Mi vergogno. sì, io mi vergogno…

di , 27 Luglio 2008 20:17

Talvolta proviamo un senso di vergogna per i motivi più strani; anche quando non avremmo motivo per vergognarci. O meglio, quando i  motivi ci sono, ma non per nostra responsabilità. Ci vergognamo per colpe altrui, perché in qualche modo ci coinvolgono come cittadini e membri di una stessa comunità.

Così capita di leggere un vecchio articolo (26/7/2002) di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, che titola "Mi vergogno di essere italiano".

Perché padre Zanotelli si vergogna? Lo scopriamo subito leggendo le poche righe del suo intervento. Si vergogna per la legge Bossi/Fini sull’immigrazione. E lo fa citando, in poche righe, tutto l’armamentario ideologico della sinistra buonista, accoglientista, tollerante, garantista, integrazionista; dalla omologazione delle culture più diverse, alla diversità come ricchezza, allo sfruttamento degli immigrati per la creazione di profitto, al fatto che una minoranza della popolazione mondiale consumi l’80% dele risorse, all’uso strumentale del problema sicurezza. C’è tutto, o quasi, condensato in poche righe. Del resto, c’è poco da dilungarsi, perché gli argomenti sono sempre quelli e una volta tirate in ballo quelle quattro ideuzze, il discorso è finito e chiuso. Prendere o lasciare. Dice Zanotelli:

"Solo un prolungato impegno educativo alla base che rimetta in discussione l’ideologia della sicurezza, della tolleranza-zero, l’ideologia della nostra superiorità potrà permetterci di sperare che domani come popolo potremo esprimere qualcosa d’altro della legislazione Bossi-Fini.".

Se ne deduce che la sicurezza sia un falso problema; in realtà gli italiani sono tutti tranquillissimi e non temono nulla. Siamo un Paese da favola. Peccato che proprio oggi su Repubblica (mica su un giornale "fascista"), un articolo "Criminalità e paura del futuro in cima ai pensieri degli italiani", riporti i risultati di un’indagine sulla percezione della sicurezza e sulle paure per il futuro da parte degli italiani. E non siano poi così tranquillizzanti. Anzi, direi allarmanti.

Guai, naturalmente, a parlare di "superiorità" della nostra cultura. E’ razzismo. La nostra cultura non ha niente di più e di meglio di quella del Burundi, degli aborigeni australiani e degli "Uomini rossi" dell’Amazzonia. Sono solo "diverse" e la diversità, come abbiamo detto, è una ricchezza. Quindi, più africani arrivano, più diventiamo ricchi. Nemmeno la nostra religione è superiore alle altre; sono tutte ugualmente valide e da rispettare. Anche le diversità religiose sono una ricchezza. Quindi, più musulmani arrivano più diventiamo ricchi. Se continua così diventeremo tanto ricchi che vivremo di rendita.

Certo, mi resta sempre un piccolo dubbio. Se è vero che le culture e le religioni sono tutte ugualmente valide, da rispettare, e non dobbiamo imporre le nostre ritenendole migliori, perché, dico…perché i missionari comboniani, come padre Zanotelli, vanno in giro per il mondo a cercare di "convertire" le popolazioni al cristianesimo e portare un po’ di cultura (la nostra, ovviamente) in luoghi sperduti del mondo, in tribù che vivono ancora a livello primitivo? Perché? Perché non lasciare che vivano secondo la loro cultura e le loro credenze religiose? Sono diverse dalle nostre? Bene, è una ricchezza. Ma se tentiamo di modificare quelle loro credenze li stiamo privando della loro ricchezza. Allora, perché si vogliono modificare le loro condizioni ambientali, sociali, culturali e religiose? Perché? Beh, una domanda è lecita. No? Provi a dare una risposta seria.

Ecco, caro padre Zanotelli, lei dice di vergognarsi di essere italiano. Anch’io devo confessare la mia vergogna. Mi vergogno che ci siano italiani come lei. E, per favore, non mi venga a dire che esagero. Perché, vede, questa è la mia opinione, diciamo che è la mia "cultura". Ed allora, lei, per essere coerente, sia come religioso, sia come erede dello spirito di Voltaire (che tanto vi piace e che tirate in ballo, ma solo quando vi torna utile), deve riconoscere che anche questa mia "diversità" di opinione è una ricchezza. E come tale la deve rispettare. Quindi, lei si vergogna di essere italiano, io mi vergogno di lei, siamo pari e patta; uno a uno e palla al centro. Altro giro…

No?

 

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