Omofobia, xenofobia, razzismo

di , 13 Settembre 2013 00:20

Al di là della facile ironia la verità è che ormai si è andati oltre il limite del buon senso. Ci sono ormai delle categorie intoccabili, come i fili dell’alta tensione, “chi tocca i fili muore“. Sono i neri, gli immigrati, i Rom, i musulmani e gli omosessuali. Se ne deve parlare solo bene. Qualunque affermazione non sia più che benevola nei loro confronti è considerata un insulto e marchiata come “omofobia…xenofobia…razzismo“. Sono categorie “protette” dal WWF, come il panda.

Così se date del “buffone”  ad un italiano (per esempio Berlusconi)  è un epiteto quasi innocuo, ha una “valenza sociale“, come ha stabilito la Corte di Cassazione nel lontano 2006. Ma se fate lo stesso con un nero è un insulto razzista. Se dite che preferite le bionde alle brune è una semplice questione di gusti, tutto regolare. Se dite che preferite le donne bianche alle nere è razzismo. Se preferite Monica Bellucci a Luxuria è transfobia. Se dite che è meglio avere la passione delle belle ragazze, piuttosto che essere gay non è più una questione di gusti, ma è una gravissima affermazione di omofobia e scatena la reazione di tutte le associazioni di categoria. Già, proprio così. Sembra incredibile, ma stiamo diventando ridicoli.

Proprio di recente è stato presentato in Parlamento un ddl sull’omofobia. Se venisse approvato, qualunque accenno critico ai “plurisessuali” sarà considerato reato e si rischierà non solo di pagare multe salatissime, ma addirittura di finire in galera. Sull’accoglienza degli immigrati siamo a buon punto. Per evitare complicazioni sui criteri di accoglienza apriamo le porte a tutti; avanti c’è posto. Insomma, ci stiamo velocemente avviando da un mondo di omofobi, xenofobi e razzisti ad una dimensione parallela, una specie di universo dell’antimateria in cui tutto è capovolto ed invertito (ad hoc), come le cariche elettriche. Così non saremo più omofobi e razzisti, ma omofili e terzomondisti; per legge. Neri, zingari, gay, lesbo, trans ed equiparati costituiranno una classe privilegiata e nei concorsi pubblici gli verranno riconosciuti dei punteggi di merito; avranno una corsia preferenziale e posti riservati, come gli invalidi.

Come una volta si festeggiava il sabato fascista, d’ora in poi si festeggerà il sabato sessista, il Gay pride diventerà settimanale, sarà festa riconosciuta e tutti, ma proprio tutti, anche i vecchietti dell’ospizio “La pace“,  saranno tenuti ad indossare deliziosi e svolazzanti completini rosa in stile vedo-non vedo, coprirsi di piume di struzzo e sfilare sui carri facendo la danza del ventre. Olè!

Allo stesso modo diventeremo xenofili e faremo a gara ad accogliere qualunque straniero di passaggio per ospitarlo in casa, dargli vitto e alloggio, la paghetta settimanale e garantirgli tutti i diritti ed i confort possibili, a costo di farci aumentare le tasse per mantenerli e di toglierci il pane dalla bocca. Sarà un segno distintivo di modernità, uno status symbol. Se non dovessero più arrivare via mare spontaneamente, andremo a prenderli direttamente in Nigeria, Senegal, Marocco e ovunque ci siano disperati da portarci in casa. Più ne avremo, meglio sarà, perché, dice la Kyenge, gli immigrati sono una risorsa (Arrivano le risorse).

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