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Anche Bob Dylan copia

di , 15 Giugno 2017 14:26

Copiare è facile e si risparmia tempo e fatica. E internet è diventato il regno del copia/incolla. Lo fanno tutti, bambini e autorevoli accademici. Ho appena letto un articolo di Antonio Socci su Libero del 14 giugno in merito alla vittoria di Macron in Francia: “Macron ed il pericolo per la democrazia“. Mi ha sorpreso constatare che c’è un lungo periodo che sembra preso pari pari dal mio post di 3 giorni fa (Macron e la democrazia); non solo i dati ufficiali sui votanti, gli astenuti e la percentuale di voti di Macron (i dati sono quelli), ma le stesse riflessioni sulla legittimità dell’esito elettorale grazie al quale Macron, con una percentuale di voti minima, si prende la maggioranza assoluta dell’Assemblea nazionale. Per fortuna il mio post è del 12 giugno, ovvero due giorni prima di quello di Socci, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che io lo abbia copiato. Casomai è il contrario. Ma, naturalmente è solo una coincidenza.

Ciò che sembra strano, però,  è che tutti i media riportano i dati ed i risultati elettorali, sottolineano l’alta percentuale di astenuti (il 50%), esaltano la vittoria di Macron, analizzano le ragioni del suo successo e gli effetti sui futuri rapporti con l’Europa; ma nessuno si sofferma a guardare l’altra faccia della medaglia. Nessuno coglie lo spunto dei risultati elettorali per notare l’incongruenza di un sistema democratico che consente a chi vince le elezioni con una ridotta percentuale di voti (nemmeno sul totale degli elettori, ma sulla metà del corpo elettorale), di governare sentendosi legittimato da una presunta maggioranza e volontà popolare che, invece, rappresenta il consenso di una minoranza degli elettori. Ovvero, è un caso eclatante di “governo della minoranza“. Evidentemente in Italia lo abbiamo notato solo in due:  io e Antonio Socci. Strano, vero?

Però, non è la prima volta che mi capita di leggere in rete pezzi che mi ricordano ciò che scrivo nel mio blog. Ricordo un altro articolo di Socci nel quale diceva che  Papa Bergoglio parla a vanvera, senza rendersi conto delle conseguenze di quello che dice. Esattamente, parola per parola, una frase che ripeto spesso da anni su Bergoglio. Mi è capitato di sentire comici in Tv fare battute prese di sana pianta dai miei post. Così pure riprendere concetti, anche con le stesse parole, su politica, società, arte ed argomenti vari. Mi capita di lasciare dei commenti su un quotidiano in rete (non lo cito per discrezione)  e dopo pochi giorni vedere degli articoli che riprendono proprio concetti ed argomenti espressi nei miei commenti.  Ricordo una pagina Facebook “La decima crociata” che faceva regolarmente copia/incolla dei miei post, li pubblicava sulla sua pagina, senza citare la fonte, e li spacciava come suoi. Quando glielo feci notare, lasciando un messaggio per lui su un mio post del 2013 “Meglio tacere“, invece che rimediare, scusarsi e citare la fonte dei suoi scritti, bloccò l’accesso alla sua pagina, che prima era libero, riservandolo agli iscritti.

Ma non era il solo. Mi è capitato spesso di rintracciare miei post riportati per intero in siti e forum, senza citare la fonte. E’ la grande opportunità fornita da internet. Quando non hai abbastanza fantasia per scrivere qualcosa di tuo, basta cercare in rete, fare copia/incolla, pubblicarlo e lasciar credere che sia roba tua. Del resto, ormai va di moda. Illustri personaggi (scrittori, giornalisti, politici, accademici) vengono accusati di copiare da altri autori; chi copia le tesine, chi copia  risultati di ricerche altrui  e chi copia i discorsi ufficiali. La schiera dei copia/incolla è lunga: da Roberto Saviano (Saviano, accusa di plagio: avrebbe copiato da Wikipedia) a Umberto Galimberti (Galimberti in cattedra con due libri copiati), da Marine Le Pen (Marine Le Pen copia discorso di Fillon) a Corrado Augias ed altri (Augias e i copioni di Repubblica). Oggi si scopre che perfino Bob Dylan avrebbe copiato dalla rete (Dylan accusato di aver copiato il discorso da un “bigino” on line). Parte del suo discorso di accettazione del premio Nobel per la letteratura sarebbe preso da un sito inglese che  crea “bigini” di letteratura. Deve essere qualcosa di simile ai riassunti di romanzi che comparivano una volta su “Selezione dal  Reader’s Digest“. E se copia anche Bob Dylan, un premio Nobel per la letteratura, vuol dire che è tutto normale; oggi il copia/incolla è la nuova forma di creatività letteraria. Bella la rete.

Gay, fra cinema e Papi confusi

di , 14 Settembre 2015 08:44

Desde allà“, del venezuelano Lorenzo Vigas, ha vinto il Leone d’oro del festival del cinema di Venezia. “Una storia di solitudine e di incontri a sfondo omosex tra due personaggi estremamente diversi in una caotica Caracas.“. (La Stampa).

Toh, ha vinto un film che parla di gay. Curioso, vero? Sarà un caso che da anni ai festival di Venezia e Cannes, e nelle varie rassegne cinematografiche, sia sempre presente almeno un film sul tema gay o sull’immigrazione, e che questi temi siano sempre  trattati dal punto di vista della lobby gay e del buonismo terzomondista ed accoglientista dei cattocomunisti, del boldrinismo, dei preti confusi e degli sciacalli che fanno i milioni sugli immigrati?  Sarà un caso che anche le fiction televisive sempre più spesso affrontino le stesse tematiche, con lo stesso spirito benevolo e positivo, tanto che sembrano sponsorizzate dall’Arci gay e dall’UNHCR? Sarà un caso che nei programmi e salotti TV spopolino ospiti, conduttori, semi-conduttori (non elettronici), opinionisti tuttologi ed assortiti e pittoreschi personaggi dello spettacolo  gay e trans? Sarà un caso? Eccheccasooo …direbbe Greggio. No, non è un caso. Anzi, oggi se si vuole avere attenzione e visibilità mediatica, successo, vincere qualche premio, fare gli ospiti e opinionisti in TV, insomma essere VIP, bisogna essere gay, trans, lesbiche, neri, musulmani, zingari, comunisti, borderline, drogati…anche nelle varie combinazioni. O almeno essere sostenitori di queste categorie. Anche essere mafiosi, camorristi o almeno parenti di un boss, aiuta molto: si può andare in televisione e, magari, anche a Porta a porta. Tutto, fuorché essere persone normali. Regolatevi.

Papi in crisi. Se un quotidiano che si rivolge ad un pubblico di lettori non proprio storicamente mangiapreti, lancia un sondaggio per chiedere se si è a favore o contro il Papa, beh, significa che dalle parti del Vaticano qualche problemino deve esserci. Lo fa Libero con un articolo di Antonio SocciPapa Francesco scatena il divorzio nella Chiesa. Il pezzo inizia così: “Newsweek ha messo in copertina Bergoglio e questo titolo: «Il papa è cattolico?». Sottotitolo: «Naturalmente sì. Ma non lo diresti stando a ciò che si legge sulla stampa».”.  E se anche Newsweek solleva qualche dubbio sul cattolicesimo del Papa, allora la questione è seria.

Diventa ancora più seria quando, dai risultati del sondaggio,  si scopre  che quasi i 2/3 (67% contro 33%) dei lettori si dichiarano “Contro” il Papa.  Va bene che la Chiesa ultimamente è in crisi e che i cattolici praticanti sono sempre meno. Ma nonostante questa crisi della fede, restava sempre il massimo rispetto per la figura del Papa. Fino a quando non si è insediato il nuovo Pontefice,  Papa Francesco. Le sue dichiarazioni che si prestano spesso ad interpretazioni ambigue e strumentalizzazioni, il suo atteggiamento nei confronti dell’immigrazione, la sua apertura verso i temi sociali con una visione del mondo  che a molti appare ispirata più al marxismo che al Vangelo, non hanno mancato, fin dal suo insediamento, di suscitare dubbi, critiche ed aperte contestazioni.

Uno dei più accesi contestatori di Bergoglio è proprio Antonio Socci,  uno dei pochi scrittori dichiaratamente cattolici nel mondo dell’informazione in cui il laicismo impera ed è quasi un obbligo, e se non si è proprio atei o acerrimi nemici della Chiesa, va già bene quando ci si dichiara semplicemente agnostici. Perché Socci ha cambiato atteggiamento nei confronti di Papa Francesco e non perde occasione per criticarlo (Il partito di Bergoglio)? Cosa sta succedendo? Succede che il “nuovo corso” bergogliano sta creando malcontento e confusione anche tra i fedeli. L’ultimo spunto per l’ennesima contestazione del Papa viene da  provvedimenti che riguardano la famiglia, con la recente semplificazione delle cause di annullamento del matrimonio (Sacra Rota, più facile l’annullamento delle nozze) e l’apertura nei confronti di famiglie di divorziati e gay (Il sinodo apre a divorziati e famiglie gay).  Al centro di questa battaglia c’è, dunque, la famiglia.

Ed ecco come Socci chiude l’articolo: “Suor Lucia, la veggente di Fatima, un giorno disse al cardinal Caffarra: «Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva di Satana con Cristo sarà il matrimonio e la famiglia». Ci siamo. Se è il tempo del «vescovo vestito di bianco» saranno dolori per tutti (ricordate la visione della città in rovina?)”. Considerato che l’Isis , un giorno sì e l’altro pure, minaccia di arrivare a Roma e portare morte e distruzione, e che in Parlamento si discutono proposte di legge per riconoscere unioni di fatto, diritti  e matrimoni gay, portando un ulteriore attacco alla famiglia tradizionale, è evidente che, se dobbiamo dare un qualche valore alla profezia di Suor Lucia, il futuro non è proprio roseo, per i fedeli, per la Chiesa e per Papa Francesco. Mala tempora currunt.

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