Natale: festa degli alberi…

di , 24 Dicembre 2008 14:48

E’ Natale, si festeggia la nascita di Gesù. Ma non necessariamente, a piacere, a discrezione personale, secondo le circostanze. C’era una volta, come nelle favole, un tempo in cui a Natale, in un angolino di casa, si preparava il presepe. Ci si sbizzarriva nel sistemare statuine, casette, pastori e pecorelle, si andava in campagna a cercare il muschio, era anche un’occasione per esprimere la fantasia e la creatività. Poteva essere molto semplice, con la sola capanna, Giuseppe, Maria, il Bambino, il bue e l’asinello. Oppure più complesso, con fiumi, laghetti, montagne, luci  e personaggi vari. Secondo il gusto personale e la disponibilità. Era motivo di orgoglio fare un bel presepe. Ma la festa cominciava prima, con la novena; tutta la comunità, o quasi, partecipava alla novena, uomini e donne, adulti e giovani. Per noi ragazzi era anche l’occasione per incontrare le amiche, scambiare due chiacchiere e concordare i nostri festeggiamenti, dal cenone alle serate di ballo. Chiesa gremita, odore d’incenso e profumi vari, la messa, i riti ed i canti natalizi: Tu scendi dalle stelle, Astro del ciel, Su pastori alla capanna…e, naturalmente, il grande presepe che veniva preparato a cura dei soliti volontari ed occupava un’intera cappella. Il giorno di Natale, i bambini si svegliavano con l’ansia di scoprire i regali che allora venivano portati da Gesù Bambino.

Poi ci siamo evoluti. I regali non li portava più Gesù Bambino, ma il compito venne assunto da un certo Babbo Natale. Il presepe venne sostituito dall’alberello da addobbare, la partecipazione alle novene divenne sempre più scarsa e l’occupazione principale non fu quella di festeggiare la nascita di Gesù, ma quella di andare in giro per negozi alla ricerca di regali per tutti. Così, anno dopo anno, Gesù, il presepe ed i riti religiosi trovano sempre meno spazio ed attenzione, sostituiti dai riti laici dell’albero, di Babbo Natale e, ovvio, dei regali a tutti, parenti, amici e conoscenti. I quali, ancora ovvio, devono ricambiare. E quindi il periodo natalizio diventa una ossessione collettiva alla ricerca disperata del regalino.

Come se non bastasse, negli ultimi tempi si è aggiunto un altro problema; la necessità di non enfatizzare il carattere religioso della festa, per non urtare la sensibilità di tanti immigrati, specie dei bambini, che, non essendo cristiani e cattolici, si sentirebbero un po’ esclusi dalla festa. Quindi, niente canti natalizi e niente presepe. Solo tanti alberi illuminati e Babbo Natale vestito di rosso con pancione e barba bianca. In Inghilterra, dove sono sempre più avanzati rispetto a noi, hanno già fatto un passo in più, hanno perfino cambiato il nome della festa; non è più Natale, ma più laicamente "Festa d’inverno". Sparite anche le cartoline ed immagini con scene della Natività, sostituite da alberi e generiche immagini di paesaggi innevati. E’ il progresso, bellezza…

Noi stiamo seguendo a ruota. E’ quello che hanno pensato, per esempio, a Ravenna, ma anche in altre località; su 22 asili, in 17 hanno eliminato il presepe. Motivo? Ecco la spiegazione fornita: "Non facciamo il presepe per non urtare la sensibilità dei bimbi stranieri.". No comment!

Nessuno protesta, nessuno dice che anche i bambini italiani, ed anche gli adulti, hanno una sensibilità. Niente, il multiculturalismo ci impone di rinunciare alle nostre tradizioni per non urtare la sensibilità degli stranieri. E siccome a Natale siamo tutti buoni, ci adeguiamo volentieri. Così, eliminate le cerimonie religiose ed il presepe, quella che è la festa per la nascita di Gesù diventerà una normalissima …festa degli alberi. Da addobbare con luci, stelle, palle e palline di ogni genere e colore. Naturalmente tutte queste palle  le dovremo importare dalla Cina, perché, a quanto pare, gli italiani sono rimasti senza palle.

Ora dovrei, per tradizionale consuetudine, fare gli auguri di Buon Natale a tutti. Ma non vorrei "urtare la sensibltà" di qualche straniero di passaggio nel mio blog. E allora cosa dovrei augurare? Buon inverno? Buona festa degli alberi? Buone palle? Boh…certo che di questi tempi non si sa più come regolarsi. Intanto lascio questa splendida interpretazione di "Silent Night"…Urterà la sensibilità di qualcuno? Mah, potrei rispondere con la famosa battuta di Rhett Butler, nel finale di Via col vento "Francamente, me ne infischio…".

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6 commenti a “Natale: festa degli alberi…”

  1. Giano scrive:

    Grazie a voi. Forse è meglio evitare altre considerazioni, visto che siamo a Natale. Ma certo il discorso è molto serio e onestamente non sono molto ottimista, anzi…

    Pensiamo a festeggiare, intanto, poi si vedrà. Auguro a tutti voi un Buon Natale…:)

  2. Rita S. scrive:

    ho letto l’articolo, Giano. Più che le maestre a me preoccupano i genitori dei bambini che frequentano le scuole citate. Perchè non si oppongono alle decisioni di queste pseudo educatrici?Per paura? per rassegnazione?

  3. sandro scrive:

    Ho sempre sentito parlare della casta degli “illuminati”, quelli che vorrebbero dirigere le vicende del mondo, non saprei se siano informazioni vere, però sembra davvero che tutto sia architettato per favorire gli immigrati e l’immigrazione, sono loro i nuovi consumatori, noi non serviamo più perchè non facciamo figli e quindi non consumiamo. La donna packistana che è stata investita con i tre figli e un’altro in arrivo, ha 28 anni e a 40 anni quanti figli avrà? Dove trovi donne occidentali che fanno altrettanto? Devo anche presumere che in casa sua arrivi un solo stipendio perchè le donne musulmane non lavorano, però mentre gli togliamo il Natale, permettiamo loro di andare in giro con il velo islamico e a volte anche di più, cosa che urta la mia sensibilità. Per quanto possiamo remare contro è solo questione di qualche generazione e poi sarà tutto in mano loro, ci invaderanno e domineranno senza colpo ferire. Noi non reagiremo perchè in fondo a nessuno frega del Natale, è scomparso con il “benessere” e con i soldi, il bel presepe autocostruito con le statuine di mollica di pane o gesso, il cartoncino nero con buchi a forma di stella con una lampadina dietro per simulare il cielo stellato o gli specchi a guisa di fiume non esisteranno più e verranno presto dimenticati, fagocitati dalla fiera commerciale ormai instillata forzatamente nel DNA dei popoli occidentali. Vorrei dire tante altre cose che prima di me sono state dette da Oriana Fallaci ma mi sono accorto che sto polemizzando troppo e forse dato il periodo, non è il caso. Buon Natale anche a voi, finchè potremo ancora dirlo senza incorrere nella lapidazione per blasfemia.

  4. elle scrive:

    E’ tristemente tutto vero ciò che hai scritto,per non disturbare la sensibilità dei molti stranieri nel nostro territorio si butta a ramengo una delle tradizioni più belle del nostro Credo,come se un Bambinello nella mangiatoia potesse davvero nuocere alla vista dei non cattolici. Penso allo spettacolo di San Gregorio Armeno a Napoli,alle famiglie,che comunque ce ne sono ancora tante,che tutti gli anni arricchiscono i propri presepi con nuove statuine,allo stupore dei più piccoli quando magari hanno la fortuna di vederne uno animato. L’albero mi piace molto,ma il presepe con la sua storia irrinunciabile. Qui a Genova fortuna vuole che ci sia una forte tradizione e non mancano mostre di stupendi presepi…a Pentema,nell’entroterra l’intero paese in questo periodo diventa un suggestivo presepe,sulla collina di Manarola un presepe luminoso frutto del lavoro di un ferroviere in pensione si accende la sera…forse non tutto è perso…forse…

    sulla collina difronte a casa mia si accenderà fra qualche ora una stella cometa,spero non urti la sensibilità di alcuno!

    Stupenda versione di Silent Night…se entri da me,anche io ho scelto la stessa canzone,però a cappella:)

    ti lascio il link di Pentema nel caso tu volessi darci un’occhiata:

    http://www.altavaltrebbia.net/presepe.htm

    Buon Natale!!!!

  5. Giano scrive:

    Ciao Lore, so di non urtare la tua sensibilità, quindi ti auguro un Buon Natale…:)

  6. Lore scrive:

    Eh Giano, sei riuscito ad essere più polemico di me in questi auguri!

    Comunque chi vuoi che protesti? Ormai stiamo sacrificando anche questa festa al dio commercio. Il quale ultimamente sembra anche non sentirsi molto bene…

    In ogni caso, dubito che una festa d’inverno reggerà. Ma rimarrà sempre il Natale, per noi e tutti quelli che ci crederanno. Buone feste!

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