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Il Papa non sta bene

di , 22 Agosto 2017 09:54

Papa Bergoglio dovrebbe preoccuparsi della sua salute. Ad una certa  età è normale cominciare a soffrire di acciacchi senili e ultimamente sembra proprio che non goda di ottima salute.  Magari sarebbe opportuno fare un bel check up completo, per sua tranquillità (e anche nostra). “Senectus ipsa est morbus” (La vecchiaia è essa stessa una malattia)”, diceva Cremete nella commedia Phormio di P. Terenzio Afro. E Luciano De Crescenzo, completando la frase, specificava: “La vecchiaia è una malattia: o ti prende alle gambe o ti prende alla testa“.

Bergoglio sembra essere afflitto da entrambe le patologie. Ricordiamo che spesso è inciampato ed è perfino caduto, dimostrando difficoltà deambulatorie e incertezza sulle gambe. Ma anche mentalmente mostra qualche cedimento, specie quando, invece di occuparsi dello spirito e delle anime dei credenti, parla  non da capo spirituale della Chiesa, ma da sindacalista e si occupa di lavoro, di ferie, di giusto salario, di aziende in crisi e perfino di trasferimenti di sede dei lavoratori. O quando parla da politico, suggerendo la sua particolare ricetta per affrontare l’emergenza immigrazione proponendo di costruire ponti invece che muri ed accogliere tutti i migranti perché sono tutti “nostri fratelli” e costituiscono un’opportunità di crescita. E non lo dice una volta tanto, in particolari circostanze; lo dice e lo ripete quotidianamente da anni, riscuotendo l’applauso della claque delle anime belle della sinistra e dei cattocomunisti in crisi di identità, che recitano la litania dei migranti “preziose risorse“. Allora, parlando di patologie della vecchiaia e del protagonismo papale che interviene su tutti i temi politici, economici, sociali, (roba da far invidia a Napolitano), oltre alle due massime già riportate, viene spontaneo citare un’altra perla di saggezza dal  “De senectute” di Cicerone: “Senectus est natura loquacior.” (La vecchiaia, per sua natura è piuttosto loquace, ciarliera). Curioso, sembrano tutte scritte pensando a Bergoglio. Già, perché quest’uomo racchiude in sé tutte le fattispecie contemplate: ha problemi alle gambe,  alla mente e parla troppo. Di recente, commentando un articolo su Laura Boldrini e la sua mania di intervenire su tutti gli argomenti per dettare la sua personale visione del mondo (è un vizio molto comune nei palazzi del potere),  ho scritto: “Boldrini e Bergoglio hanno lo stesso difetto: parlano troppo, parlano a vanvera e parlano di argomenti che non sono di loro competenza.”.

E’ curioso che Bergoglio riscuota tanto consenso tra gli ex/post comunisti marxisti e mangiapreti, nipotini di quel tale che affermava che “La religione è l’oppio dei popoli“. e che hanno sempre combattuto come la peste la Chiesa, i cristiani ed il Papa. Gli stessi che solo qualche anno fa scendevano in piazza e sfilavano in corteo per rivendicare la laicità dello Stato e protestare contro le ingerenze del Vaticano. Oggi sono in prima fila ad applaudire Bergoglio e citarlo come autorevole fonte di saggezza.  Se oggi i comunisti applaudono il Papa, significa che si sono convertiti? Sono cambiati i comunisti? No, è cambiato il Papa. Ecco perché piace tanto alla sinistra; lo sentono come uno di loro, un compagno. Esempio emblematico è Emma Bonino, una di quelle che, in compagnia di Pannella, l’amico e compagno di tante battaglie, era sempre in prima fila a contestare la Chiesa e che ultimamente è in perfetta sintonia con il Papa e pochi giorni fa è andata proprio in una chiesa a presentare la campagna “Ero straniero; l’umanità che fa bene“, a favore dell’accoglienza dei migranti (Emma Bonino in chiesa).

Che anche lei abbia qualche leggerissimo problema senile lo dimostra il fatto che, proprio presentando questa ennesima campagna a favore degli immigrati, ha affermato calma e serena,  che abbiamo bisogno di accogliere gli immigrati perché “compensano il calo demografico“. Ovvero, siccome nascono pochi italiani, rimediamo importando africani. Come se, per rimediare al calo della produzione di pomodori San Marzano a causa della siccità, importassimo datteri dall’Egitto. La cosa assurda è che lei è la stessa Emma Bonino che ha contribuito in maniera determinante al calo delle nascite con le accanite campagne a favore dell’aborto libero, sia praticando lei stessa l’aborto clandestinamente usando una pompetta da bicicletta (La stessa Bonino ha affermato di averne praticati circa 11.000). Quella stessa Bonino che praticava migliaia di aborti oggi viene a dirci , “Tomo tomo e cacchio cacchio” direbbe Totò, che abbiamo il problema del calo demografico, che nascono pochi bambini e quindi, dobbiamo compensare importando africani. Capito in che mani siamo? Vi sembra che queste siano persone normali? Temo che le pompette, oltre che per aspirare feti, le abbiano usate anche per aspirare il cervello di molta gente. E’ la conseguenza della “fuga dei cervelli“. I cervelli scappano all’estero e qui restano frattaglie varie, coglioni, vecchie zitelle acide e politici rincoglioniti.

Ma torniamo al nostro Papa ciarliero che proprio non riesce a stare zitto nemmeno un giorno. Infatti anche ieri ha sparato la sua ennesima bergogliata: “Sì a ius soli e ius culturae“. Ho scritto molti post su Bergoglio. Inizialmente pensavo di essere io troppo critico nei suoi confronti. Ma col tempo mi sono reso conto che non ero il solo ad avere serie riserve su questo Papa. La conferma veniva leggendo i commenti dei lettori.  Ogni volta che c’è un articolo che riporta le dichiarazioni del Papa i lettori si scatenano e inviano centinaia di commenti. Nessun altro personaggio suscita reazioni così immediate, numerose e  negative; nemmeno i politici più invisi, nemmeno Renzi o Boldrini. Bergoglio sbaraglia tutti, in quanto ad antipatia non ha concorrenti. Trovare un commento positivo e di approvazione nei suoi confronti è come cercare un ago nel pagliaio. E mi riferisco ai lettori del Giornale che è uno dei pochi quotidiani di riferimento dei lettori che si riconoscono in quell’area politica che genericamente definiamo centrodestra; quindi, non proprio degli atei mangiapreti da sezione Lenin o da centro sociale Che Guevara. Anzi, solitamente sono cattolici e pure praticanti. Allora si ripropone la domanda: se oggi tanti cattolici sono critici nei confronti del Papa, è perché i cattolici sono cambiati? No, è cambiato il Papa.

La prova l’abbiamo anche leggendo questo articolo sopra linkato; ma soprattutto leggendo i commenti.  Già ieri sera, erano presenti 344 commenti, così numerosi da aver mandato in tilt il sistema di pubblicazione; infatti, benché siano conteggiati, non vengono visualizzati. Ma non sono nemmeno tutti, perché la pubblicazione dei commenti viene sospesa la sera. Quindi è prevedibile che ci siano ancora centinaia di commenti in attesa di pubblicazione. Per curiosità provate a dare uno sguardo anche veloce a quella sfilza di commenti e provate a individuarne uno che sia positivo; impresa quasi impossibile; sono tutti a base di insulti e considerazioni negative su Bergoglio, come Papa  e come persona. Qualcuno dovrebbe tenere conto dell’opinione dei lettori e non solo delle sparate gratuite dei soliti intellettuali di regime o degli opinionisti da salotto televisivo.

Domenica mattina accendo la Tv e, in diretta, c’è la messa celebrata al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Il celebrante sta tenendo l’omelia commentando un brano del Vangelo. Lo seguo con curiosità perché anche quel brano viene interpretato in maniera strumentale e serve per lanciare il messaggio papale sulla necessità di non innalzare muri, ma aprire le frontiere, cancellare confini e barriere ed aprire all’accoglienza degli stranieri. Come mi aspettavo. In sostanza l’omelia del sacerdote ripete esattamente ciò che va dicendo da anni Bergoglio. Più che un’omelia sembra il solito comizietto terzomondista dl solito trombone di sinistra. Ma non è strano; ormai si fa più politica in chiesa che nelle vecchie sezioni del PCI. Che lo dica un prete è normale (fino a un certo punto).  Ma sono gli stessi concetti, suggerimenti e linee guida che poi esprime anche il presidente del Consiglio Gentiloni, intervenendo al Meeting.  Quasi commovente questa unità d’intenti, questa “corrispondenza di amorosi sensi” fra la Chiesa e lo Stato laico. Procedono in perfetta sintonia; Chiesa, Governo, media, opposizione, destra, sinistra e centro, recitano tuti la stessa litania.  Ormai non c’è differenza; stessa identica noiosa nenia buonista. Compresi i media di regime (stampa, TV, web) che fanno da megafono del potere e riportano quotidianamente le veline dell’ufficio stampa del Palazzo, innocenti ed ingenui come un coro di voci bianche che cantano all’unisono (anche se non se ne rendono conto), ed a reti unificate (Mediaset compresa), l’Inno terzomondista, multietnico e politicamente corretto.

 L’Italia, l’Europa, l’occidente, sono sotto attacco permanente da parte di fanatici islamici  e la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio. L’accoglienza  di centinaia di migliaia di immigrati sta mettendo in crisi l’occidente impreparata a fronteggiare in breve tempo un così  massiccio flusso migratorio e crea i presupporti per una destabilizzazione politica, economica, sociale, culturale e morale che può provocare gravi conflitti sociali e scontri anche violenti. Anche la sinistra, forse a seguito della batosta elettorale, si è resa conto di aver esagerato con la politica accoglientista, ha capito che va contro la volontà degli italiani, che sta perdendo consensi e, quindi, corre ai ripari; tardivamente, ma ci prova. Lo stesso Renzi fino a pochi mesi fa ribadiva che era nostro dovere accogliere i migranti e si diceva orgoglioso dell’opera delle nostre missioni in mare che “salvano vite umane”.  Dopo la batosta ha cambiato refrain e, contrordine compagni,  dice che dobbiamo salvare tuti, ma non possiamo accogliere tutti, e propone il numero chiuso. Anche il ministro Minniti ha capito l’antifona e cerca di far credere che cambia la strategia e cercheremo di fermare il flusso migratorio. Voi ci credete? Io no. Insomma, sia che ci credano davvero o che fingano, tutti sembrano aver capito che non possiamo permetterci di accogliere mezza Africa, sarebbe un peso insopportabile, sia sul piano sociale che economico. Meglio tardi che mai, dicono gli ottimisti. Io direi che  è meglio capirlo prima che dopo. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è inutile. Ed ancora, chi è responsabile di aver favorito questa situazione intollerabile dovrebbe assumersi le responsabilità e, per onestà e coerenza, dimettersi. Ma l’Italia, come dico spesso, è quel paese da farsa in cui tutti rompono, ma nessuno paga.

Bene, in questa situazione non proprio tranquilla sul fronte dell’immigrazione, il Parlamento rilancia l’idea dell’approvazione di una legge sullo ius soli (Pare con l’impegno a discuterla ed approvarla alla ripresa dei lavori, a settembre). Bisogna  essere proprio  incoscienti per proporre la cittadinanza agli stranieri in un momento come questo. E’ quasi una provocazione, un insulto agli italiani. Ma questi Pidioti sono fuori da ogni logica; politicamente sono sempre un po’ borderline. E cosa fa Bergoglio? Insiste nel suo protagonismo e nella mania di dispensare  consigli non richiesti, e  “scende in campo“  a favore dell’approvazione dello ius soli. Ovvero, non esprime saltuariamente  un generico auspicio di apertura verso gli immigrati. No, esprime un giudizio chiaro e netto su una proposta di legge proprio nel preciso momento in cui il Parlamento sta per discuterla. Come un qualunque politico attivo  o  militante di partito. E nessuno gli fa notare che questa è una inaccettabile ingerenza di un capo di Stato straniero in una questione di competenza del Parlamento italiano? Dove sono finiti i NO Vat che sfilavano rivendicando la laicità dello Stato contro le ingerenze del Vaticano?  Scomparsi, in ferie, trasferiti, convertiti?

Allora, che bisogna darsi un mossa e cambiare politica sull’immigrazione l’hanno capito tutti. Tutti eccetto uno: il Papa. Bergoglio, è risaputo,  vive in un altro Stato, il Vaticano. Ma sarebbe meglio dire che vive in un altro mondo. E continua a dire, suggerire, quasi imporre l’accoglienza dei migranti come obbligo morale da trasformare in legge dello Stato. Sì, perché un conto è esprimere la speranza che nel mondo regni la pace e l’amore per il prossimo, altro è cercare di imporre il messaggio evangelico  come principio politico: tutti buoni per legge. Questo è ciò che fa l’islam, assumere come legge dello Stato la legge coranica, la sharia. Si chiama teocrazia e non mi pare che questa possibilità sia contemplata nella nostra Costituzione. Ma se Bergoglio insiste nella sua posizione significa che è fuori dalla realtà. E chi è fuori dalla realtà, di solito, è anche fuori di testa. E quando si è fuori di testa la cosa più urgente è curarsi. Ecco perché Bergoglio dovrebbe rendersi conto che non sta proprio bene, dovrebbe preoccuparsi della sua salute e, almeno per scrupolo, sottoporsi ad accurata visita medica, per il suo bene; ed anche per il nostro.

Emma Bonino in chiesa

di , 19 Luglio 2017 14:41

Ovvero, il diavolo e l’acqua santa. Emma Bonino, storica esponente radicale e compagna di mille battaglie del fu Marco Pannella, ora fa propaganda a favore dell’immigrazione e dell’accoglienza con la campagna “Ero straniero: l’umanità che fa bene”,  sostenuta dalla Caritas e da molte associazioni cattoliche con la benedizione del Papa. Curiosi questi radicali, hanno sempre qualche battaglia da combattere. Per loro le battaglie etiche e sociali sono una specie di droga. Hanno bisogno della dose quotidiana. Se gli manca la “buona causa” per cui combattere e scendere in piazza e lanciare appelli, vanno in crisi di astinenza.  Lottano per il sesso libero, per la droga libera, per i delinquenti liberi (L’amnistia è una delle loro storiche battaglie), per l’aborto libero. I radicali vogliono essere liberi. Ma lo sanno tutti che i radicali liberi sono molto dannosi per la salute.

Ma, contrariamente alle sue vecchie abitudini, non si limita a fare i banchetti in piazza, distribuire volantini, fare comizi da un palco, o marciare in testa ad un corteo di femministe abortiste urlando slogan contro il Papa ed il Vaticano. Ora indossa il suo turbantino d’ordinanza, la faccia da vecchia militante radicale e va a lanciare i suoi appelli nella tana del lupo, la chiesa di San Defendente a San Rocco di Cossato: “La Bonino predica in chiesa; a parlare di immigrati“. E la cosa assurda, se non ridicola, è che lo fa con il sostegno e la piena approvazione di Bergoglio il quale aprirebbe la chiesa a tutti purché predichino l’accoglienza; fosse anche il diavolo. E  non è detto che non sia proprio così, vista l’assiduità con cui predica di aprire le porte a tutti, compresi i musulmani che, dice, “sono nostri fratelli“; ben sapendo che un’invasione islamica dell”Europa è un pericolo gravissimo, non solo per il cristianesimo, ma per l’intera civiltà occidentale. Non può non saperlo, visto che ormai l’hanno capito anche i bambini del coro (compresi quelli di Ratisbona) e perfino il sagrestano. Allora, perché Bergoglio continua a fingere di non capirlo?

Se continuare a predicare l’accoglienza indiscriminata significa favorire e accelerare la disgregazione dell’Occidente, della sua cultura e delle radici cristiane, non si può ipotizzare che, dietro questo disegno, ci sia proprio Satana? Se è così allora suonano tragicamente profetiche le parole di Paolo VI che, nel 1972, disse  che “Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio.”. E chi è il guardiano di quel Tempio? Bergoglio. Ecco perché apre le porte anche ad una anticlericale storica come Emma Bonino. Forse la vedono come la pecorella smarrita e ritrovata. Oppure come il figliuol prodigo che torna alla casa del padre. Manca solo che ammazzino il vitello più grasso. Che poi non si è mai capito perché ci vada di mezzo il vitello grasso, poverino, che non era responsabile né della partenza del figlio giramondo, né del suo ritorno. Ingiustizie della storia. Oggi Gesù avrebbe avuto contro tutti i movimenti animalisti.

 

In quanto a simpatia, questa donna segue, giusto di un soffio, Boldrini e Kyenge. Era quella che predicava l’aborto libero e lo praticava usando una pompetta da bicicletta (come lei stessa ha affermato; quella nella foto a lato è proprio lei); quella anticlericale che tuonava contro la Chiesa e i preti, che scendeva in corteo con i “No Vat”, per affermare la laicità dello Stato e denunciare le ingerenze del Vaticano.Sì, ma non è lei che ha cambiato idea, è la Chiesa che si è trasformata, tanto da diventare quasi irriconoscibile. Una volta in chiesa si pregava, si leggevano passi del Vangelo, si illustravano le parabole del Signore. Oggi in chiesa, invece che il Vangelo, si legge L’Unità, in particolare gli editoriali di Concita De Gregorio sul Bunga bunga (vero don Giorgio Morlin?), si condanna Berlusconi, la sua politica ed il suo governo (come don Aldo Antonelli, il “prete freelance), o gli si augura addirittura la morte (come il prete rosso don Giorgio De Capitani), cosa non proprio in linea con lo spirito evangelico.

Oppure si definiscono preti operai o preti di strada, contestano l’autorità della Chiesa e scendono in piazza a protestare ed innalzare barricate con gli antagonisti (come don Vitaliano Della Sala, il prete No Global). Ed infine a Natale, invece che intonare Tu scendi dalle stelle, Adeste fideles o Astro del ciel, cantano Bella ciao sventolando un drappo rosso (ricordate Don Gallo?). Ormai, tra parrocchie e centri sociali non c’è più differenza, i poster di Gesù e Che Guevara sono intercambiabili. Ecco perché Bonino in chiesa si sente al posto giusto, come a casa sua.

Vedi:

- Natale con gli ultimi

- Galli, puttane, machete e picconi rosso sangue

- El Gallo rojo

Video importato

YouTube Video

Pannella, Lincoln e la politica

di , 19 Maggio 2016 20:35

Pannella da morto vale più che da vivo. Ma non è il solo, è una regola generale. Quando sei vivo sei un pezzo di merda. Ma appena crepi, di colpo diventi un grande, un genio, un benefattore dell’umanità, un santo.

Succede anche a quei pazzi assassini che fanno stragi in famiglia o ammazzano i vicini perché i panni gocciolano sul balcone, o per un parcheggio, un sorpasso, uno sguardo provocatorio, per una sigaretta o per pochi spiccioli. Il giorno dopo la strage c’è sempre qualcuno che li descrive come bravi ragazzi, grandi lavoratori, persone tranquille, normali. Meno male, figuriamoci cosa farebbero se fossero aggressivi e malvagi.  Succede anche ai politici, compreso Pannella. Da vivo gliene hanno detto e fatto di tutti i colori, ma oggi sono tutti in prima linea a decantarne le grandi doti politiche e umane; perfino il Vaticano contro cui Marco ed Emma scendevano in piazza, in prima fila con grandi cartelli “No Vat“, per contestare le ingerenze della Chiesa e rivendicare la laicità dello Stato. Se dovessi indicare una caratteristica di questa nostra società, la prima che mi viene più spesso in mente è l’ipocrisia. Specie il mondo della politica, della comunicazione, dell’arte, della cultura, delle relazioni sociali, della morale ballerina che si applica secondo le circostanze, il mondo delle apparenze, delle convenzioni, del buonismo di facciata, dei discorsi di circostanza, delle rapporti familiari di facciata, specialmente tutta la società: un mondo falso che si fonda e si regge sull’ipocrisia.  

Molti anni fa, il 29 dicembre 1999, Pannella fece un annuncio a pagamento sul giornale Il Foglio, per fare gli auguri di buon anno 2000 alla classe politica. E come augurio pubblicò un brano di Abramo Lincoln, Il credo degli uomini liberi, risalente al 1854. Lo dedicava alla classe dirigente italiana di allora con queste parole: “Confrontino, lor signori, confrontino Berlusconi e D’ Alema, Fossa e Cofferati, ben più della metà dei 20 referendum liberali e liberisti sostenuti con 16 milioni di firme dagli elettori italiani con questo testo. Sarà loro facile constatare che erano stati letteralmente pre-visti e pre-scritti, sin dal 1854, da Abramo Lincoln.”.

Il credo degli uomini liberi

«Non si può arrivare alla prosperità scoraggiando l’impresa. Non si può rafforzare il debole indebolendo il più forte. Non si può aiutare chi è piccolo abbattendo chi è grande. Non si può aiutare il povero distruggendo il ricco. Non si possono aumentare le paghe rovinando i datori di lavoro. Non si può progredire serenamente spendendo più del guadagno. Non si può promuovere la fratellanza umana predicando l’odio di classe. Non si può instaurare la sicurezza sociale adoperando denaro imprestato. Non si può formare carattere e coraggio togliendo iniziativa e sicurezza. Non si può aiutare continuamente la gente facendo in sua vece quello che potrebbe e dovrebbe fare da sola». (Abramo Lincoln)

Sono passati 16 anni da allora. Vi risulta che abbiano apprezzato quell’augurio e fatto tesoro di quei saggi consigli? Non direi proprio; anzi. Bene, salvo qualche piccola ed insignificante variazione, il matrimonio contro natura fra cattolici e comunisti confluiti in un unico partito, il Partito democratico, dopo decenni di scontri e battaglie (“Abbiamo le stesse radici, vogliamo le stesse cose“, dissero), i voltafaccia ormai istituzionalizzati di molti politici sempre in crisi d’identità che cambiano casacca e partito secondo il vento e le convenienze,  e la comparsa del Movimento 5 stelle, la classe dirigente dell’Italia è sempre la stessa. Quella stessa classe dirigente che fino ad oggi se ne è fregata altamente di Pannella, di Abramo Lincoln e delle sue parole. La stessa (destra, sinistra, centro, ambidestri, comunisti pentiti e cattolici confusi) che oggi rende omaggio a  Pannella. Ennesima prova dell’ipocrisia elevata a sistema. Auguri.

Tumori e pudori

di , 9 Gennaio 2016 15:48

La spettacolarizzazione della sofferenza sta diventando una moda. Una volta le malattie si sopportavano in silenzio con pudore e riservatezza, ora si devono rendere pubbliche, come qualcosa di cui andare fieri, da condividere. E di solito a farlo sono personaggi pubblici. Tempo fa lo ha fatto Emma Bonino, annunciando di avere un cancro al polmone (forse effetto del fumo passivo delle 100 sigarette al giorno di Marco Pannella) e invece che curarsi e sperare nella guarigione, come fanno tutti i malati di questo mondo, sente il bisogno di annunciarlo “Urbi et Orbi“, approfittandone per mostrarsi su tutti i media con le cuffiette colorate che nascondono la testa pelata e salire in cattedra per dispensare saggi consigli sui “sette alleati contro il cancro“.

Immagino che ora, grazie ai preziosissimi consigli della Bonino, l’oncologia farà passi da gigante. Pochi giorni fa è stata la volta di una giornalista della BBC, Victoria Derbyshire, che comunica al mondo di avere un tumore al seno, fa l’immancabile selfie d’ordinanza, “con coraggio” si mostra senza capelli, e dichiara di “combattere la sua battaglia contro il cancro“.

Oggi è la volta di un’altra donna, Carolyn Smith, coreografa, che annuncia di avere un tumore al seno e, per mostrare gli effetti della chemioterapia, fa il solito autoscatto insieme al marito e si mostra completamente calva. E anche lei parla di  lotta e promesse di vittoria: “Sto combattendo contro un nemico odioso che chiamo l’intruso. E’ un tumore maligno al seno che mi è stato diagnosticato due mesi fa. Lo sconfiggerò.”. Le auguriamo di cuore di guarire, così come lo auguriamo a tutte le persone malate, anche se  non fanno autoscatti, non rilasciano dichiarazioni, non annunciano battaglie, non parlano di coraggio, non compaiono in TV, non finiscono in prima pagina ; semplicemente si curano e sperano di guarire.

Ma oggi sembra che tutto debba diventare di pubblico dominio; gioie, dolori, sofferenza, malattia, morte. Tutto fa notizia e diventa pubblico. Tutti smaniano dalla voglia di mostrarsi e raccontare i fatti e fatterelli privati, decenti o indecenti. Apparire è diventato l’undicesimo comandamento di una società fondata sulla rappresentazione di se stessa. Non esiste più la realtà, esiste solo la sua rappresentazione mediatica. Se non appari non esisti.  Ecco perché stampa, TV e web, sono invasi da messaggi, informazioni e foto di ogni genere, del tutto inutili, ma che sono il pane quotidiano di questa umanità frastornata che ha perso il senso della realtà. E’ una battaglia quotidiana per guadagnare visibilità con scandali, provocazioni, nudi sempre più nudi, confessioni pubbliche di fatti privati, intimità e segreti più o meno pruriginosi. Sta diventando motivo di orgoglio e titolo di merito l’ostentazione pubblica dei vizi privati.

Ecco perché in una società in cui apparire diventa quasi un obbligo sociale, anche la malattia diventa un fatto pubblico, da mostrare, raccontare, usare come pretesto per affermare la propria presenza nel mondo, per partecipare al rito collettivo dell’esibizione pubblica del privato, per guadagnarsi quel quarto d’ora di celebrità che ipotizzava Andy Warhol. Anche quando, come il caso dei personaggi dello spettacolo, quel quarto d’ora di celebrità lo hanno già avuto in abbondanza. Non è il caso, quindi, di parlare di grandi battaglie o di prove di coraggio nel mostrarsi senza capelli e annunciare vittorie. Quando si ha un cancro, le “battaglie” personali non esistono, il coraggio non serve, c’è solo la malattia e la cura: o si guarisce o si crepa. Punto. E non per particolari meriti personali.

Ci sono migliaia di persone che ogni anno vengono colpite da tumori, si sottopongono a lunghe terapie, a controlli periodici che vanno avanti per anni, sopportano gravi complicazioni ed effetti collaterali, dei quali la perdita dei capelli è il minore dei danni, e spesso muoiono; coraggio o non coraggio. Ma non vanno in TV a raccontarlo per mostrarsi come delle eroine che “combattono una battaglia“. Quando anche il cancro diventa quasi uno status symbol da mostrare con orgoglio, significa che anche il pudore è morto: amen.

Senti chi parla

di , 16 Febbraio 2014 13:34

Titolone d’apertura stamattina sul Corriere.it

Ha ragione Alfano. Troppi idioti intorno a Berlusconi. Ovviamente i più idioti e più inutili (o “utili”, ma sempre idioti) sono quelli che gli stavano più vicini. E chi era quello più vicino? Ovvio, il segretario del PDL,  l’erede designato, il vice Berlusconi, il delfino del capo, il primo della lista degli inutili idioti, lui: Angelino Alfano. La conferma? Vista la sua vicinanza a Silvio, solo un idiota potrebbe fare una dichiarazione simile. Ma, da idiota, (anche gli idioti ogni tanto, per sbaglio, ne dicono una giusta) ha detto una grande verità. Complimenti.  Povero Angelino, ha solo una cosa che si nota subito e per la quale  verrà ricordato dai posteri:  i dentoni da Bunny.

Ultimissime. Altra notiziona da prima pagina appena pubblicata sul Corriere: “Sventolava una bandiera arcobaleno”

Ma il signor Vladimiro Guadagno, in arte (!?) Luxuria, sapeva che in Russia è vietato fare propaganda gay? Certo che lo sapeva, lo sanno tutti. Anzi, lo sa così bene che già in passato fu protagonista di un’altra manifestazione di protesta, a Mosca,  a favore dei gay. In quella occasione fu fermata e rispedita in Italia. Ma non ha imparato la lezione. E’ tosta, è decisa, determinata, è quel che si dice “una donna…con le palle“. Così coglie l’occasione delle Olimpiadi, va a Sochi a sventolare  una bandiera arcobaleno con la scritta “Essere gay è OK” (in cirillico), si fotografa e manda un messaggio su Twitter ”Alla faccia di Putin”. E’ una provocazione? Benissimo,  ma poi non si lamenti se ne paga le conseguenze. Intanto, data la sconvolgente notizia, si è già mosso tutto l’ambaradan gay, lesbo, bisex, transex, plurisex etc…protestano contro l’arresto del trans nazionale in trasferta olimpica e chiedono l’intervento immediato della Farnesina. Emma Bonino (vedi nota ANSA) ha già assicurato il suo interessamento e “L’Unità di crisi” è già attivata. Se il risultato della Bonino è quello ottenuto con i marò in India, Luxuria sta fresca, letteralmente. Magari finisce in Siberia, al freddo e al gelo (oh, povera stella!). Beh, poco male, almeno è l’occasione buona per rinfrescarsi le idee…

Sardegna e armi chimiche

di , 16 Dicembre 2013 14:25

Siamo diventati una pattumiera mondiale? Una discarica di rifiuti vari? Sembrerebbe di sì. Sei anni fa siamo diventati la pattumiera della Campania (Vedi “Siamo la pattumiera d’Italia?”). Visto che allora siamo stati così bravi e disponibili (grazie a Soru che volle farsi bello dando una mano ai compagni Prodi, Bassolino, Iervolino…), oggi la ministra Emma Bonino ha deciso di portare in Sardegna anche le armi chimiche di Assad. Quelle bombe che non vuole nessuno. Le ha rifiutate anche l’Albania. Così dopo essere diventati terra di conquista e di approdo di tutti i disperati del terzo mondo, che arrivano qui sostenuti ed incoraggiati dall’ONU, da Letta, dalla sinistra multiculturale, multietnica e multipocrita, da Boldrini e Kyenge, dal Papa e dai buonisti di professione, e dopo aver accolto navi cariche di monnezza napoletana, accogliamo anche le bombe chimiche siriane. Per accogliere anche la merda del terzo mondo ci stiamo organizzando.

Ne dà notizia questo articolo del Corriere.it: “Piano per le armi chimiche. Offerta della Bonino; destinazione Sicilia o Sardegna“.  E nessuno protesta? Dove sono i buonisti, i pacifisti, i verdi, gli ecologisti, gli ambientalisti? Tutti in letargo?

Chi è la Bonino? E’ quella che è sempre candidata ovunque ci sia una poltrona disponibile; nel partito, alle politiche, alle regionali, alle europee, alle comunali; lei c’è sempre. E’ quella che veste sempre le solite giacchine a tinta unita e colori forti, come la Merkel. Quella che da decenni ha sempre la stessa acconciatura; caschetto biondo con larga ciocca che le copre l’occhio destro (che fantasia!). Quella che quando si volta per guardare qualcosa o qualcuno,  gira la testa con scatti improvvisi: come le galline. Ecco, quella!

Che fortuna

di , 10 Novembre 2013 13:17

Il tifone Haiyan nelle Filippine ha lasciato al suo passaggio devastazione e morte. Interi insediamenti urbani rasi al suolo. Ecco un’immagine degli effetti del tifone nella città di Tacoblan.

Secondo le prime stime potrebbero esserci più di 10.000 morti. E qual è la prima reazione dei media e dei nostri politici? Aiutare le popolazioni colpite? Inviare aiuti e soccorsi?  No, ecco la classica reazione italica ben illustrata da una dichiarazione della ministra Emma Bonino, appena diffusa da una   news ANSA : “Bonino: finora nessun italiano disperso”. Meno male, che culo! Ora siamo tutti tranquilli.

Ma che vuol dire “finora nessun disperso“? Volendo essere cinici si potrebbe anche pensare che per il momento non ci sono italiani che mancano all’appello, ma si spera che ci sia qualche morto, in maniera da rimpatriarlo con volo di Stato, mostrare al TG la solita sfilata di autorità che vanno ad accogliere la salma all’aeroporto e mostrarsi con volto afflitto di circostanza in favore di telecamera. Sono eventi che fanno sempre grandi ascolti in TV. Ed ormai, è risaputo, è l’auditel a governare il mondo.

E poi, con grande impegno professionale dei media, dare sfogo alla solita sceneggiata del cordoglio nazionale con preghiera del Papa per i morti, il solito messaggio fotocopia di circostanza del presidente Napolitano, il volto commosso con lacrimuccia della Boldrini e la Kyenge che propone di accogliere in Italia tutti i sopravvissuti filippini e dargli la cittadinanza, la casa, il lavoro, l’assistenza e la pensione. La recente sceneggiata di Lampedusa ci farebbe pensare questo. Ormai siamo abituati e se non abbiamo la sfilata quotidiana di autorità, con dichiarazioni di circostanza,  ci sentiamo defraudati. Dacci oggi la nostra sceneggiata quotidiana…altrimenti andiamo in crisi di astinenza.

Invece “finora nessun italiano disperso“. E allora che ci frega di città distrutte e dei diecimila morti? L’importante è che non ci siano italiani coinvolti. Noi siamo fatti così. Domani potrebbe verificarsi un cataclisma immane, una nuova Atlantide, potrebbe scomparire nell’oceano l’intero continente americano, ma per noi l’unica cosa importante sarebbe che non ci siano italiani coinvolti. Bonino, ma vaffantifone! (E gli altri, in fila, appresso alla Bonino).

P.S. (Informazione fai da te)

Enigma: come si chiama il tifone?

1) l’ANSA lo chiama “Haiyan“.

2) Il Corriere lo chiama “Hayian

3) Il Giornale lo chiama “Haiman” nel titolo di prima pagina e “Haiyan” nel testo del pezzo.

A quanto pare ognuno lo chiama come gli pare; tanto anche se lo chiami non risponde.

 

 

Corsi, ricorsi e varie

di , 12 Agosto 2013 15:50

Quindici giorni fa Usain Bolt ha corso i 100 metri in 9″,85 (Il dramma e la tragedia). Non soddisfatto, ieri ha ri-corso altri 100 metri in 9″,77. Corre, ri-corre, quest’uomo passa la vita a correre. E lo pagano per correre. Chi l’avrebbe detto che correre sarebbe diventato un mestiere. Quando, oltre a pagare per correre, pagheranno anche per stare fermi, parteciperò anch’io. Magari vinco qualcosa.  Intanto nessuno ci ha ancora spiegato l’utilità pratica di correre i 100 metri in meno di 10 secondi. Quando qualcuno riuscirà a trovare una spiegazione soddisfacente pagheranno anche lui. Il nostro corridore si è lamentato perché, durante il riscaldamento, nessuno rideva (Ansa: il rimprovero di Bolt). Dice che i russi sono troppo seri. Ha ragione. Sapendo che, specie in tempi di crisi mondiale,  c’è gente che paga per vedere qualcuno che corre, viene proprio da spanciarsi dalle risate. Se i russi non ridono significa che o non hanno il senso dell’umorismo, oppure non pagano, entrano gratis; sono russi, ma fanno i portoghesi..

Due giorni fa, nel post “Balo news“, dicevo che Balotelli ogni giorno è in prima pagina. E riportavo le sue presenze quotidiane degli ultimi tre giorni. A conferma di quanto detto, anche ieri ecco l’immancabile box riservato al nostro calciatore, in bella evidenza sulla Home del Corriere. “Il meraviglioso mondo di Balotelli” è il titolo che rimanda ad una serie di foto (orribili) della sua casa. Ecco, ne sentivamo proprio la mancanza. Ripropongo la domanda già posta in passato: Balotelli è sempre in prima pagina perché è più bravo, più bello, più simpatico di altri, oppure perché è nero?

IMU sì, IMU no, IMU forse. L’abolizione dell’IMU era l’unica proposta concreta fatta dal PDL al momento dell’accordo di governo col PD. E nessuno, allora, ha avuto niente da ridire. Anzi, sembrava scontato che sarebbe stata abolita. Sono passati tre mesi ed ancora non si sa che fine farà la proposta. Ora, nel PD,  si stanno rimangiando gli impegni. Epifani (abolizione IMU non era in accordi governo), Fassina (no al ricatto sull’IMU), Franceschini (le urgenze sono altre), dicono che bisogna pensare ai poveri ed al lavoro. Ma se così è, come mai il premier Letta ed i suoi ministri, invece che adottare provvedimenti per combattere la povertà e la disoccupazione, hanno discusso ed approvato un decreto (urgente?) sul  femminicidio? E come mai la Boldrini ha già annunciato che, a breve,  si discuterà  la legge sull’omofobia? Qual è il nesso tra femminicidio, omofobia, povertà e lavoro? Le donne vengono ammazzate perché sono povere? I gay vengono insultati perché sono senza lavoro, oppure tutti i poveri sono gay? Oppure i nostri parlamentari hanno le idee un po’ confuse e sono anche leggermente ipocriti? Buona l’ultima.

Ma la situazione è seria. Così seria che la presidente della Camera, Boldrini, è molto preoccupata. Anzi, ne soffre. Eccola in una immagine recente mentre appare molto, ma molto sofferente. Oh, povera donna, quanto soffre. Soffre per i poveri, per gli immigrati, per i casi di femminicidio, per i gay, per i trans, per i profughi, per gli ultimi. Soffre per tutti. Ha la sofferenza innata, in dotazione di serie. Soffre perché, appena eletta, andando in visita a Civitanova Marche, per essere vicina ai parenti di tre suicidati per crisi economica, scoprì che anche gli italiani sono poveri: “Non immaginavo che in Italia oggi ci fosse tanta povertà, tanto bisogno delle cose essenziali“.

Povera donna, se invece che pensare agli africani si fosse occupata anche degli italiani, l’avrebbe scoperto prima. Ma ora ne soffre. Oh, quanto soffre. Soffre tanto che anche gli italiani, vedendola soffrire,  soffrono con lei. E’ tutta una sofferenza generale, un pianto, un fiume di lacrime amare. Certo che, volendo, lei potrebbe alleviare le nostre sofferenze. Per esempio lasciando la Camera e trasferendosi in Africa, magari in compagnia di Walter Veltroni (anche lui disse che avrebbe lasciato la politica e si sarebbe dedicato ad attività umanitarie in Africa). Saremmo tutti più tranquilli ed appagati. Lei, Boldrini, perché sarebbe, finalmente, a diretto contatto con i suoi amati migranti. E noi perché saremmo privati della straziante visione della sua sofferenza.

L’immigrazione, però, continua e sta diventando un’emergenza molto seria. Per fortuna abbiamo dei ministri che hanno le idee molto chiare, sanno come affrontare il problema e presto lo risolveranno. Il premier Letta, quello dalla bocca extra large, ha detto che l’Italia fa la sua parte ed ha scaricato il problema all’Unione europea: “L’Europa deve cambiare passo“, dice. Il problema è drammatico, ma Letta dice che basta cambiare passo; visto che non si può andare avanti così e non si può nemmeno tornare indietro, proviamo ad andare di lato. Così, dopo che l’Europa in passato ha visto il passo romano ed il passo dell’oca, provi con  il passo del granchio. Hai visto mai che funzioni? Geniale questo Letta. Ecco perché ha la bocca così larga; le cazzate escono meglio.

Ma a dare una mano al premier ci pensa il ministro degli esteri, Emma Bonino col suo eterno caschetto biondo con la ciocca sull’occhio destro, quella che ha tanta fantasia e creatività che in tutta la vita non è riuscita nemmeno a cambiare pettinatura (Fuffa di Stato). Anche lei affronta il problema dell’immigrazione ed ha le idee molto chiare. Dice: “Tragedia migranti? Non c’è una soluzione miracolosa”. Fantastico, vero? Nessuno avrebbe immaginato una così acuta analisi del problema. Ma siccome lei non si risparmia, regala ancora un’altra perla. Dice: “Sono persone che scappano per fame o per guerre“. Questa poi è una scoperta degna di un Nobel. Ma come fanno ad avere queste idee geniali? Nessuna persona normale immaginerebbe che questi disperati stiano scappando   dalla povertà, dalle guerre o dalle persecuzioni. Ecco perché lei è ministro e voi no. In verità, a pensarci bene, sono le stesse cose che sentite dire dal barbiere o dal tassista. Ma il barbiere le dice gratis, un ministro ci costa circa 15 mila euro al mese, più annessi e connessi. Tanto vale mandare a casa i ministri e  farci governare dai barbieri; si risparmia un sacco di soldi.

Fuffa di Stato

di , 14 Luglio 2013 15:16

E’ evidente che i nostri governanti (e l’intera classe politica) non hanno la più pallida idea di come affrontare e risolvere la gravissima crisi in atto. Ogni giorno leggiamo qualche dichiarazione di politici,  esperti, opinionisti, autorevoli editorialisti o saggi di turno che elargiscono le quotidiane perle di saggezza con commenti, idee, proposte bizzarre e strampalate e suggeriscono programmi generici, senza uno straccio di proposta concreta e fattibile.

Tutta gente, come ricordavo nel post “Urgenze e priorità“, pagata profumatamente per risolvere i problemi del Paese e che, invece, non solo non risolvono nulla, ma creano sempre nuovi problemi e complicazioni per i cittadini, con leggi, leggine e norme cervellotiche, spesso in contrasto fra loro o inapplicabili, che servono solo a rendere sempre più difficile l’esistenza quotidiana. Basta pensare alla burocrazia, vero e proprio esempio di cervellotiche disposizioni che sadicamente assillano la vita dei cittadini vanificando la volontà d’impresa, la fantasia e le capacità imprenditoriali. O alle disposizioni, norme e leggi in materia fiscale, così complicate che anche i commercialisti spesso non sanno cosa fare. Ecco a cosa serve questa classe politica, a complicarci la vita. “Lo Stato non risolve i problemi. Lo Stato è il problema“, diceva Ronald Reagan. E purtroppo aveva ragione.

Anche oggi, immancabile, abbiamo il quotidiano fulgido esempio di questo blaterare politichese. E’ un brano tratto dall’intervista del ministro Emma Bonino, rilasciata al Sole 24 ore  e riportata dall’ANSA, in cui propone la sua “strategia in 5 punti per l’export“. Ecco la geniale pensata:

“…sostenere quella parte di made in Italy poco conosciuta ma pur sempre aziende di qualità; promuovere l’internazionalizzazione di commercio, artigianato, mondo cooperativo, agricoltura; sostenere le piccole imprese ma rafforzando all’estero reti e filiere produttive collegate perché i piccoli da soli non ce la fanno; dare maggiore attenzione alle startup innovative e digitalizzate e alle imprese al femminile; internazionalizzare il sistema Italia, non solo le imprese, con un’operazione culturale prima che economica“.

Perfetto, no? E ci voleva tanto a risolvere la crisi, rilanciare l’economia, l’export e tornare ai bei tempi del boom economico e fare dell’Italia il nuovo Eden? Meno male che c’è la Bonino a regalarci le ricette magiche. Però, dopo il primo momento di entusiasmo di fronte a tanta genialità e di qualche attimo di estasi davanti all’immagine della Bonino che rivela al mondo il segreto della rinascita, veniamo presi da un dubbio: sì, ma in pratica cosa significa? Rileggiamo con calma i “5 punti” e cerchiamo disperatamente una proposta concreta. Niente, nemmeno a pagarla a peso d’oro. Sarà saltata per un refuso? La Bonino  ci svelerà il resto in una prossima “apparizione“?

Cosa significa “Internazionalizzare il sistema Italia“? Cosa vuol dire “Promuovere l’internazionalizzazione di commercio, artigianato...”? Cosa significa “Dare maggiore attenzione alle startup”? Voglio dire cosa significa in pratica. Quali sono le iniziative concrete, pratiche ed attuabili? Niente, non c’è niente da fare. Questa gente parla e straparla di buone intenzioni, di cose vaghe e generiche, buone per tutte le stagioni. E’ come dire che “Bisogna rilanciare l’economia“. Non significa nulla se non si dice anche “Come” rilanciarla.

Eppure questa specie di libro dei sogni è esattamente quello che ogni giorno ci propinano i media, limitandosi a riportare le dichiarazioni quotidiane dei politici, senza mai entrare nel merito, senza mai chiedere ai politici chiarimenti e precisazioni sulle loro proposte vaghe. Ma nessuno ha interesse a fare domande precise ed imbarazzanti. Nessuno si azzarda a dire “Il Re è nudo“, perché su questa mistificazione mediatica ci campano tutti. Se lo facessero si finirebbe per svelare il trucco di questa specie di commedia degli equivoci. Ma non conviene a nessuno perché svelare il trucco vuol dire che tutti andrebbero a casa; politici e cronisti.

E’ la dimostrazione che questa classe politica è del tutto incapace di governare. Sta al potere solo perché le persone oneste e veramente capaci si guardano bene dal mischiarsi con mercanti e truffatori in questo mercato delle vacche che è la politica. Così i mediocri, gli arrivisti, gli scalatori sociali, i profittatori, i furbi ed i mercanti di vacche hanno campo libero e assurgono al potere, senza titoli, senza meriti, senza capacità, senza vergogna e, grazie al “Porcellum“, senza essere nemmeno votati e scelti direttamente dai cittadini. E spacciano questo caravanserraglio come politica e democrazia.

E’ incredibile come la gente accetti questa truffa culturale e mediatica senza reagire. Forse non si rendono conto della vacuità di ciò che ci propinano ogni giorno. Eppure l’esempio riportato sopra è chiarissimo. Questa gente, siano ministri, semplici peones o illustri ed autorevoli opinionisti, si fermano sempre un attimo prima della conclusione. Sembra che abbiano la ricetta segreta della felicità, che siano sempre sul punto di svelarvi il segreto dell’immortalità, che abbiano la chiave per risolvere tutti i problemi del mondo. Ma non la svelano. Si fermano sempre un attimo prima.

Ricordano quei libri che, in copertina,  promettono di rivelare segreti su tutto e tutti, da Fatima al Santo Gral, dalle ricette segrete degli alchimisti per creare l’oro agli UFO. Leggete con curiosità, ansiosi di conoscere la verità e dopo centinaia di pagine, quando vi aspettate che finalmente l’autore vi riveli quanto prometteva, finisce il libro. E ne sapete quanto prima. Non conclude. Così sono i nostri politici;  parlano, parlano, sembra che abbiano la verità in tasca, ma non arrivano mai al dunque, non concludono. Sono una specie di “Coitus interruptus” mentale. E come nel coitus interruptus, ovviamente, non fecondano, non generano, non creano, non nasce niente. E’ tutta scena, è una parodia del coito. E’ come farsi le seghe…mentali. E’ “onanismo” politico. E’ solo fuffa, fuffa di Stato.

A proposito, per proporre idee nuove per risolvere la crisi economica bisogna avere una mente aperta, un minimo di competenze specifiche ed anche un po’ di immaginazione, fantasia, capacità di rinnovamento. Insomma, essere creativi per inventarsi soluzioni innovative. Ora, la nostra Emma la conosciamo così com’è da sempre, immutabile. E’ tutta una vita che ha quel caschetto biondo col ciuffo che gli casca sull’occhio destro. Sempre uguale. Come può essere creativa una che in tutta la vita non riesce nemmeno a cambiare pettinatura? Bonino, dacci un taglio; ai capelli e, possibilmente, anche alla politica. Per il bene di tutti.

Pannella, Lincoln e la politica

di , 1 Febbraio 2010 12:08

Pannella da morto vale più che da vivo. Ma non è il solo, è una regola generale. Quando sei vivo sei un pezzo di merda. Ma appena crepi, di colpo diventi un grande, un genio, un benefattore dell’umanità, un santo.

Succede anche a quei pazzi assassini che fanno stragi in famiglia o ammazzano i vicini perché i panni gocciolano sul balcone, o per un parcheggio, un sorpasso, uno sguardo provocatorio, per una sigaretta o per pochi spiccioli. Il giorno dopo la strage c’è sempre qualcuno che li descrive come bravi ragazzi, grandi lavoratori, persone tranquille, normali. Meno male, figuriamoci cosa farebbero se fossero aggressivi e malvagi.  Succede anche ai politici, compreso Pannella. Da vivo gliene hanno detto e fatto di tutti i colori, ma oggi sono tutti in prima linea a decantarne le grandi doti politiche e umane; perfino il Vaticano contro cui Marco ed Emma scendevano in piazza, in prima fila con grandi cartelli “No Vat“, per contestare le ingerenze della Chiesa e rivendicare la laicità dello Stato. Se dovessi indicare una caratteristica di questa nostra società, la prima che mi viene più spesso in mente è l’ipocrisia. Specie il mondo della politica, della comunicazione, dell’arte, della cultura, delle relazioni sociali, della morale ballerina che si applica secondo le circostanze, il mondo delle apparenze, delle convenzioni, del buonismo di facciata, dei discorsi di circostanza, delle rapporti familiari di facciata, specialmente tutta la società: un mondo falso che si fonda e si regge sull’ipocrisia.  

Molti anni fa, il 29 dicembre 1999, Pannella fece un annuncio a pagamento sul giornale Il Foglio, per fare gli auguri di buon anno 2000 alla classe politica. E come augurio pubblicò un brano di Abramo Lincoln, Il credo degli uomini liberi, risalente al 1854. Lo dedicava alla classe dirigente italiana di allora con queste parole: “Confrontino, lor signori, confrontino Berlusconi e D’ Alema, Fossa e Cofferati, ben più della metà dei 20 referendum liberali e liberisti sostenuti con 16 milioni di firme dagli elettori italiani con questo testo. Sarà loro facile constatare che erano stati letteralmente pre-visti e pre-scritti, sin dal 1854, da Abramo Lincoln.”.

Il credo degli uomini liberi

«Non si può arrivare alla prosperità scoraggiando l’impresa. Non si può rafforzare il debole indebolendo il più forte. Non si può aiutare chi è piccolo abbattendo chi è grande. Non si può aiutare il povero distruggendo il ricco. Non si possono aumentare le paghe rovinando i datori di lavoro. Non si può progredire serenamente spendendo più del guadagno. Non si può promuovere la fratellanza umana predicando l’odio di classe. Non si può instaurare la sicurezza sociale adoperando denaro imprestato. Non si può formare carattere e coraggio togliendo iniziativa e sicurezza. Non si può aiutare continuamente la gente facendo in sua vece quello che potrebbe e dovrebbe fare da sola». (Abramo Lincoln)

Sono passati 16 anni da allora. Vi risulta che abbiano apprezzato quell’augurio e fatto tesoro di quei saggi consigli? Non direi proprio; anzi. Bene, salvo qualche piccola ed insignificante variazione, il matrimonio contro natura fra cattolici e comunisti confluiti in un unico partito, il Partito democratico, dopo decenni di scontri e battaglie (“Abbiamo le stesse radici, vogliamo le stesse cose“, dissero), i voltafaccia ormai istituzionalizzati di molti politici sempre in crisi d’identità che cambiano casacca e partito secondo il vento e le convenienze,  e la comparsa del Movimento 5 stelle, la classe dirigente dell’Italia è sempre la stessa. Quella stessa classe dirigente che fino ad oggi se ne è fregata altamente di Pannella, di Abramo Lincoln e delle sue parole. La stessa (destra, sinistra, centro, ambidestri, comunisti pentiti e cattolici confusi) che oggi rende omaggio a  Pannella. Ennesima prova dell’ipocrisia elevata a sistema. Auguri.

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