Italiani, tutti assassini…

di , 20 Giugno 2008 09:14

In relazione all’ultima tragedia dell’immigrazione, con una quarantina di morti e centinaia di dispersi (in acque libiche), ho accennato a quella che da decenni è una assidua propaganda attuata dai media di sinistra (il che equivale a dire l’80% dell’informazione) che tende ad inculcare negli occidentali un grave senso di colpa; quello di essere responsabili della povertà del terzo mondo. Questo concetto lo troviamo espresso in forma esplicita o più o meno velata, ma è una costante. Mai come in questo caso si può ben definirla, a ragione, come "falsa e tendenziosa". Falsa perché non è assolutamente vero, né è dimostrabile, né è stato dimostrato, che la povertà del terzo mondo sia una conseguenza del benessere dell’Occidente. Tendenziosa perché, una volta inculcato questo senso di colpa, sarà più facile farci accettare tutto ciò che comporta in termini di "risarcimento" dovuto nei confronti di popolazioni sfortunate; compresa l’immigrazione regolare o clandestina e compreso il riconoscimento di tutti i diritti conseguenti all’accoglienza di tutti i disperati che arrivano in Italia come nella terra promessa.

Questa potrebbe sembrare un’affermazione forse esagerata o tirata per i cappelli, ma non lo è. Basta osservare l’informazione nel suo complesso, nel suo humus culturale ed ideologico per rendersi conto che, purtroppo, questa è la verità. E se proprio avessimo bisogno di una conferma eccone una, fresca fresca, che ci viene dal Manifesto. A proposito della recente tragedia del mare, ecco cosa scriveva  due giorni fa Valentino Parlato in un articolo intitolato "L’umanità negata":

"Quaranta cadaveri e un centinaio di dispersi, che non troveremo mai, nel mare di Sicilia. Persone, esseri umani, che fuggono dai loro paesi, raggiungono la costa meridionale del Mediterraneo. È una storia di sterminio di massa che si ripete e continuerà. Di chi è la responsabilità di questa strage continua? Nostra, della nostra globalizzazione aperta a tutti i movimenti di capitali, ma chiusa – fino all’omicidio di massa – alle persone, a quelli che non riescono a vivere nei loro paesi e a rischio di morte tentano di sbarcare nel nostro mondo ricco e benestante. "

Se avessi bisogno di una dimostrazione di quanto affermo da tempo, questa sarebbe quella giusta. Sembra scritta apposta per confermare la mia opinione. Siamo noi, quindi, i responsabili di queste tragedie. E siccome ci sono dei morti, siamo responsabili di quelle morti. Siamo responsabili, secondo Parlato, di uno "sterminio", di un "omicidio di massa". Ergo, siamo tutti degli "omicidi". Resta solo da stabilire se si tratti di omicidio colposo, volontario o preterintenzionale. E speriamo che ci riconoscano, almeno, le attenuanti generiche. Quali? Beh, per esempio, che da anni siamo bombardati da questa assillante ed ossessiva campagna mediatica da parte di questi farneticanti rivoluzionari in servizio permanente attivo che cercano in tutti i modi di farci sentire colpevoli, responsabili di fatti drammatici, di tragedie, di povertà, degli tsunami, delle carestie, delle epidemie, delle lotte tribali, dei genocidi, del riscaldamento globale, del buco nell’ozono, di tutti i mali del mondo. E queste accuse, a lungo andare, provocano ansia, stress, crisi d’identità, gravissimi sensi di colpa, incertezza del futuro e perdita della speranza in un mondo migliore. A quel punto siamo fregati, siamo dei relitti umani. E si sa, quando si giunge a quei livelli di degrado, si perde la cognizione della realtà, spesso anche le facoltà mentali e, in un momento di follia, si può giungere perfino a far annegare 40 persone nelle acque libiche. Sì, è vero che sono lontanissime da casa nostra, non sapremmo nemmeno individuarle con una buona approssimazione, ma, comunque,  riusciamo, non si sa bene con quali strani ed occulti poteri, a far affondare dei barconi distanti centinaia di miglia. Ciò dimostra che abbiamo dei buoni e validi motivi per appellarci alla clemenza della Corte e chiedere le attenuanti generiche. Ma, soprattutto, dimostra che noi italiani siamo dei grandi para…insomma, abbiamo i "poteri", come Batman, Superman, Jucas Casella ed il mago Otelma.

Questo, almeno, è quanto sostiene Valentino Parlato, il quale, essendo italiano, possiede anche lui dei poteri. Almeno uno; quello di farci girare le palle così vorticosamente che, se solo trovassimo il modo di sfruttare la forza sviluppata da questo vortice, risolveremmo per sempre il problema energetico.

2 commenti a “Italiani, tutti assassini…”

  1. esperimento scrive:

    Sulla povertà in Africa, secondo me, una parte di responsabilità l’Europa ce l’ha, il colonialismo non è stato affatto una passeggiata. Ma a questo si deve aggiungere il colonialismo arabo musulmano (v. Darfur, v. tratta degli schiavi, ecc.), le difficili condizioni climatiche e poi comunque una storia diversa da quella di altre zone del mondo.

    Per quanto riguarda le immigrazioni clandestine non ho capito chi c’è esattamente dietro. Sicuramente Gheddafi & comp. hanno una grossissima responsabilità, ma è probabile che ci siano altri dittatori complici e chissà quanti altri (mafia? terrorismo internazionale? trafficanti di organi, droga, armi o qualunque altra cosa illecita?).

    Detto questo concordo con te sull’eccesso di sensi di colpa, quando questo porta a giustificare molti dei peggiori crimini degli ultimi 50 anni.

  2. sergio scrive:

    La tua nota non mi convince. E’ un’insieme di luoghi comuni e non offre nessuna dimostrazione circa la premessa, ossia che noi non abbiamo alcuna responsabilità in merito. Limitarsi a dire che si tratta di affermazioni “false e tendenziose”, non dimostrabili, né dimostrate non basta: dimostrami invece, con argomentazioni e dati certi, che non é vero!

    Altro aspetto da chiarire é: cosa intendi per povertà? Nel “terzo mondo” vivono milioni di persone che NOI consideriamo “povere” ma che povere non sono, anzi, sono molto, molto più ricche di noi. Desiderano solo essere lasciate in pace, vivere la loro vita nella loro terra serenamente senza che nessuno DEPREDI le loro risorse per mantenere in piedi un sistema che ci porterà tutti alla rovina. I dati e i numeri per dimostrarlo esistono; ci vuole solo un pò di buon senso e l’equilibrio giusto per trarne le conseguenze.

    Saluti

    Sergio

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