Morti di giornata

di , 27 Ottobre 2013 20:18

Leggendo le notizie del giorno si ha l’impressione che gli operatori dei media abbiano cambiato alcune parole del Padre Nostro, così: “Dacci oggi il nostro morto quotidiano…”, da sbattere in prima pagina. Meglio se morto ammazzato. Sembra un bollettino di guerra. Tutti i drammi familiari, gli omicidi, suicidi, violenze di ogni genere finiscono inevitabilmente in prima pagina. E quando non ci sono “morti nostri” locali, si vanno a scovare i “mortac…i morti loro” all’estero. L’importante è che ogni santo giorno i lettori abbiano la loro bella “dose” di morti ammazzati. Tanto che i lettori, ormai assuefatti, se non hanno il morto fresco di giornata, vanno in crisi di astinenza. Ecco perché i pusher mediatici si danno tanto da fare per fargli avere la “dose quotidiana“.

Ieri, per esempio, visto che i “morti nostri” erano pochi (ma c’erano comunque), sono andati a scovarli perfino in India (India, genitori le proibiscono Facebook e lei si impicca) e in PoloniaRagazzina si impicca in camera da letto“).  Tempo fa un’altra importantissima news ci informava che un indigeno in Papua nuova Guinea aveva ucciso e mangiato la figlia. Bisognerebbe chiedersi quale importanza ed utilità pratica abbia per la classica casalinga di Voghera o per un pensionato di Pompu sapere che in India (in su corr’e sa furca) una ragazzina si è suicidata, o che in Nuova Guinea (sempre in su corr’e sa furca) un pazzo cannibale mangia la figlia.  Qualcuno delle menti eccelse dell’informazione se lo chiede? Oggi, invece, ecco, sempre in prima pagina, altre edificanti notiziole…

ANSA

Corriere della sera on line

Eh sì, anche noi pratichiamo una sorta di cannibalismo virtuale e siamo così ansiosi di carne umana poco cotta, al sangue,  da occuparci perfino dei “morti loro“. Così noi abbiamo la nostra “dose” ed i pusher si guadagnano la pagnotta, perché anche loro “tengono famiglia“.

Nel post precedente “TG, edizione speciale” mi chiedevo (me lo chiedo da anni) perché mai dovrei essere interessato a certe notizie inutili, insignificanti e senza alcun interesse reale, che riempiono quotidianamente telegiornali, stampa, internet. Perché mai gli addetti ai lavori ritengano che la gente abbia la necessità di essere informata delle gossipate giornaliere o della spazzatura che scambiano per informazione. Perché?

La gente dovrebbe chiederselo ogni tanto. Specialmente quando si tratta di notizie di drammi e tragedie in cui ci siano dei morti. Che senso ha propinarci ogni giorno la dose di morti e violenze? Ci migliora? Ci facilita l’esistenza? Ci aiuta a risolvere qualche problema? No, anzi, credo che l’effetto sia del tutto negativo. Siamo sicuri che questa continua esposizione della violenza in tutte le forme e tutte le salse, dalla stampa al cinema, dalla televisione alla rete, non abbia effetti negativi sulla società? Siamo davvero sicuri che l’eccessiva esposizione mediatica di fatti delittuosi e tragedie familiari non possa scatenare, in individui con un precario equilibrio psichico, una sorta di emulazione e, quindi, stimolare reazioni violente e comportamenti criminali? Siamo sicuri che la violenza in TV (film e fiction sono prevalentemente di genere poliziesco, con  fucili, pistole e coltelli sempre in primo piano e l’immancabile cadavere in bella esposizione) non condizioni le menti più deboli e non crei effetto emulazione?

Ho seri dubbi che questa scorpacciata di violenza non abbia conseguenze. Anzi, a lungo andare, come succede con le droghe, l’assunzione quotidiana di dosi crescenti di violenza, genera assuefazione e dipendenza che genera, a sua volta, l’accettazione della violenza come componente “normale” dell’esistenza.  Il che significa che anche per “futili motivi” (come li definiscono i media ed i comunicati di polizia) invece che limitarsi ad un normale scambio di pareri, una vivace discussione, qualche insulto assortito o  al massimo una vecchia e sana scazzottata, si prende una pistola e si spara. Semplicemente perché lo si vede fare in televisione tutti i santi giorni.

Siamo davvero sicuri che la continua esposizione alla violenza non sia una delle cause del dilagare di fatti delittuosi, di tragedie familiari e di pericoloso accrescimento del grado di aggressività della gente? Ma dobbiamo esserne proprio sicuri al 100%. Perché se così non è e c’è anche una piccola probabilità che, invece, la violenza mediatica possa scatenare a sua volta reazioni violente, allora gli addetti ai lavori dovrebbero essere considerati responsabili morali dei morti quotidiani e indagati per “istigazione alla violenza“.

- Popper: TV e violenza (24 luglio 2011)

- La luna nel pozzo (7 ottobre 2010)

- Il Papa ha ragione (9 dicembre 2009)

- Cara sorellina ti ammazzo…per gioco (20 dicembre 2007)

- Quando i bambini fanno “Ahi…” (1 dicembre 2005)

- Follie di giornata (20 agosto 2004)

- Notizie inutili (5 ottobre 2003)

2 commenti a “Morti di giornata”

  1. Giano scrive:

    Non sono il primo a denunciare questo eccesso di violenza nei media. Ma certo è un mio pensiero fisso perché sono convinto dell’enorme potere condizionante dei media e, quindi, della loro responsabilità nello stimolare fenomeni di emulazione. E’ un discorso che faccio da anni, anzi dovrei dire da decenni. Ma tanto è come parlare al vento. In troppi ci campano e non si pongono nemmeno il problema della responsabilità. Il declino sociale è inevitabile. Tutto complotta per distruggere il nostro mondo occidentale, la sua cultura, le tradizioni, la morale…è la fine.

  2. annamaria scrive:

    Caro Giano, sempre pensato…..da lungo lungo tempo che tutta quella TV, che parla di morti , violenze d’ogni genere, che ama insistere sui ogni tipo di particolare…sia la prima forma… di…istigazione alla violenza…persuasione occulta…e altro!
    Tu…sei il Primo…che lo dice!!!! Ma si deve fare…audience!!!
    Giusto! Se no, che fanno? Ciao. Annamaria

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