Cose di Sardegna

di , 27 Novembre 2014 19:31

Notizie dalle scuole sarde (e non solo).

I genitori lasciano i bambini a casa per protestare contro la presenza, in una classe di quinta elementare,  di un bambino particolarmente irrequieto che minaccia i compagni, scaglia sedie per aria e va a scuola con un coltello in tasca. Così, due giorni fa il piccolo turbolento si è ritrovato solo in classe. “Finché ci sarà lui, i nostri figli non faranno lezione“, affermano i genitori degli altri alunni i quali sono entrati a scuola solo dopo che la madre del bambino troppo vivace lo ha ritirato ed accompagnato a casa. La soluzione prospettata da dirigente scolastico è trasferire il piccolo in altro istituto. Ma gli assistenti sociali che seguono la famiglia (evidentemente si tratta di una situazione familiare già sotto osservazione) sono contrari. Dicono che “sarebbe un trauma” per il piccolo. Quindi, per non creare traumi al piccolo, preferiscono traumatizzare l’intera classe. Fantastici questi assistenti sociali. (Vedi L’Unione sarda)

Anche a Cagliari (Vedi L’Unione sarda), per dimostrare che si è al passo coi tempi, nelle scuole organizzano “corsi gender“. Dovrebbero essere dei corsi che, secondo i “docenti” ed i sostenitori di questa nuova pedagogia,  educano alle “Pari opportunità, abbattimento degli stereotipi di genere e rispetto della diversità“, specie di genere sessuale. In realtà il dubbio è che siano delle vere e proprie lezioni che tendono ad inculcare la cultura omosessuale e trans.  Sembra che questo genere di lezioni siano presenti e si stiano diffondendo in molte scuole nazionali. Di recente ha fatto notizia, con tanto di proteste da parte dei genitori,  la lezione tenuta da Luxuria in un liceo di Modena (Lezioni di sesso al liceo) in cui la nota trans forse ha illustrato agli studenti le delizie dell’amore omosessuale. Stesso genere di lezioni si tengono in diverse scuole di Roma e di altre città. Ormai, a quanto pare, la cultura omosessuale, è entrata a far parte dei programmi ministeriali. Forse bisognerà portarla agli esami insieme alle altre materie; italiano, greco, matematica, fisica e…cultura gay. E nessuno si sogni di protestare; vi accuserebbero subito di omofobia. Poi non lamentiamoci se il mondo è in declino.

Ma non dobbiamo preoccuparci per i ragazzi. Sono sempre in ottime mani, seguiti da ottimi insegnanti, assistenti sociali e, quando non bastasse ed avessero problemi caratteriali, di personalità e crisi esistenziali,  possono sempre contare sul supporto anche di affidabilissimi psicoterapeuti. Eccone uno a caso…

Notizia di oggi (Vedi Corriere.it) che riguarda ancora il mondo della scuola, a Roma. Il nostro specialista, quello che dovrebbe essere un riferimento certo per i bambini e ragazzi, aveva il vizietto dell’esibizionismo. Si appostava nella sua auto nelle vicinanze delle scuole e si mostrava mentre compiva atti osceni. Ora bisognerà trovare un bravo psicoterapeuta che curi lo psicoterapeuta col vizietto, sperando che anche quello non abbia altri strani vizietti che ne consiglino la cura con altro psicoterapeuta.  Che brava personcina! Quello che dovrebbe curare i ragazzi problematici, è il primo a doversi curare. Ma potrà continuare la sua attività esibizionista in altri luoghi. Infatti ha solo l’obbligo di firma negli orari di entrata ed uscita dalle scuole. Per il resto del giorno può “esibirsi“ tranquillamente. Ma siamo sicuri che questo mondo sia normale? Ho qualche dubbio.

Chiudiamo ancora con una notizietta dalla Sardegna, che non è solo Costa Smeralda, è anche una regione eternamente in crisi.

Proprio due giorni fa c’è stato l’ennesimo sciopero dei metalmeccanici che hanno sfilato in corteo a Cagliari, con in testa il segretario generale della Fiom, Landini. Ma è l’intera economia dell’isola ad essere in crisi: Alcoa, Portovesme, Meridiana, miniere del Sulcis, Eurallumina, Keller. Siamo la dimostrazione lampante di cosa siano le “cattedrali nel deserto“. Nei primi anni ’60 sono arrivati  in pompa magna imprenditori e grandi aziende, attirati dai fondi della Cassa per il Mezzogiorno e dai lauti contributi regionali finalizzati all’industrializzazione della Sardegna. Hanno aperto le fabbriche, hanno incassato i contributi pubblici, hanno lavorato un po’ per ripagarsi delle spese e poi hanno chiuso, lasciando a casa migliaia di lavoratori che,  con l’illusione del posto fisso in fabbrica, abbandonavano la terra, la pastorizia,  il lavoro artigianale o piccole attività commerciali, per ritrovarsi, dopo pochi anni, in cassa integrazione, senza niente o, i più fortunati, utilizzati nei cosiddetti “Lavori socialmente utili“.  Chi si ricorda più di Ottana, della Snia Viscosa, della Rumianca?

Evoluzione dei sardi

- dalle caverne ai nuraghi.

- dal nomadismo alla pastorizia.

- dalla pastorizia all’agricoltura.

- dall’agricoltura all’industria.

- dall’industria alla…cassa integrazione !

Né va meglio l’agricoltura o la pastorizia, settori fondamentali dell’intera economia sarda. Fra quote latte decise a Bruxelles, lingua blu, peste suina, alluvioni, incendi e calamità varie, siamo sempre a rischio fallimento. Forse per consolarci, da decenni continuano a venire in visita di cortesia segretari sindacali, leader politici, Presidenti, Papi, tutti a portare sostegno ai sardi. Abbracciano la gente, esprimono la loro vicinanza e solidarietà, fanno promesse, lanciano appelli e dichiarazioni di circostanza a beneficio dei media, fanno scorta di dolci, pecorino, vernaccia e cannonau, salutano tutti e ringraziano per l’accoglienza e la proverbiale “calda ospitalità” dei sardi.

Poi ripartono, tornano nei loro palazzi  e tutto resta come prima. Il Presidente torna al Quirinale, il Papa continua a fare il Papa in Vaticano, Landini tornerà nei salotti TV o a fare altri cortei, Vendola torna in Puglia dal suo caro Eddy…e i sardi continuano a fare i sardi, fessi e contenti, fino alla prossima visita di Stato. Bene, e cosa si scopre in questo panorama di crisi endemica? Niente di particolarmente eclatante, abbiamo visto e sentito di peggio. Ma anche questa notizietta dà un’idea di come si spreca il denaro pubblico, invece di utilizzarlo per progetti seri. Ecco la notizia: “La Regione spende 350 mila euro in foto mai utilizzate e nascoste da cinque anni“.

Avete capito bene? Qui in Sardegna c’è il più alto tasso di disoccupazione d’Italia, i poveri crescono ogni giorno, perfino la Caritas tempo fa ha lanciato un appello perché, visto che il numero dei poveri è in costante aumento, non riescono più a garantire i pasti, c’è gente che non ha nemmeno il pane, che soffre la fame e questi spendono 700 milioni di vecchie lire in…fotografie!

Si tratta di un progetto che risale al 2007 per conto dell’ISRE, Istituto superiore regionale etnografico. Le foto sono state scattate, dicono, da professionisti di “chiara fama” e, fino ad oggi, sono rimaste custodite negli archivi dell’Istituto.   L’ex direttore generale si giustifica così: “Non ci hanno dato soldi per fare mostre o un catalogo: visti i risultati, un investimento forse sbagliato.“. Non mettiamo in dubbio che i fotografi fossero di “chiara fama”, né che si sia trattato di un “investimento sbagliato“, non sarebbe il primo e, purtroppo, non sarà l’ultimo.

Sembra strano, tuttavia, che si spendano tanti soldi senza prevedere un utilizzo del materiale. Anzi, ad essere sinceri, sarebbe strano in un paese normale. Da noi, dove la serietà, la capacità e la competenza degli amministratori sono un optional, non è per niente strano; anzi è la regola. Ma, soprattutto, ci chiediamo, e se lo chiedono migliaia di disoccupati e cassintegrati sardi, che bisogno c’è di sprecare 350 mila euro (700 milioni di vecchie lire) per fotografare pecore al pascolo, vecchiette intente a cucire, angoli pittoreschi di paesetti dell’interno e feste paesane, quando ci sono centinaia di migliaia di sardi che sono in povertà totale e devono mangiare alla Caritas? A quanto pare, per i nostri geniali amministratori, più che aiutare i poveri e dargli da mangiare, conta fotografarli. Magari creperanno di fame, però, prima o poi, finiranno in una mostra etnografica. Anche queste sono soddisfazioni.  Questione di punti di vista.

Lascia un commento

Codice di sicurezza:

Panorama Theme by Themocracy