Articoli corrispondenti al tag: Carbonia

Solidarietà al sugo

di , 23 Settembre 2016 18:54

Ottima iniziativa umanitaria di un’associazione culturale cagliaritana che ha organizzato per questa sera una spaghettata all’aperto, nel piazzale della Casa dello studente in via Trentino a partire dalle ore 19.30 fino alle ore 23, per raccogliere fondi a favore dei terremotati di Amatrice: “A Cagliari amatriciana popolare a favore dei terremotati.”.

Si prevede e si auspica una grande partecipazione di pubblico.  Ovviamente la spaghettata sarà la classica amatriciana. Mi raccomando, senza cipolla e pancetta; si fa con il guanciale. Ora, però, l’iniziativa potrebbe essere ripetuta anche per altre situazioni di crisi. Per esempio, tanto per restare in Sardegna, nella zona del  Sulcis (la provincia più povera d’Italia, insieme al Medio Campidano) si vive da anni una situazione di grave sofferenza per la chiusura di fabbriche e la crisi delle miniere. Quindi sarebbe un’ottima idea, dopo l’amatriciana per Amatrice, fare una carbonara per Carbonia.

Migranti e costi

di , 29 Gennaio 2016 21:39

Ancora sbarchi di algerini. Tre giorni fa, nel post “Varia umanità“, a proposito degli ultimi sbarchi di algerini sulla costa sud occidentale della Sardegna, dicevo che non avremmo aspettato molto per assistere ad un altro arrivo. Non mio sbagliavo, ecco l’ultima di due giorni fa: “Altri sbarchi di migranti nel Sulcis: 58 a Sant’Antioco, Teulada e Porto Pino”. Dall’inizio dell’anno ne sono già sbarcati 120, in maggioranza algerini. L’anno scorso, complessivamente, ne sono arrivati 5.000, da accogliere ed assistere a spese nostre, in un’isola che è fra le regioni più povere d’Italia. Due province, Medio Campidano e Iglesias-Carbonia, sono addirittura le ultime, le province più povere d’Italia. La crisi economica non accenna a migliorare, la sanità è a pezzi, disoccupazione e precariato sono piaghe endemiche, ma noi accogliamo migliaia di migranti perché, dicono le anime belle, abbiamo il dovere di accogliere chi scappa dalla guerra e dalla fame.

Ecco un articolo che ci informa del fatto che “Iglesias è una città multietnica“. Da dove provengono gli stranieri? Questi citati nel pezzo sono romeni, pakistani, cinesi, senegalesi. Ma ogni giorno si aggiungono quelli che arrivano su barchette di pochi metri, soprattutto algerini.  Ci sono guerre in questi paesi? No. Allora vuol dire che quelli che continuano a giustificare gli arrivi con la balla della guerra stanno ingannando gli italiani. E lo fanno per precisi interessi politici ed economici: il Partito democratico e la sinistra sperano di raccoglierne i voti quando riusciranno a dargli la cittadinanza ed il diritto di voto, le Cooperative e associazioni che gestiscono i centri di assistenza con gli immigrati ci fanno i milioni. Punto.

Allora facciamo un po’ di conti per i più distratti. Se ogni immigrato ci costa 35 euro al giorno (ma i minori anche di più) ed in Sardegna ne sono arrivati 5.000, basta fare una piccola operazione:  35 x 5000 = 175.000 euro al giorno = 5.250.000 al mese = 63.000.000 all’anno = circa 120 miliardi di vecchie lire all’anno. Più quelli che arriveranno quest’anno; perché arriveranno, eccome se arriveranno, algerini, tunisini, egiziani, senegalesi, marocchini. Vengono nel paese del Bengodi: sistemazione in hotel 3 stelle con tutti i confort, vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, carte telefoniche, Wi-Fi (è un diritto, dicono) paghetta settimanale, assistenza sanitaria, sindacale e legale. E sfido io che arrivano. Sì, ci costa un sacco di soldi, ma vuoi vedere la figura che facciamo davanti al mondo; l’ospitalità dell’Italia sta diventando proverbiale. Fra poco i turisti si faranno scaricare su barchette d’occasione vicino alla costa, si spacciano per profughi e si fanno un mesetto di vacanze in hotel. E naturalmente paghiamo noi, di tasca nostra. Quindi pazienza se poi non ci sono soldi per le strade, per l’assistenza sanitaria, per i trasporti, per rilanciare l’economia e per gli eterni problemi della Sardegna: prima gli immigrati, poi, se avanzano soldi, pensiamo ai sardi.

In campo nazionale ormai siamo al dramma. L’hanno capito anche i sassi che aprire le porte all’immigrazione ci sta portando al disastro totale. Ma i buonisti della sinistra continuano imperterriti a sostenere la loro scellerata ideologia accoglientista e terzomondista; ciechi e sordi anche davanti all’evidenza di una situazione tragica ed insostenibile.  Li vediamo ogni giorno in televisione, sempre le stesse facce che ripetono a memoria la storiellina umanitaria e raccontano balle alle quali non crede più nessuno; ma loro insistono, convinti che gli italiani siano davvero più scemi di quanto si pensi. Anche l’Europa sembra essersi svegliata, finalmente, e cerca di rimediare, finché si è in tempo. Si innalzano muri e barriere di filo spinato, si schierano le forze do polizia e l’esercito, si chiudono le frontiere, si accrescono i controlli, si propone di sospendere l’accordo di Schengen sulla libera circolazione e si annunciano espulsioni di clandestini (Svezia e Finlandia, stop agli immigrati clandestini: pronte 100.000 espulsioni).  Tutti chiudono le porte, noi le apriamo; anzi prepariamo l’accoglienza con festoni, la banda, autorità con la fascia tricolore, spari di razzi e granate, triccheballacche, mandolini, tarallucci e vino.

L’unica vera soluzione, in considerazione di eventi straordinari e di un flusso inarrestabile di migranti che costituiscono un serio pericolo per la stabilità politica, economica e sociale dell’occidente,  sarebbe modificare il famigerato articolo 10 della Costituzione sul diritto d’asilo e gli accordi internazionali su profughi e rifugiati; ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Ora, però,  si rendono conto che non si tratta di accogliere pochi perseguitati ma ci si trova di fronte ad una vera e propria migrazione di massa, un’invasione della quale, forse, non abbiamo la dovuta percezione perché avviene a piccoli gruppi e nel corso di anni. Ma l’effetto è devastante. E nonostante ormai sia chiaro che il mito della società multiculturale e dell’integrazione siano un fallimento completo, noi siamo gli unici che, invece che porre un freno all’accoglienza e potenziare i controlli ai confini, non solo non li fermiamo, ma facciamo di tutto per attirarli, promettendo accoglienza, assistenza, diritti civili, cittadinanza, ius soli, abolizione del reato di immigrazione clandestina e continuiamo ad andare a prenderli direttamente sulle coste libiche: pazzi e incoscienti. Manca solo che stampiamo volantini pubblicitari decantando l’accoglienza e l’ospitalità italiana, e distribuirli in Africa agli aspiranti migranti invitandoli a venire da noi. E’ una politica scellerata ed irresponsabile che ci sta portando dritti dritti alla catastrofe. Mi auguro che un giorno qualcuno abbia il coraggio di allestire un altro processo come quello di Norimberga, contro tutti coloro che, a vario titolo e responsabilità, hanno consentito l’invasione del territorio nazionale consegnando l’Italia agli invasori. Non è una questione di ideologia o di scelte politiche e non ha niente a che vedere con la solidarietà, i diritti umani, le attività umanitarie, il messaggio evangelico. Il criminale atteggiamento di chi apre le porte della città al nemico ha un solo nome: si chiama tradimento della patria.

Ora, proprio a seguito delle restrizione adottate in vari paesi, si paventa il rischio che questo flusso incontenibile modifichi il percorso d’ingresso in Europa e si riversi in Italia: “In Europa tornano le frontiere: 400.000 migranti verso l’Italia“. Un disastro, il colpo fatale per un’Italia già disastrata. Ma sono certo che qualcuno, invece, davanti ad una simile prospettiva, esulta. Una pacchia per cooperative e albergatori che guadagneranno milioni (Mafia capitale).  Ma quando capiranno gli italiani che dietro la politica di accoglienza dei buonisti ipocriti si nascondono interessi politici ed economici? Facciamo un calcolo veloce, come abbiamo fatto per la Sardegna.  Dunque, vediamo: 400.000 x 35 euro al giorno fanno 14.000.000 al giorno, che all’anno sono = 5.110.000.000, circa 10 mila miliardi delle vecchie lire. Quasi una finanziaria. Ma qual è l’azienda italiana che può vantare un fatturato simile? Aveva ragione Buzzi; compagni, con gli immigrati si guadagna più che con la droga. Chiaro?

E non sembrino valutazioni eccessive fatte su numeri fasulli. Questi costi li stiamo sostenendo già oggi. Ricordiamoci che solo negli ultimi due anni, 2014 e 2015, gli immigrati via mare sono stati più di 300.000, grazie alla sciagurata operazione “Mare nostrum“. Aggiungete quelli arrivati negli anni precedenti e siamo già ben oltre i 500.000 immigrati giunti in Italia ed assistiti a spese nostre. Ed inoltre, teniamo anche conto che gli immigrati che arrivano via mare, secondo dati ufficiali, sono solo una minima parte degli immigrati che entrano in Italia. Prepariamoci, quindi, a sopportare questa spesa che graverà sulle nostre tasche ed aggraverà ulteriormente la nostra già disastrata economia. Altro che investimenti per la crescita e per superare la crisi. Finiremo col culo per terra, tutti. Ma continuate pure a dar credito a Renzi, Boldrini, il Papa, la Caritas, le varie associazioni umanitarie. Gli italiani capiranno troppo tardi quale sia stato l’inganno. Dice un vecchio adagio “Del senno di poi son piene le fosse“. Cominciate a scavare.

Vedi

- C’è un limite all’immigrazione?

- Immigrati, c’è un limite?

- Italiani brava gente

- Bassotti romani

 

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