Evoluzione del maschio latino

di , 23 Dicembre 2012 20:34

Fa quasi tenerezza questa vecchia istantanea. E’ una foto realizzata da Ruth Orkin a Firenze nel 1951. Erano i tempi del “gallismo“, dei pappagalli e del mito del Latin lover. Per documentare questo aspetto del costume dell’Italia di quegli anni, la fotografa assunse una modella (Ninalee Craig, che oggi ha 83 anni), la fece passeggiare per le strade di Firenze ed immortalò le reazioni del maschio italico al passaggio della ragazza. Questo l’interessante articolo sul Corriere di oggi: “Addio all’uomo sulla Lambretta“.

Tempi di ricostruzione post bellica, ma anche di fiducia nel futuro e, perché no, di svago. Il cinema celebrava la figura del Latin lover, del gallismo e spopolavano le commediette balneari con ragazzotti squattrinati in vacanza, ricchi commendatori sempre alla ricerca dell’avventura galante e storie di sfaccendati che davano sfogo alla fantasia per trovare il modo di trascorrere le giornate. Erano film che in qualche modo riprendevano il nuovo spirito ottimista, scanzonato e la voglia di dimenticare gli orrori della guerra. Film semplici  di storie sentimentali a lieto fine, come “Poveri, ma belli” o più impegnati resoconti di vita come “I vitelloni” (1953) di Federico Fellini.

Erano copioni basati su una realtà verosimile, frutto della fantasia dei soggettisti e degli sceneggiatori. Ma erano storie che,  forse involontariamente (o talvolta volutamente), proponevano, rappresentandoli,  modelli, stili di vita, atteggiamenti, comportamenti, battute e linguaggio da imitare che venivano assimilati dal pubblico e diventavano parte integrante del bagaglio culturale degli italiani. La rappresentazione di una realtà fittizia, nel momento in cui andava in scena, modificava la realtà stessa. Questo era ed è l’enorme potere del cinema e degli altri mezzi di comunicazione. Tale che ha condizionato non poco l’evolversi della società. Oggi, grazie al grande sviluppo tecnologico della comunicazione attraverso stampa, televisione ed internet, questo potere condizionante è centuplicato e, pertanto, enormemente più pericoloso. Ma questa è un’altra storia.

Erano i tempi in cui gli uomini si voltavano a guardare le donne. Gli sguardi maschili seguivano ogni gonna che gli passasse davanti, con la bramosia del cacciatore che segue la preda. Ne osservavano le movenze, l’incedere più o meno elegante, la sinuosità delle forme. E la fantasia si scatenava, perché allora le donne erano molto coperte, le gonne erano lunghe, ben al di sotto delle ginocchia, e più che vedere bisognava immaginare. Erano i tempi in cui cinema e riviste celebravano le maggiorate; belle ragazze floride e dalle forme generose. Erano una specie di rivalsa dopo le privazioni della guerra, una promessa ed una garanzia di un futuro migliore. E gli uomini, come per doveroso omaggio a tanta abbondanza di forme, erano sempre pronti ad ammirare, commentare e, quando possibile, tentare un approccio. Esempio di questa celebrazione delle forme femminili nel cinema è la quasi esordiente Sofia Loren, con un seno ed un lato B (oggi si dice così) prorompenti, nell’episodio “Pizze a credito” nel film del 1954 “L’oro di Napoli di Vittorio De Sica.

Era quel fenomeno di costume che chiamavano “gallismo” e che all’estero destava curiosità e commenti sarcastici. Ma è anche vero che questa fama di italiani come eterni seduttori, sempre pronti a corteggiare qualunque donna gli passasse a tiro, era un richiamo irresistibile e carovane di straniere sbarcavano in Italia con la speranza di incontrare il loro latin lover e godersi un’avventura stagionale.  Per il maschio italiano corteggiare una bella ragazza, specie se straniera, era un fatto naturale, scontato, quasi un dovere civico.

Non c’erano ancora le minigonne che scoprivano le gambe, né le “magliette fini” alla Baglioni, che lasciavano immaginare tutto. Non c’erano nemmeno i “balconcini” che mettono tutto in bella mostra, né i pantaloni a vita bassa che lasciano intravedere il culetto, né i chirurghi estetici che ti montano dei palloncini al posto delle tette. Tutto era naturale, ruspante, fatto in casa. Eppure, al passaggio di una bella ragazza, anche coperta con un cappotto fino ai piedi, l’uomo italico si voltava a guardarla e la seguiva con sguardo avido e peccaminoso. Talvolta si sottolineava l’avvenenza della ragazza con un fischio di ammirazione o con apprezzamenti spesso anche pesanti e volgari. Ma solitamente ci si limitava allo sguardo ammirato. Voltarsi a guardare era una regola, una specie di irrefrenabile predisposizione genetica. Era scontato, istintivo, un riflesso condizionato; come il cane di Pavlov.

Erano i tempi in cui, a fine anno, i barbieri regalavano ai clienti il classico calendarietto profumato con le donnine in costume. Le donne, invece, divoravano i seguitissimi fotoromanzi, sognavano il principe azzurro, amori romantici e tenevano in camera la foto dei loro idoli.  Realtà e fantasia si confondevano creando una sorta di realtà parallela, come narrato stupendamente in un altro celebre film dell’epoca, “Lo sceicco bianco” (1952), ancora di Fellini, con un bravissimo Alberto Sordi. Già, le distrazioni erano poche, i soldi pure e non era ancora esploso il consumismo degli anni del boom economico. Anche una semplice lambretta, quella che si vede nella foto, per moltissimi era e restava un sogno. Costava relativamente poco, infatti, ma sempre più di quanto un ragazzo avesse a disposizione. Quindi quel “poco” era comunque “molto“, anzi troppo.

Molto tempo è passato. Le gonne si sono accorciate, le camicette si sono aperte, le tette sono cresciute di volume, le donne nude le vedi ovunque e non resta più spazio per l’immaginazione e la fantasia. Chissà cosa regalano oggi i barbieri. Mah, forse un CD con l’ultimo film porno. Così, come tante altre cose, sono scomparsi anche i gruppetti di ragazzi che sostavano perennemente nelle strade e nelle piazze. Ora vanno di corsa.  Sono tutti impegnatissimi, non hanno più tempo per regalarsi una mattinata di dolce far niente e crogiolarsi al sole. Oggi anche i disoccupati sono occupati, anzi occupatissimi a correre da qualche parte. Non si sa dove e perché, ma tutti corrono. E non si voltano più a guardare le ragazze, perché la mente è già satura di immagini sexy, erotiche e porno.

Ecco perché oggi una foto del genere sarebbe difficilissima da realizzare. C’è stata una lenta e progressiva mutazione. Sono scomparsi i galletti, i pappagalli, i vitelloni, i latin lover. Dicono che la società si sia evoluta, che sia progredita.  Oggi non si ha più tempo da perdere, la gente va di fretta. Così si è passati direttamente dalle parole ai fatti. Oggi le donne non temono più di essere oggetto di sguardi concupiscenti, di ricevere fischi di ammirazione o apprezzamenti galanti; oggi vengono direttamente aggredite e violentate brutalmente. Dagli innocui galletti e dai mansueti vitelloni si è passati alle belve feroci. Un bel progresso, no? Di questo passo, in futuro compariranno anche gli orchi ed i draghi sputafuoco. E’ l’evoluzione della specie, bellezza!

7 commenti a “Evoluzione del maschio latino”

  1. Sir Galahad scrive:

    Che dici, Giano, ci troveremo ancora tra le palle il professore, Italicus homo destruens? Cosa dice la tua sfera di cristallo, ci libereremo di lui?
    Per il momento ti mando tanti saluti, affermando che seguo sempre
    volentieri la tua vis ironica
    Sir

  2. Giano scrive:

    Grazie Mary, tantissimi auguri anche a te ed alla tua famiglia. Un abbraccio :)

  3. Mary scrive:

    Ti auguro un anno migliore di quello che sta per finire e tanta, tanta, tanta serenità carissimo Gianino!

  4. Giano scrive:

    Grazie Gabriella, anche a te tantissimi auguri, che sia un Buon Natale ed un felice anno nuovo. Spero che il tuo capitano sia a casa per festeggiare tutti insieme con la famiglia al completo. Un abbraccio… :)

  5. Giano scrive:

    Grazie Rosetta, ricambio a te ed ai tuoi tantissimi auguri di Buon Natale e Buon Capodanno. Un abbraccio… :)

  6. elle scrive:

    Buona Vigilia carissimo Giano,buone Feste,buon TUTTO!
    Un abbraccio,
    gabriella

  7. rosetta scrive:

    BUON NATALE <3 UN ABBRACCIO DA LONTANO

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