Stampa, gossip e maccaroni

di , 1 Agosto 2013 14:03

La stampa periodica oggi offre di tutto. Si va dai grandi quotidiani nazionali ai mensili, settimanali e piccole riviste specializzate in settori di nicchia per appassionati. Insomma, non c’è settore dell’attività sociale che non abbia la sua bella rivistina specializzata.

La parte del leone la fanno, a sentire le statistiche, le riviste di gossip. Sembra incredibile, ma pare che le riviste gossipare  siano un centinaio. Sono quelle riviste che si trovano accatastate sui tavolini delle sale d’attesa di parrucchiere, dentisti, avvocati e consulenti vari. Vanno bene per tutte le stagioni. L’aspetto inquietante non è che esistano un centinaio di riviste gossipare, ma che, evidentemente, ci siano milioni di persone che le acquistano e le leggono.

Come si fa a riconoscerle? Se vedi un articolo con la foto  di George Clooney, in compagnia dell’ultima aspirante “fidanzata“, si tratta di una rivista di gossip. Se leggi un pezzo sullo spread e l’andamento della borsa si tratta di una rivista di finanza. Quindi, una volta stabilito quali sono i nostri interessi, sappiamo cosa acquistare in edicola. Se non interessa il gossip non si acquisterà mai Novella 2000 o simili. E se non vi interessa l’economia e la finanza non comprerete mai Il Sole 24 Ore. Chiaro?  In rete, invece, non è così facile, perché l’informazione è ormai un mixer di ogni genere, un fritto misto, spesso difficile da digerire. Nello stesso sito ci trovi l’articolo di scienza, di costume, di letteratura, di politica, le gnocche in bikini e gli amori della Canalis.  Facciamo un esempio pratico con delle notizie che comparivano in rete proprio ieri (alcune ci sono ancora oggi). Ecco la prima notizia.

C’è poco da sbagliare, si tratta della classica gossipata sugli amori di un calciatore. La tipica notizia di riviste tipo Novella 2000 (ma c’è ancora?). Non c’è dubbio. Vediamo ora una serie di box (compaiono così in serie, uno appresso all’altro) dedicati ad altri argomenti simili.

Direi che siamo ancora in pieno gossip, fra l’ennesimo “fidanzato” di Paris Hilton, consigli per i capelli ed un servizio di moda. Eccone un’altra che ci informa sulle notti brave del calciatore Messi a Las Vegas.

NOTA. Oggi, ancora sullo stesso sito compare la smentita. Questa foto di Messi è stata taroccata con Photoshop. Alla faccia della serietà dell’informazione. Intanto, però, si riempiono le pagine.

Ed ecco, infine, un’altra serie di box con altre notizie tipiche da gossip estivo.

Ce ne sarebbero anche altre, tutte oggi e nella stessa pagina, ma basta e avanza così. Rende benissimo l’idea del tipo di notizie trattate. Già, ma in quale rivista compaiono queste belle gossipate?  Sono certo che a questo punto si dia quasi per scontato che si tratti del solito settimanale di gossip. E invece, sorpresa, queste notiziole compaiono tutte insieme nella Home page del Corriere della sera versione on line. Non Novella 2000, ma il più importante, diffuso ed autorevole quotidiano italiano. Figuriamoci gli altri periodici! E questo ci dà la misura di quale livello di sbracamento totale regni nella stampa.

Ma non è tutto. C’è ancora una chicca, sempre sul Corriere.it. Un articolo che parla del pericolo che “scoppi” la pancia per eccesso di cibo. Il pezzo è corredato da questa foto:

La foto ritrae Sordi nella famosissima scena dei “maccaroni” nel film “Un americano a Roma“. Questo, almeno, dice la didascalia. Ma c’è un piccolo dettaglio. In quella scena la bottiglia di “Carpano” che si vede in primo piano, non c’era. E’ stata aggiunta a scopi pubblicitari sfruttando l’immagine di Sordi. Oggi, come abbiamo appena visto con la nota sulla foto taroccata di Messi, con Photoshop si fanno miracoli. L’avevo già vista in rete qualche tempo fa, non ricordo dove.

Quello che è strano è che al Corriere abbiano preso questa foto taroccata, scambiandola per buona, e l’abbiano pubblicata, non rendendosi conto non solo che si tratta di un tarocco, ma che viola le norme sulla pubblicità, perché la bottiglia incriminata è talmente evidente che non può passare nemmeno per una svista o per pubblicità occulta. Più sbracati di così! Ma evidentemente al Corriere, pur di riempire le pagine, sono di bocca buona, si bevono tutto. E dire che una volta la stampa era una cosa seria. Ed Il Corriere più di tutti. Che tempi, signora mia, non ci sono più i quotidiani di una volta!

Vedi la famosa scena dei Maccaroni

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