Tette, Papi e Femen

di , 20 Novembre 2014 20:39

Non tutte le tette sono uguali. O meglio, come direbbero  i maiali di Orwell, si potrebbe dire che “Tutte le tette sono uguali, ma alcune tette sono più uguali di altre“. Insomma, secondo il più classico doppiopesismo dei moralisti a corrente alternata, c’è tetta e tetta.  Ha fatto scalpore il curioso “incidente hot” successo nel corso del programma  Tale e quale show, condotto da Carlo Conti.  Veronica Maya, durante la sua esibizione canora, forse per un movimento eccessivo del corpo, ha causato lo scivolamento del vestito lasciando in bella vista il seno (Video su Corriere.it).

Grande imbarazzo, ma la nostra “Maya desnuda“ continua ad esibirsi, facendo finta di coprirsi ( sembra che sia  recidiva; lo stesso “incidente” le era successo già in passato), e intervento di Conti che  interrompe il numero e cerca di coprire le grazie nude della Maya. Del resto, scoprire improvvisamente alcune parti del corpo solitamente nascoste, è un “incidente” che succede molto frequentemente nel mondo dello spettacolo.  Basta ricordare Belen Rodriguez che in diretta TV a Sanremo mostra con disinvoltura la sua farfallina inguinale. O Laura Pausini che durante un concerto in Messico, rientra sul palco, dopo una pausa,  indossando solo un accappatoio che si apre sul davanti, lasciando vedere a tutto il pubblico che, forse per una dimenticanza o per la fretta di rientrare, ha dimenticato di indossare le mutandine (Guarda qui il video). Succede a tutti, no? Strani incidenti che lasciano molti dubbi sul fatto che si tratti di un “incidenti casuali“.

Si tratta, comunque, di immagini di nudità che, solitamente, sui media  appaiono ritoccate o censurate (esempio classico è quel ridicolo quadratino o fascetta che nasconde i capezzoli o la sfocatura su foto e video). Poi magari, subito dopo va in onda un film della serie Giovannona coscia lunga, dove si vede di tutto e di più, ma continuano a mettere le fascette sui capezzoli. E’ lo stesso principio per cui, quando ci sono espressioni forti o scurrili in TV vengono censurate col classico Bip. Poi guardate un talk show, dove piovono insulti di ogni genere, o un monologo di Crozza e comici vari, e volano cazzi, culi, fighe e coglioni  come libellule a primavera.  Valli a capire questi censori ed i loro criteri.  Infatti anche nel video pubblicato dal Corriere.it, sopra linkato, si può vedere che il seno viene offuscato da una macchia biancastra. Quanto pudore! E quanta ipocrisia, in dosi industriali.

Ma anche il pudore in Italia, come la morale,  è a corrente alternata. Questa a lato è Eva Grimaldi, reduce da non ricordo quale reality, ospite al programma “Quelli che il calcio” su RAI3, di primo pomeriggio, ora di massimo ascolto. Qui un servizio fotografico che documenta la sua performance da far invidia a Sharone Stone (Eva Grimaldi accavalla le gambe e infiamma lo studio). Il fatto è che indossa un vestitino che non può dirsi nemmeno “mini“, è già a livello pubico e, come se non bastasse, ha due lunghi spazi laterali, col risultato che quando si siede, praticamente è come se fosse in  mutande. C’è chi mostra il sopra e chi mostra il sotto. E sembra una gara a chi mostra di più. Le tette della Maya alle 10 di sera fanno scandalo, le mutande della Grimaldi alle 3 del pomeriggio no. Qual è, secondo voi, il parametro di giudizio su ciò che è lecito e ciò che non lo è? Ah, saperlo. Ma non è il caso di farsene un problema, non lo sanno nemmeno gli addetti ai lavori,vanno a caso; questo sì, questo no.

Ma torniamo alle tette. Abbiamo appena detto che mostrare il seno in TV non è consentito. Ora, proprio due giorni fa al programma Anno uno su LA7 si sono viste non due tette, ma addirittura 10, tutte nude, ben in vista e con i capezzoli in primo piano, senza sfumature o  quadratini che li coprissero. Erano le Femen, ormai famose per le loro azioni di protesta a seno nudo. Non sono capitate lì per caso, né si è trattato di una incursione, come sono solite fare. No, sono state espressamente invitate dalla conduttrice Giulia Innocenzi, quella che ha poche rivali nel giocarsi il ruolo di più antipatica della TV, grazie alla sua vocina leggermente nasale, il parlare cantilenante e l’aria spocchiosa e supponente della ragazzina  impertinente con la puzza sotto il naso. Ma questa esibizione è considerata del tutto normale. Infatti la Innocenzi, essendo “innocente“, ingenua e pura di cuore, non ci vede niente di male, non corre a coprile ed anzi le ringrazia per la partecipazione. Conclusione: le tette delle Femen sì, quelle della Maya no.

Ma cosa c’entrano le Femen in quel programma? Sono andate per protestare contro la visita del Papa al Parlamento europeo, programmata per il prossimo 25 novembre. Dicono: “Siamo qui per annunciare che la parità, i vostri diritti, i nostri diritti, sono in pericolo e, sfortunatamente, la fonte del pericolo è proprio qui in Italia. Il 25 novembre il Papa si reca a parlare al Parlamento europeo, a Strasburgo in Francia. E questo è un attacco diretto alla laicità, alla parità, ai diritti umani ed alla separazione fra Chiesa e Stato, che deve diventare una priorità oggi.“.  Insomma, queste ragazzotte accaldate vogliono decidere chi può e chi non può andare al Parlamento europeo. Alla faccia della libertà di pensiero. (Vedi qui Femen ad Announo)

Come se non bastasse, non si sono accontentate di fare la loro apparizione in TV. Visto che si trovano in Italia, approfittano delle “Vacanze romane” per fare, come tutti i bravi turisti, una visita a San Pietro. Ma loro sono turiste un po’ particolari e, quindi, si esibiscono in una performance non proprio rispettosa del luogo e del simbolo della fede cristiana.  Eccole che tengono un crocifisso in mano e se lo mettono…nel sedere.  Ecco, queste “brave ragazze“, invece di denunciarle e sbatterle in galera, noi le ospitiamo in televisione e le ringraziamo. Saremmo curiosi di vederle andare a Teheran (o in un altro paese musulmano) e fare una cosa del genere tenendo una copia del Corano sul culo. Non credo che le ospiterebbero sulla televisione nazionale. Di recente due cristiani (marito e moglie) in Pakistan, con l’accusa di blasfemia per aver offeso il Corano, sono stati bruciate in una fornace per laterizi. Altro che ospiti in TV. Ma è risaputo, la Chiesa ed  il Papa si possono offendere, sbeffeggiare, oltraggiare tranquillamente: è libertà di pensiero. Ma guai anche solo ad insinuare qualcosa di poco simpatico contro i musulmani: sarebbe gravissimo atto di islamofobia.  Ecco, questo è un perfetto esempio di doppia morale. (Qui è visibile il video della loro esibizione: “Femen a San Pietro“).

Ora, oltre alla sottile differenza fra tette sì e tette no, tette scandalose e tette lecite, fra “tette buone” e “tette No buone“, si pone un altro problema. Non solo le tette delle Femen sono permesse (forse sono politicamente corrette e progressiste, al contrario di quelle della Maya che, evidentemente, sono reazionarie),  ma si tira in ballo il Papa ed il suo diritto di intervenire al Parlamento europeo. Allora bisogna fare un passo indietro e bisognerebbe leggere questo articolo del 28 settembre “Conchita Wurst in Europa; nell’Unione europea si parla di gay e trans”.

Conchita Wurst è una trans (oggi vanno come il pane), ma con tanto di barba, che tempo fa ha vinto il festival europeo della canzone. Non è molto chiaro se abbia vinto perché più brava degli altri partecipanti, oppure perché è trans (sembra essere un titolo di merito: si vincono i festival, i reality, si va in Parlamento, si è ospiti fissi in TV)); resta il dubbio. Ovviamente è una delle attiviste militanti della lobby che raggruppa gay, lesbo, trans, bisex  e varia sessualità. Come programmato, lo scorso 8 ottobre, è intervenuta al Parlamento europeo dove ha tenuto un discorso sui diritti omosessuali, con interventi di altri europarlamentari di diversi gruppi. Successivamente si è esibita all’esterno interpretando alcune canzoni. (Vedi AnsaConchita e i diritti gay” e video “Conchita canta“).

Bastano questi pochi esempi (ma se ne potrebbero fare a centinaia) per  capire che, evidentemente, esiste una strana morale grazie alla quale certe nudità sono oscene ed altre sono del tutto naturali. Basterebbe ricordare che tempo fa la solita sinistra con la doppia morale fece una campagna contro Striscia la notizia, accusando il programma di Ricci di sfruttare il corpo femminile. Ora riguardate la foto di Eva Grimaldi e giudicate le differenze con le due veline che ballano a Striscia e che sono molto più coperte della Grimaldi. Basta ricordare le tante show girl che stazionano perennemente nei salotti TV ad ogni ora del giorno e della notte per notare che tutte sembrano impegnate in quel giochino del mostrare tette, gambe e culi, perché più mostri e più facilmente finisci sulla stampa.

Ma allora come si fa a distinguere ciò che è lecito da ciò che non lo è? Non è possibile; l’unico criterio è che non esiste un criterio, vale la regola della doppia morale. Tutto ciò che è in sintonia col pensiero unico dominante e politicamente corretto è bene, lecito, giusto e democratico. Tutto il resto, fossero anche le stesse cose (o le stesse tette), è deleterio, provocatorio, indecente, maschilista, osceno, esecrabile, fallocratico. Chiaro? Ecco perché le veline di Striscia sono un’offesa alle donne e sfruttano il corpo femminile e le tette della Maya sono un “incidente” e vanno subito coperte,  mentre le tette delle Femen dalla Innocenzi sono lecite e regolamentari.

Ma, soprattutto, si pone una domanda: perché al Parlamento europeo ci possono andare i trans e non ci può andare il Papa? E perché se una trans va al Parlamento europeo per sostenere la causa dei diritti gay, lesbo, trans, bisex, plurisex, annessi, connessi ed assimilati,  è una legittima e democratica espressione della libertà di pensiero,   mentre se ci va il Papa  è un grave attentato ai diritti umani? Provate a dare una risposta logica ed onesta.

Vedi anche “Pane, sesso e violenza“.

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