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Culi e guerriglia

di , 27 Agosto 2017 07:38

Qual è il soggetto preferito dai media? Il culo. Non ha rivali.  Le foto erotiche sono il sale dell’informazione, sono  come il grigio, vanno bene su tutto, qualunque sia l’argomento trattato. Ne accennavo anche due giorni fa in “Chiesa e censura“. E siccome ogni giorno in pima pagina deve esserci il “culo del giorno“, se non hanno quello fresco di giornata, se lo inventano, riciclano quelli vecchi stagionati e li fanno passare come nuovi. Esempio.

Pochi giorni fa sul Giornale, sempre in prima pagina c’era questo titolone “La Ferilli supersexsy a 53 anni“.  E per dimostrarlo uniscono la foto a lato. Ora, sinceramente, magari era una bella donna da giovane, forse è ancora piacente, ma il tempo passa per tutti. Allora che a 20 anni fosse una gran bella gnocca non c’è dubbio; che lo sia ancora a 53 non direi. Che bisogno c’è di esaltare una bellezza che non c’è più? A meno che non si sia appena sbarcati con l’ultimo gommone in arrivo dalla Libia, dopo mesi di astinenza sessuale, o si abbiano curiosi gusti estetici,  come Carlo d’Inghilterra che alla giovane, fresca e bella Diana preferiva la secca e stagionata Camilla, o si sia affetti da gerontofilia acuta (in stile Macron, per intenderci) come si fa  a definire “supersexy”  quella sagoma flaccida, grassa, cadente? Sembra esagerato. No? Diceva Petrolini nel suo “Nerone”. “Quando il popolo si abitua a dire che sei bravo, pure se non fai niente sei sempre bravo“.  La stampa gossipara è come il popolo di Petrolini; quando si abitua a dire che una donna  è bella, anche a 80 anni è sempre bella e sexy. Questo è un esempio lampante del grado di onestà e affidabilità della stampa.

Avete dei dubbi? Facciamo un altro esempio. Ieri cercando un vecchio post sono capitato su questo “Oche e bikini” del 2013. in cui riferivo di un servizio del Corriere on line su una manifestazione di protesta e scontri con la polizia in Brasile.  Scrivevo: “A Rio de Janeiro sono in corso violenti scontri fra manifestanti e polizia. Si protesta contro l’assegnazione di concessioni per nuove trivellazioni petrolifere offshore. Il Corriere on line ne dà notizia con un box in Home ed una serie di 28 fotografie che documentano gli scontri: fumogeni, auto ribaltate, cassonetti incendiati, solito repertorio da guerriglia urbana. Le foto sono visibili qui (Foto). Fra le 28 foto ben 27 mostrano immagini degli scontri ed una (solo una fra 28) mostra una ragazza brasiliana in bikini, forse non proprio interessata alla protesta, che avanza sulla spiaggia passando fra due poliziotti.“.

Dopo aver visionato le foto (non ci sono le frecce laterali, per cambiare foto basta cliccare sull’immagine) , indovinate quale, fra le 28, finisce in prima pagina per documentare i gravi scontri. Indovinato? Bravi, esatto, proprio quella, la ragazza in bikini.

Forse al Corriere hsnno una fissazione particolare per il lato B e per le foto erotiche da sbattere in prima pagina per attirare gli utenti. Può essere, anzi è quasi certo.  Altrimenti non si spiegherebbe perché per documentare “scontri in strada”, proteste e disordini usino la foto di una ragazza in bikini sulla spiaggia.

Ma non è solo il Corriere ad avere questa linea editoriale. Ormai è una mania dilagante che coinvolge tutta l’informazione, specie quella in rete, data la facilità di inserire immagini e video.  Ma a lungo andare si ha l’impressione che in realtà mentre mostrano il lato B di giornata stiano prendendo per il cul…per il lato B i lettori.  Vedi “Guardi siti porno?”.

Come volevasi dimostrare; storia vecchia. E per dimostrare che non è una mia fissazione date uno sguardo a questo articolo di Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura,   comparso  sul quotidiano spagnolo El Pais molti anni fa e ripreso da La Stampa nel 2007: “Troppe T.e C. Nell’Occidente i mass media  rinunciano a informare e criticare: preferiscono divertire con il gossip“.  Per capire meglio l’involuzione dell’informazione in questi ultimi tempi è illuminante leggere, sempre di Vargas Llosa “La civiltà dello spettacolo”.

E qual è oggi il più potente mezzo di comunicazione ? Ovvio, la televisione, quella che tutti i giorni, senza tregua, 24 ore su 24, ci propina tonnellate di spazzatura facendola passare per informazione, intrattenimento, cultura e spettacolo. Riprendo ancora da quel vecchio post.  Ecco, nell’immagine sotto, un gruppo di ospiti, figuranti, opinionisti, esperti, tuttologi, comari e lavandaie, mentre ordinatamente si avviano verso gli studi televisivi per partecipare ai quotidiani programmi di intrattenimento. (Foto Ansa)

Per il momento è tutto, linea alla regia, non cambiate canale, restate con noi, pubblicità.

Prandelli, Balotelli e la brioche

di , 24 Giugno 2014 14:18

Prandelli e  Balotelli mi ricordano il famoso sketch della brioche di Ric e Gian in cui un cliente al bar chiedeva cappuccino e brioche e, nonostante il cameriere gli avesse detto che le brioche erano finite, cambiava ordinazione e chiedeva cioccolato e…brioche, latte e…brioche etc. Il nostro CT ha una inspiegabile e insana “attrazione fatale” per il sopravvalutato,  super stimato, super esaltato, super pagato Super Mario. Lo ha provato e riprovato in amichevoli e incontri ufficiali, senza ottenere grandi risultati; anzi, molto deludenti. Non è riuscito a segnare nemmeno contro il Lussemburgo (!). Ma nonostante le non brillanti prestazioni del nostro Super (?) Mario ed il fatto che riesca a segnare solo raramente e per fortuite e fortunate coincidenze, continua a convocarlo, a farlo giocare, ad inventare moduli, tattiche e schemi di gioco finalizzati sempre a lui ed infine portarselo in Brasile e confermarlo come unica punta avanzata e fissa. E tiene in panchina Immobile, quello che, essendo il capocannoniere della serie A, sarebbe il candidato logico, naturale e più sensato per il ruolo di punta. Ma evidentemente il nostro CT ha delle strane e bizzarre idee. Del resto, quando si lavora a lungo con i palloni è quasi normale ed inevitabile che si finisca per ragionare con le palle.

Solo, poco propenso a muoversi e cercare e giocare la palla, svagato, quasi assente mentalmente, poco partecipe al gioco di squadra, Balotelli si ritrova quasi sempre isolato in avanti, raramente si sposta dalla sua posizione, quando riceve palla regolarmente la perde e sembra che sia lì non per giocare una partita, ma per assistervi, mentre tutta la squadra corre per procurare palle giocabili al super campione, il fenomeno, il fuoriclasse che, invece, fa la figura dello spaventapasseri, senza, peraltro, spaventare nessuno. Anche autorevolissimi commentatori sportivi, che in passato hanno sempre esaltato esageratamente (chissà per quali strani motivi che poco hanno a che fare con il reale rendimento del calciatore) il nostro presunto fuoriclasse, dopo le ultime prestazioni cominciano ad avere dubbi sulla scelta di Prandelli di farlo comunque giocare e confermarlo come punta unica.

Tanto che anche lo stesso Prandelli, dopo l’ultima deludente prova dell’intera squadra e di Balotelli in particolare, già nel corso dell’ultima gara ha cercato di correre ai ripari, provando altre soluzioni tattiche. Siamo in pieno torneo, ogni partita è decisiva per proseguire o tornare a casa, ma Prandelli sta ancora sperimentando schemi e moduli di gioco! Balotelli non funziona, non è in forma, non gioca come dovrebbe e non segna? Bene, allora invece che sostituirlo e lasciarlo in panchina (o rimandarlo a casa col primo volo di linea) facciamo giocare Cassano e…Balotelli. Balotelli non segna ancora? Facciamo giocare Insigne e…Balotelli. Ancora Balotelli non funziona? Allora proviamo con Cerci e…Balotelli. E per l’ultima sfida decisiva, oggi,  con l’Uruguai, proviamo Immobile e…Balotelli; e speriamo in un miracolo. Se non funziona nemmeno così forse giocherà direttamente lui, Prandelli e…Balotelli, oppure il magazziniere e Balotelli o il cuoco e Balotelli. Sì, è proprio come la scenetta della brioche.

Ormai il CT Prandelli, forte del suo ruolo e della sua notorietà, viene sfruttato anche dalla pubblicità. Così lo vediamo in TV fare degli spot ed in rete abbiamo sempre sotto gli occhi questo banner a lato che spunta in ogni pagina che visitiamo. Tiene in mano una lampadina per pubblicizzare un’azienda di forniture elettriche. Visti i risultati, ho paura che quella lampadina che dovrebbe illuminare l’Italia si trasformi in un pungente carciofo, di quelli sardi spinosi, e che oggi, come dice lo slogan, non si giochi solo il futuro dell’Italia, ma contro l’Uruguai si giochi anche il suo futuro, caro Prandelli, anche il suo. Non vorrei fare l’uccello del malaugurio, ma temo che se continua a fissarsi con moduli e schemi ormai palesemente sbagliati, la nostra nazionale dovrà mettere una bella pietra sopra al mondiale di calcio. Anzi, sarà una pietra tombale, una lapide sulla quale sarà scritto questo epitafio ”Andarono con Prandelli e tornarono a brandelli“. Spero di sbagliarmi…

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Per dovere di cronaca bisogna dire che questo sketch di Ric e Gian è una variazione sul tema di un altro vecchio sketch di Macario “Il gelato al pistacchio“.

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Quiz mondiale (le scarpette di Balotelli)

di , 20 Giugno 2014 18:30

- Perché Balotelli gioca con una scarpetta rosa ed una celeste?

- Per distinguere il piede destro da quello sinistro.

Mondiali e delitti

di , 16 Giugno 2014 11:14

Ci sono molti modi di vedere il mondiale di calcio. Ognuno lo guarda con occhi diversi e   ne evidenzia gli aspetti più interessanti secondo il proprio punto di vista.

Ecco, per esempio, come lo vede il quotidiano Libero. Una bella visuale, non c’è che dire. Se non altro è una prospettiva diversa dal solito. Niente campi di calcio, spalti gremiti, tifosi in delirio e calciatori in mutande. Ecco un aspetto poco conosciuto del tifo calcistico visto da dietro…le quinte. Diciamo che è una “retrospettiva“, quella di una certa “Laura Cremaschi” che, onestamente, visto che non viene specificato, non so  chi sia e cosa faccia, ma possiede delle evidenti doti naturali. L’unica relazione fra lei ed il mondiale in Brasile sembra essere, a prima vista, il suo notevole culetto “alla brasiliana“.   E’ un’immagine che, insieme ad altre due è da due giorni al centro pagina e, per restare in ambito artistico, costituisce un “trittico” dedicato appunto ai mondiali. Oltre alla retrospettiva della Cremaschi, si possono vedere qui le altre due “pale“: “Galleria di tifose brasiliane” e “Claudia Romani, sexy tifosa dell’Italia“. Magari oggi, cambieranno le foto e ci mostreranno altre tifose ed una nuova “prospettiva” dei mondiali.

Segreti e delitti.

Aldo Grasso è il critico televisivo del Corriere. Leggo quasi sempre i suoi pezzi perché non risparmia critiche a nessuno e di solito concordo con i suoi giudizi negativi. Le uniche volte che non sono d’accordo con lui è quando, raramente, parla bene di qualche programma (come in questo caso).

Stamattina dedica il suo pezzo ad un nuovo programma di Gianluigi NuzziSegreti e misteri“, che sostituisce il vecchio “Quarto grado“. Non ho visto questo nuovo programma, così come non ho mai visto nemmeno il vecchio. Fanno parte di quel genere di programmi che evito come la peste. Eppure sono programmi di successo. Prima di Nuzzi c’era Salvo Sottile a condurre “Quarto grado”, poi trasferitosi, armi e bagagli, su LA7 con un altro programma, non ricordo il titolo, che si occupa sempre di cronaca nera e delitti irrisolti. Ma pare abbiano grande successo anche “Chi l’ha visto?” condotto da Federica Sciarelli, ed altri programmi simili. Ricordo, se non sbaglio, ancora su RAI3, “Storie maledette” ed un altro programma che si occupa sempre di delitti irrisolti condotto da Lucarelli, quello che già la faccia, il tono di voce  e l’espressione è da tragedia. Evidentemente RAI3 ha una passione ed una attenzione speciale per questo tipo di programmi basati sulla cronaca nera. Ma sono certo di dimenticare altri programmi simili. Bisogna aggiungere che, a parte i programmi espressamente dedicati alla cronaca nera, ci sono una serie di talk show e programmi di intrattenimento che dedicano ampio spazio ai fatti di cronaca. Uno per tutti Porta a porta con i suoi classici plastici in studio o i vari talk salottieri del pomeriggio. Ma c’è chi apprezza il genere.

Ricordo che una volta, decenni fa, c’era una rivista, mi pare “Cronaca vera“, che si occupava esclusivamente di cronaca nera e di storie torbide: lo si capiva dai titoli di copertina. Era l’unica che si dedicava esclusivamente a quel genere e non credo che avesse un gran numero di lettori. Non l’ho mai letta, né mi risulta che la leggessero amici o persone di mia conoscenza. Forse si trovava qualche copia dal barbiere! Poi c’è stata l’esplosione delle riviste di ogni genere e la cronaca nera ed il gossip sono diventati pane quotidiano di lettori curiosi e dai gusti particolari. E la televisione ha amplificato e sfruttato pienamente questa curiosità. Oggi la cronaca nera, da argomento per pochi lettori amanti del genere, è diventato fenomeno di massa, da prima pagina, da prima serata TV.

Bisognerebbe chiedersi il perché dell’esplosione di questo interesse un po’ macabro e maniacale per i fatti di sangue  Dovrebbe essere oggetto di studio per psicologi e sociologi, dovrebbero spiegarci questo graduale e progressivo aumento dell’interesse per i fatti di cronaca nera e la moltiplicazione di riviste e programmi televisivi che se ne occupano. Si fanno tanti programmi di nera perché la gente ama occuparsi di delitti, oppure la curiosità della gente cresce perché i media dedicano tanto spazio a quel genere? Difficile stabilire quale sia la causa e quale l’effetto. Ma ho la sensazione che la motivazione che giustifica certi programmi (non solo di nera, ma di gossip, di sport, di politica etc.) non sia tanto la volontà di assecondare i gusti del pubblico, ma sia perché su quei programmi ci campano in tanti.  In ogni caso, ho sempre avuto l’impressione che le persone che amano questo genere di notizie ed hanno una curiosità morbosa per i delitti, il sangue, le tragedie, debbano avere qualche problemino di carattere psicologico. Non sarebbe male fare un salto presso un centro di igiene mentale. Tanto è gratis, paga la ASL.

Quello che mi lascia perplesso (è un mistero, un caso clinico) è il fatto che Aldo Grasso, pur facendo un lavoro che lo obbliga a guardare tutto quello che passa in televisione, sia sempre vivo e vegeto e, apparentemente, goda di buona salute. Il suo non è un lavoro, è una tortura, un supplizio. Guardare la televisione ogni giorno e seguire tutti i programmi, è come assorbire quotidianamente delle dosi massicce di elementi tossici che provocano un lento, ma inarrestabile avvelenamento e possono alterare la funzionalità cerebrale.  Dovrebbe avviare una causa di servizio e chiedere i danni all’editore.

Ragazzi, stress e cavalli

Stamattina sul sito Ansa c’è l’ennesima notizia del suicidio di un ragazzo: “Ragazzino suicida a Roma, sms alla fidanzata“.

Siamo sempre più stressati,  in balia di una società che ci obbliga a ritmi convulsi e modelli di vita che creano tutti i presupposti per far crescere dei ragazzi insicuri, immaturi e con un precario equilibrio psichico. Ne abbiamo conferma, purtroppo, quasi quotidianamente. Oggi, basta un niente per mettere in crisi un adolescente. Spesso sono motivi che lasciano perplessi e quasi increduli. Eppure le tragedie ci dicono che questi motivi che per noi sono quasi insignificanti, in ragazzi ancora immaturi possono sfociare in tragedie. Pare che questo ragazzo si sia suicidato a causa dei continui litigi con la fidanzatina (lo ha rivelato lei stessa).  E’ difficile pensare che una volta ci si suicidasse a 15 anni per un litigio con la fidanzatina.  Ma se non vogliamo fare paragoni con le generazioni precedenti, allora spiegateci perché oggi i ragazzi sono così instabili emotivamente. Deve esserci una spiegazione.

Li chiamavano “Ragazzi del ’99“, quelli che nel 1917, appena diciottenni, partivano per il fronte, in trincea e lì, sotto il fuoco nemico, non c’era il tempo per pensare o per essere in crisi; bisognava crescere in fretta e lottare per salvare la vita che era appesa ad un filo: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie“, scriveva al fronte il soldato Ungaretti. Anche dopo la seconda guerra mondiale i ragazzi non ebbero il tempo di pensare o di deprimersi per questioni sentimentali. In uno scenario di macerie, desolazione  e fame,  bisognava crescere in fretta e rimboccarsi le maniche per ricostruire ciò che era distrutto e pensare al futuro.

I ragazzi di oggi, quelli cresciuti a merendine, PlayStation e Grande fratello hanno trovato tutto già pronto. Sarà per questo che sono così fragili? Anche questo dovrebbero spiegarci gli studiosi della psiche umana. Oggi gli psicologi vanno come il pane, te li ritrovi ad ogni angolo di strada, pronti  a fornire dotte spiegazioni per tutti i problemi ed i conflitti di carattere affettivo, sentimentale ed esistenziale; cominciano a seguire i bambini fin dalle materne. Ma allora, com’è che ci sono tanti ragazzi che si ammazzano?  Mi ricorda la storiellina del Papa, che ripeto spesso: più fa appelli per la pace e più scoppiano conflitti nel mondo. O ancora quanto dicevo poco sopra a proposito del nesso fra programmi di cronaca nera e curiosità della gente. Quale è la causa e quale l’effetto? Nel nostro caso, si direbbe; ci sono tanti psicologi perché c’è sempre più gente che ha problemi? Oppure la gente scopre sempre nuovi problemi perché ci sono troppi psicologi in giro? Mistero.

Per fortuna, però, ecco una buona notizia, come da box in alto, riportata proprio qualche giorno fa: “L’equitazione riduce l’ormone dello stress“. Capito, cari ragazzi, se avete qualche problema sentimentale, esistenziale o di altro genere, non deprimetevi, non lasciatevi abbattere dalle difficoltà della vita, c’è l’equitazione che vi salva. Viene spontaneo ricordare il classico consiglio che una volta si dava a chi tentava maldestramente di occuparsi di faccende per le quali non era portato o a chi, per inadeguatezza e incapacità, produceva solo danni. Cari ragazzi coraggio, l’equitazione fa bene; quindi, invece che suicidarvi…datevi all’ippica.

Tragedia domenicale

di , 8 Giugno 2014 08:41

Una notizia terribile che rischia di rovinarci la giornata festiva. La riporta l’ANSA, come news nella sezione “Zoom“, quindi, una di quelle notizie  di primaria importanza da mettere bene in evidenza. Infatti, la troviamo nella Home, in alto alla pagina, subito sotto i titoli di apertura, ma prima e sopra le notizie sul lavoro nero e sul Papa. Qual è questa notizia sconvolgente? E’ questa, riguarda De Rossi, uno dei calciatori della nostra nazionale in trasferta brasiliana: “Un’ape nello scarpino“.

Oddio, tanta paura per un’ape nello scarpino? Neanche se avesse trovato sotto le lenzuola un nido di velenosissimi ragni delle banane (o ragni vagabondi).  Ma un’ape di quelle che svolazzano di fiore in fiore e poi producono il miele? E quale sarebbe la notiziona? Che in Brasile ci sono le api? Che le api brasiliane sono così ignoranti che non sanno distinguere uno scarpino da calciatore da un bocciolo di rosa? Che l’ape è stata confusa e tratta in inganno perché lo scarpino di De Rossi profuma di lavanda?  Capirei la sorpresa e la rilevanza della notizia se quell’ape nello scarpino fosse un’Ape Piaggio completa di ambulante brasiliano che vende banane, mango e papaia.  Difficile farla entrare in uno scarpino; sarebbe davvero una notizia incredibile. Eppure, se l’ANSA titola “Paura per De Rossi“,  deve essere stata un’esperienza davvero terrificante per il nostro calciatore. Lo si vede dalla foto in cui appare talmente scosso da nascondere il volto, forse per celare la sofferenza, o forse per evitare la vista dell’ape assassina che ha attentato all’incolumità del nostro “azzurro” in trasferta.

Viene un dubbio atroce. E se si trattasse di api kamikaze addestrate dallo staff della “Seleção Brasileira” per  attaccare e intimidire i calciatori delle squadre avversarie? Un atto di vero e proprio sabotaggio per indebolire le squadre concorrenti? Se fosse avvenuto in Italia, una delle nostre solerti procure avrebbe già aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Ora la domanda è questa: sarà un caso isolato, oppure è solo l’avvisaglia di un attacco massiccio di api assassine che colpiranno i nostri preziosissimi pallonari in trasferta? Lo sapremo nei prossimi giorni. Sono certo che i media ci aggiorneranno costantemente su tutti gli sviluppi di questa appassionante telenovela “Le api dei mondiali“. Magari domani troveremo ancora una notizia d’apertura nella sezione “Zoom”: “Paura per Balotelli…una libellula sulla cresta“. In attesa delle prossime puntate, siamo profondamente sconvolti da questa terribile esperienza. Ci dispiace  per  De Rossi e, soprattutto, per l’ape.

Balotelli news

di , 7 Giugno 2014 09:33

Resta un mistero il perché questo ragazzotto strapagato e sopravvalutato sia sempre sotto i riflettori. Non passa giorno che sulle prime pagine dei quotidiani non ci sia un box dedicato a lui, con tanto di foto e di titolo sulle sue imprese di giornata. Tutto ciò che lo riguarda fa notizia: quello che fa o non fa, quello che dice o non dice, se segna, se non segna, se gioca, se sta in panchina, se va ad allenarsi in Ferrari, se è in forma o meno. Strano che non abbiano ancora creato una nuova rivista dedicata esclusivamente a lui “Balotelli news: tutto Mario minuto per minuto“.

Anche ultimamente, ogni volta che c’era qualche notizia sugli allenamenti degli azzurri, immancabilmente la foto a corredo dell’articolo era la sua. Pochi giorni fa si è giocata l’amichevole col Lussemburgo. Pareggiano (!?) e segna Marchisio. E chi finisce in prima pagina? Sempre lui, Balotelli; se segna, se non segna, se sta in panchina o se dorme. Ora la nostra nazionale di calcio è in Brasile. I giocatori convocati sono 23. Ma i nostri media hanno occhi ed attenzione solo per uno, sempre lui; gli altri 22 sono solo comparse casuali. E chi finisce sempre in prima pagina? Ovvio, sempre e solo lui, Super Mario. Vediamo, giusto per dire che non è che mi sto inventando niente, come oggi il solito Corriere.it dedica lo spazio ai mondiali brasiliani ed alla nostra rappresentativa…

Tre box a metà pagina. Il primo, grande, dedicato a Balotelli e Cassano. Il secondo sembra dedicato a Prandelli. Ma è solo un pretesto perché in effetti serve a riferire cosa Prandelli dice di…Balotelli. Il terzo ancora dedicato a Balotelli ed alle sue prodezze in volo.  Uno “speciale”  del Corriere dedicato ai mondiali di calcio che propone tre box, tutti e tre che parlano di Balotelli. E gli altri 22 giocatori? Scomparsi nella giungla amazzonica? Vi sembra normale? Sono io che esagero nel contestare questa eccessiva attenzione dei media nei confronti di questo calciatore? Sarà, ma ho la sensazione che, come ho detto spesso in passato, tanta esposizione mediatica faccia parte di una strategia precisa che, all’interno di una campagna a favore dell’immigrazione, dell’accoglienza, dell’integrazione e del terzo mondo, ha fatto di Balotelli il testimonial ideale. E’ lo stesso criterio per il quale la Kyenge è diventata ministro. Ecco perché è sempre in prima pagina; è funzionale alla causa dei buonisti e terzomondisti di casa nostra. (Qui diversi post dedicati al nostro eroe calcistico nazionale. “Balotelli news“).

Aggiornamento 10 giugno 2014

A tre giorni di distanza da questo post, ecco un’altra conferma. Oggi, ancora sul Corriere nella sezione “Brasile 2014” due box su tre sono ancora dedicati a lui: Balotelli

Il primo annuncia che Mario si sposa; notizia, come è facilmente intuibile, di fondamentale importanza per l’umanità.  Il terzo svela il dubbio di Prandelli sul fatto che Balotelli e Immobile possano giocare insieme. Il nostro amletico allenatore è pieno di dubbi, deve ancora chiarirsi le idee. Notare che  solo una settimana fa gli azzurri, con Balotelli e Cassano in campo, hanno pareggiato 1-1 con un modestissimo Lussemburgo. E non ha segnato il super campione Balotelli, ma Marchisio. Ieri, in Brasile, contro il Fluminense, una squadra di tutto rispetto, certo più forte del Lussemburgo, fuori Cassano e Balotelli,  l’Italia ha vinto per 5-3. Hanno segnato Immobile (3) e Insigne (2). Qualunque imbecille, visto il risultato e la sintonia fra i due attaccanti, sceglierebbe quella coppia in attacco. Prandelli no; lui resta fermo nella scelta di Balotelli, anche se non segna. Provate a dare una spiegazione plausibile e razionale.

Qualcuno potrebbe dire, però, che non c’è niente di strano, che nella sezione “Brasile 2014″, dedicata ai mondiali di calcio, si parli di Balotelli. E’ il calciatore più in vista, quindi è normale che se ne parli. Già, peccato che sembri che in Brasile ci sia solo lui. E gli altri 22 convocati della nazionale? Sono in giro per la foresta amazzonica a caccia di farfalle? Ma allora come si spiega che poco sotto la sezione “Brasile”, nella sezione “Video del giorno“, ci sia in bella evidenza quest’altro box ancora e sempre su Balotelli che annuncia Urbi et Orbi il suo attesissimo (!?) ritorno su Facebook? Un caso? Pura coincidenza? Non credo proprio, troppe coincidenze diventano una precisa scelta editoriale. Una esposizione mediatica voluta e perseguita intenzionalmente.

Sarò io che sono prevenuto? Sarà che questo ragazzotto super pagato, arrogante e presuntuoso, che è famoso per le sue bischerate quotidiane più che per le prodezze in campo,  mi sta leggermente sui palloni? Ma cosa pensano gli italiani di questo Super Mario nazionale? Ieri, ancora sul Corriere, è stato lanciato un sondaggio fra i lettori: “Chi preferite in attacco? Balotelli o Immobile?”. Ed ecco il risultato che non lascia dubbi sulla scelta degli italiani: Immobile batte Super Mario 85.7 a 14.3. Più chiaro di così…

Meno male, allora non sono solo io ad avere questa opinione di Balo. Oppure l’85% dei lettori del Corriere sono prevenuti? E’ chiaro per tutti quale sia la scelta dei tifosi; per tutti eccetto per Prandelli. Strano, sembra quasi che la scelta di Balotelli non sia dettata da motivazioni tecniche, ma abbia altre misteriose spiegazioni. Non so voi, ma io un’idea ce l’ho e l’ho già espressa spesso in passato. Sarà, non sarà, mah…

Scrivere con i piedi

di , 29 Dicembre 2013 13:30

E’ frequente leggere errori e svarioni vari sui siti in rete. Spesso ne ho evidenziato alcuni, anche su siti importanti come l’ANSA o il Corriere.it. Talvolta sono solo errori di battuta, altre volte denotano, invece, carenze culturali e negligenza; sintomi di superficialità, improvvisazione e pressapochismo del tutto inaccettabili quando si scrive su testate autorevoli. Ogni giorno si scopre qualche perla in rete, ma di solito  ci si limita a sorridere e si lascia correre. La cosa grave, però, è che quasi mai gli errori vengono corretti, restano lì anche per giorni. E siccome compaiono su siti, come dicevo, di storica autorevolezza, possono creare,  in chi legge  frettolosamente e senza  una necessaria attenzione critica, false convinzioni e inculcare nella mente dei lettori errori grammaticali e sintattici che poi si diffondono e diventano “normali”.

Ecco un esempio fresco di giornata. Un box in bella evidenza in alto nella Home page dell’ANSA ci informa di una cerimonia rituale a Rio.

Quattro righe, tre svarioni. Un record (forse in redazione ci sono Topo Gigio e Cip e Ciop). “Capocabana” invece di Copacabana. Questo è un errore molto ricorrente. Forse più che un errore di battuta si tratta della convinzione che quello sia il nome giusto (il che sarebbe anche più grave). Il guaio è che chi legge può prenderlo per buono, visto che lo scrive l’ANSA (me’ cojoni) e perpetuare l’errore. “Aerimonia” invece che cerimonia. “lemanja” con l’iniziale minuscola, mentre, trattandosi del nome di una divinità, dovrebbe essere scritto maiuscolo “Lemanja” o Yemanja. Credete che lo correggeranno? Ma no, resterà lì per tutta la giornata.

Questo ci fornisce la misura del grado di accuratezza, attenzione e serietà con cui viene fatta l’informazione in rete (ma anche quella cartacea non è molto diversa). Denota una totale mancanza di rispetto per i lettori. In fondo è anche la misura del grado di serietà della comunicazione e dell’intera società. Questo è quello che si dice “scrivere con i piedi“.  Che non è altro che la conseguenza del “ragionare con i piedi“, per non citare altri organi…

 

 

Oche e bikini

di , 21 Ottobre 2013 18:17

Tele-gallinacei

Gruppo di ospiti, figuranti, opinionisti, esperti, tuttologi, comari e lavandaie, mentre ordinatamente si avviano verso gli studi televisivi per partecipare ai quotidiani programmi di intrattenimento. (Foto Ansa)

Stampa e sesso mania

A Rio de Janeiro sono in corso violenti scontri fra manifestanti e polizia. Si protesta contro l’assegnazione di concessioni per nuove trivellazioni petrolifere offshore. Il Corriere on line ne dà notizia con un box in Home ed una serie di 28 fotografie che documentano gli scontri: fumogeni, auto ribaltate, cassonetti incendiati, solito repertorio da guerriglia urbana. Le foto sono visibili qui (Foto). Fra le 28 foto ben 27 mostrano immagini degli scontri ed una (solo una fra 28) mostra una ragazza brasiliana in bikini, forse non proprio interessata alla protesta, che avanza sulla spiaggia passando fra due poliziotti.

Piccolo quiz per i più preparati. Dopo aver visionato le foto, indovinate quale, fra le 28, finisce in prima pagina per documentare gli scontri. Indovinato? Bravi, esatto, proprio quella, la ragazza in bikini…

Che al Corriere abbiano una fissazione particolare per il lato B e per le foto erotiche da sbattere in prima pagina per attirare gli utenti? Può essere, anzi è quasi certo.  Altrimenti non si spiegherebbe perché per documentare “scontri in strada” usino la foto di una ragazza in bikini sulla spiaggia.

Ma non è solo il Corriere ad avere questa linea editoriale. Ormai è una mania dilagante che coinvolge tutta l’informazione, specie quella in rete, data la facilità di inserire immagini e video.  Ma a lungo andare si ha l’impressione che in realtà mentre mostrano il lato B di giornata stiano prendendo per il cul…per il lato B i lettori.  Vedi “Guardi siti porno?”.

 

Che culo, ragazze!

di , 9 Dicembre 2012 14:30

Sì, hanno proprio un bel cu…pardon, una bella fortuna! Ormai quello che chiamano  “lato B” spopola ovunque, te lo ritrovi anche dove non te lo aspetti. Non mi stupirei, pertanto, se fra i tanti messaggini che il Papa lascerà sul suo account Twitter, aperto recentemente e che sarà attivo dal 12 dicembre, prima o poi compaia anche il “Lato B”…di qualche vecchio cardinale. Mai dire mai!

Ma dove ho trovato questa rassegna di “fortune” in bella esposizione? Su un sito porno? Una rivista di modelle, divette, calendari e belle ragazze in cerca di notorietà e di qualche foto in prima pagina? No, è una foto che compare oggi nella Home page di quel serissimo, composto, intellettuale e professorale quotidiano d’informazione on line che è Il Foglio di Giuliano Ferrara. Olè. E’ una foto di gruppo delle finaliste che hanno partecipato al concorso di “Miss Lato B“, tenutosi di recente in Brasile.

Beh, se anche Il Foglio comincia a pubblicare foto di culi in bella mostra siamo proprio alla fine del mondo. Certo che, in verità, è sempre meglio che la foto di Monti, di Vendola o di Rosi Bindi. No? Ma c’è anche un’altra spiegazione.

L’informazione, sia a mezzo stampa che in TV o internet, è talmente faziosa e inattendibile, che non ci si meraviglia più che i media siano in mano a pseudo giornalisti, intellettuali, opinionisti, editorialisti, esperti di ogni genere che, come suol dirsi, hanno la faccia come il culo. Ergo, uno più, uno meno, non fa differenza. Anzi, almeno questi sono semplicemente quello che appaiono; non scrivono, non emettono sentenze, non giudicano, non lanciano proclami, non si fanno passare per quello che non sono, non si fanno pagare cifre stratosferiche e non hanno un vitalizio, vita natural durante, come i nostri parlamentari. Sono solo culi, semplicemente culi. Grazie al cielo!

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