TeleGay 4

di , 6 Aprile 2016 00:51

E’ partita lunedì la nuova edizione del TG4 delle ore 19 condotta da Alessandro Cecchi Paone. Ho la netta sensazione che finirà per suscitare molte polemiche. Cecchi Paone, dopo aver apertamente dichiarato molti anni fa di essere omosessuale, è diventato il testimonial più in vista della causa gay e tutti se lo contendono. Negli ultimi tempi sembrava avere il dono dell’ubiquità. Mattino, pomeriggio, sera, in qualche canale TV lo si vedeva come opinionista tuttologo, a discutere di tutto, polemizzare e, soprattutto, difendere tutto ciò che direttamente o indirettamente giova alla causa gay, trans, lesbo, e varie campagne laiciste. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, non per le sue capacità e conoscenze enciclopediche, ma perché è gay e, come tale,  è un personaggio che crea polemiche, contrapposizioni e suscita curiosità morbosa (in questo senso se la gioca a pari merito con Luxuria). E’ pensabile che uno così apertamente schierato, possa poi essere imparziale e fare informazione obiettiva? No, non è pensabile e non è possibile. Questa è la prima considerazione che lascia molti dubbi sulla sua attendibilità come conduttore di un telegiornale e sulla scelta operata dall’azienda.

La seconda considerazione arriva dopo aver visto le prime due edizioni del suo TG4. Lunedì ha fatto almeno due affermazioni che hanno confermato tutte le mie perplessità. Durante un servizio sullo scandalo delle trivelle in Basilicata, in collegamento esterno con un inviato in Basilicata, si è espresso chiaramente a favore delle trivellazioni perché, secondo lui, portano occupazione e ricchezza alla Regione, in contrasto con le affermazioni di chi esprimeva qualche perplessità sui reali benefici.  E per giustificare la sua posizione favorevole all’innovazione, la tecnologia ed il progresso,  ha chiuso affermando che lui è da sempre favorevole alla Tav ed all’alta velocità (non c’entra niente con il servizio, ma serve a dimostrare che lui ci tiene a far sapere qual è la sua opinione sugli argomenti che tratta). Ma un conduttore di un telegiornale è lì per riportare le notizie, non per esprimere la sua opinione personale su fatti, eventi e personaggi. Avete mai sentito un conduttore di un qualunque TG, anche regionale, anche di Tele Pompu libera, schierarsi chiaramente e apertamente durante il TG a favore o contro la Tav, o su uno dei tanti argomenti di attualità? No, non si è mai sentito. Il conduttore deve riferire le notizie ed i fatti, non commentarle secondo i suoi gusti personali. Questo atteggiamento, più da commentatore e “opinionista” che da giornalista, è quello che assumono (sbagliando anch’essi) quasi tutti i conduttori di talk show; ma non i giornalisti che conducono un telegiornale.

Oggi apre con un servizio sulle primarie americane parlando di Donald Trump e del fatto che è molto contestato, non solo dagli avversari democratici, ma anche da quelli repubblicani, per le sue affermazioni spesso esagerate, arroganti, minacciose, sopra le righe; cosa che scatena polemiche ed accuse di machisno, intolleranza e razzismo. La bella e giovane moglie di Trump, l’ex modella Melania, ha deciso di partecipare più attivamente alla campagna elettorale del marito, difendendolo dalle accuse e descrivendolo come una persona che, in privato, è tranquillo e diverso da come appare in pubblico e nei comizi. E Cecchi Paone riferisce la notizia dicendo che questa donna scende in campo per difendere Trump che “ogni volta che apre bocca fa guai“. Una affermazione come questa  basta e avanza per capire quale sarà la linea editoriale del TG di Cecchi Paone, uno che in quanto ad autostima non è secondo a nessuno. Sarà il suo TG personalizzato: il mondo visto da PaVone. Mancano solo le didascalie per classificare i fatti in “Buono – No buono” e la lavagnetta, come si faceva a scuola, per segnare  ogni giorno i nomi dei personaggi “Buoni e cattivi“.

Vi risulta, per ripetere quanto già detto prima, che qualche conduttore di TG, nel corso del telegiornale, abbia mai commentato le notizie esprimendo un giudizio personale sui fatti di cronaca o sulle dichiarazioni di un capo di Stato estero o di un semplice esponente di rilievo della politica nazionale e internazionale? Che abbia detto di essere d’accordo o meno con le dichiarazioni di Bush, Obama, Clinton, Berlusconi, Prodi, Napolitano, Renzi o Papa Bergoglio? No, non si è mai visto. Non commentano nemmeno le sciocchezze di Belen Rodríguez o di Pupo, perché un giornalista deve riferire i fatti, non commentarli (cosa che in molti dimenticano spesso e volentieri.) E’ talmente fuori dalle regole del giornalismo che non è neppure immaginabile. Cecchi Paone è il primo conduttore di un TG a farlo; manda in onda un servizio su un personaggio politico USA, Trump, e su di lui esprime un suo giudizio personale, contravvenendo in tal modo al codice deontologico del giornalismo. Chiunque avesse fatto una cosa simile alla RAI, almeno fino a qualche anno fa, non avrebbe finito neppure la puntata del TG; lo avrebbero buttato fuori a calci nel culo subito, al momento, nel giro di 10 secondi. Ma forse oggi le regole sono cambiate ed al TG4 hanno particolari norme deontologiche.

Per intenderci, non significa che un giornalista non possa esprimere la sua opinione su fatti e personaggi, ma che deve farlo a tempo e luogo e negli spazi opportuni. Può farlo come ospite in un programma, non può farlo se conduce un telegiornale. Montanelli insisteva spesso sulla necessità di tenere ben separati i fatti dai commenti. Ecco perché anche nella carta stampata ci sono gli articoli che riferiscono i fatti di cronaca e ci sono gli editoriali che esprimono il parere dell’editorialista sui fatti. Anche se ultimamente questo confine è sempre più labile e molti cronisti sembrano convinti che il compito del giornalista sia quello di commentare i fatti, invece che limitarsi a riferire cosa è successo, dove, quando e perché. Oggi sono tutti editorialisti “Grandi firme”, anche l’apprendista aspirante cronista precario in prova che scrive dieci righe dieci sulla partitella fra scapoli e ammogliati sul Corrierino della parrocchia di Trescagheras.

Bene, Cecchi Paone, tanto per capire dove andrà a parare e quale sarà il tenore del suo TG, lo dice chiaramente  fin dalla presentazione del nuovo TG; non semplicemente notizie, ma commenti ed approfondimenti (secondo il suo punto di vista; non lo dice chiaramente, ma lo si capisce). Altro che imparzialità dell’informazione, altro che separare i fatti dai commenti. E poi dicevano che Emilio Fede era troppo fazioso e apertamente a favore di Berlusconi. Magari lo era, ma non si sarebbe mai sognato di dire, mandando un servizio su Romano Prodi che “Ogni volta che Prodi parla fa danni“. Magari lo pensava, o lo lasciava intendere con smorfie e atteggiamenti molto espressivi, ma non lo diceva. In confronto a Cecchi PaVone il buon Emilio Fede era il massimo dell’obiettività. E siamo solo all’inizio.

Se queste sono le premesse, temo che questo nuovo TeleGay4 sarà inguardabile. Forse pensano di recuperare ascolti contando sul richiamo dei gusti sessuali del conduttore. Pensano di farne il TG ufficiale di gay, lesbo e trans? Ma allora, le previsioni del tempo le affideranno a Luxuria? Oppure a Malgioglio? E all’interno ci sarà una rubrichetta riservata “Arcigay News“? Non so con quale logica abbiano operato questa scelta, ma temo che abbiano commesso un grosso errore di valutazione. E mi sembra strano che il direttore Mario Giordano abbia accettato una scelta simile. Il difetto peggiore di questo TG gay, credo che sia proprio l’evidente e dichiarata faziosità del conduttore. Il che è un pessimo biglietto da visita. Non avevamo certo bisogno di qualcuno che fornisca il suo particolare punto di vista personale sui fatti del mondo. Ne abbiamo già abbastanza, anche troppi. Per quanto mi riguarda questo Tg4, edizione Gay friendly, potrebbero anche cancellarlo dal telecomando.

6 commenti a “TeleGay 4”

  1. Giano scrive:

    Ho la sensazione che la decisione di affidare il TG a Cecchi Paone non sia una scelta di Giordano, ma dovuta a motivazioni che poco o niente hanno a che fare con la capacità vera o presunta del conduttore. Ormai le pressioni della lobby gay sono sempre più forti, specie nel mondo dello spettacolo e dell’informazione, sia stampa che TV. Basta vedere cosa passa in televisione dove essere gay o trans sembra essere diventato titolo di merito. Vedere un TG condotto dal più famoso testimonial gay del momento è una grande vittoria. “Il medium è il messaggio“, diceva McLuhan. In questo caso il semplice fatto che Cecchi Paone conduca il TG4 è già un messaggio fortissimo a favore della lobby gay. E purtroppo non è che l’inizio. Buona serata.

  2. Giano scrive:

    Caro Marco, quando si inizia un commento col dire “Il tuo articolo è palesemente viziato da un pregiudizio di fondo. passi tre quarti della tua disamina a parlare dei gusti sessuali di cecchi paone…”., è evidente che se c’è qualcuno che ha dei pregiudizi sei proprio tu. Intanto ti faccio notare che se io storpio il nome chiamandolo “PaVone” (Il minimo, vista l’altissima considerazione di sé del nostro vanitoso conduttore), tu fai di peggio, scrivi “cecchi paone” minuscolo, come se invece che una persona fosse una razza di cani. Poi usi ancora il minuscolo dopo il punto. E già, come presentazione, non è delle migliori: è sintomo di superficialità, trasandatezza, negligenza e sciatteria linguistica (che spesso rispecchia quella mentale). Ma questo è niente, sono quisquilie insignificanti: di solito, più che alla forma, bado al contenuto degli scritti (salvo i casi di chi si presenta come maestrino e pretende di criticare l’opinione altrui, spesso senza averne nemmeno una propria e saperla documentare). Ma, grammatica a parte, forse hai qualche lacuna anche nella capacità di valutare un testo scritto. Ma anche questo, secondo le ultime ricerche, rientra nella norma. Sembra (puoi trovare conferma in rete) che un terzo delle persone abbia difficoltà a comprendere il significato di un testo scritto. A conferma di questo bastano le tue considerazioni su Emilio Fede. Eppure l’ho scritto molto chiaramente, specificando la differenza tra Fede e Cecchi Paone: “(Fede) non si sarebbe mai sognato di dire, mandando un servizio su Romano Prodi che “Ogni volta che Prodi parla fa danni“. Magari lo pensava, o lo lasciava intendere con smorfie e atteggiamenti molto espressivi, ma non lo diceva…”. Mi sembra che la differenza sia chiara, per chi sappia leggere e capire quello che legge. Ma tu, oltre alla difficoltà “normale” di comprensione, hai anche una difficoltà a valutare lo spazio dedicato ad un certo tema, all’interno di un testo, visto che fai una valutazione completamente errata. Lo spazio dedicato all’aspetto sessuale del PaVone non è di ¾ del testo, ma, al contrario, circa 1/5: il resto, circa i 4/5 sono dedicati all’esame della conduzione. Basterebbe solo contare le righe in cui parlo dell’omosessualità di PaVone e quelle dedicate alla sua conduzione. O forse anche contare le righe per te è un esercizio troppo complicato? Bastano le tue prime due righe, invece, a confermare che tu non solo hai dei pregiudizi, ma soffri anche della tipica patologia della sinistra; stravolgere la realtà e, con ipocrisia e malafede, cercare di mistificare i fatti per dare un’interpretazione del mondo in linea con il pensiero unico politicamente corretto. Tipico esempio è cercare di rigirare la frittata chiamando “Anchorman” il conduttore del Tg: come se basti cambiare il nome per modificare il codice deontologico di un giornalista. Come chiamare operatori ecologici li spazzini: giochini lessicali in cui i manipolatori dell’informazione sono esperti. Se poi, oltre ad essere di sinistra, si è anche gay, allora la catastrofe è completa, totale, senza rimedio. Diceva Arthur Bloch: “Mai discutere con un idiota; la gente potrebbe non notare la differenza”. Con un idiota e, aggiungo io, con un comunista, con un gay o, ancora peggio, con un comunista gay. Detto questo, un po’ per seguire il consiglio di Bloch ed un po’ perché non mi interessa discutere sulla sessualità di Cecchi Paone, sui suoi ed i tuoi gusti sessuali, sulle teorie gender, sui diritti gay con annessi e connessi, chiudo qui: ho sprecato anche troppo tempo.

  3. java scrive:

    sì, è un caso di omonimia. Comunque, grande delusione per Mario Giordano che in più occasioni ha espresso perplessità sul braccio politico dei gay che più volte si manifesta in forma violenta con il bene placido di gentaglia come cecchi paGone. Inoltre non mi risulta che quest’ultimo abbia grande esperienza di telegiornali, avendo condotto programmi registrati e avendo svolto la sua principale mansione che è l’attivismo omosessuale. Il TG4 aveva un pubblico fedele ma di anziani, non credo apprezzeranno questa svolta frociarella.

  4. Marco scrive:

    Non so se lo pubblicherai ma ci provo.
    Il tuo articolo è palesemente viziato da un pregiudizio di fondo.
    passi tre quarti della tua disamina a parlare dei gusti sessuali di cecchi paone storpiandone anche il nome. Evidentemente pensi che essere gay significhi automaticamente essere un maiale che non riesce a scollegare il cervello dal sesso, che passa ore e minuti a menarsi di immagini e situazioni di perversione. Ti do un dispiacere gli omosessuali come gli eterosessuali vivono pensano interagiscono con la vita in modo identico tranne per il fatto che amano persone del loro stesso stesso. Finisce li. Paone ha fatto per anni un programma come la macchina del tempo che era un gioiellino, è un conservatore di destra in economia e in molti aspetti sociali e dice come altri parecchie stronzate. Farlo apparire una “checca” non da dignità al tuo modo di descrivere la sua conduzione. Tra l’altro ha una preparazione non comune tra i giornalisti, lauree master e un proprietà di linguaggio notevole. Non esiste telegay come non esiste telenegro e teleebreo. Fin quando riduci tutto a questo è risibile fare le pulci ad un giornalista. Del resto ti assicuro che di gay sei circondato, magari sono un tuo cugino, il tuo migliore amico, magari un giorno un figlio. E che neanche capisci che lo siano se non saranno loro a dirtelo. I commenti li fa anche Mentana, li faceva Fede, li fanno tutti. Si chiama Anchorman, è una figura televisiva.
    Hai mai avuto idea di definirlo teletero? Ultima cosa? Emilio fede non esternava opinioni personali? Sei serio? emilio fede passava la metà del suo telegiornale a parlare a braccio a dire la qualunque su tutto, era un giornalista che non ha mai separato le opinioni dai fatti. Ma lui era un etero che scopava minorenni, o le procacciava. Andava bene. O lo avresti chiamano telemignotteminorenni?
    Ciao buona serata.

  5. Giano scrive:

    Credo proprio di no, deve essere un omonimo. Circa 15 anni fa frequentavo diversi forum, ma ho abbandonato da molti anni. L’ultimo in cui scrivevo era quello di TV talk, il programma che va in onda il sabato pomeriggio (anni fa andava in onda al mattino) su RAI 3, condotto da Bernardini, e analizza i programmi TV. Ma quel forum l’hanno chiuso già da diversi anni. Ora lascio qualche commento sul sito del Giornale. Basta e avanza. Buona serata.

  6. java scrive:

    ciao, tu sei lo stesso giano che postava sul forum di quel fascistello antiamericano che dice che le torri sono state fatte cadere apposta?

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