Arte e rifiuti.

di , 25 Ottobre 2015 22:43

L’arte contemporanea dovrebbe essere ricompresa nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani, solidi e liquidi. Resta solo da stabilire, di volta in volta, dove scaricarla; se fra l’umido, il secco, la plastica, il vetro. E’ solo una questione di scegliere il cassonetto giusto.”, scrivevo cinque anni fa nel post “Arte biodegradabile“. Una riflessione che ancora oggi calza a pennello (visto che si parla di arte) al mondo dell’arte contemporanea, a ciò che si vuole far passare per arte, ed al nesso fra arte e spazzatura. Difficile oggi giudicare l’arte, anche perché non esiste un criterio oggettivo di valutazione. L’arte dilaga dappertutto, anche se non sempre ce ne rendiamo conto, e gli artisti sono tanti che è difficile riconoscere e distinguere un artista da un imbianchino o una scultura da un cumulo di ferrivecchi. Infatti non la chiamano più semplicemente arte, aggiungono sempre un qualche aggettivo che ne specifichi l’appartenenza a qualche corrente o movimento artistico. Si chiamano arte concettuale, installazioni, performance, flash mob, body art, happening, etc. Tutte definizioni utili a fregare la gente e convincervi che quella cagata che vi trovate di fronte non è una cagata, ma “arte concettuale”: c’è chi ci crede, e c’è chi ci campa.

Dice una battuta da “This must be the place“: “Oggi nessuno vuole più lavorare; fanno tutti qualcosa di artistico“. Quando tutti sono artisti e tutto è arte, è impossibile distinguere la normalità dall’eccellenza, la banalità dall’arte. Ed è quasi impossibile stabilire il valore di un’opera. L’importanza di un’opera artistica non è stabilita dal valore intrinseco dell’opera, ma dal contesto in cui si inquadra. Facciamo un esempio pratico. Se vi trovate nella piazza principale di Pompu (ce n’è solo una, non potete sbagliare) e vi scappa una scoreggia, resta una scoreggia. Al massimo si sente l’eco nelle immediate vicinanze, se si possiede un buon udito. Ma se siete un personaggio pubblico che si fa passare per artista e fate una scoreggia a Roma, a Piazza del Popolo, alla presenza di cronisti, telecamere e paparazzi, quella scoreggia ha immediata eco in tutti i media e, come per miracolo, diventa una provocazione, un evento, una performance, un gesto di protesta sociale. Insomma, un fatto artistico. Capita la differenza?

Se invece avete ancora qualche difficoltà a distinguere l’arte da una cagata pazzesca, allora possono sorgere equivoci e può succedere, come è successo a Bolzano, che delle persone normali, delle donne delle pulizie, gente pratica, non avvezza a masturbazioni mentali su pseudo opere d’arte, scambino un capolavoro per dei resti di una festicciola fra ragazzi: bottiglie, bicchieri, coriandoli e festoni sparsi per terra. E facciano quello che qualunque persona normale, al posto loro, avrebbe fatto: raccolgono tutto e gettano i rifiuti nella spazzatura. Ed i media riportano la notizia titolando che le “donne delle pulizia si sono confuse“, scambiando l’opera delle “artiste“ Goldschmied & Chiari per residui di una festa. Non è la prima volta che capitano queste “sviste artistiche” di addetti alle pulizie, confondendo arte e spazzatura. Un esempio per tanti: “Pulizie a Palazzo della regione: cancellata per errore l’opera choc.”. Ma vista la documentazione fotografica delle opere, non c’è dubbio: hanno ragione le donne delle pulizie.

In verità la “clamorosa svista” non è quella delle donne delle pulizie, ma quella di chi ha scambiato i rifiuti per opera d’arte e Goldschmied & Chiari per artiste.

Sarebbe interessante fare un esperimento; mettere le donne delle pulizie a produrre opere d’arte (vista la loro competenza in materia di spazzatura, non avrebbero difficoltà ad avviare una copiosa produzione artistica) e le artiste a fare le pulizie. Così, per vedere l’effetto che fa.

Ogni tanto, per chiarirsi le idee o per rinfrescare la memoria, bisognerebbe rileggere un pezzo di Renato Guttuso, apparso su Repubblica 30 anni fa: “Un grande falso che si chiama arte moderna“.

Vedi anche:

- Arte biodegradabile.

- Poeti Ogm.

- Cavalli e polli.

- Arte e raccolta differenziata.

- Arte nuda.

- Biennale di Venezia.

- Arte anale e polistirolo.

- L’arte è una cosa seria.

- L’arte di arrangiarsi.

- L’arte di arrangiarsi 2, la vendetta.

- Cala il petrolio, sale la merda.

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