Facce e facciacce

di , 11 Gennaio 2016 23:45

Certe persone non dovrebbero uscire di casa. Se solo avessero un minimo senso estetico dovrebbero farsi un esame di coscienza e, quando al mattino si guardano allo specchio, per onestà e rispetto per il prossimo, dovrebbero decidere di non uscire di casa ed evitare di mostrarsi in pubblico. Come minimo, per evitare traumi psichici, dovrebbe esserne vietata la vista ai minori ed alle persone particolarmente sensibili, come si fa per i film o per spettacoli riservati agli adulti in cui compaiono scene violente o porno. Esistono dei parametri che, per garantire la salute pubblica, pongono un limite al livello dello smog, all’inquinamento acustico, alla concentrazione delle polveri sottili nell’aria, agli additivi e coloranti presenti negli alimenti, alla presenza di elementi potenzialmente pericolosi  nell’acqua e nella composizione di vari prodotti in commercio. Allo stesso modo dovrebbero esistere dei parametri minimi di livello estetico per poter condurre una normale vita sociale, e soprattutto quando, a vario titolo e in diversi campi, si diventa personaggi pubblici. Superati quei limiti dovrebbero applicarsi delle sanzioni o, nei casi più gravi, l’interdizione dai pubblici uffici, o almeno forti limitazioni alle relazioni ed alla vita pubblica.

Lombroso mi fa un baffo. Lo ammetto, è una proposta esagerata, volutamente troppo esagerata, “lombrosiana“. Però serve almeno a sollevare il dubbio che l’aspetto fisico, l’apparenza, la tanto vituperata e screditata fisiognomica, qualche importanza nelle relazioni sociali possa averla; perché ce l’ha, eccome se ce l’ha. Forse la fisiognomica non può stabilire dalla faccia se un individuo è o non è un potenziale criminale, ma di sicuro è dalla faccia che capiamo subito se una persona ci è simpatica e ci ispira fiducia. Anche se non vogliamo ammetterlo. Ma oggi l’uguaglianza è il principio cardine della democrazia, e si condanna qualunque minimo accenno di possibile discriminazione in base al sesso, età, etnia, religione, appartenenza politica, colore della pelle e qualunque altro motivo possa determinare una valutazione negativa di una persona. In questa situazione anche solo il pensare di valutare le persone in base all’aspetto estetico sarebbe follia.

In ogni caso, i personaggi pubblici nostrani che vediamo quotidianamente su stampa, web, televisione, non corrono alcun rischio, sono tutti esteticamente inattaccabili, anzi simboli e modelli di bellezza classica, simpatia ed acuto ingegno. Per esempio questi personaggi nelle foto, Ivan Scalfarotto ed Emanuele Fiano, parlamentari ed esponenti di primo piano del Partito democratico, non avrebbero niente da temere. L’aspetto deciso ed autorevole, i lineamenti delicati, fini, armoniosi, quasi aristocratici del volto, lo sguardo particolarmente sveglio, la fronte spaziosa, sono tutte caratteristiche che indicano forte personalità, ispirano istintiva simpatia a prima vista e denotano una grande e brillante intelligenza.

Ma non sempre è così. E bisognerebbe tenerne conto perché, specie quando si svolge un ruolo pubblico, l’aspetto fisico ha la sua importanza; conta la faccia. Anni fa, la giornalista Maria Latella intervistò l’allora presidente dell’ANM Luca Palamara e, in collegamento telefonico,  Francesco Cossiga.  Il Presidente Cossiga, che evidentemente non aveva grande stima e simpatia per Palamara (ed ancora meno per l’associazione che rappresentava), cominciò col dire “Questo magistrato la faccia da intelligente non ce l’ha assolutamente…”. E continuò su questo tono paragonando il cognome del magistrato con quello di una nota marca di tonno: “Come si chiama, Palamara, come il tonno...”. E, rivolto alla giornalista che si mostrava sorpresa per il giudizio poco lusinghiero, aggiunge:  “Io ho fatto politica per cinquant’anni e vuole che non riconosca uno dalla faccia?”. Poco dopo conferma il suo giudizio: “Io con uno che ha quella faccia, che ha detto quella serie di cazzate, non parlo.”. In quanto alla ANM, ecco il suo giudizio: “Quella associazione sovversiva e di stampo mafioso che è l’Associazione nazionale magistrati“. Non c’è che dire, il picconatore non le mandava a dire.

Forse Lombroso esagerava nelle sue conclusioni; non si può identificare un delinquente misurando la lunghezza del naso o la conformazione del cranio. Ma, se non siamo ipocriti, dobbiamo riconoscere che è dall’aspetto fisico, dai lineamenti del volto, dall’espressione, dai gesti, dal portamento, dal tono e timbro di voce, dallo sguardo, dal sorriso, dall’insieme di questi segnali corporali, che riceviamo la prima impressione di una persona e, istintivamente, la valutiamo. Forse ci si può sbagliare, ma molte volte la prima impressione è quella giusta. Cossiga aveva imparato a fidarsi della prima impressione e riconoscere le persone dalla faccia. Gli italiani no, purtroppo.

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4 commenti a “Facce e facciacce”

  1. Giano scrive:

    Bene, pensavo avessi avuto problemi di salute, ora sono più tranquillo. Tutti finiscono su FB, sembra inevitabile. Io resisto, non mi attira, preferisco sfogarmi qui, scrivo quando mi va e non mi preoccupo di incrementare i Like, le amicizie o le relazioni sociali. Ancora finché ne ho voglia, mi serve per occupare un po’ di tempo, distrarmi e sfogarmi, senza altri fini. Ma , come suol dirsi, mai dire mai. Grazie per le segnalazioni, buona serata…

  2. violetta scrive:

    Son finita in una pagina su fb, poco soddisfacente, per la verità, ed ho condiviso anche qualche pezzo tuo. Come vedi, ogni tanto venivo a leggerti. Sempre bello leggere i tuoi articoli. Contraccambio l’abbraccio. Non può esser mai uno solo ad abbracciare. :) Sì, credo che se tu aggiungessi Luxuria al duo sarebbe il massimo :)

  3. Giano scrive:

    Violetta, che sorpresa, bentornata, Ma dove eri finita? Non sai quante volte ti ho pensata. Spero che sia stata solo una lunga vacanza. Grazie per la condivisione dell’impressione sui due personaggi. Il guaio è che quando distrattamente mi capita di vederli in televisione (dovrei aggiungere anche Luxuria, così fanno un terzetto delle meraviglie), poi mi resta l’immagine nella mente, come un incubo. Un abbraccio :)

  4. violetta scrive:

    ahahahah….mi sono intorcinata dal ridere, anche perché sui due personaggi citati nell’articolo, avevo pensato la stessa cosa. Sono di una stupida antipatia che di più non si può. Ciao Giano! :)

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