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Natale double face

di , 24 Dicembre 2017 20:48

Bello il Natale; così bello che non sembra vero. E tutti sono felici. Canti e cori di Natale, luminarie e addobbi di Natale, messa di Natale, mamme e nonne commosse ascoltando i bambini che cantano e recitano poesie di Natale, concerti di Natale, regali di Natale, pranzo di Natale, cenone di Natale, panettone di Natale, pandoro di Natale (par condicio), l’albero di Natale addobbato con le palle (palle di Natale, ovvio).

Insomma, a Natale siamo tutti in festa e partecipiamo a questo rito collettivo a base di stucchevole  melassa di buoni sentimenti. Stampa e TV, abbandonando per qualche giorno i resoconti di incidenti, tragedie e morti ammazzati,  propongono solo immagini di gente felice e sorridente, strade e negozi vestiti a festa, corse all’ultimo regalo, bambini canterini, adulti commossi, inviati speciali che vanno a scovare pittoreschi presepi nei borghi di montagna, leccornie e ricette tradizionali; un trionfo di “cose buone dal mondo“; roba da far invidia alla Famigliola del Mulino bianco. Poi, fra qualche giorno, ricominciamo a farci la guerra per un sorpasso, un parcheggio, liti condominiali, uno sguardo non gradito, una parola di troppo male interpretata; insomma ci ammazziamo per “futili motivi”. Ma a Natale no, siamo tutti buoni; o almeno facciamo finta di esserlo. Anche “Spelacchio” l’albero sistemato in piazza Venezia  a Roma, nonostante sia stato dichiarato già morto (l’unico albero di Natale che non è arrivato vivo a Natale), non sembra triste. Anche morire per Natale sembra un evento gioioso, si è meno morti.

Ma c’è anche un altro volto del Natale.

Accade quando si vedono strade e piazze illuminate da migliaia di luci colorate e si pensa che sia solo uno spreco di energia. Accade quando si vede una folla di persone che corrono ad accaparrarsi i regali e regalini, per farne dono a qualcuno, e non c’è motivo di unirsi alla folla perché non c’è nessuno a cui fare un regalo. Accade quando tutti si scambiano auguri e strette di mano e non si ha una mano da stringere. Accade quando gli unici volti conosciuti ed amati sono quelli di persone scomparse che si vedono nelle foto ingiallite dell’album di famiglia. Accade quando al pranzo di Natale la tavola è apparecchiata per uno. Accade quando si regala qualche moneta ad un barbone, giusto per riceverne in cambio un sorriso. Può accadere così che Natale sia solo un nome diverso di un giorno qualunque.

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