Obama: primo miracolo!

di , 20 Ottobre 2009 16:34

Lo avevo preannunciato di recente, dopo l’assegnazione del Nobel per la pace ad Obama. Dicevo, nel post "Obama vince l’Oscar", che ora mancava solo di farlo santo subito, sempre come riconoscimento preventivo: non ha ancora fatto miracoli, ma li farà. Ed ecco la conferma che non mi sbagliavo. Oggi tutti i media pubblicano l’ennesima classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Questa è stilata da "Reporters sans frontières". Sì, oggi il "sans frontières" è di moda, va come il pane. Medici, reporters, tutti senza frontiera. Strano che non abbiano ancora creato "Magistratura senza frontiere" (magari ci stanno pensando). Poi arriveranno altre categorie, che so…"idraulici senza frontiere", stileranno la loro bella classifica aggiornata sulla situazione dell’idraulica nel mondo e piazzeranno l’Italia al 120° posto, col pretesto che l’Italia fa acqua da tutte le parti e Berlusconi non capisce un tubo!

Bene, secondo quest’ultima classifica, l’Italia si piazza al 49° posto, scende di 5 gradini rispetto all’anno scorso. Così gli ultras della curva sinistra avranno pane per i loro blog e faranno a gara a rilanciare la notizia, godendo come mandrilli, perché qualunque notizia negativa sull’Italia, vera o presunta non importa, gli offre lo spunto per fare sfoggio di impegno politico e sociale, difesa della libertà, dell’art.21 e, ovvio, per fare esercizio di antiberlusconismo doc e militante. Niente di nuovo.

La cosa buffa è che si organizzano manifestazioni di piazza e si lanciano campagne a difesa della libertà di stampa, a loro dire messa in pericolo, e poi si sentono esponenti del mondo della stampa affermare il contrario. Lo hanno fatto in passato autorevoli direttori di quotidiani nazionali, rivendicando la propria libertà ed autonomia. E lo hanno fatto di recente anche due ex direttori di quotidiani di sinistra, come Sansonetti e Padellaro, entrambi ospiti recentemente a Porta a porta. Il primo, Sansonetti, lasciata la direzione di Liberazione, ha creato un nuovo quotidiano "L’Altro" (ora rinominato "Gli Altri"), il secondo, Padellaro, estromesso da L’Unità, ha creato, in buona compagnia di Travaglio e Furio Colombo, un altro giornale "Il fatto quotidiano". Bene, entrambi i direttori hanno affermato che non è vero che non c’è libertà di stampa. Al che è più che legittimo cominciare ad avere qualche dubbio su certe campagne e piazzate propagandistiche.

Ma la notizia vera di questa classifica non è quella che riguarda l’Italia, è un’altra e riguarda gli Stati Uniti. Ecco come riporta la notizia il Corriere.it:"…gli altri dati più rilevanti sono l’aumento della libertà di stampa negli Stati Uniti dopo l’insediamento di Obama (gli Usa risalgono dal 40° posto al 20)". Forse è la trascrizione di un comunicato d’agenzia, ma tutti i giornali riportano questo chiarimento "dopo l’insediamento di Obama". Significa che il presidente Obama, in carica da soli 8 mesi, è il vero artefice di questo incredibile balzo nella classifica, passando dal 40° al 20° posto: un autentico e vero "miracolo". Ma è un miracolo strano, troppo bello per essere vero, puzza di taroccamento, come le foto Reuters delle macerie di Beirut manipolate con Photoshop. Non è plausibile e non è casuale, come non è stato casuale e plausibile l’assegnazione del Nobel per la pace. Fa parte di una precisa strategia internazionale del "Obama fan club", di cui, per il momento, forse, ci sfugge il fine (anche se non è poi così difficile da capire; basta pensare all’invasione islamica dell’Europa, caldeggiata, sostenuta e difesa a spada tratta dalla sinistra nostrana, europea, internazionale e dall’ONU). Ma non tarderemo a scoprirlo, a nostre spese. Speriamo non troppo tardi.

Roba da non credere. Infatti, non so voi, io ho molti dubbi su questa classifica, sui miracoli obamiani ed anche sui Reporters senza vergogna, pardon…senza frontiere. Tanto è vero che, in questi pochi mesi di presidenza Obama, non c’è stato nessun intervento che modifichi le norme che regolano la stampa negli USA. Le testate sono le stesse, i giornalisti pure, le regole anche. E allora come fanno a fare un salto di 20 posti? Non solo, ma ci sono, invece, dei segnali che farebbero pensare ad un peggioramento della libertà. Basterebbe ricordare che, proprio di recente, Obama ha dichiarato che, in caso di necessità e di pericolo per la sicurezza nazionale, il Governo avrà il controllo completo di tutta la rete web. Se una cosa simile l’avesse detta da noi Berlusconi avremmo avuto una sommossa popolare, la solita campagna sul pericolo per la democrazia, il bavaglio alla stampa e via allarmando, nonché la condanna dell’Unione europea e dei soliti alti Commissari dell’ONU. Ma se lo dice Obama non succede niente; tutto nella norma, anzi è un segnale di grande libertà.

C’è di più. Lo riferivo in "Obama e la libertà di stampa", riportando una nota d’agenzia:

"WASHINGTON – La Casa Bianca dichiara guerra a Fox, il canale ultraconservatore di proprieta’ di Rupert Murdoch che da mesi attacca la politica del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Li tratteremo nel modo in cui si trattano gli avversari politici – ha detto Anita Dunn, direttore della comunicazione della Casa Bianca – stanno pertanto avanti una vera e propria guerra contro Obama e la Casa Bianca." (RCD).

Anche questo non mi sembra un segnale di grande apertura alla stampa ed alla libertà d’informazione. Per una dichiarazione simile, fatta da Berlusconi nei confronti dei giornali che lo attaccano regolarmente, si è gridato alla censura, all’intimidazione, al bavaglio alla stampa, al fascismo, al regime e via tutti a piazza del Popolo a protestare. Ma se le stesse considerazioni le fa Obama, è giusto, legittimo, sacrosanto, la libertà di stampa negli USA è rafforzata e si saltano di botto 20 posti in classifica. Il primo miracolo è fatto!

 

Sant’Obama cammina sulle acque…

3 commenti a “Obama: primo miracolo!”

  1. Piero P. scrive:

    Bhe, Giano, che la Fox non fosse “filoobamiana” si sapeva e anche i “santi”, a volte, si scocciano (ma la libertà resta pur sempre salva, no?).

    Ciao e buona settimana.

    …..

    Ciao Piero, vero, ma allora dovrebbe valere anche in Italia; no? Buona giornata anche a te…:)

  2. casinista buono scrive:

    non è il partito dell’asinello?

    …..

    Sì, bravo, è proprio quello…:)

  3. Gianluigi scrive:

    1) Interessante come l’anno scorso non eravamo così distanti dai liberi USA!2) Proprio oggi è uscito un articolo sulle classifiche di valutazione della ricerca scientifica scritto da un mio amico e basato su un articolo scientifico (che ovviamente valuta scientificamente la faccenda), e dove si criticano pesantemente i sistemi di valutazione. Da qui la considerazione: non mi sento così sicuro di considerare quella classifica così probatoria, al di là di quello che personalmente penso sulla libertà di stampa in Italia, che forse sarà anche in crisi, ma non solo per la presenza del Capo e dei suoi avversari.Saluti a tutti,Gianluigi!Sulla valutazione guarda:http://peppe-liberti.blogspot.com/2009/10/numeri-o-giudizi.html

    ….

    Sono classifiche fatte a pera. Come quella di Freedom House, già sputtanati in occasione della pubblicazione della loro classifica. Sono fatte solamente prendendo per buone le osservazioni dei loro corrispondenti locali, senza alcun riscontro con la realtà. Ma, aggiungerei, con una buona dose di malafede e di secondi fini…

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