Media: arma letale

di , 21 Luglio 2011 16:22

L’affare Murdoch dovrebbe farci riflettere. I media hanno intrapreso una pericolosissima deriva, senza freni e senza regole, in cui tutto è concesso al fine di garantirsi lo scoop, il servizio esclusivo, lo scandalo del giorno. Etica e deontologia professionale sono solo pallidi ricordi del passato. La manipolazione delle notizie, a fini non sempre chiari ed evidenti, è diventata la regola. Le intercettazioni, legali o illegali, sono solo uno dei mezzi usati dai venditori di fumo e dagli sciacalli dell’informazione.

Stampa e TV oggi hanno un potere enorme. Condizionano l’opinione pubblica, plagiano le menti, modificano usi, costumi, abitudini. Impongono consumi e scelte di vita, influenzano l’economia, la finanza, la politica. Creano eroi e mostri secondo criteri dettati dalla convenienza di lobbies di riferimento. Impongono miti, idoli e modelli da imitare. Inconsapevolmente, giorno dopo giorno, si opera una profonda mutazione sociale. L’individuo cessa di essere persona pensante, perde la capacità critica e la sua peculiarità individuale per diventare massa amorfa, omologata al pensiero dominante; diventa branco.

I mass media, spesso in mano a personaggi senza scrupoli che usano tutti i mezzi, leciti e meno leciti, per aumentare le vendite, incrementare gli ascolti e raggiungere fama, notorietà e ricchi compensi, sono diventati così un’arma letale; una vera arma di distruzione di massa. Ecco perché i giornalisti e gli addetti ai lavori, più che avere il tesserino stampa, dovrebbero avere anche un regolare porto d’armi. I più bravi, come 007, anche la licenza di uccidere. Mediaticamente, s’intende.

3 commenti a “Media: arma letale”

  1. elleletizia scrive:

    Penso per la verità che il potere mediatico ci sia sempre stato sin dai tempi antichi.
    Cambiano solo gli interpreti, ma lo sfruttamento dell’ignoranza non è una novità, così come il campanilismo.
    Se vogliamo guardare Murdoch e a quanto successo in questo periodo, mi chiedo: a chi gioverà questa “scoperta” (che in realtà pare fosse il segreto di Pulcinella)?
    ciao

  2. elle scrive:

    Per me sei un punto di riferimento nel blog,leggere i tuoi arguti,ironici post un’abitudine,quando poi si incrociano con i commenti di Sdat,è come mettere una ciliegina sulla torta.Siete due belle e illustrissime penne… :)

  3. sdat scrive:

    illustre Giano,
    la frammentazione dei mass media e della politica (in Italia esistono due poli, non due partiti), ha prodotto un effetto collaterale devastante, squilibri che distorcono la realtà. Quando ero ragazzo esisteva una contrapposizione più leale, un compromesso storico applicato. La DC aveva il potere centrale, il PCI la gestione degli apparati, entrambi vendevano i propri giornali “porta a porta”, mi riferisco a l’unità e famiglia cristiana, la rai realizzava programmi con 25/30.000.000 di spettatori. Le posizioni erano nette e bilanciate. Quello che in teoria avrebbe dovuto essere il tanto decantato pluralismo si è, di fatto, trasformato in un gioco al massacro, un lancio dello schifo, il sensazionalismo senza regole. La monnezza vestita da informazione libera nasce da mani pulite prima e dall’antiBerlusconismo dopo. Il doppiopesismo e la personalizzazione delle interpretazioni hanno vitaminizzato l’egocentrismo di molti. A ben guardare le nefandezze Inglesi di Murdoch sono particolarmente irritanti sotto il profilo emotivo ma, secondo me, meno gravi dello stillicidio mediatico in atto da noi dal 1994. Non possiamo certo negare che un condizionamento c’è stato, basti pensare alle leve subdole e bugiarde sulle quali i giornali “contro” hanno appoggiato le recenti campagne elettorali. Vien da chiedersi: fanno più danni, a livello collettivo, le intercettazioni della “rossa” oppure i sistematici e quotidiani tentativi di manipolazione della verità politica???

    Lasciami fare un parallelo, l’informazione Italiana ha adottato gli stessi meccanismi della pornografia. la star di turno non guadagna molto nell’interpretare i film ma acquisisce quella fama che le consente di accumulare “serate” ad alto chachet e, le serate, aumentano la possibilità di “marchettare” a caro prezzo.
    I nostri giornalisti, molti di loro, fanno lo stesso percorso, cronisti d’assalto catapultati sulla ribalta grazie a qualche scoop o raccomandazione, fama temporanea, ospitate televisive, aumento delle collaborazioni e quindi degli introiti, magari, succede spesso, approdando in pianta stabile ad un programma tv.

    Troppi telefilm americani, troppi eroi, troppi pagliacci.

    scusa il mio essere prolisso

    TADS

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