Articoli corrispondenti al tag: Gentiloni

News di giornata

di , 2 Giugno 2017 11:37

Titoli dei quotidiani e commenti al volo.

- “Manila, dà fuoco ad un resort; 36 persone morte per asfissia.”.  Quel resort era un mortorio. Così, per creare un po’ di brio e allegria, ha cercato di riscaldare l’ambiente.

- “Gentiloni porta bene all’Italia. Il Pil non saliva così da 7 anni.”. Abbinare il nome di Gentiloni alla crescita (!?) del Pil è come ringraziare la sindaca Raggi per il Ponentino romano.

- “Il silenzio di Mattarella sulla legge elettorale.”.  Tra il silenzio di Mattarella e i discorsi di Mattarella, dal punto di vista semantico, c’è pochissima differenza. Tanto vale che stia zitto: lui si riposa e noi pure.

- “Renzi copia (male) le fake news grilline.”. Renzi non ha bisogno di copiare le Fake news. Renzi “è” una fake news vivente, una bufala in forma umana; fra poco farà anche la mozzarella.

- “Festa della Repubblica, Mattarella: I valori del 1946 devono essere la nostra guida.” . Gli unici valori del 1946 rimasti sono i valori bollati; sono solo più cari.

- “Alfano mostra i muscoli. Accettiamo la sfida…”. Bravo Alfano, ora fa il duro e mostra i muscoli. Sì, ma… i muscoli di chi?

- “Padoan chiede l’eurosconto. Così risparmio 9 miliardi.”. Ormai, per sopravvivere, dobbiamo appellarci al buon cuore di Bruxelles e sperare sugli sconti, le promozioni, le offerte speciali, i “prendi 3 paghi 2”, il formato gran risparmio, le confezioni famiglia o i saldi estivi di stagione. Dopo ci resta solo la mensa della Caritas.

- “Torino, neonato gettato dalla finestra: ferite compatibili con caduta dall’alto.”. Grazie all’autopsia hanno scoperto che “è caduto dall’alto“. Anche perché “cadere dal basso” sarebbe molto difficile.

- “Blue whale, salvato un giovane in attesa di farsi travolgere da un treno.”. Per fortuna in Italia i treni sono sempre in ritardo. Così gli aspiranti suicidi, mentre aspettano il treno stesi sui binari, hanno il tempo di ripensarci, rinunciare al suicidio e salvarsi; oppure muoiono con due ore di ritardo.

- “Trump esce dall’accordo di Parigi sul clima“. Ma il riscaldamento della Terra è reale: Ecco sotto la prova…

Gentiloni chi?

di , 11 Dicembre 2016 15:03

Paolo Gentiloni ha ricevuto da Mattarella l’incarico per formare il nuovo governo. Chi è Gentiloni?

Eccolo qui, immortalato in questa foto che ne esalta l’acutezza e lo sguardo vivo ed intelligente. Non è chiaro cosa stia guardando: avrà le visioni mistiche, ha visto un UFO, gli è apparsa la Madonna? Mistero. E’ un mistero anche quella sua eterna espressione sempre assonnata. Casca dal sonno perché è in piedi da tre giorni e non vede l’ora di andare a dormire? Oppure è stato buttato giù dal letto e non si è ancora svegliato del tutto? Boh, certo è che ogni volta che lo si vede in TV sembra che dorma in piedi, come i cavalli. Né è più sveglio il suo eloquio. Roba che i suoi discorsi si possono usare tranquillamente come sonnifero. Immaginate cosa può scaturire da un incontro fra Gentiloni e Mattarella: dopo dieci minuti dormono tutti, anche i corazzieri.

E’ un mistero anche il fatto che in Italia un personaggio simile arrivi a fare il ministro. Del resto se in Parlamento ci sono andati Cicciolina e Luxuria, perché non Razzi e Gentiloni? Davvero questo è il livello della classe politica? Tanto vale affidarsi a Topo Gigio. Ma è anche la dimostrazione che i giovani devono aver fiducia in questa società, perché se un Gentiloni qualunque può diventare capo del governo, vuol dire che chiunque può farcela.  Stamattina, nella sua dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte di Mattarella, ha avuto parole di elogio per Matteo Renzi al quale ha riconosciuto la grande “coerenza” nell’aver rispettato la promessa di dimettersi in caso di esito negativo del referendum. Dopo una sconfitta come quella subita, con uno scarto di 20 punti, non doveva dimettersi solo da premier, ma per la vergogna doveva dimettersi anche da segretario del PD, da semplice iscritto e perfino dagli elenchi anagrafici di Pontassieve; dovrebbe scomparire proprio per la vergogna. Ma a sinistra sono fatti così. Anche quando prendono una batosta tragica come sul referendum, invece che riconoscere la pesantissima sconfitta, mettono in risalto, come grande qualità morale, il fatto che Renzi si sia dimesso. E’ lo stesso criterio che usano quando qualcuno dei loro amministratori (quelli della superiorità morale, quelli che “noi abbiamo le mani pulite“) viene preso con le mani nella marmellata (cosa che succede sempre più spesso). Pensano di chiudere la storia e uscirne puliti dicendo che “si è dimesso“. Come se le dimissioni annullino il reato.  Sono ladri dimissionari. Ma sempre ladri sono.

Ma Gentiloni dice che bisogna avere rispetto per la coerenza di Renzi. Coerenza? Quella è una parola sconosciuta al nostro Pinocchietto, non c’è nemmeno nel suo vocabolario; forse qualcuno ha strappato la pagina. State a vedere che adesso il ballista toscano diventa anche modello, emblema e icona di “coerenza”. Ma Gentiloni parla di quel Renzi che aveva scritto a Enrico Letta “#enricostaisereno” (quello che sarà ricordato come il tweet più ipocrita della storia) e poi una settimana dopo lo sfiducia in direzione PD e gli frega la poltrona a Palazzo Chigi? E’ quel Renzi oppure è un omonimo? E’ quello che nel 2014, intervistato da Lucia Annunziata, disse che sarebbe andato a Palazzo Chigi “solo attraverso elezioni e non per inciuci di palazzo“?  E’ quello che disse che le riforme non si fanno a colpi di maggioranza? E’ quello che scrisse: “C’è bisogno di serietà in politica. Occorre imparare a mantenere la parola data. Io non sarò mai presidente del Consiglio senza essere eletto dai cittadini, non farò mai come D’Alema nel 1998.”. E’ quello che, appena insediato, disse che avrebbe fatto una riforma al mese? E’ quello che in questi mille giorni di governo è andato avanti a forza di bugie e promesse non mantenute? E’ sempre lo stesso Renzi? Beh, allora è davvero affidabile, un mito, un simbolo di coerenza e affidabilità. Cominciamo bene; non ha ancora cominciato a fare il premier e già ha sparato la sua prima cazzata. Sarà difficile riuscire a superare o almeno eguagliare il piazzista toscano. Ma mai dire mai.  Ha ragione Davigo, questi non hanno smesso di rubare, o di raccontare balle, hanno smesso di vergognarsi.

E intanto “The show must go on“, tra nani, ballerine, equilibristi, scimmiette ammaestrate, pagliacci e giullari di regime continua lo spettacolo del grande circo della politica. Cambiano i personaggi, chi entra e chi esce dalla pista, ma lo spettacolo è sempre lo stesso, e non fa nemmeno ridere; anzi, è squallido.

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News sparse

di , 5 Agosto 2016 15:44

Notiziette dal mondo dei pazzi e dintorni. “La situazione è grave; ma non è seria” (Ennio Flaiano).

Morti lontani e morti vicini

“Veglia il marito morto da due mesi“. Nessuno ha notato l’assenza di quel vecchio? Nessuno li ha assistiti? Nessuna associazione umanitaria si è accorta del dramma di quegli anziani?  No, sono tutti occupati a raccogliere fondi per i bambini poveri del terzo mondo, o ad accogliere gli africani che si spacciano per profughi. Abbiamo un tipo di solidarietà che funziona in base alla distanza; maggiore è la lontananza degli assistiti e più siamo solidali. Ecco perché poi non ci resta nemmeno un briciolo di solidarietà per chi abita sotto casa. Mandiamo le navi della Marina a recuperare i naufraghi africani in Libia, recuperiamo i morti nei battelli affondati in acque libiche, ma i nostri anziani sono morti da due mesi e nessuno se ne accorge. Anni fa una coppia di anziani di Firenze, la moglie su sedia a rotelle, disperati andarono in riva all’Arno. L’uomo prima gettò la moglie nel fiume e poi si gettò anche lui. Spiegarono le ragione del gesto in una lettera lasciata a casa nella quale esprimevano l’incapacità a condurre una vita normale perché entrambi invalidi, e che, nonostante le varie richieste inoltrate, non ricevevano alcun tipo di aiuto ed assistenza, né dal Comune, né dallo Stato. Già, perché noi pensiamo a tutto ed a tutti; dai bambini africani ai meninos de rua brasiliani, dalla deforestazione dell’Amazzonia al buco nell’ozono, proteggiamo tutte le specie animali a rischio estinzione, dal panda all’orso polare, dalla foca monaca al lupo della steppa. E per tutti organizziamo raccolte di fondi, telethon, associazioni umanitarie, Ong, Fatebenefratelli. Sì, la nostra è una solidarietà a distanza; più sono lontani e più siamo solidali. Siamo così impegnati nella solidarietà che non abbiamo tempo per pensare a chi ci sta vicino.

Lavori usuranti e senza guanti

“Immigrati costretti a dormire nelle stalle“. Ennesima denuncia dello sfruttamento degli immigrati nel lavoro dei campi, nella Piana di Sibari. Lavorano senza guanti e visiere, e sono “costretti” a dormire nelle stalle. Da non credere, lavorano senza guanti. Pensate, se lo sapessero i nostri nonni, che lavoravano nei campi dall’alba al tramonto ed i guanti non li hanno mai visti. Quando avevano una vecchia “paglietta” in testa per ripararsi dal sole era anche troppo.  Ma poi chi li ha costretti a lasciare l’Africa o il Pakistan per venire a lavorare nei campi della Calabria? Sono tornati i negrieri e non ce ne siamo accorti? Li hanno catturati in Africa, li hanno “costretti”  a salire sulle loro navi, dei vecchi velieri rimessi a nuovo per l’occasione, e poi li hanno venduti al mercato degli schiavi nella Piana di Sibari? Che tempi, signora mia, nemmeno in Via col vento si vedevano certe cose.

Bullizzati londinesi

Ultimissime rivelazioni sul pazzo che a Londra ha ammazzato una donna a coltellate e ferito 5 passanti.  I TG, tanto per non prendersela col solito islamico terrorista, lo hanno inizialmente individuato come “norvegese“. Poi hanno aggiunto “norvegese di origini somale“. In realtà sarebbe più corretto dire che si tratta di un “somalo con cittadinanza norvegese“. Sembra lo stesso, ma c’è una bella differenza; quella differenza che le anime belle, terzomondisti, cattocomunisti multietnici e multiculturali, Bergoglio, Boldrini e buonisti associati, si ostinano a far finta di non capire. Ma diamogli tempo. Prima o poi quando si ritroveranno una bomba sotto il culo o qualcuno che li bucherella a coltellate, forse capiranno. Lo speriamo per loro. Ma dopo le prime indagini, ecco che si comincia a capire chi sia questo pazzo e quali siano le ragioni di quel gesto. Un amico lo descrive come un ragazzo “tranquillo e timido” (meno male; figuratevi se fosse aggressivo), dice che la sua reazione violenta è dovuta al fatto che ha subito atti di bullismo a scuola; è stato “bullizzato“: “Non è terrorista; è vittima di bullismo“. Bene, allora non dobbiamo preoccuparci. Anche la donna morta sarà felice di sapere che non è stata accoltellata da un terrorista, ma da un bravo ragazzo vittima di bullismo.

E’ l’evoluzione della specie. In origine abbiamo detto che terrorismo, attentati ed atti di violenza erano opera di fanatici islamici, affiliati ad Al Qaeda, che attuavano il jihad, la guerra santa contro l’Occidente. Poi, visto che Al Qaeda era un po’ in ribasso dopo la morte di Bin Laden, per caratterizzarli meglio e spiegare ragione del fanatismo, la rabbia e l’attitudine al martirio,  li abbiamo individuarli come seguaci dell’Isis, o Daesh, come li chiama il ministro Gentiloni per darsi arie da esperto di cose arabe, arabeschi, arrabbiate, amatriciane e carbonare. A proposito, sapete perché li chiamano Daesh e non Isis? Perché Isis, è acronimo dello Stato islamico; quindi per evitare di citare l’islam, lo chiamano Daesh. Stanno diventando ridicoli. Poi, forse proprio per non irritare gli islamici già facilmente irritabili e facili ad accendersi, in tutti i sensi,  abbiamo detto che si tratta di gesti isolati di singoli disagiati o con problemi mentali, specificando “per mancata integrazione“, così aumenta il nostro senso di colpa.  Ora, infine, per eliminare qualunque riferimento non solo all’islam, ma anche a problemi mentali diciamo che sono “bullizzati“, il che ne fa un bravo ragazzo tranquillo, solo un po’ stressato per colpa della società di brutti, sporchi e cattivi. Così, se domani qualcuno, mentre fate quattro passi in centro o al parco, senza motivo, vi fa uno o più  buchi in pancia, non pensate che sia pazzo: è solo un “bullizzato“. Bene, ora siamo più tranquilli. No?

Dubbio democratico

di , 7 Febbraio 2016 15:02

Quando l’Italia è governata da personaggi che non si sa bene con quale legittimazione popolare ed a che titolo rappresentino la nazione, viene il sospetto che ci stiano fregando. Quando un ciarlatano come Renzi diventa capo del governo, non perché votato ed eletto dal popolo, ma per aver vinto una competizione interna al suo partito e per volontà di un Presidente della Repubblica sul quale pesa il sospetto di aver ordito un golpe per sostituire Berlusconi con un premier più malleabile e pronto ad eseguire gli ordini del potere politico ed economico che governa l’Europa; quando  Laura Boldrini, eletta nel SEL di Vendola, che rappresenta circa il 3% degli elettori votanti (se riferito agli aventi diritto o, ancora meglio, all’intera popolazione italiana, la percentuale è intorno al 2%), diventa presidente della Camera e terza carica dello Stato non perché rappresenti la maggioranza degli italiani, ma per volontà di Bersani che così pagava il prezzo dell’accordo elettorale con SEL; quando un personaggio come Angelino Alfano è ministro dell’interno e gli italiani si chiedono se si possa affidare la sicurezza del Paese a chi ha dimostrato di essere completamente inaffidabile per aver  tradito il mandato ricevuto dagli elettori e, in cambio di qualche poltrona,  sostenere il governo della sinistra che avrebbe dovuto combattere; quando due belle statuine del tutto insignificanti, ma fedeli ancelle del premier, come Madia e Boschi diventano ministre non si sa per quali meriti e  speciali capacità e competenze, ed un’altra donna, Roberta Pinotti, diventa ministro della difesa; quando un personaggio poco sveglio come Paolo Gentiloni, dal caratteristico eloquio soporifero e apparentemente affetto da narcolessia (magari non lo è, ma l’impressione è quella), diventa ministro degli esteri ed è responsabile dei rapporti internazionali; quando una persona come Mattarella, sconosciuto agli italiani fino al giorno della sua elezione, diventa Presidente della Repubblica non per volontà collegiale del Parlamento o perché particolarmente rappresentativo della nazione, o perché votato dai cittadini, ma perché lo ha deciso un premier abusivo, nemmeno lui eletto dal popolo; quando ci rendiamo conto che l’Italia è in mano ad una classe politica composta da personaggi che non brillano per il possesso di particolari doti, competenze, capacità e requisiti politici, culturali e morali; beh, allora come minimo agli italiani dovrebbe sorgere un dubbio e dovrebbero chiedersi se in questa democrazia, che spacciano come il miglior sistema di governo possibile, non ci sia qualche errore di fondo. Non dico che si debba avere la certezza e la prova scientifica che questa democrazia sia una truffa, ma che almeno ci si ponga il problema; ecco, almeno avere il dubbio.

Libertà di stampa: dipende…

di , 13 Novembre 2010 10:36

Vittorio Feltri, direttore editoriale del Giornale, è stato sospeso per tre mesi. Aggiungete il fallito attentato a Maurizio Belpietro,  direttore di Libero. Metteteci anche la perquisizione della redazione del Giornale e delle abitazioni private del direttore Sallusti e del vice Porro, ed il sequestro dei loro PC, con tutti i dati personali. Sistemate la ciliegina sulla torta: Gentiloni del PD, ex ministro nel Governo Prodi, ha inoltrato richiesta di chiusura del Giornale, perché colpevole di essere schierato a favore del Governo e di chiamare il premier amichevolmente “Silvio“. Sembra una battuta, ma è vera. Ma guai ad ipotizzare tentativi di “bavaglio“, per loro non vale. Se una cosa simile si facesse nei confronti di giornali e direttori di sinistra, Ezio Mauro o Concita De Gregorio, avremmo già avuto le sommosse popolari. Se succede a Libero e Giornale, ed ai loro direttori, è tutto normale. Anzi, forse, se la sono cercata…

A quanto pare, è lecito, giusto ed auspicabile, fare lunghe campagne diffamatorie su Berlusconi, ma parlarne bene non si può; è reato gravissimo, almeno per Gentiloni e gentiliniani di corte. Ovvio che, in questi casi l’art. 21 della Costituzione, quello tanto sbandierato dalla sinistra, è momentaneamente sospeso. Ho detto spesso che a sinistra hanno questo strano concetto della libertà di stampa. Così come della democrazia: se vincono loro è una grande vittoria della democrazia, se vincono gli altri è regime! A loro tutto è concesso, ma se si azzardano timidamente, una volta tanto, gli altri ad usare gli stessi metodi, allora non è più libertà di stampa, niente art. 21, quello diventa killeraggio, dossieraggio, macchina del fango. Lo ha ribadito anche Saviano, in prima serata TV, senza che nessuno potesse rispondergli a tono. Ma anche questo rientra nella norma. Loro possono farlo, quando, come e dove vogliono. E  pure pagati profumatamente. Gli altri no. Evidentemente la libertà di stampa e l’art.21 sono diritti esclusivi di pochi privilegiati. Uso un’altra parola frequentemente, riferita alla stampa, alla politica ed alla società: ipocrisia.

Si potrebbe pensare che, forse, io esageri. Allora non resta che sentire cosa ne pensano i diretti interessati. Per esempio i giornalisti. Sentiamo, quindi, cosa ne pensa un giornalista di tutto rispetto, Pierluigi Battista, firma di primo piano del più grande quotidiano italiano, il Corriere. Lo ha detto ieri in un breve video (ascoltatelo, è brevissimo) che figura ancora oggi nella home del quotidiano. Eccolo: “I giornalisti italiani? Grandissimi ipocriti“. E se lo dice lui…

A proposito, giusto per confermare che sono cose che ripeto da tempo, ecco cosa scrivevo 5 anni fa: “Libertà di stampa (per chi?)”

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