee.

Gli immigrati sono un dono? Ma sa quanto ci costa questo dono? Ci costa miliardi di euro che l’Italia potrebbe usare per alleviare le difficoltà degli italiani, dei pensionati al minimo, dei disoccupati, dei giovani, dei precari, per migliorare la scuola, la sanità, la sicurezza sociale, i trasporti, invece che per pagare il soggiorno dei disperati africani in hotel 3 stelle con piscina, Wi-Fi, vitto, alloggio, abbigliamento, biancheria, ricariche telefoniche, TV con antenna satellitare, assistenza sanitaria e sindacale, corsi di lingua e corsi professionali per formazione lavoro (quello che non c’è nemmeno per gli italiani). Questo significa essere completamente fuori di testa; Papa compreso. Oppure significa far parte di quella schiera di sciacalli che hanno capito, come disse Buzzi, che con gli immigrati ed i rom, si fanno più soldi che con la droga. 

Proprio tre giorni fa (Droghe papali) Bergoglio ha ricevuto la visita ufficiale di Evo Morales, presidente della Bolivia, il quale ha portato in dono tre libri sui benefici dell’uso della coca, consigliando al Papa di farne uso per difendersi dallo stress. Non sarà che Bergoglio ha seguito il consiglio e sta esagerando con l’uso “terapeutico” della coca? In ogni caso, viste le continue sciocchezze che continua a sparare a ritmo quotidiano (specie sull’accoglienza dei migranti) ho la sensazione che soffra di qualche “leggerissimo disturbo“, direbbe Fantozzi. Dovrebbe preoccuparsi per la salute e farsi vedere da uno bravo; per la sua tranquillità, ed anche per la nostra.

Profughi pianisti del TG1 e ragazzi modello

di , 13 Marzo 2016 23:05

TG1 delle ore 13.30. Il primo servizio parla dei profughi che, dopo la chiusura della rotta balcanica di ingresso in Europa, sono fermi in un campo tra Grecia e Macedonia. Sono 12.000  e non sanno dove andare. Molto probabilmente arriveranno in Italia. Già, perché mentre Austria, Ungheria, Macedonia ed altri paesi europei, hanno capito quale sia il rischio dell’invasione incontrollata e chiudono le porte, noi le apriamo. Anzi, invece che muri innalziamo cartelli di benvenuto e, per evitare i disagi ed i pericoli del viaggio, Emiliano, governatore della Puglia, propone di andare a prenderli direttamente alla partenza con i traghetti (Dobbiamo mandare i traghetti a prendere i migranti). Tutti chiudono le porte, noi andiamo a prenderli. Cosa si può dire a chi ragiona in questo modo? O sono scemi i governanti europei o sono scemi i nostri governanti: non so voi, ma io ho la mia idea.  

Come si può pensare di arginare il flusso di migranti quando facciamo di tutto per favorire e incentivare la migrazione. Ogni giorno sentiamo dichiarazioni di esponenti della sinistra che continuano a parlare degli immigrati come “preziose risorse“, e dire che è nostro dovere accoglierli. Abbiamo già in calendario proposte di legge per migliorare l’accoglienza, introdurre lo Ius soli e garantire la cittadinanza a tutti. Li ospitiamo in ridenti località marine o montane, in deliziosi alberghetti 3 stelle o agriturismo, e garantiamo vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, assistenza medica, legale, sindacale, paghetta settimanale, wi-fi e Tv satellitare (dicono che è un loro diritto). E se la paghetta arriva in ritardo, oppure il menu non è di loro gradimento, scioperano e distruggono le strutture di accoglienza. Come si può pensare di fermare l’invasione quando le più alte cariche civili e religiose, dal Papa al Presidente della Repubblica, dai cardinali e vescovi alla Caritas, ai Centri sociali, alle associazioni umanitarie, Coop, e tutto il sinistrume buonista, è tutto un coro di messaggi favorevoli all’accoglienza.  E’ un invito preciso a venire in Italia, nemmeno le agenzie turistiche o le aziende di soggiorno saprebbero essere più convincenti. Manca solo che andiamo direttamente a prelevarli dai villaggi e caricarli su navi da crociera (ma è quello che propone Emiliano); a spese nostre, ovvio. In verità lo stiamo già facendo, ma per il momento arriviamo solo fino alle acque libiche. Con queste premesse è strano che in Africa ci sia ancora qualcuno che non è partito verso Lampedusa.

 Anche ieri la nostra presidente della Camera, Laura Boldrini (la signora che vediamo a lato e che resta un mistero; non si capisce perché sia così antipatica), ha tuonato contro chi innalza muri (Miope chi innalza muri per fermare i migranti); sembra di sentire Bergoglio. Ma tanto ormai sentire il Papa o i cattocomunisti confusi non fa differenza; dicono le stesse sciocchezze. E siccome è convinta che l’Italia abbia accolto pochi immigrati (cosa che fa sorgere qualche dubbio sulle sue fonti di informazione, visto che solo negli ultimi due anni ne sono arrivati più di 300.000),  ha chiesto che l’Italia ne accolga molti di più; auspica che ne arrivino ancora almeno 400.000 (sai che pacchia per le Coop, associazioni umanitarie e albergatori con calo di presenze). Dice che così si compensa il calo demografico (Ora più immigrati in Italia).  Roba che fa sorgere il dubbio che  Boldrini abbia qualche problema di salute e che, forse, sarebbe il caso di sottoporla a qualche controllo, giusto per sicurezza sua; e anche nostra. Sembrerebbe la battuta di un buontempone leggermente alticcio in vena di provocazioni. Invece questa donna, che una sciocchezza dice e cento ne pensa, è la terza carica dello Stato. E non passa giorno che non rilasci qualche dichiarazione  non richiesta che, stranamente, è sempre contraria al senso comune degli italiani.

Ma torniamo al nostro TG1, quello che ogni giorno ci informa sulle tragedie che affliggono gli italiani:  disastri naturali, valanghe, alluvioni, morti ammazzati, calamità naturali, bambini acquistati su internet, falsi naufraghi su isole “quasi” deserte, falsi profughi, falsi invalidi (oggi circolano più falsi che originali), e  dichiarazioni dei politici. Il primo servizio, come dicevo, riguarda quelli che cercano di arrivare in Europa, quelli che prima chiamavamo “immigrati clandestini“, poi abbiamo eliminato il termine “clandestini” e li abbiamo chiamati non più immigrati, ma più genericamente “migranti“; poi, visto che anche questo termine appariva  non troppo politicamente corretto, sempre la Boldrini ha suggerito di chiamarli profughi o richiedenti asilo. Noi siamo specialisti in queste operazioni di restauro linguistico; gli spazzini li chiamiamo operatori ecologici, i bidelli diventano collaboratori scolastici e gli handicappati sono “diversamente abili“: invenzioni così ridicole che gli stessi interessati ci ridono su. E’ il politicamente corretto, bellezza. Ecco perché quei disperati nella tendopoli, magari non hanno ancora raggiunto la meta agognata e la sicurezza del futuro, però qualche miglioramento  lo hanno già fatto: fino a ieri venivano chiamati “migranti”, oggi sono già diventati “profughi“. Non è molto, ma è già un piccolo passo avanti. Così facciamo contenta Boldrini, il Papa, l’ONU, l’Arcigay (quelli ormai c’entrano sempre), Kyenge, Iacona, Formigli, il TG3 , la Carta di Roma e tutta la coorte dei buonisti terzomondisti di casa nostra. Partono, dunque, le immagini di una tendopoli e la foto  di un bambino appena nato sotto una tenda, lavato alla meno peggio con l’acqua di una bottiglia. Per restare in tema, visto che è nato in mezzo al fango, più che lavato possiamo chiamarlo “diversamente sporco“. Oggi questa è “l’immagine simbolo“. Domani vedremo.

Già, oggi abbiamo un bisogno disperato di “immagini simbolo” da sbattere in prima pagina e per arricchire i servizi televisivi;  solitamente sono foto di donne o bambini. E più sono tragiche, più diventano “simbolo”. Come quella del bambino morto sulla spiaggia della Turchia. Sono immagini toccanti che accrescono il senso di colpa di noi occidentali e predispongono ad essere più tolleranti e ben disposti all’accoglienza. I media lo sanno molto bene e le sfruttano. Chissà perché  l’immagine simbolo non è mai quella di barconi pieni di maschi africani, giovani, in buona salute, e magari alle prese con l’ultimo modello di smartphone. Oppure quella dei parchi cittadini invasi da gente dalla pelle scura, dove i bambini non vanno più a giocare per paura dell’uomo nero. Oppure degli anziani che hanno paura ad uscire di casa perché le città ormai sembrano periferie di Nairobi. O ancora la foto di pensionati aggrediti in casa propria, torturati o ammazzati da bande di delinquenti dell’est che li massacrano per rubare qualche centinaio di euro. Ma evidentemente non tutte le foto simbolo sono uguali. Chissà perché poi si ha bisogno di “simboli” per capire le cose; o perché gli operatori mediatici sono convinti che la gente ne abbia bisogno. Come se in assenza della “foto simbolo” le gente non capisca bene di cosa si stia parlando. Ma oggi è così, vallo a capire il perché. Purtroppo anche il semiologo Umberto Eco, esperto di simboli e del loro significato, uno che avrebbe potuto spiegarci bene l’arcano significato della foto simbolo, è morto. Arrangiatevi.

La successiva immagine è quella di alcune persone che trasportano un pianoforte bianco Yamaha attraverso le tende, in mezzo al fango. E’ il dono di un artista cinese che ha donato il piano perché, dice il cronista, convinto che “l’arte sia più forte della guerra“. Geniale, ecco come fermare la guerra, con la musica. Questi cinesi sono talmente abituati a taroccare tutto e produrre falsi di ogni genere che forse anche il cervello non deve essere più quello originale; in testa hanno dei cervelli taroccati. Ecco perché funzionano male. Allora basterebbe mandare in Siria vagonate di flauti, violini, arpe, trombe: fine delle ostilità. Tutti a suonare, cantare e ballare, come alla sagra della pecora bollita di Pompu. Ecco perché abbiamo perso l’ultima  guerra; siamo andati al fronte con fucili e cannoni, invece che portare chitarre e mandolini. Ah, averlo saputo prima. E passano le immagini di una ragazza seduta al piano che suona poche note, a caso, con difficoltà ed usando un solo dito, l’indice, come i bambini. Ma il cronista dice, udite udite, che si tratta di una “profuga pianista siriana” che non toccava il piano da tre anni. Si può vedere il brevissimo servizio in questo video: “Migranti, l’Austria all’Italia, chiudere le frontiere“. E’ solo un esempio di come oggi l’informazione sia talmente abituata a taroccare tutto per adattare la realtà a proprio uso e consumo, che non si rendono nemmeno conto che, modificando il significato di fatti e immagini, travisano la realtà e si rendono ridicoli.  Quella ragazza, come anche un bambino capisce facilmente vedendo come suona, non solo non è una pianista, ma forse è la prima volta che vede un pianoforte. Ma l’importante è dare al servizio  un tocco di colore, tanto ormai la gente si beve tutto.

Che l’informazione stia diventando quasi surreale e non ci sia più limite alla vergogna, lo dimostra, poco dopo nello stesso TG, un servizio sul delitto di Roma di pochi giorni fa. Mostrano una breve clip dell’intervento a Porta a porta del padre di Manuel Foffo, uno dei due ragazzi della “Roma bene“, che hanno brutalmente torturato ed ammazzato il giovane Luca Varani, durante un festino a base di alcol, cocaina e droghe assortite (oggi i ragazzi perbene si divertono così; si drogano e poi ammazzano qualcuno per “vedere l’effetto che fa“). Dice il padre: “Mio figlio è un ragazzo modello“. Chiaro? Il figlio modello che tutti i padri e le madri vorrebbero avere. O no? E’ un ragazzo modello così come quella ragazza siriana è una pianista. Questa è oggi l’informazione che passa in TV. Non serve nemmeno cambiare canale, perché cambia solo la visione della discarica, ma sempre spazzatura è. Anzi, “diversamente monnezza“.

Migranti e costi

di , 29 Gennaio 2016 21:39

Ancora sbarchi di algerini. Tre giorni fa, nel post “Varia umanità“, a proposito degli ultimi sbarchi di algerini sulla costa sud occidentale della Sardegna, dicevo che non avremmo aspettato molto per assistere ad un altro arrivo. Non mio sbagliavo, ecco l’ultima di due giorni fa: “Altri sbarchi di migranti nel Sulcis: 58 a Sant’Antioco, Teulada e Porto Pino”. Dall’inizio dell’anno ne sono già sbarcati 120, in maggioranza algerini. L’anno scorso, complessivamente, ne sono arrivati 5.000, da accogliere ed assistere a spese nostre, in un’isola che è fra le regioni più povere d’Italia. Due province, Medio Campidano e Iglesias-Carbonia, sono addirittura le ultime, le province più povere d’Italia. La crisi economica non accenna a migliorare, la sanità è a pezzi, disoccupazione e precariato sono piaghe endemiche, ma noi accogliamo migliaia di migranti perché, dicono le anime belle, abbiamo il dovere di accogliere chi scappa dalla guerra e dalla fame.

Ecco un articolo che ci informa del fatto che “Iglesias è una città multietnica“. Da dove provengono gli stranieri? Questi citati nel pezzo sono romeni, pakistani, cinesi, senegalesi. Ma ogni giorno si aggiungono quelli che arrivano su barchette di pochi metri, soprattutto algerini.  Ci sono guerre in questi paesi? No. Allora vuol dire che quelli che continuano a giustificare gli arrivi con la balla della guerra stanno ingannando gli italiani. E lo fanno per precisi interessi politici ed economici: il Partito democratico e la sinistra sperano di raccoglierne i voti quando riusciranno a dargli la cittadinanza ed il diritto di voto, le Cooperative e associazioni che gestiscono i centri di assistenza con gli immigrati ci fanno i milioni. Punto.

Allora facciamo un po’ di conti per i più distratti. Se ogni immigrato ci costa 35 euro al giorno (ma i minori anche di più) ed in Sardegna ne sono arrivati 5.000, basta fare una piccola operazione:  35 x 5000 = 175.000 euro al giorno = 5.250.000 al mese = 63.000.000 all’anno = circa 120 miliardi di vecchie lire all’anno. Più quelli che arriveranno quest’anno; perché arriveranno, eccome se arriveranno, algerini, tunisini, egiziani, senegalesi, marocchini. Vengono nel paese del Bengodi: sistemazione in hotel 3 stelle con tutti i confort, vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, carte telefoniche, Wi-Fi (è un diritto, dicono) paghetta settimanale, assistenza sanitaria, sindacale e legale. E sfido io che arrivano. Sì, ci costa un sacco di soldi, ma vuoi vedere la figura che facciamo davanti al mondo; l’ospitalità dell’Italia sta diventando proverbiale. Fra poco i turisti si faranno scaricare su barchette d’occasione vicino alla costa, si spacciano per profughi e si fanno un mesetto di vacanze in hotel. E naturalmente paghiamo noi, di tasca nostra. Quindi pazienza se poi non ci sono soldi per le strade, per l’assistenza sanitaria, per i trasporti, per rilanciare l’economia e per gli eterni problemi della Sardegna: prima gli immigrati, poi, se avanzano soldi, pensiamo ai sardi.

In campo nazionale ormai siamo al dramma. L’hanno capito anche i sassi che aprire le porte all’immigrazione ci sta portando al disastro totale. Ma i buonisti della sinistra continuano imperterriti a sostenere la loro scellerata ideologia accoglientista e terzomondista; ciechi e sordi anche davanti all’evidenza di una situazione tragica ed insostenibile.  Li vediamo ogni giorno in televisione, sempre le stesse facce che ripetono a memoria la storiellina umanitaria e raccontano balle alle quali non crede più nessuno; ma loro insistono, convinti che gli italiani siano davvero più scemi di quanto si pensi. Anche l’Europa sembra essersi svegliata, finalmente, e cerca di rimediare, finché si è in tempo. Si innalzano muri e barriere di filo spinato, si schierano le forze do polizia e l’esercito, si chiudono le frontiere, si accrescono i controlli, si propone di sospendere l’accordo di Schengen sulla libera circolazione e si annunciano espulsioni di clandestini (Svezia e Finlandia, stop agli immigrati clandestini: pronte 100.000 espulsioni).  Tutti chiudono le porte, noi le apriamo; anzi prepariamo l’accoglienza con festoni, la banda, autorità con la fascia tricolore, spari di razzi e granate, triccheballacche, mandolini, tarallucci e vino.

L’unica vera soluzione, in considerazione di eventi straordinari e di un flusso inarrestabile di migranti che costituiscono un serio pericolo per la stabilità politica, economica e sociale dell’occidente,  sarebbe modificare il famigerato articolo 10 della Costituzione sul diritto d’asilo e gli accordi internazionali su profughi e rifugiati; ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Ora, però,  si rendono conto che non si tratta di accogliere pochi perseguitati ma ci si trova di fronte ad una vera e propria migrazione di massa, un’invasione della quale, forse, non abbiamo la dovuta percezione perché avviene a piccoli gruppi e nel corso di anni. Ma l’effetto è devastante. E nonostante ormai sia chiaro che il mito della società multiculturale e dell’integrazione siano un fallimento completo, noi siamo gli unici che, invece che porre un freno all’accoglienza e potenziare i controlli ai confini, non solo non li fermiamo, ma facciamo di tutto per attirarli, promettendo accoglienza, assistenza, diritti civili, cittadinanza, ius soli, abolizione del reato di immigrazione clandestina e continuiamo ad andare a prenderli direttamente sulle coste libiche: pazzi e incoscienti. Manca solo che stampiamo volantini pubblicitari decantando l’accoglienza e l’ospitalità italiana, e distribuirli in Africa agli aspiranti migranti invitandoli a venire da noi. E’ una politica scellerata ed irresponsabile che ci sta portando dritti dritti alla catastrofe. Mi auguro che un giorno qualcuno abbia il coraggio di allestire un altro processo come quello di Norimberga, contro tutti coloro che, a vario titolo e responsabilità, hanno consentito l’invasione del territorio nazionale consegnando l’Italia agli invasori. Non è una questione di ideologia o di scelte politiche e non ha niente a che vedere con la solidarietà, i diritti umani, le attività umanitarie, il messaggio evangelico. Il criminale atteggiamento di chi apre le porte della città al nemico ha un solo nome: si chiama tradimento della patria.

Ora, proprio a seguito delle restrizione adottate in vari paesi, si paventa il rischio che questo flusso incontenibile modifichi il percorso d’ingresso in Europa e si riversi in Italia: “In Europa tornano le frontiere: 400.000 migranti verso l’Italia“. Un disastro, il colpo fatale per un’Italia già disastrata. Ma sono certo che qualcuno, invece, davanti ad una simile prospettiva, esulta. Una pacchia per cooperative e albergatori che guadagneranno milioni (Mafia capitale).  Ma quando capiranno gli italiani che dietro la politica di accoglienza dei buonisti ipocriti si nascondono interessi politici ed economici? Facciamo un calcolo veloce, come abbiamo fatto per la Sardegna.  Dunque, vediamo: 400.000 x 35 euro al giorno fanno 14.000.000 al giorno, che all’anno sono = 5.110.000.000, circa 10 mila miliardi delle vecchie lire. Quasi una finanziaria. Ma qual è l’azienda italiana che può vantare un fatturato simile? Aveva ragione Buzzi; compagni, con gli immigrati si guadagna più che con la droga. Chiaro?

E non sembrino valutazioni eccessive fatte su numeri fasulli. Questi costi li stiamo sostenendo già oggi. Ricordiamoci che solo negli ultimi due anni, 2014 e 2015, gli immigrati via mare sono stati più di 300.000, grazie alla sciagurata operazione “Mare nostrum“. Aggiungete quelli arrivati negli anni precedenti e siamo già ben oltre i 500.000 immigrati giunti in Italia ed assistiti a spese nostre. Ed inoltre, teniamo anche conto che gli immigrati che arrivano via mare, secondo dati ufficiali, sono solo una minima parte degli immigrati che entrano in Italia. Prepariamoci, quindi, a sopportare questa spesa che graverà sulle nostre tasche ed aggraverà ulteriormente la nostra già disastrata economia. Altro che investimenti per la crescita e per superare la crisi. Finiremo col culo per terra, tutti. Ma continuate pure a dar credito a Renzi, Boldrini, il Papa, la Caritas, le varie associazioni umanitarie. Gli italiani capiranno troppo tardi quale sia stato l’inganno. Dice un vecchio adagio “Del senno di poi son piene le fosse“. Cominciate a scavare.

Vedi

- C’è un limite all’immigrazione?

- Immigrati, c’è un limite?

- Italiani brava gente

- Bassotti romani

 

Varia umanità

di , 25 Gennaio 2016 18:15

Crisi idrica.

In Sardegna, a causa delle scarse piogge autunnali, la crisi idrica si aggrava; già da tempo, specie nel nord dell’isola, si ricorre al razionamento ed alla chiusura notturna della distribuzione. Si verifica così una curiosa e bizzarra situazione:  i sardi sono “con l’acqua alla gola” per mancanza d’acqua. Stranezze acquatiche.

Eppure, incredibile, ma vero, “l’acqua finisce in mare“. Possibile? Certo che è possibile, quando siamo amministrati da incoscienti, incompetenti, incapaci. Succede perché, nonostante i 40 bacini presenti nell’isola arrivino ad essere quasi pieni e potrebbero garantire l’approvvigionamento per l’intera isola senza problemi, gran parte delle riserve accumulate vengono scaricate in mare. La ragione è che molti degli invasi non sono mai stati collaudati, quindi, per ragioni di sicurezza, non possono essere riempiti fino al loro livello massimo di capienza. Così, quando si raggiunge il livello di guardia, l’eccesso viene scaricato in mare. Geniali, vero?

E così siamo già alla crisi idrica; a gennaio, in pieno inverno.  Avete idea di cosa succederà in piena estate, quando, oltre ai sardi, saranno presenti milioni di turisti che affolleranno spiagge ed alberghi, ai quali bisogna assicurare l’approvvigionamento idrico per lavarsi e togliersi dalla pelle quella fastidiosa salsedine marina? Come si spiega una simile idiozia?  Semplice, con l’idiozia. Non c’è altra spiegazione. Le cause, come riportava ieri il quotidiano regionale L’Unione sarda (ma non scopriamo niente, è noto da decenni), sono da ricercare nel conflitto di competenze fra le varie amministrazioni, enti locali Enti ed aziende interessate, e grazie alle lungaggini burocratiche che bloccano i collaudi e tengono l’isola in una situazione di crisi perenne ormai da sempre.

Ora, davanti alla gravissima crisi idrica che si annuncia (ed in futuro può solo peggiorare) bisognerebbe chiedersi chi è il responsabile di tutti questi intoppi burocratici che, mentre i campi sono asciutti, le coltivazioni sono in pericolo, uomini e animali soffrono per la mancanza d’acqua, stanno ancora discutendo di chi sia la competenza e chi debba intervenire, come e quando. Di chi è la colpa? La colpa è di chi ha inventato questa burocrazia soffocante che blocca tutte le attività.   Ed il responsabile non può che essere un idiota; un deleterio, devastante, mortale, perfetto idiota. Si annunciano tempi duri per i sardi e l’abbondanza di acqua sarà un ricordo amaro. A proposito, sapete come si chiama l’amministratore unico di Abbanoa, l’azienda che gestisce l’acqua in Sardegna? Si chiama Alessandro Ramazzotti; già, proprio come l’amaro.

Arrivano le preziose risorse (così le chiamano).

Visto che ci siamo, restiamo in Sardegna, terra notoriamente celebre per la sua proverbiale ospitalità. Durante tutta la bella stagione si sono succeduti gli sbarchi di immigrati africani (soprattutto algerini, tunisini, marocchini ed egiziani), oltre a quelli raccolti dalle navi al largo delle coste libiche ed accompagnati a Cagliari. Arrivano a piccoli gruppi, in genere una decina o poco più, su piccole imbarcazioni ed approdano nella costa sud occidentale dell’isola. Tempo fa, quando stabilirono le quote migranti da distribuire nelle varie regioni, dissero che la Sardegna avrebbe dovuto ospitarne circa 2.500. Bene, ne sono arrivati più di 5.000, ma noi accogliamo tutti perché “siamo ospitali“.

Ieri, dunque, nella località “Coequaddus” (Coda di cavallo) a Sant’Antioco, ne sono sbarcati 14 (ma oggi il numero è stato aggiornato a 19), tutti algerini; e sono stati subito accompagnati in un albergo, il 4 Mori di Cagliari, dove potranno trattenersi come ospiti, con vitto e alloggio a spese nostre.  Per i più curiosi, l’hotel Tre stelle (vedi qui foto interni Hotel 4 Mori) si trova al centro di Cagliari, a due passi dal porto e dalla stazione, ha una quarantina di camere con aria condizionata, TV, Wi-Fi, bagno privato e minibar. Ragazzi, questa è la proverbiale ospitalità sarda. Resta un dubbio su come abbiano fatto ad arrivare dall’Algeria su una barchetta di sei metri; roba che al massimo ci si può andare in 3 o 4 persone e non allontanarsi molto dalla costa. Non vi viene qualche sospetto? A me sì. Ma non approfondiamo, altrimenti ci accusano di xenofobia, e pure di razzismo.

Ci conviene non allontanarci troppo dal luogo dello sbarco di ieri. Da Sant’Antioco ci spostiamo di poco, a Sant’Anna Arresi, località “Is pillonis” (gli uccelli) dove oggi ne sono arrivati altri 10, sempre algerini, su un barchino  andato alla deriva e non rintracciato. Anche questi li ospiteremo all’hotel 4 Mori? Ma se vogliamo restare informati sugli sbarchi ci conviene restare in zona. Tanto domani o dopo, ci potete scommettere, ci sarà un altro sbarco. E siamo in pieno inverno; aspettiamo la bella stagione e vedremo che gli sbarchi si moltiplicheranno. Così, se vogliamo seguire tutti gli sbarchi minuto per minuto, come si faceva con il calcio di una volta, troviamo alloggio in un alberghetto 3 stelle sulla costa e aspettiamo fiduciosi il prossimo barchino con le “preziose risorse“. Tenete presente, però, che noi il soggiorno lo dobbiamo pagare, e pure il ristorante. Gratis è solo per gli algerini. Beh, siamo ospitali; no?

Vedi: “Scusi dov’è la guerra?”, I sardi sono ospitali“, “I sardi sono poveri“, “Medio Campidano, la provincia più povera d’Italia“.

Cose da pazzi

C’è chi ama la vita tranquilla e chi ama l’avventura. Questione di predisposizione. E c’è chi non solo ama l’avventura, ma predilige le situazioni estreme, a rischio. Se non mettono in pericolo la loro vita non si sentono realizzati. Qualcuno dice che in queste esperienze al limite dell’umano cerca le emozioni forti, la scarica di adrenalina. Se per questo, basta darsi una martellata sulle dita; vedrai che scarica di adrenalina. Ecco perché c’è gente che pratica attività pericolose, sport estremi, imprese al limite delle capacità umane. Hanno bisogno di mettersi continuamente alla prova, di dimostrare qualità particolari, di sentirsi eroi, di sfidare il destino. Contenti loro! Ecco uno di questi eroi in cerca di gloria. E’  Henry Worsley, esploratore britannico, che ha deciso di attraversare da solo l’Antartide. Dopo 71 giorno e 900 chilometri percorsi, però, non ha dato più segnali di vita. I soccorritori lo hanno trovato, dicono le cronache, “morto di stenti“.

Su questa impresa si possono esprimere molti commenti, secondo le proprie tendenze, simpatie, visione della vita e più o meno spiccata predisposizione all’avventura ed al rischio. A parte le personali valutazioni, però, non provo mai né ammirazione, né particolare rispetto per questo tipo di imprese. E non solo perché non amo particolarmente le avventure pericolose, ma perché trovo inutile e stupido rischiare la vita per qualcosa che non porta alcun beneficio né a se stessi, né all’umanità. L’istinto naturale dell’uomo, ma anche degli animali, non è quello di cercare il pericolo, ma di evitarlo. Quindi qualsiasi giustificazione di attività pericolose è del tutto infondata. Se si ama il pericolo c’è qualcosa che non funziona perfettamente nel cervelletto. Punto.

E’ di pochi giorni fa la notizia (Turisti rapiti dai cannibali) di una coppia di turisti, anche questi in cerca di avventure, che si sono inoltrati nella foresta della Papua Nuova Guinea, sono stati catturati dagli indigeni (nella foto a lato alcuni esemplari della specie) ed hanno rischiato seriamente di essere cucinati in un pentolone, come nelle classiche vignette sui cannibali, ed essere mangiati. L’hanno scampata per miracolo. Sai che scarica di adrenalina! Ma per la ricerca dell’avventura si fa questo ed altro. Così avranno da raccontare per anni a figli, nipoti e pronipoti, la loro incredibile avventura nella foresta.

In quanto al nostro esploratore solitario, se fosse rimasto a casa sarebbe ancora vivo (come direbbe monsieur de Lapalisse). Se uno cerca di attraversare da solo l’Antartide, proprio normale non è. Anzi, direi che deve essere un po’ matto; ma non si può dire. Allora, invece che dire che è morto perché un po’ matto, e forse  anche un po’ stronzo, diciamo che è morto “per gli stenti“. Basta trovare le parole giuste ed anche le pazzie umane diventano imprese eroiche.

 

Renzi esagera

di , 16 Luglio 2015 11:40

Il nostro ciarlatano toscano sta passando il limite. Si può essere parolai, venditori di fumo, presuntuosi, superbi, spocchiosi, boriosi, arroganti, vanitosi, egocentrici, sbruffoni, accentratori, megalomani, narcisisti, altezzosi e via con i sinonimi, ci stanno bene tutti. Il minimo che succeda è che si diventi antipatici. Ma c’è un limite anche all’alterigia. Quando si passa quel limite, non si è più solo antipatici, si diventa ridicoli.

Il nostro instancabile premier è volato in Etiopia per partecipare ad Addis Abeba ad uno dei tanti  incontri, vertici, conferenze, riunioni, proposte dall’ONU per far finta di occuparsi dei problemi del mondo. Non succede nulla, non risolvono nulla e non cambia nulla; ma si spendono un po’ di soldi pubblici, si offre visibilità mediatica ai soliti “grandi” della Terra, si fanno promesse, si sottoscrivono impegni, si visitano luoghi esotici, ci si scambia qualche dono, si portano a casa souvenir per amici e familiari e si è convinti di fare qualcosa di utile. E tutto resta come prima. Ma tutti fanno finta di essere impegnatissimi a lavorare per il bene dei popoli. “L’Italia è un ponte fra Europa e Africa“, dice il nostro fanfarone in versione esportazione. E dopo questa sconvolgente rivelazione (forse resta sveglio la notte per pensarle), azzarda anche una delle sue solite sparate quotidiane che hanno sempre l’aria di essere la soluzione giusta per i guai del mondo. Lui ha sempre la soluzione giusta per tutto; a parole. Dice che per aiutare il terzo mondo non basta accogliere i migranti, bisogna creare lavoro in quei paesi d’origine.

Ora, cosa si può dire di uno che non riesce a rilanciare l’economia e creare lavoro in Italia, e pensa di creare lavoro in Etiopia? O ci è o ci fa. Molto probabilmente non ci fa, ci è proprio. Una cosa è certa, questo ciarlatano non è normale, esagera anche nelle spacconate, perché c’è un limite anche a quelle. Ma Renzi quel limite lo sta superando da tempo. La perla della giornata è l’incipit del suo intervento alla Conferenza. Esordisce (in inglese, ovviamente) scusandosi per il ritardo dovuto al fatto che “ha passato la notte a salvare l’Europa“.  Renzi ha salvato l’Europa. “Cosa fai?”, chiesero alla mosca ferma sulle corna del bue. E la mosca rispose “Stiamo arando“.

E dopo aver salvato il vecchio continente, la nostra mosca toscana adesso vuole salvare anche l’Africa. Poi salverà l’Oceania, il polo Nord, chiuderà il buco nell’ozono, fermerà lo scioglimento dei ghiacci polari, bloccherà il riscaldamento globale e salverà tutto quello che c’è da salvare.  A questo punto si resta senza parole. Si va anche oltre il ridicolo. Quando si superano tutti i limiti, non si è antipatici, non si è più nemmeno ridicoli, si diventa patetici. Ed il problema non è più linguistico e semantico, diventa un caso clinico, patologico.

I sardi sono ospitali

di , 4 Luglio 2015 13:01

Sembra proprio che i sardi siano disposti a sopportare tutto e di più.  Non che gli italiani siano messi molto meglio, ma i sardi hanno qualcosa in più. Basta ricordare che, secondo le statistiche ufficiali, un sardo su 4 è povero (il doppio della media nazionale), la disoccupazione è a livelli record, e che le province di Iglesias Carbonia e Medio Campidano sono le province più povere d’Italia. Ne parlavo qui “I sardi sono poveri“.

Ecco l’ultimo esempio di crisi infinita, riportato oggi da L’Unione sarda (Province: 300 interinali restano a casa): “La promessa era quella di trovare 600mila euro per prorogare i contratti fino al 31 dicembre, ma per ora né in Commissione né in Consiglio si è trovato l’accordo: da oggi rimarranno a casa circa 300 lavoratori interinali delle Province di Cagliari, Oristano, Iglesias e Ogliastra.”. Non entriamo nel merito dell’utilità di questi lavoratori interinali, sulle modalità di assunzione, sui compiti svolti e sulla loro effettiva utilità sociale; sarebbe un altro discorso lungo e complesso. Vediamoli semplicemente come “lavoratori” sardi che rischiano di perdere il posto di lavoro e lo stipendio. E confrontiamo il costo di questi lavoratori con i costi dell’accoglienza dei migranti in Sardegna.

Una bella notizia per quei 300 lavoratori, e le loro famiglie, che da un giorno all’altro restano senza lavoro e senza stipendio e che vanno ad aggiungersi alle  migliaia di disoccupati e cassintegrati sardi. Ma, a quanto sembra, mancano i finanziamenti, siamo in crisi, bisogna ridurre la spesa pubblica, fare sacrifici. Insomma, quei 600.000 euro per garantire il lavoro di quei dipendenti non ci sono. Eppure non si direbbe che l’Italia sia così in crisi. Non siamo la Grecia; almeno fino ad oggi. L’operazione “Mare nostrum“, voluta da quel genio di Enrico Letta, costava (e costa ancora) 300.000 euro al giorno, solo di spese per tenere in mare uomini e navi per assicurare il servizio navetta gratuito Libia-Sicilia. Ora ha cambiato nome, ma il servizio navetta è lo stesso ed il costo pure (se non è addirittura aumentato). Con il costo di soli due giorni di “Mare nostrum” si pagherebbero gli stipendi di 300 lavoratori per sei mesi. Ma per fare i taxi di mare gratis per gli africani i soldi ci sono, per i sardi no.  Questione di priorità.

Come se non bastasse, proprio ieri è partita l’operazione della Marina militare per recuperare il barcone affondato al largo della costa libica ad aprile scorso (Vedi “Italia: azienda recuperi“). Non basta andare fin sulla costa libica per caricare i migranti vivi, ora andiamo a recuperare anche i morti. Ma quanto siamo umanitari e generosi! Non siamo tenuti a farlo, niente e nessuno ci obbliga ad andare a recuperare quel barcone col suo carico di morti. Nessuna norma, nessun accordo europeo o internazionale ci obbliga a farlo. Lo facciamo semplicemente perché il premier Renzi (che, in barba alla spending review, quando vuole lui i soldi li trova sempre; vedi gli 80 euro) vuole farsi bello agli occhi del mondo. L’operazione ci costerà, salvo imprevisti, circa 20 milioni di euro (circa 15 anni abbondanti di stipendio per quei 300 lavoratori). E lo fa, ovviamente, non di tasca propria (a sinistra sono specialisti nel fare beneficenza coi soldi degli altri), ma a spese degli italiani (e dei sardi poveri, disoccupati, cassintegrati e precari). Abbiamo 20 milioni di euro per recuperare barconi africani, carichi di morti africani, in acque africane, ma non abbiamo 600.000 euro per i lavoratori sardi. E’ ancora questione di priorità. Evidentemente tutto viene prima dei lavoratori sardi.

E già, vedendo questo spreco di denaro pubblico alla faccia di chi ha difficoltà a campare, ci sarebbe motivo per incazzarsi di brutto ed andare a Palazzo Chigi a rincorrere con i forconi il fanfarone  toscano che si fa bello con i soldi degli italiani e spreca milioni di euro per inutili operazioni umanitarie in Libia, invece che per aiutare gli italiani in difficoltà. Ma c’è di più. Proprio due giorni fa, a bordo della nave “Rio segura” della Guardia civil spagnola, sono sbarcati a Cagliari 450 migranti, fra i quali sono stati riscontrati 87 casi di scabbia. Ma non dobbiamo preoccuparci, nessun allarme. I buonisti (specie quelli che campano sull’accoglienza) dicono che la scabbia è facilmente curabile. Quindi tranquilli, correte pure ad abbracciare gli africani appena sbarcati, Anche se scoppiasse un’epidemia di scabbia non c’è pericolo; si cura facilmente. Contenti?  Gli ultimi arrivati si aggiungono ai 900 sbarcati giusto un mese fa (“Cagliari, in arrivo nave con 900 migranti“) e che si aggiungono ad altre migliaia di migranti già presenti nei centri di accoglienza dell’isola, in strutture private ed hotel 3 stelle con piscina. Ma non è un problema, i sardi sono ospitali, accolgono tutti;  aggiungi un posto a tavola…che c’è un migrante in più.

In occasione del precedente sbarco il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, accogliendo con grande soddisfazione i nuovi arrivati e convinto di parlare a nome di tutti i sardi e della loro proverbiale ospitalità, disse: “Siamo un’isola al centro del Mediterraneo, il Mediterraneo è il nostro mondo. Mentre qualcuno specula sulla paura per l’arrivo di 800 migranti in fuga dalla fame e dalla guerra. Io so invece che la Sardegna è una terra generosa che, nonostante i suoi molti problemi, è pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno.“.  Ecco, noi accogliamo tutti perché i sardi sono generosi. Magari sono disoccupati e poveri, ma si tolgono il pane dalla bocca per  aiutare i migranti africani. Prima pensiamo ai migranti, poi, se abbiamo tempo, voglia e avanzano soldi, pensiamo ai sardi.

Siamo così ospitali che, mentre non si hanno 600.000 euro per garantire la sopravvivenza a 300 lavoratori, e loro famiglie, fino a dicembre, abbiamo 372.000 euro, e spiccioli,  da usare per il progetto “Beni benius” finalizzato a finanziare “Percorsi formativi per migranti, con particolare attenzione all’integrazione culturale, lavorativa e all’autoimpiego” (Vedi qui documento originale in formato Pdf).  E non basta, perché questo è solo uno dei tanti progetti “inventati” dalla fervida fantasia delle associazioni umanitarie sarde per intascare lauti contributi pubblici col pretesto delle iniziative umanitarie a favore dei migranti. Buzzi e le sue cooperative hanno fatto scuola.

Stranamente questi buonisti in servizio permanente non inventano nessun progetto per aiutare i disoccupati, cassintegrati, precari e poveri della Sardegna. Per i sardi non ci sono soldi; ci sono solo per gli africani. Ed i soldi non si trovano solo per accogliere i migranti, si trovano per altre iniziative utilissime per superare la crisi economica e garantire un lavoro ai sardi: progetti, manifestazioni varie, festival, attività imprenditoriali, eventi artistici e culturali, sagre paesane, gruppi folk, mostre d’arte, letture pubbliche di poesie, artisti di strada, cantanti, attori, ballerine, buffoni e ciarlatani. Ce n’è per tutti (Vedi qui: Regione Sardegna, finanziamenti). Ci sono soldi per tutti, eccetto per chi rischia di perdere il lavoro.

Ed ora facciamo un conticino facile facile. Dicevamo dell’arrivo di 450 migranti che, aggiunti ai 900 di fine maggio, fanno 1.350. Per facilitare il calcolo arrotondiamo a 1.500. Come ormai sanno anche i bambini, ogni migrante ci cosata 35 euro al giorno (ma per i minori il costo è superiore). Questo ci dicono, ma in realtà il costo totale è molto maggiore perché quei 35 euro coprono solo vitto, alloggio, pulizia e paghetta settimanale. A questo costo base vanno aggiunti altri oneri relativi al personale militare e civile impiegato per l’accoglienza, controlli sanitari e assistenza medica al momento dello sbarco e durante il soggiorno nelle varie strutture, ricoveri in ospedale, assistenza legale, sindacale e culturale, progetti specifici destinati all’integrazione (il sopra citato “Beni benius” è uno di questi). E’ tutto un mondo che gira attorno ai migranti e che ha un costo enorme per gli italiani. Ma anche questo è prioritario rispetto ai problemi dei sardi.

Ma i media fanno finta di ignorare questo business e si limitano a quantificare in 35 euro la spesa per ogni migrante. Ed a chi si lamenta per l’eccessivo ed insostenibile costo dell’accoglienza,  rispondono, con la sfacciataggine di chi fa il finto tonto, che quelli sono soldi della Comunità europea. Ma quei soldi vengono dai contributi che i paesi dell’Unione versano alla cassa comune europea. E l’Italia è uno dei maggiori contribuenti. Solo nel 20013 l’Italia ha versato nelle casse europee 15 miliardi di euro. A vario titolo (compresi i fondi per l’accoglienza migranti) ce ne sono statti restituiti solo 9 miliardi. Restiamo in credito di 6 miliardi. Quindi, a chi dice che il costo dell’immigrazione è pagato con fondi europei, bisogna ricordare che quelli sono, comunque, soldi nostri, degli italiani. Chiaro?

Un po’ di conti: l’affare migranti spiegato ai bambini.

Bene, allora facciamo il conticino della serva, di quelli che si facevano alle elementari. Problema: “Se arrivano 1.500 migranti ed ogni migrante ci costa 35 euro al giorno, quanto ci costano ogni giorno 1.500 migranti?”. Soluzione: “Ci costano 52.500 euro al giorno.”.

Secondo problemino facile facile: “Se 1.500 migranti ci costano 52.500 euro al giorno, quanto ci costano al mese?“. Soluzione: “Ci costano 52.500 x 30= 1.575.000 euro al mese“.

Terzo problemino: “Se 1.500 migranti ci costano 1.575.00 euro al mese, quanto ci costano in sei mesi?“. Soluzione: “Ci costano 1.575.000 x 6= 9.450.000 euro

Bene, ora ricordiamo che garantire il lavoro e lo stipendio a 300 lavoratori per 6 mesi costerebbe 600.000 euro. Vitto e alloggio per sei mesi a 1.500 migranti ci costa 9.450.000 euro.  Come mai ci sono quasi 10 milioni di euro per gli africani e non si trovano 600.000 euro per i sardi?  Questo è il vero problema.  Questa è la domanda che bisognerebbe porsi, al di là della retorica buonista e dell’ipocrisia di chi specula sull’immigrazione per guadagnare milioni dietro la facciata dell’opera umanitaria. Bisognerebbe chiederlo a Renzi, alla Boldrini, al Papa, a tutte le belle statuine e scimmiette ammaestrate che ogni giorno in televisione recitano la litania buonista e cercano di convincerci che accogliere tutti i disperati della terra è un nostro obbligo, per le norme internazionali, per solidarietà e perché lo dice la Costituzione e gli accordi europei. Balle. Quando le norme non sono più applicabili perché hanno un costo insostenibile e creano gravi pericoli per la sicurezza nazionale e per la stabilità sociale, quelle norme si cambiano, gli accordi si rivedono e la solidarietà viene momentaneamente sospesa. Non ci si può impiccare ad articoli della Costituzione o Carte dell’ONU, accordi di Dublino o ai messaggi del Papa. In condizioni normali accogliere profughi è giusto. In presenza di una invasione di migranti africani non si può applicare il diritto d’asilo a centinaia di migliaia di persone: è un suicidio.

Ma, dicono, al di là degli accordi, dobbiamo accogliere i migranti perché “scappano dalla fame, dalla guerra“. Questo è il mantra che ripetono quotidianamente giornali, telegiornali, opinionisti, politici e giullari di regime. Balle, ancora belle. Quelli che arrivano da paesi in guerra sono una minima parte degli stranieri che arrivano in Italia, via mare o via terra dall’est. Ai primi di maggio in Sardegna arrivò un carico di marocchini e senegalesi, salvati da una nave mercantile ed accompagnati a Cagliari. In Marocco e Senegal non ci sono guerre. Negli stessi giorni arrivò sulla costa di Teulada un barcone con venti migranti: tutti algerini. Nemmeno in Algeria ci sono guerre. E nemmeno fame. E noi accogliamo tutti, a spese nostre. Ecco perché poi non ci sono soldi per i sardi.

Ma quei “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti… di fame” dovrebbero chiedere spiegazioni al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, così entusiasta di accogliere gli africani in Sardegna; sono certo che troverebbe una spiegazione plausibile ed esauriente in linea con lo spirito umanitario della sinistra e con la proverbiale ospitalità sarda. Ma sono certo che quei 300 lavoratori interinali quella risposta non la capirebbero. Ma non succederà niente. Nessuno prenderà i forconi, nessuno oserà contestare l’accoglienza dei migranti. I sardi ancora una volta, resteranno senza lavoro, senza stipendio, senza futuro, ma saranno felicissimi di sopportare crisi, privazioni e perfino la fame, pur di non venir meno al dovere di ospitalità. Perché i sardi sono poveri, sono ospitali e, soprattutto, sono pazienti. Sono molto pazienti; troppo pazienti. Troppo…

Vedi

- Adotta un immigrato

- Medio Campidano, la provincia più povera d’Italia

- I sardi sono poveri

- Cose di Sardegna

- Sardegna, meloni, tartufi ed auto blu

- Cagliari, la città più felice d’Italia

- Tutto va ben, madama la marchesa (#sardistatesereni)

- Sardi e cataclismi

- Parassiti e culi

- Morti, Presidenti e Papi

Italia: azienda recupero relitti

di , 30 Giugno 2015 14:28

Azienda Italia: specializzata in trasporto e accoglienza migranti, salvataggio naufraghi, recupero relitti di  navi e barconi (anche affondati), cadaveri compresi. Servizio completamente gratuito, spese a carico dei contribuenti italiani.

Come preannunciato tempo fa dal fanfarone toscano di Palazzo Chigi, è stata avviata l’operazione “Umanitaria” del recupero del barcone affondato il 18 aprile a circa 60 miglia dalla Libia (“Ecatombe nel Mediterraneo: 700 morti“).

Come già detto in passato, il “Canale di Sicilia“, che continuano a citare ogni volta che si riferisce di operazioni di salvataggio o di naufragi di migranti, non è a 60 miglia dalla costa Libica, ma ad oltre 200 miglia a nord, esattamente il tratto di mare che separa la costa della Tunisia dalla parte più occidentale della Sicilia. Ma i media continuano a citarlo così, erroneamente, perché così queste tragedie le sentiamo come avvenute in Sicilia, in casa nostra, il che fa nascere ed alimenta il nostro senso di colpa.

Questa operazione di recupero del relitto affondato è stata voluta da Renzi per dimostrare il grande spirito umanitario dell’Italia e per accrescere agli occhi del mondo l’immagine di un premier decisionista e disposto a tutto per sostenere la causa buonista, accoglientista e terzomondista, tanto cara alla sinistra europea, ed italiana in particolare, al Vaticano, alla Caritas, alle Coop rosse e bianche, alla Boldrini, agli albergatori in crisi che con i migranti riempiono le stanze e tutti coloro che sfruttano il lucroso business dell’immigrazione.

Non basta andare a prenderli direttamente alla partenza dalla Libia. Non basta accoglierli e sistemarli in hotel. Non basta pagare le spese di vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, sigarette, ricariche telefoniche, televisione con parabola, piscina, intrattenimento, corsi di lingua, cultura, informatica, paghetta settimanale,  connessione internet, consulenza legale e sindacale e assistenza da parte di “mediatori culturali” a libro paga delle stesse associazioni che sui migranti campano da anni. Non basta. Per farci belli agli occhi del mondo, della Boldrini, del Papa, dell’UNHCR, dell’UNAR e delle anime belle del pianeta, andiamo perfino a recuperare i relitti in fondo al mare carichi di cadaveri di disperati provenienti dall’Africa, in acque internazionali lontanissime dalle nostre acque territoriali, senza che nessuno ce lo abbia chiesto, senza che nessuno ci obblighi a farlo, senza che ce lo suggerisca una qualche norma internazionale, una postilla della Costituzione o una clausola di accordi europei o dell’ONU.

Niente e nessuno ci obbliga a farlo, ma Renzi dice che dobbiamo farlo per mostrare all’Europa la gravità del problema. E lo facciamo volentieri ed a spese nostre. a spese dei cittadini italiani vessati da tasse insopportabili, in piena crisi economica, con milioni di italiani in stato di povertà, milioni di disoccupati, pensionati che raccolgono scarti ai mercati o mangiano alla Caritas. Ma noi abbiamo 20 milioni di euro da spendere per andare a recuperare i corpi di migranti annegati vicino alla Libia.  Tutto per la bella faccia del nostro premier umanitario.

Ma non bisogna dare troppa evidenza alla notizia, meglio che passi sotto silenzio; anzi meno se ne parla e meglio è. Ed ecco, infatti, come l’ANSA ieri dava la notizia: “ROMA - Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono iniziate nello Stretto di Sicilia le operazioni di recupero dei corpi dal peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 con circa 700 persone a bordo. Lo rende noto la Marina Militare.”. Tutto qui, tre righe . Più che una notizia sembra un conciso telegramma ad uso interno della Marina.

Ora, visto che sono gli italiani a pagare i circa 20 milioni di spese previste (ma, come succede sempre in Italia, per qualche strano meccanismo contabile, alla fine le spese sono sempre molto superiori alle previsioni), sarebbe opportuno che, invece che lo striminzito comunicato Ansa, si spiegasse bene e chiaramente agli italiani  come nasce questa operazione; chi e quando l’ha approvata, chi ha autorizzato l’impegno di spesa e la copertura, se il ministro della Difesa ha autorizzato l’uso di mezzi e uomini della Marina Militare per un’operazione al di fuori del limite delle nostre acque territoriali, in base a quali norme l’Italia compie questa operazione a 60 miglia dalla costa libica. Ed infine, a che titolo e con quale competenza la procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare le cause e le responsabilità del naufragio di un barcone partito dalla Libia, carico di africani  e naufragato poco fuori dalle acque territoriali libiche, ovvero con un evento tragico del quale l’Italia non ha alcuna responsabilità?

In mancanza di risposte e chiarimenti dovremmo pensare che l’unica spiegazione, come riporta la brevissima nota ANSA,  sia che l’operazione è stata avviata semplicemente “Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri…”. Il che, visto che decide tutto lui,  equivale a dire “Su indicazione del Presidente del Consiglio…Renzi.”. Ovvero, ancora più chiaramente, per uno sfizio del fanfarone toscano, premier per caso e per nostra  disgrazia.

Insomma, equivale a dire che abbiamo un presidente del Consiglio con i poteri speciali che dispone della Marina Militare quando e come vuole; un regime che, al confronto,  la Corea del Nord è il massimo della democrazia. Così, quando si sveglia al mattino, se gli gira, il nostro uomo solo al comando può disporre di navi da guerra e marinai come se giocasse a battaglia navale, può mandarli in giro per i mari del globo a ripescare cadaveri di africani e recuperare relitti sommersi in acque libiche. Oppure potrebbe inviare l’intera flotta alla ricerca dell’isola del tesoro o nelle isole del Pacifico a raccogliere conchiglie per la sua collezione personale. A sua discrezione. Basta una “Indicazione della presidenza del Consiglio” e la Marina militare parte in missione speciale. Questa la chiamano democrazia.

 

Barconi e terroristi

di , 20 Maggio 2015 14:04

Tre giorni fa arriva dalla Libia la conferma del fatto che fra gli immigrati che arrivano sui barconi si nascondano anche terroristi e militanti dell’Isis. Ma finora si è sempre cercato di minimizzare e, anzi, di irridere a chiunque accenni ai pericoli di un’immigrazione incontrollata. Roba da leghisti, da razzisti, xenofobi, fascisti, o di chi vuole speculare sulle tragedie per scopi elettorali. Così dicono le anime belle della sinistra di chiunque non gradisca l’invasione africana. Ci stanno invadendo e non possiamo nemmeno lamentarci, altrimenti ci accusano di razzismo. “Cornuti e mazziati“, si usa dire.

Ma a dare l’allarme questa volta non è quel “fascistone razzista” di Salvini, è il consigliere governativo libico Abdul Basit Haroun in una intervista rilasciata alla BBC: “I combattenti dell’Isis viaggiano sui barconi che attraversano il Mediterraneo“. Secondo Haroun l’Isis si serve dei barconi per far arrivare in Europa i suoi militanti perché “la polizia europea non sa chi è dell’Isis e chi è un normale rifugiato“.

Ma il nostro ministro Alfano, giusto per non creare allarmismi e rovinare l’idillio fra governo e migranti, si affretta a rassicurare gli italiani che non esiste alcun pericolo, che tutto è sotto controllo e che sui barconi che andiamo a recuperare in acque libiche non c’è presenza di terroristi: “Fin qui non abbiamo traccia di presenze di terroristi sui barconi“, dice Alfano. E Alfano è un uomo d’onore!

Sulla serietà di questo governo si potrebbe discutere a lungo, ma sarebbe quasi inutile perché non è molto chiaro se questi ci sono o ci fanno. Ma non divaghiamo. A smentire Alfano, Boldrini e boldrinisti, operatori umanitari, terzomondisti, buonisti e tutte le anime belle italiche, ecco stamattina il titolo d’apertura del Corriere.it.

Preso a Gaggiano Abdel Majid Touil, marocchino, 22enne  Operazione di Digos e Ros. Era ricercato a livello internazionale, fece parte del commando che agì al museo del Bardo uccidendo 24 persone, tra cui quattro italiani “.  Non un ipotetico militante dell’Isis, ma uno dei terroristi responsabili della recente strage di Tunisi. E adesso, ministro Alfano, come la mettiamo? Non aveva assicurato che sui barconi non c’era traccia di terroristi? Ecco l’ennesima dimostrazione dell’incapacità, inaffidabilità, pericolosità ed ipocrisia di questa gentaglia che sta mandando l’Italia in macerie, giusto per mostrarsi buoni e caritatevoli e non creare dispiaceri all’ONU, all’UNHCR, all’UNAR, al Papa e alla Boldrini.

Ma c’è di più. Il premier per caso Renzi, che sembra stazionare più in televisione che a Palazzo Chigi, domenica pomeriggio da Giletti su RAI 1 ha promesso che darà ai pensionati un “bonus” di 500 euro, facendolo passare come gentile elargizione del suo governo, invece che come mancia irrisoria dovuta ai pensionati ai quali era stato “rubato” l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Ma lui lo chiama “Bonus”, così i più distratti pensano davvero che si tratti di un regalo del governo, invece che di un atto dovuto dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale. E magari, visto che siamo prossimi alle elezioni regionali, il nostro ciarlatano toscano guadagna anche qualche voto, come già successo con i famosi 80 euro.

Bene, dice che di più non si può fare, che non restituirà niente a chi sta già bene e che è giusto così. E se lo dice lui è verità sacrosanta, è Vangelo secondo Matteo, non si può discutere e contestare, perché anche Renzi è un uomo d’onore. La sentenza della Corte che annulla la riforma Fornero e, di fatto, obbliga il Governo a restituire le somme non versate ai pensionati negli anni 2011/12 sembra non contare nulla. Ciò che conta è quello che decide lui, il ducetto rosso; come se i rimborsi li prenda di tasca sua e quindi sia autorizzato a decidere a chi spettano e a chi non spettano. E fa passare l’operazione come una sua gentile concessione. Quest’uomo ha uno strano concetto della democrazia, del governo e delle Istituzioni.

Non soddisfatto della presenza a L’Arena, ieri eccolo a Porta a porta da Vespa a sproloquiare di grandi meriti del suo governo, di grandi riforme che cambieranno l’Italia e di pistolotti pseudomoralistici, insomma il solito monologo autocelebrativo. Ma ha fatto anche un’altra sparata che farà piacere a tutti quegli italiani in difficoltà, con seri problemi a campare. Ha detto che provvederà a recuperare il relitto del barcone affondato con centinaia di persone in acque libiche (guarda il video): “Tireremo su il barcone affondato ad aprile; costerà 15 milioni di euro“. Chiaro? Non solo continuiamo a garantire il servizio navetta Libia/Lampedusa a spese nostre, ma ora ci occuperemo anche del recupero relitti. Costerà 15 o 20 milioni di euro, dice Renzi; e se non paga l’Europa (che non pagherà) pagheremo noi, ovvero gli italiani. Soldi presi a chi deve affrontare  sacrifici e rinunce per pagare le tasse, soldi “rubati” ai pensionati, soldi pubblici usati  contro la loro volontà egli italiani per mostrare al mondo un’Italia accogliente, umanitaria, che si togli il pane dalla bocca pur di perseguire l’ideologia buonista e terzomondista. E c’è gente che continua a credere alle sue fandonie, alle sue fantasie di fantapolitica, alle sue promesse, c’è gente che continua a votare per questi ciarlatani da fiera paesana. Salvo poi lamentarsi delle ruberie e degli sprechi di Stato. Si lamentano e votano, votano e si lamentano.

Quest’uomo è pericoloso,  questa ideologia buonista, umanitaria e terzomondista della sinistra è pericolosa, ci sta portando alla rovina obbligandoci a sopportare un peso economico e  sociale insostenibile; sta creando gravissimi problemi per la sicurezza dello Stato e dei cittadini, alimentando conflitti sociali che prima o poi finiranno per sfociare in disordini, scontri e guerriglia urbana come successo in Francia (i gravissimi episodi di guerriglia urbana scatenati dai black bloc sono solo le prove generali di quello che avverrà in futuro). E non è nemmeno fuori dalla realtà immaginare che, se non si pone un limite all’invasione, si arriverà ad una guerra civile. Non sono ipotesi fantasiose, la storia ci insegna che violenti scontri e rivolte sono scoppiate in passato per molto meno.  Fermateli, prima che sia troppo tardi.

E non lamentiamoci poi se inventeranno qualche nuovo balzello per trovare quei 20 milioni di euro che servono per recuperare i relitti in acque libiche. E’ un’operazione umanitaria, dicono. A parte il fatto che il concetto di operazione umanitaria è molto discutibile, specie quando si fa a spese degli italiani e, di fatto, serve ad alimentare l’industria dell’accoglienza che frutta milioni di euro a cooperative rosse ed associazioni varie, dovrebbero spiegarci questo mistero: perché deve essere l’Italia, sobbarcandosi la spesa di 20 mili0oni di euro, ad andare a recuperare un relitto con centinaia di morti africani naufragati in acque africane. Cosa c’entra l’Italia? E’ una domanda semplice semplice alla quale Renzi, le sue ancelle giovani e belle ed i buonisti di professione dovrebbero dare una risposta. Visto che l’operazione ci costerà decine di milioni abbiamo almeno il diritto di sapere perché dobbiamo essere noi a pagare.  Oppure anche l’uso del denaro pubblico è a discrezione del ducetto rosso toscano che decide in piena autonomia come utilizzarlo? Oppure, senza che gli italiani se ne siano accorti, il Bomba ha già fatto in silenzio una riforma dello Stato che sostituisce la democrazia parlamentare con un regime in stile Cuba o Corea del nord?

Democrazia in coma profondo

di , 19 Febbraio 2015 12:54

La democrazia è morta. Se non è ancora morta, è moribonda.  E se non è moribonda, comunque, sta molto male. Spesso ho sollevato qualche dubbio sul valore della democrazia; non solo sul principio che ne è alla base, ma soprattutto sulla sua attuazione pratica che, nella sua forma involutiva e decadente, ha ben poco a che fare con il concetto di governo del popolo. Ma ammettiamo pure che sia il miglior sistema possibile. Ammettiamo pure che l’Italia si regga su un sistema democratico. Bene, ma almeno applicatela questa democrazia, visto che ne decantate tanto le lodi. Sarebbe ancora accettabile se almeno i principi democratici trovassero attuazione pratica, così come dettato dalla Costituzione. Ma non è questo che accade. Vediamo una democrazia sbandierata solo a parole, ma tranquillamente disattesa nei fatti da una classe politica che sfrutta i meccanismi della rappresentatività per farsi eleggere in Parlamento e che poi si arroga il diritto di governare, non solo non rispettando il mandato dei cittadini, ma operando contro la stessa volontà popolare.

In questi ultimi anni, purtroppo, abbiamo continuamente prova di questa involuzione e regressione ad un sistema che se non è ancora totalitario poco ci manca, ma certo è più simile ad una oligarchia politica, economica e culturale, piuttosto che ad un sistema democratico.   L’Italia è in mano a pochi soggetti politici che scelgono, con criteri sconosciuti ai comuni mortali, i nominativi dei candidati da eleggere in Parlamento, scelgono le alleanze, gli accordi e la linea politica, senza alcun rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, anzi operando “contro” la volontà popolare. L’esempio più eclatante è costituito dalle norme in materia fiscale. I cittadini non hanno certo mandato in Parlamento i loro rappresentanti perché aumentino le tasse già insostenibili o perché inventino nuove norme e adempimenti burocratici che avvolgono l’intero settore produttivo come una ragnatela mortale. Eppure i governi mantengono intatte quelle norme, anzi inventano sempre nuovi balzelli. E la volontà popolare? Non pervenuta. E la democrazia? Momentaneamente sospesa.

Un altro splendido esempio, purtroppo attuale e drammatico, è la assoluta incapacità (ma meglio sarebbe dire mancanza di volontà) di fermare o regolare i flussi migratori. Lo scorso anno, con la geniale invenzione della missione Mare nostrum, voluta da Enrico Letta, ne sono arrivati 170.000, più di quanti ne fossero arrivati complessivamente nei 3 o 4 anni precedenti. E gli sbarchi continuano senza interruzione. Solo negli ultimi 5 giorni ne sono arrivati, soccorsi dai mezzi della Marina, più di 4.000. E siamo a febbraio. Cosa succederà con l’arrivo della bella stagione? Quanti ne arriveranno quest’anno? Possiamo ancora accogliere altre centinaia di migliaia di immigrati? E chi pagherà le spese di soccorso in mare, di accoglienza, di vitto e alloggio? Chi garantirà loro l’assistenza sanitaria, un lavoro, una casa? Possono garantire e sostenere le spese gli italiani che già sono disperati per fabbriche e aziende che chiudono, per la disoccupazione e la povertà in crescita continua, per la crisi senza via d’uscita? L’Italia è già ridotta alla fame, ma continua ad importare affamati. Follia pura.

Anzi, cosa ancora più grave, non è solo follia, è lucida consapevolezza criminale, è volontà di favorire l’immigrazione considerandola, come viene spesso ripetuto, un dovere umanitario ed “una preziosa risorsa” per la nazione. Non solo non hanno alcuna intenzione di fermare l’immigrazione incontrollata, ma fanno di tutto per favorirla, agevolarla, incentivarla. Il varo di quel servizio taxi Libia-Italia, ad opera dei mezzi della Marina, voluto dall’ex premier Enrico Letta, è l’esempio lampante. Ma per incentivare ulteriormente gli arrivi hanno anche abrogato il  reato di immigrazione clandestina ed ora promettono (lo ha annunciato Renzi proprio nei giorni scorsi) di garantire la cittadinanza a tutti con lo ius soli. Stiamo facendo di tutto per attirare mezza Africa in Italia, manca solo il lancio di una campagna pubblicitaria, con volantini e spot in televisione, al motto di “Venite in Italia, c’è posto per tutti. E paghiamo noi“. Stanno favorendo l’invasione dell’Italia da parte di centinaia di migliaia di disperati senza arte, né parte, tutta gente che poi dovremo assistere a spese nostre. Questo stanno facendo, e lo fanno “contro la volontà degli italiani” che vedono ogni giorno aumentare il rischio sicurezza nelle città a causa di immigrati senza lavoro e senza dimora, che  per campare non hanno altra risorsa se non delinquere.

Stanno favorendo ed incentivando l’immigrazione contro la volontà degli italiani che devono sostenere costi elevatissimi, che pagano con tasse ormai insostenibili, per accogliere questi immigrati, assisterli, garantirgli vitto e alloggio in centri di permanenza o in hotel 3 stelle con piscina, dove hanno colazione, pranzo e cena garantiti, biancheria, abbigliamento, lavaggio, stiraggio, ricariche telefoniche, sigarette, paghetta settimanale e televisione con parabola per vedere il campionato di calcio africano, altrimenti protestano (non sono corbellerie messe a caso, sono tutte notizie prese dalla cronaca quotidiana e riportate dalla stampa). Il tutto alla faccia di milioni di precari, disoccupati, pensionati al minimo che campano con meno di 500 euro, mentre questi ci costano cifre intorno a 1.000 euro al mese. E se si tratta di minori la cifra è anche superiore. Se questa non è pura follia, cos’è?

Questo sfacelo viene consumato, lo ripeto,  contro la volontà del popolo. Questa non è più democrazia, è una truffa camuffata da ideali umanitari e col pretesto del rispetto degli accordi internazionali. Ma se gli accordi internazionali sono insostenibili, si cambiano, si abrogano le norme, si modificano. Una norma che garantisce l’asilo politico può essere valida per singoli casi, o piccoli gruppi o minoranze; non si può pretendere di applicarla alla migrazione di massa di milioni di persone. Questo non è asilo politico, non è accoglienza di profughi e perseguitati, non è opera umanitaria; l’arrivo in massa di centinaia di migliaia di persone si chiama “invasione“.

Eppure cercano di convincerci, con la continua manipolazione dei media e l’uso strumentale dell’informazione, che non abbiamo altra scelta, che è nostro dovere accogliere chiunque decida di venire a farsi assistere e mantenere in Italia a spese dei cittadini. E’ una truffa che frutta milioni di euro alle cooperative e associazione che si occupano di immigrati e Rom. Lo abbiamo scoperto di recente con lo scandalo di Roma capitale, quando è venuto alla luce il giro di affari milionario delle cooperative controllate da Buzzi, quello che diceva che con gli immigrati si guadagna più che con la droga. Ecco spiegata la grande carica umanitaria della sinistra: gestire il traffico di migranti, perché garantisce introiti milionari alle cooperative rosse  bianche e arcobaleno e, in prospettiva, quando concederanno la cittadinanza a tutti (ci stanno lavorando), creare un grande bacino di potenziali elettori di sinistra.

E quando sentite esponenti politici di sinistra, buonisti e terzomondisti, che affrontano il tema dell’emergenza immigrati, non illudetevi. Non stanno pensando di fermare gli sbarchi. No,  propongono di migliorare e potenziare l’operazione Mare nostrum per soccorrere prima e meglio i barconi. Propongono maggiori interventi sociali e chiedono nuovi finanziamenti, dal governo e dall’Unione europea (come se scendessero dal cielo, come la manna, ma sempre soldi nostri sono, anche se nessuno lo dice chiaramente), per migliorare e potenziare le strutture di accoglienza, garantire nuovi e migliori servizi ed approvare norme che favoriscano l’integrazione. Ovvero, dargli un’occupazione, scuole, assistenza, sanità, un lavoro, una casa; dove il lavoro e la casa per milioni di italiani sono ancora un sogno.  Questo hanno in mente, altro che fermare l’immigrazione. Follia pura, a spese degli italiani.

Questa non è opera umanitaria, non è rispetto degli accordi internazionali, è una truffa, è falso ideologico. Una truffa che sta costando molto cara agli italiani. Ed ancora di più ci costerà in futuro, con l’invasione in massa di africani e arabi, in gran parte musulmani, che hanno il preciso scopo di disgregare e destabilizzare la società. E’ una gigantesca truffa ai danni degli italiani compiuta da una classe politica incapace e corrotta, ormai moralmente delegittimata, che non è stata  nemmeno eletta, ma nominata dalle segreterie di partito, che non rappresenta più i cittadini e che continua a governare calpestando il principio fondamentale della democrazia, il rispetto della volontà popolare. Hanno tradito la democrazia, la Costituzione, l’Italia e gli italiani.

Ed il primo a tradire è stato Napolitano, quando prima ha nominato Monti senatore a vita, per poi affidargli l’incarico di formare il governo, senza che fosse stato eletto, né votato dal popolo. Poi, quando Bersani, vincitore delle elezioni e, quindi, premier indicato dal popolo, non è riuscito a formare un governo, Napolitano, invece che indire nuove elezioni,  ha incaricato Enrico Letta, in evidente dispregio dell’indicazione appena scaturita dal voto popolare. Ed infine, con decisione molto discutibile, dopo una riunione della direzione PD in cui il neo segretario Renzi sfiduciava Letta, ha dato l’incarico allo stesso Matteo Renzi, anch’egli non votato, non eletto e nemmeno candidato, forte solo di una vittoria alle primarie che lo ha portato alla segreteria del partito. Ma aveva vinto solo le primarie, non le elezioni politiche. Non è stato scelto dagli elettori, ma solo dai compagni di partito. Non è stato indicato come capo del governo dagli italiani, ma da Napolitano. E così, tomo tomo e cacchio cacchio, senza pagare pegno, senza passare per il via e senza vergogna, passa direttamente dall’ufficio di sindaco di Firenze alla poltrona di Palazzo Chigi. E la democrazia, la scelta diretta del candidato premier, il rispetto della volontà popolare? Per il momento tutto sospeso, accantonato, la via maestra della democrazia è momentaneamente interrotta per lavori in corso. Fino a nuove comunicazioni sulla percorribilità democratica.

Se questo non è tradimento dei principi della democrazia, cos’è? E questi governi, non voluti e non votati dal popolo stanno governando e si apprestano a fare riforme costituzionali in aperto contrasto con la volontà degli italiani e contro l’interesse nazionale. Stanno aprendo le porte dell’Italia al nuovo cavallo di Troia che è l’immigrazione incontrollata di chi ha già ripetutamente dichiarato guerra all’occidente, alla nostra cultura, alla nostra civiltà, di chi predica la jihad, la guerra santa contro gli infedeli. Stanno consegnando le chiavi della città e dell’Italia al nemico che ci  invade; contro la volontà del popolo. Se questo non è tradire la democrazia, cos’è? Se questo non è alto tradimento della patria, cos’è? Una volta i traditori della patria finivano al muro. Oggi finiscono in televisione a vendere ideali di seconda mano, buonismo ipocrita ed interessato, a fare accoglienza e beneficienza con i soldi degli altri e piazzare  patacche di ogni genere,  come piccoli truffatori di periferia, rubagalline o ciarlatani da fiera paesana. E forse, dietro l’apparenza rassicurante ed ingannevole, lo sono davvero. Purtroppo per noi.

Umorismo di Stato

di , 30 Agosto 2014 09:54

La battuta del giorno l’ha detta il ministro Alfano. Quello che è convinto di essere al Governo, di essere ministro dell’Interno  e di contare qualcosa. Quello che fa di tutto per sembrare serio, grintoso ed autorevole. Quello che ride sempre mostrando i dentoni, come Bunny. Quello che, mentre l’Italia continua ad essere invasa da migliaia di disperati che ogni giorno andiamo a prendere direttamente in acque libiche (grazie all’operazione Mare nostrum inventata da quel geniaccio di Enrico Letta), dice che per risolvere il problema del flusso di immigrati, affonderà i barconi (vuoti). Solo nel week end di ferragosto in 48 ore ne sono arrivati 4.000. Dall’inizio dell’anno ne sono già arrivati più di 110.000 (tutti da accogliere ed assistere a spese nostre). Quello che sistema i migranti in hotel 3 stelle con piscina e garantisce vitto, alloggio, abbigliamento, assistenza legale e sindacale, assistenza sanitaria, sigarette, carta telefonica, paghetta e lezioni di lingua italiana (perché noi italiani siamo buoni, accoglienti e terzomondisti); alla faccia degli italiani che pagano le tasse e sono senza lavoro, senza casa, senza aiuti e, per sopravvivere, vanno a recuperare gli scarti di frutta e verdura ai mercati. E mentre la maggioranza dei pensionati hanno pensioni che sono sotto i 1.000 euro al mese (ma moltissimi hanno pensioni minime da 500 euro), questi signori immigrati ci costano fra i 1.000 ed i 1.250 euro al mese.

Quello che sembra talmente preoccupato del salvataggio in mare, dell’accoglienza, dell’assistenza e della migliore sistemazione possibile degli immigranti, che  invece di pensare all’ordine pubblico ed alla sicurezza degli italiani, sembra diventato il ministro degli immigrati; ha sostituito la Kyenge.  Quello che fa finta di non sapere che quando parla di lotta ai mercanti di morte, gli scafisti se la ridono, perché anche se vengono fermati, vengono rilasciati e ricominciano a trasportare migranti (Immigrazione, lo scafista arrestato e rilasciato 7 volte in sette anni). Quello che fa finta di non sapere che l’operazione Mare nostrum ha favorito ed incentivato l’arrivo di migranti i quali hanno capito che basta partire dalla Libia, fare una chiamata di soccorso, e le nostre navi arrivano a prelevarli direttamente in acque libiche.

Quello che fa finta di non sapere che dall’inizio dell’operazione Mare nostrum (voluta da Letta e dalla sinistra buonista delle anime belle con i soldi degli altri per evitare nuove tragedie in mare, come quella di Lampedusa che costò 360 morti), dall’inizio dell’anno ci sono stati 2.000 morti in mare, di cui 1.600 solo da giugno, e che la responsabilità morale di queste morti è esattamente di chi ha voluto quella operazione e promette accoglienza ai disperati del terzo mondo; da Letta, alla Kyenge, alla Boldrini, a Renzi, allo stesso Alfano ed a tutta la sinistra ipocrita che favorisce l’arrivo di migliaia di migranti perché poi, attraverso associazioni, privati  e cooperative che garantiscono l’assistenza, su questi migranti ci campa. Quello che quando parla bisognerebbe mettere in sottofondo le risate registrate, come nelle sit com. Ecco, quello, oggi ha assicurato “Lotta dura ai mercanti di morte“. Gli scafisti tremano…brrr, che paura! Poi si ricordano che gli italiani sono fessi e si fanno una grassa risata, alla faccia di Alfano e degli italiani fessi.

 

Purtroppo, però, questo macabro umorismo di Stato non fa ridere. Anzi…

Tbc, esperti e informazione

di , 21 Agosto 2014 11:48

Questa è da incorniciare, un’autentica “perla” giornalistica. Comincio il solito giro quotidiano  di lettura delle notizie. Informarsi è un dovere. Purtroppo non sempre è anche un piacere, come dovrebbe essere. Specie quando si leggono (e succede immancabilmente) strafalcioni linguistici o articoli la cui utilità e attendibilità è prossima allo zero. Bene, come al solito, parto dal portale che ospita il mio blog, Tiscali. Ed ecco, in Home, questo box che riprende l’allarme Tbc, dopo alcuni casi di contagio di una decina di poliziotti che operano a contatto con i migranti.

Il rischio della diffusione di epidemie è serio, anche perché questi migranti sbarcano senza alcun controllo preventivo e molti, appena sbarcati, scappano dai centri di accoglienza e non si sa dove vadano e se siano portatori di qualche malattia infettiva. L’esplosione dell’epidemia di Ebola in Africa non fa che aggravare la situazione e le paure della gente, anche se la ministra Lorenzin ha affermato che non c’è pericolo ed il rischio di arrivo del virus in Italia è minimo. Già, ma credere a quello che dicono i nostri governanti è come credere a Babbo Natale. Bene, incuriositi, clicchiamo e leggiamo questo articolo (vedi qui il testo), potrebbe darci utili informazioni. Ci si aspetta, se non un trattato scientifico sulle malattie infettive, almeno un articolo serio, documentato e circostanziato, che fornisca qualche chiarimento. Ed invece tutto il pezzo è costituito da una breve dell’agenzia Adnkronos:  3 righe 3. Tanto vale riportarle integralmente. Ecco il testo.

Roma, 21 ago. (Adnkronos Salute) ‘: L’esperto, la Tbc portata in Italia dai migranti non ‘un problema reale, i veri rischi sono altri; I social media fanno raddoppiare le lamentele contro i medici nel Regno Unito; Bastano 5 porzioni di frutta al giorno a ridurre il rischio di morte 

Salta subito all’occhio che oggi per i nostri solerti cronisti del web (ma sulla carta stampata è lo stesso) grammatica, sintassi e punteggiatura sono  semplici optional. Anzi, la loro applicazione “casual” è segno di inventiva, originalità, fervida immaginazione e creatività. Così, per esempio, per separare tre frasi che apparentemente non hanno alcun legame (sembrano estratte da articoli diversi e unite  casualmente, senza nesso fra loro),  invece che il punto fermo si usa il punto e virgola (;), per due volte in tre righe, e dopo si comincia con la maiuscola invece che la minuscola.  Mentre alla fine del periodo, dove anche i bambini delle materne metterebbero il punto fermo…semplicemente lo si dimentica. Il redattore si è concesso una licenza poetica.  Oppure, in preda ad un improvviso lampo di creatività, quel punto lo ha spostato e lo ha inserito al posto della “è” (che, infatti, manca) fra “non” e “un problema“. Ragazzi, questi cronisti moderni sono dei veri artisti, geniali.

Ma ciò che lascia perplessi è il senso del pezzo. Si riferisce il parere di un non meglio identificato “esperto” il quale rassicura tutti affermando, senza tema di smentita, che  la Tbc non è un problema. Peccato che questo “esperto” non sia identificato; senza nome, anonimo, in incognito. Per quanto ne sappiamo, potrebbe essere un agente dei Servizi segreti oppure Balloi Scorriau, lo scemo del villaggio. In ogni caso, credibilità zero. Prosegue dicendo che i media causano lamentele contro i medici nel Regno Unito. Ma cosa c’entrano i medici inglesi con la Tbc in Italia? Sono i medici inglesi da Londra che visitano i migranti che sbarcano a Lampedusa? Li visitano via web, su Facebook o Twitter, per corrispondenza, per telefono? Ed infine conclude che per ridurre il rischio di morte bastano 5 porzioni di frutta al giorno. Significa che se mangi frutta non ti becchi la Tbc? Oppure che, anche se te la prendi, se mangi 5 porzioni di frutta al giorno non rischi di morire, ti tieni la Tbc, ma…campi in eterno? Ma siamo sicuri che questo signor “esperto” sia proprio normale e non abbia qualche rotellina fuori posto o leggermente allentata? Ma dove l’hanno recuperato, a Porta Portese, a Forcella, ai saldi estivi, alla liquidazione di esperti di seconda mano, è un esperto taroccato di provenienza cinese? Queste 3 righe in cui si combinano arbitrariamente Tbc, migranti, medici inglesi e diete a base di frutta, meriterebbero un premio speciale sia per il significato astruso del messaggio, sia per la sua completa inutilità. Ma questa è quella che chiamano “informazione” e ci dà la misura di come la società moderna sia in completo stato confusionale.

Di certo,  ha ragione quando afferma che “I rischi sono altri“. Per esempio, c’è il rischio di affidare l’informazione ad apprendisti, aspiranti, precari, praticanti, sostituti giornalisti in prova che scrivono sesquipedali cazzate e le spacciano per informazione. Ed il guaio è che, per capire che sono cazzate, dobbiamo necessariamente leggerle.  Non c’è scampo.

In verità, navigando  in rete si vede anche di peggio. Ecco cosa riportava ieri il quotidiano locale L’Unione sarda (Brotzu: lista (e gaffe) per infermieri) a proposito di alcune indicazioni rivolte al personale medico ed infermieristico, in preparazione ad un intervento. Al primo punto “Informare il  paziente“. Ma per il solito errore di battuta, quella raccomandazione diventa una macabra e raccapricciante avvertenza da forno crematorio nazista: “Infornare il paziente“. Hanno dimenticato di specificare la temperatura del forno ed il tempo di cottura.

 

Bollettino dei migranti

di , 20 Luglio 2014 22:22

I migranti sono nostri, vivi o morti; Dio ce li ha dati, guai a chi li tocca. Anzi, per evitare che ce li freghino, che so, Malta, la Spagna o la Tunisia, non aspettiamo nemmeno che arrivino a Lampedusa; andiamo a prenderli direttamente appena partono, in acque libiche, come è successo pochi giorni fa e come succede spesso (“Immigrazione, indagini su presunto naufragio: 60 morti“): “Un nuovo naufragio, con un possibile bilancio di circa 60 morti, sarebbe avvenuto in acque libiche a una trentina di miglia dalla costa.” (ANSA).  Chiaro? In futuro, però, pensiamo di poter fare anche meglio. Andremo a prenderli addirittura prima che partano: direttamente dalla spiaggia.

La media degli arrivi è sempre intorno ai mille sbarchi quotidiani. Giorni fa al TG hanno riferito che nelle ultime 24 ore erano sbarcati in 2.500. Ma di questa notizietta sui siti in rete non c’era traccia, almeno nei principali quotidiani. Forse ormai è talmente normale che ogni giorno arrivino migliaia di migranti che non fa più notizia. A meno che non ci siano dei morti. Allora bisogna mettere la notizia bene in evidenza, specie se ci sono donne e bambini, per suscitare la pietà dei cittadini e predisporci mentalmente all’accoglienza di tutti i disperati del mondo.

Nello stesso TG in cui si annunciavano i 2.500 arrivi di “preziose risorse“, come li chiamano Boldrini, Kyenge, la Caritas, i buonisti italici e tutte le cooperative, onlus, associazioni varie che sull’accoglienza dei migranti ci campano, si dava anche un’altra curiosa notizietta: la polizia di Pistoia ha inviato delle lettere a Comune, provincia ed Enti vari, per comunicare che non potevano assicurare il servizio in quanto non avevano soldi per la benzina delle auto. (Vedi video TGManca carburante per le volanti“).  Anche di questa notizia non c’è traccia su agenzie stampa e quotidiani in rete. Meglio non ricordare che gli italiani sono alla fame, che ci sono dieci milioni di poveri, che la polizia non può garantire il servizio perché non ha i soldi per la benzina. Altrimenti la gente potrebbe chiedersi come mai la polizia è senza benzina,  ma abbiamo soldi da spendere e spandere per finanziare quella specie di servizio “Taxi di mare” al servizio  dei migranti che è l’operazione Mare nostrum, che ci costa solo di spese vive 300.000 euro al giorno; alle quali vanno aggiunte poi, è bene ricordarlo, le spese di accoglienza, vitto, alloggio, assistenza sanitaria, annessi e connessi.

Ecco, a lato, una rassicurante notizia di circa 20 giorni fa; 5.000 immigrati sbarcati nell’arco di due giorni. E non siamo certo alla fine, anzi, vista la buona stagione, il numero degli sbarchi è destinato a crescere.  Una situazione insostenibile, sia sotto l’aspetto economico che su quello sociale, in quanto l’accoglienza incontrollata di decine di migliaia di persone senza arte né parte, che si aggiungono ad altre centinaia di migliaia di immigrati arrivati negli anni scorsi, ai quali non siamo in condizioni di assicurare una sistemazione decente, né lavoro, né casa, né assistenza, a lungo andare generano pericolosi conflitti sociali, rischi per la sicurezza e incrementano la criminalità, con tutte le conseguenze del caso e possono sfociare in gravi tumulti, proteste o rivolte. Per non citare il pericolo di rischi di carattere sanitario (vedi l’esplosione dell’epidemia di Ebola in Africa, che ha già causato centinaia di morti e che si fa fatica ad isolare e tenere sotto controllo) che sono quasi una naturale conseguenza dell’arrivo di migliaia di persone, senza alcun controllo preventivo sulle loro condizioni sanitarie. (Vedi “Ebola, epidemia fuori controllo“)

Ma i buonisti ipocriti di casa nostra dicono che non c’è pericolo. Anzi, sollecitano maggiori interventi e fondi per garantire una migliore accoglienza a tutti i disperati del mondo. Lo ripete spesso anche il Papa; “gli immigrati non sono un’emergenza“, dice. Certo, infatti in Vaticano  non si vedono immigrati e Piazza San Pietro non è invasa, come il resto d’Italia, da ambulanti marocchini o senegalesi che vendono cianfrusaglie. Non se ne vedono proprio in circolazione. Ecco perché per il Papa non sono un problema. Anzi, lamenta poca attenzione verso i migranti e, tanto per non smentirsi, ci accusa di xenofobia e razzismo (normale, questa è la classica litania dei buonisti). Evidentemente quello che già facciamo, a spese nostre, non è abbastanza. Dovremmo fare di più, dice il Papa, e garantire più diritti; a costo di farci aumentare le tasse e toglierci il pane di bocca. Quelli che ce l’hanno, visto che milioni di italiani fanno fatica anche a comprarsi il pane. Ma il Papa dice che facciamo poco. E se lo dice il Papa…( Vedi “Caro Papa ti scrivo, così mi distraggo un po’“)

Lo dice anche Laura Boldrini che, forte del prestigio e delle opportunità comunicative della carica ricoperta,  non perde occasione per cantare le litanie quotidiane del buonismo internazionale e terzomondista. Dice che l’immigrazione non è un problema, anzi, come ha ripetuto spesso in passato, è una risorsa:  (Boldrini nega anche l’evidenza: Nessuna invasione“). Non è strano che Il Papa e la sinistra militante, in prima fila i “comunisti” mangiapreti vendoliani ex Rifondaroli (quelli che hanno portato Boldrini in Parlamento) ed i Radicali (ricordate PannellaBonino in piazza dietro i cartelli “No Vat“?), abbiano la stessa posizione in merito agli immigrati? Come è possibile che il Papa ed i mangiapreti vadano a braccetto? Non sono quelli che, quando la Chiesa esprimeva condanna verso l’eutanasia (ricordate il caso Englaro?), scendevano in piazza rivendicando la laicità dello Stato e  condannando a gran voce qualsiasi tipo di interferenza del Vaticano? Certo che sono loro. Ma allora, perché adesso che il Papa si occupa dell’accoglienza dei migranti, che è una precisa competenza dello Stato italiano, non protestano e chiedono al Papa di non interferire?  Hanno la “laicità” col timer che funziona a tempo, secondo le circostanze? Sì, è l’ennesima dimostrazione pratica dell’ipocrisia connaturata della sinistra.

La Boldrini, dall’aria costantemente afflitta, specie quando parla di migranti, è difficilmente classificabile all’interno delle normali categorie umane. Appartiene a quella specie di umani che hanno il dono speciale di risultare antipatici subito, a prima vista. Quando li senti parlare poi saresti tentato di convertirti alla Jihad e immolarti per la guerra santa contro gli infedeli. Ma non c’è bisogno di insultarla o di dedicarle epiteti poco lusinghieri. Basta lasciarla parlare e si insulta da sola. E’ un insulto vivente alla razionalità, alla logica e perfino al semplice buon senso. E’ la dimostrazione pratica di come la deleteria ideologia sinistra possa obnubilare la mente umana.

Secondo lei, più di 60.000 immigrati arrivati in Italia, nei primi sei mesi dell’anno, non sono un’invasione. Forse sono un gruppetto di amici col gusto dell’avventura che scelgono di venire in Italia per un periodo di riposo e svago gratuito (offriamo noi). Anzi, sono pochi, dovremmo augurarci che ne arrivino molti di più.  In Africa, dice, ne accolgono 14.000.000. Sì, Boldrini, ma nell’intero continente africano; capisce la differenza? Quindi, secondo lei, anche noi dovremmo accoglierne molti di più. Anzi, più ne arrivano, meglio è, perché sono “preziose risorse” e, soprattutto dovremmo prendere esempio da come trattano gli africani in casa loro,  dovremmo “imparare dall’Africa“.

Dice Boldrini: “L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone,  come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità.”. Ospitalità, generosità, responsabilità? Ma di che parla? Qualunque commento a queste parole sarebbe al limite dell’insulto. Quindi, per carità cristiana, sorvoliamo.

Di quale Africa parla Boldrini, di quale ospitalità e generosità? Dei genocidi che da decenni hanno provocato milioni di morti? Di questo massacro in Sudan proprio di due masi fa? (Pulizia etnica in Sud Sudan). Oppure bisogna ricordarle cosa è successo in Ruanda? La nostra Boldrini deve avere la memoria corta, oppure soffre di improvvise e momentanee   amnesie. Dimentica di dire che il Ciad ha un territorio che è almeno il doppio dell’Italia e che i rifugiati sono scappati a causa delle guerre tribali degli stati confinanti; quelli dove gli “africani buoni” (come li vede la Boldrini, affascinata dal mito del buon selvaggio di Rousseau), da decenni si scannano fra loro, sterminano villaggi e intere comunità, arrivano al genocidio, come in Ruanda o, di recente,  in Sudan, dove hanno provocato centinaia di migliaia di morti e circa 2 milioni di sfollati (mai sentito parlare dei “diavoli a cavallo” del Darfur?). Questo succede nell’Africa tanto amata dalla Boldrini, dove gli integralisti islamici stanno attuando la più spietata Jihad, dove si bruciano le chiese cristiane, possibilmente con i cristiani dentro o, come succede in Nigeria ad opera dei terroristi islamici di Boko Haram, si sequestrano 200 ragazze per obbligarle a convertirsi all’islam, per  rivenderle o renderle schiave.  E’ questa l’ospitalità e la generosità africana? E’ questa l’Africa dalla quale dovremmo imparare?. Boldrini, ma ci faccia il piacere…direbbe Totò.

A proposito di migranti, immigrati e buonisti vari, vedi una serie di post: “Preziose risorse“.

Crisi, vacanze e preziose risorse

di , 31 Maggio 2014 15:31

Osservando gli avvenimenti e le notizie del giorno viene il forte sospetto che gli italiani stiano attraversando un periodo di smarrimento. Non è chiaro se si tratti di effetti dell’assunzione di droghe più o meno leggere, se ci sia nell’aria un qualche virus sconosciuto, oppure se la causa sia più profonda.

Ecco la buona notizia tanto per cominciare bene la giornata. Nove milioni di italiani hanno difficoltà economiche; un aumento del 57% rispetto al 2007, prima che scoppiasse la crisi mondiale. Niente di nuovo, ormai le  notizie dal fronte del lavoro, della precarietà e dell’economia sono un bollettino di guerra. L’immagine dell’Italia è quella di una nazione in cui la povertà cresce ogni giorno, aumentano i disoccupati, le aziende nazionali sono in vendita al migliore offerente e non si vedono spiragli di soluzione a breve termine.

Ma, nonostante questo disastro economico e sociale, ultimamente sembra esserci stato un cambiamento di rotta nel mondo dell’informazione e dei media in generale. In televisione sentiamo personaggi della politica che fino a ieri erano catastrofisti ed ogni giorno, come prefiche mediatiche,  cantavano lamenti atroci sul destino dell’italica stirpe. Improvvisamente, da quando è cambiato il direttore d’orchestra (Renzi) è cambiata anche la musica. Non più marce funebri e messe da requiem, ma allegre marcette, valzer, mazurche e feste campagnole. Anche la stampa si è adeguata al nuovo clima. Cambia il tono generale, si scelgono con cura le notizie da prima pagina e quelle a cui dare più spazio ed evidenza,  e si presentano con una punta di ottimismo, di benevolenza e di approvazione nei confronti dell’azione del governo e del nuovo inquilino di palazzo Chigi. Pensate che ci sia stata un’inversione di atteggiamento da parte dei media, molto più benevolo ed accondiscendente nei confronti del governo, da quando Renzi è andato a palazzo Chigi? Pensate che, per dare una mano a Renzi, si cerchi di dare segnali positivi e rassicuranti? Pensate questo? Pensate bene.

Ecco, per esempio, come oggi l’ANSA titola “Italiani in vacanza“. Sei milioni sono il 10% degli italiani. Ma il messaggio di questa notizia nella sezione “Primo piano” è l’idea che gli italiani vadano in vacanza. Non importa quanti, è secondario, ma deve prevalere l’immagine della vacanza. Siccome  quelli che restano a casa sono il restante 90%, in altri tempi e con altri governi, avrebbero titolato “Crisi: il 90% degli italiani resta a casa“.  Ma siccome al governo c’è il sindaco rampante, allora bisogna essere ottimisti e vedere il lato positivo. E così non contano i 54 milioni che restano a casa, ma i 6 milioni che vanno in vacanza. Sono le due facce della medaglia; dipende dal punto di vista e da come la si guarda.

Del resto si può essere davvero ottimisti, vista quest’altra notizia d’apertura, ancora dell’ANSA. Sembra che questi 80 euro siano la soluzione della crisi, abbiano un forte impatto sui consumi ed un effetto positivo su tutta l’economia. Sarà così? Proprio nell’articolo sull’Italia vacanziera (sopra citato), il presidente della Federalberghi, Bocca, dice che il tanto sbandierato bonus di 80 euro non fa ripartire i consumi: “ La speranza quindi che il bonus in busta paga di 80 euro, producesse un’immediata ripartenza dei consumi, non trova per il momento conferma nei fatti.“. Piccola differenza: la dichiarazione di Bocca viene inserita all’interno dell’articolo, l’idea, invece, che l’effetto degli 80 euro sia molto positivo e produca un giro di 3 miliardi di euro di spesa, incrementando i consumi, diventa titolo d’apertura in prima pagina.

Ed ecco un’altra notiziona, ancora dalla home dell’ANSA: il Pil cresce. Ma non subito, calma, cresce a partire da giugno. In effetti non è nemmeno sicuro che cresca, è una stima, una previsione fatta dall’ISTAT. Potrebbe anche non crescere e la previsione risultare sbagliata. Ma ammettiamo pure che cresca. Di quanto cresce? Dello 0.1%! Mentre le economie del mondo crescono dal 3% degli USA all’8% della Cina, noi “cresciamo” (?) dello 0,1%. E non è nemmeno sicuro: cresciamo…forse! Speriamo di crescere. Ma fra vacanzieri felici, boom dei consumi grazie agli 80 euro e Pil in crescita, queste sono le notizie d’apertura dei siti d’informazione, lasciando intendere che la crisi sia superata, che l’economia sia in ripresa e gli italiani siano tanto tranquilli e fiduciosi nel futuro che vanno in vacanza. Ecco un bell’esempio di come viene manipolata l’informazione, secondo l’effetto che si vuole ottenere. Basta presentare le notizie in modo funzionale alla causa. Bisogna tenerlo presente quando si leggono quotidiani, riviste, siti internet di informazione o si assiste a manifestazioni e battaglie a difesa della libertà di stampa.  Spesso la tanto sbandierata libertà di stampa è solo libertà di manipolare l’informazione ad uso e consumo dei potenti di turno, del gruppo editoriale o della parte politica di riferimento.

E non basta. Ci stanno raccontando da anni che gli immigrati sono una risorsa. Bene, se è vero allora dobbiamo essere più che soddisfatti perché la stagione si annuncia molto favorevole: “Alfano: 40.000 sbarchi in 5 mesi“. Bene, bene, significa che, con questo ritmo e se si rispettano le previsioni, in un anno ne arriveranno più di 100.000. Fantastico, un carico di risorse che darà un contributo sostanziale a migliorare l’economia nazionale. E’ vero che intanto ci costano 300.000 euro al giorno solo per mantenere i mezzi della marina impegnati nelle operazioni di soccorso. E’ vero che, una volta sbarcati, dobbiamo garantirgli vitto, alloggio, abbigliamento, paghetta per le piccole spese, ricariche telefoniche, sigarette, assistenza legale e sindacale, assistenza sanitaria etc… però poi sono tutte preziose risorse che ci daranno una mano.

Ultimissima del bollettino dei naviganti: “Soccorsi 3.000 migranti“. Ma adesso, con la buona stagione, gli arrivi saranno giornalieri, a migliaia per volta. Andiamo a prenderli direttamente alla partenza, in acque libiche. Loro partono, poi chiamano il numero della Capitaneria di porto di Palermo (che hanno già alla partenza), e, prima che ce li freghino gli egiziani, i tunisini o Malta,  arrivano subito le nostre navi della Marina e della Guardia costiera a “salvarli” e portarli a Lampedusa.  Sì, perché, come si diceva, sono tutte preziose risorse.

Tutte risorse che, in un periodo di crisi profonda e drammatica,  si aggiungono ai 9 milioni di italiani in difficoltà, ai disoccupati, ai precari, ai giovani senza speranza di trovare occupazione. Mentre le  aziende chiudono, aumentano i licenziamenti, interi settori dell’economia e marchi storici del made in Italy sono in vendita ed acquistati da investitori stranieri (una per tutte, la nostra prestigiosa compagnia di bandiera, l’Alitalia),  mentre i pensionati non sanno come campare e per recuperare qualcosa di commestibile, vanno nei mercati all’ora di chiusura, a rovistare fra gli scarti di frutta e verdura, mentre assistiamo al completo sfacelo economico e sociale, ci dicono che dobbiamo accogliere tutti i disperati del terzo mondo e garantirgli tutti i diritti possibili; casa, lavoro, scuola, assistenza sanitaria, ricongiungimento familiare, cittadinanza. (Immigrazione, siamo al collasso). E noi, che siamo buoni che più buoni non si può, a costo di farci aumentare le tasse per sopperire alle spese, accogliamo tutti amorevolmente.

E intanto cosa fa il governo? Il ministro Alfano, come ha riferito proprio avantieri, si limita a tenere il conto degli sbarchi; fa il ragioniere dei migranti e dei barconi. Il Parlamento, invece di cercare di fermare l’invasione, per assecondare l’ONU e la Boldrini, discute sulla necessità di migliorare l’accoglienza e non sapendo trovare dei rimedi, per nascondere la propria incapacità, scarica la responsabilità del flusso migratorio inarrestabile sull’Europa.  Ma è solo un modo per non affrontare il problema. In realtà il nostro Parlamento è indaffaratissimo a discutere altre priorità. E’  occupato a parlare di legge elettorale, di “femminicidio” (approvato il decreto legge), di lotta all’omofobia, di Genny ‘a carogna e magliette da stadio, di “divorzio breve” (approvato ieri alla Camera), di “quote rosa e parità di genere” (approvata di recente), di diminuzione della pena per gli spacciatori di droga (niente carcere per il piccolo spaccio), di abolizione del reato di immigrazione clandestina (Abolito il reato di clandestinità), così, visto che non è più reato, tutti i disperati del mondo si sentono autorizzati a venire da noi.   Poi, siccome non riusciamo a sostenere l’enorme costo e garantire l’accoglienza,  accusiamo l’Europa di non aiutarci.  Ed Alfano tiene il libro mastro dei barconi.

Siamo ridicoli. Insomma, com’è evidente, i nostri parlamentari sono impegnatissimi a discutere ed occuparsi di cose importantissime e fondamentali per gli italiani, specie per quei 9 milioni di disoccupati, precari, cassintegrati, esodati e pensionati al minimo. E intanto il nostro Bel Paese viene invaso da africani, asiatici e disperati  che arrivano in massa, occupano case e palazzi abusivamente, si impadroniscono abusivamente dei parcheggi pubblici e vi chiedono il pizzo per parcheggiare, sempre abusivamente occupano piazze, strade, spiagge e centri storici per vendere cianfrusaglie inutili, vivono di espedienti, di lavoro nero o di attività criminali e sono sostenuti, aiutati e coccolati dalla sinistra e da tutti coloro che su questa invasione di massa ci campano. Già, perché bisogna ricordare che su questo flusso di migranti disperati, nascondendosi ipocritamente dietro la bandiera del buonismo e del rispetto dei diritti umani,  c’è chi ci campa. (Immigrazione e ipocrisia)

E guai a lamentarsi perché si solleva subito l’indignazione e la protesta dei buonisti di professione, interviene l’ONU, la Boldrini, la Kyenge, il Papa, l’UNAR (vedi “A caccia di razzisti“)si viene subito accusati di xenofobia e razzismo. Siamo invasi, dobbiamo pagare le spese, che  per un Paese in crisi stanno diventando insostenibili, e non possiamo nemmeno lamentarci. Paga e taci. Vista la situazione ci si chiede come sia possibile che l’Italia si stia riducendo in queste condizioni e non abbia la forza di reagire. La spiegazione è semplice. Ci sono solo due possibilità. O gli italiani si sono mezzo rincoglioniti, oppure si sono rincoglioniti del tutto. Forse è buona la seconda.

Laura non c’è

di , 25 Maggio 2014 18:08

Laura Boldrini è rientrata in patria. Ebbene, lo confessiamo, se ne sentiva davvero la mancanza. Questa assenza la si percepiva nell’aria, nei discorsi della gente, nelle espressioni stupite di chi si sentiva orfano di una guida, nello sguardo di chi sperava di riaverla presto fra noi. E finalmente è tornata. Era in visita ufficiale in America. Stranamente la notizia appare su un quotidiano locale, l’Unione sarda (Laura Boldrini lascia gli Stati Uniti), ma non se ne trova traccia nei maggiori quotidiani. E’ un segreto di Stato, non si deve sapere? E’ meglio evitare che la gente mormori e si chieda quale sia l’utilità di quel viaggio? Misteri istituzionali.

Fatto sta che la nostra presidentessa della Camera era in viaggio negli USA. Guai a chiamarla al maschile “presidente“; si addolora, si rattrista, ne risente,  assume l’espressione tipica di un panda depresso, una lacrimuccia scorre sul viso e manda al macero quintali di carta intestata “Il presidente della Camera” e la sostituisce con “La presidentessa…”, tanto per risparmiare sulle spese in tempo di crisi. Ama viaggiare. Ecco perché è spesso assente dal suo scranno presidenziale. Lo riferiva proprio la settimana scorsa un articolo (Laura Boldrini assenteista) in cui si denunciava che alla Camera una volta su due lei è assente: “Dal 15 marzo a oggi, la terza carica dello Stato ha presieduto solo 120 sedute delle 225 che si sono svolte: poco più della metà.”.

Così, se qualcuno nei giorni scorsi avesse chiesto di lei a Montecitorio “C’è Laura Boldrini?”, qualche funzionario avrebbe risposto ” Laura non c’è…”. Ma come, si potrebbe obiettare, lei è la presidentessa della Camera, non dovrebbe essere sempre al suo posto di lavoro? Non necessariamente, in Italia nessuno fa quello che dovrebbe e sta dove dovrebbe stare. Specie se ricoprono incarichi istituzionali, hanno sempre qualche importantissimo impegno da assolvere lontano dal loro ufficio. E più l’incarico è alto, più impegni si hanno; se gli impegni sono in amene località o all’estero, ancora meglio.

Succede a Vendola, che dovrebbe stare nel suo ufficio di governatore della Puglia, e invece è sempre in TV o davanti a qualche telecamera, o dalle parti di Montecitorio o del Senato, oppure  ovunque ci sia un corteo o una manifestazione di protesta.  Succedeva a Renzi, che doveva stare nel suo ufficio di sindaco a Firenze, e invece era sempre in TV (anche lui, è una passione comune ai politici) o in giro per l’Italia a coltivare le relazioni pubbliche e tenere incontri elettorali in vista delle primarie, oppure impegnatissimo ad organizzare e controllare i lavori del convegno del PD alla Leopolda (ne avete più sentito parlare?), evento importantissimo per creare le basi del suo programma di governo (che fine hanno fatto le proposte avanzate in quel convegno?). Succede a Debora Serracchiani, che dovrebbe stare nel suo ufficio di governatrice del Friuli Venezia Giulia, e invece la vediamo ogni giorno in qualche salotto televisivo. Lo stesso vizietto di Formigoni, ex governatore della Lombardia, anche lui, durante il suo mandato più presente in televisione che negli uffici della Regione. Sarà un vizio dei governatori regionali?

Del resto anche il nostro Presidente Napolitano, nel frattempo, era in Svizzera per una visita ufficiale di due giorni. Come vediamo nella foto a lato, ci è andato con la Clio. Qualcuno, distratto, potrebbe pensare “Con la Clio? Ma come, con tante auto blu che ha il Quirinale, poteva andarci almeno con una Marcedes o una BMW“.  Evidentemente si tratta di un equivoco. Ma oggi gli equivoci sono di moda, vanno come il pane. Anzi, più sono equivoci e più hanno successo; quindi tutto normale. Cosa è andato a fare in Svizzera? Solite visite di Stato che i governanti amano scambiarsi, giusto per coltivare i rapporti di buon vicinato. Visto che c’era, ne ha approfittato per rimproverare gli svizzeri sull’esito del  recente voto contro l’immigrazione di massa (mica sono scemi come noi). Su questioni importanti, come l’immigrazione, gli svizzeri fanno i referendum e chiedono il parere dei cittadini, come dovrebbe essere in una democrazia che sia degna di questo nome.  Noi no, abbiamo uno strano concetto di democrazia e le scelte vengono fatte da un ristretto gruppo di oligarchi (spesso nemmeno eletti dal popolo, Renzi docet…) e ci vengono imposte dall’alto, alla faccia della democrazia e della volontà popolare.

Dice Napolitano che così la Svizzera si allontana dall’Europa, facendo finta di ignorare che se quella è la volontà popolare bisogna rispettarla; piaccia o non piaccia. Ma si sa, per certi ex/post comunisti camuffati da democratici la democrazia va bene solo se vincono loro e la libertà di pensiero va bene solo se sei d’accordo col capo: “Potete esprimere liberamente il vostro pensiero, purché siate d’accordo con me“, diceva Stalin.  (Napolitano dà lezioni di democrazia…agli svizzeri). Anche lui ha il vizio dei viaggi di rappresentanza. Forse è andato in Svizzera a fare scorta di emmenthal e cioccolato per rimpinguare le dispense del Quirinale. Ho sempre avuto un dubbio sul formaggio svizzero, quello con i buchi: ma i buchi si pagano o sono in omaggio? Mah, misteri caseari.

Sarà perché siamo un popolo di poeti, santi e navigatori, ma noi il viaggio lo abbiamo nel sangue. Ecco perché i nostri beneamati rappresentanti del popolo passano più tempo in viaggi all’estero (viaggi di lavoro, di rappresentanza, certo…) che al loro posto in Italia. Anche Enrico Letta, appena insediatosi a palazzo Chigi, invece di dedicarsi, come sarebbe stato opportuno,  a risolvere i gravissimi problemi dell’Italia, cominciò a viaggiare; da Berlino a San Pietroburgo, da Parigi a Washington, da Londra a Dubai. Lo stesso ha fatto Renzi. Appena insediato, nemmeno il tempo di provare la poltrona, ed il primo giorno da premier era già in viaggio per andare a visitare una scuola a Treviso. Il giorno dopo  era in visita ad un’altra scuola in Sicilia. E subito dopo anche lui ha cominciato il tour degli incontri ufficiali nelle capitali europee:  Hollande a Parigi,  Merkel a Berlino, Cameron a Londra. E’ andato a presentarsi ed a presentare il programma di riforme del suo governo per ottenere l’approvazione e la benedizione, con pacca sulle spalle di incoraggiamento, dei leader europei.

Ed infatti tutti si sono mostrati entusiasti delle sue proposte. La Merkel addirittura si è dichiarata affascinata dall’audacia delle riforme renziane. Ma il nostro sindaco d’assalto dice che non è andato col cappello in mano a chiedere il consenso e l’approvazione. Strano, eppure non ricordo che Cameron, Hollande, Zapatero, Sarkozy, la stessa Merkel, appena insediati, siano venuti a Roma per illustrare i loro programmi di governo per avere la nostra approvazione o almeno un parere.  Ma Renzi dice che non ha chiesto  il benestare dei leader europei. E Renzi è un uomo d’onore!

Ecco perché la nostra presidentessa si adegua. E se chiedete di lei alla Camera vi risponderanno “Laura non c’è, è andata via…“, come cantava Nek. E’ andata dove? In America, oggi si usa, ci vanno tutti, non si sa bene a fare cosa, ma tutti vanno al quel paese. O ci vanno, o ce li mandano. Il guaio è che poi tornano. Sembra che durante il soggiorno americano abbia avuto diversi incontri. Oltre a quelli istituzionali, ha incontrato tanti italiani (poteva incontrarli in Italia, ce ne sono 60 milioni), ha visitato Ellis Island, la porta d’ingresso all’America durante il periodo delle grandi migrazioni del primo Novecento, ha visitato il memoriale dell’11 settembre a Ground Zero dove, ricordando quella immane tragedia,  ha dichiarato che “persero la vita tremila persone provenienti da 90 Paesi diversi…“. Una sconvolgente rivelazione per gli americani che non sapevano di avere avuto tanti morti. Meno male che è andata la Boldrini a dirglielo.

Ma ha avuto anche degli incontri particolarmente fruttuosi  e ricchi di “buone prospettive per il futuro“. Per esempio, riprendiamo dal pezzo sul quotidiano citato: “E anche temi di carattere sociale sono stati al centro degli incontri. Con una tavola rotonda a Washington sulle sfide dell’era digitale, dai diritti delle donne sul web, alla lotta al cyberbullismo.”. Ecco, credo proprio che gli americani aspettassero con ansia i suggerimenti della nostra presidentessa in formato esportazione sulle sfide digitali, i diritti delle donne ed il cyberbullismo. Ora sapranno come regolarsi; i cyberbulli hanno le ore contate.

Fondamentale anche la sua visita “all’Henry Street Settlement, una organizzazione no profit in prima linea nella lotta alla povertà, che si occupa di dare sostegno a decine di migliaia di cittadini a basso reddito.”. In Italia abbiamo la povertà che dilaga ed i pensionati che vanno a racimolare qualcosa fra gli scarti dei mercati ortofrutticoli e  la Boldrini, visto che non riesce a risolvere il problema della povertà in Italia,  va ad occuparsi dei poveri di New York. Ma l’argomento principale della sua visita e dei suoi incontri, è stato il tema a lei tanto caro,  l’immigrazione. E ti pareva che non battesse sul chiodo fisso. Bisognerebbe ricordarle che il presidente della Camera ha il compito istituzionale di presiedere le sedute della Camera e di regolarne i lavori. E non di andare in giro per il mondo ad incontrare italiani all’estero e occuparsi di poveri e migranti. Del resto lei sulla questione della tutela degli immigrati e rifugiati, come portavoce del Commissariato ONU, ci ha campato per anni, con diversi incarichi per conto dell’ONU ed una lauta retribuzione (Boldrini, una vita da regina grazie agli immigrati).

Ecco perché incontrando gli imprenditori e le “eccellenze italiane” in USA ha dichiarato: “La migrazione, quando si tratta di inquadrarla in un contesto più ampio, è una grande opportunità, muoversi è un valore aggiunto, oggi con la globalizzazione si muovono le idee e si muovono gli esseri umani.“. Chiaro? Per lei anche gli imprenditori italiani, che investono grossi capitali e realizzano affari d’oro in USA, grazie alle loro capacità ed al business del Made in Italy, e che fanno la spola, su jet privati, fra i due continenti, sono dei…migranti. Magari sono arrivati a New York andando alla deriva su un vecchio barcone rimediato a Lampedusa. Questa donna è ferma ai primi del ’900, a Santa Lucia luntana, a “Partono ‘e bastimente pe’ terre assaje luntane, cantano a buordo; so napulitane.”.

Questa donna è fuori dal mondo, fuori dalla realtà. Finché resta in Italia, pazienza, ormai la conosciamo e sappiamo come giudicare le sue esternazioni buoniste e terzomondiste: le accettiamo con paziente rassegnazione, come si fa con i bambini e con gli anziani che mostrano  i primi segni di alzheimer. Il guaio è che ora va anche all’estero a boldrinizzare il “Nuovo mondo“. Boldrini, Boldrini, fa bene a tornare subito in Italia, prima che ce la rimandino indietro, come si dice dalle nostre parti…a son’e corru! E ci chiedano anche i danni. “Laura non c’è…”, dicono i commessi alla Camera, “E’ in missione speciale in USA.”. Già, è andata a quel paese.  Il guaio è che poi torna; purtroppo.

Papa e migranti

di , 30 Dicembre 2013 01:38

Dice il Papa che accogliere i migranti è un dovere. Ormai quando parla il Papa sembra di sentire la ministra Kyenge o Laura Boldrini. E finisce sempre in prima pagina, come Balotelli e Napolitano. E’ curioso che quelli che giusto qualche anno fa scendevano in piazza per contestare l’ingerenza della Chiesa nella politica, al grido di NO VAT e rivendicando la laicità dello Stato, oggi che il Papa si esprime a favore degli immigrati, dei musulmani e sembra anche lasciar intravedere degli spiragli di apertura nei confronti di gay e lesbiche, sono tutti matti per Francesco.  La sua affermazione “Chi sono io per giudicarli?”, riferita ai gay è quella più citata dalla propaganda sinistra, come se quella frase  giustificasse tutte le aberrazioni sessuali.

Anche oggi sulla Home del Corriere.it c’era lo spazio riservato al Papa: “Permesso, grazie, scusi...”.  Sembrano i versi di una vecchia canzone di Celentano “Prego, grazie, scusi…tornerò...”. Invece, dice il Papa che sono le parole che segnano l’armonia e la pace in famiglia. Mah, sarà, se lo dice il Papa! Ma per tornare ai migranti, se ritiene che accoglierli sia un dovere, perché non li accoglie in Vaticano? E’ uno Stato indipendente, il capo supremo è lui, il Papa, può accoglierli, dargli la cittadinanza, la casa, un lavoro, la scuola, l’assistenza, la pensione, ferie pagate, benedizione apostolica quotidiana e indulgenza plenaria. No?

Magari ci starebbero un po’ stretti, però con un po’ di buona volontà “Aggiungi un posto a tavola...” e ci si sta tutti insieme, da buoni fratelli. In verità un conto è accogliere pochi profughi che scappano da una guerra, altro è accogliere indiscriminatamente e senza limiti tutti i disperati che sognano una vita migliore. Ma qui non si tratta di accogliere pochi profughi. Ormai gli stranieri in Italia sono sei milioni. E di fronte a sei milioni di persone che chiedono lavoro, casa ed assistenza, non si può parlare di accoglienza di profughi; è una vera e propria invasione. Con tutti i problemi che ne conseguono. Soprattutto quando l’Italia non è in grado di garantire una esistenza dignitosa nemmeno ai milioni di italiani senza lavoro.

Santità, se li porti in Vaticano. Altrimenti le sue sono solo chiacchiere e battute buoniste che sono le stesse chiacchiere che sentiamo da parte della Boldrini, della Kyenge e di tutta la propaganda terzomondista che, a parole, vorrebbe accogliere in Italia mezza Africa. Tanto non se li devono portare a casa loro. Questo atteggiamento buonista è quello che solitamente si definisce come  “Fare il frocio col culo degli altri…”.

Grazie, prego, scusi…

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Corsi, ricorsi e varie

di , 12 Agosto 2013 15:50

Quindici giorni fa Usain Bolt ha corso i 100 metri in 9″,85 (Il dramma e la tragedia). Non soddisfatto, ieri ha ri-corso altri 100 metri in 9″,77. Corre, ri-corre, quest’uomo passa la vita a correre. E lo pagano per correre. Chi l’avrebbe detto che correre sarebbe diventato un mestiere. Quando, oltre a pagare per correre, pagheranno anche per stare fermi, parteciperò anch’io. Magari vinco qualcosa.  Intanto nessuno ci ha ancora spiegato l’utilità pratica di correre i 100 metri in meno di 10 secondi. Quando qualcuno riuscirà a trovare una spiegazione soddisfacente pagheranno anche lui. Il nostro corridore si è lamentato perché, durante il riscaldamento, nessuno rideva (Ansa: il rimprovero di Bolt). Dice che i russi sono troppo seri. Ha ragione. Sapendo che, specie in tempi di crisi mondiale,  c’è gente che paga per vedere qualcuno che corre, viene proprio da spanciarsi dalle risate. Se i russi non ridono significa che o non hanno il senso dell’umorismo, oppure non pagano, entrano gratis; sono russi, ma fanno i portoghesi..

Due giorni fa, nel post “Balo news“, dicevo che Balotelli ogni giorno è in prima pagina. E riportavo le sue presenze quotidiane degli ultimi tre giorni. A conferma di quanto detto, anche ieri ecco l’immancabile box riservato al nostro calciatore, in bella evidenza sulla Home del Corriere. “Il meraviglioso mondo di Balotelli” è il titolo che rimanda ad una serie di foto (orribili) della sua casa. Ecco, ne sentivamo proprio la mancanza. Ripropongo la domanda già posta in passato: Balotelli è sempre in prima pagina perché è più bravo, più bello, più simpatico di altri, oppure perché è nero?

IMU sì, IMU no, IMU forse. L’abolizione dell’IMU era l’unica proposta concreta fatta dal PDL al momento dell’accordo di governo col PD. E nessuno, allora, ha avuto niente da ridire. Anzi, sembrava scontato che sarebbe stata abolita. Sono passati tre mesi ed ancora non si sa che fine farà la proposta. Ora, nel PD,  si stanno rimangiando gli impegni. Epifani (abolizione IMU non era in accordi governo), Fassina (no al ricatto sull’IMU), Franceschini (le urgenze sono altre), dicono che bisogna pensare ai poveri ed al lavoro. Ma se così è, come mai il premier Letta ed i suoi ministri, invece che adottare provvedimenti per combattere la povertà e la disoccupazione, hanno discusso ed approvato un decreto (urgente?) sul  femminicidio? E come mai la Boldrini ha già annunciato che, a breve,  si discuterà  la legge sull’omofobia? Qual è il nesso tra femminicidio, omofobia, povertà e lavoro? Le donne vengono ammazzate perché sono povere? I gay vengono insultati perché sono senza lavoro, oppure tutti i poveri sono gay? Oppure i nostri parlamentari hanno le idee un po’ confuse e sono anche leggermente ipocriti? Buona l’ultima.

Ma la situazione è seria. Così seria che la presidente della Camera, Boldrini, è molto preoccupata. Anzi, ne soffre. Eccola in una immagine recente mentre appare molto, ma molto sofferente. Oh, povera donna, quanto soffre. Soffre per i poveri, per gli immigrati, per i casi di femminicidio, per i gay, per i trans, per i profughi, per gli ultimi. Soffre per tutti. Ha la sofferenza innata, in dotazione di serie. Soffre perché, appena eletta, andando in visita a Civitanova Marche, per essere vicina ai parenti di tre suicidati per crisi economica, scoprì che anche gli italiani sono poveri: “Non immaginavo che in Italia oggi ci fosse tanta povertà, tanto bisogno delle cose essenziali“.

Povera donna, se invece che pensare agli africani si fosse occupata anche degli italiani, l’avrebbe scoperto prima. Ma ora ne soffre. Oh, quanto soffre. Soffre tanto che anche gli italiani, vedendola soffrire,  soffrono con lei. E’ tutta una sofferenza generale, un pianto, un fiume di lacrime amare. Certo che, volendo, lei potrebbe alleviare le nostre sofferenze. Per esempio lasciando la Camera e trasferendosi in Africa, magari in compagnia di Walter Veltroni (anche lui disse che avrebbe lasciato la politica e si sarebbe dedicato ad attività umanitarie in Africa). Saremmo tutti più tranquilli ed appagati. Lei, Boldrini, perché sarebbe, finalmente, a diretto contatto con i suoi amati migranti. E noi perché saremmo privati della straziante visione della sua sofferenza.

L’immigrazione, però, continua e sta diventando un’emergenza molto seria. Per fortuna abbiamo dei ministri che hanno le idee molto chiare, sanno come affrontare il problema e presto lo risolveranno. Il premier Letta, quello dalla bocca extra large, ha detto che l’Italia fa la sua parte ed ha scaricato il problema all’Unione europea: “L’Europa deve cambiare passo“, dice. Il problema è drammatico, ma Letta dice che basta cambiare passo; visto che non si può andare avanti così e non si può nemmeno tornare indietro, proviamo ad andare di lato. Così, dopo che l’Europa in passato ha visto il passo romano ed il passo dell’oca, provi con  il passo del granchio. Hai visto mai che funzioni? Geniale questo Letta. Ecco perché ha la bocca così larga; le cazzate escono meglio.

Ma a dare una mano al premier ci pensa il ministro degli esteri, Emma Bonino col suo eterno caschetto biondo con la ciocca sull’occhio destro, quella che ha tanta fantasia e creatività che in tutta la vita non è riuscita nemmeno a cambiare pettinatura (Fuffa di Stato). Anche lei affronta il problema dell’immigrazione ed ha le idee molto chiare. Dice: “Tragedia migranti? Non c’è una soluzione miracolosa”. Fantastico, vero? Nessuno avrebbe immaginato una così acuta analisi del problema. Ma siccome lei non si risparmia, regala ancora un’altra perla. Dice: “Sono persone che scappano per fame o per guerre“. Questa poi è una scoperta degna di un Nobel. Ma come fanno ad avere queste idee geniali? Nessuna persona normale immaginerebbe che questi disperati stiano scappando   dalla povertà, dalle guerre o dalle persecuzioni. Ecco perché lei è ministro e voi no. In verità, a pensarci bene, sono le stesse cose che sentite dire dal barbiere o dal tassista. Ma il barbiere le dice gratis, un ministro ci costa circa 15 mila euro al mese, più annessi e connessi. Tanto vale mandare a casa i ministri e  farci governare dai barbieri; si risparmia un sacco di soldi.

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