Follia 2 (mamme, figli e ombrelli)

di , 21 Gennaio 2017 16:52

Se l’inquinamento ha effetti negativi sui neuroni, come dice la scienza, forse dovremmo cominciare a riflettere seriamente sulle conseguenze di uno sviluppo industriale incontrollato e, forse, nel limite del possibile, introdurre dei cambiamenti nel nostro stile di vita. Non sono davvero notizie rassicuranti. Una delle conseguenze dell’inquinamento ambientale è che il nostro cervello, in maniera progressiva e costante, sta perdendo la sua normale funzionalità. Se non si può dire proprio che stiamo impazzendo, poco ci manca. Ma il processo è così lento che non ce ne rendiamo conto. Lo si evidenzia solo quando diviene oggetto di studi e ricerche scientifiche che dimostrano, come riportano alcuni degli articoli segnalati nel post precedente “Follia umana (1)”, una diminuzione delle capacità intellettive, della memoria, della concentrazione e dell’equilibrio psichico, fino a sfociare in vera e propria patologia. Ma non ci facciamo caso, anche perché i media, che dovrebbero informarci di argomenti e problemi seri, di questi ed altri pericoli per l’umanità, preferiscono distrarci con argomenti sciocchi e frivolezze varie.

Stiamo impazzendo e questi ciarlatani da fiera paesana in versione catodica ci intrattengono con pettegolezzi gossipari, programmi televisivi demenziali, cuochi, ballerine, beghe familiari, arene e pollai di oche starnazzanti, diete, amori dei Vip, oroscopi, giochini scemi, chiacchiericcio da cortile e fiction strappalacrime per casalinghe disperate. Poi, quando succedono fatti di sangue e qualcuno muore per “futili motivi“, i TG ne fanno notizie d’apertura, tutti i canali fanno grandi dibattiti in Tv, gli esperti, psicologi, criminologi e tuttologi si esibiscono in spiegazioni pseudo scientifiche, si condanna la violenza, al massimo si organizza una fiaccolata e poi si torna alla routine; fino al prossimo morto ammazzato.

Ma quali sono quei piccoli segnali che dovrebbero farci riflettere? Sono quegli episodi di violenza o di improvvisi raptus di follia che non hanno una spiegazione razionale, almeno secondo i vecchi criteri di giudizio. Per esempio è normale da sempre, è nella natura umana, ma anche in quella animale, che una mamma accudisca con amore il proprio figlio. Se non lo fa o, addirittura, ne provoca la morte volontariamente o per negligenza, compie un atto che è contrario all’istinto naturale più profondo, l’istinto materno e di difesa da parte dei genitori dei propri figli, quello che garantisce la perpetuazione della specie e che regola la sopravvivenza umana (ma anche di tutto il regno animale). In questi casi un atto simile si giustifica solo con improvvisi raptus, più o meno gravi disturbi psichici o vera e propria follia. Una alterazione del più importante istino naturale è un segnale molto più allarmante del riscaldamento del pianeta o del buco nell’ozono, perché significa che stiamo andando verso l’estinzione della specie. E se questi casi sono sempre più frequenti è logico sospettare che ci si trovi di fronte non a casi isolati, ma ad una specie di follia diffusa. Vediamo alcuni di questi recenti fatti di cronaca che dovrebbero farci riflettere.

- Dimenticata per ore in auto al sole; muore bimba di 18 mesi.

- Il pianto lo disturba mentre guarda la TV; padre uccide la figlia di 4 mesi a pugni.

- Genitori dimenticano figlia di 3 anni in autogrill.

- Padre vende i tre figli ai pedofili con la complicità della nonna.

- Violentata in discoteca; le amiche filmano la scena.

- Lascia i figli di uno e due anni in casa e va in vacanza per 9 giorni; il più piccolo muore di fame.

- Partorisce e getta il figlio tra i rifiuti.

- Neonata avvolta in una coperta e abbandonata in strada.

- Bambino annega in piscina; la mamma guardava il cellulare e nessuno dei presenti si accorge del bambino.

Sono solo alcuni casi, ma negli ultimi anni, sono sempre più frequenti i casi di bambini gettati nei cassonetti, per strada, lasciati per ore in auto per andare in discoteca o fare shopping, o giocare alle slot machine, o al Bingo, o semplicemente abbandonati in auto o dimenticate in autogrill. E siccome non si tratta più di casi isolati, bisogna concludere che forse deve esserci una causa scatenante, una alterazione dello stato di coscienza per cui si ha una percezione alterata della realtà. Una volta le mamme non lasciavano mai soli i bambini, specie i più piccoli. Oggi li dimenticano facilmente, come fossero ombrelli o pacchi. Non è normale, significa che la gente non c’è più con la testa, è distratta, perde la cognizione della realtà. Allora non possiamo limitarci a riportare questi casi di follia umana in cronaca quotidiana, come qualcosa di “quasi” normale. Dobbiamo cercare di capire quali sono le cause scatenanti di questa follia.

Non sono uno studioso del settore, quindi le mie sono solo ipotesi e non dimostrazioni di carattere scientifico. Ma anche  solo a titolo indicativo e per sommi capi, credo che l’origine della follia sia dovuta sostanzialmente a queste cause. 1) Cause biologiche individuali: naturale predisposizione genetica a sviluppare forme di patologia mentale o una personalità violenta ed aggressiva: può restare a livello potenziale o concretizzarsi secondo le condizioni più o meno favorevoli del contesto ambientale e socio/culturale. 2) Cause da agenti esterni: alterazioni della funzionalità mentale dovute a patologie, traumi, effetti esterni che producono raptus improvvisi e momentanei o mutazioni permanenti: inquinamento ambientale (smog, pesticidi, polveri sottili, additivi tossici alimentari), assunzione di alcol, fumo, droghe, farmaci. 3) Cause culturali: ambiente sociale e familiare degradato e dominato da criminalità e delinquenza, notizie, immagini e messaggi di natura violenta trasmessi attraverso letture, educazione, mezzi di informazione e spettacolo, che assunti in maniera continuativa generano stress, ansia, aggressività latente e costante, e forme di alterazione mentale permanente.

E’ una classificazione molto generale, senza entrare in dettagli specifici. Ma dà un’idea della complessità dei fattori che  possono esserci alla base di episodi di follia che spesso hanno conseguenze tragiche. E soprattutto solleva l’ipotesi che l’aggressività, improvvisa o come normale tratto caratteriale, può essere stimolata, favorita e scatenata da fattori esterni. Ovvero, da cause che nulla hanno a che vedere con la volontà dell’individuo. E’ ormai acquisito che in particolari situazioni si verifica un aumento dell’aggressività. Lo si può facilmente constatare in occasione di manifestazioni e spettacoli in cui si verificano assembramenti di massa: stadi di calcio e manifestazioni sportive, comizi politici, concerti pop, scioperi e cortei, etc. Anni fa dei ricercatori accertarono che durante un incontro di pugilato si verificava negli spettatori un forte aumento dell’aggressività che spesso, appena finito lo spettacolo sfociava fuori dallo stadio in risse anche cruente. Ma lo stesso succede anche nel corso di partite di calcio. La cronaca ci racconta spesso, purtroppo, di episodi di violenza sia all’interno degli stadi, sia fuori, prima e dopo la gara e l’elenco delle vittime di questi scontri è molto lungo. Eppure coinvolge delle persone che abitualmente non danno segno di particolare aggressività: fino al momento in cui esplode la violenza. Non ci fa sorgere almeno qualche piccolo dubbio? (continua)

4 commenti a “Follia 2 (mamme, figli e ombrelli)”

  1. Giano scrive:

    Sì Giuseppe, credo che la malvagità umana sia in pieno sviluppo. Queste notizie mi servono per cercare di avvalorare la mia ipotesi che la gente stia impazzendo, ma non se ne rende conto.

  2. Giuseppe scrive:

    Buongiorno.
    Decisamente,il vaso di Pandora è vuoto.Desolatamente.Io avrei preferito non vederla pubblicata.Anche se ne intravedo la funzione pedagogica.Aiuta a discernere la sostanza dalla vacuità
    disperante dei furbi a 7 cotte.
    Giuseppe

  3. Giano scrive:

    Sarei tentato di considerarla spam ed eliminarla, ma voglio fidarmi e sperare che sia una cosa seria.

  4. Infant Reminder scrive:

    Forse la fretta, forse i pensieri che angustiano ogni adulto, hanno distratto migliaia di genitori in tutto il mondo causando immani tragedie e lo stillicidio dei bimbi dimenticati nei veicoli.
    Realizzata a Messina, Infant Reminder è la prima app al mondo, per smartphones e tablets, totalmente gratuita e utilizzabile in tutto il mondo, in grado di scongiurare il pericolo di dimenticare i bambini nei veicoli.
    Prelevala gratuitamente dal sito ufficiale http://www.infantreminder.com/ oppure da App Store o Google Play.

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