Siria e sollievi presidenziali

di , 13 Aprile 2013 16:37

I giornalisti italiani sequestrati in Siria sono stati liberati. Bella notizia. Tutti i media riportano la notizia con grande rilievo. Ed il nostro Presidente Napolitano? Vuoi vedere che questa notizia toglie spazio e visibilità al nostro sempre presente Presidente? Lui ormai è abituato, è sempre in prima pagina, su qualunque argomento c’è sempre in bella evidenza il commento del Colle. Ormai è scontato, come le tasse e la nebbia in Val Padana. Il lato positivo di Napolitano è che il suo mandato sta per scadere. Ancora pochi giorni e non vedremo più ogni giorno in prima pagina i comunicati del Quirinale su tutto lo scibile umano e su tutti i fatti di cronaca politica, economica, nazionale, estera, europea e sulle previsioni del tempo. Ma finché è ancora inquilino del Colle non c’è pericolo che qualcuno gli tolga visibilità. Ecco l’ultimissima della giornata. Sono stati liberati i giornalisti sequestrati in Siria? Ecco come la notizia viene riportata sull’ANSA?

La notizia non è la liberazione degli italiani, è il sollievo di Napolitano! Questa è la linea editoriale, rigorosamente rispettata da tutta la stampa,  che va avanti da sette anni, fin dal primo giorno dell’insediamento del Presidente più presenzialista, invadente, interventista (non in senso bellico, per fortuna) e malato di protagonismo che l’Italia abbia mai avuto. Disse il primo giorno dell’insediamento: “Non mi limiterò a fare l’osservatore”. Ha mantenuto la parola. Bene, ora anche noi proviamo sollievo per il sollievo del Presidente. Anche i giornalisti rilasciati provano sollievo. Ed anche i loro familiari, parenti, amici e colleghi, provano sollievo. E’ tutto un sollievo generale. E domani un’altra nota ANSA, forse, ci informerà che Napolitano esprime sollievo per il sollievo dei giornalisti per il sollievo presidenziale. Che sollievo!

Non c’è argomento, fatto politico, economico  o di cronaca, sul quale non sia intervenuto rilasciando dichiarazioni quotidiane che finivano sempre come titoli d’apertura di giornali, siti web e telegiornali. Non c’è momento della vita politica italiana di questi ultimi sette anni nel quale non sia intervenuto rilasciando commenti, osservazioni e suggerimenti sull’operato e sull’attività politica parlamentare. Spesso andando ben oltre i limiti delle sue competenza e prerogative presidenziali. Tanto è vero che alcuni osservatori, riferendosi al settennato di Napolitano, parlano espressamente di semi-presidenzialismo o di prove generali di Repubblica presidenziale.

E’ un aspetto che alcuni “acutissimi” osservatori hanno scoperto solo di recente (hanno impiegato sette anni a capirlo), quando hanno cominciato a definirlo “Re Giorgio“, constatando come con i suoi interventi, a partire dal blitz della nomina a senatore a vita di Mario Monti e, subito dopo, affidandogli l’incarico di formare un governo tecnico,, abbia condizionato fortemente la politica  e l’attività parlamentare. L’hanno capito solo ora, quando ormai il suo mandato è alla fine. Meglio tardi che mai. Certo, ma ormai è del tutto inutile.

Ci sono persone, come ho ripetuto spesso, che sono come i motori diesel, sono lenti a carburare, hanno bisogno di anni per capire le cose. Eppure quelli che oggi scoprono queste anomale caratteristiche di Napolitano sono gli stessi che, in questi anni, hanno dato sempre grande spazio e rilevanza a tutti gli starnuti del Quirinale. E non mi riferisco solo alla stampa di sinistra, cosa che sarebbe anche comprensibile. Lo stesso giochino compiacente nei confronti del Colle lo ha fatto anche la stampa di destra. E questo è meno comprensibile.

Potevano anche accorgersene prima. Curioso, hanno capito solo ora ciò che vado ripetendo da sette anni, fin dall’insediamento di Napolitano e facendo anche esempi concreti.  Sarebbe bastato dare uno sguardo, anche casualmente, saltuariamente e di sfuggita al mio blog e lo avrebbero capito subito. Scusate l’autocitazione, ma ogni tanto bisogna anche sfogarsi. Per fortuna ancora pochi giorni e poi non vedrò più la sua faccia presidenziale ogni volta che apro il sito di un quotidiano on line. Roba da farsi venire un attacco violento di orticaria.

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