Elezioni e genio italico

di , 30 Ottobre 2012 14:12

Le elezioni in Sicilia sono l’occasione per dimostrare ancora una volta il geniaccio italiano, specie quello dei nostri politici. Già ieri il dato più eclatante era l’astensionismo. Ha votato solo il 47% degli aventi diritto. E come commentano i nostri “geni” della politica? Vediamo le loro prime dichiarazioni riportate ieri dall’ANSA.

Leoluca Orlando, a proposito delle nuove forme di aggregazione fra partiti e del successo della lista M5S: ”…arriva dalle urne siciliane una ulteriore conferma della fine del sistema dei partiti e della rappresentanza cosi’ come li abbiamo conosciuti, travolti oggi dalla valanga astensionista“.

Bersani, sull’astensionismo: “…e‘ un chiaro segnale della disaffezione al voto“. Ma va?!

Nichi Vendola: “…c’e’ una forte onda di antipolitica a livello di tutta l’Europa“. Come ha fatto a capirlo? Geniale!

Sì, restiamo stupiti ed ammirati per l’acutezza e la profondità di queste osservazioni. Roba che lo scemo del villaggio l’aveva già capito da molto tempo. Ma forse i nostri grandi leaders politici negli ultimi tempi erano un po’ distratti.

Ma non dobbiamo montarci troppo la testa per queste manifestazioni del genio italico. All’estero non sono da meno. Per esempio, negli USA, a proposito dell’uragano che sta devastando gli stati dell’est. Barack Obama dichiarava ieri che l’uragano Sandy è “molto pericoloso“. Davvero? Pensavamo si trattasse di una pioggerella autunnale!

Ma a noi che ce frega, la cosa non ci preoccupa. Possono esserci decine di morti, dispersi, crollare le dighe, saltare le centrali elettriche, può cascare il mondo, ma a noi, come riporta oggi la stampa, interessa una sola cosa; che non ci siano italiani coinvolti. Lo ha dichiarato il ministro Terzi: “Non ho nessuna indicazione di italiani in difficoltà, ma comunque stiamo seguendo attraverso il nostro consolato generale a New York, l’ambasciata e l’Unità di Crisi a Roma gli sviluppi in tutte le aree toccate dall’uragano Sandy”.

Beh, se Terzi e l’Unità di crisi seguono gli sviluppi, possiamo stare tranquilli. No?

Piccola considerazione, tanto per chiudere in bellezza. Crocetta è stato eletto governatore con il 30% di voti su meno del 50% di elettori. Il che significa che ha avuto il sostegno di circa il 15% degli aventi diritto al voto. Come si faccia a sentirsi legittimati a governare avendo solo il 15% di voti dell’intero corpo elettorale resta inspiegabile. Perché i nostri geniali commentatori non ci spiegano questo mistero, siciliano e nazionale, del sistema democratico?

La legge e Berlusconi

di , 26 Ottobre 2012 20:36

Berlusconi condannato, in primo grado. Pene pesanti: quattro anni di carcere, multa da 10 milioni di euro ed interdizione dai pubblici uffici. A condannarlo la stessa magistratura che da quasi 20 anni ne ha fatto il bersaglio di decine di processi. La stessa magistratura che, facendo ridere mezzo mondo, ha condannato gli scienziati della Commissione Grandi rischi perché, non averndo la sfera di cristallo, né i superpoteri di Jucas Casella o del mago Casanova,  non avevano previsto il terremoto de L’Aquila. La stessa magistratura che condanna Sallusti, direttore del Giornale, a 14 mesi di carcere per un articolo “diffamatorio” che non è stato nemmeno scritto da Sallusti, ma da Farina. Ma, si dirà, la legge è legge. Sarà vero? Vediamo…

La legge è uguale per tutti. Per Berlusconi un po’ meno.

Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge; eccetto Berlusconi.

Tutto ciò che Berlusconi dice o fa costituisce prova di reato. Tutto ciò che Berlusconi dice o fa viene usato contro di lui.

Fino alla condanna definitiva vige la presunzione d’innocenza. Per Berlusconi vige sempre la presunzione di colpevolezza; anche dopo l’assoluzione.

Tutti possono chiamare la RAI e lamentarsi della faziosità di alcuni conduttori. Se lo fa Berlusconi è reato di concussione e abuso d’ufficio.

Tutti possono affermare liberamente di preferire le belle donne ai gay. Se lo dice Berlusconi è un gravissimo atto di omofobia.

Tutti possono realizzare profitti tramite la loro attività ed incrementare il proprio patrimonio. Se lo fa Berlusconi è perché ha rubato.

Tutti, nella propria abitazione, possono organizzare feste e ricevimenti, invitare amici e belle ragazze ed offrire loro dei regali. Se lo fa Berlusconi è istigazione alla prostituzione.

Tutti possono lamentarsi della eccessiva faziosità e partigianeria dei mezzi d’informazione. Se lo fa Berlusconi è grave intimidazione e attentato alla libertà di stampa. (A proposito di libertà di stampa vedi “Bavagli e querele“)

Se un deputato della destra, non avendo vincolo di mandato, passa allo schieramento di sinistra lo fa per libera scelta ed in piena autonomia e coscienza. Se un deputato di sinistra passa a destra è perché Berlusconi lo ha comprato.

Chiunque si chiami Silvio Berlusconi, risieda ad Arcore e sia o sia stato presidente del Consiglio è colpevole di qualche reato. E se non lo è lo sarà in futuro.

Se un cittadino si ferma in campagna a fare i suoi bisognini è semplice necessità fisiologica: Se lo fa Berlusconi viene inquisito per inquinamento ambientale.

Se una persona dichiara qualche chilo in meno del reale, per sembrare in forma, è una semplice bugia. Se lo fa Berlusconi viene inquisito per “Falso in bilancia“.

Di recente Berlusconi si trovava in un piccolo centro dell’agro laziale dove era in corso una sagra di prodotti locali. Avvicinatosi ad una bancarella per acquistare alcuni prodotti esposti, al momento di pagare gli sono scivolate le banconote dalle mani e, cadute per terra, si sono leggermente sporcate di fango. Le ha raccolte, ripulite un po’ ed ha pagato il conto. La procura di Roma ha subito aperto un’inchiesta: Berlusconi indagato per riciclaggio di denaro sporco.

Se qualcuno esagera nel raccontare le proprie avventure galanti è solo un po’ spaccone. Se Berlusconi fa una battuta ironizzando sulle sue prestazioni sessuali “Me ne sono fatte solo otto“, viene inquisito per  millantato credito.

Vedi anche:Berlusconi millanta“.

Quirinale News

di , 24 Ottobre 2012 14:59

Il Presidente Napolitano è in visita ufficiale in Olanda. Instancabile, non si concede un giorno di riposo. Eppure non ha più l’età per sottoporsi a questi stress. Dovrebbe rilassarsi, riposarsi e concedersi qualche passeggiatina distensiva nei giardini del Quirinale, palazzo che fu dei Papi e che è dotato di tutti i possibili confort, ed affidarsi alla preziosa  collaborazione di oltre 2000 dipendenti (!), pronti a soddisfare qualunque esigenza presidenziale. Costa più il Quirinale agli italiani di quanto costi la regina Elisabetta agli inglesi (ed è vero, non è una battuta).

Niente ci sfugge degli impegni presidenziali. Ogni starnuto di Napolitano finisce in prima pagina e nei servizi dei vari TG. E la stampa fa a gara a riportare tutte, ma proprio tutte, le esternazioni quotidiane del Presidente. Ecco, per esempio, le ultime notizie ANSA di oggi…

Speravamo che, trovandosi all’estero, ci risparmiasse le sue esternazioni. Invece no, non può rinunciare ad esprimere il suo parere: dalla politica nazionale a quella estera, alla cronaca, all’attualità, la giustizia, la cultura, lo spettacolo. Deve esternare su tutto e tutti. Prendiamo, per esempio, queste ultime notizie.

 E’ compito di Napolitano esprimere un giudizio sull’affare Finmeccanica e sulle eventuali responsabilità? No, è compito dei magistrati inquirenti. Spetta a Napolitano esprimere suggerimenti sulla legge elettorale? No, è compito esclusivo del Parlamento e delle forze politiche in esso rappresentate e non del Presidente della Repubblica. E’ competenza del Presidente esprimere giudizi e valutazioni sull’operato del Governo in carica e sulle eventuali implicazioni del dopo Monti? E’ compito del Presidente riferire su ipotetici aiuti chiesti all’Unione europea e sull’agenda e sull’odg del Governo? Evidentemente no, sono tutte competenze dell’esecutivo.

E allora perché Il nostro instancabile Presidente si ostina, ogni santo giorno, ad intervenire su tutti i possibili temi politici e non politici? E perché la stampa sembra avere un obbligo preciso, quello di dedicare ogni giorno uno spazio riservato a tutte le dichiarazioni presidenziali? Ed infine, perché nessuno si permette di far osservare al Presidente che dovrebbe attenersi alle proprie competenze, come previsto dalla Costituzione, e non, come è sua abitudine, intervenire quotidianamente su argomenti che non sono di sua competenza, diventando, a tutti gli effetti, un soggetto “politico”, che esprime opinioni politiche personali che possono influenzare e condizionare il corretto rapporto fra partiti politici e la stessa attività parlamentare e di governo. Perché? Nessuno risponde. Misteri del Quirinale!

 

Quadri, padri e madri

di , 18 Ottobre 2012 20:49

A prima vista, da profani,  sembrerebbe un semplice disegno di un cavo elettrico. Invece, udite udite, è una tela scomparsa da 40 anni e ritrovata di recente. L’autore è Roy Lichtenstein (articolo e video su Corriere.it) e l’opera vale 4 milioni di dollari! Immagino che il 99,9% dei comuni mortali, se lo vedesse esposto non lo acquisterebbe nemmeno per 10 euro. Forse, dico forse, lo accetterebbe giusto se regalato, ma avrebbe molte difficoltà ad appenderlo in salotto. A meno che non si tratti di un commerciante di materiale elettrico che potrebbe usare l’opera come insegna del negozio. Ma oggi, persi tutti i punti di riferimento e la semplice capacità di attribuire il giusto valore alle cose, tutto è possibile. Anche pagare 4 milioni di dollari per questo cavo elettrico…

C’è un’altra notizia curiosa riportata oggi dalla stampa. Era già circolata alcuni giorni fa, ma forse era passata inosservata. Ecco perché il Giornale ha deciso di dargli maggiore visibilità: “La Francia elimina mamma e papà“. Nei documenti ufficiali scompaiono i termini mamma e papà, sostituiti da “Genitore1 e genitore2“. Mah, forse il genitore2 è un genitore di scorta nel caso il genitore1 sia momentaneamente assente? Ma i figli come dovranno chiamarli? Ma visto che l’intento è quello di eliminare le distinzioni di genere, tanto per spianare la strada alle coppie gay, lesbiche, trans, bisex e variazioni sul tema, come la mettiamo con i parenti più stretti? Aboliranno, per evitare di fare distinzioni fra maschi e femmine, anche i termini Nonno e Nonna, Zio e Zia e perfino fratello e sorella? E come diavolo pensano di chiamarli? Forse le eccelse menti transalpine ci stanno lavorando. Intanto una cosa almeno è certa, come chiamare questi progressisti ortofrutticoli, ovvero del cavolo: idiota 1 e idiota 2! E se non bastano aggiungete Idiota 3, Idiota 4 etc…ad libitum!

Colorado: che risate!

di , 16 Ottobre 2012 15:30

Colorado è un programma “comico” che va in onda su Italia1. Ormai i comici sono ovunque, nascono e crescono come i funghi e ne produciamo tanti che potremmo esportarli in quantità industriali nel terzo mondo, tanto per consolarli un po’. Magari non risolverebbero la piaga della povertà e della fame. Morirebbero lo stesso, ma morirebbero dalle risate. Sarebbe già un progresso. No?

Bene, il mio televisore è difettoso; o non si accende, o se riesco, dopo molti tentativi, ad accenderlo non cambia canale, si blocca. Ieri si è bloccato su Italia1 mentre stava iniziando Colorado ed i conduttori consigliavano di guardare il programma perché “fa ridere” e ridere fa bene alla salute. Beh, se è per il benessere fisico, allora guardiamolo; magari ci passa il mal di pancia, il torcicollo, l’artrosi e si abbassa il colesterolo. Non si sa mai!

Comincia a sfilare sul palco una rassegna di personaggi strani che sembrano affetti da vari disturbi della personalità. Ma li annunciano come comici. Ma dove li vanno a pescare, nelle offerte speciali “prendi tre, paghi due” o ai saldi estivi per comici da strapazzo? Boh!  Intanto, però, il tempo passa, la rassegna di “disturbati” continua, ma risate zero. Ma siccome ogni tanto inquadrano il pubblico che applaude,  ride e sembra divertirsi un mondo, mi sorge un dubbio. Vuoi vedere che lo spettacolo è già iniziato ed io non me ne sono accorto?

Poi, però, arriva l’illuminazione. I comici non sono quelli che sfilano sul palco, ma sono quelli che siedono in platea. Ecco il segreto di Colorado. Un pubblico che fa satira parodiando il classico pubblico televisivo che applaude ad ogni sciocchezza proposta e che fa finta di divertirsi guardando dei personaggi che fanno finta di fare i comici. Svelato il mistero. Sì, in effetti, una volta capito il segreto del programma, bisogna riconoscere che il pubblico è molto divertente. E si sentono anche i benefici per la salute. Avevo un leggerissimo mal di testa che, miracolosamente, mi è passato. In compenso mi è venuto un violento moto rotatorio alle parti basse. Ma non è preoccupante. Classici effetti collaterali!

Migranti e balseros

di , 13 Ottobre 2012 20:59

Ogni giorno se ne scopre una nuova. La nostra stampa  ci delizia quotidianamente con errori, svarioni lessicali, bufale, gossipate e idiozie varie che scambiano per informazione. E sono specialisti nell’arte di mascherare la realtà con paraventi lessicali e neologismi. Classico esempio è l’aver chiamato “operatori ecologici” quelli che erano spazzini o netturbini.  Poi hanno sentito il bisogno, chissà per quale strano motivo, di chiamare i disabili “diversamente abili” e le persone normali “normodotati”. Sì, ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa seria. Così gli zingari, che tutti chiamavano zingari da secoli, non sono più zingari, ma “Rom”. E quelli che arrivavano in Italia in barba alle leggi sull’immigrazione, li chiamavano “immigrati clandestini“. Poi, forse perché sentirli chiamare clandestini poteva creare qualche piccolo trauma alle anime sensibili, hanno concordato di chiamarli semplicemente “Migranti”. Insomma sono gente che arriva da noi come di passaggio, gente che “Migra”, non si sa bene dove e perché. Non sono proprio turisti, ma quasi. La differenza è che i turisti girano il mondo a loro spese, i migranti, invece, li dobbiamo accogliere, assistere e sostenere a nostre spese.

Bene, quindi tutti coloro che lasciano il proprio paese per andare in altri luoghi in maniera non conforme alle leggi sull’immigrazione, sono “Migranti“? No, non sempre, dipende. Ecco l’ultima della giornata. Se i migranti sono cubani che, su imbarcazioni improvvisate, scappano verso le coste di Usa e Messico da quel giardino delle delizie che è la Cuba comunista di Fidel Castro, allora non sono più migranti, ma “Balseros“. E, come se non bastasse, sono anche “Emigranti illegali“. La notizia viene riportata dall’ANSA e ripresa dal Corriere. Ora, perché quelli che arrivano in italia sono solo migranti e quelli che scappano da Cuba sono emigranti illegali?  Non è facile da capire, specie se non avete dimestichezza con la strana semantica della stampa nostrana. Per afferrare queste sottigliezze bisogna essere giornalisti o politici. Meglio se un po’ ipocriti: aiuta molto!

Grillo anfibio

di , 10 Ottobre 2012 22:31

Beppe Grillo oggi ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina. Inizialmente pensava di farlo camminando sulle acque, ma poi ha rinunciato per non svelare anzitempo i suoi poteri magici e le sue armi segrete. Così, dimostrando una eccellente forma fisica, si è fatto una lunga nuotata di 75 minuti. E’ un caso rarissimo di grillo anfibio. A proposito, ma se lo Stretto di Messina è stretto…perché non lo allargano? Boh!

Rottami d’Italia

di , 7 Ottobre 2012 20:01

Ormai parlare di politica significa parlare di scandali, corruzione, uso spregiudicato del denaro pubblico, arricchimenti illeciti, feste da porcilaia, ostriche e champagne. E dire che con la fine della prima repubblica pensavamo di aver rinnovato la politica e messo la parola fine al malcostume, alla corruzione, alle ruberie! In confronto ai politici di oggi quelli di una volta erano dilettanti. Sembra, tuttavia, che sia stato raggiunto e superato il limite di sopportazione e di decenza. E qualcuno ha in mente di “rottamare” l’intera classe politica dirigente.

A destra Berlusconi ha dichiarato di voler voltare pagina, cambiare tutto, fondare un nuovo partito e rottamare il PDL. Al centro si sono già autorottamati da soli. Fini è stato il primo a rottamarsi (ma non lo aveva capito). Rutelli è scomparso dalla circolazione e, insieme a Fini e Casini,  cercano disperatamente di unirsi ad altri rottami per garantirsi ancora una poltrona in Parlamento. Casini “rottamato” da Montezemolo, continua a fare l’asino di Buridano, ma ormai non lo vuole nessuno, né a destra, né a sinistra. A sinistra Matteo Renzi, in quella specie di ridicola telenovela delle primarie del partito democratico, vuole rottamare Bersani e l’intero PD. Oggi, infine,  interviene Nichi Vendola che, a sua volta, vuole rottamare il rottamatore Matteo Renzi. Domani, forse,  qualcuno rottamerà Nichi Vendola. Poi si vedrà. E così, fra una rottamazione e l’altra, speriamo di liberarci definitivamente di questa vergogna nazionale. Ma cosa c’entra Vendola di SEL con Renzi del PD? Che c’azzecca, direbbe Di Pietro. Vendola può pensare di rottamare qualcosa o qualcuno in casa sua, non in casa d’altri.

Eppure questo personaggio, che ogni giorno è in prima pagina, rappresentava una esigua minoranza all’interno di Rifondazione comunista. Ed in occasione delle elezioni per la carica di segretario, all’interno del partito, fu sconfitto da Ferrero. Così, non accettando la sconfitta (deve avere uno strano concetto di democrazia), non avendo spazio vitale e volendo essere lui l’unico gallo nel pollaio (gallo…si fa per dire), uscì da Rifondazione e fondò un nuovo movimento.  Già a Rifondazione erano rimasti quattro gatti, ma si divisero ancora; due gatti di qua e due gatti di là! Ma grazie all’enorme spazio concesso dai media, il gatto Nichi ha acquisito sempre maggiore influenza ed oggi si sente una tigre al centro della scena politica, si sente autorizzato a rottamare in casa d’altri e si candida alle primarie della sinistra. Vuole diventare premier e governare l’Italia. Ma, se diventa premier, il suo amichetto canadese Eddy lo accompagnerà negli incontri ufficiali come “First lady“?

Ogni volta che vedo la sua faccia e le sue dichiarazioni quotidiane, mi viene in mente una celebre frase di Leo Longanesi: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano quelle idee”. E la faccia di Vendola è un libro aperto, la rappresentazione degli effetti somatici di una personalità non propriamente limpida e cristallina (diciamo così…). Eccolo…

Giù le tasse, anzi no.

di , 5 Ottobre 2012 07:51

L’informazione dovrebbe essere una cosa seria. Ultimamente, specie dopo lo sviluppo dell’informazione in rete, sembra, invece, affidata ad apprendisti aspiranti giornalisti in prova. L’unico problema sembra essere quello di riempire gli spazi delle pagine web con notizie spesso non accertate, false o smentite nel giro di poche ore. Ma l’importante è che la pagina sia piena. Bene, ormai stiamo facendo l’abitudine a questa informazione usa e getta, da prendere con le molle e con mille riserve. Ecco l’ultimo esempio.

Ancora stamattina in alcuni quotidiani on line compariva la notizia di una riduzione delle tasse annunciata da Monti. Sarà vero? Vediamo, in proposito, due comunicati Ansa di ieri.

ANSA ore 15.58: “Monti, non escludo taglio tasse

ANSA ore 18.57: “Monti, mai parlato di taglio tasse“.

Chiaro? Non è serio, non è professionale, non è corretto. Questa è informazione “Usa e getta” da eliminare con la raccolta differenziata negli appositi cassonetti “Stampa“. E non è nemmeno riciclabile! Certo, si dirà, nemmeno la politica è seria. Non si fanno dichiarazioni azzardate per poi smentirle dopo poche ore. Ma sulla serietà della politica è perfino inutile soffermarsi. E’ senza rimedio. Per cambiare la politica e la classe dirigente c’è un’unica soluzione: organizzare una comitiva di pellegrinaggio a Lourdes e sperare in un miracolo!

Un altro esempio di come oggi si pubblichino delle notizie con molta leggerezza e superficialità, senza nemmeno prendersi la briga di controllare quello che si scrive e si pubblica, è questo box che trovo stamattina nella casella di posta.

Sembrerebbe che questo signor Terre des hommes abbia rotto una precedente relazione ed ora cominci una storia con una nuova “Compagna” che si chiama “Indifesa“. E siccome, forse, hanno qualche difficoltà economica, chiedono un piccolo contributo. Ma no, niente di tutto questo. E’ evidente che si tratta del solito errore di battuta. Succede a tutti. Ma i redattori di quotidiani e siti di informazione dovrebbero prestare più attenzione a ciò che scrivono. Ci vuole tanto a rileggere quello che si è pubblicato ed eventualmente correggere gli errori? E’ chiedere troppo?

 

 

Cacofonia mediatica

di , 2 Ottobre 2012 15:27

Ormai è così normale che non dovrei farci caso, ma ogni volta che leggo certi titoli è come ricevere un pugno nello stomaco. Nella lingua italiana esistono due particelle “Tra e Fra” che hanno lo stesso significato e che si usano alternativamente per evitare, nel corso della frase, l’incontro con suoni simili che generano cacofonia. E’ una regoletta elementare che una volta si imparava già alle scuole medie. Oggi, invece, proprio coloro che dovrebbero conoscere perfettamente la lingua, come i giornalisti, sembrano aver dimenticato questa buona regoletta. O forse non l’hanno mai imparata, grazie al sei politico, alle interrogazioni di gruppo ed alle promozioni facili. Così si leggono spesso dei titoli come quelli che riporto. Non succede mai che, nemmeno per sbaglio, scrivano “Scontro FRA treni”, invece che “TRA treni”. Tempi moderni!

Ecco due esempi che compaiono proprio oggi nei siti on line di due quotidiani: Corriere.it, il più autorevole e prestigioso quotidiano nazionale e L’Unione sarda, il più importante quotidiano della Sardegna. Mica il Corrierino delle Giovani marmotte!

Titolo del Corriere

Titolo de L’unione sarda

No comment. In compenso, forse per farsi perdonare queste piccole sviste grammaticali, ci forniscono le solite notizie importantissime per la nostra esistenza. Per esempio anche oggi riferiscono l’ultima dichiarazione di Belen Rodriguez. Ogni giorno c’è qualche sua dichiarazione in prima pagina, immancabile, come il presidente Napolitano o le esternazioni di Nichi Vendola sulle primarie PD. Bene, Belen ci informa che a letto il suo attuale compagno Stefano è meglio di Corona. Beh, sono notizie importanti che è bene sapere. No?

Ecco, invece, una notizia riportata oggi su Libero on line. Una di quelle notizie che tirano su…il morale. E’ la classica notizia del cazzo, letteralmente. Siamo secondi in Europa per la lunghezza del pene. Contenti? E’ la stampa, bellezza!

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