Articoli corrispondenti al tag: grillini

Gender e ghigliottina

di , 1 Agosto 2017 15:26

Piccoli grillini crescono“, si potrebbe dire. E’ quello che viene in mente leggendo questo articolo “Così la scuola fabbricherà piccoli grillini gay friendly“. Sono alcune delle linee guida della politica del M5S. A cominciare dalla scuola, perché è li che è più facile manipolare le menti dei bambini che, incapaci di opporre valutazioni critiche all’insegnamento, assorbono tutto come spugne. E’ il primo intervento di ogni regime totalitario; il controllo della scuola. E cosa insegneranno di bello per indottrinare i bambini e farli diventare dei perfetti piccoli Balill…pardon, grillini? Per cominciare, stop alle scuole private; solo scuole pubbliche. Poi educazione alimentare ed ambientale. Magari con particolare insistenza su diete vegetariane o vegane (La “sindaca” di Torino, Appendino, ha già sperimentato una settimana di dieta vegana nelle scuole piemontesi).

Ed ecco il fulcro, il perno della pedagogia grillina: “L’ambizione più grande è formare cittadini che rispettino e valorizzino le diversità, che includano le minoranze e promuovano la cultura della tolleranza. Per questo motivo i nuovi percorsi interdisciplinari di educazione all’affettività e alla parità di genere sensibilizzeranno i nostri studenti sulla necessità di accettare e rispettare tutte le differenze.”. In pratica la diffusione delle teorie gender; cosa che stanno già facendo da tempo nella scuola. Ed a seguire cambiare radicalmente usi, costumi, abitudini, stili di vita degli italiani. Basta automobili, sostituite dalla “mobilità dolce” (poi ci spigheranno cosa vuol dire; intanto è sconsigliata ai diabetici): “L’obiettivo è diminuire il numero dei veicoli privati in circolazione.”. Immagino la gioia di Marchionne.

Sembra una di quelle idee strampalate di cui ho accennato nel post “Pesci d’aprile“. In particolare quella di un certo ministro dei trasporti, Giancarlo Tesini, che riporto: “Mi ricorda un’altra pensata geniale di un ministro dei trasporti di molti anni fa. Per ridurre il traffico cittadino e l’inquinamento ebbe la geniale idea di consentire la circolazione alle auto solo con 4 persone a bordo. Non è uno scherzo. Era Giancarlo Tesini, ministro dei trasporti nel governo Amato nel biennio 1992/’93.  Avete idea di quali sarebbero state le conseguenze di una simile legge? Per uscire in auto, magari per una urgenza, avreste dovuto caricarvi la mamma, la nonna paralitica e il portinaio, oppure pagare dei passanti per accompagnarvi. A Napoli si sarebbero inventati subito una nuova professione “I passeggeri accompagnatori; anche festivi, prezzi modici“. Per fortuna l’idea non fu nemmeno presa in considerazione.“. Una “Tesinata pazzesca“.

Insomma, vogliono rifare un mondo a misura di grillini. Uno Stato etico che controlla tutto e tutti e forgia le menti fin dall’asilo per ottenere il prototipo di perfetto “cittadino” (così si chiamano fra loro: manca solo l’adozione della ghigliottina, ma ci arriveranno). Sull’esempio del vecchio motto fascista “Libro e moschetto, fascista perfetto” introdurranno il nuovo testo unico ad uso delle scuole del Regno…pardon, della Repubblica. Ovviamente, vista la loro predilezione per l’informatica, il motto sarà così modificato “Web e dischetto, grillino perfetto“.

Ma il fallimento dell’URSS, non ha insegnato nulla? Il Venezuela ed il fallimento del socialismo in stile cubano non vi dicono niente? Il tragico fallimento di ogni ideologia che ha tentato di creare uno Stato etico non basta?  Questi ragazzotti di belle speranze sognano di costruire il mondo a misura della loro fantasia adolescenziale e confondono la politica con i giochi di società. Ma un conto è governare una nazione, altro è giocare a Monopoli. E’ un tragico errore che nella storia dell’umanità hanno commesso in tanti; e tutti con esiti catastrofici. Poi, appena crescono, lasciano il Monopoli e si scontrano con la realtà, vanno in crisi e si rendono conto della loro completa inadeguatezza, impreparazione, incapacità di risolvere anche i problemi più elementari.

Ma la colpa non è dei dilettanti allo sbaraglio finiti in Parlamento; la colpa è di chi ce li manda. La colpa del degrado di Roma non è di Virginia Raggi, ma di chi l’ha votata. La colpa non è di un comico che da un giorno all’altro si inventa politico e pensa di cambiare il mondo al grido di “Vaffanc…”. La colpa è di chi ne ha consentito, anzi favorito, il successo, portando gli italiani all’esasperazione ed al totale distacco dalla politica (ci dice niente il 50% circa di astenuti ad ogni tornata elettorale?) e lo vede come ultima ratio contro il totale degrado di una nazione allo sbando. La colpa è di quella classe politica incapace e corrotta che oggi lo contesta, perché teme di perdere in tutto o in parte il proprio potere, ma che ne è la causa scatenante, la ragione della sua nascita. Come i vermi nascono dalla carne putrefatta, così il grillismo nasce dalla putrefazione della democrazia.

Ed infine il grillismo è l’ultimo germoglio di una pianta dura a morire, quella della  strampalata e nefasta ideologia figlia di “Liberté, egalité, fraternité”, del tanto sbandierato principio “una testa, un voto” (sulla carta; in pratica “Tutte le teste sono uguali, ma alcune teste sono più uguali delle altre”, come direbbero i maiali di Orwell), degli esiti non digeriti di Rousseau e della “Volontà generale”, di Proudhon, Saint-Simon, Fourier, del socialismo utopistico, delle Comuni agricole dell’800 (tutte fallite, chissà perché), dell’assemblearismo, delle decisioni a maggioranza, dell’egualitarismo contro natura grazie al quale anche gli imbecilli, i gay, i cattocomunisti e lo scemo del villaggio si sentono normali. Ancora una volta dovrete sbatterci la testa contro per capire che la realtà è dura, fa male e non la cambierete a forza di “Vaffanc…”. Ma nemmeno questa volta imparerete la lezione, perché, come disse il Signore a Mosè, riferito al suo popolo eletto che si era costruito un vitello d’oro da adorare (ma vale per tutta l’umanità): “è un popolo dalla dura cervice”.

Del resto, però, non stiamo dicendo niente di nuovo. Più o meno, mutatis mutandis, è ciò che scriveva Platone, circa 2.400 anni fa, nella sua Repubblica:Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova ad aver coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudire le richieste dei sempre più esigenti sudditi vengano chiamati despoti. Accade che chi si dimostra disciplinato venga dipinto come un uomo senza carattere, un servo. Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come i suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si facciano beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrare troppo severi i vecchi li accontentino. In tale clima di libertà, e in nome della medesima, non v’è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannia.”. O il grillismo.

Onorevoli (?)

di , 15 Aprile 2014 13:29

La cultura non è certo il punto di forza di certi parlamentari (non tutti, ma molti). Abbiamo visto in certi servizi televisivi le figure barbine che fanno se devono rispondere a domande anche semplici di cultura generale. Ma anche certi interventi alla Camera o al Senato sono spesso caratterizzati da strafalcioni lessicali e castronerie assortite che figurerebbero a pieno titolo in una antologia dell’umorismo. L’ultimo esempio ci è arrivato proprio qualche giorno fa, quando il deputato Tripiedi del M5S ha esordito nel suo intervento alla camera, così: “Sarò breve e circonciso…”. Una vera perla, da far invidia a Zelig.

Un altro splendido esempio di preparazione e competenza politica (e di serietà) è quella fornita da alcuni parlamentari che rispondevano a domande sul testo della nuova legge elettorale che avevano appena votato. Ma, come dimostrava il servizio, tutti quelli intervistati non sapevano quali fossero le soglie di sbarramento (che avevano appena votato). Ecco il video: ”La nuova legge elettorale“.  Ancora un servizio andato in onda a Quinta colonna su Rete4 (ne parlavo nel post “L’onorevole e il Pi greco“) mostrava l’ignoranza completa di alcuni parlamentari su alcune nozioni elementari come le tabelline (quanto fa 9×9?), l’area del quadrato o il teorema di Pitagora. Incredibile, ma vero. Qui il video (tutto da ridere, per non piangere): “Politici e matematica”.

Ieri i quotidiani riportavano gli errori di alcuni parlamentari grillini (sempre loro, campioni di cultura) nella compilazione della dichiarazione dello stato patrimoniale (Vedi “Gaffe dei grillini nelle dichiarazioni patrimoniali“). Ed eccole qui le perle della giornata…

Riccardo Nuti, ex capogruppo del M5S alla Camera (mica un peone qualsiasi), nello spazio “stato civile” ha dichiarato di essere “Nubile“, invece che celibe. Sono gli effetti della rivoluzione sessuale in atto. Fra gay, bisex, lesbiche e trans la gente comincia ad avere le idee confuse e non sa più di che genere è; maschio, femmina o genere intermedio. Chissà cosa scrisse Luxuria, quando era deputata, nella sua dichiarazione: celibe, nubile o cosa?

Anche Azzurra Cancelleri deve essere incappata in un momento di ingorgo neuronale al momento di specificare lo stato civile e, come il suo collega Nuti, ha fatto un po’ di confusione e invece che scrivere nubile ha scritto “celibe“. Per fortuna poi si è resa conto dell’errore e lo ha subito corretto.

Filippo Gallinella, invece, ha confuso lo stato civile con la nazionalità e, in un impeto di patriottismo, non ha esitato a dichiararsi orgogliosamente “italiano“. Salvo poi, in un lampo di lucidità, rendersi conto che “stato civile” non si riferiva allo Stato di appartenenza.  Così si è subito corretto in “sposato“, più popolare di coniugato, ma va bene lo stesso.

Ecco, questi sono i nostri “onorevoli“, quelli che decidono i destini dell’Italia, quelli che legiferano (spesso senza sapere cosa votano), quelli che dovrebbero risolvere la gravissima crisi economica, quelli che dovrebbero essere la guida politica. economica, culturale e morale della nazione. Si salvi chi può…

Totò e l’onorevole Trombetta…

Video importato

YouTube Video

 

Non sanno quello che fanno

di , 19 Marzo 2014 19:24

Parliamo dei nostri deputati. Hanno votato di recente la proposta di legge elettorale che prevede diverse soglie di sbarramento per partiti singoli o coalizioni. Si presume che, dato l’ampio risalto dato dalla stampa ed i diversi dibattiti televisivi, tutti conoscano benissimo il contenuto del testo votato. Si presume, ma sarà così? Sembrerebbe proprio di no, almeno da quanto si deduce vedendo un servizio delle Iene, andato in onda la settimana scorsa. Fra una quindicina di intervistati, nessuno sa rispondere esattamente.

Questi deputati hanno votato senza sapere quello che stavano votando. Viene spontaneo, il Signore ci perdoni, applicare a questi deputati  l’invocazione di Gesù sulla croce: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno“. Sono strapagati, hanno tanti di quei privilegi che nemmeno li conoscono tutti, vanno in Parlamento per legiferare e governare e…non sanno quello che fanno! Sarà un caso? Avranno scelto proprio i più ignoranti? Abbiamo il dubbio che, invece, questa sia la norma: purtroppo. Questo il servizio video: “Le Iene: la nuova legge elettorale“.

P.S.

Non solo non sanno quello che fanno, ma nemmeno quello che dicono. Per esempio, ieri alla Camera, il “grillino” Tripiedi ha chiesto la parola ed ha esordito così “Breve e circonciso…”. Qui il video: “Gaffe del grillino Tripiedi: sarò breve e…”. Bella la democrazia, tutti possono finire in Parlamento, anche Tripiedi…

Dispetti e sodomia

di , 31 Luglio 2013 16:36

La ministra Kyenge si è risentita per i recenti attacchi da parte dei leghisti (Brutta negra). Chi la paragona ad un orango, chi le lancia banane sul palco, chi la invita a tornare in Congo e chi esce dall’aula consiliare a Cantù quando entra lei.  Insomma, ha tutte le ragioni per lamentarsi. Quindi ha lanciato un ultimatum al segretario della lega Maroni: basta con gli insulti, altrimenti lei non partecipa alla festa della Lega.

Ministra Kyenge, non faccia così.  Via, capisco che sia un po’ risentita, ma non vorrà privare Calderoli, Borghezio e tutto il popolo della Padania del grande piacere di averla alla loro festa? Ci ripensi, vada alla festa, vedrà che si diverte. Sia buona, non faccia i dispetti.

 

Gianluca Buonanno, deputato leghista, ha dichiarato alla Camera che SEL (Sinistra, ecologia e libertà) è una lobby di sodomiti. E che dovrebbero chiamarsi “Sodomia e libertà“. Immediata la reazione sdegnata dei parlamentari chiamati in causa che, in segno di protesta per il gravissimo insulto, abbandonano l’aula (ma poi tornano).

Forse Buonanno allude al fatto che il leader di SEL, Nichi Vendola, è gay dichiarato e sogna di sposare in chiesa Eddy, il suo amichetto canadese, con tanto di benedizione del prete, lancio di riso, fiori d’arancio, marcia nuziale e valletti al seguito? Forse allude al fatto che un altro gay dichiarato, Rosario Crocetta, è diventato governatore della Sicilia? Forse allude al fatto che ormai spopolano sui media personaggi di primo piano della politica, dello spettacolo, dell’informazione e della cultura, notoriamente gay, trans o bisex che fanno quotidianamente opera di promozione per la causa sodomita? Forse allude al fatto che fra Vendola, Crocetta, Scalfarotto, Paola Concia, Grillini, Luxuria, Platinette, Cristiano Malgioglio, Tiziano Ferro, Cecchi Paone, Aldo Busi, Alfonso Signorini (tanto per citarne alcuni far i più noti e presenti sui media) ed altri meno noti, possa esistere un accordo per promuovere e tutelare l’attività degli amanti del “sesso creativo“?

Ma via, Buonanno, non è possibile, non è vero. Ma anche se fosse vero, non lo è. Non è vero anche se fosse vero. Insomma, se anche fosse vero ( ma non lo è), non si potrebbe dire per una ragione semplicissima. Tutti gli insulti e le accuse mosse dalla sinistra agli avversari di destra sono solo dialettica politica. O, al massimo, sono satira. Viceversa, la dialettica politica, o la satira, rivolta verso la sinistra è sempre un gravissimo insulto. Quindi, accennare ad una lobby sodomita di SEL, a parte che non è vero, ma anche se fosse vero (ma, ovviamente, non lo è perché Vendola non ha niente a che vedere con la sodomia!?) è un insulto molto grave. Anche perché Vendola è dichiaratamente gay, ma non ha mai affermato di essere un sodomita. Forse non ha mai letto la Bibbia. O forse l’ha dimenticata. Oppure ha dimenticato di ricordarlo. Oppure ricorda di aver dimenticato di leggerla.  Oppure non sa cosa sia la sodomia. Oppure, oltre a fare il governatore ed il gay, con sua grande soddisfazione ed orgoglio, sa fare anche lo gnorri (una nota specialità della cucina pugliese che ha il potere di cancellare i ricordi scomodi).

Insomma, caro Buonanno, quando anche fosse vero (ma non lo è) non si può dire. Anche perché ormai comandano loro. Quindi bisogna andarci molto cauti. Anzi, le è andata ancora molto bene. Se passa il ddl proposto da Scalfarotto sull’omofobia, solo azzardare delle insinuazioni sulla sodomia di Vendola, sarebbe un reato molto grave (secondo la legge Mancino, integrata col reato di omofobia) e si potrebbe incorrere in sanzioni pecuniarie molto salate. O addirittura  rischiare la galera. Si informi, Buonanno, e la prossima volta eviti di lanciare accuse di sodomia. Con i tempi che corrono è meglio…pararsi il culo.

Vedi: Scimmie, serpenti e presidenti

Morti, asini e saggi

di , 13 Aprile 2013 13:51

Settimana tragica in Sardegna. Nel giro di due giorni, a causa verosimilmente di problemi economici legati alla crisi, si sono suicidate tre persone: un artigiano di Macomer, un operaio di Serramanna ed un imprenditore di Orotelli. Pochi giorni prima la cronaca riportava il suicidio di tre persone a Civitanova Marche. E solo due giorni prima, altri due suicidi: un imprenditore ed un disoccupato. Otto suicidi nel giro di dieci giorni. Una bella media, non c’è che dire. E’ la situazione tragica di un Paese ridotto allo stremo delle forze che dovrebbe indurre il potere politico ed economico a trovare con urgenza soluzioni efficaci per arginare questa folle corsa verso la catastrofe.

E cosa fa la nostra classe dirigente? Continuano a scontrarsi su questioni di principio, su ideologie fasulle, su programmi inconsistenti e su ripicche di fazioni contrapposte. Dopo quasi 50 giorni siamo ancora senza un governo. Il Presidente Napolitano, per prendere tempo e far finta di affrontare il problema dell’ingovernabilità, affida un incarico ai Dieci saggi.  Era evidente che fosse solo un modo per tergiversare. Una inutile perdita di tempo, come ha dichiarato uno dei saggi, Valerio Onida. Ma, subito dopo, lo stesso Onida e Napolitano si sono affrettati a smentire dicendo che il lavoro dei Saggi non era una perdita di tempo.

Ora, a lavoro finito, non succede esattamente niente. Hanno solo fatto un elenco di fuffa, di buone intenzioni e di banalità che ogni persona di buon senso avrebbe già indicato, senza scomodare dieci “Saggi”.  Nient’altro che un pretesto per prendere tempo e lavarsene le mani. Lo stesso Napolitano, però,  dichiara che il risultato del lavoro della Commissione verrà passato al nuovo Presidente e sarà utilissimo. A chi? Al nuovo Presidente, a Bersani, a Berlusconi, a Grillo, agli imprenditori che chiudono le aziende, ai disoccupati, a chi si suicida per la fame e per la vergogna? Presidente, a chi sarà utile questo lavoro? Come tanti altri documenti e studi  frutto delle geniali menti dei saggi ed esperti di turno, pagati profumatamente come “consulenti” dagli Enti locali, resterà uno dei tanti faldoni che finiranno in archivio sotto la voce “Buone intenzioni“.

Ma non bisogna disperare. Non è vero che non si fa niente per superare la crisi. Gli esponenti dei vari partiti e partitini sono sempre impegnatissimi a presenziare in tutti i salotti televisivi. Li trovate ovunque, quasi a reti unificate, a tutte le ore, sempre le stesse facce, gli stessi discorsi, la solita fuffa, i soliti giri di parole, la solita ipocrisia, la solita filastrocca politichese insopportabile. Ma mai, dico mai, una sola proposta seria, concreta, pratica e realizzabile per combattere la crisi. Non riescono a partorire un’idea nemmeno sotto tortura. Le menti dei politici devono sfuggire alle regole della natura e dell’evoluzione. Sono un caso unico che contrasta perfino con le leggi della fisica: dentro quelle teste c’è il vuoto assoluto.  Del resto se sono sempre in TV, nelle radio, a concedere interviste, a partecipare a riunioni, convegni, dibattiti e pranzi di lavoro, o fare cortei e manifestazioni di piazza, quando trovano il tempo per lavorare? Bisogna capirli, poverini.

Per fortuna ci sono i “Nuovi“, quelli che promettono il cambiamento. Così, per esempio, i grillini vanno in gita scolastica per tenere un ritiro spirituale in un agriturismo laziale, banchettano a base di paccheri al guanciale e funghi porcini e fanno finta di fare politica. Ma su ciò che fanno, dicono e propongono, niente, silenzio assoluto. Più che un movimento politico sembra una setta religiosa, una società segreta. Peggio dei Templari. Giacobbo ci farà una puntata speciale di Voyager. Per fortuna, però, ci sono altri organismi dello Stato che lavorano febbrilmente per proporre soluzioni pratiche alla crisi. E’ di ieri la notizia che la Consulta, per dare una mano ai “Saggi” e fornire il proprio prezioso contributo al Parlamento, ha fatto una proposta originale, pratica e geniale. Eccola: “La Consulta: più diritti per le unioni gay. Attribuire al figlio solo il cognome paterno retaggio della famiglia patriarcale“. Oh, finalmente un’idea precisa. E con questo risolviamo tutti i problemi di spread, di bilancia dei pagamenti, di debito pubblico, di occupazione, di rilancio dell’economia e di suicidi.

Ma la Consulta non è sola impegnata in queste battaglie fondamentali. Anche un neo parlamentare come Ivan Scalfarotto, appena eletto, fornisce un validissimo contributo. Dopo aver protestato perché non poteva inserire il suo “compagno“, col quale ha dichiarato di convivere “more uxorio“,  nella polizza sanitaria obbligatoria per i parlamentari, ieri ha protestato di nuovo perché, secondo voci non confermate, la RAI avrebbe censurato uno spot di Pubblicità Progresso contro l’omofobia. La gente si suicida per la fame e questi pensano ai gay. Chiudono le fabbriche, la gente è disperata, otto suicidi in dieci giorni e loro pensano a regolarizzare le estrose convivenze di Scalfarotto, Vendola e Concia ed istituzionalizzare i loro bizzarri gusti sessuali.

Ma in fondo la situazione economica non deve essere proprio tragica. I problemi sono altri. Ce lo mostra chiaramente stamattina un titolone di apertura sul Corriere. Eccolo…

Ecco il vero dramma: solo uno studente su tre va in gita scolastica. Questi sono i veri problemi, quelli che assillano precari, disoccupati, imprenditori  e pensionati al minimo. Non sappiamo più se ridere o piangere davanti a queste quotidiane sconcezze mediatiche. Il vero dramma non è che solo uno studente su tre vada in gita scolastica, ma che ancora due studenti su tre ci vadano e che ci andassero in passato. Chi vuole intendere in tenda; gli altri in sacco a pelo!

Ed ecco, invece, un servizio serio ed utilissimo: “Nuova vita in campagna per Renzo Bossi“.  Il Trota è l’unico fra i “politici per caso” ad aver capito che, invece di fare politica, la sua strada era la campagna. In molti dovrebbero seguire il suo esempio. Ne guadagnerebbero tutti, i diretti interessati che svolgerebbero un lavoro utile e salutare all’aria aperta, la campagna che diventa produttiva e l’Italia intera riconoscente per il ritorno di tante braccia, sprecate in politica,  all’agricoltura. Ecco il Trota, quello che ha ripetuto tre volte l’esame di maturità, in una foto ricordo con un collega di studi.

Grillo e la gita fuori porta

di , 5 Aprile 2013 13:58

I grillini vanno in gita, fanno la Pasquetta in ritardo, tanto per dire che sono diversi dagli altri. Eccoli che aspettano, nel piazzale Flaminio a Roma, il pullman che li accompagnerà in una località segreta per un ritiro spirituale. In mattinata, però, si è scoperto che la località “segreta” non è più segreta; è un agriturismo nella campagna romana, nei pressi del lago di Bracciano, dotato di parco, ristorante e piscina. In questa amena residenza i piccoli grilli ascolteranno in devoto silenzio le meditazioni proposte dal Grillo dominante. Poi, forse, in perfetto stile da scuola aristotelica, i neo peripatetici, passeggiando tra fiori, piante, piscine, fontanelle  e vialetti ombrosi, rifletteranno sulle sagge parole del maestro e si scambieranno opinioni e commenti. Che carini!

In verità, più che un raduno di parlamentari sembra un gruppo di ragazzi in attesa della partenza per la gita scolastica. Oppure una di quelle gite in pullman a 20 euro, viaggio e pranzo compreso, di solito offerte a casalinghe e pensionati, dove poi vi vendono una batteria di pentole per 500 euro. Insomma, pur con qualche giorno di ritardo, anche i grillini fanno la loro gita fuori porta. Visto, tuttavia, che sembrano confusi e spaesati nelle aule parlamentari e non hanno ancora capito bene come e perché si sono ritrovati in Parlamento e cosa ci vanno a fare, forse al rientro dalla gita faranno una sosta al Santuario del Divino Amore, sperando che la Madonna gli chiarisca un po’ le idee. Non resta che sperare nella grazia; per il loro bene ed anche per il nostro.

Tutti giù per terra

di , 4 Marzo 2013 09:08

Così finisce quella vecchia filastrocca che si cantava da bambini facendo il girotondo. Torna in mente vedendo le immagini della prima riunione degli eletti del M5S in un hotel romano. A vederli così, in circolo in una sala spoglia, alcuni seduti, altri accovacciati per terra, più che una riunione di neoparlamentari sembra un’assemblea studentesca, l’interno di un centro sociale o una rimpatriata fra ex boy scout.

Invece sono i nuovi parlamentari della Repubblica e rappresentano 1/4 degli elettori. Il loro guru, Grillo, sfugge i cronisti ed i fotografi,  si mostra in pubblico mascherato come l’uomo ragno, rilascia brevissime dichiarazioni quasi con fastidio ed i seguaci ancora peggio; non parlano, non si vedono in televisione, non si sa chi siano, cosa facciano, quali programmi propongano, quale preparazione abbiano. Sono un mistero.

Non ci sono comunicati ufficiali, né dichiarazioni che chiariscano agli italiani, ed ai loro elettori, quale sia la loro linea programmatica. L’unica cosa certa sembra essere la non disponibilità ad accordi e alleanze e che si limiteranno ad approvare o meno, di volta in volta, le proposte fatte in Parlamento. Sembrano trascurare il fatto che le proposte dovrebbe farle il governo. Ma se, come è evidente, è quasi impossibile formare un governo stabile, chi farà le proposte? Misteri parlamentari.

Non hanno una sede stabile, non un ufficio, nemmeno un indirizzo civico. Esistono solo in rete. E comunicano tramite skype, facebook e twitter. Sono un partito “virtuale“, nato in rete ed improvvisamente materializzatosi nella realtà. Infatti, ancora oggi, il loro unico riferimento, la casa madre, la sede centrale, la fonte di ispirazione e la regia di comando è un “non luogo“, un sito internet, il blog di Beppe grillo. Chi l’avrebbe detto; abbiamo mandato un blog al governo. Tutta la loro attività politica si svolgerà attraverso il blog: proposte, direttive, indicazioni di voto, resoconti dell’attività parlamentare, documenti, sondaggi d’opinione, referendum. A questo punto Montecitorio potrebbe anche chiudere; si fa tutto in rete. E si risparmia un sacco di soldi. A proposito, e quei cittadini (e sono tanti) che non hanno un PC, non navigano in rete, non sanno nemmeno cosa sia un blog, come faranno ad essere informati? Altro mistero grillesco. Ma forse Grillo si rivolge solo ad  un’Italia di internauti. E la casalinga di Voghera?

Durante la campagna elettorale è stato imposto il divieto assoluto di mostrarsi in televisione o di rilasciare interviste. La ragione è piuttosto evidente. Non avendo, si immagina, esperienza e preparazione in campo politico, si sarebbero trovati in grave difficoltà a dover rispondere a domande precise ed imbarazzanti. Meglio tacere, non mostrarsi e lasciare che gli elettori, in assenza di riscontri reali, li vedano come dei vendicatori solitari, una specie di Robin Hood o di misteriosi cavalieri che lottano contro i soprusi. Sono i nuovi cavalieri Templari. Magari Giacobbo ci farà una puntata speciale.

Eppure la strategia ha funzionato. Perfino i cassintegrati del Sulcis, in Sardegna, da mesi in sciopero e senza speranza di risolvere la crisi che attanaglia l’intera zona, hanno dichiarato di aver votato per il M5S. Perché i grillini hanno una proposta concreta per risolvere la crisi del Sulcis? No, semplicemente perché non hanno più fiducia negli altri schieramenti politici. E’ l’ultima spiaggia, l’ultimo barlume di speranza. Come affidarsi agli amuleti, ai riti propiziatori o fare un viaggio a Lourdes, confidando in un miracolo. Ecco, Grillo è una specie di santone che lascia intendere che farà la grazia e guarirà tutti i mali d’Italia. E se c’è gente che crede al malocchio o alle cartomanti che leggono il destino con le carte, allora si può credere anche a Grillo.

Eppure, visto che non esistono dati e notizie che li riguardano e che facciano conoscere la loro attività, la preparazione, i titoli, le capacità specifiche, possiamo pensare che siano solo dei ragazzotti di belle speranze che, forse, erano a spasso, in attesa di lavoro o svolgevano attività varie che nulla hanno a che vedere con la politica. Hanno esperienza di amministrazione? Hanno competenze specifiche? Hanno un programma di governo? Oppure hanno solo sogni nel cassetto e voglia di giocare a fare i piccoli rivoluzionari? Insomma, più che politici, ricordano i famosi “Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…”, come cantava Paoli. Simpatici, ma un conto è chiacchierare di sogni giovanili al bar dello sport, altro è governare l’Italia.

Del resto hanno avuto gioco facile a presentarsi come rivoluzionari della domenica ed urlare che vogliono mandare tutti a casa. E’ un grido che attraversa la penisola, trasversale, che risuona negli attici del centro e nelle case di periferia. E’ una sensazione di sbandamento, di sfiducia, di perdita di ogni speranza quella che si prova assistendo ai giri di valzer della politica italiana. Vecchie cariatidi della politica che imperversano sui media, parlando del niente, del vuoto, di problemi che interessano più la casta che i cittadini. Nessuno che sia stato in grado, in questi anni di crisi, di fare una sola proposta concreta per combattere la crisi.

Continuano a sproloquiare di concetti vaghi, di salvare l’Italia, di rilanciare l’economia, di garantire il futuro ai giovani, di creare posti di lavoro. Ma che vuol dire? Non significa assolutamente nulla, se questi concetti non sono trasformati in azioni reali e concrete. Ricorda tanto la vecchia proposta di Franceschini, quando era segretario, che propose l’assunzione di 100.000 giovani. Bella idea, vero? Peccato che si dimenticasse di dire chi doveva assumerli, pagarli e per fare cosa. Piccolo dettaglio insignificante. Eppure questi politicanti sono convinti di essere persone serie, di avere programmi geniali per salvare l’Italia.

Ne sono convinti e continuano a parlarsi addosso, a citarsi, ad esaltarsi, ad autosuggestionarsi, in un continuo gioco autoreferenziale che serve solo a mantenere lo status quo e garantirgli le poltrone. Non sono stati in grado di fare una legge elettorale decente, non hanno diminuito le spese della politica, non hanno diminuito il numero dei parlamentari ed i loro compensi. Niente di niente, solo chiacchiere e comparsate televisive. E intanto l’economia va a rotoli, le aziende chiudono, i disoccupati crescono, la povertà avanza e gli imprenditori si suicidano. Ed i nostri politicanti mantengono tutti i loro privilegi e saltellano in televisione, da un programma all’altro, a parlare di concetti vaghi, ad accusarsi reciprocamente ed insultarsi. Uno scenario deprimente, penoso che sfiora l’indecenza.

Sfido io che Grillo ha gioco facile e diventa il primo partito.  Con questa gentaglia, anche lo scemo del villaggio sarebbe più credibile. Ma ho la strana sensazione che, ormai, non siamo più sulla soglia del baratro, come dicono da tempo i gufi italici. Ormai abbiamo già preso la china e stiamo  rotolando verso il basso. Stiamo arrivando alla resa dei conti e non ci sarà più spazio e tempo per le solite manfrine da mercato delle vacche.  Quella foto dei grillini in cerchio, seduti per terra, è l’immagine del nostro futuro. Forse è proprio questo il messaggio che vogliono diffondere. Siamo finiti così, come quella vecchia filastrocca: col culo per terra.

Comici e comiche

di , 2 Marzo 2013 14:09

L’informazione è una cosa seria. Ne riportavo un esempio di recente nel post “Misteri elettorali e ravioli equini”. Ma ogni giorno c’è qualche notizia in prima pagina che ci lascia perplessi sull’attendibilità e la serietà dell’informazione, specie in rete. Ecco l’ultima della giornata, riguarda un comico, Beppe Grillo, che chissà per quale crisi mistica o per chiamata celeste o per improvvisa vocazione, ha cominciato a scambiare i suoi monologhi per discorsi politici. Il bello è che, visto che trovava ascoltatori che lo applaudivano, ha finito per credere davvero di essere un politico, ha fondato un movimento e, da un giorno all’altro, si ritrova ad essere il primo partito italiano ed avere una forte rappresentanza in Parlamento.

Roba che sembrerebbe la trama di una fiction all’americana che racconta l’improvvisa ascesa di un uomo qualunque. Invece è una cosa seria. E’ così seria che è lui a condizionare la formazione del nuovo governo. Tutti pendono dalle sue labbra e sono in attesa di sapere cosa faranno i “grillini” parlamentari.

Ed ecco l’ultima rivelazione, riportata oggi dalla stampa che sembra rispondere alle attese di tutto il mondo politico e della nazione.

Titolo del Corriere.

Non c’è dubbio, Grillo è favorevole ad un governo fra PD e PDL. Questo è quanto avrebbe dichiarato al settimanale tedesco “Focus“. Lo riporta il Corriere oggi: “Pronti a sostenere governo PD-PDL con legge elettorale e tagli alla politica“.  Ecco la dichiarazione chiarissima rilasciata a Focus: “Se Bersani e Berlusconi proponessero l’immediata modifica della legge elettorale, la cancellazione dei rimborsi elettorali e la durata massima di due legislature per ogni parlamentare, sosterremmo ovviamente subito un governo del genere“.

E se lo dice lo dice Grillo e lo riporta il Corriere dobbiamo crederci. No? Peccato che lo stesso Corriere, nel sottotitolo aggiunga, riferendo quanto scrive Grillo nel suo blog: “Non daremo fiducia ad alcun governo“. Incredibile, riescono a smentirsi già nel titolo. Quale sarà la versione giusta?

Vediamo, per avere conferma, quanto scrive l’agenzia ANSA: “Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l’ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo (tanto meno a un governo Pd-Pdl), ma voterà legge per legge in accordo con il suo programma”.

Ora ne sappiamo quanto prima. Le autorevolissime testate riportano sia la dichiarazione rilasciata a Focus, sia la dichiarazione riportata nel blog. Sono ovviamente in contraddizione, ma vengono riportate entrambe. Ora, un’informazione seria non dovrebbe limitarsi a riportare le diverse dichiarazioni, mettendole sullo stesso piano, ma dovrebbe accertare quale sia quella seria ed attendibile. Altrimenti è come fare informazione “casual“, viene come viene.

Ma questa non è informazione, sembra più materiale per un monologo satirico sui media, alla Crozza. Lo stesso Grillo dovrebbe cercare di avere le idee più chiare. Non può dichiarare a Focus la sua disponibilità all’inciucio PD-PDL e poi, nel suo blog, smentire tutto nel giro di poche ore. O forse il nostro politicomic deve ancora schiarirsi le idee in fatto di politica? Certo, trattandosi del comico  Grillo, più che dichiarazioni politiche, queste sono comiche finali.

Gnocche e gnocchi

di , 7 Ottobre 2011 12:30

Ieri mattina Berlusconi, scherzando con alcuni colleghi, ha detto che cambierà nome al partito e lo chiamerà “Forza gnocca“. Una semplice battuta che ha scatenato l’immediata reazione di parlamentari e commentatori. La notizia, diffusa rapidamente, è diventata subito titolo d’apertura di tutti i quotidiani on line, ovvero la notizia più importante della giornata. Il che dimostra due cose. La prima è che, com’è risaputo, la gnocca tira sempre. La seconda è che ormai la stampa italiana ha raggiunto livelli così bassi di degrado che, più che fare informazione, è simile ad un notiziario di pettegolezzi da suburra. E’ solo l’ennesima conferma di quanto scrivevo due anni fa nel post “La politica delle battute“.

La prima reazione è stata quella di Rosi Bindi che ha commentato “Pensa solo a quello…“. Resta un mistero il fatto che ogni volta che Berlusconi parla di gnocca e belle donne, la Bindi si senta chiamata in causa e senta il dovere di intervenire e commentare a difesa della categoria. Esiste una relazione fra la categoria delle gnocche e Rosi Bindi? Sì, la stessa relazione che esiste fra un babà al rum ed un bullone arrugginito.

Nel corso della giornata sono seguite altre reazioni indignate. Alcune associazioni gay hanno denunciato il fatto che parlare solo della gnocca è una ingiustificata discriminazione nei confronti dello gnocco. Grillini ha affermato che la dichiarazione del premier è una  gravissima dimostrazione di gnoccofobia. Luxuria ha rivendicato, al pari di gnocca e gnocco,  stessi diritti, riconoscimento e pari dignità per il Transgnoc. Appena sentita la parola “Trans…” è spuntato dal nulla Marrazzo che urlava “Vengo anch’io...”

Intanto a Roma si era già formato un corteo spontaneo del “Popolo dello gnocco” che manifestava davanti a Montecitorio. In prima fila con i “Gnoc-indignados“, il comico, si fa per dire, Gene Gnocchi il quale, forse per rivendicare un maggiore spazio in TV, agitava un cartello con la scritta “Più Gnocchi per tutti“. La manifestazione si è poi conclusa all’antica Hostaria “Da Nando” che, fedele alla tradizione, esponeva all’ingresso il menu del giorno “Giovedì gnocchi“. Alla fine un gruppo di gnocchisti duri e puri si sono dati appuntamento, per una grande manifestazione popolare, alla prossima sagra dello gnocco fritto.

gnocco fritto1

Quote rosa shocking

di , 29 Giugno 2011 14:33

Approvata la legge sulle “quote rosa” nei cda di aziende quotate in borsa o a partecipazione pubblica. Votata a grande maggioranza, con 438 voti favorevoli, dimostra che su alcune questioni maggioranza e opposizione concordano. Il “Quotismo” è trasversale e bipartisan, come la stupidità.

Ora, visto il grande successo dei “Quotisti” che sancisce il riconoscimento delle pari opportunità e dei diritti delle donne, altre categorie, sentendosi emarginate, avvieranno iniziative tese al riconoscimento dei propri diritti. Grillini e l’Arcigay chiederanno l’introduzione delle “Quote gay“. Paola Concia presenterà un ddl per favorire le “Quote lesbiche” e Luxuria organizzerà una raccolta di firme per il riconoscimento delle “Quote trans“.

Non sarebbe male se in questi cda, oltre ai consiglieri nominati per “diritto di quota“, ci fossero anche persone di provata capacità e competenza. Ma sarebbe chiedere troppo, non esageriamo…

Quote rosa

di , 9 Marzo 2011 18:47

Ci siamo, ormai approvato il ddl sulle quote rosa. Prevede che sia riservato alle donne almeno il 30% della composizione dei CdA delle aziende quotate in borsa o a partecipazione pubblica. Ora il dubbio è questo. E se un’azienda non ha a disposizione donne per coprire quella percentuale cosa fa? Si chiude l’azienda? Oppure può acquistarle da altre aziende, magari concorrenti, che ne hanno in esubero? Si aprirà un mercato delle quote rosa?

A parte i dubbi, è un’ottima soluzione per garantire sistemazioni e poltrone a tutte le donne “trombate” alle elezioni (ma anche alle trombate prima e dopo…). Intanto, però, ci sono altre categorie penalizzate e discriminate. Sembra che Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, stia organizzando una grande manifestazione per richiedere che siano previste anche le “Quote gay“.  Seguirà a ruota Luxuria, pronta a rivendicare le “Quote trans“.

Sembra che al ddl verrà aggiunto un comma specifico in cui si consiglia e si auspica che nei CdA, oltre alle varie quote garantite, ci sia anche qualcuno che si intenda e sia pratico di gestione aziendale.

Grazie e disgrazie.

di , 24 Novembre 2010 13:09

Presenti all’ultima puntata del Fazio/Saviano show le “Tre Grazie“: Morante, Camusso, Bonino. Hanno elencato le difficoltà, le ingiustizie, gli ostacoli della condizione femminile. Le tre Grazie hanno elencato le disgrazie femminili.

Tre grazie

Ora, Mara Carfagna, ministro delle pari opportunità, sentendosi offesa in qualità di ministro perché viene sminuito e disconosciuto il suo impegno, chiederà di intervenire, sulla scia di Maroni, per spiegare cosa ha fatto il Governo per favorire le donne. E, ricordando che anche gli uomini non se la passano troppo bene, per “pari opportunità“, leggerà un elenco delle disgrazie maschili.

Ma Grillini, presidente onorario di Arcigay, sentendosi emarginato, ha chiesto di intervenire per tutelare la categoria, che in quanto a disgrazie non è inferiore a uomini e donne, e fare l’elenco delle disgrazie dei gay. A questo punto, però, anche Vladimir Luxuria ha protestato, ricordando che esiste anche una categoria non riconoscibile nelle altre elencate: I Trans. E che i trans hanno un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità: dalla transumanza alla transiberiana. Ma che, tuttavia, nonostante queste benemerenze, devono sopportare le stesse difficoltà di uomini, donne e gay.  Anche lei/lui, quindi, ha chiesto di intervenire per leggere l’elenco delle disgrazie dei trans.

Insomma, si annuncia una puntata dedicata alle disgrazie. Visto l’argomento, i conduttori Fazio e Saviano non avranno bisogno di leggere alcun elenco sulle disgrazie: basta la presenza.

Vieni via con me…

di , 8 Novembre 2010 23:23

Concludono, Cric e Croc, con un lungo elenco di “Vado via perché…”. Tranquilli, non c’è bisogno di giustificarvi o di farla tanto lunga elencando motivazioni fasulle. L’importante è che andiate via. Qualunque ragione è valida. Ma una ragione, cari Fazio e Saviano, le sintetizza tutte: siete così faziosi, ipocriti, falsi e retorici che fate schifo! E lo fate in prima serata TV, a spese degli italiani. Vergognatevi…

Parlo della prima puntata di “Vieni via con me”. Il bello è che ci saranno altre tre puntate. E sono anche certo che avrà avuto un alto numero di spettatori. Domani i giornali metteranno in prima pagina titoloni annunciando il grande successo. Per completare degnamente la serata segue una puntata di “Correva l’anno” in cui, tanto per cambiare, si parla del ventennio fascista. Ma guarda tu che sorpresa e che novità. E si parla dell’organizzazione del tempo libero, una creazione del fascismo. Lo stesso Paolo Mieli, uomo di sinistra ed antifascista, in conclusione della puntata, afferma che la creazione dei Dopolavoro e tutte le attività collegate, contribuì a migliorare le condizioni dei lavoratori, mettendoli in condizione di godere di svaghi, passatempi e attività sportive e culturali che prima erano sconosciuti, specie nelle località di provincia, nelle campagne e nei piccoli centri. Una vera rivoluzione, così la chiama, come è stata poi la televisione. Ma in apertura della puntata si ribadisce che questa innovazione è voluta dal fascismo…per tenere occupata la gente ed evitare che si occupi di politica. In pratica, per “controllare” il popolo. Fate ancora più schifo di Fazio…

Ma due considerazioni su questa prima puntata di “Vieni via con me” bisogna pure farle. Tutto come previsto. Non bisognava essere dei maghi per prevedere che sarebbe stata l’ennesimo programma che, spacciandosi per intrattenimento e informazione, sarebbe stato un pretesto per attaccare Berlusconi ed il Governo in carica, ricorrendo a tutti i mezzi ormai collaudati da conduttori, comici ed ospiti “prestigiosi” scelti in funzione della tesi precostituita.

Il leit motiv della puntata è l’uso degli “elenchi” che ricordano molto quelli di Celentano in Rockpolitic in cui, a modo suo, divideva l’umanità in rock e lenti. Di qua i buoni, di là i cattivi, secondo i personalissimi criteri celentaneschi. Si comincia con una suora che elenca i motivi per cui è giusto costruire la moschea a Torino. Ecco, cominciamo bene. Poverina la nostra “sorella”, chissà se è informata di come trattano i cristiani, comprese suore e preti, nei paesi islamici. Dovrebbe informarsi, prima di impegnarsi tanto a favore delle moschee. Ma, si sa, i cristiani sono buoni, amano anche i loro carnefici ed hanno una fortissima predisposizione al martirio. Come gli islamici. Solo che gli islamici, quando scelgono di diventare martiri, sperano almeno di trovare nel loro paradiso 72 vergini che li aspettano. I cristiani nemmeno quello, perché sono casti e puri.

Ed ecco apparire il messia, il clou della serata, lui, Saviano. Con quella faccia un po’ così, quella espressione un po’ così, che… se lo incontri la notte in un vicolo al buio ti viene un infarto. Ed inizia il suo monologo, lento, ripetitivo, scontato, farcito di luoghi comuni e retorica in offerta speciale. E attacca il Giornale, la macchina del fango. Già, perché se il Giornale fa un’inchiesta per dimostrare le responsabilità di Fini nell’affare Montecarlo quello è fango. Se invece Repubblica, L’Unità e stampa collegata, spargono fango per mesi e mesi contro Berlusconi, rovistando nella sua vita privata, quelle sono “inchieste giornalistiche”. Mah, valli a capire questi intellettuali, hanno una logica tutta speciale. Ovviamente Saviano  può andare in TV, in prima serata, ed accusare il Giornale senza che nessuno possa ribattere alle accuse. Ma questa, per loro, si chiama informazione e libertà di espressione. Se qualcuno facesse lo stesso, parlando di Repubblica, lo accuserebbero di diffamazione, di abuso del mezzo pubblico, di mancanza di contradditorio, invocherebbero la par condicio ed il pluralismo.  E forse organizzerebbero una manifestazione in piazza del Popolo per condannare il tentativo di mettere il bavaglio all’informazione. Ma se lo fanno loro…è libertà di espressione!

Arriva l’altro ospite illustre, Nichi Vendola, il quale ci illumina su un argomento di fondamentale importanza per gli italiani; fa l’elenco di tutti gli appellativi usati, nelle varie regioni, per definire i gay. Beh, ora lo sappiamo. Non so se Vendola goda di particolari permessi o ferie, ma è strano che, essendo Governatore della Puglia, sia sempre in TV, intervistato, ospite nei vari salotti o sia presente a manifestazioni, cortei e scioperi. Lui c’è sempre. Ma non è pagato per fare il Governatore? E allora, quando è fuori sede è in ferie? E’ in permesso sindacale? Mistero. Si potrebbe pensare che è giusto, visto che è un Governatore. Ma allora bisognerebbe dedicare lo stesso spazio a tutti gli altri Governatori regionali. Li avete mai vistiin televisione, ospiti da Santoro, da Floris, nei TG, i governatori della Basilicata, della Sardegna, dell’Umbria, etc…? No, si vede solo lui, Vendola. Si dirà che, però, Vendola è leader di un partito. Ma allora bisognerebbe invitare ed intervistare anche tutti gli altri leader di partito; sono almeno una ventina, tutti piccoli, ma comunque sono dei partiti. Perchè non si vedono mai? Ancora mistero. Si dirà che, però, è vero che non tutti i governatori e leader di partito sono presenti, ma Vendola è gay e gli altri no!. Ah, ecco, ora ci siamo. Infatti è vero, i gay sono di casa in TV, insieme a trans ed escort: onnipresenti ovunque ci sia un salotto TV ed una sedia libera; Grillini, Malgioglio, Cecchi Paone, Alfonso Signorini, Busi, Luxuria, Platinette, D’Addario e, fra poco alla prima occasione, Ruby. Sono ospiti contesi da tutti i conduttori. Sì, deve essere questo il motivo. Oggi essere gay costituisce titolo preferenziale. Ma non tutti hanno successo, Per emergere ci vuole culo…pardon, fortuna!

Ma l’ospite più atteso è Roberto Benigni. E di cosa parlerà Benigni? Ovvio, di Berlusconi, per una mezzoretta buona. Come fece da Celentano. Cita tutto il repertorio possibile, da Ruby alle ville ad Antigua. Potrebbe andare avanti per due ore, purché parli di Berlusconi. Caro Benigni, alla fine cominci a stancare anche tu. Sarà anche bravo, ma qualche volta potrebbe anche cambiare repertorio. Sapete, anche l’aragosta è buona. Ma se vi offrono aragosta a pranzo, aragosta a cena, per un mese di seguito, alla fine vi viene voglia di un panino con mortadella.

Si continua con un ospite prestigioso, il direttore d’orchestra Claudio Abbado. Anche lui fa il suo elenco di motivi per cui è bene sostenere la cultura e la musica. Nessuno lo ha mai messo in dubbio. Ma diventa un pretesto per attaccare i ministri Bondi e Tremonti i quali non essendo presenti non possono ribattere, chiarire e contestare. Ma a Fazio tutto è concesso; è libertà di espressione. Tanto per non perdere l’abitudine. Saviano lo definisce “il più grande direttore del mondo“. Beh, non so a che titolo Saviano esprima questo giudizio e quali siano le sue competenze in campo musicale, ma sono certo che ci sono moltissimi direttori che non condividono il parere di Saviano. Ma Saviano è Saviano, quindi…ha sempre ragione. Forse ieri, mi è capitato di vedere l’inizio di un programma “E se domani” condotto da Alex Zanardi. Non so chi sia, ma se non sbaglio è stato un pilota automobilistico di formula 1. Bene, all’inizio della puntata introduce l’ospite, Massimo Cacciari, presentandolo come ”il più grande filosofo italiano“.  Anche in questo caso resto perplesso per questa affermazione. Chissà cosa ne penserebbe Severino! Ma può succedere, quando cronisti di camorra parlano di direttori d’orchestra e piloti di formula 1 parlano di filosofia.

Conclude la puntata, finalmente, ancora Saviano con un lungo comizietto sull’unità d’Italia, che gli serve come spunto per attaccare la Lega e le sue posizioni federaliste che tendono a spaccare la nazione. Senza che nessuno possa, naturalmente, ribattere. Ma ormai siamo abituati, è lo stesso sistema usato da Fazio nell’altro suo progranmma, da Santoro, da Travaglio, dalla Gabanelli. Bisogna prendere per buono ciò che dicono. Ma i monologhi alla Saviano, attaccando certa stampa e certi partiti, ed esponendo la loro personale visione del mondo, non sono intrattenimento, né spettacolo, né informazione; sono veri e propri comizi e si chiama propaganda politica. Cosa che è del tutto lecita e consentita, ma nei luoghi, nei tempi e secondo le modalità previste dalla legge sulla propaganda politica. Non in televisione, in prima serata, a spese dei telespettatori e senza contradditorio. E’ questo piccolo dettaglio che vi sfugge.

La prima cosa che mi è passata per la mente, però, è che questi programmi sono una specie di evoluzione mediatica delle vecchie feste dell’Unità. Si organizza una serata mettendo insieme qualche tematica sociale, la musica, i comici, il comizio del compagno segretario, birra e salsiccia, bandiere, slogan e via…il popolo gode. Ecco, questa è una specie di festa dell’Unità fatta in televisione. E’ vero, non c’era la birra e mancava anche la salsiccia. In compenso c’era il culatello…

 

I "grillini" per la testa ed il senso del ridicolo

di , 8 Giugno 2006 19:14

Ovvero, il significato dell’espressione "possedere il senso di..". A parte i classici cinque sensi, si usa attribuire all’uomo altri sensi particolari intesi come caratteristica intellettuale. Si usa parlare, infatti, di sesto senso, ma anche di senso della giustizia, del bello, dell’umorismo, della misura, e perfino del… senso del ridicolo. Con queste espressioni si vuole intendere una innata predisposizione dell’uomo, pur non in possesso di particolari e specifiche conoscenze, ad esprimere giudizi di carattere etico ed estetico ed assumerli come principi ispiratori del proprio comportamento. Questi sensi si possono avere o non avere, o possedere in misura diversa. Ma di sicuro la mancanza di uno di questi sensi limita fortemene, o esclude del tutto, la possibilità che una persona possa esprimere giudizi pertinenti al senso mancante.

Prosegui la lettura 'I "grillini" per la testa ed il senso del ridicolo'»

Panorama Theme by Themocracy