Sarzana e la mente.

di , 2 Settembre 2008 04:56

 

Conclusa la quinta edizione del "Festival della mente" che si svolge a Sarzana, cittadina ligure in provincia di La Spezia. Avviato nel 2004, il progetto, promosso dal Comune di Sarzana e dalla fondazione Carispe, è andato crescendo ad ogni edizione fino a raggiungere lo scorso anno le 31.000 presenze, numero che molto probabilmente quest’anno verrà superato. Un successo che ripaga ampiamente l’ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa, Giulia Cogoli. Tre giorni fitti di appuntamenti, esattamente 60 (molti gratuiti, altri a pagamento), incontri, conferenze, dibattiti, laboratori per bambini, tutto all’insegna della creatività e con ospiti e relatori di primo piano, artisti, scienziati, filosofi, matematici. Una di quelle manifestazioni che bisognerebbe organizzare in tutte le città e che meriterebbe maggiore attenzione. Forse proprio perché si tratta di una manifestazione seria ed encomiabile non ha avuto un adeguato riscontro mediatico. Difficile trovare in rete e sui quotidiani on line articoli sul Festival. Eppure, visto il numero di partecipanti, significa che la gente non disdegna gli appuntamenti culturali; sta solo aspettando che qualcuno glieli proponga e gli offra la possibilità di partecipare. Ma per i nostri media questa sete di cultura, di arte, di scienza, sembra non esistere. Troppo occupati a riempire le prime pagine con le solite sciocchezze, veline, amori VIP, tette e culi, imprese sportive, dichiarazioni politiche e disgrazie varie. Non so quanto spazio abbia avuto in TV, non la vedo da mesi, ma non credo che ci siano stati grandi servizi dedicati al Festival. Se dipendesse da me, avrei proposto alcuni degli eventi del Festival in prima serata. Non vorrei essere cattivo, ma questa specie di snobismo dell’informazione nei confronti di queste manifestazioni mi fa pensare che è più facile riempire le pagine dei giornali con le foto dei VIP al mare, piuttosto che fare il resoconto di una serata in cui si parla di relatività. Già, perché per scrivere un articolo sulla relatività bisogna averla capita. E non sono tanto sicuro che ci siano in giro molti giornalisti in grado di scrivere  un articolo serio sulla relatività o sui misteri della mente. Più facile parlare di culi all’aria. Già, ma io sono cattivo.

Eppure la mente è ciò che abbiamo di più prezioso e dovrebbe essere in cima ai nostri interessi. Tutto il progresso umano nasce da scoperte, invenzioni, piccole o grandi intuizioni. Il progresso è frutto delle idee. Ma le idee nascono dalla mente, non dai bicipiti ed ancora meno dai glutei. Allora mi chiedo perché si dia tanto spazio alle attività sportive, al gossip, alle sciocchezze di cronaca e perfino agli oroscopi, e così poco agli eventi culturali ed ancora meno a ciò che riguarda la mente umana. La risposta è facile da immaginare, ma non è proprio benevola sul livello intellettuale della gente. Quindi non la diciamo. Riporto solo una mia vecchia battuta: "Ognuno cerca di mostrare il meglio di sé. Ecco perché in TV e sui giornali si vedono più culi che cervelli.".

Non bisogna pensare, tuttavia, che siano argomenti noiosi e pesanti; ce n’è per tutti i gusti, dalle lezioni sulla relatività di Einstein, tenute da Piergiorgio Odifreddi, alla creatività pubblicitaria di Oliviero Toscani e perfino all’aspetto della creatività comica con Gino e Michele.

Lodevole anche la realizzazione del sito del Festival della Mente in cui sono disponibili le registrazioni audio (dal 2005) ed anche i video (solo il 2007) delle varie manifestazioni, consentendo anche a chi non può partecipare direttamente agli eventi, di poterli ascoltare  e vedere; gratis, senza alcuna registrazione e, volendo, riascoltare a piacere. Anche questa è una iniziativa che, in tempi di mutimedialità, altri dovrebbero prendere ad esempio. Basta scegliere, nell’elenco a sinistra, l’edizione; anno per anno viene riportato l’elenco di tutti gli eventi, con data, relatori ed argomento. Per ascoltare la registrazione, basta cliccare sull’icona dell’altoparlante rosso, posta sotto ogni evento. Le registrazioni degli eventi di quest’anno non sono ancora disponibili. Ma immagino che lo saranno a breve. Posso dire che, tanto per verificare la funzionalità, ho ascoltato la relazione di Odifreddi sulla relatività, tenuta nell’edizione 2007, il 31 agosto (evento n° 7), disponibile anche la versione video. E’ una lettura di alcuni brani dell’autobiografia di Einstein, che serve come spunto per illustrare la sua famosa teoria.

E Odifreddi lo fa molto bene, senza inutili lungaggini o termini complicati. Dura poco più di un’ora, ma vale la pena ascoltarlo, per chi già ha dimestichezza con la relatività e per chi, anche completamente digiuno,  vuole capire cosa sia. Ecco, questo è uno di quegli eventi che dovrebbero trovare spazio in prima serata TV, al posto di Isole dei famosi, giochini scemi, grandi fratelli e fiction varie. Questa è la mia idea di servizio pubblico. Ma è anche la mia idea di spettacolo ed intrattenimento. Perché ascoltare un bravo relatore che ti spiega con parole ed esempi semplici cosa sia la relatività è un piacere. Quindi è anche intrattenimento. Ascoltare De Filippi, Ventura & C. anche solo per 10 secondi è un pugno nello stomaco. Perché mai l’intrattenimento deve essere solo trash? Perché non può essere un dibattito, una relazione, un servizio su temi di filosofia, letteratura, arte, scienza? Perché fra tanti starnazzanti gallinacei che imperversano in TV a tutte le ore non si vede mai un pianista, un chitarrista o un violinista? Perché la spazzatura TV è più importante di Einstein, di Chopin, di Platone, di Leonardo, di centinaia di geni che hanno contribuito al progresso della specie umana? Già, anche il concetto di intrattenimento è relativo.

Potevo fare a meno di scrivere questo post, so che è di poco interesse, ma ho voluto farlo come omaggio e riconoscimento a questa ammirevole manifestazione ed ai suoi organizzatori. Bravi, complimenti e spero che altri seguano quella strada.

 

5 commenti a “Sarzana e la mente.”

  1. Giano scrive:

    Ancora per Esp. Per puro caso sul sito “MatematicaMente” ho appena letto un articolo sul libro “Chi sono i nemici della scienza” di Giorgio Israel. Condivido in pieno le sue riflessioni. Ma qui si dovrebbe per forza deviare il discorso e parlare dell’uso politico della scienza e della cultura in genere, cosa che la sinistra fa molto bene da decenni.

    Ma sullo stesso sito c’è anche un’altra notizia interessante, l’annuncio della prossima rassegna “Festival della filosofia della scienza”, che si svolgerà a Città di Castello, in Umbria, fra il 14 ed il 26 ottobre 2008. E scorrendo l’elenco degli ospiti, guarda guarda, immancabili ci sono proprio quelli che ho appena citato nel commento precedente: Corrado Augias, Odifreddi, Giorello e…ma sì, c’è anche lei, la Margheritona Hack. Manca Vattimo, ma forse è già impegnato a promuovere un’altra contestazione alla Fiera della letteratura ebraica. Che dire, certo che la sinistra si dà da fare, sa bene che poi si raccolgono i frutti. Ma questo, comunque, è un loro merito e gli va riconosciuto. Se la destra non l’ha ancora capito, o non vuole capirlo, beh…ne paghi le conseguenze. Buona giornata :)

  2. Giano scrive:

    Ciao Esp. non ho letto quel libro. Sì, Odifreddi è uno dei tanti personaggi della cultura che amano fare delle incursioni in politica. Ed essendo autorevoli esponenti della cultura la sinistra li usa e sa usarli molto bene. Non per altro lo vediamo spesso ospite in TV. E prima di lui Cacciari, Giorello, Vattimo e compagnia bella. Per non parlare della “grande” Margherita Hack che qualunque argomento tratti non manca mai di ricordare che lei ha fatto la resistenza con i partigiani, che è comunista e, soprattutto, atea. Così è. Basta saperlo e regolarsi. Buona giornata :)

  3. esperimento scrive:

    Pare che ad Odifreddi piaccia molto la politica e i no-global più di tutto il resto.

    Hai letto “Chi sono i nemici della scienza”?

  4. Giano scrive:

    Ciao Lore, abbiamo già parlato di Odifreddi. Lui è un logico matematico e, come tale, insegna a Torino ed in USA. Non è uno storico, né un teologo. Infatti come logico lo apprezzo, perché sa esprimersi in maniera chiara e sintetica, come pochi. Come storico e teologo, per me, è allo stesso livello di Augias e Flores d’Arcais; tendenze allo zero. Non c’è dubbio che il suo lavoro “Perché non sono cristiano ed ancor meno cattolico” gli abbia aperto molte porte in TV ed altrove, perché funzionale alla cultura sinistra. E questo gli fa guadagnare oltre la pagnotta anche il companatico. Ma, detto ciò, un merito bisogna riconoscerglielo; quando parla si capisce cosa dice. Contrariamente a tante belle menti confuse del panorama sinistro e destro che non solo non hanno niente da dire, ma lo dicono anche in maniera confusa. Ascolta, per curiosità, quella relazione che indico nel post. E poi ne riparliamo. Aggiungo solo che, volendo essere pignoli, anche questa manifestazione ha una sua velata tendenza a prediligere una visione del mondo, e della realtà, secondo schemi cari alla cultura di sinistra. Lo si capisce subito anche dall’elenco degli ospiti nelle diverse edizioni. Ciò non toglie che sia una manifestazione ammirevole.

    Anche in questa relazione Odifreddi non manca di fare delle ossservazioni in merito alla religione, specie nella prima parte. Ma lo fa riportando frasi dell’autobiografia di Einstein ed in riferimento ai dubbi del giovane Albert sui principi e gli insegnamenti religiosi. Spetta a chi ascolta fare le dovute distinzioni fra l’argomento scientifico e le considerazioni di carattere religioso. Spero di essere stato chiaro. Buona giornata :)

  5. Lore scrive:

    Ma siamo sicuri che Odifreddi sia un logico matematico? :D Adesso oltre che storico e teologo l’hanno fatto pure fisico…

    Comunque deve aver capito anche lui che per portare a casa la pagnotta, la propaganda anticristiana vende più che la cultura…

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