Democrazia e voto

di , 24 Novembre 2014 20:28

Democrazia in pillole, anzi, in supposte. Il voto è l’espressione della volontà popolare, si dice. Si dice anche che in democrazia chi prende più voti vince ed, essendo maggioranza, è legittimato a governare. Ma sarà vero che in democrazia governa chi è espressione della volontà popolare? Non sempre, anzi, raramente, o meglio, quasi mai. In questa democrazia c’è il trucco, come nei giochini degli illusionisti. Di solito quella che viene definita “maggioranza” non rappresenta l’effettiva maggioranza assoluta dei cittadini, ma solo quella parte che ha preso più voti; basta anche un solo voto in più e si vince. Ovvero una maggioranza relativa che, molto spesso, è una “minoranza” se rapportata all’intera popolazione. Eppure questa “minoranza” si considera “maggioranza“, pensa di rappresentare l’intero corpo elettorale e si ritiene legittimata a governare in nome del popolo.

Ecco perché, quando si viene eletti ad alte cariche, ci si affretta a dichiarare che “Sarò il presidente di tutti“, lasciando intendere che si è super partes, imparziali e garanti dell’interesse generale; cose a cui non credono più nemmeno i bambini. No, caro “presidente di tutti“, tu sei il presidente di chi ti ha eletto, porti dentro di te la tua formazione culturale, l’ideologia  e  l’appartenenza ad una parte politica che condiziona il tuo pensiero, le tue scelte, la tua visione del mondo, e non si cancella da un giorno all’altro perché si cambia ufficio e poltrona. Ma tutti fanno finta di non saperlo e continuano a rappresentare il classico “Giuoco delle parti“. Conviene a tutti; a tutti loro, non ai cittadini.

Un caso eclatante di non rispondenza fra incarico ricoperto e rappresentatività popolare è quello della presidente della Camera, Laura Boldrini. E’ stata eletta in Parlamento nella lista SEL che ha preso il 3% dei voti. Ma, eletta dall’Assemblea come Presidente della Camera, è diventata  “Terza carica dello Stato“, dopo Napolitano e Grasso. Una delle più alte cariche istituzionali che, sulla carta,  rappresenta l’intera nazione. Ma come è possibile che una persona che rappresenta a malapena il 3% dei votanti  (quindi, neppure il 3% degli elettori e dell’intera popolazione) assuma una delle più alte cariche dello Stato e rappresenti l’intera nazione e tutti gli italiani? A che titolo? Eppure tutto avviene democraticamente e nel rispetto delle regole. A nessuno viene il dubbio che, forse, c’è qualcosa che non va in questo sistema?

Prendiamo l’esempio pratico delle elezioni regionali in Emilia Romagna. I dati ufficiali sono questi: votanti 37,7% degli elettori, astenuti 62,3%; il vincitore, Bonaccini, ha preso il 49% dei voti.  Ovvero, più del 62% degli elettori si è astenuto, non ha votato ed è questa la vera “maggioranza” degli elettori. Il vincitore rappresenta non il 49% dei cittadini, ma solo il 49% di quel 37% che ha votato; circa il 18% degli elettori. Se poi consideriamo anche i giovani non ancora maggiorenni, ma, a tutti gli effetti, cittadini italiani, quella percentuale si abbassa ancora di più e si avvicina al 15% della popolazione.

Quindi, il signor Bonaccini che ha vinto le elezioni e, in teoria, sarebbe l’espressione della volontà popolare,  rappresenta solo una minima parte dell’elettorato, un risicato 18% che non rappresenta minimamente la maggioranza o cosiddetta “volontà popolare” che, invece, si identifica il quel 62% di astenuti.  Alla luce di questi dati, che senso ha affermare che questo 18% è una “maggioranza“, che rappresenta i cittadini e che è legittimato a governare? E’ un autentico bluff, una truffa camuffata da democrazia.  Questa democrazia fasulla governa “contro” la volontà popolare. Al posto del signor Bonaccini non sarei molto soddisfatto e sereno. Non avrei niente da festeggiare e non dormirei sonni tranquilli.  Anzi, avrei molti, ma molti scrupoli di coscienza.

Ma il nostro premier in camicia con le mani in tasca, Matteo Renzi,  fa finta di non saperlo, grida alla vittoria e dice che “l’astensionismo è un problema marginale, secondario“. Ed aggiunge (è il mantra che ripete ogni giorno, per convincere se stesso e gli altri)  che mentre gli altri chiacchierano, “Noi cambiamo l’Italia“. Il grande cambiamento è proprio questo, che la volontà popolare, tanto sbandierata e sancita anche dalla Costituzione, non è importante, è un fatto secondario. Alla faccia della democrazia.

Se questa gentaglia che campa di politica (intendo tutti, destra, sinistra, centro e panchinari), si arricchisce a spese dei cittadini, e sta rovinando l’Italia,  avesse un minimo di coerenza, di amor proprio, di onestà intellettuale (doti inimmaginabili per un politico), dovrebbero dimettersi spontaneamente da qualunque carica, dovrebbero dire chiaramente che il concetto di democrazia e di rispetto della volontà popolare  è una truffa ideologica inventata per giustificare il potere,  dovrebbero chiedere scusa al popolo, vestirsi con un sacco, vagare per le campagne cospargendosi il capo di cenere, far digiuno e penitenza,  e ritirarsi per il resto della vita in uno sperduto eremo ad espiare le colpe . Amen.

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