Corriere e la gaffe di Romney

di , 5 Novembre 2012 14:23

Seguo ogni giorno le notizie sulle imminenti elezioni in USA. E’ un buon esercizio per capire come i media trattano l’argomento e come cercano maldestramente di nascondere le loro preferenze per i candidati, spacciandosi per informazione indipendente. In questa sottile arte della mistificazione il Corriere è maestro. Tutto ciò che riguarda Obama è sempre presentato come positivo. Romney non ne fa una giusta, neanche a pagarlo a peso d’oro. Obama è sempre rappresentato sorridente e circondato dai fan in delirio. E, se non bastasse, si riportano le comparse in pubblico anche della moglie Michelle, impegnatissima a sostenere il maritino Barack, tralasciando per un po’ la cura del suo orto della Casa bianca in cui produce ortaggi “democratici” di ogni genere. (Vedi “La patata di Michelle” e “Il cetriolo di Michelle“)

Sono arrivati perfino ad inventarsi una notizia sfruttando il nome della figlia Malia. Era troppo invitante per i cronisti con poca fantasia. Così il 10 ottobre scorso, sempre sul Corriere.it, sezione Io donna, compariva un breve articolo di Candida Morvillo con questo titolo: “Malia (Obama) ora ammalia“. Tutto per dedicare lo spazietto quotidiano alla famigliola del Mulino bianco in versione Casa bianca e dire che la ragazza è talmente brava (e bella!) che “incanta sui campi da tennis della scuola“!

Ancora di recente, in occasione delle Olimpiadi di Londra, la rivista Vogue eleggeva Michelle Obama come la più elegante fra le presenti alla manifestazione. Parlare dell’eleganza di Michelle è come parlare dell’intelligenza del Trota! Eppure è già la seconda volta che Vogue premia Michelle per la sua eleganza. Di Romney, al contrario, si evidenziano errori e “Gaffe“! Ed Obama ha commesso qualche gaffe? No, non se ne ha notizia. E se anche l’avesse commessa non lo sapremmo perché la stampa non lo riporterebbe. E’ la strategia tipica dei democratici, sia di quelli americani, sia di quelli di casa nostra: esaltare i propri candidati e leaders e ridicolizzare gli avversari in tutti i modi, in ogni occasione, anche a costo di stravolgere la realtà.

Ecco l’ultimo esempio. Da ieri sul sito del Corriere compariva questa notizia come titolo di apertura a tutta pagina. Ancora stamattina era in apertura.

Come dicevo, ecco l’ultima (presunta) ”gaffe” di Romney che diventa notizia di apertura. Qual è la gaffe? E’ la frase “Vittoria di Obama possibile ma non probabile“. Questa frase è corretta, sia come forma, sia come contenuto. Ma per il nostro solerte cronista trattasi di una gaffe. E ne è talmente convinto che commenta “E il pubblico fischia“. Letta così, a prima vista sembrerebbe che il pubblico abbia fischiato Romney per la gaffe commessa. In effetti, è proprio ciò che vuole ottenere quel titolo. In realtà, invece, la frase non è assolutamente una gaffe ed il pubblico non ha fischiato Romney, ma ha fischiato la possibilità che Obama vinca. E’ una differenza sostanziale. Su queste sottigliezze di significato la stampa, non solo il Corriere, gioca spesso e volentieri, ben sapendo che è anche così che si esalta o si distrugge l’immagine di un leader e si crea l’opinione pubblica, specie di quei lettori distratti che leggono solo i titoli, e si può contribuire al successo  o meno di un candidato.

Ma è una vecchia storia d’amore fra il Corriere ed Obama. Leggete questo post di due anni fa: “Obama incanta il Corriere“. Ed ancora: “Obama fan club” e  ”Tutti matti per Obama“.  A proposito, quella presunta gaffe contiene un errore, ma non di Romney. Un errore di trascrizione della frase. Prima di “…ma non probabile” va inserita la virgola; sempre la virgola prima di “Ma”. E’ una regoletta elementare che una volta si imparava già alle scuole medie. Ma evidentemente i preparatissimi cronisti del Corriere saltano direttamente dalle scuole materne all’università. E subito dopo cominciano a scrivere articoli da prima pagina.

- 24 luglio 2008:Obama the One“.

- 25 luglio 2008:Come acqua fresca

Un commento a “Corriere e la gaffe di Romney”

  1. Paul scrive:

    Nel 1915/1918 gli italiani hanno avuto 600.000 morti per aver seguito i brillanti consigli del Corriere.

    Bisognerebbe ricordarglelo ogni giorno che Dio manda i terra

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