Pollini e Chopin

di , 13 Settembre 2008 20:50

Oggi sul sito dell’ANSA viene riportato in bella evidenza un box dedicato a Maurizio Pollini, uno dei grandi pianisti contemporanei, per annunciare l’uscita di un suo CD con musiche di Chopin. Quasi non ci credo. Abituato ormai a scorrere notizie insulse ed inutili, leggere una notizia simile sembra quasi un miracolo. Ho molte incisioni di Pollini, specie di Chopin, lo apprezzo ed ancor più amo Chopin, il mio primo idolo musicale.  Altre volte ho scritto della mancanza di spazio mediatico per la cultura. Anche di recente mi chiedevo come mai nella nostra TV non si veda mai, in orari "normali", un pianista, un violinista, un chitarrista. Non succede mai, lo spazio è già occupato da spazzatura per tutti i gusti. Ma, come suol dirsi, i gusti son gusti…anche quelli barbari. Se la gente, quindi, vuole i giochini scemi, il calcio, i grandi fratelli, le isole dei famosi e le prove del cuoco, perché dovremmo obbligarli a sentire un valzer di Chopin o una sonata di Mozart? Giusto. Per citare un altro detto popolare, non si danno le perle ai porci.

Ora, se proprio volessi essere cattivo, potrei anche immaginare perché l’ANSA, in via del tutto eccezionale, riporti questa notizia su Pollini e non riporti notizie di altri eventi simili, riguardanti altri interpreti. Ma siccome c’è di mezzo Chopin voglio essere buono e non lo dico. Però, scorrendo l’articolo dell’ANSA non posso fare a meno di fare qualche osservazione sulle dichiarazioni di Pollini il quale accusa il pubblico e le istituzioni di non amare la musica contemporanea:

"Tutti i grandi della musica, Chopin compreso, sono stati al loro tempo all’avanguardia. Oggi invece l’avanguardia è per lo più ignorata e il grande pubblico è impreparato a ascoltare la musica del Novecento".

Con tutto il rispetto per il maestro Pollini, forse bisognerebbe chiarire. Paragonare l’avanguardia contemporanea con la "presunta" avanguardia dei grandi della musica è come paragonare il rap di Jovanotti con la Divina Commedia. Né c’è una qualche similitudine nel gradimento del pubblico. Tutti i grandi della musica hanno avuto, al loro tempo, ampi riconoscimenti ed apprezzamento del pubblico, sia pure tenendo conto di alti e bassi, di periodi di crisi, di fatti contingenti e di opere che hanno avuto più o meno successo.  Verdi era un idolo del pubblico, Mozart, che pure ha avuto una vita travagliata, era stimatissimo e riempiva i teatri e le sale. Paganini mandava in delirio il pubblico. Lo stesso si può dire dei maggiori geni della musica. Lo stesso Chopin, giunto a Parigi giovanissimo, divenne ben presto uno dei più apprezzati pianisti e compositori, entrò subito nella cerchia della elite musicale parigina ed era di casa nei salotti bene. Scriveva di lui l’amico Orlowski nel 1834 (Chopin aveva 24 anni): "Chopin è pieno di salute e di forza. Tutte le francesi lo adorano e tutti i francesi ne sono gelosi. Egli è alla moda: si vedranno ben presto comparire dei guanti alla Chopin." (Dalle note introduttive all’edizione Ricordi delle Ballate). Beh, non mi pare proprio che fosse uno di quegli autori, misconosciuti e poco amati dal pubblico, che oggi vengono considerati "avanguardia" e che conoscono solo i parenti e pochi amici intimi. Sembra più la descrizione di un moderno idolo pop, di quelli che fanno moda e tendenza e che riempiono le pagine dei giornali di gossip.

Allora forse non è il grande pubblico che oggi è "impreparato ad ascoltare la musica del novecento". Forse è l’avanguardia che è impreparata e non è più in grado di produrre qualcosa di appena appena ascoltabile. Del resto, questa non è solo la mia opinione, come tale discutibilissima, è anche l’opinione di un altro maestro, il violinista Uto Ughi, il quale non è mai stato tenero nei confronti dei compositori contemporanei. Perché, quindi, Pollini difende l’avanguardia ed inserisce spesso nei suoi recitals brani di musica contemporanea? Perché accusa di impreparazione ed insensibilità pubblico e, soprattutto, le istituzioni (che significa finanziamenti e contributi pubblici)? Ecco, ora dovrei di nuovo essere cattivo, anzi molto cattivo, se dovessi spiegare il perché. Ma, come ho già detto prima, visto che stiamo parlando di Chopin, sarò buono e taccio. Ma per favore, maestro Pollini, non ci consideri impreparati se non amiamo certe sconcezze sonore che fanno passare come musica contemporanea. E se proprio vuole difendere a spada tratta gli interessi, anche economici, di una cerchia di amici che vogliono campare a spese anche della comunità, (lei mi capisce, vero?) spacciandosi per artisti di ogni genere (dalla musica al teatro, dalla poesia alla pittura, dal cinema alla…satira), trovi altri argomenti per farlo. Perché non solo non siamo poi così impreparati, come lei pensa, ma non siamo nemmeno cretini. Ma ora dimentichiamo queste considerazioni che ben poco hanno a che fare con la musica e godiamoci questo Notturno. E’ meglio…

 


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3 commenti a “Pollini e Chopin”

  1. Giano scrive:

    Sì, Otto, specie quando suona Chopin. Ma non solo. Se pensasse a suonare e si astenesse dal fare considerazioni come quelle riportate sarebbe ancora meglio.

    Ciao Fiore, non c’è bisogno si essere preparate in materia. La musica non si studia, si ascolta. A meno che non voglia diventare musicista di professione. Basta la sensibilità per gustarla. Certo, se si ha qualche base musicale o, ancora meglio, se si suona uno strumento, si possono cogliere meglio alcune sottigliezze interpretative. Ma non è indispensabile. E’ questo che rende la musica un linguaggio universale, valido ovunque.

    Buon inizio di settimana…:)

  2. Fiore scrive:

    impreparata in materia :-)

  3. otto scrive:

    Pollini è davvero un mito!

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