Categoria: Argomenti vari

Testimone oculare

di , 18 Agosto 2017 22:01

La tragedia, l’inviato speciale, il testimone oculare che “Ho visto tutto” e i sondaggi.

La cosa insopportabile è la rappresentazione mediatica delle tragedie, la banale retorica da “Manuale pratico del piccolo cronista” di giornalisti ed inviati speciali, i commenti degli esperti del giorno dopo, le lamentazioni televisive delle prefiche buoniste, le ipocrite manifestazioni di solidarietà, le bandiere a mezz’asta ai balconi, le fiaccolate, i cortei, i fiori, i palloncini, le dichiarazioni di circostanza ed il cordoglio in fotocopia dei capi di governo, di quella classe politica che ha la coscienza sporca e pensa di lavarsela con slogan da Baci Perugina, l’astratta vicinanza e le preghiere per le vittime di un Papa per il quale anche i terroristi sono “nostri fratelli” e  condanna la violenza di chi fa le stragi inneggiando ad Allah, senza mai citare l’islam, l’intollerabile idiozia di chi continua ad affermare che fra l’islam ed il terrorismo non c’è nessuna relazione.

Questa è la vera tragedia, l’esistenza di esemplari della specie umana che sembrano contraddire Darwin e la teoria che la natura favorisca la sopravvivenza dei soggetti migliori. Non sempre, caro Darwin,  non sempre e non necessariamente. L’evoluzione della specie non è lineare; esistono momenti di stasi, di involuzione e regressione, mutazioni genetiche che possono generare anomalie, mostri e aberranti esemplari di umanoidi. Alcuni diventano fenomeni da baraccone, altri diventano socialisti e vorrebbero cambiare il mondo per adattarlo alle loro farneticanti ideologie contro natura, alcuni scambiano Marx con Gesù (forse per via della barba), altri fanno i terroristi, altri ancora governano il mondo.

Incidenti stradali

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Incidenti ferroviari

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Botti di Capodanno

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News di giornata

di , 2 Giugno 2017 11:37

Titoli dei quotidiani e commenti al volo.

- “Manila, dà fuoco ad un resort; 36 persone morte per asfissia.”.  Quel resort era un mortorio. Così, per creare un po’ di brio e allegria, ha cercato di riscaldare l’ambiente.

- “Gentiloni porta bene all’Italia. Il Pil non saliva così da 7 anni.”. Abbinare il nome di Gentiloni alla crescita (!?) del Pil è come ringraziare la sindaca Raggi per il Ponentino romano.

- “Il silenzio di Mattarella sulla legge elettorale.”.  Tra il silenzio di Mattarella e i discorsi di Mattarella, dal punto di vista semantico, c’è pochissima differenza. Tanto vale che stia zitto: lui si riposa e noi pure.

- “Renzi copia (male) le fake news grilline.”. Renzi non ha bisogno di copiare le Fake news. Renzi “è” una fake news vivente, una bufala in forma umana; fra poco farà anche la mozzarella.

- “Festa della Repubblica, Mattarella: I valori del 1946 devono essere la nostra guida.” . Gli unici valori del 1946 rimasti sono i valori bollati; sono solo più cari.

- “Alfano mostra i muscoli. Accettiamo la sfida…”. Bravo Alfano, ora fa il duro e mostra i muscoli. Sì, ma… i muscoli di chi?

- “Padoan chiede l’eurosconto. Così risparmio 9 miliardi.”. Ormai, per sopravvivere, dobbiamo appellarci al buon cuore di Bruxelles e sperare sugli sconti, le promozioni, le offerte speciali, i “prendi 3 paghi 2”, il formato gran risparmio, le confezioni famiglia o i saldi estivi di stagione. Dopo ci resta solo la mensa della Caritas.

- “Torino, neonato gettato dalla finestra: ferite compatibili con caduta dall’alto.”. Grazie all’autopsia hanno scoperto che “è caduto dall’alto“. Anche perché “cadere dal basso” sarebbe molto difficile.

- “Blue whale, salvato un giovane in attesa di farsi travolgere da un treno.”. Per fortuna in Italia i treni sono sempre in ritardo. Così gli aspiranti suicidi, mentre aspettano il treno stesi sui binari, hanno il tempo di ripensarci, rinunciare al suicidio e salvarsi; oppure muoiono con due ore di ritardo.

- “Trump esce dall’accordo di Parigi sul clima“. Ma il riscaldamento della Terra è reale: Ecco sotto la prova…

Pappagalli molesti, principi e palloni poetici

di , 4 Maggio 2017 00:39

Notizie dal mondo dei pazzi. Ormai non ci facciamo più caso perché quando la pazzia è diffusa ci si fa l’abitudine, diventa normale. Però ogni tanto è bene fermarsi un attimo a riflettere su alcune notiziette; così, tanto per chiederci se davvero questo è ancora un mondo normale, oppure se abbiamo oltrepassato il limite della follia sostenibile. Ecco alcuni fatti riportati dalla cronaca solo nelle ultime 24 ore.

Pappagalli maleducati

I pappagalli sono belli, ci tengono compagnia e se riescono ad imitare la voce umana e pronunciare qualche parola sono anche un’attrazione curiosa. Ma bisogna stare attenti a ciò che ripetono. Per esempio, a Capoterra, in Sardegna, succede che una signora possieda un pappagallo che, forse, pronuncia qualche parolaccia di troppo. Il vicino di casa, un po’ troppo suscettibile, pensa che quelle parolacce siano rivolte a lui, visto che il pappagallo le pronuncia ogni volta che lo vede passare. Così, per vendicarsi, aspetta che la vicina vada a fare una passeggiata in un parco con un’amica, e l’ammazza con 11 coltellate: “Il tuo pappagallo mi dice le parolacce: e ammazza la vicina.”. Pare che gli attriti fra i vicini di casa andassero avanti da anni. Violenza assurda ed inspiegabile che la cronaca di solito  spiega con “futili motivi“. Non ripeterò cose che dico da anni su questo argomento. Però rendiamoci conto che, grazie a Basaglia, noi abbiamo chiuso i manicomi, e che  ci sono persone come queste, apparentemente normali,  che circolano liberamente e che, per “futili motivi”, all’improvviso possono ammazzare qualcuno per una parolaccia detta da un pappagallo.

Passatempi

Alcuni ragazzini, tra i 12 e i 14 anni (c’è anche una ragazzina), hanno sistemato dei sassi sui binari della linea ferroviaria a Cagliari: “Pietre sui binari; stop al treno“ . Così, per vedere l’effetto che fa, per distrarsi, per passatempo, perché si annoiavano., o perché lo hanno visto fare da altri. La stupidità non ha bisogno di particolari motivi per manifestarsi. Proprio recentemente in diverse località della Sardegna si sono verificati casi di lanci di sassi su treni, pullman e auto in corsa sulla superstrada. Anni fa il passatempo  di moda era quello di lanciare sassi sulle auto da un cavalcavia. Ora siamo all’emulazione, ma con variazioni sul tema. La cronaca dice che si tratta di una “bravata“. Ecco ciò che lascia perplessi. Invece che chiamare le cose col loro nome e parlare chiaramente di “delinquenti”, questi fatti gravissimi, che potrebbero avere conseguenze tragiche, vengono considerati delle semplici ragazzate, niente di preoccupante. bravate. “Sono ragazzi…”, direbbe Greggio.

Monopoli col morto

Purtroppo non è quel vecchio gioco da tavolo col quale abbiamo trascorso serate fra amici da ragazzi. Questo è un gioco tragico che vede ancora coinvolti dei ragazzi di 15 e 17 anni che gettano in acqua un anziano di 77 anni che passeggiava lungo la scogliera a Cala Verdegiglio, provocandone la morte. Non è ancora chiaro se si tratti di una semplice “bravata” come la cronaca riportava in un primo momento, oppure di una aggressione a scopo di rapina. Che strani passatempi vanno di moda oggi. Non ricordo che una volta, per passatempo, i ragazzi scagliassero sassi su treni e auto, o gettassero a mare gli anziani. Mah, altri tempi, devono essere gli effetti dell’evoluzione della specie.

Notizie assurde come queste sono ormai all’ordine del giorno. E nessuno si chiede cosa sta succedendo a questa società? Abbiamo uno stuolo di psicologi, sociologi, psichiatri; perché nessuno si chiede cosa sta succedendo e perché la gente sta impazzendo? Perché una cosa è certa ed evidente; il mondo sta impazzendo. La cosa preoccupante è che non solo non ci sono segni di rinsavimento, ma  ormai siamo arrivati all’assuefazione e questi fatti vengono percepiti quasi come normali. Anche questo è un segno della pazzia dilagante. Siamo così distratti da mille informazioni inutili che la gente sta impazzendo, ma non se ne rende conto. Pensiamo alla Ferrari, ai talent, i reality, sport, gossip, fiction fatte in serie, la posta di De Filippi, ballerini, comici e cantanti. Ci riempiamo la testa di cose superflue e tralasciamo di occuparci delle cose serie ed importanti. Incoscienti, balliamo mentre la nave affonda; come sul Titanic.

Ultimissime tra principi e palloni

Ma anche se non siamo proprio pazzi, certo almeno un minimo di confusione mentale deve esserci, specie tra gli addetti ai lavori del mondo dell’informazione. Non sono un appassionato di sport, gossip e inutili pettegolezzi da cortile; quindi, non leggo questo tipo di notizie. Ma dando uno sguardo alle pagine dei quotidiani in rete, non si può non leggere almeno i titoli, sia di sport che di gossip. Bene o male, volenti o nolenti, sappiamo chi segna in campionato, cosa fanno le Ferrari e Valentino Rossi, le liti Morgan-De Filippi, Parietti-Lucarelli, con chi scopa Belen Rodríguez, chi vince i reality. Tutte notizie importantissime per l’umanità.

Oggi, per esempio, la notizia del giorno è quella che il principe Filippo va in pensione. Per renderlo noto è stata convocata d’urgenza una conferenza stampa con tutti i maggiori rappresentanti dei media. Così oggi è questa la notizia di apertura di tutti i TG e quotidiani, servizi e commenti dei corrispondenti esteri, degli inviati speciali e dei soliti opinionisti tuttologi che, a tutte le ore del giorno su tutti i canali, parlano di tutto, dalla minaccia nucleare alle previsioni del tempo, dalla Brexit agli amori di Belen Rodriguez, dai buchi neri alla dieta mediterranea. Ed in tutti i salotti TV sarà l’argomento del giorno. Ho sentito una giornalista dire che questa era “una notizia choc“. In effetti una notizia come questa getta nello sconforto interi popoli. Come faremo adesso se Filippo va in pensione e si ritira a vita privata? Se lo chiederanno angosciosamente i bracciati calabresi, i cassintegrati del Sulcis, i precari, gli esodati, perfino la casalinga di Voghera, signora Gavina di Tergu e pure tziu Nassiu di Masullas. Sì, sono notizie che segnano una vita.

Questa poi è una vera perla. “I gol di Gonzalo Higuain sono un romanzo. Ma il colpo di tacco e i passi di danza di Paulo Dybala sono poesia.”, scrive oggi Tony Damascelli sul Giornale.  Ora, d’accordo che ognuno fa quello che gli pare e che, come suol dirsi “Il mondo è bello perché è vario“. Nella vita, quindi,  si possono avere diversi interessi e  passioni: sport, musica, spettacolo, cinema, narrativa, poesia, numismatica, filatelia, cinema, teatro Kabuki, origami, collezionare farfalle o stampe cinesi, e qualunque cosa. Ed ognuno ha il diritto di seguire la propria passione, di parlarne e perfino di scriverne sui giornali (specie se ti pagano per farlo).

Capisco che la deformazione professionale porti ad enfatizzare gli eventi e trovare delle espressioni forti ed iperboli  per richiamare l’attenzione del lettore. Capisco pure che si ricorra a figure retoriche e fantasiose immagini per nobilitare un’attività ludica come il calcio o altri sport. Ma se dare calci ad un pallone diventa addirittura alta letteratura e per esaltare le gesta dei pallonari si ricorre ad azzardate similitudini ed accostamenti letterari con poeti e romanzieri, e  paragonando dei calciatori  a Manzoni o Dostoevskij, Leopardi o Baudelaire, allora c’è qualcosa che non va, si sta passando il limite del lecito. Le spiegazioni di questi strampalati paragoni giornalistici possono essere diverse. Ma sinceramente, stringi stringi, la spiegazione più plausibile è quella che sostengo da tempo: la gente è rincoglionita. Punto.

 

 

Il web ci inganna

di , 12 Gennaio 2017 06:12

Il contatore delle visite del blog dà i numeri; nel senso che è impazzito. Non vorrei disilludere coloro che vanno fieri ed orgogliosi di contare migliaia di visite quotidiane, e festeggiano pure il raggiungimento di traguardi importanti, ma credo che sia onesto riconoscere un dato di fatto: i contatori delle visite non sono attendibili, segnano numeri che non corrispondono alle reali visite, sono taroccati; magari non intenzionalmente, ma sono falsi. Lo penso da sempre, ma lo tenevo per me. Da qualche giorno, però, la piattaforma blog dà segnali di errore, crea difficoltà di visione e di scrittura anche nell’area personale. Non so se si tratti di inconvenienti tecnici, oppure siano in atto lavori di manutenzione. In ogni caso, a parte i disguidi che spero si risolvano presto, un segnale che qualcosa non quadra è dato proprio dal contatore. Quindi questa è l’occasione buona per dire quello che penso del contatore visite.

Di colpo sembra bloccato, oppure tutti i presunti visitatori si sono di colpo traferiti in Papuasia. Il mio contatore solitamente segna un numero poco sopra le 2000 visite giornaliere. Non ci ho mai creduto. Sarei già soddisfatto se lo leggessero una decina di persone. Qualche volta penso addirittura che i nostri blog noi li scriviamo e noi ce li leggiamo. Altro che migliaia di visite! Però il blog, a prescindere dal numero di visitatori,  han una sua funzione; serve a tenere agile la mente con l’esercizio quotidiano di scrittura. Poi ognuno ne fa l’uso che crede più opportuno. Ma non voglio essere troppo pessimista. Solo 3 giorni fa il mio per due giorni di seguito ha segnato più di 3000 visite giornaliere (cosa che non succede molto spesso, ma succede), lasciandomi sempre con la curiosità di sapere chi siano questi visitatori, visto che non lasciano commenti. Possibile che quando facevo 200 visite c’erano una decina di commenti, e con 3000 visite niente? Mistero. Ieri e oggi siamo a meno della metà. Possibile? Sì, è possibile; ma ciò che è possibile non è solo che le visite siano dimezzate, ma che il contatore sia fasullo. Il numero delle visite non ha un valore reale ed assoluto, ma va letto semplicemente come indice relativo dell’andamento; ha un valore puramente indicativo. Per capire cosa è successo bisogna tornare indietro a qualche anno fa nel luglio 2007, quando la piattaforma venne trasferita, armi e bagagli, sul sistema WordPress (Vedi “Fuga da Tiscali” e “Grazie Tiscali“).

Prima di quel passaggio a WordPress, l’impostazione dei blog era diversa. Chi era già presente prima del 2007 lo ricorderà (il mio blog l’ho aperto nel 2003, appena attivata la piattaforma, quando i blog presenti erano meno di 400). Ma, a parte gli aspetti tecnici  (è migliorata la funzionalità e le opzioni per la gestione del blog), a proposito del contatore ricordo che la media delle visite era di poche centinaia; oscillava intorno alle 200/300, ed era già soddisfacente rispetto alla media; quando arrivava a 500 era festa grande. Eppure allora i blog erano migliaia, in pieno boom e crescita costante, c’era maggiore scambio di visite e commenti e, quindi, più visite. Poi col tempo, come è naturale, l’interesse dei primi anni è andato scemando, molti blog hanno chiuso, altri sono fermi e abbandonati o aggiornati saltuariamente. Quindi si sarebbe portati a pensare che anche le visite siano calate. Invece, miracolo, succede proprio il contrario. Con il passaggio a WordPress, di colpo, da un giorno all’altro, le visite sono decuplicate. Si è passati dalle poche centinaia alle migliaia. Possibile? No, evidentemente c’è il trucco e forse chi gestisce questo ed altri siti web ha interesse a maggiorare i numeri; avranno le loro buone ragioni.

Non so quale sia la spiegazione, non sono un tecnico e poco mi intendo di diavolerie e trucchi  informatici.  Ma la mia idea è che il contatore non segni le visite reali, ovvero di quanti entrano nel blog e leggono i post, ma sia un meccanismo (forse grazie ad un particolare algoritmo o quello che chiamano “bot”) che conteggia come visite tutte le pagine in cui, a qualche titolo, compare il link del blog. Faccio un esempio. Se avete appena pubblicato un post ed il vostro blog è nella pagina “Tiscali: blog“, ogni volta che qualcuno entra in quella pagina il vostro contatore lo segna come visita al vostro blog ed a tutti i blog presenti sulla pagina. Se il blog viene riportato automaticamente fra i tanti aggregatori di blog e siti d’informazione, idem, anche se nessuno lo legge, viene conteggiato come visita. Non so se funzioni proprio così, ma più o meno il sistema deve essere quello. In questo modo il contatore segna delle visite che in realtà non avvengono, illudendo l’inconsapevole blogger che si illude di essere un divo della rete. Del resto non è credibile che di colpo si passi da poche centinaia di visite (e decine di commenti quotidiani)  a migliaia (con commenti rarissimi, quasi zero).  Insomma, una mezza fregatura, così come non è attendibile gran parte di ciò che vediamo in rete (dove le bufale pascolano in gran numero), con numeri che vengono gonfiati ad arte giusto per stimolare la partecipazione, gratificare i blogger ed illudere e ammaliare i naviganti; come le sirene di Ulisse. Questo ho sempre pensato e questo continuo a pensare. A quello che segna il contatore non ci credo nemmeno se me lo mette per iscritto un notaio. Bene, lo pensavo da anni, ora l’ho detto.

Ravioli scatologici

di , 16 Dicembre 2016 01:13

I creativi (si chiamano così) pubblicitari danno prova di grande fantasia. Sono quelli che creano gli spot che vediamo in TV, spesso noiosi, ma talvolta anche simpatici; dipende.  Trovare l’idea giusta, che faccia presa sul pubblico,  può essere determinate per il successo del prodotto  sul mercato.  Non sempre, però, il risultato è apprezzabile. Talvolta il voler stupire con “effetti speciali“, può avere effetti molto discutibili e perfino sconvenienti.

Da qualche tempo va in onda uno spot pubblicitario di una nota azienda produttrice di pasta. Immagino che tutti lo abbiano visto. Il nuovo prodotto reclamizzato è una confezione di pasta a due colori. Infatti la chiamano “Duetto“. E chi la presenta ne tesse le lodi e sembra entusiasta della nuova proposta.  Non so cosa ne pensi la gente; a me fa un po’ impressione. Anzi, sinceramente, mi fa proprio schifo e non capisco come si possa concepire questo obbrobrio gastronomico. Tanto che ho deciso di dedicargli un post. Si dice che le pietanze, prima che con il palato, si gustino con gli occhi. La mente associa l’immagine al ricordo di ciò che vede e riconosce, le papille gustative vengono attivate e si ha l’impressione di sentire in bocca il “gusto” di quella pietanza. E’ una reazione spontanea, quella che fa venire l’acquolina in bocca alla sola vista di qualcosa di cui siamo particolarmente golosi. Vista e gusto si attivano insieme. Ecco perché gli chef prestano molta attenzione alla cura anche visiva del piatto che propongono. Se così è, questa nuova creazione non lascia immaginare niente di buono. Anzi è una creazione, letteralmente,  di “pessimo gusto“. Infatti, che gusto possono avere dei ravioli al colore di merda?

Papi e terremoti

di , 30 Ottobre 2016 22:41

Solo pochi giorni fa il Papa, nell’omelia durante la messa a Santa Marta, rivolgendo il pensiero alle vittime del recente terremoto, ha detto che “Dio piange per le calamità”. E se lo dice il Papa dobbiamo crederci. Oggi però, forse distratto, Dio ha smesso di piangere ed ha mandato un altro terremoto peggiore del precedente. E così ha completato l’opera di distruzione già avviata. Tra gli edifici crollati proprio quelli dedicati al culto, chiese, campanili e basiliche, come quella di Norcia. Ma il Papa dice che “Dio piange”; piange e manda terremoti. E non si capisce la relazione: piange perché distrattamente manda terremoti, oppure manda terremoti perché piange? Questo il Papa non lo dice. Ma per portare conforto assicura la propria “vicinanza” alle popolazioni colpite. Se ogni volta che si registra una tragedia il Papa assicura la sua “vicinanza” deve esserci una ragione che ci sfugge. Non sarebbe male che, prima o poi, qualcuno ci spiegasse l’effetto pratico di questa vicinanza.

Nella piazza di Norcia i fedeli si sono inginocchiati pregando davanti alla basilica di san Benedetto. Lo abbiamo visto nelle immagini TV. Perché pregano? Ormai la catastrofe è avvenuta, la basilica è un cumulo di macerie e nessuna preghiera ha mai rimesso in piedi le città crollate. Quando e se dovesse succedere il miracolo, crederemo che la preghiera dei “frateli e sorele” inginocchiati in piazza abbiano effetto, e che i messaggi, la preghiera e la “vicinanza” del Papa alle popolazioni colpite abbia qualche utilità pratica. Ma poi, chi pregano e perché? Pregano quel Dio che è l’artefice di tutto ciò che esiste nell’universo, dalle amebe a Mozart, dal prezzemolo ai buchi neri, dalle farfalle ai cataclismi naturali? Quello che “Non si muove foglia che Dio non voglia”? Ma allora anche il terremoto è voluto da Dio, e così pure il crollo delle case e le vittime. Quindi, se questa è la volontà divina perché pregare? Un buon cristiano dovrebbe accettare la volontà di Dio. Chiedere che non mandi catastrofi, morti e sofferenze, è un atto di ribellione e disobbedienza alla volontà di Dio. E’ un peccato gravissimo. E se non è questo lo spirito della preghiera, perché pregano? Mistero della fede. Intanto, invece che pregare, forse è meglio, e più utile, cominciare a scavare e sgombrare le macerie. Poi si vedrà.

Vedi

- Papa, ci sei o ci fai?

- Santi in Paradiso

- Caro Papa ti scrivo

- Dice il Papa

- I cristiani sono buoni

- Papa, pugni e kalashnikov

- Cose da pazzi

- Il Papa e la pace

- Papa pop e Corriere vaticano

- Gay, fra cinema e Papi confusi

- Papa, colombe e presagi funesti

Funghi e ponti

di , 28 Ottobre 2016 21:17

E’ tempo di funghi. E con i funghi arrivano gli immancabili casi di persone che finiscono avvelenate. Mai fidarsi se non si è davvero sicuri di riconoscerli e saper distinguere quelli buoni da quelli velenosi.  Ho ritrovato un vecchio post del 2005  (come passa il tempo) in cui consigliavo un metodo infallibile per riconoscerli. In realtà, l’ho ritrovato perché ricordavo di aver scritto qualcosa su un tragico collaudo di un ponte costato la vita all’autista di un camion. E lo citavo brevemente proprio in quel post sui funghi. Me lo ha riportato alla mente questa notizia di oggi “Lecco, crolla il ponte sulla superstrada, Tir precipita sulle auto“. I ponti costruiti dai romani sono ancora in piedi, quelli moderni, nonostante il progresso dell’edilizia moderna, crollano come fossero di cartone. Ma non è il caso di infierire. Questo crollo mi ha fatto pensare a quel “geniale” collaudo del 2005.  Riporto quel post.

Come si riconoscono i funghi velenosi? C’è un metodo molto semplice, pratico e sicuro. Se avete dei funghi e non sapete se siamo commestibili o velenosi seguite questo sistema. Prendete i funghi, cucinateli, mangiateli e…se crepate vuol dire che erano velenosi. Semplice no? Che dite, non vi convince? Strano, eppure, a quanto pare, è lo stesso sistema che si usa per collaudare le opere pubbliche. Esempio (notizia riportata dai TG avantieri): cosa fanno per collaudare un ponte? Ci fanno passare 5 o 6 camion carichi di ghiaia. Se il ponte crolla e gli autisti crepano…vuol dire che il ponte non era sicuro. Semplice, no?

All’improvviso, un mattino…

di , 6 Ottobre 2016 00:35

Talvolta arrivano all’improvviso, senza ragione apparente, così, quando non te l’aspetti. Quando magari sei intento a gustare il primo caffè del mattino, con lo sguardo che vaga distratto sui mobili della cucina. Ti colgono alle spalle, di sorpresa. Ti volti come se avessi sentito un rumore strano o un alito di vento sfiorarti il volto. Ti sembra di udire suoni e rumori familiari di tanti anni fa, il volto e la voce dei nonni, la loro presenza. Ti sembra di risentire chiaramente perfino i profumi. Come quando ti svegliavi al mattino e sentivi la casa inondata dal caldo profumo del pane appena sfornato. E sapevi che quello era un giorno speciale. Sì, perché quando si faceva il pane si approfittava per fare altre prelibatezze da cuocere al forno. Era un giorno di festa, almeno per me. Per loro no. Per mamma e nonna era un giorno di fatica che iniziava prestissimo, al canto del gallo. Ma allora, chissà perché, non sembravano risentirne; anzi lo facevano con gioia perché fare il pane era un rito sacro. Aspettavo con ansia che togliessero dal forno le grandi teglie con i biscotti, dorati, caldi e profumati. Profumi d’altri tempi. Profumi che ti accompagnavano fin dalla nascita. Profumi che ti entravano dentro e che riconoscevi come parte integrante della casa, del tuo mondo. Crescevi con quei profumi.  E non li dimentichi più.

Come il profumo della terra d’estate, l’odore degli animali, perfino l’odore del legno dei carri. L’aia, la trebbiatura, il cavallo che pazientemente girava in cerchio sulle fascine trascinando una pesante pietra con la quale schiacciava le spighe liberando il grano. E mio nonno, per accontentarmi e tenermi buono, mi sistemava sulla sella. Il sudore del cavallo si mischiava all’odore del fieno e della terra; un odore intenso, antico, che non si dimentica. L’aia diventava, nella mia fantasia, una sconfinata prateria ed io un intrepido cavaliere sul suo destriero. La terra, rispettata e sacra perché ti dava da vivere. La fatica, vera, dura, con l’unica speranza che fosse una buona annata. “Saludi e trigu” (Salute e grano). Questo era il saluto e l’augurio che usavano scambiarsi. Non chiedevano altro: la buona salute che gli permettesse di lavorare e che si facesse un buon raccolto. Nessuno era angosciato da problemi esistenziali, ma conoscevano istintivamente il valore ed il senso della vita. Nessuno si chiedeva cosa fosse la felicità; erano felici senza chiederselo. Nessuno si chiedeva cosa fosse l’amicizia, ma l’amicizia era sacra. Nessuno si chiedeva cosa fosse l’amore, ma si amavano. Nessuno si annoiava, non ne avevano il tempo. Nessuno si lamentava per la pioggia d’inverno; nutriva la terra. Nessuno si lamentava per il caldo d’estate; era necessario per far maturare il grano.

Nessuno pensava, allora, che tutto questo un giorno sarebbe scomparso. Nemmeno io lo pensavo. E sembra ancora strano non sentire più quei rumori, quelle voci, quei profumi.  Nel giro di pochi anni, prima che diventassimo grandi e ci rendessimo conto di cosa stava succedendo, l’odore acre della nafta bruciata dei trattori sostituì il sudore dei cavalli e coprì il profumo del fieno e della terra. E tutto scomparve, definitivamente, per sempre. Ma talvolta, all’improvviso, mentre bevi il primo caffè del mattino, ti sembra di sentire una presenza, una voce. Ti volti e sono lì: i tuoi ricordi.

Fresche di giornata

di , 6 Settembre 2016 19:53

Cronache di provincia fra test, batteri e riti nuziali. Fresche di giornata, come le uova di fattoria, ia, ia, o.

- Test per l’accesso a medicina. Tranquilli e coraggio; meglio fare un test a test che un test a coda.

- Cagliari, risanare la voragine di Piazza d’Armi con le iniezioni. Se con le iniezioni non funziona, proveranno con delle supposte.

- Quartu, via alle “rotatorie alla francese”.  Qual è la differenza con le rotatorie all’italiana? Le rotatorie alla francese sono quelle che, quando vai a sbattere, invece che urlare insulti e bestemmie, sussurri “Pardon…”.

- Sardegna: Roberto Cavalli in vacanza con la giovane fidanzata (45 anni di differenza). L’amore non ha età. Basta che abbia un sacco di soldi.

- Dopo 4 anni di coma si risveglia con le canzoni di Baglioni. Poi per caso sente un discorso di Mattarella e si riaddormenta subito.

- Batteri nel formaggio. Bambino muore per infezione. Ma i batteri erano compresi nel prezzo, o erano in omaggio? Perché se sono gratis è un conto, ma se glieli hanno anche fatti pagare è più grave. No?

- Si ripete il rito dello “Sposalizio selargino”.  A Selargius, vicino Cagliari, i matrimoni sono indissolubili: mica come si usa oggi che ci si sposa e dopo 3 mesi già divorziano. La prova è che da molti anni si celebra questo antico rito nuziale in costume dello “Sposalizio selargino“, ma non si è mai sentito parlare di un “Divorzio selargino“; non esiste, non è contemplato nella tradizione. I selargini sono fedelissimi e inseparabili, come i piccioni. Auguri agli sposi.

L’anello mancante.

di , 7 Aprile 2010 18:28

Sensazionale scoperta: “Trovato l’anello mancante che dimostra la discendenza dell’uomo dalla scimmia” (Corriere.it)

Che sia la volta buona? Staremo a vedere. Già in passato annunci simili si erano poi dimostrati delle bufale o degli autentici falsi costruiti ad arte da antropologi in cerca di notorietà. La discendenza dell’uomo dalla scimmia resta tuttora da dimostrare e divide gli studiosi. Io ho una mia personale teoria che vi espongo…

L’evoluzione della specie: fra salite e discese.

Si dice che l’uomo discenda dalla scimmia.

Si dice che molto, ma molto tempo fa… C’era una volta un gruppo di scimmie che vivevano sugli alberi. Un giorno decisero di scendere a terra, cominciarono a camminare eretti e diventarono uomini.

Questa teoria, molto diffusa, più che dimostrare che l’uomo discende dalla scimmia dimostra che le scimmie discesero dagli alberi.

Ma non stiamo a sottilizzare.

Piuttosto, il vero quesito è un altro: se l’uomo discende dalla scimmia, la scimmia da chi discende?

La risposta potrebbe essere fornita da una nuova e sconvolgente teoria sull’evoluzione della specie umana.

Secondo alcuni studiosi, molto, ma molto, ma molto tempo fa (un po’ più di prima)… C’era una volta un gruppo di umani che vivevano nelle pianure. Ma erano costantemente in pericolo, attaccati da belve feroci che avevano il difetto di essere carnivore. Ancora non esistevano le diete vegetariane!

Fu così che quegli umani, per sfuggire ai predatori, un bel giorno decisero di salire sugli alberi e così…diventarono scimmie. Poi, non si sa bene come e perché, un bel giorno di primavera decisero di ridiscendere a terra a cogliere primule e violette, ricominciarono a camminare eretti e ridiventarono uomini. Sì, penserete voi, ma questi uomini che diventano scimmie e poi ridiventano uomini da chi discendono? Ovvio, da un gruppo di scimmie che un giorno scesero dagli alberi, cominciarono a camminare eretti e diventarono uomini. Già. e queste scimmie da chi discendono? Ah, ma allora insistete! Dunque, ricominciamo da capo. C’era una volta un gruppo di scimmie…

Insomma, l’evoluzione è tutta una questione di salite e discese. Punto.

Questa è la teoria sostenuta da due valentissimi antropologi cinesi, Oran Gu Tan e Scim Pan Zè, i quali usano sintetizzare la loro teoria col famosissimo detto: “La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale“.

E l’ultimo chiuda la porta!

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Carla Bruni e le doti nascoste…

di , 20 Marzo 2010 14:55

Tralallero tralallà,

c’è una grande novità,

tutto il mondo lo vedrà,

dalla Cina al Canadà,

è uno scoop, eccolo qua,

il culetto di Carlà.

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Fotografato dal celebre Helmut Newton quando la Bruni aveva 25 anni. Ora il fondoschiena di Carla è all’asta, per una valutazione di partenza di 5.000 euro e la notizia, foto compresa, è in bella evidenza su tutti i siti di informazione e sui maggiori quotidiani. Questa, invece, potete sacricarla gratis, ingrandirla, stamparla e …risparmiare 5.000 euro. Questo è il bello di internet.

Oggi il fondoschiena va fortissimo, fa notizia, rende e spopola sui media. Secondo i maggiori esperti di finanza, fra tutti i fondi d’investimento possibili, questo fondo è uno dei più redditizi. Lo dimostra il fatto che un sacco di belle ragazze ci campano benissimo. E qualche volta sposano i Presidenti…

Domanda: si possono spendere dieci milioni di vecchie care lirette per la foto di un culo? Evidentemente sì. Il che dimostra ancora una volta (ma non ce n’era bisogno) che il mondo è completamente rincoglionito. Essendo rincoglioniti non si rendono conto di esserlo e vivono tutti felici e contenti. Appunto, contenti voi…

Intercettazioni e stress.

di , 19 Marzo 2010 22:04

Oggi anche essere intercettati è uno status symbol. Se non sei intercettato non sei nessuno…

depressione Visualizzazione Web - Media

Perle dalla rete… (TV Talk)

community TV talk

Domanda: Cos’è la “Gogliardia“? Boh…

TVtalk sondaggio

Tiscali Blog…

di , 9 Marzo 2010 16:47

Che casino, ragazzi !!!

Tariffario2

Arte e stivali

di , 5 Marzo 2010 09:07

Ecco una delle opere esposte alla fiera annuale d’arte contemporanea “The Armory show” che si tiene a New York dal 4 al 7 marzo (Vedi Galleria – Corriere). Sembra uno stivale, ma è…un’opera d’arte!

arte contemporanea new york

E’ arte? Ne dubito, come spesso ho accennato a proposito dell’arte contemporanea.  Come si diceva una volta, questi sono…artisti dei miei stivali!

Strano, ma vero…

di , 2 Marzo 2010 20:47

Curiosità da un mondo quasi serio.

Esclusa la lista del PDL per le elezioni regionali del Lazio. Pare che l’incaricato della presentazione, tale Milioni, si sia presentato all’ultimo minuto e, non contento di ciò, sia pure andato a farsi un panino. Risultato: quando è tornato l’ufficio era chiuso ed il tempo scaduto. A seguito di questa cretinata il signor Milioni è stato subito ridimensionato e declassato. Ora lo chiamano signor Due centesimi…

Un noto presentatore della BBC è morto, a quanto riferiscono le agenzie,  a causa di un “gioco di autoerotismo“. Soliti giochi del cazzo…

Arriva la patata transgenica. La Commissione europea ha approvato la diffusione della nuova “Patata OGM“. Così, dopo le tette al silicone ci mancava anche la patata transgenica. Tempi duri, ragazzi. Prendete le dovute precauzioni (e usate preservativi rinforzati) perché gli effetti di questa patata non sono del tutto accertati. Potrebbe mordere…

Il fotografo Spencer Tunick continua a girare il mondo e fotografare grandi adunate di persone completamente nude. Anche questa la chiamano “Arte“. Questa volta la “nudata“ l’ha realizzata a Sidney. Visto che sono così miseri che non hanno nemmeno le mutande per coprirsi il culo, questo deve essere un classico esempio della cosiddetta “Arte povera“…

spencer tunick sydney

Il gallo di Rapallo

di , 28 Febbraio 2010 13:09

A Rapallo vive un gallo,

molto bello, tutto giallo.

Nella stalla canta e balla,

con i polli fa un po’ il bullo;

com’è bello, com’è arzillo

il gallo giallo di Rapallo!

Commovente vero? Sì, lo so, ho l’animo poetico, il cuore tenero, orecchie da mercante, un occhio di lince (l’altro è di vetro), due palle da tennis,  i piedi piatti, la testa dura e le mani bucate… Beh, nessuno è perfetto…no?

Il principe e la ranocchia

di , 14 Febbraio 2010 00:16

Sulla riva di un laghetto incantato, nel paese delle favole, all’ombra di un secolare e frondoso albero, un principe azzurro si era assopito. Passò una ranocchia, si fermò a guardare incuriosita il bel principe e, come spinta da una forza misteriosa, lo baciò. Il principe si svegliò e, per qualche misterioso incantesimo, si tramutò all’istante in un bel ranocchio. Guardò la ranocchietta che lo aveva baciato e se ne innamorò. E stettero così a guardarsi teneramente negli occhi, tenendosi per la zampina, promettendosi amore eterno e sussurrandosi tenerissimi "Cra cra cra".

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La politica delle battute.

di , 28 Settembre 2009 10:41

 

L’informazione politica sta diventando una specie di appendice di Zelig: va avanti a forza di battute. Solo due giorni fa, nel post “Quei farabutti della stampa“, a proposito di questa abitudine diffusa che riduce l’informazione politica non ai fatti concreti, all’attività del Governo ed all’esame dei veri problemi, ma alle battute, scrivevo questo:

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Mazza e grilletti col timer.

di , 21 Settembre 2007 11:55

La vicenda Grillo continua ad occupare le prime pagine di stampa e TV. Anche il direttore del TG2, Mauro Mazza, si è sentito in dovere di intervenire sull’argomento per criticare i toni accusatori di Grillo nei confronti della classe politica. Il pericolo, secondo Mazza, è che qualche squilibrato, sentendo i discorsi del comico, potrebbe "premere il grilletto".

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Il Governo, la RAI e TPS.

di , 20 Settembre 2007 18:03

Solo due giorni fa il premier Prodi, a Porta a porta, rassicurava gli italiani dicendo che la sua coalizione non solo non è in crisi, ma addirittura oggi è più solida perché "c’è più dialogo e più intesa". Infatti è talmente solida che il giorno dopo Lamberto Dini esce dalla Margherita, dichiara che non entrerà nel nuovo PD e che non voterà più nessuna proposta. E poco fa, al Senato, Mastella abbandona l’aula, chiede una urgente verifica all’interno della coalizione, dichiarando che "La maggioranza non c’è più". Alla faccia di Prodi e della sua "Intesa". Rubando le parole ad una vecchia canzone napoletana, si può dire che questo Governo è "un morto che cammina ancora…".  Ma Prodi dice che va tutto bene. E Prodi è un uomo d’onore!

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