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Gravi lacune

di , 6 Agosto 2017 06:01

Sono molte le cose che non ho mai capito. Non ho mai capito i balletti di Don Lurio; ma anche quelli delle gemelle Kessler, di Raffaella Carrà, Heather Parisi, Lorella Cuccarini. Non ho mai capito neppure i balletti di Gene Kelly, il Tip tap di Fred Astaire o la Street dance. Insomma, non ho mai capito i balletti; chiunque li faccia. Non ho mai capito chi porta gli occhiali neri a mezzanotte o li porta sulla testa come fermacapelli (anche quando i capelli non ci sono), o tiene le stanghette in bocca. Non ho mai capito i berrettini con la visiera rivolta all’indietro sulla nuca. Non ho mai capito gli strombazzamenti delle auto nei cortei nuziali, né gli applausi ai funerali.  Non ho mai capito l’utilità di attraversare l’oceano o il deserto in solitaria. Non ho mai capito la musica dodecafonica e nemmeno il rap. Non ho mai capito i tagli di Fontana o i sacchi di Burri. Non ho mai capito il minuto di silenzio: a cosa pensa la gente durante quel silenzio?

Non ho mai capito chi salta in alto, in lungo e in largo in uno stadio o lancia pesi, dischi e giavellotti (Mondiali di atletica: Bolt battuto da Gatlin). E soprattutto non ho mai capito l’utilità pratica di correre i 100 metri in meno di 10 secondi. Per fortuna sembra che questa carenza non sia preoccupante. Mi dicono che si può sopravvivere e condurre una vita normale anche con queste gravissime lacune. Anche perché nella vita si possono fare molte cose. Si possono scrivere romanzi e poesie o fingersi artisti: “L’arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati” (Leo Longanesi). Si possono scalare montagne, attraversare deserti e pensare che correre e saltare sia una professione seria. Oppure si possono piantare ulivi o coltivare grano e patate. La differenza è che ulivi, grano e patate hanno una loro reale intrinseca utilità.

Carioca (Flying down to Rio)

di , 4 Febbraio 2011 00:20

La prima volta di Ginger e Fred. Intendo la prima volta che Fred Astaire e Ginger Rogers hanno ballato insieme in un film. Il primo di una lunga serie di successi che li consacrò cme la coppia di ballerini più celebri, acclamati ed amati del cinema hollywoodiano. “Flying down to Rio” è un film del 1933. Oltre a Ginger e Fred figurava fra gli interpreti principali Dolores Del Rio, altra star degli anni ’30. Di questo film, oltre alla bravura degli interpreti sono da ricordare due autentiche perle musicali: Carioca e Orchids in the moonlight. Brani che, per la loro bellezza, entrarono a far parte del repertorio di tutte le grandi orchestre.

Ma non è solo la musica ad essere apprezzabile. Notevoli le coreografie che accompagnano questi brani rendendoli ancora più coinvolgenti. Quando la musica diventa danza e la danza diventa spettacolo, allora avviene il miracolo. Musica e danza si fondono e diventano un tutt’uno; una delizia per gli occhi e per la mente. Finora in rete esistevano solo video che riprendevano spezzoni di Carioca, forse perché la scena dura più di 10 minuti. E di solito viene riproposto il brano centrale con il ballo di Fred e Ginger che, onestamente e senza nulla togliere alla loro bravura, almeno per me che ho sempre una particolare attenzione alla parte musicale, non è la cosa migliore del film. E di solito manca proprio la parte finale, quella in cui una simpatica e brava Etta Moten canta Carioca dandole un tocco in più di colore locale. Finalmente qualcuno, però, è riuscito nell’impresa di pubblicare l’intera scena.  Lo propongo, prima che sparisca, come succede spesso su YouTube, insieme al tango Orchids in the moonlight, sperando di far cosa gradita a chi non li ricorda o a chi non li conosce. Buon ascolto…

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