Canzoni e gay

di , 12 Febbraio 2013 16:12

Oggi è la giornata di Sanremo, bisogna rassegnarsi. Ecco un’altra notizia fresca fresca che vedo in rete: “Fazio: doveroso portare sul palco la coppia gay“. Cosa non si stanno inventando ogni giorno per creare quel clima di attesa che poi fa crescere l’audience. Ogni giorno sparano qualche provocazione o lasciano intendere che succederà chissà cosa, che ci sarà Crozza e chissà cosa dirà, che si parlerà di politica e chissà cosa diranno, che La Littizzetto è libera di fare quel che vuole e chissà cosa farà. E molti ci cascheranno, si lasceranno contagiare da questo clima e dalla suspense, si piazzeranno davanti alla TV con frittatona di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero alla Fantozzi, in attesa di scoprire…chissà cosa faranno!

Bene, così già da tempo hanno confermato che fra le canzoni in gara c’è un testo che parla di amore omosessuale. E ti pareva che si lasciassero sfuggire l’occasione. Oggi il gay va come il pane, te lo ritrovi dappertutto. I media ci campano: pane e gay. Non c’è programma televisivo che non abbia in studio il proprio gay in dotazione; come ospite, come opinionista, come esperto, come partecipante ai giochini scemi in TV, come membro di giuria. Alcuni programmi, più all’avanguardia, possono permettersi anche l’abbinata gay/trans nella stessa puntata; il massimo.

Ma è roba per pochi privilegiati come quella “signora” (!?)  della televisione che è Mara Venier, quella che, per paura di sbagliare la dizione, pronuncia tutte le vocali molto chiuse, anche quando dovrebbero essere aperte; parla come Berlusconi. Quella che contende a Raffaella Carrà il primato della risata più sguaiata e volgare. Quella che conduce un programma pomeridiano di chiacchiere che è a metà strada fra un pollaio ed un’osteria.

A proposito, pensate ad una donna bella, giovane, fine, elegante, colta, raffinata, dotata di stile e di classe.  L’avete pensata? Bene, ora pensate ad una donna che sia esattamente il contrario. Ecco, il contrario è Mara Venier.

Ma torniamo al nostro Fazio, quello con l’eterna risatina scema stampata sul viso, ed alla sua coppia gay sul palco. Sfido io che ride sempre. Sembra che sia il più pagato in RAI, circa due milioni di euro a stagione. Solo? No, bisogna aggiungere ancora circa 600.000 euro per la conduzione del festival. Grazie al piffero, così riderei anch’io, alla faccia di chi paga il canone.

Dice il nostro “bravo conduttore” che portare i gay sul palco è doveroso perché, lo specifica, il “matrimonio omosessuale è un tema internazionale“. Bene, allora, siccome la logica è logica, se sul palco di un festival della canzone bisogna portare i temi internazionali, bisogna prima stabilire quali siano questi temi. Non abbiamo che l’imbarazzo della scelta, i tempi di interesse internazionale sono tantissimi; dalla salvaguardia delle foreste amazzoniche alla tutela del panda, dal surriscaldamento della Terra alla fame nel mondo, dallo smaltimento dei rifiuti del pianeta alla  tutela delle tradizioni e della cultura delle minoranze etniche.

Allora, visto che in questa manifestazione, che è, ricordiamolo, un festival della canzone italiana, è più importante trattare temi sociali ed internazionali, lasciamo perdere la musica e mandiamo a casa cantanti, canzoni e direttori d’orchestra. Fazio, stando così le cose, perché insieme ai gay non porta sul palco anche un panda, un esemplare di flora amazzonica, due bambini africani denutriti, un campionario di rifiuti tossici, quattro palestinesi di Gaza, una rappresentanza dei ribelli siriani e un gruppo tribale di tagliatori di teste del Borneo? Eh, Fazio, perché non porta sul palco questi esempi di temi internazionali? Magari non sanno cantare, però diventa un evento, un festival nuovo, d’avanguardia, impegnato, di denuncia, di rottura. Ecco, più rottura che altro.

Ma non sarebbe più onesto dire che la lobby gay/lesbo/trans, ormai potentissima nel campo dello spettacolo, ha fatto qualche pressione per sfruttare un evento di grande interesse mediatico come il festival,  per portare ancora in primo piano i gay e le loro battaglie? L’occasione sarà lo spunto per polemiche, dibattiti e discussioni sulle coppie di fatto, il matrimonio e le adozioni gay. E più se ne parla, più la questione viene “normalizzata“, digerita, assimilata, fino a farla diventare “normale“. Così la Concia sarà liberissima di gestire al meglio e senza problemi di sorta la sua “sessualità fluttuante“ ed  il caro Nichi potrà coronare il suo sogno d’amore e sposare il suo adorato Eddy. No? Oppure non si può dire? In compenso, però, visto che i gay vanno a Sanremo, per ricambiare il favore, alla prossima assemblea dell’Arcigay inviteranno un coro di voci bianche, della vicina parrocchia, che interpreterà canti liturgici.

Già, meglio e più facile inventarsi pretesti come il “tema internazionale” che non stanno né in cielo, né in terra. Ci vuole una buona dose di ipocrisia per giustificare certe scelte con pretesti così ridicoli. E da quelle parti l’ipocrisia abbonda. Ma, per favore, nessuno pensi che questo, come lo ha definito Berlusconi (a ragione), sarà un festival de L’Unità. Lo è e lo sarà, ma non si può dire. E se non sarà il festival de L’Unità, sarà il festival dell’ipocrisia. Più o meno è lo stesso, cambia poco; manca solo la salamella.

A proposito di festival e compensi, ecco cosa scrivevo anni fa:

- Sanremo, Bonolis e la crisi (2009)

- Bonolis, la fatina bionda e du’ palle! (2005)

- E io pago…(direbbe Totò) (2004)

5 commenti a “Canzoni e gay”

  1. Giano scrive:

    Caro Gianni, visto quello che passa a Sanremo, non è da escludere che si sentirà anche Bandiera rossa. Sempre musica è…

  2. Giano scrive:

    Sì Elle, ci sarebbe da piangere, Coraggio…

  3. elle scrive:

    meglio ridere che piangere,ma se penso agli euro spesi per i vari compensi e sia ai conduttori che agli ospiti,oltre a un bel “scioppun de futta”,qualche lacrimuccia dagli occhi mi scende eccome!

  4. Gianni scrive:

    Buon umore? Annamaria, ma quanto sei sensibile. E’ un sottile battage, questa diabolica finta stroncatura del nostro festival nazionale. Una promozione occulta. A me, che non seguo Sanremo dai tempi di Bobby Solo e di Nico Fidenco, mi è venuto un gran prurito. Stasera me ne starò, con birra e popcorn, abbarbicato alla tivù fino a che non avrò sentito la canzone fuori gara, di solito la più bella, cantata a squarciagola: Bandiera Rossa.

  5. Annamaria scrive:

    …dopo ciò che hai scritto?! Che si deve fare?? Ridere a crepapelle!! AH,Ahhhhhhhhhhh! Ma tu sai proprio essere unico…probabilmente…in ogni cosa che fai! Mi dispiace…ancora complimenti! Abituati.Grazie per il buon umore che trasmetti.

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