Una donna al Colle

di , 15 Aprile 2013 18:49

Voglio una donna al Quirinale” è lo slogan rilanciato con un video in rete da oltre 50 associazioni “rosa“. Ormai tutte le battaglie sociali, culturali  e politiche si giocano sul filo delle appartenenze  ideologiche di gruppi più o meno numerosi e rappresentativi della società civile. Non rivendicazioni basate sul merito, sulle capacità, sulle doti umane o morali, ma semplicemente sulla base dell’appartenenza a questa o quella lobby. Ecco perché le associazioni “rosa” rivendicano “una donna al Quirinale“. Perché le donne sono più brave, più capaci, più sobrie, più professionali, più esperte, più fotogeniche, più prestanti fisicamente, più apprezzabili esteticamente o, per un qualunque altro motivo, sono migliori degli uomini? No, niente di tutto questo. Non c’è alcuna giustificazione di ordine meritocratico, morale o scientifico. Semplicemente perché sono donne.

Ora aspettiamo che altre associazioni lancino il loro appello per mandare al Colle un loro rappresentante. Così, forse, avremo le associazioni che tutelano gli immigrati di colore che chiederanno a gran voce, giusto per non sentirsi emarginati ed esclusi dalla competizione, un Presidente nero. Anche le minoranze religiose chiederanno pari dignità e rivendicheranno un loro rappresentate al Quirinale. Insomma, chiederanno un Presidente non cattolico.  Seguiranno, immancabilmente, le associazioni gay, lesbo, trans,  varie ed eventuali,  che, per non essere da meno, chiederanno di vedere al Colle un rappresentante della loro categoria: un Presidente gay.

Semplice, non c’è nemmeno bisogno di nominare una “Commissione di Saggi” per trovare una soluzione che accontenti tutti. Basta individuare un personaggio che racchiuda in sé le diverse caratteristiche richieste; che sia una donna, che sia di colore nero, meglio se proviene dall’Africa subsahariana (il nero è più nero), che non sia di religione cattolica  e che abbia gusti sessuali non proprio ortodossi. Ecco la soluzione: un Presidente della Repubblica che sia donna, nera, lesbica e buddista. Elementare, Watson.

Dubbi sintattici

di , 15 Aprile 2013 14:18

Ogni giorno, leggendo le varie news, veniamo assaliti da dubbi che, specie se non si è più freschi di studi, possono mettere in crisi i nostri ricordi scolastici ormai sbiaditi e la conoscenza della lingua italiana. La formazione delle frasi, nel linguaggio giornalistico, specie nella costruzione dei titoli, è spesso casuale e più che rispondere a precise regole sintattiche, sia nella versione cartacea che in quella in rete, è condizionata dalla necessità di allineamento e di contenimento della frase entro i limiti dello spazio a disposizione. Ma non sempre è una mera questione di spazio. Talvolta nello stesso spazio si possono inserire le parole in diverse combinazioni. Il guaio è che, secondo la disposizione delle parole, può cambiare il significato della frase.

Già in passato ho riportato alcuni esempi di questa nuova “sintassi casual” che spesso dà adito ad interpretazioni del testo bizzarre, ironiche e paradossali. Ecco due esempi recenti. Il primo, di due giorni fa, è del Corriere.it.

Ovviamente si riferisce ai compiti del successore del defunto Chavez. Ma, a rigore, la disposizione delle parole lascerebbe intendere tutt’altro. Sembrerebbe che in Venezuela esistano migliaia di “Presidenti“, ognuno con compiti specifici e limitati. Ci sarà un presidente dei trasporti, uno dell’istruzione, un altro della sanità e, naturalmente, un “Presidente per i diritti umani“. Un po’ come i nostri ministri, assessori, presidenti di Enti pubblici, aziende, consorzi o i presidenti delle bocciofile di quartiere. Niente di speciale. In Venezuela i Presidenti si sprecano, potrebbero esportarli.

L’altro titolo lo troviamo stamattina nel sito dell’ANSA.

Una ragazza cade sui binari (virgola) e il treno la investe. Ma, subito dopo averla investita, forse a causa della violenza dell’impatto…muore. Muore chi? Ovvio, il treno! Certo, una pedanteria linguistica. Eppure il vero significato della frase è esattamente questo: è morto il treno.

Si scherza, si scherza, giusto per sorridere un po’. Per oggi è tutto (forse), non cambiate canale, restate con noi, linea alla regia, pubblicità…

Panorama Theme by Themocracy