Democrazia in supposte.

di , 7 Giugno 2009 16:23

Cos’è la democrazia? Facciamo un esempio pratico. Avete il bambino che sta male; che fate? Secondo il principio fondamentale della democrazia avete una sola soluzione. Convocate un’assemblea condominiale, sottoponete il problema alla discusssione assembleare, si vota e si approva "a maggioranza" la diagnosi e la terapia.

Ecco, questa è la democrazia. Che dite? E’ una stronzata? Appunto, appunto, concordo…

Eppure, anche in democrazia sarebbe possibile realizzare quel "mondo migliore" che tutti auspicano. Lo si potrebbe fare senza traumi, senza rivoluzioni e senza grandi sconvolgimenti sociali. Basterebbe solo che si cominciasse ad avere il coraggio di dire agli imbecilli che sono imbecilli. E basterebbe che questi imbecilli, adeguatamente informati e preso atto di essere imbecilli, restassero a casa, invece di fare televisione, occuparsi di politica, o giocare a fare gli scrittori, gli artisti, gli opinionisti, i pensatori o i giornalisti.

Forse non sarebbe ancora un mondo perfetto, ma di certo sarebbe migliore di questo.

Suppongo che qualcuno, a questo punto, potrebbe porre la fatidica domanda: "Sì, ma chi stabilisce chi sono gli imbecilli?". Giusto. Ma basta ricorrere ancora al collaudato sistema democratico; si organizza un referendum e si vota. In democrazia chi vince ha ragione e chi perde ha torto. Ergo…chi perde il referendum è imbecille. Facile, no? Beh, ragazzi, non prendetevela con me se in questo sistema c’è qualcosa che non quadra. Mica l’ho inventata io la democrazia!

 

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5 commenti a “Democrazia in supposte.”

  1. elrais scrive:

    DEMOCRAZIA, come ogni parola, o meglio come tutte le parole, ha un suo significato ben preciso,delle forme proprie strettamente connesse con il significato delle parola stessa, delle modalita` di attuazione, sempre strettamente dipendenti dal significato, e tante altre intrinseche caratteristiche, il tutto ben confezionato dalla semplice parola “DEMOCRAZIA”

    Fra le molteplici caratteristiche della parola, pero` non c`e` la capacita` curativa, ne quella di fare miracoli, ne quella di trasformare qualcosa in un`altra senza aver prima assunto e fatta propria le molteplici valenze della parola.

    Per cui se un deficiente, un ignorante, un farabutto, un delinquente, si definiscono da un giorno all`altro democratici senza aver prima compreso accettato e condiviso la valenza della parola, senza vivere e sperimentare ed esercitare la valenza della parola nel suo sentire, allora no si trattera` di una democratico ma sempre della stessa cosa che era prima.

    In piu` non basta che uno o un gran numero di persone vengano influenzate nel loro agire dalla valenza della parola, ma ci vuole una forte maggioranza di soggetti appartenenti ad una comunita` che vengano positivamente condizionati, perche` come e logico la totalita` non potra mai essere condizionata, e nella societa` umane data la loro intrinseca caratteristica di stupidita proprio in quanto umana (CARLO MARIA CIPOLLA; DOCET), necessita che si conformi la democrazia con con una certa caratteristica di forza di potere condizionante, tale da pregnare e influnzare ogni aspetto dell agire umano singolo e collettivo, diversamente quello che sara non e democrazia ma altro, ed anzi la definizione di democrazia verra usata, proprio contro la democrazi, per sua stessa intrinseca fragilita.

    Quindi il fatto dell uso inflazionato ce si fa della parola e perfettamente comprensibile, e non potrebbe essere diversamante, proprio per la caratteristica dell stupidita umana, fin quanto un forte maggioranza dei soggetti umani non avra fatto esperienza contestuale in una stessa generazione della valenza positiva del termine democrazia questa non si potra mai radicare nella organizzazione di una qual si voglia comunita umana.

    Praticamente fin quanto una singola generazione, pur avendo la possibilita di non farlo, non avra sperimentato e preso coscienza in una loro maggioranza, di come va la vita di qunto pericoloso puo essere prendersi in giro, fino allora democrazia sara percepita come qualcosa di vuoto, quando invece una buona maggioranza avra preso coscienza di come e possibile essere danneggiati dal non aver provato ad usare qualcosa che si ha ma non si usa, alora forse afaremo qualche passo avanti.

    Nei nostri giorni qualcosa sta accadento, nella nostre societa sviluppate italia esclusa si e fatta una bella esperienza che i giovani informati vedono che nonostante tutte le risorse a nostra disposizione, un ristretto numero di soggetti sono stati capaci di mettere in serio pericolo la vita e il benessere di milioni di soggetti in qualsiasi parte del mondo.

    da questa esperienza forse ne uscira qualche passo avanti della democrazia.

    AUGURIAMOCELO

    Ciao

    angelo vito piccione

    arrakmenu tiscali.it

    …..

    Augurarcelo non costa niente, sperare anche, essere ottimisti pure. Ma la democrazia è comunque una fregatura…

  2. Ebe scrive:

    Sapevo che avresti colto la questa parte che dici. E’ proprio così.

    Guarda, nella desolazione attuale, mi è tutto molto difficile da capire e definire.

    Però continuare a farsi domande mi sembra sempre un buon allenamento mentale.

    Ciao :)

    …..

    Ciao Ebe, al volo, ho appena finito di scrivere il commento. Certo, dici bene, bisogna stare sempre vigili e usare il cervello, finché ancora funziona. Mai accettare la realtà così per quello che appare superficialmente. C’è sempre l’altra faccia della medaglia, ci sono degli inganni nascosti ovunque. E’, quindi, essenziale, chiedersi il perché degli eventi. Grazie, buona giornata a te…:)

  3. casinista buono scrive:

    sai cosa ti dico della democrazia?meglio godersi Mozart

    ….

    Bravo, ottima soluzione :)

  4. Ebe scrive:

    In quest’orgia mediatica continua in cui viviamo, nostro malgrado e spesso insopportabile, viene voglia di dire così:

    Addio

    Nell’anno ’99 di nostra vita

    io, Francesco Guccini, eterno studente

    perché la materia di studio sarebbe infinita

    e soprattutto perché so di non sapere niente,

    io, chierico vagante, bandito di strada,

    io, non artista, solo piccolo baccelliere,

    perché, per colpa d’altri, vada come vada,

    a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

    io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,

    riflettori e paillettes delle televisioni,

    alle urla scomposte di politicanti professionisti,

    a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

    E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,

    alle diete per mantenersi in forma smagliante

    a chi parla sempre di un futuro trionfale

    e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,

    alle magie di moda delle religioni orientali

    che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,

    ai personaggi cicaleggianti dei talk-show

    che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”

    alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,

    alle loro modelle senza umanità

    alle sempiterne belle in gara sui calendari,

    a chi dimentica o ignora l’umiltà…

    Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,

    cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna

    che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,

    io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,

    io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,

    due soldi d’elementari ed uno d’università,

    ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato

    dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

    Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,

    a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia

    o sceglie a caso per i tiramenti del momento

    curando però sempre di riempirsi la pancia

    e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,

    ai ceroni ed ai parrucchini per signore,

    alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,

    al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,

    a chi si dichiara di sinistra e democratico

    però è amico di tutti perché non si sa mai,

    e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico

    ed è anche fondamentalista per evitare guai

    a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni

    fatto di nebbia, pieno di sembrare,

    ricolmo di nani, ballerine e canzoni,

    di lotterie, l’unica fede il cui sperare…

    Nell’anno ’99 di nostra vita

    io, giullare da niente, ma indignato,

    anch’io qui canto con parola sfinita,

    con un ruggito che diventa belato,

    ma a te dedico queste parole da poco

    che sottendono solo un vizio antico

    sperando però che tu non le prenda come un gioco,

    tu, ipocrita uditore, mio simile…

    mio amico?

    Francesco Guccini

    Ciao! :)

    ….

    Cara Ebe, belle parole queste di Guccini. Condivisibili in toto, o quasi. Già, c’è un “quasi” da non sottovalutare. Guccini non mi è mai piaciuto, nemmeno quando, ai suoi tempi d’oro, era quasi obbligatorio che piacesse. Quando lo dicevo agli amici, mi guardavano come se stessi andando fuori di testa: “Non ti piace Guccini? Come è possibile?”. Non sto a spiegare il perché; è una causa strettamente legata a quella che considero uno dei motivi dei nostri guai sociali e politici: la fondamentale ipocrisia della sinistra. Questa ipocrisia ho fatto presto a scoprirla, visto che sono nato e cresciuto in un paese che si faceva vanto di essere il paese più rosso della Sardegna. Quindi, vivendo a loro stretto contatto, ho imparato presto a conoscerli.

    Anche in queste parole del nostro cantautore, idolo di sessantottini vecchi e nuovi, c’è il trucco. Denuncia tutta una serie di fatti sui quali, più o meno, siamo tutti d’accordo. Quindi è facile raccogliere il consenso. Ma…ecco, c’è un ma…

    Inserita nel testo, quasi distrattamente, c’è una frase: “…a chi si dichiara di sinistra e democratico

    però è amico di tutti perché non si sa mai,

    e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico…”.

    Che vuol dire? Qui è il messaggio sottinteso del testo: la causa di tutti i nostri mali è della destra. Ed anche di quelli che, pur dichiarandosi di sinistra, fanno affari con la destra. Quindi la soluzione al suo elenco di guai è solo una: stare a sinistra, ma che sia sinistra estrema e radicale. Chiaro il concetto? Ma non lo dice apertamente, no…prima cerca di ingraziarsi i lettori mettendosi sullo stesso piano di disgusto per la società e di denuncia, poi, fischiettando, infila in mezzo, la sua “Verità”. Nel più puro stile della propaganda sinistra. Ecco perché non mi piace Guccini, né i suoi appelli, né i suoi “compagni”. Sono subdoli…

    Grazie per lo spunto. Buona giornata :)

  5. elio scrive:

    il vero senso della democrazia sta nella destituzione di qualsiasi governo proprio perchè i governi si reggono sulle maggioranze e allora i casi diventano due:

    1. la maggioranza è costituita d imbecilli quindi è meglio fare a meno d un governo voluto da imbecilli

    2. la maggioranza non è costituita da imbecilli quindi che cavolo se ne fa di un governo?

    no so se mi sono spiegato bene e, per favore, prova a non essere d’accordo con me, grazie :)

    ….

    Chi è d’accordo con chi? Difficile dirlo, sarà il caso di fare un referendum :)

    Ci sarebbe una terza ipotesi? Buona serata :)

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