Regine, campane e mutande.

di , 22 Novembre 2010 09:47

Dio salvi la Regina.

Il principe Carlo d’Inghilterra ha affermato che “Camilla potrebbe diventare regina“. I sudditi, allarmati, si chiedono: “E’ una promessa o una minaccia?”.  Intanto, pare che stiano sorgendo dei comitati spontanei che, nel caso Camilla diventasse regina, intenderebbero proporre di modificare il celebre Inno nazionale “God save the Queen” in un più appropriato “Dio salvi gli inglesi“.

Campane d’Italia.

Le campane in questione sono Mara Carfagna, ministro per le pari opportunità, e la deputata Alessandra Mussolini, entrambe originarie della Campania. Fra le due sono volate accuse ed insulti. La Carfagna ha detto, riferita alla Mussolini: “Quelle come lei a Napoli le chiamano Vajasse“. E non sembra essere un gran complimento. Così mentre in Italia le campane suonano e basta, a Montecitorio le campane se le suonano…a vicenda.

Eh, signora mia, non ci sono più gli uomini politici di una volta. Che dice, che queste non sono uomini, sono donne? Appunto, pari opportunità. Del resto, non andrebbe meglio anche con le categorie intermedie, quelle degli indecisi fra un genere e l’altro, alla Vendola, per intenderci. Anche loro si intendono di campane. Ma, più che suonarle, hanno una particolare passione per maneggiare il battaglio. Ma è una passione che richiede molta pratica. Il battaglio è una delle cose più furbe al mondo. Difficile fregare un battaglio: sta sempre in campana.

Aggiungi un posto a tavola.

Pier Ferdinando Casini apre alla collaborazione con la maggioranza di Governo. Dice che è disposto a “sedersi al tavolo” in un “Governo di armistizio“. Niente di straordinario. In zona Montecitorio, nel più grande ristorante d’Italia, le tavole sono sempre apparecchiate.  Un posto a sedere lo trovi sempre. Ieri, ospite nel programma pomeridiano della D’Urso, ha lanciato un preciso messaggio politico (in codice, ma chiarissimo), a Berlusconi. Ha raccontato, in diretta, che lui a casa ama darsi da fare; apparecchia la tavola, sparecchia, prepara la lavastoviglie. Un bravo ometto di casa. Ma, soprattutto, ama lavarsi da sé la biancheria intima; calzini, mutande, canottiere, magliette. Dov’è il messaggio politico? Chiaro, sta dicendo a Berlusconi che non farà come quelli che frequentano case, ville e feste del premier e poi vanno a spifferare ai quattro venti le sue faccende private. No, Silvio può fidarsi di Casini: è uno che i panni sporchi li lava in famiglia.

2 commenti a “Regine, campane e mutande.”

  1. Giano scrive:

    Eh, Violetta, ho l’animo poetico :)

  2. violetta scrive:

    :-) che titolo fantastico :-)
    romanticoneeeeeeeeeeee ahahahahah

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