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Chiesa e censura

di , 23 Agosto 2017 23:03

Mi censurano? Ed io lo scrivo qui. Ho accennato spesso alla censura sui social e sui siti di informazione, compresi quotidiani in rete. Ormai sono rassegnato, ma certe volte dà veramente fastidio, ci si sente truffati, privati anche del diritto di esprimere le proprie idee. E questo succede spesso quando si esprimono giudizi poco lusinghieri sui politici, il Papa, la Chiesa e quando si critica il contenuto di certi articoli, il pensiero del giornalista,  la linea editoriale  di un quotidiano o i fanno notare banali errori grammaticali e strafalcioni lessicali (cosa he succede più spesso di quanto si pensi). Per esempio, due degli errori più frequenti (e nemmeno tra i più gravi) sono l’uso del termine bagnasciuga (errato) al posto del corretto “battigia” e l’espressione cacofonica “scontro tra treni” invece che “fra treni” (regoletta che una volta si imparava già alle scuole medie). E non parlo del Giornalino delle Giovani marmotte, questi errori li trovate molto spesso anche su prestigiosi quotidiani nazionali come il Corriere. Ma se lo fate notare quasi mai il commento viene pubblicato (non vogliono riconoscere di aver sbagliato). Ma la cosa ancora più incredibile è che, nonostante gli si faccia notare l’errore, non si prendono nemmeno la briga di correggere. Il che dimostra quanta considerazione e rispetto abbiano dei lettori; quasi pari a zero. I media possono riversarci addosso montagne di schifezze, di gossip e pettegolezzi da lavandaie, imporci il pensiero (si fa per dire) di intellettuali di regime, le corbellerie quotidiane delle autorità e dei personaggi di primo piano della cultura e dello spettacolo; ma se vi permettete di lamentarvi, vi censurano; alla faccia dell’art. 21. E’ consentita la libertà di espressione purché sia omologata al pensiero unico di regime. Era anche il pensiero di Stalin. “Siete liberi di esprimervi liberamente, purché siate d’accordo con me.”, diceva ai suoi stretti collaboratori.

O addirittura si rischiano denunce, come ha minacciato di recente Laura Boldrini. Lei può dire tutte le sciocchezze possibili (e infatti le dice speso e volentieri; può permetterselo, è al terza carica dello Stato), ma se vi permettete di risponderle a tono, usando qualche termine non proprio elegante, le critiche diventano insulti e Boldini minaccia di querelarvi (Boldrini contro gli haters: ora basta, vi denuncio). Bene, la censura quotidiana è arrivata anche oggi e, guarda caso, ancora con un commento che riguarda il Papa e la Chiesa. Già, ancora il Papa. Qualcuno dirà che, visto che ne parlo spesso,  ce l’ho con Bergoglio. Io? No, è lui che ce l’ha con me e con milioni di italiani; ed ogni giorno  rilascia dichiarazioni Urbi et Orbi  e consigli non richiesti che riempiono giornali e Tg e  che suonano come un insulto, una provocazione. Ma il vero problema non è Bergoglio (se nessuno gli dà ascolto è innocuo). il problema sono i media che danno tanto spazio  alle sue esternazioni quotidiane e riportano con grande risalto ogni santo giorno tutti gli starnuti del Vaticano e le flatulenze papali.

Anche avantieri, la sua presa di posizione a favore dello ius soli era l’articolo di apertura del Giornale (Sì a ius soli e ius culturae), e di altri quotidiani (ne parlo qui: Il Papa non sta bene), Mi è venuto spontaneo lasciare un commento (questo stranamente l’hanno pubblicato). “Perché ogni giorno c’è Bergoglio in primo piano? Vi siete convertiti tutti al pensiero cattomarxista? E’ una provocazione? Oppure siete così sadici da farlo apposta per rovinare la giornata ai lettori? Ieri, commentando un articolo di Borrelli, dicevo che il suo pezzo era perfetto per l’Avvenire; e gli consigliavo di farsi assumere al quotidiano della CEI dove avrebbe avuto un “avvenire” assicurato. Ma non c’è bisogno, qui si trova benissimo; anzi, Bergoglio ha più spazio qui che su Avvenire. Ogni giorno c’è in home un articolone con i suoi consigli non richiesti. Ormai non c’è differenza; stessa identica noiosa litania buonista. I media di regime (stampa, TV, web) sono un coro di voci bianche che da decenni cantano all’unisono (anche se non se ne rendono conto), ed a reti unificate (Mediaset compresa), l’Inno terzomondista, multietnico e politicamente corretto. “Che noia, che barba, che barba che noia…”, diceva Mondaini.

Ieri, invece, tanto per non privarci della sua faccia in prima pagina,  c’era anche un articolo a firma di Stefano Zurlo “Metodo Bergoglio; il Pontefice che parla da politico“. Basta? No, perché anche il direttore Sallusti si sente in dovere di dedicargli il suo editoriale: “Il golpe del Papa re“.

A questo articolo ho lasciato ieri un primo commento (pubblicato). “Il Papa “ne ha facoltà, fa il suo mestiere.”, dice Sallusti. No, va ben oltre il suo mestiere. Così come, per tutta la durata dei suoi due incarichi presidenziali, è andato “oltre il suo mestiere” Napolitano che ogni giorno interveniva su tutto e tutti, senza che nessuno si azzardasse a farglielo notare. Così come va oltre il suo mestiere Laura Boldrini. Stranamente Gentiloni incontra in segreto Bergoglio, così come ha incontrato in segreto Soros (si è mai saputo di cosa hanno parlato?). E chissà quanti altri incontri segreti avvengono nelle “segrete stanze”, di cui non sappiamo niente proprio perché sono segreti. Le risulta che, solitamente, Bergoglio intervenga su leggi e questioni di politica interna dell’Austria, l’Arabia saudita, il Liechtenstein, o altri paesi? Non mi risulta. Allora perché si permette di farlo con pesanti ingerenze sulla politica interna dell’Italia? E perché nessuno glielo fa notare?”. Del resto, non mi pare che l’Italia dia consigli al Papa su come governare il Vaticano (il cui sistema di governo, a rigore può essere definito totalitario), sui criteri di nomina dei cardinali ed altre sue specifiche competenze. Allora, se noi non diamo consigli a Bergoglio, perché Bergoglio si sente in diritto e dovere di darne a noi?

Ma poiché Sallusti, dicendo che il Papa “fa il suo mestiere“  sembra giustificare Bergoglio, ho voluto chiarire un aspetto che è fondamentale in quello che nei discorsi del Papa sembra essere dettato dal messaggio evangelico e sul quale ho molti dubbi da sempre. Il Papa fa il Papa ed è giusto che lo faccia, ma è il messaggio che è sbagliato. Come dire che se l’oste dice che il suo vino è buono è comprensibile; l’oste fa l’oste. Sì, ma ciò che dobbiamo valutare non è il fatto che l’oste sia libero di esprimere la sua opinione ed il suo giudizio sul vino che vende, ma verificare se la sua opinione corrisponde al vero ed accertare se il vino è buono o è adulterato.  Anche Dulcamara ingannava gli ingenui paesani illudendoli che il suo “specifico” fosse  una  pozione miracolosa,  un rimedio che curava tutti i mali; dal mal di pancia al mal d’amore. E così, per sollevare qualche dubbio sulla qualità del  vino di Bergoglio ho inviato questo breve commento (il limite dei mille caratteri non consente un discorso articolato; bisogna essere sintetici):

La Chiesa ha molte colpe ed errori da farsi perdonare. La prima è che si fonda su una morale da schiavi, sull’esaltazione dei poveri e la beatificazione degli ultimi che saranno i primi, sull’amore per il prossimo, sul perdono delle offese, sul porgere l’altra guancia ed amare il nemico come se stessi, anche se minaccia la tua vita. Con un morale simile un popolo può solo soccombere a chiunque lo attacchi e lo minacci. Ecco perché ci stiamo calando le braghe davanti a quattro sfigati africani che ci stanno invadendo grazie alle nostre stesse leggi ed alla nostra “morale da schiavi”. La nostra tragedia è che siamo in mano ai cattocomunisti. Quindi, alla morale da schiavi cattolica si abbina il progetto mai accantonato dei comunisti che sognano ancora il totale sconvolgimento della società occidentale, con o senza rivoluzione armata. E per realizzarla fomentano e sostengono qualunque situazione favorisca disordini e conflitti sociali. Un mix tragico e letale.”.

L’ho inviato 3 volte, dal pomeriggio alla sera, a distanza di ore,  e non passa. Evidentemente in questo commento c’è qualcosa che non si può dire. Forse non si può dire che: Non è diventando poveri che si aiutano i poveri. non è facendo gli eremiti, i flagellanti o i penitenti di professione che si aiuta il prossimo. Non è amando il prossimo come se stessi e porgendo l’altra guancia che si ferma la violenza. Non è vestendosi di stracci e predicando agli uccelli che si porta la pace nel mondo. Non è con la bontà che si ferma la cattiveria umana. Non è con l’amore che si ferma l’odio. Per aiutare davvero i poveri, i bisognosi, gli ultimi, bisogna  disporre di risorse economiche.  Solo la ricchezza può aiutare i poveri, non la povertà.  Scegliere volutamente di vivere in povertà per sentirsi più buoni, umili e vicini ai poveri, non è da santi, è da idioti. Fare gli eremiti non serve a nessuno, è una scelta inutile, rinunciataria, vigliacca e stupida, da falliti. Non si può generalizzare il messaggio evangelico che va interpretato ed applicato  secondo le circostanze storiche e sociali. Le opere di misericordia vanno benissimo in condizioni normali, ma sono inapplicabili e diventano insostenibili o devastanti per l’individuo e la comunità se portate all’eccesso ed applicate senza tener conto della realtà. “Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati. Vestire gli ignudi. Alloggiare i pellegrini” sono belle parole e vanno benissimo se gli affamati, gli assetati ed i pellegrini sono pochi e non abbiamo difficoltà a fornire cibo e alloggio.

Ma se già abbiamo difficoltà economiche a far quadrare il pranzo con la cena, e   in un tempo molto ristretto ci arrivano in casa centinaia di migliaia di pellegrini africani, è un’invasione che fa saltare tutti gli equilibri sociali, politici, economici, e diventano un gravissimo pericolo per la stessa sopravvivenza di una nazione.  Non si può togliere il pane ed il tetto  ai propri figli per aprire la porta di casa ed offrire vitto e alloggio a tutti i poveri ed i pellegrini di passaggio; questo non è essere buoni, non è messaggio evangelico; sarebbe da idioti.  Chi continua a predicare queste sciocchezze o è uno sciacallo che specula su questa accoglienza  realizzando facilmente grandi guadagni, o è un fanatico rivoluzionario che spera in tal modo di creare conflitti e disordini che favoriscano il totale sconvolgimento della civiltà  occidentale, o è malato di buonismo cronico, la malattia del secolo. Il buonismo è come la droga; altera lo stato di coscienza e fa vedere un mondo diverso dalla realtà. Oppure è semplicemente gente che a causa di qualche grave  psicopatologia che altera le normali funzioni mentali, ha una visione distorta del mondo ed è fuori dalla realtà e pure fuori di testa; che sia Papa o sagrestano. E’ questo che non si può dire?

Ma naturalmente non c’è solo Bergoglio in prima pagina. I nostri quotidiani, per distrarci e alleggerire la tensione, non mancano di fornirci anche notizie leggere che non hanno alcun interesse reale, ma servono benissimo a riempire le pagine.  Così non mancano mai i selfie di Naike Rivelli quasi sempre nuda;le foto di Naike vestita sono più rare delle figurine del feroce Saladino(viene da chiedersi. ma siete proprio così scemi, o fate finta?) e di altre sciacquette in cerca di visibilità, le notizie sulle peripezie sentimentali di Belen Rodríguez  ed i pettegolezzi su tutte le vere o presunte divette, oltre alle immancabili foto sexy che non sfigurerebbero su Playboy (servono come specchietto per le allodole, il richiamo erotico funziona sempre). Ormai questa è la linea editoriale della stampa italiana. Continuo da anni a lasciare commenti critici sull’eccesso di gossip e di foto erotiche su un quotidiano che dovrebbe avere un linea editoriale più seria e non rincorrere Novella 2000 o le riviste porno, ma inutilmente; 4 volte su 5 vengono censurati. Ho dedicato molti post a questo argomento, ne segnalo due per tutti: “Guardi siti porno’” del 2008, e più recentemente, nel 2014 “Pane, sesso e violenza“.

Ecco un esempio di commento che sto inviando da anni, con qualche variazione riferita allo specifico articolo al quale è riferito. Questo l’ho inviato circa una settimana fa per commentare un articolone che in prima pagina sparava questa notizia “Laura Freddi sarà di nuovo mamma“.  Vi interessa la notizia? Ne dubito; credo che la prima risposta  a quel titolo sia “e chi se ne frega?”. Infatti quello è il commento che più spesso lasciano i lettori. Ma i nostri solerti giornalisti gossipari sono convinti che queste siano notizie importantissime per la nazione (o meglio fingono di crederlo, perché su queste gossipate ci campano e portano a casa la pagnotta). Ed ecco il commento: “Ogni quotidiano o periodico ha un suo target di riferimento ed a quel target bisogna attenersi per stabilire la linea editoriale. Non tenerne conto è da…incoscienti. Se si propone ad un pubblico di anziani il gossip sulle peripezie amorose degli idoli di adolescenti e casalinghe disperate o, al contrario, in un settimanale indirizzato agli adolescenti si parla di politica, economia e finanza, si sbaglia target e si rischia la chiusura per fallimento. Questo almeno ve lo hanno spiegato? Oppure avete saltato proprio quella lezione? Peccato. Il lettore medio del Giornale è maschio adulto ed ha già superato da molto la mezza età. Allora, voi pensate che al signor ZXY40, pensionato settantenne della Ciociaria interessi sapere che Laura Freddi è in dolce attesa? Lo pensate davvero? Sì? Allora, cambiate mestiere.”. Questo è passato, ma più spesso questi commenti vengono censurati.

E’ cambiato qualcosa in questi anni? Direi di no, qualunque pretesto è buono per inserire immagini erotiche, sia che vendano auto, frigoriferi o detersivi, l’immagine fissa è sempre quella; una donna più o meno nuda. Ed ecco l’ennesima conferma, anche oggi, sempre in prima pagina.

Bella foto, vero? Sembra proprio presa da una rivista porno. Invece era tutto il giorno nella Home del Giornale (ora è stata tolta). Ma la cosa divertente è che era a corredo di un articolo sui pericoli delle creme per il corpo: “Essere belli costa. perché la crema a buon mercato ci fa venire allergie ed eczemi“.  Potevano usare una foto di mani, braccia, gambe, viso. Invece no, usano la foto di un bel culo in primo piano. Quindi, leggendo il titolo e guardando la foto, si è portati a pensare che si parli di creme specifiche per quella parte del corpo umano. E mi è venuto spontaneo lasciare questo commento (che stranamente è stato pubblicato): “Parlate di creme e mostrate in primo piano la gigantografia di un cul… pardon, di un Lato B (dimenticavo che lo si può mettere in primo piano e mostrarlo in tutti i modi e le diverse angolazioni, ma non lo si può nominare; abbiamo uno strano senso del pudore). Si tratta di speciali creme per uso anale?”. La domanda finale mi sembra più che naturale; “Sorge spontanea“, direbbe Lubrano. No? Ma sì, meglio riderci sopra e prenderla con  ironia. “E’ la stampa, bellezza”.

Il Papa non sta bene

di , 22 Agosto 2017 09:54

Papa Bergoglio dovrebbe preoccuparsi della sua salute. Ad una certa  età è normale cominciare a soffrire di acciacchi senili e ultimamente sembra proprio che non goda di ottima salute.  Magari sarebbe opportuno fare un bel check up completo, per sua tranquillità (e anche nostra). “Senectus ipsa est morbus” (La vecchiaia è essa stessa una malattia)”, diceva Cremete nella commedia Phormio di P. Terenzio Afro. E Luciano De Crescenzo, completando la frase, specificava: “La vecchiaia è una malattia: o ti prende alle gambe o ti prende alla testa“.

Bergoglio sembra essere afflitto da entrambe le patologie. Ricordiamo che spesso è inciampato ed è perfino caduto, dimostrando difficoltà deambulatorie e incertezza sulle gambe. Ma anche mentalmente mostra qualche cedimento, specie quando, invece di occuparsi dello spirito e delle anime dei credenti, parla  non da capo spirituale della Chiesa, ma da sindacalista e si occupa di lavoro, di ferie, di giusto salario, di aziende in crisi e perfino di trasferimenti di sede dei lavoratori. O quando parla da politico, suggerendo la sua particolare ricetta per affrontare l’emergenza immigrazione proponendo di costruire ponti invece che muri ed accogliere tutti i migranti perché sono tutti “nostri fratelli” e costituiscono un’opportunità di crescita. E non lo dice una volta tanto, in particolari circostanze; lo dice e lo ripete quotidianamente da anni, riscuotendo l’applauso della claque delle anime belle della sinistra e dei cattocomunisti in crisi di identità, che recitano la litania dei migranti “preziose risorse“. Allora, parlando di patologie della vecchiaia e del protagonismo papale che interviene su tutti i temi politici, economici, sociali, (roba da far invidia a Napolitano), oltre alle due massime già riportate, viene spontaneo citare un’altra perla di saggezza dal  “De senectute” di Cicerone: “Senectus est natura loquacior.” (La vecchiaia, per sua natura è piuttosto loquace, ciarliera). Curioso, sembrano tutte scritte pensando a Bergoglio. Già, perché quest’uomo racchiude in sé tutte le fattispecie contemplate: ha problemi alle gambe,  alla mente e parla troppo. Di recente, commentando un articolo su Laura Boldrini e la sua mania di intervenire su tutti gli argomenti per dettare la sua personale visione del mondo (è un vizio molto comune nei palazzi del potere),  ho scritto: “Boldrini e Bergoglio hanno lo stesso difetto: parlano troppo, parlano a vanvera e parlano di argomenti che non sono di loro competenza.”.

E’ curioso che Bergoglio riscuota tanto consenso tra gli ex/post comunisti marxisti e mangiapreti, nipotini di quel tale che affermava che “La religione è l’oppio dei popoli“. e che hanno sempre combattuto come la peste la Chiesa, i cristiani ed il Papa. Gli stessi che solo qualche anno fa scendevano in piazza e sfilavano in corteo per rivendicare la laicità dello Stato e protestare contro le ingerenze del Vaticano. Oggi sono in prima fila ad applaudire Bergoglio e citarlo come autorevole fonte di saggezza.  Se oggi i comunisti applaudono il Papa, significa che si sono convertiti? Sono cambiati i comunisti? No, è cambiato il Papa. Ecco perché piace tanto alla sinistra; lo sentono come uno di loro, un compagno. Esempio emblematico è Emma Bonino, una di quelle che, in compagnia di Pannella, l’amico e compagno di tante battaglie, era sempre in prima fila a contestare la Chiesa e che ultimamente è in perfetta sintonia con il Papa e pochi giorni fa è andata proprio in una chiesa a presentare la campagna “Ero straniero; l’umanità che fa bene“, a favore dell’accoglienza dei migranti (Emma Bonino in chiesa).

Che anche lei abbia qualche leggerissimo problema senile lo dimostra il fatto che, proprio presentando questa ennesima campagna a favore degli immigrati, ha affermato calma e serena,  che abbiamo bisogno di accogliere gli immigrati perché “compensano il calo demografico“. Ovvero, siccome nascono pochi italiani, rimediamo importando africani. Come se, per rimediare al calo della produzione di pomodori San Marzano a causa della siccità, importassimo datteri dall’Egitto. La cosa assurda è che lei è la stessa Emma Bonino che ha contribuito in maniera determinante al calo delle nascite con le accanite campagne a favore dell’aborto libero, sia praticando lei stessa l’aborto clandestinamente usando una pompetta da bicicletta (La stessa Bonino ha affermato di averne praticati circa 11.000). Quella stessa Bonino che praticava migliaia di aborti oggi viene a dirci , “Tomo tomo e cacchio cacchio” direbbe Totò, che abbiamo il problema del calo demografico, che nascono pochi bambini e quindi, dobbiamo compensare importando africani. Capito in che mani siamo? Vi sembra che queste siano persone normali? Temo che le pompette, oltre che per aspirare feti, le abbiano usate anche per aspirare il cervello di molta gente. E’ la conseguenza della “fuga dei cervelli“. I cervelli scappano all’estero e qui restano frattaglie varie, coglioni, vecchie zitelle acide e politici rincoglioniti.

Ma torniamo al nostro Papa ciarliero che proprio non riesce a stare zitto nemmeno un giorno. Infatti anche ieri ha sparato la sua ennesima bergogliata: “Sì a ius soli e ius culturae“. Ho scritto molti post su Bergoglio. Inizialmente pensavo di essere io troppo critico nei suoi confronti. Ma col tempo mi sono reso conto che non ero il solo ad avere serie riserve su questo Papa. La conferma veniva leggendo i commenti dei lettori.  Ogni volta che c’è un articolo che riporta le dichiarazioni del Papa i lettori si scatenano e inviano centinaia di commenti. Nessun altro personaggio suscita reazioni così immediate, numerose e  negative; nemmeno i politici più invisi, nemmeno Renzi o Boldrini. Bergoglio sbaraglia tutti, in quanto ad antipatia non ha concorrenti. Trovare un commento positivo e di approvazione nei suoi confronti è come cercare un ago nel pagliaio. E mi riferisco ai lettori del Giornale che è uno dei pochi quotidiani di riferimento dei lettori che si riconoscono in quell’area politica che genericamente definiamo centrodestra; quindi, non proprio degli atei mangiapreti da sezione Lenin o da centro sociale Che Guevara. Anzi, solitamente sono cattolici e pure praticanti. Allora si ripropone la domanda: se oggi tanti cattolici sono critici nei confronti del Papa, è perché i cattolici sono cambiati? No, è cambiato il Papa.

La prova l’abbiamo anche leggendo questo articolo sopra linkato; ma soprattutto leggendo i commenti.  Già ieri sera, erano presenti 344 commenti, così numerosi da aver mandato in tilt il sistema di pubblicazione; infatti, benché siano conteggiati, non vengono visualizzati. Ma non sono nemmeno tutti, perché la pubblicazione dei commenti viene sospesa la sera. Quindi è prevedibile che ci siano ancora centinaia di commenti in attesa di pubblicazione. Per curiosità provate a dare uno sguardo anche veloce a quella sfilza di commenti e provate a individuarne uno che sia positivo; impresa quasi impossibile; sono tutti a base di insulti e considerazioni negative su Bergoglio, come Papa  e come persona. Qualcuno dovrebbe tenere conto dell’opinione dei lettori e non solo delle sparate gratuite dei soliti intellettuali di regime o degli opinionisti da salotto televisivo.

Domenica mattina accendo la Tv e, in diretta, c’è la messa celebrata al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Il celebrante sta tenendo l’omelia commentando un brano del Vangelo. Lo seguo con curiosità perché anche quel brano viene interpretato in maniera strumentale e serve per lanciare il messaggio papale sulla necessità di non innalzare muri, ma aprire le frontiere, cancellare confini e barriere ed aprire all’accoglienza degli stranieri. Come mi aspettavo. In sostanza l’omelia del sacerdote ripete esattamente ciò che va dicendo da anni Bergoglio. Più che un’omelia sembra il solito comizietto terzomondista dl solito trombone di sinistra. Ma non è strano; ormai si fa più politica in chiesa che nelle vecchie sezioni del PCI. Che lo dica un prete è normale (fino a un certo punto).  Ma sono gli stessi concetti, suggerimenti e linee guida che poi esprime anche il presidente del Consiglio Gentiloni, intervenendo al Meeting.  Quasi commovente questa unità d’intenti, questa “corrispondenza di amorosi sensi” fra la Chiesa e lo Stato laico. Procedono in perfetta sintonia; Chiesa, Governo, media, opposizione, destra, sinistra e centro, recitano tuti la stessa litania.  Ormai non c’è differenza; stessa identica noiosa nenia buonista. Compresi i media di regime (stampa, TV, web) che fanno da megafono del potere e riportano quotidianamente le veline dell’ufficio stampa del Palazzo, innocenti ed ingenui come un coro di voci bianche che cantano all’unisono (anche se non se ne rendono conto), ed a reti unificate (Mediaset compresa), l’Inno terzomondista, multietnico e politicamente corretto.

 L’Italia, l’Europa, l’occidente, sono sotto attacco permanente da parte di fanatici islamici  e la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio. L’accoglienza  di centinaia di migliaia di immigrati sta mettendo in crisi l’occidente impreparata a fronteggiare in breve tempo un così  massiccio flusso migratorio e crea i presupporti per una destabilizzazione politica, economica, sociale, culturale e morale che può provocare gravi conflitti sociali e scontri anche violenti. Anche la sinistra, forse a seguito della batosta elettorale, si è resa conto di aver esagerato con la politica accoglientista, ha capito che va contro la volontà degli italiani, che sta perdendo consensi e, quindi, corre ai ripari; tardivamente, ma ci prova. Lo stesso Renzi fino a pochi mesi fa ribadiva che era nostro dovere accogliere i migranti e si diceva orgoglioso dell’opera delle nostre missioni in mare che “salvano vite umane”.  Dopo la batosta ha cambiato refrain e, contrordine compagni,  dice che dobbiamo salvare tuti, ma non possiamo accogliere tutti, e propone il numero chiuso. Anche il ministro Minniti ha capito l’antifona e cerca di far credere che cambia la strategia e cercheremo di fermare il flusso migratorio. Voi ci credete? Io no. Insomma, sia che ci credano davvero o che fingano, tutti sembrano aver capito che non possiamo permetterci di accogliere mezza Africa, sarebbe un peso insopportabile, sia sul piano sociale che economico. Meglio tardi che mai, dicono gli ottimisti. Io direi che  è meglio capirlo prima che dopo. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è inutile. Ed ancora, chi è responsabile di aver favorito questa situazione intollerabile dovrebbe assumersi le responsabilità e, per onestà e coerenza, dimettersi. Ma l’Italia, come dico spesso, è quel paese da farsa in cui tutti rompono, ma nessuno paga.

Bene, in questa situazione non proprio tranquilla sul fronte dell’immigrazione, il Parlamento rilancia l’idea dell’approvazione di una legge sullo ius soli (Pare con l’impegno a discuterla ed approvarla alla ripresa dei lavori, a settembre). Bisogna  essere proprio  incoscienti per proporre la cittadinanza agli stranieri in un momento come questo. E’ quasi una provocazione, un insulto agli italiani. Ma questi Pidioti sono fuori da ogni logica; politicamente sono sempre un po’ borderline. E cosa fa Bergoglio? Insiste nel suo protagonismo e nella mania di dispensare  consigli non richiesti, e  “scende in campo“  a favore dell’approvazione dello ius soli. Ovvero, non esprime saltuariamente  un generico auspicio di apertura verso gli immigrati. No, esprime un giudizio chiaro e netto su una proposta di legge proprio nel preciso momento in cui il Parlamento sta per discuterla. Come un qualunque politico attivo  o  militante di partito. E nessuno gli fa notare che questa è una inaccettabile ingerenza di un capo di Stato straniero in una questione di competenza del Parlamento italiano? Dove sono finiti i NO Vat che sfilavano rivendicando la laicità dello Stato contro le ingerenze del Vaticano?  Scomparsi, in ferie, trasferiti, convertiti?

Allora, che bisogna darsi un mossa e cambiare politica sull’immigrazione l’hanno capito tutti. Tutti eccetto uno: il Papa. Bergoglio, è risaputo,  vive in un altro Stato, il Vaticano. Ma sarebbe meglio dire che vive in un altro mondo. E continua a dire, suggerire, quasi imporre l’accoglienza dei migranti come obbligo morale da trasformare in legge dello Stato. Sì, perché un conto è esprimere la speranza che nel mondo regni la pace e l’amore per il prossimo, altro è cercare di imporre il messaggio evangelico  come principio politico: tutti buoni per legge. Questo è ciò che fa l’islam, assumere come legge dello Stato la legge coranica, la sharia. Si chiama teocrazia e non mi pare che questa possibilità sia contemplata nella nostra Costituzione. Ma se Bergoglio insiste nella sua posizione significa che è fuori dalla realtà. E chi è fuori dalla realtà, di solito, è anche fuori di testa. E quando si è fuori di testa la cosa più urgente è curarsi. Ecco perché Bergoglio dovrebbe rendersi conto che non sta proprio bene, dovrebbe preoccuparsi della sua salute e, almeno per scrupolo, sottoporsi ad accurata visita medica, per il suo bene; ed anche per il nostro.

Figli, uteri in affitto e zio Nichi

di , 29 Febbraio 2016 01:51

Come avere un figlio in tempi di globalizzazione e mercato mondiale.  Semplice: prendi degli spermatozoi lavorati a mano, un ovulo fresco di giornata (in campagna si trovano facilmente), cerca fra gli annunci in rete  un utero da affittare (possibilmente equo canone), unisci tutti gli ingredienti, agita un po’ e aspetta 9 mesi. Amazon garantisce anche la consegna del pupo, tramite drone, direttamente a casa. La notizia di oggi è questa: “E’ nato il figlio di Nichi Vendola”. Difficile commentare l’evento, un po’ perché scappa da ridere, un po’ perché è sempre più difficile restare seri in un mondo in cui ormai non ci sono più limiti alla follia umana; tutto è possibile, tutto è permesso, tutto è lecito e tutto è “normale“. Ci stiamo facendo l’abitudine: l’eccezione è diventata la regola. Dopo il voto favorevole al Senato (grazie a Verdini & C.) sulle unioni civili, ora ringalluzziti dal successo, Renzi e le sue ancelle stanno già pensando a nuove grandi riforme. Maria Elena Boschi già promette nuove concessioni alle associazioni gay “Farò la legge sulle adozioni“. La Serracchiani, per non essere da meno, rilancia un’altra riforma per garantire la cittadinanza a favore dei migranti: “Ora ci impegniamo per lo ius soli“.  In futuro non si sa cos’altro potranno partorire le fervide menti di questa sgangherata classe politica. Non resta che confidare nell’aiuto della Divina Provvidenza. Ma anche su quella, con un Papa  cattocomunista che confonde il Vangelo con il Capitale di Marx, non c’è da fare troppo affidamento. Niente di strano che anche lo Spirito santo si sia iscritto all’Arcigay.

Ma torniamo ai nostri fidanzatini anticonformisti: Nichi è pugliese, mentre il suo amichetto Ed Testa è canadese.  Oggi anche le coppie sono “global“. Così, sulla strada tracciata da Elton John,  hanno deciso di avere un figlio. Avevano già espresso il desiderio anni fa (Vedi “Saldi estivi“). Ma non avendo troppa dimestichezza con il genere femminile, l’accoppiamento lo faranno a distanza; gli spermatozoi li mandano per posta aerea.  E siccome oggi il mercato globale ha abbattuto tutte le barriere e su internet si trova tutto, ecco che si danno da fare per realizzare il loro sogno, avere un bambino. A quanto pare la strada seguita è un po’ tortuosa, ma il risultato è garantito. Hanno prenotato l’ovulo di una donna americana, l’hanno fecondato con gli spermatozoi italo-canadesi di Ed,  hanno preso in affitto l’utero di una donna indonesiana che ha fatto da incubatrice e  dopo i tempi regolamentari, ha partorito in California. Poi il pupo lo registreranno  in Canada, dove riconosceranno a Nichi la paternità.  Ed il gioco è fatto, perfetto esempio di un figlio “global”, fatto un po’ qui, un po’ là. Poi non resta che aspettare fiduciosi perché , come dicevo sopra, la Boschi ha assicurato che questo sarà il prossimo impegno del governo. Chiaro il procedimento? Volete un bambino? Facile, cercate su e-bay, lì si trova tutto, anche in offerta. Magari ci sono i cataloghi dove scegliere ovuli, uteri  e spermatozoi di prima qualità. Vedi “Mi presta l’utero?”.

Resta un dubbio. Nichi non può essere o considerarsi il padre, perché  il padre biologico è il fidanzatino Ed. Ma allora se Nichi non è né padre, ed ancor meno è la madre, con  quel bambino non ha nessun rapporto o legame di sangue. Quindi quei titoli di stampa che annunciano che Vendola è diventato padre sono falsi, sotto tutti i profili. Incredibilmente, però, lo fa anche il Giornale che, nonostante sia schierato contro le unioni civili e le adozioni gay, titola “Vendola diventa papà“, e nel sottotitolo insiste “Il figlio avuto da Vendola con l’utero in affitto…”. Anche il Giornale, senza rendersene conto, ha finito per omologarsi al pensiero unico politicamente corretto. Su gay, rom, migranti, coppie omosessuali, ed argomenti correlati, già da tempo usano lo stesso linguaggio e la stessa terminologia della sinistra, di Boldrini, Kyenge, Concia, Scalfarotto, l’Arcigay e Luxuria.

Solo pochi anni fa, in un’Italia non ancora rimbambita dalla propaganda gay e dalle teorie gender, nessuno si sarebbe sognato di fare un titolo simile. Vendola non è padre e non ha avuto nessun figlio; il padre biologico è Testa. Vendola, al massimo, e solo come segno di rispetto all’amico del padre, può essere chiamato “zio Nichi”.

P.S.

Giusto per la cronaca sarà bene sapere che  soddisfare l’istinto materno dei nostri fidanzatini è costato una cifra che oscilla tra 135.000 e 170.000 euro: “Quanto ha pagato il figlio Tobia“. Anche Libero casca nell’errore di parlare di “figlio” di Vendola. A dimostrazione di quanto dicevo; ovvero che ormai tutti si adeguano al lessico dell’Arcigay. Ora finalmente il nostro “Zio Nichi” potrà dedicarsi completamente ad accudire il pargoletto del suo amico, visto che da poco tempo, come ex deputato ed ex presidente della regione Puglia, è a tutti gli effetti un Baby pensionato, a soli 57 anni e con ricco vitalizio di 5.600 euro al mese (Vedi “Nichi, il baby pensionato; alla faccia vostra“).

Piccola osservazione per quelli che credono davvero che quando questa gente si batte per le unioni omosessuali e per i diritti delle coppie gay, (compresa l’adozione o l’utero in affitto, perché tanto, prima o poi, ci si arriva) stia lottando per il diritto della gente comune. Sì, se per gente comune si intende chi può spendere 150.000 euro per affittare un utero. Ma del resto oggi chi è che non ha 150.000 euro a disposizione per togliersi qualche sfizio? Oppure, come faceva Elton John nel 2011, far arrivare dall’America ogni giorno il latte della mamma biologica per il bimbo (Elton John, il latte materno via Fedex: spedizioni quotidiane per allattare il piccolo Zachary). Ma per un figlio si fa questo ed altro. Già, basta avere i soldi per farlo.

Democrazia in coma profondo

di , 19 Febbraio 2015 12:54

La democrazia è morta. Se non è ancora morta, è moribonda.  E se non è moribonda, comunque, sta molto male. Spesso ho sollevato qualche dubbio sul valore della democrazia; non solo sul principio che ne è alla base, ma soprattutto sulla sua attuazione pratica che, nella sua forma involutiva e decadente, ha ben poco a che fare con il concetto di governo del popolo. Ma ammettiamo pure che sia il miglior sistema possibile. Ammettiamo pure che l’Italia si regga su un sistema democratico. Bene, ma almeno applicatela questa democrazia, visto che ne decantate tanto le lodi. Sarebbe ancora accettabile se almeno i principi democratici trovassero attuazione pratica, così come dettato dalla Costituzione. Ma non è questo che accade. Vediamo una democrazia sbandierata solo a parole, ma tranquillamente disattesa nei fatti da una classe politica che sfrutta i meccanismi della rappresentatività per farsi eleggere in Parlamento e che poi si arroga il diritto di governare, non solo non rispettando il mandato dei cittadini, ma operando contro la stessa volontà popolare.

In questi ultimi anni, purtroppo, abbiamo continuamente prova di questa involuzione e regressione ad un sistema che se non è ancora totalitario poco ci manca, ma certo è più simile ad una oligarchia politica, economica e culturale, piuttosto che ad un sistema democratico.   L’Italia è in mano a pochi soggetti politici che scelgono, con criteri sconosciuti ai comuni mortali, i nominativi dei candidati da eleggere in Parlamento, scelgono le alleanze, gli accordi e la linea politica, senza alcun rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, anzi operando “contro” la volontà popolare. L’esempio più eclatante è costituito dalle norme in materia fiscale. I cittadini non hanno certo mandato in Parlamento i loro rappresentanti perché aumentino le tasse già insostenibili o perché inventino nuove norme e adempimenti burocratici che avvolgono l’intero settore produttivo come una ragnatela mortale. Eppure i governi mantengono intatte quelle norme, anzi inventano sempre nuovi balzelli. E la volontà popolare? Non pervenuta. E la democrazia? Momentaneamente sospesa.

Un altro splendido esempio, purtroppo attuale e drammatico, è la assoluta incapacità (ma meglio sarebbe dire mancanza di volontà) di fermare o regolare i flussi migratori. Lo scorso anno, con la geniale invenzione della missione Mare nostrum, voluta da Enrico Letta, ne sono arrivati 170.000, più di quanti ne fossero arrivati complessivamente nei 3 o 4 anni precedenti. E gli sbarchi continuano senza interruzione. Solo negli ultimi 5 giorni ne sono arrivati, soccorsi dai mezzi della Marina, più di 4.000. E siamo a febbraio. Cosa succederà con l’arrivo della bella stagione? Quanti ne arriveranno quest’anno? Possiamo ancora accogliere altre centinaia di migliaia di immigrati? E chi pagherà le spese di soccorso in mare, di accoglienza, di vitto e alloggio? Chi garantirà loro l’assistenza sanitaria, un lavoro, una casa? Possono garantire e sostenere le spese gli italiani che già sono disperati per fabbriche e aziende che chiudono, per la disoccupazione e la povertà in crescita continua, per la crisi senza via d’uscita? L’Italia è già ridotta alla fame, ma continua ad importare affamati. Follia pura.

Anzi, cosa ancora più grave, non è solo follia, è lucida consapevolezza criminale, è volontà di favorire l’immigrazione considerandola, come viene spesso ripetuto, un dovere umanitario ed “una preziosa risorsa” per la nazione. Non solo non hanno alcuna intenzione di fermare l’immigrazione incontrollata, ma fanno di tutto per favorirla, agevolarla, incentivarla. Il varo di quel servizio taxi Libia-Italia, ad opera dei mezzi della Marina, voluto dall’ex premier Enrico Letta, è l’esempio lampante. Ma per incentivare ulteriormente gli arrivi hanno anche abrogato il  reato di immigrazione clandestina ed ora promettono (lo ha annunciato Renzi proprio nei giorni scorsi) di garantire la cittadinanza a tutti con lo ius soli. Stiamo facendo di tutto per attirare mezza Africa in Italia, manca solo il lancio di una campagna pubblicitaria, con volantini e spot in televisione, al motto di “Venite in Italia, c’è posto per tutti. E paghiamo noi“. Stanno favorendo l’invasione dell’Italia da parte di centinaia di migliaia di disperati senza arte, né parte, tutta gente che poi dovremo assistere a spese nostre. Questo stanno facendo, e lo fanno “contro la volontà degli italiani” che vedono ogni giorno aumentare il rischio sicurezza nelle città a causa di immigrati senza lavoro e senza dimora, che  per campare non hanno altra risorsa se non delinquere.

Stanno favorendo ed incentivando l’immigrazione contro la volontà degli italiani che devono sostenere costi elevatissimi, che pagano con tasse ormai insostenibili, per accogliere questi immigrati, assisterli, garantirgli vitto e alloggio in centri di permanenza o in hotel 3 stelle con piscina, dove hanno colazione, pranzo e cena garantiti, biancheria, abbigliamento, lavaggio, stiraggio, ricariche telefoniche, sigarette, paghetta settimanale e televisione con parabola per vedere il campionato di calcio africano, altrimenti protestano (non sono corbellerie messe a caso, sono tutte notizie prese dalla cronaca quotidiana e riportate dalla stampa). Il tutto alla faccia di milioni di precari, disoccupati, pensionati al minimo che campano con meno di 500 euro, mentre questi ci costano cifre intorno a 1.000 euro al mese. E se si tratta di minori la cifra è anche superiore. Se questa non è pura follia, cos’è?

Questo sfacelo viene consumato, lo ripeto,  contro la volontà del popolo. Questa non è più democrazia, è una truffa camuffata da ideali umanitari e col pretesto del rispetto degli accordi internazionali. Ma se gli accordi internazionali sono insostenibili, si cambiano, si abrogano le norme, si modificano. Una norma che garantisce l’asilo politico può essere valida per singoli casi, o piccoli gruppi o minoranze; non si può pretendere di applicarla alla migrazione di massa di milioni di persone. Questo non è asilo politico, non è accoglienza di profughi e perseguitati, non è opera umanitaria; l’arrivo in massa di centinaia di migliaia di persone si chiama “invasione“.

Eppure cercano di convincerci, con la continua manipolazione dei media e l’uso strumentale dell’informazione, che non abbiamo altra scelta, che è nostro dovere accogliere chiunque decida di venire a farsi assistere e mantenere in Italia a spese dei cittadini. E’ una truffa che frutta milioni di euro alle cooperative e associazione che si occupano di immigrati e Rom. Lo abbiamo scoperto di recente con lo scandalo di Roma capitale, quando è venuto alla luce il giro di affari milionario delle cooperative controllate da Buzzi, quello che diceva che con gli immigrati si guadagna più che con la droga. Ecco spiegata la grande carica umanitaria della sinistra: gestire il traffico di migranti, perché garantisce introiti milionari alle cooperative rosse  bianche e arcobaleno e, in prospettiva, quando concederanno la cittadinanza a tutti (ci stanno lavorando), creare un grande bacino di potenziali elettori di sinistra.

E quando sentite esponenti politici di sinistra, buonisti e terzomondisti, che affrontano il tema dell’emergenza immigrati, non illudetevi. Non stanno pensando di fermare gli sbarchi. No,  propongono di migliorare e potenziare l’operazione Mare nostrum per soccorrere prima e meglio i barconi. Propongono maggiori interventi sociali e chiedono nuovi finanziamenti, dal governo e dall’Unione europea (come se scendessero dal cielo, come la manna, ma sempre soldi nostri sono, anche se nessuno lo dice chiaramente), per migliorare e potenziare le strutture di accoglienza, garantire nuovi e migliori servizi ed approvare norme che favoriscano l’integrazione. Ovvero, dargli un’occupazione, scuole, assistenza, sanità, un lavoro, una casa; dove il lavoro e la casa per milioni di italiani sono ancora un sogno.  Questo hanno in mente, altro che fermare l’immigrazione. Follia pura, a spese degli italiani.

Questa non è opera umanitaria, non è rispetto degli accordi internazionali, è una truffa, è falso ideologico. Una truffa che sta costando molto cara agli italiani. Ed ancora di più ci costerà in futuro, con l’invasione in massa di africani e arabi, in gran parte musulmani, che hanno il preciso scopo di disgregare e destabilizzare la società. E’ una gigantesca truffa ai danni degli italiani compiuta da una classe politica incapace e corrotta, ormai moralmente delegittimata, che non è stata  nemmeno eletta, ma nominata dalle segreterie di partito, che non rappresenta più i cittadini e che continua a governare calpestando il principio fondamentale della democrazia, il rispetto della volontà popolare. Hanno tradito la democrazia, la Costituzione, l’Italia e gli italiani.

Ed il primo a tradire è stato Napolitano, quando prima ha nominato Monti senatore a vita, per poi affidargli l’incarico di formare il governo, senza che fosse stato eletto, né votato dal popolo. Poi, quando Bersani, vincitore delle elezioni e, quindi, premier indicato dal popolo, non è riuscito a formare un governo, Napolitano, invece che indire nuove elezioni,  ha incaricato Enrico Letta, in evidente dispregio dell’indicazione appena scaturita dal voto popolare. Ed infine, con decisione molto discutibile, dopo una riunione della direzione PD in cui il neo segretario Renzi sfiduciava Letta, ha dato l’incarico allo stesso Matteo Renzi, anch’egli non votato, non eletto e nemmeno candidato, forte solo di una vittoria alle primarie che lo ha portato alla segreteria del partito. Ma aveva vinto solo le primarie, non le elezioni politiche. Non è stato scelto dagli elettori, ma solo dai compagni di partito. Non è stato indicato come capo del governo dagli italiani, ma da Napolitano. E così, tomo tomo e cacchio cacchio, senza pagare pegno, senza passare per il via e senza vergogna, passa direttamente dall’ufficio di sindaco di Firenze alla poltrona di Palazzo Chigi. E la democrazia, la scelta diretta del candidato premier, il rispetto della volontà popolare? Per il momento tutto sospeso, accantonato, la via maestra della democrazia è momentaneamente interrotta per lavori in corso. Fino a nuove comunicazioni sulla percorribilità democratica.

Se questo non è tradimento dei principi della democrazia, cos’è? E questi governi, non voluti e non votati dal popolo stanno governando e si apprestano a fare riforme costituzionali in aperto contrasto con la volontà degli italiani e contro l’interesse nazionale. Stanno aprendo le porte dell’Italia al nuovo cavallo di Troia che è l’immigrazione incontrollata di chi ha già ripetutamente dichiarato guerra all’occidente, alla nostra cultura, alla nostra civiltà, di chi predica la jihad, la guerra santa contro gli infedeli. Stanno consegnando le chiavi della città e dell’Italia al nemico che ci  invade; contro la volontà del popolo. Se questo non è tradire la democrazia, cos’è? Se questo non è alto tradimento della patria, cos’è? Una volta i traditori della patria finivano al muro. Oggi finiscono in televisione a vendere ideali di seconda mano, buonismo ipocrita ed interessato, a fare accoglienza e beneficienza con i soldi degli altri e piazzare  patacche di ogni genere,  come piccoli truffatori di periferia, rubagalline o ciarlatani da fiera paesana. E forse, dietro l’apparenza rassicurante ed ingannevole, lo sono davvero. Purtroppo per noi.

News 2014

di , 3 Gennaio 2014 20:36

Cominciamo bene. Una delle prime notizie di questo nuovo anno mi ha messo di buon umore. E speriamo che sia di buon auspicio. Eccola. “Balotelli va in Turchia?”.  Sembra, che il nostro super Mario, super valutato, super pagato e super presente su tutti i media, voglia lasciare il Milan per andare a giocare nella squadra turca del Galatasaray. Magari! Così ce lo leviamo dalle pall…dai palloni una volta per tutte. Pensavo di essere io a non essere proprio un estimatore (è un eufemismo) di questo calciatore. Ma sbagliavo. Basta leggere i commenti a questa notizia, nella pagina linkata, per rendersi conto che questo giovanottone strapagato sta sulle pall…sui palloni alla maggioranza degli italiani. Così, speriamo davvero che vada in Turchia. Ma, soprattutto, che ci resti il più a lungo possibile.

Primarie e buffonarie. Come tutti sanno il Partito democratico ha fatto le sue brave primarie per eleggere il segretario nazionale. Ormai in casa PD le primarie vanno come il pane. E sono motivo di orgoglio per i militanti che le sbandierano come prova di vera democrazia interna. Bene, di recente hanno fatto le primarie anche in Sardegna per eleggere il candidato alle prossime elezioni regionali che si terranno il 16 febbraio. Ha vinto Francesca Barracciu. Ma a causa di dissensi interni pochi giorni fa ha dovuto rinunciare alla candidatura. Ma non era stata votata dalla maggioranza degli elettori del PD? Certo, ma evidentemente talvolta la tanto sbandierata “democrazia” del PD va in crisi. Così, ormai in pieno clima elettorale, mentre tutti gli altri partiti hanno già definito le candidature, il PD sardo è ancora in alto mare, senza un candidato proprio (Regionali: cinque candidati in corsa. Il PD deve ancora scegliere il nome). Buffoni. Visto che le primarie non sono servite a nulla, faranno le secondarie? Non, non c’è più tempo. E allora? Forse faranno le “Buffonarie“. Se questa è serietà!

Le sentinelle dormono. Mentre il PD sardo naviga a vista, in campo nazionale, invece, il nuovo segretario, Renzi, ha le idee molto chiare. Ha già detto che i punti prioritari che il governo Letta dovrà affrontare con urgenza sono la riforma elettorale, lo ius soli e le unioni civili. Bene, così dando la cittadinanza a tutti gli stranieri e favorendo le unioni fra omosessuali, risolviamo la crisi. rilanciamo l’economia e diamo lavoro a milioni di disoccupati. Saranno felicissimi i cassintegrati del Sulcis. No? Ma il segretario del Nuovo cento destra, Angelino Alfano, ha risposto subito che su unioni civili e ius soli non è d’accordo. Per tutta risposta i senatori PD affermano che andranno avanti anche senza il suo consenso.

Ormai, dopo la rottura con Berlusconi questi quattro gatti del Nuovo Centro destra, nel governo Letta non contano più nulla. Forse non l’hanno ancora capito o non vogliono prendere atto del loro fallimento. Ma è solo questione di tempo. La dimostrazione l’abbiamo già avuta. Disse Alfano che sarebbero stati le “Sentinelle delle tasse“. Balle! Intanto non hanno fatto nulla per bloccare il pagamento della seconda rata IMU (in tutti quei Comuni che avevano aumentato l’aliquota). E poi nulla hanno fatto per bloccare tutta la serie di nuovi aumenti che graveranno sui cittadini nel nuovo anno. Mentre Letta & Co. approvavano la Legge di stabilità, con tutti i nuovi balzelli, le sentinelle delle tasse dormivano. Ora l’unico dubbio è questo: quanto tempo impiegherà Alfano a capire che lui e le sue quattro “sentinelle” contano quanto il due di picche?

Letterine di fine anno. E’ consuetudine che a fine anno i bambini scrivano le letterine a Babbo Natale. Poi crescono, diventano adulti e smettono di credere a Babbo Natale. Ma non tutti,  quelli che anche da adulti credono ancora  nelle favole continuano a scrivere letterine non più a Babbo Natale, ma a “Babbo” Napolitano e Papa Francesco. Il Papa risponde ai suoi “amici di penna” chiamandoli direttamente al telefono. Lui chiama tutti, bambini, disoccupati, edicolanti e calzolai in Argentina. Oggi ha chiamato pure le Carmelitane scalze spagnole, rimproverandole perché non hanno risposto subito al telefono (Papa chiama convento, ma non risponde nessuno). Napolitano, invece, preferisce rispondere con messaggi video. Così, durante il suo messaggio di fine anno alla Nazione, invece che affrontare temi seri ed urgenti, ha menzionato alcune delle  lettere che riceve quotidianamente dai cittadini. Circa un terzo del suo intervento lo ha dedicato a questi messaggi. Sembrava l’angolo delle lettere al direttore o la rubrica della contessa Clara. Del tipo “Sono Samantha da Ravenna, cosa posso fare per eliminare i fastidiosi brufoli giovanili?”.

Ed a tutti il nostro Presidente ha dedicato un pensiero ed una risposta. Vi sembra questo messaggio di fine anno agli italiani, a reti unificate,  degno di un Presidente della Repubblica? E’ per sostenere un Presidente e la sua reggia dorata che ci costa quasi 300 milioni di ero all’anno che gli italiani pagano le tasse?  (Napolitano chiede sacrifici, ma vive in una reggia). Eppure i media hanno esaltato il suo discorso, gridando al miracolo degli ascolti in crescita rispetto allo scorso anno: + 2.8%. Una balla grande come un palazzo, quello del Quirinale. Come tutti i media hanno riportato a fine anno, la stragrande maggioranza degli italiani, circa il 75%, contrariamente agli anni scorsi, non è andata in vacanza, né ha festeggiato il Capodanno al ristorante. Gli italiani hanno festeggiato a casa. Il che significa, ai fini degli ascolti, che essendo aumentati i potenziali ascoltatori di alcuni milioni, la percentuale del 2.8% è molto inferiore a quella che avrebbe dovuto essere tenuto conto che gli spettatori sono stati molto più numerosi rispetto all’anno scorso.

Quindi, gli ascolti in percentuale non solo non sono aumentati, ma sono diminuiti di molto. Ed anche il numero di spettatori effettivi, quasi dieci milioni, non è niente di eccezionale: E’ esattamente lo stesso numero che faceva “L’isola dei famosi” o il “Grande fratello“.  Non c’è da essere particolarmente orgogliosi se Napolitano fa gli stessi ascolti, “a reti unificate“, di Maria De Filippi su una sola rete! Questa è la solita maniera di stravolgere anche i numeri pur di manipolare la realtà a proprio uso e consumo, specie quando si tratta di sostenere “Re Giorgio“. Vergogna. Soprattutto per giustificare un discorso presidenziale che più che un messaggio agli italiani ricordava la posta del cuore di Grand Hotel o la rubrica dei cuori solitari di Zia Sally… (Video: Enrico Montesano, Zia Sally)

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Urgenze e priorità

di , 12 Luglio 2013 15:13

Ovvero; l’Italia, la crisi e Johnny Stecchino. Che siamo in crisi profonda l’hanno capito anche i bambini delle materne. Quindi non ci ripetiamo. Ci si aspetterebbe, però, che davanti alla drammaticità degli eventi, il governo adottasse seri provvedimenti per combattere la crisi. Ed invece di cosa discutono ?  Ecco alcune iniziative emblematiche dell’impegno del governo.

1) Pochi giorni fa  la Commissione giustizia della Camera ha dato il via libera al testo del ddl sull’omofobia (vedi News ANSA). Non c’è bisogno di sottolineare l’importanza di questo ddl che sarà un vero toccasana per l’economia nazionale.

2) Oggi leggiamo di un altro fondamentale passo avanti: “Basta ai figli di serie B“. D’ora in poi non ci saranno più distinzioni fra figli legittimi e naturali. “E’ un grandissimo fatto di civiltà“, proclama con grande orgoglio il premier Letta. I minatori del Sulcis ora saranno rassicurati e guarderanno al futuro con rinnovata fiducia, grazie a questo provvedimento.

3) Ancora oggi la ministra di origine congolese Kyenge ha ribadito l’impegno per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina ed il riconoscimento della cittadinanza agli stranieri, ma secondo uno “ius soli temperato” (?). Nell’occasione ha anche specificato che in merito all’immigrazione bisogna valutare “i costi ed i benefici“. E’ sempre convinta, come ha detto in passato, che gli immigrati siano “preziose risorse“. Se sono gli stessi immigrati a dire che gli immigrati sono una risorsa bisogna crederci. No? E’ come credere all’oste che decanta la bontà del proprio vino.

4) Anche i grillini del M5S sono impegnatissimi a portare in Parlamento proposte serie e fondamentali per superare la crisi. Ecco l’ultima: “Mediaset non ha la concessione per trasmettere”. Sono le grandi scoperte dei grillini. E promettono verifiche e controlli per accertare se sia vero. Prima sparano le cazzate, poi si accertano se ci sia un qualche fondamento di verità o no. Ragazzi, questa è serietà! E annunciano che, se fosse vero, chiederanno alla Guardia di finanza di chiudere le reti Mediaset. Così manderebbero a casa alcune decine di migliaia di lavoratori. Mi sembra un’ottima idea per combattere la crisi e la disoccupazione. No?

5) Tre parlamentari del PD (Monica Cirinnà, Silvana Amati e Manuela Granaiola), hanno presentato un ddl su “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana“. In pratica si prevede l’obbligo per mense, ristoranti e bar di avere nel menu ricette vegetariane e vegane. Per i trasgressori multe salate, da 3.000 a 18.000 euro, sospensione dell’esercizio e revoca della licenza. E non basta offrire una comune insalatina. No, i cibi devono “assicurare un apporto bilanciato così come indicato dalla scienza ufficiale in materia di nutrizione e considerando i progressi scientifici“. E ancora, “le uova presenti nelle preparazioni vegetariane devono provenire da galline allevate con metodo biologico o allevate all’aperto“. Basta così? No, la cucina vegetariana deve essere anche insegnata nelle scuole ed istituiti alberghieri.

E per chiudere in bellezza, ecco la conclusione: gli studenti delle scuole alberghiere “nell’esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza a seguire le lezioni didattiche pratiche riguardanti alimenti di origine animale“. Per promuovere l’insalata si scomoda addirittura la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo! Sembrano battute da Zelig, ma purtroppo sono vere. E per avere queste geniali pensate questa gente sta in Parlamento a 15.000 euro al mese, più annessi e connessi. Alla faccia dei cittadini disperati che non sanno più come sopravvivere.

Bene, questa è tutta gente seria che siede in Parlamento (lautamente retribuita per risolvere i problemi del Paese) , che fanno parte di importanti Commissioni, sono presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari che si presentano come rivoluzionari e vogliono portare onestà, correttezza, serietà, capacità, merito e competenze in Parlamento. Ed in tempi di crisi drammatica fanno queste proposte. Non ce n’è uno, nemmeno per sbaglio, che abbia uno straccio di idea, anche usata, di seconda mano o presa ai saldi estivi, al mercatino rionale o alla sagra delle idee vintage. Niente, nemmeno un’idea taroccata di provenienza cinese. Buio totale. L’Italia è nella merda, le aziende chiudono, crescono i disoccupati, ci sono milioni di poveri,  la gente si suicida e questi parlano di omofobia, figli naturali, ius soli, vogliono chiudere Mediaset e si occupano di diete vegetariane.

La nostra classe politica ricorda tanto quella famosa scena da Johnny Stecchino in cui l’avvocato del boss accompagna Benigni in macchina e si lamenta per il fatto che la Sicilia, e Palermo in particolare, abbiano una cattiva fama nel mondo a causa di problemi gravissimi, il più importante dei quali è…la mafia? No, il traffico. 

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