Le “Quasi bufale” del Corriere…

di , 21 Dicembre 2008 17:02

E’ un buon esercizio mentale quello di visitare i  siti dei quotidiani on line e verificare le notizie proposte e, soprattutto, come vengono date e con quale rilevanza. Intanto si risparmiano i soldi dell’acquisto in edicola, si ha una visione generale dell’informazione e si può confrontare la diversa posizione delle varie testate. Questo metodo è sconsigliato, ovviamente, a coloro che, invece, preferiscono avere un’informazione unica, credono ciecamente solo nel proprio quotidiano di riferimento, meglio se di partito e fazioso, e non mettono mai in discussione ciò che scrivono i propri idoli mediatici. Sconsigliato perché, se si leggono diversi punti di vista, si potrebbe andare incontro a serie complicanze; per esempio, si potrebbe cominciare ad avere qualche dubbio sulla assoluta onestà  di certi opinionisti. Il che potrebbe sfociare, in casi gravi, in una perdita di identità, confusione mentale, autocritica, revisionismo, qualunquismo o, nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe diventare perfino catto-comunisti.

Parlo spesso dell’informazione perché ha una funzione fondamentale nella società. Informare significa, indirettamente, "formare" l’opinione comune. Ovvio che una informazione distorta, carente o faziosa costituisce un pericolo e può essere manipolata al fine di perseguire fini non sempre chiari. Quotidiani e televisione hanno una responsabilità enorme nella formazione dell’opinione comune e possono imporre idee, modelli e comportamenti sociali. Ma non sempre quest’opera di manipolazione delle menti è evidente. Spesso è subdola ed i suoi effetti si vedono solo dopo molto tempo. E non sempre si tratta di notizie false, di bufale. No, quelle si scoprono facilmente. C’è un altro modo di fare informazione distorta; usare notizie vere, ma confezionarle in modo da ottenere un effetto secondario che risponda ad un preciso scopo. Sono "Quasi bufale".

Bene, di solito uso fare degli esempi pratici di quanto affermo; ci si capisce meglio. Lo farò anche oggi. Ho appena visto nella home del Corriere.it le notizie d’apertura. Le notizie vengono inserite nella pagina secondo la loro importanza. Quindi, la notizia più importante del giorno, quella da evidenziare, è sempre in testa alla pagina, sulla sinistra. Ecco la prima pagina del Corriere di oggi…

 

 

La notizia d’apertura, la più importante del giorno è, come si vede, il "Presidenzialismo" annunciato dal premier. Ma la notizia vera, implicita in questo titolo è l’Alt di Bossi. Il che fornisce subito l’idea di un "conflitto" fra Bossi e Berlusconi, all’interno della maggioranza. E’ così? No, per niente. Infatti, se leggiamo l’articolo di poche righe, non riferisce di scontri sul programma, ma si limita a riferire quello che tutti sanno; che la Lega pone al primo punto il federalismo, poi viene il resto. Il che non vuol dire assolutamente che non sia d’accordo sul fatto che nel corso della legislatura, che è appena iniziata, non si possa parlare di presidenzialismo o di altre proposte. Ma dal titolo sembra tutt’altra cosa.

Per capire meglio la sottile manipolazione basta leggere l’articolo subito sotto che riferisce della conferenza stampa del premier, in cui Berlusconi ha affrontato vari tempi della politica, dalla riforma della Giustizia alle intercettazioni, dal nucleare alle pensioni, dalla questione morale al rinnovo del contratto dei giornalisti. Fra l’altro, dicasi "fra l’altro", ha parlato anche di presidenzialismo. Ecco cosa ha detto esattamente, così come viene riportato nell’articolo: "Sono convinto che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare il migliore risultato per il governo del Paese: sono assolutamente convinto che l’architettura costituzionale attuale ci pone dietro gli altri Paesi perché non conferisce i poteri necessari al premier per essere incisivo. Auspico che nel corso della legislatura ci sia un ampio dibattito, spero condiviso da maggioranza e opposizione e forte dell’opinione popolare, per arrivare a una riforma presidenzialista.".

Non ha detto che la proposta è all’ordine del giorno della prossima riunione del consiglio dei ministri. Non ha detto che è una riforma prioritaria urgente da attuare subito. Non ha detto niente di tutto questo. Ha detto semplicemente che "auspica un dibattito nel corso della legislatura". Tutto qui. Ma per il Corriere questa è la notizia più importante. Perché? Perché fornisce l’opportunità, riprendendo la dichiarazione di Bossi, di ipotizzare una possibile divergenza o conflitto all’interno del Governo. Cosa non vera, ma anche solo sollevare il dubbio che possa esserci torna utile alla causa. Così, per esempio, si evita di parlare in prima pagina degli scandali che stanno travolgendo le amministrazioni di sinistra, gli arresti di sindaci ed assessori, la bomba "Romeo" che è già esplosa a Napoli, ma, cosa ben più grave, sta per esplodere anche a Roma con strani "Appaltoni" e appalti vari, assegnati dalle precedenti Giunte di Veltroni e Rutelli. Si evita di parlare dei conflitti interni al PD, quelli sì veri e reali. Si evita di parlare dell’ultima direzione nazionale del PD, che doveva essere un’occasione cruciale per chiarire la situazione interna, le polemiche, le liti interne, la posizione del segretario Veltroni e che si è conclusa, invece, con un "volemose bene e tira a campà…", vaghi e generici annunci di rinnovamento, che lascia tutto come prima, o quasi. L’importante è salvare le poltrone.

Di questo si poteva parlare e di tanti altri problemi che oggi, in tempi di crisi mondiale, dovrebbero preoccuparci seriamente. Ma per il Corriere la notizia del giorno è l’Alt di Bossi, detto magari in strada a giornalisti volanti, o aspiranti apprendisti precari praticanti freelance in prova, con microfono incorporato, pronti a raccogliere qualunque dichiarazione fatta al volo, passare le "importantissime dichiarazioni" al proprio quotidiano o all’agenzia e così far finta di fare i giornalisti e guadagnarsi la pagnotta quotidiana. E queste voci di strada le fanno passare per notizie politiche e finiscono in apertura di prima pagina. Ma questa non è informazione politica, questo è chiacchiericcio da comari, è pettegolezzo da mercato del pesce. Tutto può essere, meno che informazione politica seria. Non è una bufala, certo. Ma non è nemmeno una notizia seria. Se non è seria non è una notizia. E’ una "quasi bufala". E non stiamo parlando della Gazzetta di Pompu o del giornalino parrocchiale, stiamo parlando del Corriere, il più autorevole quotidiano nazionale. Figuriamoci gli altri…

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