Papa nero e media

di , 13 Febbraio 2013 20:30

Siamo già al totopapa; si accettano scommesse. In questi giorni si sprecano le previsioni sul prossimo Papa. Esperti vaticanisti, firme prestigiose del giornalismo, aspiranti profeti e opinionisti per caso si esercitano nella difficile arte della previsione. Una delle ipotesi più gettonate è che il prossimo sarà un Papa nero. Si fanno anche i nomi dei papabili. Non si tratta solo di semplici segnalazioni. Dietro, lo si capisce dai commenti della stampa, c’è un messaggio nascosto. C’è la sensazione che si voglia promuovere e favorire la scelta di un cardinale africano.

E  molti commentatori sono favorevoli a questa ipotesi. Così come per le elezioni presidenziali USA, tutti i media erano schierati col presidente nero Obama, così ora gli stessi fan si schierano per l’elezione di un Papa nero.  Siamo in perfetta sintonia con la cultura dominante che vuole creare un nuovo modello di società improntato ad un radicale cambiamento ed alla totale abolizione di principi che hanno regolato finora il mondo civile. Rottamiamo tutto, poi si vedrà.

I media si preparano, quindi, a condurre una campagna di sensibilizzazione che predisponga l’opinione pubblica ad accettare come normale e scontato un nuovo Papa nero. Lo si capisce anche da piccoli segnali. Per esempio da questa flash news Ansa: “Bimba scrive, ora Papa extracomunitario”.  Visto, lo scrivono anche le bambine.

Leggendo questo titolo si capisce chiaramente che la bambina ha espresso il desiderio di vedere un Papa extracomunitario. Questo è il significato, non ci si può sbagliare. Come ho detto altre volte, anche questo è un trucchetto semantico che viene spesso usato dai media, sfruttando il fatto che molto spesso i lettori frettolosi leggono solo il titolo delle notizie. Sì, ma il concetto espresso dal titolo resta nella mente, in memoria. E se quel messaggio viene ripetuto nel tempo crea un concetto che permane nella memoria e si fissa come verità acquisita.

Allora, visto che siamo curiosi, vediamo cosa dice la notizia. Si tratta, secondo il redattore, di un pensiero espresso in un tema da una bambina di quinta elementare di una scuola della periferia romana. Scrive la bambina: “Secondo me il papa è stato molto coraggioso ed ammettere la sua intenzione di andarsene per il suo megaintenso stress e per la sua vecchiaia“. Che tempi, una volta alle elementari si facevano le aste e, al massimo, si scrivevano i primi pensierini semplici. Ora scrivono di “megaintenso stress “. Queste periferie romane, evidentemente, brulicano di piccoli geni.

Poi succede che quando arrivano all’università, chissà per quale strano virus, dimenticano come si scrive correttamente in italiano. Tanto che alcune università, considerata la scarsa conoscenza della lingua, organizzano per le matricole dei corsi speciali di lingua italiana. Purtroppo non sto esagerando. Leggete questo articolo di qualche anno fa: “Studenti ignoranti in italiano, è allarme“.

Torniamo al tema. Sarà vero che, come abbiamo ipotizzato, la bambina abbia espresso il desiderio di avere un Papa extracomunitario? Ecco cosa scrive: “La televisione – aggiunge nel tema la bambina – dice che verrà eletto un papa di colore, un extracomunitario“.

Chiaro? Non è la bambina, come lascia intendere il titolo, che dice di volere un Papa nero; lo ha detto la televisione. La bambina ha solo riferito quello che ha sentito in TV. Come volevasi dimostrare. Ecco l’ennesimo esempio di uso scorretto dell’informazione. In questo caso si sta preparando, come dicevo, l’opinione pubblica a sostenere l’elezione di un Papa africano. La tecnica è quella ormai collaudata. Si promuove una certa opinione su una tesi da sostenere, la si ripete in diversi modi sui media, facendola passare per voci, “rumors“, per usare un termine tecnico. Quando poi l’idea che si vuol promuovere è sufficientemente diffusa e fatta propria dalla comunità, allora si passa alla seconda fase. Si riprendono le varie voci, tramite interviste o dichiarazioni  (che sembrano casuali, ma non lo sono), e si diffondono a mezzo radio, TV e giornali, facendole passare come opinione comune e dominante.

Segni evidentissimi di questa tecnica sono le varie campagne (ancora in corso) per l’accoglienza degli immigrati, la cittadinanza agli stranieri, le unioni di fatto, i matrimoni gay, il multiculturalismo  e chissà cos’altro in futuro. In questo caso si perseguono due obiettivi. Il primo è quello di cercare di influenzare, per quanto possibile, la scelta dei prelati. Il secondo è quello di preparare l’opinione pubblica in modo che accetti con favore l’elezione di un Papa nero.

Prima i media plagiano le coscienze e poi usano le idee inculcate in maniera subdola nelle menti dei lettori come se fossero una libera scelta degli individui. E’ una tecnica cinica e quasi criminale. Ed è usata in maniera spregiudicata da tutti i mezzi d’informazione, sia per scopi pubblicitari, sia in campagna elettorale, sia per scopi ancora più oscuri e pericolosi. Ecco perché è importante che la gente cominci a capire quali sono i pericoli dell’informazione ed impari a difendersi.

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