Ordinaria follia?

di , 30 Luglio 2011 15:43

Tre notiziette fresche di giornata. La prima riguarda un ragazzino inglese che ammazza l’ex fidanzatina per scommessa: “Ispirato da un film“. La posta in gioco era una colazione. Tanto vale oggi la vita di una ragazza: il costo di una colazione. Era appassionato di film e videogiochi violenti.  Ma, per carità, guai a mettere sotto accusa la violenza sparsa a piene mani dai media. Ci sarà sempre lo psicologo esperto che vi spiegherà che non esiste alcuna relazione fra la violenza dei media e la violenza reale. Anzi, così dicono, le scene di violenza servono a sublimare gli istinti aggressivi e, quindi, hanno addirittura un effetto terapeutico. Certi psicologi avrebbero urgente bisogno di farsi vedere da uno psicologo. Ma che sia bravo.

Di recente negli USA è stato abolito il divieto di commercializzare videogiochi eccessivamente violenti. Via libera a tutte le forme di violenza, in nome della libertà di espressione. Ed in nome di questa stramaledetta libertà di espressione si sta allevando una generazione di ragazzi che finiranno per autodistruggersi.

La seconda notizia, di casa nostra, riporta l’impresa di quattro ragazzotti di Aprilia che hanno rapinato una gioielleria. Ma non sono delinquenti o ladri comuni che rapinano per professione. Non sono nemmeno disperati che rubano per fame. No, sono i soliti “ragazzi bene“, così li definiscono, di buona famiglia, figli di imprenditori locali, che rubano per procurarsi i soldi necessari ad acquistare capi di abbigliamento firmati.

Il pericolo, di fronte a queste notizie, è che ormai ci si sta assuefando alla follia quotidiana, tanto da considerarla come componente quasi normale della società. L’altro errore è quello di considerarli come casi isolati. Ma quando notizie di questo genere appaiono con sempre maggior frequenza nelle cronache quotidiane non siamo più di fronte a casi isolati. Sono il segnale allarmante di una epidemia di follia collettiva che dilaga incontrollata nell’indifferenza generale e affonda le radici nella cultura dominante. Ma nessuno sembra cogliere la gravità del fenomeno, né si interroga sulle cause, né cerca rimedi. Uno dei sintomi dello stato di alterazione mentale, individuale o collettivo, è proprio questo: non cercare rimedi perché non si ha la sensazione e la percezione del pericolo.

La terza notizia riguarda un bizzarro automobilista romano che viaggiava in auto portandosi sulla spalla un iguana di un metro di lunghezza. Una volta in auto si appendevano i pupazzetti o si teveva dietro il cagnolino che, grazie alle vibrazioni dell’auto, dondolava la testa. Ora si portano iguana in spalla. Forse a causa di un brusco movimento dell’insolito compagno di viaggio, l’automobilista ha perso il controllo, ha sbandato ed è andato a sbattere contro il guardrail. L’iguana è illeso, l’automobilista, invece, è ricoverato in ospedale dove si è rifiutato di sottoporsi al test per accertare l’eccesso di alcool o la presenza di droga. Ha ragione, per portarsi appresso in macchina un iguana di un metro non c’è bisogno di essere ubriachi o drogati. Basta essere un po’ scemi, dalla nascita…

Un commento a “Ordinaria follia?”

  1. violetta scrive:

    :-) …saprai bene che, se si è un po’ scemi, si vive meglio…guarda me che vengo a leggerti e, oltre che gustarmi il tuo stile, mi faccio risate oscene…pure la gatta si spaventa..:-)

Lascia un commento

Codice di sicurezza:

Panorama Theme by Themocracy