L’amore e l’accordo di settima.

di , 19 Novembre 2009 14:53

Tutti, o quasi, amano la musica. Ma non tutti la ascoltano nello stesso modo. La si può ascoltare distrattamente, come semplice sottofondo, o in luoghi affollati per dimenarsi ballando, o nella quiete della propria stanza per sognare, oppure associarla a momenti particolari della vita, ad un luogo, una persona e per tanti motivi ancora. La musica la si sente direttamente a livello emotivo, senza bisogno di intermediari, spiegazioni o interpretazioni; va dritta dritta a toccare il cuore, il sentimento.

Ma c’è una differenza sostanziale fra coloro che si limitano ad ascoltare la musica e gustarla e coloro che, invece, suonano uno strumento, vivono la musica e la sentono in modo particolare. E spesso, parlando di musica non ci si capisce e si finisce per dire che, alla fin fine, è solo questione di gusti. Ma non è esatto. Un conto è ascoltare, altro è suonare. Possiamo apprezzare Bach, Mozart o Chopin. Tutti possono ascoltare questi autori, anche senza avere una minima cognizione di teoria musicale e gustarli pienamente con grande appagamento emotivo. Ma solo chi ha la fortuna di poter eseguire le loro opere con uno strumento, sia esso un pianoforte o un violino o qualunque altro strumento musicale, riesce a capirne il genio.

Ora, quando ascoltiamo un brano musicale, anche semplicissimo come un motivetto popolare, senza rendercene conto ne seguiamo non solo la melodia, ma anche l’armonia. Si può cantare o suonare un motivetto anche con due semplici accordi; la tonica e la settima. In questo modo sono costituiti moltissimi motivi popolari. Un esempio tipico possono essere gli stornelli romani. La peculiarità di questi due accordi è nel fatto che l’accordo di settima tende naturalmente a chiudere e risolversi nella tonica. Chiunque abbia un minimo di orecchio musicale, anche senza essere un musicista, ha capito.

L’accordo di settima, prima di risolversi, crea uno stato di tensione che si appaga solo nel momento che chiude nella tonica. E’ inevitabile, come lo scorrere dei fiumi verso il mare. E più si trattiene l’accordo di settima più cresce la tensione. Quando distrattamente ascoltiamo un brano musicale, forse, non ci rendiamo conto di questo. Lo sente, invece, benisssimo il musicista. Sono due modi diversi di " sentire" la musica.

 

Detto questo, cosa c’entra l’amore? E cos’è l’amore se non una specie di accordo di settima che tende a risolversi nella sua tonica? Cos’è l’angosciosa ricerca dell’amore se non uno stato di tensione, di ricerca di appagamento, di risoluzione, di unione, di congiungimento, di naturale scorrere del desiderio, come un fiume al mare, alla disperata ricerca della stasi, dell’appagamento, dell’orgasmo finale, della…tonica? Tutta la nostra vita è come un accordo di settima, disperatamente teso ad una risoluzione che non sempre arriva.


S. Richter


Video importato

YouTube Video

 

M. Pollini

Video importato

YouTube Video

2 commenti a “L’amore e l’accordo di settima.”

  1. Fiore scrive:

    che bel pezzo che hai scritto Giano……

    hai trasmesso qualcosa,

    Io non suono, causa disturbi seri all’udito non ho orecchio… come dicono gli addetti!

    Suona mio marito e sta studiando musica la ragazzina…

    Il ragazzino preferirebbe non suonare ma alle medie il loro prof, li obbliga a suonare il flauto.

    All’inizio pensavo fosse un sacrificio enorme per mio figlio, ma adesso in questi tre anni, dove io con il mio rigore di almeno 10 minuti al gg, e non trasigo! Piace o non piace si deve fare! Il padre che si siede al piano e con lui lo aiuta ad esercitarsi, credo che sia un bene.

    Al di la dell’educazione letteraria e matematica, suonare uno strumento, e riconoscere le note negli spartiti credo che sia un arrichimento enorme…..

    Recenti studi…. sai di quelle news…. che bisogna sempre verificare, e io non l’ho fatto!, perchè mi sembra credibile, dicono che i ragazzino che studiano uno strumento hanno la possibilità di aumentare il loro quoziente di intelligenza…….

    Mi piacerebbe moltissimo “sentire” questo accordo di settima di cui hai parlato……

    ….

    Ciao Fiore, ho letto quell’articolo, pensavo anche di scrivere qualcosa in proposito. Ma poi rimando e…niente. Come al solito le notizie sono parziali, o lo sono le ricerche. Che la musica aumenti l’intelligenza piò essere vero, ma solo in parte. Qualunque esercizio mentale contribuisce ad accrescere le capacità intellettive, Alcuni più di altri. La musica è uno di questi. Ma se non hai predisposizione ed un minimo di talento e passione, è del tutto inutile suonare. Non slo non aumenta l’intelligenza, ma diventa una tortura.

    Però, visto che hai un musicista in casa, sarà più facile abituare il ragazzo allo studio di uno strumento. In quanto alla “settima”, chiedi al maritino che ti faccia qualche esempio al piano, faglielo ripetere…passare dalla tonica alla settima e poi alla tonica…a forza di sentire il passaggio riuscirai a “sentire” quella particolare tensione. Ma il pianista di casa saprà spigartelo molto bene. Prova…:)

  2. cupanotte scrive:

    adoro ascoltare la musica, di tutti i generi:Classica, rock, pop, jazz…non ho la fortuna di saper suonare, nè dote naturale in aiuto, ma riconosco alla musica un valore fondamentale, da sempre.Ora capisco, grazie al tuo parallelismo, il perchè.

    ….

    Grazie a te per l’apprezzamento e…buon ascolto…:)

Lascia un commento

Codice di sicurezza:

Panorama Theme by Themocracy