San Valentino e la mucca.

di , 5 Febbraio 2009 16:22

L’ultima "grande scoperta" dei soliti ricercatori della solita prestigiosa università. Fare i ricercatori (con tutte le dovute eccezioni), come fare i giornalisti, gli opinionisti in TV, le veline, gl astrologi, i politici, gli intellettuali alla moda, gli artisti di grido, è un’ottima soluzione al problema di come sbarcare il lunario: sempre meglio che lavorare.

Hanno scoperto, udite udite, che le mucche fanno più latte se le chiami per nome. Lo afferma Catherine Douglas, "illustre ricercatrice" della Newcastle University. Dice la Douglas, come riportato da una notizia ANSA: "Cosi’ come la gente reagisce meglio se viene trattata con un tocco personale, le mucche sono piu’ felici e rilassate se ricevono un’attenzione piu’ individuale.". Ed aggiunge: "Quello che dimostra il nostro studio e’ quanto tanti allevatori attenti sanno da tempo.". Attenti però al nome. Se la chiamate Amanda o Juliette va bene, sono bei nomi, dolci e carezzevoli. Ma se chamate la mucca Cunegonda o Ermengarda, potrebbe non gradire, risentirsi e farvi qualche litro di latte in meno. Ma sono certo che la prestigiosa università britannica è disponibile a suggerirvi un elenco di nomi appropriati.

Prima considerazione. Se gli allevatori lo sanno già da tempo, che senso ha una costosa ricerca universitaria? Eppure sono stati seguiti ed intervistati 516 allevatori britannici, metà dei quali asserisce di chiamare le loro mucche per nome. Ora, se hai due o tre mucche è facile chiamarle Carolina, Teresa o Lulù. Ma se ne hai 300 come le chiami? Immancabile il commento del solito "esperto italiano". Noi siamo sempre pronti a commentare le ricerche altrui, anche quelle inutili. Dice Giancarlo Belluzzi, vicepresidente dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani…me cojioni!): "Qualsiasi tipo di contatto personale con l’animale lo mette in condizioni di vivere meglio… si pensi ad esempio alla musica, alle carezze prima della mungitura…". Beh, certo, un po’ di musica di sottofondo va sempre bene, qualche carezza, una parolina dolce, magari un omaggio floreale…sono i fondamenti del corteggiamento. Meglio ancora se invitate la mucca ad una serata con cenetta intima a lume di candela (sconsigliato un locale alla moda in centro, troppo caos, meglio un agriturismo, è più consono…) e guardandola teneramente negli occhi le recitate qualche passo delle Bucoliche o il classico "T’amo pio bove; e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m’infondi…". A proposito, visto che si avvicina la data della festa degli innamorati, non dimenticate di mandare alle vostre mucche un affettuoso biglietto per San Valentino, possibilmente con un mazzo di fiori o un grazioso regaluccio. Magari, invece che farvi solo il latte, cominceranno a farvi direttamente il burro o la fontina e perfino, ma solo in casi speciali, direttamente la "fonduta" pronta da mettere in tavola. Ai crostini, però, pensateci voi…

 

3 commenti a “San Valentino e la mucca.”

  1. violetta scrive:

    :) )))))) sì, Giano è davvero forte…e mi son fatta belle risate leggendo il post..hanno pure scoperto, ma questo per le persone, che -meditazione e spiritualità saranno potenti elisir di lunga giovinezza…ciao e lunga giovinezza a tutti.

  2. sdat scrive:

    ciao Giano, sei sempre un grande ;) ))))))

    gueda che le vacche sono molto più sensibili di quanto tu possa pensare

    una volta, quando non ero ancora incanutito, ho realizzato un reportage sugli allevamenti, ho scoperto cose incredibili ma nell’universo delle “Fiorelle” è tutto molto gradevole

    in un allevamento in provincia di Cuneo, parlo veramente di anni fa, ho beccato una stalla attrzzatissima e tecnologicamente evoluta, c’erano tantissime mucche, non ricordo quante ma veramente tante, vivevano in una stalla che:

    consentiva loro un minimo spazio per muoversi

    avevano una ciotola ad altezza muso che erogava acqua al solo sfiorarla

    altoparlanti ben distribuiti elargivano musica classica

    piazzavano le “torte” su un nastro scorrevole che recuperava il letame

    avevano una gradazione luminosa costante

    ovviamente ad ogni box c’era una targhetta col nome

    pulizia assoluta, roba incredibile

    hai ragione, i ricercatori che citi avrebbero dovuto visitare quella stalla negli anni ottanta

  3. caravaggio scrive:

    clap..clap… bellissimo questo post…anche se sconsiglierei, per san Valentino, il regalo floreale… di sicuro se lo divorerebbero. Meglio optare per i cioccolatini!!!!

    smak

Lascia un commento

Codice di sicurezza:

Panorama Theme by Themocracy