Creatività e movimento

di , 3 Maggio 2014 12:17

Camminare stimola la creatività. Lo dicono i ricercatori della Stanford University. In America sono tutti ricercatori, sembra che non ci siano altre attività. Così, tanto per dimostrare che la ricerca è una cosa seria che merita i lauti finanziamenti pubblici e privati, periodicamente devono rivelare al mondo una qualche “scoperta“, di quelle geniali e fondamentali per il progresso umano. Più o meno, il lavoro di questi ricercatori ha lo stesso impatto sociale del lavoro del Parlamento europeo; quello che stabilisce la curvatura delle banane e la circonferenza del pisello.

 Gli americani hanno una passione speciale per la ricerca, ce l’hanno nel sangue. Tanto che anche quando sono in ferie o in vacanza, pur di tenersi in allenamento, i ricercatori si ricercano a vicenda. Noi da piccoli giocavamo a nascondarello, loro giocano a “ricercarello“.  Sono così ossessionati dalla ricerca che anche quando si riposano (tipo la nostra pausa caffè) si concedono una pausa letteraria e   vanno “alla ricerca del tempo perduto“. E una volta trovato il tempo, visto che hanno tempo, ricominciano a ricercare il modo di farsi finanziare altre ricerche sull’utilità della ricerca. Non è male come occupazione; sempre meglio che lavorare.

Bene, la grande scoperta di oggi è che  “Pensiero e movimento sono legati fra loro; camminare rende più creativi“. Camminate, gente, camminate e diventerete tutti geni (o quasi). Lo dicono i ricercatori americani. Se avete difficoltà a fare footing o jogging all’aperto, in un bel prato verde, va bene anche il tapis roulant (lo dicono i ricercatori). Oggi un tapis roulant ce l’hanno tutti, cani e porci. Voi non ce l’avete? Ma siete proprio sfigati. Va bene, fate le scale del palazzo; su e giù, su e giù, e la creatività vi uscirà dalle orecchie. Contenti? Del resto è risaputo che gente come Mozart, Kant, Galilei, Einstein, avevano l’abitudine di cominciare la giornata con una serie di flessioni, esercizi a corpo libero ed una salutare corsetta in città. E’ così che nascevano le loro intuizioni; correndo. Mozart si portava appresso il suo quadernetto musicale; correva e scriveva (minime, crome, biscrome), scriveva e correva.

Galilei, in questo, era un po’ penalizzato; non poteva correre e portarsi appresso il telescopio. Però correva, anche se un po’ impacciato, perché non c’erano ancora le tute e correva bardato con un lungo pastrano nel quale, infatti, inciampava continuamente. Correva e, con gli occhi al cielo,  scrutava gli astri. Ecco perché, non prestando molta attenzione a dove metteva i piedi, spesso tornava a casa mezzo pesto;  a causa delle cadute e delle tremende capocciate per terra che gli facevano vedere le stelle, anche senza telescopio!

La nuova teoria dei “camminatori creativi” trova riscontro, infatti, nella realtà. I popoli più creativi sono proprio quelli più abituati a camminare. Più camminano e più sono creativi. Infatti, chi sono i grandi creativi del pianeta? Sono i camminatori per eccellenza, quelli che non hanno rivali, sbaragliano gli avversari e vincono tutte le maratone e le gare podistiche nel mondo. Sono sempre gli stessi atleti provenienti dall’Africa, specie da Kenya ed Etiopia. Terre che, notoriamente, sono una fucina inesauribile di idee, invenzioni, scoperte e creatività in tutti i campi della scienza, dell’arte, della letteratura, la musica, la poesia, la medicina, la fisica, l’architettura. Ed il loro segreto è proprio quello; sono camminatori instancabili.

I nostri ricercatori made in USA sono così convinti della bontà della loro scoperta, fondata sulla strettissima interdipendenza fra pensiero creativo ed attività pedestre,  che quel principio lo applicano quotidianamente come metodo di lavoro. Camminano e ricercano, ricercano e camminano, camminano e pensano, pensano e camminano. E’ quel che, dalle nostre parti, si dice “ragionare con i piedi”.

Ecco perché si vede tanta gente che corre in città, nei parchi, in campagna. Ecco perché si organizzano ovunque gare podistiche e maratone. Non è solo sport; sono tutti aspiranti “creativi“. Corri, ragazzo, corri. Hai voglia di correre, puoi fare anche la maratona tutti i santi giorni, ma se sei scemo, scemo sei e scemo rimani. Alla faccia dei ricercatori americani. Punto. Punto, due punti e  punto e virgola. Ma sì, abbondiamo, che poi dicono che siamo meridionali, che siamo tirati…

A proposito di creatività, vedi: “Creativi si nasce. Alberoni si diventa…”.

2 commenti a “Creatività e movimento”

  1. Giano scrive:

    Ciao Violetta, certo che cammino, anzi corro. Mi carico sulle spalle il PC, una batteria portatile, mouse, tastiera e via…corro e scrivo, scrivo e corro… beh, per essere creativi bisogna pure fare qualche sacrificio. Buona serata :)

  2. violetta scrive:

    ahahahahahahahah….Sandro…..ahahahahah…è proprio vero.
    Ora non cammino più come un tempo….e la creatività è andata a farsi friggere…se mi vedo Mozart che correndo componeva sul quadernetto le sue splendide melodie, mi piego davvero in due. Tu, che sei creativo senza alcun dubbio, cammini molto?
    :-) :-) :-)

Lascia un commento

Codice di sicurezza:

Panorama Theme by Themocracy