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Bollettino dei migranti

di , 20 Luglio 2014 22:22

I migranti sono nostri, vivi o morti; Dio ce li ha dati, guai a chi li tocca. Anzi, per evitare che ce li freghino, che so, Malta, la Spagna o la Tunisia, non aspettiamo nemmeno che arrivino a Lampedusa; andiamo a prenderli direttamente appena partono, in acque libiche, come è successo pochi giorni fa e come succede spesso (“Immigrazione, indagini su presunto naufragio: 60 morti“): “Un nuovo naufragio, con un possibile bilancio di circa 60 morti, sarebbe avvenuto in acque libiche a una trentina di miglia dalla costa.” (ANSA).  Chiaro? In futuro, però, pensiamo di poter fare anche meglio. Andremo a prenderli addirittura prima che partano: direttamente dalla spiaggia.

La media degli arrivi è sempre intorno ai mille sbarchi quotidiani. Giorni fa al TG hanno riferito che nelle ultime 24 ore erano sbarcati in 2.500. Ma di questa notizietta sui siti in rete non c’era traccia, almeno nei principali quotidiani. Forse ormai è talmente normale che ogni giorno arrivino migliaia di migranti che non fa più notizia. A meno che non ci siano dei morti. Allora bisogna mettere la notizia bene in evidenza, specie se ci sono donne e bambini, per suscitare la pietà dei cittadini e predisporci mentalmente all’accoglienza di tutti i disperati del mondo.

Nello stesso TG in cui si annunciavano i 2.500 arrivi di “preziose risorse“, come li chiamano Boldrini, Kyenge, la Caritas, i buonisti italici e tutte le cooperative, onlus, associazioni varie che sull’accoglienza dei migranti ci campano, si dava anche un’altra curiosa notizietta: la polizia di Pistoia ha inviato delle lettere a Comune, provincia ed Enti vari, per comunicare che non potevano assicurare il servizio in quanto non avevano soldi per la benzina delle auto. (Vedi video TGManca carburante per le volanti“).  Anche di questa notizia non c’è traccia su agenzie stampa e quotidiani in rete. Meglio non ricordare che gli italiani sono alla fame, che ci sono dieci milioni di poveri, che la polizia non può garantire il servizio perché non ha i soldi per la benzina. Altrimenti la gente potrebbe chiedersi come mai la polizia è senza benzina,  ma abbiamo soldi da spendere e spandere per finanziare quella specie di servizio “Taxi di mare” al servizio  dei migranti che è l’operazione Mare nostrum, che ci costa solo di spese vive 300.000 euro al giorno; alle quali vanno aggiunte poi, è bene ricordarlo, le spese di accoglienza, vitto, alloggio, assistenza sanitaria, annessi e connessi.

Ecco, a lato, una rassicurante notizia di circa 20 giorni fa; 5.000 immigrati sbarcati nell’arco di due giorni. E non siamo certo alla fine, anzi, vista la buona stagione, il numero degli sbarchi è destinato a crescere.  Una situazione insostenibile, sia sotto l’aspetto economico che su quello sociale, in quanto l’accoglienza incontrollata di decine di migliaia di persone senza arte né parte, che si aggiungono ad altre centinaia di migliaia di immigrati arrivati negli anni scorsi, ai quali non siamo in condizioni di assicurare una sistemazione decente, né lavoro, né casa, né assistenza, a lungo andare generano pericolosi conflitti sociali, rischi per la sicurezza e incrementano la criminalità, con tutte le conseguenze del caso e possono sfociare in gravi tumulti, proteste o rivolte. Per non citare il pericolo di rischi di carattere sanitario (vedi l’esplosione dell’epidemia di Ebola in Africa, che ha già causato centinaia di morti e che si fa fatica ad isolare e tenere sotto controllo) che sono quasi una naturale conseguenza dell’arrivo di migliaia di persone, senza alcun controllo preventivo sulle loro condizioni sanitarie. (Vedi “Ebola, epidemia fuori controllo“)

Ma i buonisti ipocriti di casa nostra dicono che non c’è pericolo. Anzi, sollecitano maggiori interventi e fondi per garantire una migliore accoglienza a tutti i disperati del mondo. Lo ripete spesso anche il Papa; “gli immigrati non sono un’emergenza“, dice. Certo, infatti in Vaticano  non si vedono immigrati e Piazza San Pietro non è invasa, come il resto d’Italia, da ambulanti marocchini o senegalesi che vendono cianfrusaglie. Non se ne vedono proprio in circolazione. Ecco perché per il Papa non sono un problema. Anzi, lamenta poca attenzione verso i migranti e, tanto per non smentirsi, ci accusa di xenofobia e razzismo (normale, questa è la classica litania dei buonisti). Evidentemente quello che già facciamo, a spese nostre, non è abbastanza. Dovremmo fare di più, dice il Papa, e garantire più diritti; a costo di farci aumentare le tasse e toglierci il pane di bocca. Quelli che ce l’hanno, visto che milioni di italiani fanno fatica anche a comprarsi il pane. Ma il Papa dice che facciamo poco. E se lo dice il Papa…( Vedi “Caro Papa ti scrivo, così mi distraggo un po’“)

Lo dice anche Laura Boldrini che, forte del prestigio e delle opportunità comunicative della carica ricoperta,  non perde occasione per cantare le litanie quotidiane del buonismo internazionale e terzomondista. Dice che l’immigrazione non è un problema, anzi, come ha ripetuto spesso in passato, è una risorsa:  (Boldrini nega anche l’evidenza: Nessuna invasione“). Non è strano che Il Papa e la sinistra militante, in prima fila i “comunisti” mangiapreti vendoliani ex Rifondaroli (quelli che hanno portato Boldrini in Parlamento) ed i Radicali (ricordate PannellaBonino in piazza dietro i cartelli “No Vat“?), abbiano la stessa posizione in merito agli immigrati? Come è possibile che il Papa ed i mangiapreti vadano a braccetto? Non sono quelli che, quando la Chiesa esprimeva condanna verso l’eutanasia (ricordate il caso Englaro?), scendevano in piazza rivendicando la laicità dello Stato e  condannando a gran voce qualsiasi tipo di interferenza del Vaticano? Certo che sono loro. Ma allora, perché adesso che il Papa si occupa dell’accoglienza dei migranti, che è una precisa competenza dello Stato italiano, non protestano e chiedono al Papa di non interferire?  Hanno la “laicità” col timer che funziona a tempo, secondo le circostanze? Sì, è l’ennesima dimostrazione pratica dell’ipocrisia connaturata della sinistra.

La Boldrini, dall’aria costantemente afflitta, specie quando parla di migranti, è difficilmente classificabile all’interno delle normali categorie umane. Appartiene a quella specie di umani che hanno il dono speciale di risultare antipatici subito, a prima vista. Quando li senti parlare poi saresti tentato di convertirti alla Jihad e immolarti per la guerra santa contro gli infedeli. Ma non c’è bisogno di insultarla o di dedicarle epiteti poco lusinghieri. Basta lasciarla parlare e si insulta da sola. E’ un insulto vivente alla razionalità, alla logica e perfino al semplice buon senso. E’ la dimostrazione pratica di come la deleteria ideologia sinistra possa obnubilare la mente umana.

Secondo lei, più di 60.000 immigrati arrivati in Italia, nei primi sei mesi dell’anno, non sono un’invasione. Forse sono un gruppetto di amici col gusto dell’avventura che scelgono di venire in Italia per un periodo di riposo e svago gratuito (offriamo noi). Anzi, sono pochi, dovremmo augurarci che ne arrivino molti di più.  In Africa, dice, ne accolgono 14.000.000. Sì, Boldrini, ma nell’intero continente africano; capisce la differenza? Quindi, secondo lei, anche noi dovremmo accoglierne molti di più. Anzi, più ne arrivano, meglio è, perché sono “preziose risorse” e, soprattutto dovremmo prendere esempio da come trattano gli africani in casa loro,  dovremmo “imparare dall’Africa“.

Dice Boldrini: “L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone,  come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità.”. Ospitalità, generosità, responsabilità? Ma di che parla? Qualunque commento a queste parole sarebbe al limite dell’insulto. Quindi, per carità cristiana, sorvoliamo.

Di quale Africa parla Boldrini, di quale ospitalità e generosità? Dei genocidi che da decenni hanno provocato milioni di morti? Di questo massacro in Sudan proprio di due masi fa? (Pulizia etnica in Sud Sudan). Oppure bisogna ricordarle cosa è successo in Ruanda? La nostra Boldrini deve avere la memoria corta, oppure soffre di improvvise e momentanee   amnesie. Dimentica di dire che il Ciad ha un territorio che è almeno il doppio dell’Italia e che i rifugiati sono scappati a causa delle guerre tribali degli stati confinanti; quelli dove gli “africani buoni” (come li vede la Boldrini, affascinata dal mito del buon selvaggio di Rousseau), da decenni si scannano fra loro, sterminano villaggi e intere comunità, arrivano al genocidio, come in Ruanda o, di recente,  in Sudan, dove hanno provocato centinaia di migliaia di morti e circa 2 milioni di sfollati (mai sentito parlare dei “diavoli a cavallo” del Darfur?). Questo succede nell’Africa tanto amata dalla Boldrini, dove gli integralisti islamici stanno attuando la più spietata Jihad, dove si bruciano le chiese cristiane, possibilmente con i cristiani dentro o, come succede in Nigeria ad opera dei terroristi islamici di Boko Haram, si sequestrano 200 ragazze per obbligarle a convertirsi all’islam, per  rivenderle o renderle schiave.  E’ questa l’ospitalità e la generosità africana? E’ questa l’Africa dalla quale dovremmo imparare?. Boldrini, ma ci faccia il piacere…direbbe Totò.

A proposito di migranti, immigrati e buonisti vari, vedi una serie di post: “Preziose risorse“.

Ipocrisia di Stato

di , 4 Ottobre 2013 12:23

Fatta salva la pietà ed il rispetto per i morti, la giornata di ieri dovrebbe essere inserita in calendario e celebrata come la “Giornata dell’ipocrisia“. E’ stato un festival delle più scontate dichiarazioni ufficiali di circostanza. Una gara a chi si mostrava più toccato, commosso e addolorato. Il trionfo della retorica buonista.  L’apoteosi dei buoni sentimenti e del buonismo di facciata politicamente corretto. Un concentrato di ipocrisia istituzionale. Stampa e TV si sono esercitati, come sempre in occasione di simili tragedie, nell’arte dello sciacallaggio mediatico, fornendo immagini, commenti ed ampio resoconto del “Dolore di Stato“.

Dalla “Vergogna” del Papa al “Dolore” di Napolitano. Dalla “Tragedia immane” di Enrico Letta al “Faremo sentire la nostra voce” di Alfano. Dalla “Globalizzazione dell’indifferenza” di Laura Boldrini al “Dolore e sconcerto” di Emma Bonino. Tutti, politici e non, noti e meno noti,  alla ricerca disperata di un microfono e di una telecamera per esternare al mondo il proprio dolore in diretta TV su tutti i canali, compreso, ovviamente, il Canale di Sicilia; linea alla regia, non cambiate canale, restate con noi, pubblicità…

Dal minuto di silenzio alla Camera, con la Boldrini eternamente afflitta con l’aria da Maria addolorata,  che ne approfitta per fare il suo ennesimo pistolotto buonista, al coro generale di accuse all’Europa, giusto per nascondere l’incapacità e l’inettitudine di una classe politica che usa l’immigrazione in funzione del riscontro elettorale e, soprattutto, per nascondere la responsabilità morale dei terzomondisti di professione e di tutti coloro che, a vario titolo, favoriscono ed incoraggiano l’esodo dei disperati verso l’Italia.

Ma il Consiglio d’Europa, giusto due giorni fa ha bocciato l’Italia, ritenendo che “a causa di sistemi di intercettazione e di dissuasione inadeguati” non solo le misure adottate per regolare i flussi migratori sono “sbagliate e controproducenti“, ma addirittura incoraggiano e favoriscono gli arrivi, così che “l’Italia si è di fatto trasformata in una calamita per l’immigrazione” (!). Chiaro o bisogna farvi il disegnino?

Hanno fatto di tutto per favorire l’arrivo degli immigrati; leggi e norme permissive e promesse di accoglienza, assistenza, tolleranza, integrazione. Hanno perfino nominato ministra per l’integrazione una signora che viene dal Congo e promette a tutti gli stranieri lo ius soli, la cittadinanza, la libera circolazione degli immigrati, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina: “La terra è di tutti“, dice. Ma a casa sua, per il possesso del territorio o per dieci vacche si scannano ancora fra tribù rivali. Poi viene in Italia e dice che “La terra è di tutti” (!?).  Hanno fatto di tutto per illudere i disperati del mondo e convincerli a venire in Italia, la terra promessa, dove spesso sono addirittura privilegiati rispetto agli italiani. Un esempio per tutti, l’assegnazione degli alloggi popolari a Milano. Nella graduatoria degli aventi diritto più della metà sono stranieri (!).  Sfido io che affrontano qualunque rischio pur di arrivare nel paese di Bengodi.

Poi, quando succedono le tragedie, piangono e si stracciano le vesti. E’ un pianto generale, dalle alte cariche dello Stato agli opinionisti di professione, dalle illustri firme della stampa agli ospiti fissi in TV (sempre gli stessi, quelli che vanno bene per tutte le circostanze e commentano tutto con enciclopedica competenza; dal matrimonio di Belen Rodríguez alle tagliatelle di nonna Pina, dai tronisti della De Filippi ai morti di Lampedusa). E’ tutta una valle di lacrime, piangono tutti; anche i coccodrilli…

P.S.

Dice la ministra Kyenge che gli immigrati sono una “preziosa risorsa” per l’Italia. Vedi questo breve riepilogo delle buone azioni quotidiane di queste “preziose risorse“: “Bollettino di guerra (preziose risorse)

Grazie e disgrazie.

di , 24 Novembre 2010 13:09

Presenti all’ultima puntata del Fazio/Saviano show le “Tre Grazie“: Morante, Camusso, Bonino. Hanno elencato le difficoltà, le ingiustizie, gli ostacoli della condizione femminile. Le tre Grazie hanno elencato le disgrazie femminili.

Tre grazie

Ora, Mara Carfagna, ministro delle pari opportunità, sentendosi offesa in qualità di ministro perché viene sminuito e disconosciuto il suo impegno, chiederà di intervenire, sulla scia di Maroni, per spiegare cosa ha fatto il Governo per favorire le donne. E, ricordando che anche gli uomini non se la passano troppo bene, per “pari opportunità“, leggerà un elenco delle disgrazie maschili.

Ma Grillini, presidente onorario di Arcigay, sentendosi emarginato, ha chiesto di intervenire per tutelare la categoria, che in quanto a disgrazie non è inferiore a uomini e donne, e fare l’elenco delle disgrazie dei gay. A questo punto, però, anche Vladimir Luxuria ha protestato, ricordando che esiste anche una categoria non riconoscibile nelle altre elencate: I Trans. E che i trans hanno un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità: dalla transumanza alla transiberiana. Ma che, tuttavia, nonostante queste benemerenze, devono sopportare le stesse difficoltà di uomini, donne e gay.  Anche lei/lui, quindi, ha chiesto di intervenire per leggere l’elenco delle disgrazie dei trans.

Insomma, si annuncia una puntata dedicata alle disgrazie. Visto l’argomento, i conduttori Fazio e Saviano non avranno bisogno di leggere alcun elenco sulle disgrazie: basta la presenza.

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